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ALLA SCOPERTA DELL’ARAKAN NEL PAESE DAI MILLE VOLTI

ASIA / Birmania

Le popolazioni locali sono ospitali: qui la tradizionale gentilezza e capacità di accoglienza non sono messe in discussione, nonostante la volontà di mantenere inalterata la propria identità nazionale. Confrontato con Vietnam, Cambogia, Thailandia, Cina e col resto del sudest asiatico, il Myanmar è il Paese meno stravolto nello stile di vita dai modelli occidentali. E conserva un patrimonio artistico e religioso di ricchezza straordinaria. In ogni angolo, le tante migliaia di monumenti sembrano essere la materializzazione delle innumerevoli preghiere rivolte verso l’alto dai fedeli.

Questo itinerario, oltre a prevedere i luoghi del buddhismo classico, ci porta in un’atmosfera mistica che avvolge la regione dell’Arakan (chiamata anche Rakhine), una zona isolata dal resto del paese. Qui i grandiosi templi dell’antica Mrauk U, che nulla hanno da invidiare a quelli di Bagan, non sono ancora diventati musei o attrattive turistiche, ma oggi come un tempo sono luoghi di culto ricchi di vita e spiritualità. I piccoli villaggi immersi fra le palme con le case di legno che si confondono fra stupa e pagode sono popolati da gente dai caratteri somatici simili agli indiani del Bangladesh con cui la regione confina. 
Anche la sosta e il pernottamento nel piccolo villaggio di Yandabo, in una bellissima struttura immersa nel verde ci regala la possibilità di vivere la Birmania rurale e artigianale, lontana dalle rotte classiche turistiche e di assaporare l’atmosfera rilassante e autentica in cui vivono i suoi abitanti. 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 5300 Euro

