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CAMBOGIA, DOVE UN SORRISO E’ UN SORRISO

ASIA / Cambogia
Un viaggio solo in Cambogia? Si. Specie stavolta perché Angkor, in accordo con l’UNESCO, straordinariamente si apre e illumina una sera per una cena e musica solo per noi.Vi dedichiamo tanto tempo perché la Cambogia dà "più di quello che costa". Phnom Penh, di nuovo bella. Sambor Prei Kuk che sarà modello per Angkor. Il ponte di Jayavarman VII stupefacente per integrità e assenza d’altri. Poi Banteay Chhamar dove i volti di Avalokitesvara anticipano il Bayon. Prasat Banan, torri khmer ispirazione per Angkor Wat. Da Battambang, in barca, ci infiliamo nell’intimo cambogiano sino a Angkor dove stiamo quattro notti e partecipiamo al nostro evento. "Cambogia, dove un sorriso è un sorriso", perché lì, ancora, un sorriso è un sorriso e non una richiesta di mancia. Un motivo in più per andarci. 
 
 

Prezzo del Viaggio

A partire da: 2950 Euro

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Il Club

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Durata

13 giorni e di 10 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 12 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 18 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Volo da Milano a Phnom Penh via Bangkok con arrivo previsto la mattina successiva  
Volo di linea Thai da Malpensa TG 941 delle 13,05. Incontro con l’accompagnatore 3 ore prima della partenza al banco accettazione. Pasti e notte in volo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Phnom Penh, visita della capitale  
Arrivo a Bangkok alle 5,55. Volo Thai TG 580 alle 7,50. Si è a Phnom Penh alle 9,00.Dopo il disbrigo delle formalità d'ingresso iniziamo le visite. Saremo in hotel all’ora di pranzo. Proseguimento delle visite in attesa della cena, che consumeremo presto per avere un buon numero di ore da dedicare ad un meritato riposo. Il buffet in hotel permette di cenare quando si ritenga opportuno in relazione alle proprie esigenze.Nella capitale visitiamo il Museo Nazionale, Palazzo Reale e Pagoda d’Argento.(Si ricorda che in alcuni luoghi l’accesso è consentito solo a piedi scalzi e con un abbigliamento sobrio. Niente canottiere, gonne o pantaloni corti. Tenerne conto nella preparazione del bagaglio a mano che si porta in aereo).Cominciamo con un tour della città in bus, per coglierne alcuni primi aspetti, tra cui il Monumento all’Indipendenza e i lungofiumi. Poi ci si reca in hotel per il pranzo. Verso le 14 assegnazione delle camere. Prevediamo una sosta in hotel per una salutare doccia. Non ci faremo tentare da una pur breve pennichella, perché la cosa migliore è arrivare stanchi la sera per concedersi una meritata notte di sonno in grado di ricostruire un opportuno ciclo giorno-notte.Nel pomeriggio proseguiamo con le visite più significative di Phnom Penh. (L’ordine delle visite, in questo e in tutti gli altri luoghi, potrà essere variato purché se ne preservi la sostanza).Phnom Penh si sta definitivamente svegliando da uno stato di sonnolenza, (dovuto alla necessità di una particolare sofferta elaborazione del lutto), che l’ha colpita dopo i tragici fatti connessi agli orrori dei “Khmer Rossi”. Oggi sta tornando a essere quella piacevolissima città che ne aveva fatto uno dei centri coloniali francesi più apprezzabili, dal punto di vista estetico e della vivibilità urbana di tutta la penisola indocinese. In ciò è aiutata dal suo essere distesa in una piana in cui convergono 3 fiumi, il Mekong, il Tonlè Sap e il Tonlè Bassàc. I lungofiumi sono le zone più piacevoli dove passeggiare e cercare un bar dove rilassarsi al tramonto o dopo cena.Le leggende sulla fondazione della città contribuiscono a restituire al luogo quanto le recenti vicende hanno brutalmente imposto nella vita d'ogni cambogiano. Ma la storia vera sulla sua origine è legata al declino di Angkor che determina la necessità da parte dei Khmer di individuare una zona più funzionale di quella in cui sorgeva l’antica capitale per sviluppare i rapporti commerciali con Cina ed Indonesia. Così si amplia il primo nucleo urbano all’inizio del XV secolo.La presenza francese si riscontra ancora nell’aspetto attuale di Phnom Penh specie con riferimento al Palazzo Reale, al Nuovo Mercato e al Museo Nazionale. Dopo lo spopolamento forzato operato nel periodo del terrore, quando in città erano rimasti non più di 50.000 abitanti, l’arrivo dei vietnamiti nel ’79 facilita il ritorno alla normalità, soprattutto dopo gli anni ’90. Da quel momento si assiste a un reale risorgere della capitale attraverso la costruzione di numerose opere pubbliche, e l’inizio di corposi restauri che le stanno ridando vitalità e gradevolezza.Il Palazzo Reale è costituito da alcune strutture che ricordano quello più famoso con sede a Bangkok. Il complesso è formato da vari padiglioni, giardini, sale, viali, torri e pagode la più famosa delle quali è senz’altro la “Pagoda d’Argento”. Il nome deriva dal materiale con cui sono realizzate le circa 5.000 mattonelle del pavimento, ognuna delle quali pare pesi un