LOGIN | REGISTRAZIONE | CERCA
 

CALAKMUL, L’ULTIMO MONDO MAYA

AMERICHE / Messico

Il nostro itinerario prende forma tra lo stato del Chiapas e la penisola dello Yucatan (tra gli stati di Yucatan e Campeche). Sedi della civiltà maya, il cui sviluppo e le cui vicende nella regione sono testimoniati attraverso innumerevoli insediamenti, resti di templi e palazzi, la tradizione maya è ancora viva, non solo nei reperti archeologici che non si finiscono mai di scoprire, ma anche nel popolo e nelle antiche usanze che ha conservato fino ai nostri giorni.
Partiamo da Città del Messico con il museo Frida Kahlo anche detto museo della Casa Azul (Casa Blu), il quartiere di Xochimilco (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), Nostra Signora di Guadalupe e lo “Zocalo”. Un comodo volo ci porterà a Tuxtla, nello stato del Chiapas. Qui nel cuore del Chiapas, in uno scenario di autentica bellezza, circondato da una natura ancora incontaminata, si staglia uno dei più bei Canyon del Messico: il Sumidero. San Cristobal de Las Casas è una delle città coloniali più belle del Messico. Chiamata anche Pueblos Magicos (Città Magiche) è una splendida città in cui si intersecano nelle viuzze colorate i bei palazzi con muri dai colori vivaci e tetti rossi; qui architettura coloniale cultura indigena si uniscono splendidamente.
Nel cuore della Selva Lacandona in ci fermeremo in uno dei posti più spettacolari di tutto il Paese, si tratta de Las Cascades de Agua Azul un corso d’acqua con cascate meravigliose che sono state dichiarate Riserva Speciale della Biosfera.
Testimonianze Maya a Palenque: Bonampak e Yaxchilan ma lo scopo di questo viaggio è senza dubbio raggiungere Calakmul!
Siamo nel cuore della Riserva della Biosfera, la più grande delle cinque aree protette di Campeche dove i monumenti “bucano” letteralmente la fitta vegetazione, mentre l’isolamento e l’essere lontana dai luoghi più frequentati le dona un’atmosfera speciale… Secondo studi recenti, sembra che Calakmul sia stata la capitale del regno del Serpente o del regno di Kaan, principale rivale di Tikal, con il quale si disputò l’egemonia dell’area maya centrale durante il periodo classico. Per l’importanza del luogo, nel 2002 l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio Culturale della Umanità. Il sito è davvero suggestivo anche per la sua posizione, si trova in una porzione meridionale del Petén, condivide la stessa flora, fauna e orografia, e anche lo stesso stile architettonico.
Concludiamo il nostro percorso Maya con la visita di Chichén Itzá, la città più importante della cultura maya a cavallo del periodo Classico e post-Classico attorno agli anni 900 e 1300 della nostra era e del sito archeologico di Uxmal. Da Campeche un volo ci riporterà a Città del Messico dove concluderemo il nostro viaggio con la visita al Museo Antropologico che raccoglie una delle maggiori collezioni permanenti consacrate alle civiltà mesoamericane.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4680 Euro

Questo viaggio prevede le riduzioni del Club, scopri con il tuo consulente quelle a te dedicate. Att.ne la riduzione è applicabile solo nei punti vendita e agenzie di viaggio che aderiscono al circuito Kel 12 Circle

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 130 Impronte del Club.
Scopri tutti i vantaggi di Kel 12 Circle: il club dei viaggiatori.