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Il Club

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Durata

15 giorni e di 14 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza da Milano Malpensa per Dubai  
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea per Dubai. Coincidenza per Yangon . Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Yangon  
Arrivo a Yangon. Dopo le formalità di frontiera trasferimento in hotel. Dopo alcune ore di riposo iniziamo la visita della città.Yangon è lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole. Visiteremo il Grande Buddha Reclinato Chaukhtatgy, dove si trova un Buddha Dormiente di 72 m. di lunghezza con un’espressione del viso molto dolce e che è stato realizzato la prima volta nel 1907, per poi essere rifatto completamente nel 1966. Molto interessante la decorazione sulla pianta dei piedi che rappresenta le 108 particolarità fisiche del Buddha.La giornata prosegue con la visita della dorata Pagoda Shwedagon, simbolo del Myanmar che veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. Svetta ad un’altezza di 99 metri sulla collina di Thaingottare e la sua sagoma è visibile a miglia di distanza, e qui, secondo la leggenda, viene conservata da circa 2500 anni, la reliquia del capello sacro del Buddha ed è uno dei siti più sacri di tutto il Sud-Est asiatico. Qui una variopinta folla di fedeli si aggira a piedi nudi in senso orario, secondo le regole del Buddhismo Theravada, fra centinaia di Buddha seduti, reclinati, in piedi, con le mani in diverse posizioni (mudra), ognuna delle quali con il suo preciso significato. Intere famiglie di fedeli seduti con grande dignità sul pavimento di uno dei tanti tempietti che fanno da corona al grande stupa centrale dorato pregano, meditano, riposano. La tradizione di dorare lo stupa così come le immagini sacre di alcuni Buddha, inizia nel XV secolo e permane tuttora: il peso della foglia d’oro che attualmente lo ricopre viene stimato in oltre 53 tonnellate. Senza dubbio la pagoda Shwedagon offre una delle più forti emozioni di un viaggio in Birmania!Cena in hotel. Pernottamento al Kandawgy Palace Hotel. Nota Bene. In considerazione dell’orario d’arrivo a Yangoon, alcune delle visite previste in questa giornata potrebbero essere svolte l’ultimo giorno.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Volo da Yangon a Sittwe, capoluogo dell'Arakan e continuazione per Mrauk U  
Trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea per Sittwe, capoluogo dell’Arakan, lo stato nord-occidentale del Myanmar che confina con il Bangladesh. E’ una regione straordinaria da pochi anni aperta agli stranieri e di grande interesse archeologico. Giunti a Sittwe, proseguiamo via terra per Mrauk U. Arrivo quindi a Mrauk U, l’antica città medioevale di Myohaung, fondata nel 1433, che ebbe il suo apogeo nel XVII secolo. Oggi è un villaggio tradizionale annidato tra le palme, sulla riva del fiume, ma dovunque si posi lo sguardo si incontrano statue di Buddha, pagode e templi. Mrauk U è un sito archeologico grandioso e poco sconosciuto dove il tempo sembra essersi fermato. In una pianura rossa d’argilla un tempo sede del palazzo reale, gli imponenti templi fortezza costruiti con tecniche e stili diversi da quelli di Bagan danno ampia testimonianza dello straordinario livello qualitativo dell’arte arakanese. Nello splendido tempio di Shittaung si ammirano le 80.000 immagini di Buddha scolpite sulle pareti delle gallerie e dei tunnel che lo circondano. Il tempio di Andaw Thein e la pagoda Shedaung con i suoi magnifici affreschi sono solo alcuni dei grandiosi edifici che ammireremo in questa giornata.Pranzo in ristorante locale Sistemazione al Mrauk U Princess Resort, il migliore disponibile della zona. È un’elegante struttura in stile tradizionale con una fantastica vista sul paesaggio circostante.Pranzo in ristorante e cena in albergo.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Giornata dedicata alla scoperta della zona di Mrauk U  
Intera giornata dedicata alla scoperta della zona e dei suoi monumenti. L’architettura del Rakhine (Arakan) è molto diversa da quella che si può vedere in altre parti del Paese. Nei monumenti che risalgono al XV e XVI secolo, si può notare una maggiore somiglianza stilistica con i monumenti della regione del Bihar (India), piuttosto che con quelli della Birmania settentrionale. È anche vero che la regione del Rakhine è stata a lungo uno stato indipendente ed ha quindi potuto sviluppare un suo stile particolare. Sicuramente la più bella tra le città antiche, è il sito di Mrauk U (XV-XVIII secolo), le cui caratteristiche principali sono l’utilizzo combinato del mattone e della pietra e l’aspetto massiccio degli edifici che ricordano molto delle fortezze, racchiuse fra grandi mura prive di decorazioni e che sono servite infatti, come rifugio durante i periodi di guerra. Tutti i corridoi e i camminamenti