chilo. All’interno sono conservati molti oggetti di pregio che consentono di farsi un’idea della grandiosa civiltà Khmer. In particolare si nota la presenza di varie rappresentazioni statuarie del Budda, gioielli e maschere in oro, smeraldi e altri materiali nobili, che pesano tante decine di chili. Non poteva mancare la presenza di marmo italiano usato per la costruzione dello scalone d’ingresso.Il Museo Nazionale, un’interessante struttura in mattoni in parte aperta, custodisce la più importante raccolta di sculture Khmer del pianeta. Il complesso è reso ancora più piacevole dalla sua articolazione in padiglioni inseriti in un giardino. Statue con influenze induiste che risalgono dal VI secolo, raffigurazioni buddiste, ceramiche e bronzi alcuni dei quali del IV secolo, danno gradevolezza a una visita tra l’altro non particolarmente lunga, che serve però da opportuna introduzione ad un viaggio di avvicinamento al mondo Khmer.Cena (buffet) in hotel.Il nostro hotel a Phnom Penh, “Le Royal Raffles” 5* lusso (www.raffles.com) Davvero godibile.Un albergo d’epoca coloniale ristrutturato nel 1997 dalla non ignota compagnia “Raffles”. “Tra i più grandiosi hotel coloniali d’Asia”. “Una delle vecchie glorie dell’Asia assieme all’Oriental di Bangkok e al Raffles di Singapore”. Probabilmente la migliore sistemazione della Cambogia, in ogni caso è banalmente molto bello e con servizi adeguati. E’ una struttura che ci ha sempre soddisfatto e volentieri la frequentiamo da quando è stata riaperta dalla nuova gestione. Non risulterà estranea a chi abbia soggiornato presso lo Strand Hotel di Yangon o, più probabilmente, a chi abbia visto “Urla del silenzio”, in parte girato negli ambienti del “Le Royal Raffles”. E’ spesso accomunato al Rex Hotel di Saigon perché in anche lì risiedevano i giornalisti che seguivano le rispettive vicende belliche. La differenza è però notevolissima dal punto di vista della qualità, a sfavore del Rex.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Mattinata a Phnom Pehn e partenza per Skoun (città dei ragni) e Kompong Tom  
Vista la pesantezza delle due giornate d’inizio viaggio ci concediamo una sveglia a piacere, mattinata e pranzo liberi in modo che ognuno si organizzi il tempo come voglia. Si potrà approfondire la conoscenza di Phnom Penh, passeggiare sul lungofiume o fruire dei servizi in hotel per alcune ore di puro relax. E’ doveroso ricordare che nella capitale, e in tutta la Cambogia, le vicende che hanno attratto l’attenzione del mondo per la brutalità con cui alcuni uomini hanno massacrato altri uomini, hanno lasciato tracce non solo negli animi dei cambogiani superstiti. Ci sono ulteriori segni che consentono di non dimenticare. Tra questi, a Phnom Penh, vi è un edificio tristemente noto per essere stato trasformato da scuola a luogo di detenzione e tortura. Si tratta dell’ex carcere di massima sicurezza S-21 in cui sono stati rinchiusi circa 20.000 cambogiani prima di essere avviati a un campo di sterminio. Il posto mostra con ruvida verità una parte di ciò che è accaduto durante il regime di Pol Pot. Chi vi vorrà andare riceverà le opportune indicazioni. Non prevediamo una visita di gruppo perché non tutti quelli che vi si sono recati hanno gradito le crude immagini cui ci si trova di fronte.In ogni caso l’organizzazione mette a disposizione bus e accompagnatore per andare al S-21 o in altri luoghi che possano interessare il gruppo, per esempio un mercato, tra cui quello russo.Qualsiasi cosa si decida di fare, le stanze dell’hotel vanno lasciate alle 12 (regola comune in tutti gli hotel del viaggio, salvo specificazioni), e la partenza per Kompong Tom è prevista intorno alle 13.I 170 chilometri tra le due località si possono percorrere normalmente in poco più di 3 ore utilizzando la buona strada che le collega. Si trova a metà strada tra la capitale e Siem Riep, verso nord sulla NH6.Prevediamo una breve sosta a Skoun, posta a una novantina di chilometri da Phnom Penh verso Kompong Tom. E’ nota per la sua specialità alimentare: ragni e tarantole fritte che provengono da raccolte effettuate nei villaggi vicini. (La cena al Sambor Village Boutique Hotel di Kompong Tom non è così indecorosa da dovervi giungere avendo già mangiato).Nel tardo pomeriggi giungiamo nel nostro piccolo hotel nell’area di Kompong Tom.Il “Sambor Village Boutique Hotel” (http://samborvillage.asia/) offre strutture piacevoli, anche se le descrizioni fornite da guide e Internet forse risultano essere eccessivamente elogiative. In ogni caso, è un posto che usiamo da quando è stato aperto (non da molti anni) specie per la sua posizione, ma anche per l’accoglienza. E’ anche la migliore delle sistemazioni disponibili a Kompong Tom. Si tratta di bungalow semplici distribuiti in un giardino con una piccola piscina sempre gradita nei mesi caldi, vicino al fiume. Il tutto è contornato dalla gentilezza della gestione, pulizia delle stanze, suoni che provengono dal verde e dai volatili che fanno visita.Inoltre, disponendo di poche stanze, lo avremo quasi tutto a nostra disposizione.Cena in hotel. (Set menù).