Durata

15 giorni e di 13 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Milano Malpensa - Città del Messico  
Partenza da Milano Malpensa per Città del Messico, via scalo internazionale. Il fuso orario locale è di 7 ore in ritardo rispetto all’Italia. Arrivo nel tardo pomeriggio e trasferimento in hotel. Cena in hotel.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - I caratteristici quartieri meridionali della capitale  
Colazione e partenza per la visita della città, a cominciare dal quartiere di Coyoacán, ben preservato e con un’atmosfera movimentata, ma a misura d’uomo. Il cuore del quartiere ospita il museo Frida Kahlo anche detto museo della Casa Azul (Casa Blu) che accoglie le più importanti opere della Kahlo, nonché opere del marito Rivera. Rivera dedicò gli ultimi anni della sua vita a far conoscere il lavoro di sua moglie. Pieno d'ammirazione ribadiva: "Frida è la prima donna nella storia dell'arte ad aver affrontato con assoluta e inesorabile schiettezza, si potrebbe dire in modo spietato ma nel contempo pacato, quei temi che riguardano esclusivamente le donne".A bordo delle trajineras, le tradizionali e coloratissime barche a fondo piatto, navigheremo su un reticolo di canali d’acqua dolce e orti galleggianti (chinampas), per raggiungere il quartiere di Xochimilco (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO). Consumeremo il pranzo a bordo e osserveremo la vita che si svolge lungo i canali, circondati da allegri mariachi; i canali sono pieni di vita e di occasioni di conoscenze. La scelta di cominciare da qui è per una sorta di pretesa di ritorno alle origini. Tenochtitlán, l’antica capitale azteca, quella distrutta dai conquistadores spagnoli, sorgeva su un lago, uno dei quattro che occupavano l’odierna area della capitale, poggiata su un altopiano a 2300 mt. Xochimilco costituisce l’ultima sua traccia ed è utile per farsi un’idea di come potesse apparire in alcune zone l’antica città, che qualcuno paragonò a una Venezia d’oltremare. Lasciamo le trajineras per proseguire via terra verso il campus della UNAM (UNESCO). Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Teotihuacan, la città dove "gli uomini divengono Dei" e lo Zocalo  
Colazione in hotel. Nostra Signora di Guadalupe è l'appellativo con cui i cattolici venerano Maria in seguito ad un'apparizione avvenuta in Messico nel 1531. Secondo il racconto tradizionale, tra il 9 e il 12 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, Maria sarebbe apparsa più volte a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo.Il nome Guadalupe sarebbe stato dettato da Maria stessa a Juan Diego: si ipotizza che sia la trascrizione in spagnolo dell'espressione azteca Coatlaxopeuh, "colei che schiaccia il serpente", oltre che il riferimento al Real Monasterio de Nuestra Señora de Guadalupe fondato da re Alfonso XI di Castiglia nel comune spagnolo di Guadalupe nel 1340.Per ricordare l’apparizione, sul luogo fu subito eretta una cappella, sostituita dapprima nel 1557 da un'altra cappella più grande, e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Infine nel 1976 è stata inaugurata l'attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Finita la visita alla Basilica ci sposteremo a Teotihuacán (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, “la città dove gli uomini divengono Dei”. Visita del sito, il più noto dell’America precolombiana, vestigia d’una civiltà che ha influenzato gran parte del mesoamerica. Preesistente a Tenochtitlán, l’antica capitale azteca sulla quale è sorta Città del Messico, ci piace l’idea di cominciare con un esempio di quel che trovarono e provarono gli spagnoli al loro arrivo, per cercare di rivivere smarrimenti antichi in chiave moderna. Per noi, lo sbalordimento saranno le celeberrime piramidi del Sole e della Luna, sacre colline d’architettura antica. Pranzo in ristorante.Nel pomeriggio rientro nella capitale e visita dello Zocalo, la Plaza de la Constitucion. In particolare oltre ad apprezzare la piazza nel suo complesso, compatibilmente con gli orari di apertura, si visiteranno la Catedral e il Palacio National. La denominazione “Zocalo” deriva dall’azteco e significa “base di pietra”. Si riferisce a quella che costituiva appunto la base di un monumento all’indipendenza che doveva essere realizzato nel 1843. Dell’opera si costruì solo il basamento. Da quel momento la piazza centrale della capitale, come di molte altre città messicane, si chiama Zocalo in memoria di quella piattaforma in pietra, peraltro oramai inesistente. Camminando nei dintorni della piazza ci renderemo conto del visibile sprofondamento in corso di tutto il centro storico per le condizioni del sottosuolo. La Cattedrale ha avuto una gestazione lunghissima. Iniziata nel XVI secolo nello stesso luogo dove gli aztechi custodivano i teschi delle vittime sacrificali, è stata terminata all’inizio dell’Ottocento. Nonostante i successivi interventi, che fanno dell’edificio un insieme di stili che racchiudono buona parte di tutti quelli sperimentati nel periodo coloniale, il tutto mostra un’immagine di grande effetto, anche se non di vivacità. Anche il Palacio National vanta origini nello stesso periodo della cattedrale e contiene essenzialmente i murales di Rivera, una parte dei quali potrebbe non essere visibile per frequenti lavori di manutenzione e risistemazione del palazzo stesso. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Città del Messico (volo) - Tuxtla - Canyon di Sumidero - San Cristobal de las Casas  
Colazione e trasferimento all’aeroporto di Città del Messico per il volo su Tuxtla. Capoluogo del Chiapas (lo stato più meridionale del Messico), Tuxtla Gutierrez sorge in una fertile valle alla confluenza del Rio de Los Sabinos nel Rio Grijalva. Oggi Tuxtla è un centro agricolo (tabacco, caffè, canna da zucchero, frutta tropicale ed allevamento) e sede di un’importante mercato artigianale. Nel cuore del Chiapas, in uno scenario di autentica bellezza, circondato da una natura ancora incontaminata, si staglia uno dei più bei Canyon del Messico: il Sumidero. La sua origine risale a circa 12 milioni di anni fa, quando le acque del fiume Rio Grijalva iniziarono la lenta erosione delle rocce. Il Canyon è profondo circa 1200 metri e lungo 15 chilometri, e racchiude in sé un ecosistema fatto di pini, arbusti, querce e praterie. Gli animali che vivono in questo tratto di natura incontaminata sono specie rare e a rischio d’estinzione, come ad esempio la scimmia ragno, il coccodrillo di fiume, gli avvoltoi, i pellicani. Escursione in barca a motore e al rientro sosta per il pranzo in ristorante. Proseguimento per San Cristobal de las Casas. San Cristobal de Las Casas è una delle città coloniali più belle del Messico. Chiamata anche Pueblos Magicos (Città Magiche) è una splendida città in cui si intersecano nelle viuzze colorate i bei palazzi con muri dai colori vivaci e tetti rossi; qui architettura coloniale cultura indigena si uniscono splendidamente.Ci troviamo a 2100 metri sul livello del mare, la città è circondata da montagne e da numerosi villaggi maya in cui si parla ancora il dialetto indigeno e si indossano le tipiche vesti. Questo fa di San Cristobal una delle città più belle e caratteristiche.Cena e pernottamento in hotel