sono stati abbelliti da una moltitudine di decorazioni e bassorilievi.Le rovine di Mrauk U sorgono su una zona collinare e il complesso comprende una settantina tra templi e stupa e la parte più suggestiva è quella che sorge accanto alla città, dove si trovano gli stupa più antichi.Il tempio di Shittahaung, conosciuto anche come “il tempio degli 80.000 Buddha”, si presenta come un edificio di forma quadrata che si eleva su più strati con molti stupa dalle pareti dritte che terminano con dei pinnacoli (sikhara). Molto spesso questo complesso viene associato a quello di Borobudur, in Indonesia. Anche qui il visitatore deve seguire un percorso, illustrato dai bassorilievi che ricoprono le pareti e che lo dovrebbero aiutare a raggiungere “la conoscenza”.Una delle più antiche pagode di Mrauk U, la Pagoda Laymyetnha, fu fatta edificare da re Minsawmon, il primo re della dinastia di Mrauk U nel 1430Per commemorare la fondazione della capitale. È una struttura squadrata con lunghi portali elaborati che si sviluppano verso i quattro punti cardinali.Cena e pernottamento.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Escursione via terra e in barca ai villaggi di etnia Chin  
La mattina molto presto si parte in pullman per il villaggio Nann Kya (1 ora e mezzo di viaggio). Qui prenderemo una barca locale per risalire il fiume Lay Myo in un fantastico scenario naturale. Dopo circa tre ore di navigazione si arriva nel territorio popolato dal gruppo tribale Chin, visiteremo alcuni villaggi totalmente al di fuori dei circuiti turistici il cui fascino è legato proprio a una sonnacchiosa e silente atmosfera d’altri tempi e forse avremo la possibilità di vedere alcune donne con il volto tatuato. Oggi questa pratica non è più in uso, ma in passato i Chin tatuavano il volto delle loro donne per impedire che venissero rapite dai principi locali per diventare loro concubine. I Chin sono un'etnia originaria del sudest asiatico, diffusa al confine tra HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" \o "Birmania" Birmania ( HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_Chin" \o "Stato Chin" Stato Chin e HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_Rakhine" \o "Stato Rakhine" Stato Rakhine), HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/India" \o "India" India ( HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Nagaland" \o "Nagaland" Nagaland, HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Mizoram" \o "Mizoram" Mizoram, HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Manipur" \o "Manipur" Manipur, e HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Assam" \o "Assam" Assam), e HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Bangladesh" \o "Bangladesh" Bangladesh ( HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Divisione_di_Chittagong" \o "Divisione di Chittagong" Divisione di Chittagong). Come gli altri popoli HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_tibeto-birmane" \o "Lingue tibeto-birmane" tibeto-birmani, i Chin sono originari della HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Cina" \o "Cina" Cina, e si sono stabiliti nelle attuali regioni in seguito a diverse migrazioni successive. Arrivarono in Birmania, nella valle del fiume HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Chindwin" \o "Chindwin" Chindwin, al più tardi nell' HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/VIII_secolo" \o "VIII secolo" VIII secolo. Nell'862 il diplomatico cinese Fan Chuo parla di un regno nella valle del Chindwin, i cui principi sono stati chiamati Shou; questo regno viene considerato una prova della presenza di una popolazione Chin nella regione. Si mossero poi verso ovest, stabilendosi nell'odierno HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_Chin" \o "Stato Chin" Stato Chin, nel HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo" \o "XIV secolo" XIV o nel HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/XV_secolo" \o "XV secolo" XV secolo. I Chin sono divisi in sei tribù principali e 63 sotto-tribù distinte, che si differenziano per variazioni dialettali e culturali, ma che hanno in comune la storia, l'origine geografica, le tradizioni, e l'identità etnica. Il sentimento identitario tra i Chin si è sviluppato con la conquista da parte degli inglesi e la creazione del HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Raj_Britannico" \o "Raj Britannico" Raj Britannico: inglobati in uno stato più grande e multi-etnico, i Chin furono costretti a vedere più le somiglianze tra loro che le differenze. Tradizionalmente i Chin erano HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Animismo" \o "Animismo" animisti; in seguito alla colonizzazione inglese e all'opera dei missionari HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Battismo" \o "Battismo" battisti, sono però diventati nella stragrande maggioranza (80-90%) HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo" \o "Cristianesimo" cristiani.Il viaggio di ritorno a Mrauk U sarà più breve perché navigheremo nel senso della corrente del fiume Lay Myo. Pranzo a picnic e cena in hotel.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Ritorniamo a Sittwe con barca veloce e proseguiamo in volo a Yangoon  