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Kompong Tom, Sambor Prei Kuk, primo inconto con un esempio non trascurabile dell'arte kmer, il sorprendente integro solitario "ponte di Jayavarman". Poi, l'intricata Beng Mealea e l' arrivo a Siem Reap (Angkor)  
Spesso, come in questa occasione, le distanze da percorrere, ma soprattutto lo stato di alcuni tratti di strade, consigliano partenze di buon mattino per mantenere la durata del viaggio entro un numero di giorni congruo.E’ la prima vera giornata di visite e trasferimenti intensi. Cominciamo da Sambor Prei Kuk, a una trentina di chilometri di strada sterrata da Kompong Tom.Questo sito rappresenta degnamente, come Preah Vihear (che conosceremo fra qualche giorno), un corretto approccio storico e architettonico alla successiva esplosione artistica di Angkor, di cui costituisce preziosa anticipazione. E’ un gruppo di monumenti preangkoriani assai rilevante in Cambogia. Stranamente, è poco frequentato nonostante, al contrario di Preah Vihear, da più anni sia comodamente raggiungibile con una strada quasi tutta asfaltata.La visita dei templi di Sambor Prei Kuk, permette un opportuno incontro con la storia e l’arte kmer, perché si tratta di un sito precedente l’era classica, e consente un logico approssimarsi temporale al più famoso sito cambogiano.Qui, la foresta protegge ancora un centinaio di strutture alcune delle quali sono tra le più antiche del Paese. Capitale di un regno nel VII secolo, continua a svolgere un importante ruolo anche nella fase in cui Angkor era già il maggior potentato della regione. Gli elementi naturali hanno danneggiato l’immagine originaria del sito, ma rimane un complesso di edifici in mattoni che meritano la visita e prefigurano l’evoluzione dell’arte nel celebrato centro di Angkor.Torri con bassorilievi, sculture di leoni e mura che a volte si reggono in piedi grazie al groviglio di rami e radici di piante che formano un tutt’uno con i mattoni. Un insieme indistricabile con la foresta che pare contemporaneamente stritolare e difendere le costruzioni. Il più esplicito preludio a una forma di connubio tra mano dell’uomo antico e natura che trova l’espressione più poderosa nel Ta Phrom.Nei Prasat Sambor, Prasat Yeai Poeum, Prasat Tao, Srah Neang Pov…s'incontrano edifici e rappresentazioni di incarnazioni di Shiva, yoni, e di Shiva stesso.Molto interessanti si rivelano le parti interne di alcune grandi strutture in mattoni. La scomparsa dei tetti in legno che nascondevano le aree superiori interne, mostra spazi in alto davvero sorprendenti.Per una ricostruzione virtuale dello stato originale di Sambor Prei Kuk si può visitare il sito: http://steel.ced.berkeley.edu/research/samborDurante la permanenza, deambulando nella foresta in cui ancora si notano le fosse prodotte da non parsimoniosi bombardamenti, si è spesso attorniati da bambini che vendono in genere sciarpe. A volte “danno fastidio”. Che fare?Comprare, magari dopo estenuanti contrattazioni, contribuendo a perpetuare la non frequenza scolastica? (Ammesso che siano mai stati messi in condizioni di porsi questa “necessità”). Non comprare, negando loro la possibilità di guadagnare qualcosa?Se il tempo lo consente, con una breve deviazione lungo l’itinerario, è possibile osservare un manufatto imponente, un ponte, davvero in ottimo stato, lasciato alla visione dei pochi viaggiatori che hanno l’accortezza di andare a trovarlo. La sua realizzazione si deve a quel Jayavarman VII (fine XII e inizio XIII secolo), che, oltre ad essere giustamente glorificato per aver riportato il territorio sotto il controllo kmer dopo l’annessione da parte dei meno noti ma potentissimi vicini Cham, è ricordato come il re che più di altri ha lasciato opere che ancora oggi fanno di Angkor un centro di attrazione mondiale. Il poderoso ponte con magnifiche arcate (gli aggettivi sono giustificati), e i grandi Naga che fungono da parapetto, non hanno nulla da invidiare ai più famosi e frequentati ponti ad Angkor.A costo di arrivare un poco più tardi nel nostro hotel di Siem Riep, è consigliabile la breve sosta sul ponte.(Il richiamo ai Cham introduce la riflessione sul modo con cui nei secoli si trasmette la fama dei popoli antichi. Ve ne sono alcuni che, avendo lasciato opere imponenti, sono ricordati e valorizzati storicamente in modo proporzionale alla grandezza delle architetture giunte sino a noi, vedi i Kmer. Ve ne sono altri che, pur avendo svolto un ruolo storico notevolissimo, scivolano nel dimenticatoio o sono messi in secondo piano perché di loro non rimangono, o non hanno mai realizzato, grandiose opere, come i Cham. Infatti, quasi tutti hanno sentito parlare di Angkor, pochi sanno dell’esistenza di My Son).Da Sambor, 160 chilometri verso nord ovest per circa 3 ore, prima sulla NH6 e poi su una strada secondaria, ci portano sino all’intricata Beng Mealea.Non molti inseriscono questo luogo nei programmi, per questioni di tempo e per la sua inagibilità. (Anche se, a volte, possono incontrarsi gruppi coreani che gareggiano sonoramente con quelli cinesi). Il complesso, degno di interesse anche per la sua inagibilità, risale al XII secolo, offre immagini di semplici cumuli di pietre che paiono senza senso, imponenti fossati, commistioni inestricabili tra vegetazione e arte, arenarie finemente scarnificate, passaggi oscuri, ponticelli, torri crollate, biblioteche meglio tenute, templi, pietre, rampicanti, il tutto in una condizione di non banale abbandono.Un insieme che ci piace non trascurare nei nostri itinerari più completi, con aspetti scenici apprezzati anche da chi ha scelto questo sito come set per alcune scene cinematografiche.(Forse, non sarebbe male se, a fronte di tanti siti ben ristrutturati, alcuni come questo, riuscissero ancora a conservare l’aspetto originario di quando sono stati riscoperti e consegnati all’attenzione dei viaggiatori).Altri circa 70 chilometri ci consentono finalmente di giungere a Siem Riep in serata. Sistemazione in hotel.Pranzo in modesto ristorante locale durante le escursioni, “Preipros” (“Prey Pros”, “Prepos”). Cena in hotel. (Le cene in hotel sono sempre set menù).Il nostro hotel ad Angkor, “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*(www.grandsoluxeangkor.com)Trascorriamo in questo hotel “che porta il fascino dei resort balinesi a Siem Riep”, in totale 6 notti, (quella di oggi più altre cinque nella seconda parte del viaggio).Legno e decori, parco, grandi piscine, ampie stanze, caratterizzano il nostro soggiorno in questo hotel in cui operano management e personale molto disponibili e professionali. E’ in un vastissimo giardino in zona tranquilla, appartata, lontana dal centro di Siem Riep, ormai caotico, rumoroso, formicolante di gente e locali di ogni tipo. Sarà piacevole sostarvi sino al rientro in Italia, anche se la cucina potrà non essere considerata il miglior biglietto da visita dell’albergo. Scegliamo, però, di consumarvi tutte le cene per evitare di dover necessariamente uscire la sera e andare in ristoranti esterni alla fine di intense giornate.In ogni caso, chi vorrà vivere un poco della movida locale, troverà tuk tuk di fronte all’hotel. Con un paio di dollari, o poco più, si va in centro nell’area pedonale in cui si trova anche un night market.*(Per comodità, chi lo desideri può approntare un bagaglio col necessario per trascorrere due notti a Battambang, prima di rientrare a Siem Riep. La valigia può restare in hotel).