Tappa: 5 - Giorno: 5 - San Cristobal de las Casas, il mercato - San Juan Chamula e Zinacantan  
Prima colazione in hotel. La cittadina coloniale di San Cristobal ci incanterà attraverso i colori dei suoi quartieri, la vivacità del suo mercato locale, dove è possibile ammirare il lavoro artigianale degli indigeni locali, e le famose chiese, tra le quali spicca la barocca Santo Domingo. A pochi chilometri da San Cristóbal vivono le comunità indigene di San Juan Chamula e Zinacantan, dove le tradizioni vengono saldamente conservate. La lingua parlata dagli abitanti di queste comunità, lo Tsotsil, è una delle poche cose che i due villaggi hanno in comune. I maya tzotzil di San Juan Chamula praticano alcuni riti religiosi molto interessanti che uniscono le tradizioni preispaniche con quelle cattoliche. All'interno della chiesa non troveremo né panche né altari: al loro posto, i fedeli si inginocchiano al suolo, accendono candele e cantano. I riti solitamente comprendono abbondanti rinfreschi innaffiati dal pox, una bevanda alcolica a base di canna da zucchero. I tzotzil praticano anche antichi rituali di guarigione, per alcuni dei quali utilizzano uova, ossa e polli vivi che sacrificano all'interno della chiesa per poi mangiarli come alimenti sacri o seppellirli davanti alla casa dei malati. Qui potremo inoltre visitare il vicino cimitero di questo centro e le rovine dell'antica chiesa di San Sebastián. Gli abitanti di San Juan Chamula possono essere facilmente identificati grazie ai loro abiti tipici: gli uomini indossano tuniche di lana nere o bianche dette chujes, che si stringono in vita; le donne, invece, indossano delle giacche ricamate, in cotone o satin, dette hupiles, mantelli e gonne lunghe di lino nero. Non mancheremo di degustare Pox (la “tequila dei Maya”, a base di mais, canna da zucchero e grano, molto importante nella cultura Maya per i suoi usi cerimoniali) e tortillas fatte a mano. Rientro a San Cristobal.Cena e pernottamento in hotel

Tappa: 6 - Giorno: 6 - San Cristobal de las Casas - Cascate Agua Azul - Palenque  
Prima colazione in hotel e partenza per Palenque. Nel cuore della Selva Lacandona in ci fermeremo in uno dei posti più spettacolari di tutto il Paese, si tratta de Las Cascades de Agua Azul un corso d'acqua con cascate meravigliose che sono state dichiarate Riserva Speciale della Biosfera. Gli affluenti del fiume Otulún, Tulijá e Shumuljá si uniscono qui per formare delle cascate incredibili che si gettano in piscine colorate. Lungo il corso d'acqua se ne contano più di 50. L'acqua azzurra corre giù lungo pareti non troppo ripide, correndo su dei canyon non troppo profondi. La loro acqua limpida e turchese, le rocce bianche e la natura circostante creano un’atmosfera veramente suggestiva. Dopo pranzo riprendiamo la strada per la città preispanica di Palenque. Si tratta di un sito archeologico maya di medie dimensioni e si estende per 2,5 kmq. Nel 1981 fu designata “zona protetta” e successivamente l’UNESCO la dichiarò Patrimonio dell’Umanità. Immerso nella natura più selvaggia, il sito è circondato dalla foresta e da splendide cascate.Cena e pernottamento in hotel