Ritorno a Sittwe in barca e trasferimento in aeroporto per prendere il volo diretto a Yangon. Compatibilmente con l’orario del volo per la capitale, visiteremo alcuni siti della cittadina. Chiamata anche Akyap, è la capitale dello stato di Rakhine (Arakan). È conosciuta essenzialmente per il suo porto, anche se possiede alcuni luoghi di interesse, tra cui la Pagoda Atulamarazen Pyilon Cha Tha, il monastero di Mahacusala, quello dei novizi di Munimaha ed il Museo Culturale dello Stato di Rakhine. Un certo interesse riveste anche il mercato del pesce.Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Volo per Heho e trasferimento al Lago Inle  
Trasferimento in aeroporto e volo di linea per Heho.Proseguiremo per il lago Inle (35 km, 1 ora di viaggio) tra alture con risaie a secco e villaggi montani. Il Lago di Inle è il secondo lago naturale della Birmania ed è caratterizzato da una bassa profondità, è lungo circa 22 km, largo 11 km e si trova ad un’altitudine di circa 850 m. Orti e mercati galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano con i piedi per disporre delle mani libere, pagode, monasteri, laboratori per la seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del lago. La popolazione “Intha” popola le sue rive e la superficie lacustre, suddivisi in 17 villaggi e probabilmente sono migrati i quest’area durante il XVIII secolo da un’area più a sud. Vivono in case su palafitte collegate da passerelle, coltivano orti galleggianti e i pescatori usano enormi nasse con grande maestria. Ci troviamo nella regione Shan, una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i commerci d’oppio e la gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i locali sono ospitali, lavorano gli orti galleggianti realizzati intrecciando piante acquatiche ancorate sul fondo con canne di bambù riempite di fango. Vendono prodotti agricoli e articoli d’artigianato su piccole imbarcazioni. Con la piccola canoa a motore, nell’incanto di un paesaggio pittoresco fra coltivazioni galleggianti e grovigli di giacinti d’acqua, si raggiunge l’antico monastero in mezzo al lago che custodisce pregevolissime statue antiche in stile Shan e sosta alla Pagoda Phaundawoo famosa per le cinque statue d’oro del Buddha, quattro delle quali in settembre/ottobre sono portate in processione attraverso il lago ed al Monastero Ngaphechaung. Tra i prodotti locali tipici segnaliamo che oltre ai “cheroot”, i grossi sigari, e alla seta lavorata ad ikat, solo qui si trova la preziosa “bava dei fiori di loto” usata per realizzare costosi tessuti e la cu lavorazione rappresenta un caso unico al mondo. Pensate, che il famoso stilista italiano Loro Piana si è innamorato di questo tessuto che utilizzata per alcuni dei suoi preziosissimi capi.La sistemazione è prevista al Sactum Inle Resort, elegante e lussuoso albergo della zona del lago Inle, di recente costruzione. Pranzo in ristorante e cena in hotel.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Lago Inle: a bordo di canoe a motore si raggiunge il sito archeologico di InnThein  
Con canoe a motore percorriamo la ragnatela di canali che conduce al villaggio di Inn Thein. Attraverso un lungo colonnato coperto, invaso da bancarelle di venditori di oggetti e tessuti locali, si arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein che si trova nella parte ovest del lago. È sito davvero particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne accentuano i tratti antichi e selvaggi. Vi sono numerosi piccoli stupa bianchi circondati da molti altri più antichi, spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono fortemente a rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più interessante la visione. Riprendiamo le nostre piccole imbarcazioni nell’incanto di un paesaggio oltraggiosamente pittoresco fra coltivazioni galleggianti e grovigli di giacinti d’acqua per continuare l’esplorazione di questo incredibile lago e dei ‘tesori’ che vi si celano.Pranzo in ristorante e cena in hotel.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Partenza in volo per Mandalay. Alla scoperta delle sue attrazioni culturali  