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Da Siem Reap all'estremo nord ovest per Banteay Chhmar e poi la francese Battambang  
Raramente introduciamo nei nostri itinerari l’estremo nord ovest del Paese. Lo facciamo in occasione di questo viaggio che vogliamo caratterizzare con una proposta più coinvolgente e approfondita del solito, proprio perché dedichiamo alla Cambogia più giorni. Ci rechiamo in una regione scarsamente proposta al turismo ad una ventina di chilometri in linea d’aria dal confine thailandese, con un sito, Banteay Chhmar, in attesa di entrare a far parte dei patrimoni UNESCO. (Noi vi andiamo ora anche per apprezzarne l’isolamento e le scarse presenze rispetto ad altre località cambogiane, prima che l’UNESCO faccia da traino allo sviluppo del turismo).Vi è uno dei più importanti monasteri dell’era di Angkor e vale la visita, nonostante i disagi.I circa 170 chilometri che separano Siem Riep da Banteay Chhmar, si percorrono in 3 ore, prima proseguendo sulla stessa statale di ieri, poi piegando verso nord.L’importanza del sito, dovuto al solito Jayavarman VII che lo fece realizzare nel XII secolo sulle rovine di un tempio di tre secoli prima, sta nell’essere uno dei complessi architettonici più maestosi e antichi fuori dell’area di Angkor.Cumuli di pietre, alberi che vigilano sulla loro incolumità, bassorilievi con scontri terrestri e navali tra Kmer e Cham, coccodrilli fanti e elefanti, scene di quotidianità, gallerie crollate e altre che resistono ancora, iscrizioni, apsara decapitate… e due figure con decine di braccia, quasi la personificazione di enormi ventagli.E i quattro volti di Avalokiteshvara, anticipazione dei mille sorrisi supponenti e misericordiosi del Bayon.Tra le rovine ombrose raramente s'incontrano altri viaggiatori.Durante la visita troveremo un angolo adatto per consumare un leggero lunch box. Riscendendo verso sud incontriamo la statale 5 che, se percorsa tutta porterebbe sino alla capitale. Noi ci fermiamo a Battambang, dove arriviamo nel tardo pomeriggio, dopo aver percorso in circa tre ore altri 180 chilometri.Sulle rive del Sangker River, è nota per essere una “piacevole località”. La seconda città in Cambogia per numero d'abitanti, non appare particolarmente stravolta dallo sviluppo succeduto alla ripresa delle attività economiche e commerciali che hanno fatto seguito alla stasi del periodo dei Khmer Rossi.Se ne apprezzerà l’atmosfera coloniale grazie ad alcune strutture realizzate dai francesi che le fornirono un tono elegante, ora decadente. Il centro storico degno d'interesse coincide col lungofiume.Pranzo con leggero lunch box nel sito di Banteay Chhmar. Cena in hotel. (Set menù).Il nostro hotel a Battambang, “Bambu” boutique hotel. (www.bambuhotel.com)E’ una piccola recente struttura, gradevole, a poche centinaia di metri dal lungofiume. Offre giardino e piscina su cui affacciano stanze realizzate in piccole costruzioni con stile tradizionale. Sarà piacevole trascorrervi la notte a Battambang, fruendo anche di sistemazioni in suite. (Vedi “La quota comprende”). Con una breve passeggiata si può arrivare al lungofiume e percorrere il quartiere che conserva elementi architettonici del periodo francese.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Battambang - Prasat Banan - Wat Ek Phnom, "treno di bambù", Battambang  
Il giorno di sosta a Battambang, oltre a consentire di conoscere un poco la realtà della seconda città cambogiana, permette di spezzare il ritmo. Oggi, ci si può svegliare meno presto del solito perché la giornata può essere meno intensa di quelle che precedono e seguono. Le visite potranno essere organizzate in modo da assorbire più rilassatezza. Noi indichiamo le visite possibili lasciando in loco, come sempre, la scelta dei momenti della giornata in cui svolgerle. E’ questa l’occasione anche per ricavarsi un tempo di puro riposo, da usarsi per passeggiare specie nel tardo pomeriggio sul lungofiume, dove più evidenti sono ancora le contaminazioni coloniali francesi.Al mattino andiamo circa 30 chilometri fuori Battambang verso sud ovest per arrivare al Prasat Banan. Giunti ai piedi di un’altura, e di una scalinata che la ascende e pare infinita, non lasciatevi scoraggiare. Sono meno di 400 i gradini che portano alla sommità di una collinetta per toccare le 5 torri, che alcuni vorrebbero siano anticipazione di quanto in maniera assai più maestosa farà la fama di Angkor Wat. Lo scalone è imponente. Salendolo con la dovuta calma se ne può apprezzare tutta la grandezza.Giunti in cima, non si è conquistata solo la vista che spazia compensando la fatica, ma letonalità cromatiche delle cinque strutture realizzate nell’XI secolo che oltre a ricordare, seppur con un impegno di fantasia, quelle del più grande monumento religioso al mondo, (sempre l’Angkor Wat), offrono particolari interessanti come gli architravi scolpiti e gli interventi in bassorilievo sulla sommità della torre centrale.Dopo la discesa, la non casuale presenza di un venditore di bibite fresche e cocco riconcilia col viaggio.Rientrando a Battambang, si può brevemente sostare (strano, ma possibile, se il gestore accetta visite) in una azienda vinicola locale. La “Prasat Banon Winery” produce vini e brandy. Provare per credere, tempo permettendo.Pranzo nel piccolo boutique hotel “La Villa”. Molto gradevole con arredi d’epoca anni ’30. Per noi è il miglior hotel di Battambang, anche se è oramai ingolfato tra moderne strutture di cemento. (Ha solo 7 stanze e non si presta a ospitare gruppi).Nel pomeriggio, andando verso nord per una decina di chilometri dalla città seguendo la direzione del Sangker River, ci si introduce nella campagna circostante per arrivare al Wat Ek Phnom. Le rovine dell’XI secolo con un tempio centrale e resti di un muro perimetrale, oltre che di una vasca sacra, sono meta di scampagnate e visite di devozione dei locali. Specie delle donne che vi si recano per chiedere la grazia di restare incinte.Rientro a Battambang nel pomeriggio ed eventuale tempo libero sino alla cena.Pranzo a “La Villa”, set menù. Cena in hotel. (Set menù).