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Palenque, Bonampak, Yaxchilan e rientro a Palenque  
Dedichiamo la giornata ai siti di Bonampak e Yaxchilan Il nome di Bonampak significa nella lingua maya “muri dipinti” e senza dubbio, il grande attrattivo di questa zona archeologica sono le pitture che si trovano nel chiamato Tempio dei murali, dove mostra, con un sorprendente realismo, la storia di una battaglia, le conseguenze e il celebrazione della vittoria. Si trova nel centro della selva Lacandona ed è stata una delle città più importanti del periodo Classico tra gli anni 600 e 800. Della grande città si conservano ancora numerose costruzioni, nonostante solo la Gran Piazza e l’Acropoli sono aperte al pubblico. I murali di Bonampak sono stati scoperti nel 1946 e sono considerati come uno dei tesori più importanti del Messico antico. Gli affreschi sono in tre stanze e furono dipinti attorno all’anno 790 d.C. É stata utilizzata una complicata tecnica nella quale sono stati applicati pigmenti in acqua con calce mescolati con un addensante organico. I muri sono ricoperti da murali all’incirca per 112 m2. I murali hanno ricevuto diverse interpretazioni, ciò nonostante, la più riconosciuta dice che narrano una sola storia che include battaglia, conseguenze e festeggio della vittoria. Nella stanza 1 è descritta la cerimonia di dedicazione del edificio. Lungo le scene appaiono personaggi della alta gerarchia che si prepara all’evento. Nella seconda stanza narra la feroce battaglia avvenuta il 2 di agosto del 792 d.C. e la conseguente presentazione e tortura dei prigionieri. Nella terza è rappresentata dai festeggi del trionfo della battaglia, dove spicca la figura di Chaan Muan II, l’ultimo sovrano de Bonampak, che realizza un rituale di auto-sacrifico, offrendo il suo sangue agli dei. Il sito è circondato da fitta selva, la quale dà rifugio a una abbondante fauna, che include scimmie ragno e urlatrici, formichieri, tapiri, cervi, leoncini e nella profonda selva, ancora pullula il sacro giaguaro. Proseguiamo con la visita del sito archeologico di Yaxchilan. Il luogo si presta a varie definizioni. Forse non è inutile ricordare che è noto anche come “Gioia Perduta nella Foresta”. Sicuramente è posto in un ambiente speciale. E’ inserito in un’ansa dell’Usumacinta, in mezzo al verde. La sua collocazione, gratificante per i suoi scarsi visitatori odierni, nel passato è servita a Yaxchilan per accrescere il proprio prestigio visto che consentiva un più facile controllo delle vie commerciali fluviali. Le rovine comprendono edifici con corone terminali a cresta, steli, una Gran Plaza, scalinate, facciate decorate ed un tempo colorate, incisioni cerimoniali e di battaglie che ornano architravi e gradini. Il suo momento di particolare rilievo va dal VII al IX secolo e le informazioni circa la più prestigiosa stirpe reale, quella del Giaguaro, ci pervengono dalle tante iscrizioni rinvenute in loco. Nel sito troviamo numerose steli, “Il Labirinto” ed una gradinata lunga e ripida che porta “all’Edificio 33”. Il tutto è in uno stato di affascinante decadenza e rovina. Solo il “33” mantiene in piedi la struttura e una buona parte della cresta.Cena e pernottamento in hotel

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Palenque, visita del sito - visita di Balamkù e partenza per Chicannà  
La visita della città sacra maya di Palenque la prevediamo all’apertura del sito (normalmente alle 8 del mattino), per utilizzare al meglio la giornata a disposizione. Ebbe il periodo aureo tra il VII e il IX secolo. Dal successivo inizia una crisi irreversibile. Ne consegue lo spopolamento della zona, l’avanzare della vegetazione e l’inglobamento nell’intricato verde della giungla. Si riparlerà di Palenque solo alla fine del XVIII secolo per opera degli spagnoli. Il suo nome sembra derivare da un termine spagnolo che indica recinto o palizzata. Si espanse notevolmente sino ad esportare il proprio dominio sino al fiume Usumacinta. Se Tikal in Guatemala ha il primato della monumentalità, Palenque ha quello della raffinatezza. Ambedue i siti hanno però il pregio di essere circondati e gratificati dalla vegetazione, che rende tutto ancora più speciale. Gli edifici e i templi sono assai interessanti anche perché una particolare cura fu dedicata, con sofisticati accorgimenti tecnici, agli spazi interni delle costruzioni. Qualche restauro eccessivamente ricostruttivo nulla toglie alla qualità superba del posto. Centinaia sono gli edifici distribuiti in una vasta area tra il verde della Selva Lacandona, una propaggine della Selva Maya, l’enorme foresta pluviale che si estende tra Chiapas, Guatemala, Belize, Yucatàn, che si sta visibilmente riducendo per l’intervento umano. Visita al Palazzo delle Iscrizioni, al Tempio del Sole e a quello della Croce Fogliata. La famosa pietra "dell'Astronauta" non è più osservabile, nel tentativo di salvaguardarne l’integrità. E’ una gran lastra di pietra con un elaborato bassorilievo di cui troveremo una fedele ricostruzione nel Museo di Antropologia di Città del Messico. Certe raffigurazioni presenti sulla lastra stessa, di ardua interpretazione, hanno consentito alla fantasia di alcuni “studiosi” di individuarne elementi che rimandano alle solite influenze extraterrestri. (A volte si è tentati di chiedersi come mai ci sia sempre qualcuno che, di fronte alla difficoltà nel fornire risposte esaurienti ad aspetti problematici che per lo meno in un certo momento storico appaiono irrisolvibili, ricorra alle non-spiegazioni chiamando in ballo entità aliene quando non addirittura divine. Chissà cosa pensano gli dei quando si sentono utilizzati come tappabuchi dell’ignoranza umana). Proseguimento per Balamku, un piccolo sito archeologico maya scoperto nel 1990, curioso per l’avvistamento dei pipistrelli. La scoperta più interessante è il Tempio degli Stucchi, in quanto gli scavi hanno permesso di recuperare un dipinto intatto lungo 20 metri datato al 550-650 a.C. che mostra creature mitologiche, rane giganti, serpenti e giaguari. In serata raggiungiamo Chicannà.Cena e pernottamento in hotel