Al mattino trasferimento in aeroporto e volo per Mandalay, l’ultima capitale reale prima dell’avvento dell’impero coloniale britannico ed oggi la seconda città più popolosa dopo Yangon. Fondata dal re Mindon, il penultimo re della Birmania nel 1857, la città dorata fu completata nel 1859. Alla fine della III Guerra Anglo-Birmana (1885-1886), il re Thibaw perse la città e tutta la Birmania con gli Inglesi. La città deve il suo nome alla collina attorno a cui è stata edificata.Il primo edificio ad essere costruito, utilizzando molte parti del vecchio palazzo in legno di teak di Amarapura e arricchito con nuovi intagli, pitture e decorazioni dorate è stato il Palazzo Reale, che è stato distrutto dal fuoco durante la guerra anglo-birmana, ma le porte della città e i suoi muri sono sufficienti a far capire l’imponente aspetto che doveva avere. Alcuni degli edifici sono stati ricostruiti com’erano in origine.A est del palazzo, nel vecchio quartiere reale, sorge il bellissimo Monstero Shwenandaw, ricavato da una struttura di teak intagliato che orieginariamente si trovava all’interno del palazzo e faceva parte dell’appartamento privato del re Mindon.Il Tempio di Maha Muni con la preziosa statua del Buddha è sicuramente uno dei luoghi più venerati. Si dice che l’immagine abbia virtù miracolose e i birmani di certo lo credono, se da anni applicano sulla sua superficie piccole lamine d'oro che ne hanno persino deformato le sembianze. La statua fu scolpita nell’Arakan durante il regno del re Candrasuriya nel 150 d.C. Fu il re Bodawpy che nel 1784 riuscì nell’impresa di trasportare sia la statua che il re di Arakan, insieme ad elefanti e a sei bronzi khmer provenienti da Angkor Wat a Mandalay.Interessante dal punto di vista storico-culturale la pagoda di Kuthodaw, chiamata anche “il libro più grande del mondo”, perché intorno alla pagoda centrale vi sono 729 stele di alabastro su cui è iscritto tutto il canone buddhista o Tripitaka. Tali stele sono protette da altrettanti tempietti di un bianco immacolato. È una delle pagode più venerate della Birmania e commemora la proclamazione da parte del re Anawratha della dottrina Buddhista Theravada come religione ufficiale di stato e la messa al bando del culto dei nat, anche se successivamente tale culto è stato riaccolto nella tradizione locale.Situata a circa 11 km a sud di Mandalay, Amarapura fu una delle capitali dell’impero del Myanmar. Qui si trova il famoso ponte di U-Bein, costruito due secoli fa interamente in teak, che attraversa il lago Taungthaman ed il più lungo del Paese.Pernottamento al Mandalay Hill Resort. Pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Escursione in barca a Mingun per la visita ai resti della più grande pagoda del mondo; la navigazione prosegue fino ad Ava, dove si trovano alcuni tra i più interessanti monasteri del paese  
Inizieremo la giornata con l’escursione a Mingun, una delle antiche quattro capitali. La raggiungeremo con una barca privata, navigando l’Irrawaddy per circa 2 ore. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le abitazioni e la gente che ci vive. Vedremo ciò che rimane di quella che sarebbe dovuta essere la più grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e della Pagoda Hshinbyume, costruita dal re Bagydaw per la sua regina nel 1816, la cui forma rappresenta il cosmo buddhista, con le sette fila di montagne che circondano il picco del Monte Meru, casa del dio Indra nel paradiso Tavatimsa. Una nicchia ad ogni livello ospita i cinque tipi di animali mitologici che fanno la guardia a monte sacro. Proseguiremo alla volta della collina di Sagaing, a circa 20 km da Mandalay. Lungo i sentieri alberati che portano alla cima della collina sulle rive del fiume, si scorgono gli oltre 500 monasteri e stupa di quella che fu capitale nel XIV secolo. Nella zona vivono molte migliaia di monaci ed è la località in cui, dopo Bagan, la religiosità si manifesta in maniera tanto visibile architettonicamente. Difficile individuare un angolo del vasto panorama verde non punteggiato da guglie e pinnacoli di edifici sacri. Nel vicino villaggio di Ywataung è ancora possibile vedere i maestri fabbri lavorare l’argento in maniera tradizionale. Anche se è stata capitale per un breve periodo durante il XIV, Sagaing è più conosciuta come centro di meditazione. Fedeli da ogni parte del mondo vengono qui per meditare.Rientro a Mandalay nel tardo pomeriggio. Pranzo e cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Con una barca privata navighiamo lungo il fiume Irrawady per raggiungere l'affascinante villaggio di Yandabo  
Al mattino partenza per Yandabo, un piccolo centro che si estende lungo il fiume, sul percorso tra Bagan e Mandalay. Camminando, spesso nell’apparente indifferenza dei locali (non certo disinteresse), saremo attratti da scene di quotidianità, case, scuola, monastero e dalle tecniche di lavorazione nei laboratori artigianali del posto. Qui sono specializzati nella produzione di vasi di terracotta che sono spediti in tutto il paese. Sembra che qui il tempo si sia fermato, gli abitanti vivono in armonia con la natura e in modo rilassato. Yandabo è famosa perché qui fu firmato il primo trattato di pace anglo-birmano nel 1826.Pranzo a bordo o in hotel.La cena e il pernottamento sono previsti presso un piccolo e nuovo resort, affacciato sul fiume e immerso nel verde, la “Yandabo Home”.