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Barca privata da Battambang a Siem Reap-Angkor. Giornata coinvolgente, intensa, impegnativa. Imperdibile  
Occorrono normalmente 8-9 ore di navigazione da Battambang a Siem Riep-Angkor, ma la sua durata reale può essere anche maggiore. Dipende dalle condizioni generali e soprattutto dal livello dell’acqua che può limitare molto l’andatura della barca che, specie nelle strettissime anse, dovrà essere manovrata a spinta dal personale. Ma, anche ciò è parte dell’interesse della giornata. La nostra imbarcazione attraversa canali e paludi formate dal Sangker River, in uno scenario di vita fluviale e lacustre in cui si mescolano “piacevolmente” uomini, animali e aspetti della natura locale mai scontati, impossibili da scoprire se non dalla prospettiva permessa dalle vie d’acqua. Case galleggianti, strumenti da pesca d'ogni tipo, bambini, coltivazioni, verde…E, non di rado, anche quella povertà che neppure la più romantica, deformante e ipocrita delle visioni può definire dignitosa.L’imbarcazione di cui disponiamo è veramente assai modesta, ma permette un’escursione che non può mancare se si vuole incontrare la Cambogia. Come nelle altre occasioni di trasferimenti in barca, possiamo gestirla a nostro piacimento. Prevediamo un leggero lunch-box. Durante il lungo itinerario si fa una sola breve sosta, sbarcando su una casa-ristorante-bar galleggiante per consentire all’equipaggio di pranzare. Ma, come detto, le condizioni specifiche del fiume e del lago appurabili solo in loco il giorno del trasferimento, determinano concretamente l’andamento della giornata e l’ora d'arrivo.Consideriamo la giornata odierna certamente tra le più coinvolgenti dell’intero viaggio, anche se, è bene sottolinearlo ulteriormente, per qualcuno potrà essere pesante. Viste le precedenti esperienze, ci sarebbe però difficile immaginare un itinerario che non includa questa navigazione. Raramente, tra i vari pezzi di mondo che abbiamo percorso, c'è capitato di incontrare e assorbire un concentrato di immagini tanto ricche di verità.(Ad alcuni parrà certo troppo lunga, ma non potremo abbreviarla).Giunti a destinazione, si va in hotel con mezz’ora di bus.Stiamo ad Angkor ancora cinque notti per avere tempo sufficiente per visite non superficiali anche di templi poco reclamizzati della regione. Il soggiorno è articolato in modo da prevedere di terminare, a volte, le visite di gruppo nel primo pomeriggio, così da consentire attività individuali. Ci si potrà dedicare ad approfondimenti degli aspetti che più hanno interessato o andare alla ricerca di nuove occasioni di conoscenza nel vastissimo parco archeologico.Si potranno anche ricavare spazi per regalarsi piscina e massaggi nel nostro resort, visitare il mercato e negozi di Siem Riep, alzarsi presto per andare ad attendere l’alba ad Angkor Wat o recarvisi al tramonto, effettuare un “volo” in mongolfiera…Pranzo in barca con leggero lunch-box.Cena set menù secondo l’ora di arrivo e pernottamento al “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*. (Durante la permanenza nella zona di Angkor, includiamo visite ed escursioni alle quali, compatibilmente con l’andamento complessivo del viaggio e le caratteristiche del gruppo, possono essere aggiunte altre ora non indicate. In generale, anche l’ordine ora segnalato può essere variato in loco. Solo a titolo informativo, per esempio, si può decidere di unire alla visita di Phnom Kulen – prevista domani - anche Banteay Srey, se la prima escursione si svolge in tempi che lo consentano. Normalmente, però, a Banteay Srey si va in altra giornata).

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Siem Reap, Phnom Kulen. Foresta, cascata, Budda nella roccia, lingam..., Siem Reap  
L’escursione di oggi a Phnom Kulen presenta aspetti gradevoli anche per il contesto ambientale in cui si svolge. L’interessantissimo Budda reclinato scolpito nella roccia, la cascata e la strada in salita nella foresta per raggiungere il luogo sacro, rendono la giornata soddisfacente.Sarà importante prevedere bene i tempi perché la stretta strada, privata, può essere percorsa in andata e ritorno dal sito a orari prestabiliti in modo da consentire un flusso alternato. In ogni caso, il tragitto attraversa la giungla con formazioni rocciose non banali e merita di essere attentamente gustato, nonostante alcuni tratti siano disagevoli.Normalmente la strada si può percorrere in andata sino alle 11 e poi in uscita dalle 13, ma è bene riverificare in loco. Si giunge sulla cima dell’altura, (il punto più alto è di circa 500 metri slm), col luogo sacro che, si dice, possa nelle belle giornate essere vista anche da Preah Vihear, dove ci si recherà domani.(In realtà, crediamo sia solo un modo di dire, come sarà capitato di sentirsi ripetere pure in Giordania quando, sul Monte Nebo, la guida racconta che “nelle giornate senza foschia è possibile osservare le case più alte di Gerusalemme”. Mai viste).Phnom Kulen si trova a una cinquantina di chilometri da Siem, circa 20 chilometri dopo Banteay Srey, dentro una vasta area adibita a Parco Nazionale. Da sempre, Phnom Kulen, è ritenuta forse la più sacra tra le montagne della Cambogia perché proprio qui, nell’anno 802, Jayavarman II si proclama dio-re, dando inizio alla storia dei moderni regni cambogiani. Per questo è meta di visite e pellegrinaggi dei locali. Panorama, il grande Budda disteso (notevole), il santuario, alveo del fiume con alcuni lingam scolpiti, le cascate…Tutta l’area, per una certa fase in periodi remoti, era nota anche con altre denominazioni e comprendeva alcune decine di templi, le cui rovine sono ancora sparse nella giungla dei dintorni con accessi assai difficili.Rientro nel pomeriggio a Siem Riep. L’eventuale tempo disponibile, nella giornata di oggi e in tutte le altre in cui si sta a Siem Riep, potrà essere utilizzato per introdurre visite non previste o usato discrezionalmente dai partecipanti.Pranzo in modesto ristorantino locale a Phnom Kulen vicino alle cascate. Cena (set menù) e pernottamento al “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Da Angkor a Preah Vihear, il sito nella posizione più spettacolare della Paese, Angkor  