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Calakmul, l'impero perduto dei Maya  
Oggi dedicheremo la giornata alla visita del meraviglioso sito di Calakmul. Siamo nel cuore della Riserva della Biosfera, la più grande delle cinque aree protette di Campeche dove i monumenti “bucano” letteralmente la fitta vegetazione, mentre l’isolamento e l’essere lontana dai luoghi più frequentati le dona un’atmosfera speciale. “Due monticelli insieme”, è il significato del nome Calakmul. Siamo in una delle città più importanti della civiltà maya, tanto per estensione che per popolazione, giacché arrivò ad avere più di 50,000 abitanti. La cronologia della città rimonta al periodo Pré-Classico (300 a.C.-250 a.C.), mentre il suo momento di splendore. è stato nel periodo Classico, quando il regno di Kaan si alleò con altri stati in una confederazione chiamata “Cuchcabal”. Abbiamo annotazioni che nel periodo post-Classico, si realizzavano alcune attività rituale. Le 6.000 strutture che formano gli insediamenti della città comprendono uno spazio di 70 km quadrati, la zona monumentale comprende due chilometri quadrati e conta mille edifici. Secondo studi recenti, sembra che Calakmul sia stata la capitale del regno del Serpente o del regno di Kaan, principale rivale di Tikal, con il quale si disputò l’egemonia dell’area maya centrale durante il periodo classico. Per l’importanza del luogo, nel 2002 l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio Culturale della Umanità. Il sito è davvero suggestivo anche per la sua posizione, si trova in una porzione meridionale del Petén, condivide la stessa flora, fauna e orografia, e anche lo stesso stile architettonico. Lo spazio territoriale di Calakmul è suddiviso in forma sparsa tra 5 complessi organizzati attorno alla Gran Plaza, considerata asse centrale della distribuzione della città. Risaltano nella prima sezione, le Strutture IV e VIII, e nella seconda, le Strutture V y II. La chiamata Gran Acropoli, un importante spazio del sito, è formata da la Piazza Nord che comprende il Gioco della Palla, le Strutture XII-XIV il suo annesso dedicato alle attività cerimoniali; e dalla Piazza Sud dove si trovano le Strutture XV a XVII nella quale si realizzavano atti pubblici. La Gran Piazza di Calakmul era il punto di incontro delle forze politiche, religiose e sociali del “Cuchcabal de La cabeza de serpiente”. In questa distribuzione urbana risaltano le aree residenziali della classe dirigente, come la Unitá Residenziale Wac Ahau Nah e la Unitá residenziale Utsiaal Caan, il quale numero di abitazioni indica che furono occupate da famiglie grandi. Una delle singolarità di Calakmul sono le lapidi, ne sono state scoperte 177 fin ora, più che in nessun altro sito maya, da lì l’importanza del luogo. Tutte queste lapidi si scolpivano durante il Classico, la più antica è datata 435 a.C. Il glifo Uxte’ tuun -“tre pietre”- appare almeno 8 volte nella iscrizione con relazione a importanti personaggi della città, motivo per la quale si seppe che quello era il nome originale di Calakmul. Anche la camera funeraria della Struttura VII, riveste un speciale interesse, qui sono stati ritrovati i resti di un giovane individuo di sesso maschile tre i 25 e 30 anni e statura media di 162 cm, che apparteneva alla alta gerarchia, vestito con ricchi accessori che consistevano in giada, conchiglie e ceramica. In serata rientro al lodge, cena e pernottamento.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Visita di Chicannà, Xpujil e proseguimento per Kohunlich  
Dopo colazione visiteremo le zone archeologiche di Xpujil e Chicannà, piccole ma splendide, sono una rappresentazione imponente, dell’architettura “maya bec”, presente in tutta la zona ai confini con il Guatemala. Di particolare interesse il sito di Chicannà, il cui nome in Maya significa “Casa della Bocca del Serpente”. Questa zona fu’ riportata alla luce solamente nel 1967 e si caratterizza per le cornici delle sue porte adornate con maschere rappresentanti differenti animali del Mondo Maya; una menzione particolare spetta alla struttura numero 2 con la sua enorme maschera zoomorfica somigliante ad una bocca spalancata che probabilmente in forma allegorica, rappresenta Itzamna’, Dio del Sole. Proseguiamo per Kohunlich; il suo nome proviene dall’inglese cohoonridge, che significa palma corozo, nome di un antico campo di lavorazione del legno che si ubicò nella zona negli anni 20 o 30 del XX sec. In questa zona c’erano piccole elevazioni del terreno con palme di corozo, una specie del sud della penisola del Yucatan e del Petén del Belize e Guatemala. Kohunlich è una zona archeologica di 8.5 ettari, circondata da bosco, che avrebbe iniziato il suo insediamento verso l’anno 200 a.c., anche