Tappa: 12 - Dal Giorno: 12 al Giorno 13 - La mattina presto escursione facoltativa al villaggio di Pan Nyo e poi partenza per Bagan con la barca. Pomeriggio e giornata seguente dedicata alla scoperta di Bagan  
Di primo mattino in bicicletta o in barca è possibile raggiungere il villaggio di Pan Nyo, situato lungo le sponde del fiume Irrawady, per vedere e capire il loro stile di vita quotidiano, dove circa 4.000 bufali d’acqua sono utilizzati per coltivare la terra. La coltivazione del riso la fa da padrone in questo paese, ma si coltivano anche piante da frutto e verdure di stagione. Dopo aver esplorato il villaggio, rientriamo in hotel per la colazione. Dopo la colazione, riprendiamo la nostra navigazione lungo il fiume per raggiungere il famoso sito di Bagan (circa 3 ore e mezzo), al quale dedicheremo il pomeriggio del primo giorno e tutta la giornata seguente.Bagan ebbe il massimo splendore nell’XI secolo e le migliaia di templi e rovine che si elevano nella pianura vasta più di 40 kmq attraversata dall’Ayeyarwady (nome attuale del fiume), valgono da sole il viaggio. (Pur se i lavori di restauro hanno sottratto ogni residuo aspetto “selvaggio” all’area. Discorso a parte merita anche la torre/hotel voluta nel sito dal regime, giustamente boicottata).Dall’alto di uno di questi monumenti appare un insieme di opere imponenti, minute, graziose, (poche in rovina nonostante il recente terremoto), la più parte splendidamente e a volte troppo restaurate, con altissimi pinnacoli ricoperti d’oro, più modeste costruzioni ma con interessanti interventi artistici, alcune più alte di 50 metri, altre semplici cumuli di mattoni …Durante le visite cercheremo alterneremo luoghi con caratteristiche diversificate. Pagode grandi e piccole, strutture incompiute e altre ricche di particolari architettonici, strutture artisticamente poco rilevanti e altre, meno frequenti, con resti più o meno ben conservati di pitture murali sopravvissute agli interventi “conservativi” praticati anche di recente che hanno interessato molti edifici sacri. Tutto ciò ci fornisce lo spunto per introdurre un tema interessante e curioso che risponde alla domanda del perchè Bagan non sia inserita tra i Patrimoni UNESCO, nonostante proprio recentemente tre siti birmani siano entrati in questo elenco. Gli interventi di “mantenimento”, “ristrutturazione”, “conservazione” su molte pagode sono aspetti su cui riflettere. L’argomento è complesso perché investe il differente, addirittura contrastante, rapporto con “l’arte” che caratterizza noi rispetto a quello dei locali. I birmani e tutti quelli che in un edificio sacro, indipendentemente dalla sua rilevanza artistica, vedono un mezzo essenzialmente finalizzato a glorificare una deità, privilegiano il rapporto con l’essere che l’opera materiale rappresenta, non tanto con la sua qualità estetica. È quindi comprensibile che, verso una struttura religiosa che subisce i danni del tempo, i fedeli si pongano primariamente il problema di conservare il tempio per far si che perduri, non vada in rovina, in coerenza col loro essere fedeli. Così dedicano il dovuto impegno al suo mantenimento o ricostruzione completa, sottovalutando le conseguenze che possono derivare alla sua rilevanza artistica. Ovviamente, per quelli che vivono in regioni del mondo più laicizzate con un legame labile con l’ultraterreno, nel manufatto religioso l’aspetto estetico-artistico è prevalente e induce a comportamenti assai diversi. I due approcci sono totalmente differenti, anzi contrastanti, ed è soprattutto per tali interventi massicci che Bagan non rientra tra i Patrimoni UNESCO.Tutto ciò non toglie nulla ovviamente al fascino di questo luogo che resta tra i più belli del mondo.Pensione completa e pernottamento all’hotel Tharabar Gate.