Quest’altra intensa giornata è dedicata al sito di Preah Vihear (dal nome della provincia in cui si trova), di età precedente l’era classica di Angkor. Per la sua rilevanza storico- architettonica e la sua posizione ci piace ancora ricordare che dal 2008 è l’unico sito oltre Angkor in Cambogia a essere Patrimonio UNESCO.Ci concediamo un giorno d’avventura attraverso un territorio poco influenzato dal turismo. Partenza di primo mattino verso il nord sino a ridosso del varco di confine con la Thailandia, che ha spesso cercato di contendere alla Cambogia il possesso dell’importante complesso kmer. L’arrivo nel sito è previsto dopo circa 5 ore. (Ricordarsi di avere con sé il passaporto).Si percorre un itinerario antico che faceva parte di una ragnatela di strade reali fatte realizzare dai regnanti kmer. Le principali erano sette vie lastricate che portavano in luoghi di particolare rilevanza come Preah Vihear, Sambor Prei Kuk, Phnom Kulen, o Vat Phou in Laos.(Dedichiamo molto spazio alla descrizione di Preah Vihear perché solo da poco tempo appare sulle guide e Internet).Su un’altura di quasi 600 metri si trova il complesso religioso che i thailandesi chiamano “Monastero Sacro”. Nel periodo di Angkor era meta di devozione tra le più apprezzate dai pellegrini. La sua realizzazione si attua in diversi periodi, pare dal IX-X secolo, anche se secondo molti studiosi i primi interventi sarebbero certamente anteriori. In ogni caso si tratta di un monumento che pur essendo apprezzabile dal punto di vista architettonico, lo è soprattutto per la sua posizione (la più strepitosa tra i siti cambogiani). Rappresenta, assieme a Sambor Prei Kuk, una fase dello sviluppo dell’arte kmer che solo dopo più di un secolo darà vita ad esempi più noti come il Bayon o l’Angkor Wat.I templi di Preah Vihear sono un'efficace raffigurazione materiale del periodo architettonico iniziale kmer, quando uno dei temi dominanti è la realizzazione di edifici sacri che simboleggino il Monte Meru, la Casa degli Dei, il centro del mondo. L’immaginaria altura religiosa può consistere in una montagna reale o, in assenza, in un manufatto artificiale. Ovviamente, la presenza di un luogo naturale su cui erigere l’edificio fornisce maggiore importanza al luogo stesso. Anche per questo, Preah Vihear già in passato aveva un ruolo assai rilevante per i comuni fedeli ed anche per i regnanti kmer. Ancora oggi i buddisti cambogiani vi riconoscono uno dei più sacri luoghi del Paese. Pure i thailandesi lo apprezzano, tanto che è stato motivo di recente contenzioso anche militare con Phnom Penh. (Di queste tensioni rimangono segni tangibili nella presenza di soldati che presidiano la zona).Nel sito, che sta proprio sul confine in territorio cambogiano, si può restare sorpresi dal costatare il numero di presenze che possono provenire dall’altro lato. Infatti, quando è aperta la frontiera dal lato della Thailandia, i thailandesi vi giungono in numero assai maggiore dei cambogiani perché dispongono di una migliore viabilità e di un accesso facilitato. In questo periodo, dopo gli ultimi screzi e i successivi accordi con i thailandesi, le autorità cambogiane hanno però deciso di chiudere il posto di frontiera, impedendone così l’accesso ai vicini.Il primo impatto può non essere sorprendente perché il complesso non manifesta immediatamente tutta la sua grandezza. Poi, però, si rimane coinvolti dalla vastità del sito e, come detto, dalla sua localizzazione (si tratta certamente della più spettacolare posizione fra tutti i siti archeologici della Cambogia), e dall’opportunità che si ha di vederlo così come è stato riscoperto, senza particolari interventi che ne abbiamo modificato lo stato originario. (Aspetto, questo, che ha contribuito alla scelta dell’UNESCO di inserimento tra i Patrimoni dell’Umanità).Il complesso si dipana in forma allungata per circa 800 metri dall’ingresso costituito dallo Scalone Monumentale al Santuario Centrale, che coincide col punto più alto e panoramico del sito. Segue, eccezionalmente, un orientamento da nord a sud invece che est ovest com'è nella più parte dei templi. Le strutture sono state adattate alla conformazione morfologica del terreno. Uno sperone di roccia ne condiziona la forma. E’ costituito da una serie di edifici, strutture e torri che si susseguono su pedane un poco sempre più alte sino a giungere alla sommità, che coincide appunto col santuario centrale alla fine della spianata, proprio sul bordo meridionale del dirupo.Portali decorati, gradinate e scaloni monumentali, santuari, torri, gallerie, finestre, qualche cumulo di pietre scarnificate che attendono di essere ricomposte nella loro originaria forma, colonnati, piani rialzati, Naga, cisterne…un insieme di edifici, alcuni ben conservati altri meno, indubbiamente valorizzati dalla posizione.Da qui la vista non ha limiti sul circostante territorio cambogiano e thailandese, e nelle giornate assai limpide, dicono, possa arrivare sino a individuare il profilo dell’altra montagna sacra, Phnom Kulen. (Mai scorta). Pare che già alla fine del XII secolo il posto non fosse molto frequentato e che la vegetazione abbia di lì a poco cominciato ad avvolgere, nascondere, proteggere, stritolare, abbracciare le sacre pietre conservandole per noi.(Sino a pochi anni fa occorrevano oltre 10 ore per andare e altrettante per tornare da Siem Riep, ed era quindi necessario passare una notte nella zona in situazioni disagiate. Poi, sono iniziati lavori di sistemazione in gran parte del percorso. Tre anni fa erano necessarie circa 7 ore di jeep per giungere al sito. Oggi, che la strada è stata quasi tutta resa ben agibile, ne occorrono anche meno di 5.La distanza totale da Siem al luogo archeologico è di 250 chilometri circa. Pur tortuosa, sino a Anlong Veng, l’itinerario punta decisamente verso il nord per quasi 125 chilometri. Devia poi a est per Sra Em, che dista un altro centinaio di chilometri, località in provincia di Preah Vihear nelle alture di Dangkrek. Da qui, poco più di 25 chilometri portano alla base del colle col complesso sacro, cui normalmente si accede arrivando quasi sino all’ingresso con gli automezzi).Pranzo nel sito (leggero lunch-box). Cena in hotel, (set menù), ad ora più tarda del solito, “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Ci avviciniamo finalmente al cuore di Angkor, Banteay Srey (il "tempio rosa"), Banteay Samre, Angkor Thom  