se la maggior parte degli edifici più significativi furono costruiti all’inizio de lperiodo Classico tra gli anni 500 e 600 d.C. la crescita della città continuò verso la fine del Classico e ancora all’inizio del post-Classico (100-1200 d.C.). Kohunlich è formato da vari complessi architettonici di carattere cerimoniale e residenziale, alcuni dei quali potrebbero aver funzionato come quartieri o aggruppamenti familiari di alto livello. L’Acropoli, un altro dei grandi complessi del sito, appartiene anch’esso agli edifici residenziali di alto livello.Il Tempio dei Mascheroni, per la sua importanza simbolica e rituale, è uno degli edifici più rappresentativi di Quintana Roo per le sue otto figure modellate in stucco, delle quali si conservano solo cinque. È anche importante menzionare il Palazzo delle Tavole, la Gradinata e il Re, dentro delle strutture di alto rango, dove probabilmente, si portavano a termine funzioni amministrative. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Il color smeraldo della Laguna Bacalar e proseguimento per Valladolid - Visita del sito di Ek Belam  
Dopo la prima colazione visiteremo la Laguna di Bacalar, lo straordinario lago naturale d’acqua dolce più nella parte sud-orientale della penisola dello YucatanImmersa in un paesaggio verde lussureggiante di folte mangrovie e di fitti canneti, la Laguna risulta sorprendente per le acque azzurre di tonalità dal turchese chiaro al blu scuro, le diverse profondità del fondale di finissima sabbia calcarea bianca esaltano l’eccezionale limpidezza delle acque lacustri popolate di molte specie ittiche. La Laguna di Bacalar è un fenomeno introvabile per il complesso di caratteristiche di natura geologica, chimica, ecologica, biologica. All’estremità meridionale, il bacino lacustre di Bacalar è alimentato dalle acque straripate da alcuni cenotes, strutture geomorfologiche di grotte calcaree collassate dalle quali fuoriescono fiumi sottomarini. La parte all’estremità settentrionale del lago è invece alimentata da torrenti anche stagionali che fluiscono attraverso la foresta. Ben tre sponde della Laguna di Bacalar sono rimaste allo stato selvaggio. Lungo la sponda occidentale, le aree incontaminate sono intervallate ad altre abitate. Tra queste, la principale è la città di Bacalar nei cui pressi troviamo il profondissimo Cenote Azul comunicante con la laguna. Oggi pranzeremo a Valladolid in un ristorante con cenote, quindi è importante non dimenticare il costume da bagno.Nel pomeriggio visita di Ek Balam. Ek Balam in maya yucatano significa “Giaguaro nero”. Le sue origini sono del 300 a.C. Il suo apogeo si dà nel tardo Classico e finale. É uno dei pochi insediamenti maya che rimase occupato fino all’arrivo degli spagnoli. Raggiunse i 12 km quadrati, che includeva uno spazio sacro centrale di 1 km quadrato, dove abitava la élite. Questa piccola zona centrale era protetta da tre muraglie. Lo stile pittorico di Ek Balam è considerato uno dei migliori dell’area maya, perché essendo naturalista, esprime di maniera molto reale, con proporzioni corrette e con notevole delicatezza e forza espressiva, le rappresentazioni di divinità ed esseri mitici nelle coperture dipinte, così come di esseri umani e animali rappresentati sui muri degli edifici. Ha 45 strutture ed è circondato da muraglie concentriche di pietra più un’altra che unisce gli edifici centrali. Ha un Gioco della Palla, un anello spettacolare che portava a un cammino. L’Acropoli nel lato nord, è una struttura più grande. Misura 162 metri di lunghezza, 68 di larghezza e 32 di altezza. La decorazione è molto ben conservata e copre la porta con delle fauci aperte e canini di un serpente. Sopra c’è il re sul trono e ai lati le figure di guerrieri alati. All’interno, si trova la Struttura 35 sud o Sak Xok Naah, che significa “la casa bianca di lettura”, e dove si trova la tomba di Ukit Kan Le’k Tok’, uno dei signori più importanti della dinastia che governò il sito. Sistemazione in hotel a Valladolid, cena e pernottamento.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Valladolid - il sito Maya di Chichén Itzá - Merida  