Tappa: 13 - Giorno: 14 - Volo per Yangoon e resto della giornata dedicata a completare le visite di Yangoon  
Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto per il volo per Yangoon. Il resto della giornata sarà dedicato al completamento delle visite della città e allo shopping al mercato coperto di Bo Gyoke Aung San, un tempo conosciuto come Scott Market, dove è possibile trovare tutto quanto viene prodotto in Birmania.La Kyak Taw Gyi Pagoda, ospita un’immagine ritrovata nel distretto di Mandalay e trasportata poi qui. Rappresenta il Buddha Lawka Arbayar Laba Muni ed è stata scolpita in un blocco unico di marmo bianco e misura 12 m. di lunghezza e 8 m. di larghezza.Camere a disposizione all’hotel Myanmar Life a cinque minuti dall’aeroporto.Pranzo in ristorante locale e cena in hotel. Dopo la cena, trasferimento in hotel in tempo utile per le operazioni d’imbarco del volo per Milano Malpensa. Pernottamento a bordo.Nota Bene. Nella giornata odierna si completeranno le visite della città, non effettuate il giorno d’arrivo a Yangoon.

Tappa: 14 - Giorno: 15 - Volo per l'Italia  
L’arrivo a Milano Malpensa è previsto in mattinata.

PARTENZE


11/11/2017 - Sarai accompagnato da:   PAOLO GHIRELLI  

Prezzo del viaggio 5.992 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 5.992 Euro
LIVELLO 2: 5.883 Euro
LIVELLO 3: 5.774 Euro
LIVELLO 4: 5.665 Euro
LIVELLO 5: 5.557 Euro

10/02/2018 - Sarai accompagnato da:   GIANCARLO D'ANNA  

Prezzo del viaggio 5.992 Euro TUTTO INCLUSO

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LIVELLO 1: 5.992 Euro
LIVELLO 2: 5.883 Euro
LIVELLO 3: 5.774 Euro
LIVELLO 4: 5.665 Euro
LIVELLO 5: 5.557 Euro

03/11/2018 - Sarai accompagnato da:   MARCO RESTELLI  

Prezzo del viaggio 5.992 Euro TUTTO INCLUSO

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LIVELLO 1: 5.992 Euro
LIVELLO 2: 5.883 Euro
LIVELLO 3: 5.774 Euro
LIVELLO 4: 5.665 Euro
LIVELLO 5: 5.557 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Per questo itinerario, a parziale modifica di quanto riportato nella scheda tecnica, le penali di annullamento saranno applicate nella seguente misura:

 

100% a partire dalla data di conferma di prenotazione.

 

 

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,10 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

Prenota Senza Pensieri. Tutela il prezzo del viaggio da eventuali adeguamenti valutari.

Modalità:

 

  • In fase di prenotazione dovrai comunicare la volontà di aderire al “Prezzo bloccato”;
  • Potrai così conoscere da subito l’importo forfettario richiesto a copertura dell’adeguamento valutario, che normalmente viene comunicato fino a 21 giorni prima della partenza;
  • Ovviamente il “Prezzo bloccato” è facoltativo. Decidendo di non aderire, gli eventuali adeguamenti ti verranno comunicati fino a 21 giorni dalla partenza;
  • Il Blocco Prezzi può essere applicato solo alle prenotazioni effettuate fino a 45 giorni prima della partenza.

 

 

La quota comprende:

 

  • Volo di linea a/r Milano/Yangon in classe economy
  • Voli  di linea Yangon-Sittwe, Sittwe-Yangon, Yangon-Heho, Heho-Mandalay, Bagan–Yangon in classe economy
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Trasporti interni in autobus con aria condizionata (senza aria condizionata in Arakan)
  • Barche ad uso esclusivo del gruppo Kel 12 (con un minimo di 10 partecipanti)
  • Sistemazione in camera doppia negli alberghi citati in programma di cui forniamo i siti web in modo che, al di là del nostro giudizio o delle classificazioni ufficiali, se ne possano riscontrare direttamente le caratteristiche
  • Trattamento di pensione completa dalla cena del 2° giorno alla cena del 14°giorno
  • Visite ed escursioni come da programma con guida locale che parla italiano ed accompagna  per tutto il viaggio
  • Accompagnatore dall’Italia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti indicato
  • Ingressi, tasse e percentuali di servizio
  • Salviette rinfrescanti e acqua in bottiglia durante tutti i percorsi in bus

 

La quota non comprende

 

  • Le bevande
  • le mance e il facchinaggio
  • Il visto d’ingresso
  • Le tasse aeroportuali, il fuel surcharge
  • I costi per l’utilizzo della macchina fotografica/videocamera in alcuni siti
  • Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “la quota comprende”