Continuiamo l’avvicinamento al cuore di Angkor recandoci al Banteay Srey, il tempio rosa, per la qualità della pietra con cui è stato realizzato nel X secolo. E’ comunemente considerato in assoluto una delle maggiori preziosità architettoniche e artistiche cambogiane. (Nonostante la presenza di alcune copie in sostituzione di originali che ora ornano dimore private in qualche parte di mondo).Si trova a una trentina di chilometri da Siem ed è nota anche come cittadella delle donne per la graziosità delle raffigurazioni presenti nel tempio, caratterizzato da un ottimo stato di conservazione, dalla raffinatezza della fattura e accorti (oltre che sostanziosissimi) restauri. Eleganti figure femminili presenti nelle pareti del tempio narrano episodi dell’onnipresente poema classico indiano “Ramayana”. E’ dedicato a Shiva, ma sono numerose anche le altre divinità maschili e femminili che ne ornano, ingioiellandole, le strutture.Il Banteay Samrè, altra meta della mattinata, sempre in zona, risale al XII secolo. E’ in buono stato di conservazione e sta in posizione isolata con un corpo centrale, spazi per biblioteche e atrio. E’ protetto, cosa rara, da una doppia cinta muraria con un fossato centrale. Vi andiamo per le caratteristiche artistiche e scarsi turisti.Durante la giornata prevediamo di recarci anche in uno dei tre siti che hanno reso famosa Angkor, il Ta Prhom, l’Angkor Wat e l’Angkor Tom. Ora indichiamo l’ultimo, ma potrà anche essere inserito un altro secondo quanto si riterrà più opportuno in loco per ottimizzare i tempi, considerati i flussi turistici e la vastità dell’area archeologica grande oltre 400 chilometri quadrati.L’Angkor Thom era una vera città fortificata realizzata tra i secoli XII e XIII. Pare che nel periodo d’oro nella zona vivesse oltre un milione di persone. L’area era cinta da mura e fossati, chiara rappresentazione architettonica del monte sacro Meru e degli Oceani. Porte monumentali di oltre 20 metri sono arricchite da grandi statue di divinità, demoni, proboscidi. All’interno vi si trovano edifici quali la “Terrazza del Re Lebbroso”, la “Terrazza degli Elefanti”, ma soprattutto il “Bayon”.Se la struttura più maestosa di Angkor è l’Angkor Wat, il Bayon rappresenta certamente quella in cui arte e capacità fantastiche degli autori e di chi l’ha commissionata, si sono espresse al meglio della creatività. I 216 enormi volti di Avalokitesvara sembrano inseguire con lo sguardo freddo, ma con sorriso più conciliante, il visitatore che in ogni caso rimane assai colpito dalla straordinarietà dell’opera. Il sorriso, appena accennato, delle sue 432 labbra può anche richiamare, (non per proporre inconsistenti rapporti ma solo per omogeneità estetiche), quello di Abu Simbel. Oltre allo straordinario insieme dell’opera, sarà interessante osservare nel dettaglio anche i bassorilievi con oltre 10.000 raffigurazioni. Molte di queste rappresentano scene di vita del XII secolo.Si dice che sia stata questa la prima struttura che lo scopritore di Angkor, (Henri Mouhot oggi sepolto lungo un fiume in Laos), abbia notato durante un suo girovagare nella foresta. Assai coinvolgente e di grande impatto emotivo.(Se dovessimo suggerire un posto dove attendere l’alba, sulla base delle esperienze personali, oltre al gettonatissimo Angkor Wat…).Oggi inizia la nostra scorribanda tra i templi di Angkor. Ma, noi non ci accontentiamo di condividerne la visione di giorno assieme a tante altre persone. Per questo scegliamo anche di tornarci la sera di domani e avere il privilegio di incontrare un tempio aggraziato, il Thommanon Temple, tutto per noi.Pranzo, non in un normale ristorante. Andremo in una casa privata che da qualche tempo prepara pasti a richiesta. A volte è possibile, e gradevole.Pernottamento al “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*. Cena in hotel (set menù).

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Angkor (Ta Phrom, Angkor Wat...). Incontro serale con gli altri gruppi per la cena al Thommanon Temple di Angkor, aperto e illuminato solo per noi  
Abbiamo riservato per gli ultimi due giorni alcuni degli aspetti più noti di Angkor. Nella parte di oggi con visite di gruppo è difficile elaborare una graduatoria tra i monumenti che più possono suscitare l’interesse.(L’ordine delle visite potrà invertirsi per questioni logistiche. Il giorno dopo e una parte del pomeriggio di oggi destinate al tempo libero, potranno essere dedicate ad approfondimenti individuali. Si potrà anche decidere, per evitare ingolfamenti e le ore più calde, di recarsi nei siti presto al mattino).Ogni tappa odierna avrebbe diritto a un’ampia descrizione per sottolinearne le qualità, riconosciute nel 1992 Patrimonio UNESCO. Ci limitiamo a indicarne alcune delle caratteristiche principali, perché solo la loro visione diretta potrà farcene apprezzare pienamente la godibilità non solo artistica.Lasciamo quasi alla fine del nostro percorso estetico-storico il Ta Phrom. Rappresenta la più originale sintesi estetica tra quanto la mano dell’artista e la megalomania del potente abbiano saputo produrre, e la natura abbia voluto preservare quasi incorporando ciò che riteneva degno di essere conservato e sottratto all’incuria e a volte al disprezzo degli uomini. L’esperienza di questa visita è particolare. Molto è stato lasciato così come deve essere apparso a chi per primo ha avuto la costanza, il coraggio, e la fortuna, di ritrovarlo nel folto della giungla.In realtà i monumenti afferrati protetti e stritolati dalle radici e rami, il forte contrasto anche cromatico tra le chiare articolazioni arboree e gli scuri delle pietre antiche, non sono stati lasciati in balìa della natura. Periodicamente, l’opera di sorveglianza e manutenzione del sito evita che boscaglia arbusti siepi e piante varie, invadano troppo le aree con gli edifici distruggendoli completamente. Sono invece lasciati indisturbati gli alberi di più rilevante dimensione che ormai hanno trovato casa e coabitano, a volte sorreggendosi vicendevolmente, con le strutture create dall’uomo. Il tutto si presenta in uno stato d'affascinante contaminazione tra natura e cultura.Se c’è un luogo al mondo che possa immediatamente rappresentare al livello estetico più apprezzabile tale salutare commistione, questo è il Ta Phrom.