Prima colazione e visita di Valladolid, con la sua atmosfera coloniale, è la terza città più grande dello Yucatán. Valladolid fu costruita sulle rovine dell'antico centro cerimoniale maya di Zací. Il centro della città è occupato dal Parque Francisco Cantón Rosado, dove troveremo la chiesa di San Servacio; le chiese coloniali in città sono ben sette e hanno contribuito a conferire alla città il soprannome di "Sultana d'Oriente", proprio per via del suo splendore, dallo stile tipicamente coloniale.Verso la parte sud-ovest del parco e della piazza principale troviamo la Chiesa e Convento di San Bernardino della Sierra, che risale al XVI secolo. Più conosciuta dagli abitanti di Valladolid come il Convento del Sisal, la Chiesa e Convento di San Bernardino sono tra gli edifici coloniali più belli di tutta Valladolid. All'interno la chiesa ospita magnifici affreschi originali, mentre all'interno dell'edificio del convento si trovano i giardini e un grande cenote. Proseguiamo per Chichén Itzá, la città più importante della cultura maya a cavallo del periodo Classico e post-Classico attorno agli anni 900 e 1300 della nostra era. É stato durante l’inizio del Classico, la capitale di una vasta regione e anche quando si edificarono le costruzioni stile Puuc. Con l’arrivo dei itzáes alla fine di questo periodo, si creò un nuovo stile che mescolava le tradizioni maya con quelle dei nuovi arrivati. Questo sarebbe il secondo e maggior apogeo del sito che terminò con l’arrivo dei principi del Mayapan, tra il 1185 e 1204 d.C. Situata nell’entroterra, con un nucleo monumentale di cinque chilometri quadrati e una estensione amplissima di alloggiamenti e luoghi di secondaria importanza, attualmente è stata scavata per un 20%. Il nome della città significa “la boca o entrada al pozo de los itzáes” facendo riferimento ai pozzi o depositi che rifornivano d’acqua il luogo e che, con molta probabilità, condizionarono la creazione di piazze.La architettura de Chichén Itzá è abbastanza innovatrice rispetto alle città maya classiche. Grandi colonne e pilastri costruita con enormi blocchi di pietra sovrapposti e spesso incisi, riempiono gli edifici per dentro e per fuori, specialmente nel complesso chiamato delle Mille Colonne, la cui funzione fu quella, probabilmente, di mercato.L’edificio più famoso e importante di Chichén Itzá è il Tempio di Kukulcán, rappresentazione maya del dio Quetzalcoatl. Conosciuto come “Il castello” , ha una altezza di 24 metri su una piattaforma di 55,5 metri di Largo, dalla quale sorgono 4 scale che rappresentano i punti cardinali, il cui numero di scalini totali coincidono Con i 365 giorni dell’anno.La zona archeologica è dichiarata Patrimonio Mondiale da parte dell’UNESCO. Nel pomeriggio raggiungiamo Merida, la città più grande dello stato dello Yucatán, nonché la sua capitale amministrativa, culturale e finanziaria. È una città moderna e cosmopolita, ricca di musei, gallerie d'arte, ristoranti, negozi e boutique, e una delle località più importanti in cui scoprire l'eredità maya del Messico. La città fu fondata nel 1542 da Francisco de Montejo, "el Mozo", nel luogo in cui anticamente sorgeva la città maya di T'ho, il cui nome significava "la città dalle cinque colline". T'ho era il centro della cultura e delle attività maya nella regione dello Yucatán; dopo l'arrivo degli spagnoli, le sue cinque piramidi furono distrutte e le loro pietre riutilizzate per la costruzione della cattedrale di Mérida e di altri importanti edifici di questa moderna città. Mérida nacque come città fortificata e molte delle sue antiche porte d'accesso sono ancora oggi intatte e visibili; vanta anche il secondo centro storico più grande di tutto il Messico, superato unicamente da quello della capitale del Paese. I vestiti tradizionali, la lingua, la cucina e il suo modo di vivere ci introdurranno alle tradizioni culturali della città.Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Merida, visita di Uxmal e proseguimento per Campeche  
Dedichiamo la mattinata alla visita del sito archeologico di Uxmal. Questo sito, meno pubblicizzato ma non per questo meno frequentato di altri più noti, è degno di grande attenzione, e a noi attrae in particolar modo perché si presenta allo stesso tempo poderoso e intriso di grazia. La Piramide Arrotondata, la Casa del Adivino, l’Edificio delle Monache, la Casa delle Tartarughe e altre architetture sorprenderanno proprio perché non si trovano in uno dei luoghi più famosi. Uxmal, che visse un periodo florido specialmente tra il VII e X secolo, fu abbandonata per motivi ancora non del tutto chiariti. Sommersa dalla vegetazione è riemersa dal dimenticatoio solamente nel XIX secolo. Sosta per il pranzo in una bella hacienda e proseguimento per Campeche, famosa per i laboratori di cappelli Panamà. Di Campeche, posta sul mare, va gustata, anche se fugacemente, l’atmosfera coloniale che l’impegno dei locali ha contribuito a mantenere e migliorare, specie dopo il 1999 anno in cui l’UNESCO l’ha inserita nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Il centro storico ha visto impegnativi interventi per la conservazione di un patrimonio di edifici, cinte murarie, bastioni, chiese… Certamente troveremo il tempo per una passeggiata in una zona con architetture risalenti ai secoli XVI e XVII. Cena e pernottamento.Cena in ristorante e pernottamento in hotel

