LOGIN | REGISTRAZIONE | CERCA
 
CULTURE |

Sempre uguale. Eppure diversa

di Marilena Roncarà

È la cultura dell’accoglienza la nostra cifra più significativa. Rivendichiamo il diritto di ogni essere umano di essere e restare diverso e di essere e restare uguale. Questo il commento del sindaco Leoluca Orlando alla nomina di Palermo a capitale italiana della cultura 2018. Sempre a detta sua la città è stata scelta per il suo messaggio di arte migrante e di contaminazione. «Chi risiede a Palermo diventa palermitano e la nostra proposta al mondo – prosegue – è considerare la mobilità umana un diritto inviolabile».

Sicilia, tempio di Selinunte
Sicilia, tempio di Selinunte

Ecco Palermo è anche questo: capace di sorprenderci non solo per la bellezza, ma anche per il pensiero. E del resto non ci si potrebbe aspettare altrimenti da una città che ha fatto proprie nei vicoli, nella cucina e nei volti della sua gente le contaminazioni infinite conseguenza delle tante dominazioni subite, dai greci ai romani ai bizantini, dagli arabi ai normanni passando per svevi, aragonesi, borbonici e sabaudi. Allo stesso modo imprevedibile e seducente è il suo paesaggio urbano con le vie caotiche, i palazzi magnifici anche nel disordine degli anni e gli abitanti spesso imperscrutabili. «La Sicilia – come ci spiega Gesualdo Bufalino, e con lei Palermo aggiungiamo noi – ha avuto la sorte di trovarsi a fare da cerniera tra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, fra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e la canicola della passione», per questo esistono tante Sicilie e tante Palermo. Solo che poi la città ha saputo trasformare queste asperità in una sintesi unica dove c’è posto per tutti.

Sicilia Gibellina Cretto di Burri
Sicilia Gibellina Cretto di Burri

Arrivare a Palermo è facile: l’aeroporto di Punta Raisi è a 35 chilometri del capoluogo ed è proprio sulla strada verso il centro, sulla A29 nei pressi dello svincolo di Capaci, che si fa un primo incontro con la città e la sua storia grazie alla stele dedicata al giudice Falcone e alla sua scorta, in memoria dell’attentato del 23 maggio del 1992. E improvvisamente non si può che ammutolire. Poi si arriva a Palermo ed è subito colore, magia e tripudio di sguardi, nel contempo dati e ricevuti, come a dire di una presenza che fra l’amabile e il fiero non è mai indifferenza. La città sorprende per la varietà degli stili architettonici: da quello arabo normanno della Cattedrale a quello gotico della Chiesa di Santa Maria dello Spasimo fino al barocco dei Quattro Canti, la suggestiva piazza ottagonale che nelle quattro facciate che la chiudono presenta le dediche a quattro sovrani (Carlo V, Filippo II, III e IV); a quattro sante protettrici (Cristina, Ninfa, Oliva e Agata); e alle quattro stagioni, per cui scatta immediato il gioco del chi è chi. Da fare senza ombra di dubbio è un giro nei mercati della città: Vucciria, Ballarò, il Capo e Borgo Vecchio dove fra carnizzieri e pisciaiuoli, ambulanti e venditori generici che si debba comprare o meno, lo spettacolo è assicurato.

Sicilia. Palermo. Cappella Palatina © foto Allie Caulfield
Sicilia. Palermo. Cappella Palatina © foto Allie Caulfield

Poco lontano da la Vucciria si apre un altro quartiere storico, fra l’altro prediletto dagli arabi: la Kalsa e qui bisogna visitare lo Spasimo, la chiesa sconsacrata e senza tetto dal Settecento, ora attiva come teatro all’aperto. Per recuperare un po’ di relax si può fare un salto all’orto botanico, un museo en plein air con 200 anni di storia e una collezione di oltre 10mila specie vegetali. Uscendo ci si trova quasi di fronte al Bar Touring famoso per le arancine bomba: oltre 400 grammi di riso l’una. Sempre in fatto di street food bisogna provare anche U’ Vastiddaro, la storica focacceria friggitoria di piazza Marina, dove fra panini con la milza, pane e panelle, crocché e melanzane fritte c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per gli amanti del noir un itinerario da non mancare sono le catacombe del Convento dei Cappuccini con le loro circa ottomila salme, molte delle quali perfettamente mummificate. Ma in fatto di eventi il 2018 si preannuncia più sorprendente di sempre grazie al Festival delle letterature migranti, la Biennale di Arte Sacra e quella dell’Arcipelago del Mediterraneo, senza dimenticare Manifesta, la più grande biennale di arte itinerante che se nel 2014 si è tenuta a San Pietroburgo e nel 2016 a Zurigo, nel 2018 arriva a Palermo, capitale della cultura, ma soprattutto cuore del Mediterraneo e dell’accoglienza.

Articolo pubblicato su Circle Magazine #05 – ottobre 2017

Condividi la tua passione...

Potrebbero interessarti

Italia
CROCIERA IN BARCA A VELA SICILIA, ISOLE EOLIE
Italia
MATERA, LA TERZA CITTA' PIU' ANTICA AL MONDO
Italia
Siracusa: Minareto Seaside Luxury Resort
Italia
Hotel Portrait - Firenze