Bene a sapersi

  • In Birmania, periodicamente, le pagode, specie quelle dorate, sono sottoposte a restauro. Dal settembre 2014 al febbraio 2015 era previsto un intervento anche nel complesso sacro Shwedagon di Yangon. Questi lavori, potrebbero essere ancora in corso e rendere poco visibile parte della pagoda principale che potrebbe essere ricoperta da impalcature di bambù. Il resto del complesso è però fruibile, e gli stessi lavori sulla pagoda più alta potranno essere motivo di ulteriore interesse per i visitatori. Si tratta di un impegno che vede coinvolti molti birmani. Diffusissima è la pratica di offrire gratuitamente la propria opera, perché concorrere al buon mantenimento e restauro dei luoghi sacri costituisce motivo per acquisire meriti, ampiamente riconosciuti dal Buddhismo. Per questo, proprio perché si tratta di un lavoro meritorio, lo scopo principale non è quello di "fare in fretta", ma di mettere la massima cura nella migliore riuscita dell'impresa, per la quale potrebbe essere necessario un tempo ancora più lungo di quello preventivato.
  • Le autorità di Bagan hanno stabilito, dal 1 marzo 2016, il divieto di salita su tutte le strutture religiose giorno e notte per salvaguardare i monumenti e per l'incolumità delle persone, dopo il verificarsi di spiacevoli episodi di danneggiamenti alle cose e cadute di persone. Non si conosce la durata di tale proibizione. Nel caso dovesse essere ripristinata la possibilità di salire, ne daremmo immediata comunicazione. In alcune strutture religiose è però possibile ancora salire e verificheremo di volta in volta l’effettiva disponibilità.
  • il 24 agosto 2016 si è verificato un terremoto in Myanmar. La notizia non ha avuto gran rilievo perché, fortunatamente, il fenomeno non ha avuto effetti particolarmente disastrosi. L'epicentro è stato accertato a circa 40 chilometri da Bagan interessando anche l'area archeologica. Inizialmente il sito è stato chiuso alle visite per le doverose verifiche ed è stato riaperto dopo pochi giorni. I danni coinvolgerebbero una trentina di strutture sulle circa 3.300 esistenti. Questi edifici, pertanto, sono attualmente visitabili solo dall'esterno. (A meno che non se ne ripristini la fruibilità anche interna entro la data della nostra partenza). Rimane pertanto sostanzialmente intatto l'interesse per la Piana di Bagan considerando che le visite possibili durante il soggiorno in loco prevedono, come è ovvio, una selezione tra la miriade di pagode esistenti. Potremo quindi recarci in un numero sufficiente di complessi sacri in grado di farci opportunamente apprezzare il luogo.
  • I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade ed eventuali soste fotografiche richieste dal gruppo.
  • I voli interni possono essere soggetti a modifiche di orario e cancellazioni talvolta senza alcun preavviso.
  • Le visite ai templi si effettuano rigorosamente a piedi nudi.
  • Il clima in Birmania è tropicale, contraddistinto da tre stagioni: calda da aprile a maggio, monsonica con piogge ed alta umidità da giugno a settembre, fresca da ottobre a febbraio/marzo (il tempo è secco e soleggiato). Tuttavia negli ultimi anni il cambiamento mondiale di clima ha fatto sì che anche in Birmania le stagioni non siano più ben definite e si sono verificate punte di freddo o pioggia nei mesi di dicembre e gennaio.
  • Il periodo migliore per visitare la regione dell’Arakan è la stagione asciutta, da ottobre ad aprile; durante la stagione dei monsoni, da maggio a settembre, la zona è colpita da forti piogge. 
  • Anche se la situazione è in continua evoluzione, le carte di credito sono accettate solo negli alberghi di Yangon, Mandalay e Bagan.
  • Gli euro non sono ancora entrati nelle più diffuse abitudini commerciali dei birmani. Si consiglia vivamente di arrivare in Myanmar con valuta in dollari americani in contanti. Si ricorda che i dollari emessi prima del 2006 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni. Non vengono accettate banconote con macchie, strappi, segni o altre imperfezioni.
  • In Birmania il GSM International Roaming non è attivo ovunque ed è quindi necessario verificare con il proprio operatore telefonico se è possibile utilizzare il proprio telefono nel Paese.
  • La telefonia cellulare è uno degli aspetti che può cambiare rapidamente, anche senza preavviso, non solo per le caratteristiche proprie di questo strumento di comunicazione, ma per la particolare realtà birmana. Sino a pochi mesi fa era possibile usare cellulari italiani con schede acquistate in Birmania. Poi la situazione è cambiata improvvisamente perché queste schede, teoricamente in commercio, sono scomparse dalla circolazione. Quindi, prima di partire, consigliamo di consultare il proprio operatore, tenendo presente che tutte le informazioni fornite possono non trovare riscontro in loco per le motivazioni sopra esposte. Le chiamate da telefono fisso possono essere effettuate solo dagli hotel, anche se il loro costo è elevato e varia da albergo ad albergo. Gli hotels da 4* in su sono in genere dotati di business center presso i quali si può accedere alla rete internet. Anche questo aspetto va verificato in loco per appurarne fattibilità costi e tempi di attesa.
  • Ormai quasi ovunque negli hotel esiste il wifi, per cui anche se non dovesse funzionare il cellulare, è possibile usare il servizio di chiamate/messaggi con whatsapp.
  • Le mance non sono incluse nella quota di partecipazione. Prevedere 100 euro a persona da dividere tra autisti, guide, facchini, barcaioli e personale in generale.

 

 

 

 

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