Tappa: 14 - Giorno: 14 - In volo da Campeche a Città del Messico - visita al Museo di Antropologia e in serata partenza con voli di rientro in Italia  
Prima colazione in hotel e trasferimento in aeroporto per il volo di rientro a Città del Messico. Ci trasferiremo in città per il pranzo (libero). Nel pomeriggio visita al Museo Antropologico che raccoglie una delle maggiori collezioni permanenti consacrate alle civiltà mesoamericane. Ci concentreremo in particolare su alcune delle sale superiori, dedicate alle popolazioni autoctone, per ripercorrere le tappe del nostro viaggio appena concluso. Nel tardo pomeriggio percorso di rientro in aeroporto per il volo serale verso l’Europa. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 15 - Giorno: 15 - Milano Malpensa  
L’arrivo a Milano Malpensa è previsto nel pomeriggio.

PARTENZE


27/10/2017    

Prezzo del viaggio 5.266 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 5.266 Euro
LIVELLO 2: 5.172 Euro
LIVELLO 3: 5.079 Euro
LIVELLO 4: 4.985 Euro
LIVELLO 5: 4.892 Euro

26/01/2018    

Prezzo del viaggio 5.266 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 5.266 Euro
LIVELLO 2: 5.172 Euro
LIVELLO 3: 5.079 Euro
LIVELLO 4: 4.985 Euro
LIVELLO 5: 4.892 Euro

23/03/2018    

Prezzo del viaggio 5.266 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 5.266 Euro
LIVELLO 2: 5.172 Euro
LIVELLO 3: 5.079 Euro
LIVELLO 4: 4.985 Euro
LIVELLO 5: 4.892 Euro



Gallery


Richiedi un preventivo

Email*:  
Data Partenza:
Data Ritorno:
Numero Adulti:
Numero Bambini:
Aeroporto di Partenza:
Vuoi volare in business:
Budget:
Tipo Sistemazione:
Lingua Guida:
 
L'invio del presente modulo non comporta alcun impegno nei conforni di Kel 12 Travel S.p.A. Al ricevimento della richiesta, i nostri operatori provvederanno a contattarti per fornirti informazioni sulla disponibilita' del viaggio nel periodo prescelto insieme alle modalita' per effettuare l'eventuale prenotazione. I dati raccolti verranno trattati da Kel 12 Travel S.p.A. nel pieno rispetto della legge sulla privacy. Dichiaro di aver letto ed accettato le regole di tutela della privacy proposte da Kel 12 Travel S.p.A.

 

 

Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,15USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

LA QUOTA COMPRENDE

  • Voli di linea da Milano in classe turistica via scalo internazionale
  • Volo di linea da Città del Messico a Tuxtla e da Campeche a Città del Messico in classe turistica
  • Trasferimenti interni in pulmino privato con aria condizionata
  • Hotel indicati nel programma
  • Pensione completa per tutto il tour eccetto la cena del primo giorno a  Città del Messico e il pranzo e la cena dell’ultimo giorno a Città del Messico. (le cene sono 3 in ristorante e 7 in hotel)
  • Tutte le entrate ai siti indicati
  • Escursioni in barca a Xochimilco e nel canyon del Sumidero
  • Facchinaggio negli hotel
  • Guida locale parlante italiano
  • Accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del minimo previsto

 

LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Tasse aeroportuali e fuel surcharge
  • Bevande e spese personali
  • Mance
  • Facchinaggio negli aeroporti e negli hotel
  • La cena del 1° giorno. Il pranzo e la cena del 14° giorno
  • In generale, enti ed autorità locali possono decidere di aumentare o introdurre tasse o spese non segnalate alla voce “La quota non comprende”. Pur non dipendendo dalla nostra volontà, ci scusiamo sin da ora nel caso ciò dovesse verificarsi
  • Tutto quanto non esplicitamente indicato in “La quota comprende”

 

 

Bene a sapersi

  • Si tratta di un viaggio comodo, con poche difficoltà, tutto su pulmino privato e con alberghi in generale di alta categoria.
  • Sono previste camminate all’interno dei siti archeologici
  • I pranzi e le cene potranno a volte non essere previsti alle ore “canoniche” in funzione delle visite programmate.
  • Le giornate di Città del Messico saranno un po’ frenetiche, vuoi per il tipo di città, infinita e sempre a rischio imbottigliamenti, vuoi per le tante tappe previste, anche se in genere abbiamo cercato di dividere le zone per giorni, evitando spostamenti troppo lunghi e spossanti.
  • Sono previsti due brevi trasferimenti aerei, per lo Stato del Chiapas e per rientrare nella capitale e da qui proseguire con il volo di ritorno in Italia.
  • Nb: in Messico le camere triple hanno sempre due letti matrimoniali.

Potrebbero interessarti

Messico
Messico: Veraclub Royal Tulum
Messico
HOTEL ESENCIA
Messico
LA BIOSFERA DELLE FARFALLE MONARCA E .... TEQUILA!
Messico
MONDO AZTECO MAYA by BUS

Articoli Correlati

Danimarca Giappone India Italia Vietnam
In viaggio dentro al Circle
Australia
Il primo hotel astrologico al mondo
Argentina Brasile
200 volte Argentina