(Purtroppo, recentemente, sono in corso lavori di sistemazione di alcuni edifici. Qualcosa ci sfugge sull’indispensabilità di tali massicci, eccessivi, interventi…).Lasciare per ultimo Angkor Wat può essere una scelta dettata dall’opportunità di terminare le visite col più grande monumento religioso della terra. (Ma, forse, al mattino c’è meno folla). Di questo manufatto eccezionale per dimensioni e raffinatezza che unisce senso religioso e architettonico a un livello raro in altre parti del pianeta, se ne noteranno il simbolismo, gli elementi imponenti e i particolari minuti e aggraziati, a partire dalle oltre 3.000 raffigurazioni delle deliziose Apsara. (Alla nostra attenta visita non sfuggiranno neppure particolari curiosi, come le smagliature presenti sulle avvenenti danzatrici).Saremmo però tentati di consigliarne la visita anche senza essere accompagnati dalle parole della guida né da alcuna nozione sul significato del monumento, perché la sua visione ispira una tale immediata sensazione di straordinarietà, che ogni parola e “preconcetto” potrebbero risultare se non eccessivi, superflui.Comunque, ci pare inopportuna anche una pur sommaria descrizione. Pranzo in ristorante locale “Alliance Cafè”. (www.allianceangkor.com) Pernottamento al “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*. Cena al Thommanon Temple, illuminato e arredato per noiThommanon Temple.Elegante, di proporzioni adatte a farne apprezzare lo stile architettonico classico e le preziosità dei particolari. Si trova nella parte orientale dell’Angkor Thom. Risale, secondo varie interpretazioni, alla fine dell’XI o inizio del XII secolo. In ogni caso pare essere precedente alla madre di tutti i templi, l’Angkor Wat. È in ottimo stato grazie anche ad accurati lavori di restauro eseguiti oltre mezzo secolo fa. Dedicato ai potenti Shiva e Vishnu, presenta anche scene del “Ramayana” e offre raffigurazioni delle enigmatiche Devata. (Presenze accessorie per compiacere il potente, semplici seppur godibili decori per ornare le nude pareti, ballerine aggraziate e ammiccanti o vere divinità?).“Sfumature” ad AngkorCena, musici, danze, candele, ombre…Ci piace pensare che, pur non costituendo una comunità, chi viaggia con noi lo faccia perché sceglie non solo un itinerario ben confezionato, ma ritenga pure di far parte di un insieme di persone con cui abbia qualcosa in comune, attratti da un altrove che custodisce terre e facce diverse. Ci piace pensare che questo senso della condivisione trovi ambiente adatto per manifestarsi in particolari condizioni di viaggio. Quando, oltre a generali modi di partecipazione interessanti, come in questo itinerario, si crei quella sfumatura, che accentui la sensazione di prendere parte a qualcosa di speciale. Ciò è accresciuto proprio dall’essere con altri, condividendo un’occasione che moltiplica per ognuno le sensazioni. Perché, a volte, ciò che non trasmetti agli altri appare un po’ meno vero.Per questo proponiamo un’iniziativa che dia la possibilità di vivere un’esperienza con sfumature normalmente impossibili da apprezzare, se non in circostanze come questa.Infatti, siamo certi che una cena non sia solo ciò che si presenta in un piatto più o meno gradevole. Questa nel Thommanon Temple è condivisione di un’occasione che, sino ad ora, neppure noi che frequentiamo il sito da decenni abbiamo mai potuto apprezzare. Tutto è amplificato dalla presenza di compagni di viaggio d'altri due gruppi, “Vietnam e Cambogia, tra Cielo e Terra per vie d’acqua” e “Laos e Angkor, tra i mangiatori di fiori di loto”.La festa comune di oggi inizia arrivando al tempio verso l’imbrunire accolti da torce e candele, che accrescono le suggestioni man mano che la luce lascerà il posto al buio. Le luci ci indicano il percorso da seguire per giungere in uno slargo per l’aperitivo e accomodarsi ai tavoli bianchi accanto al tempio illuminato per noi.Abbiamo “fatto le prove” per non lasciare nulla al caso di un evento che, crediamo, possa essere ricordato a lungo, non solo con le foto.(Nonostante alcuni eccessi coreografici che le autorità e l’organizzazione locale prevedono ritenendo che un bene UNESCO meriti un certo tipo di arredo e intrattenimento).Comunque, è certo molto coinvolgente, perchè quel luogo noto a livello planetario, caro a chi ami storia e architettura, è solo per noi, ma anche perché, più semplicemente e straordinariamente, il posto è “bello”.Indipendentemente dal piacere delle portate, il gusto della cena sarà insaporito da contorni più apprezzabili di ciò che sarà servito nei piatti.Una cena, questa cena, non è infatti un quadro in cui ciò che importi sia solo la tela essendo, la cornice, puro intercambiabile accessorio. Questa cena, con contorno di musici e danze, stimola emozioni anche, e soprattutto, attraverso l’ambiente che lo attornia. L’arte antica kmer è valorizzata ulteriormente da ombre e luci che fanno intravedere le raffinate e graziose Devata.E il tempo, trascorso e depositato per secoli su quelle pietre, vorremmo che questa sera rallentasse un poco, per rendere meno breve l’incontro.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Angkor, tempo libero per visite o relax sino al pomeriggio, volo per Bangkok  
Dopo colazione, tempo libero e pranzo non incluso per consentire il massimo di flessibilità nella gestione individuale dell’ultimo giorno di permanenza in Cambogia. Ovviamente, nel caso in cui non si siano terminate le visite il giorno precedente, una parte della giornata potrà essere dedicata a questo scopo.In ogni caso, aspetto che certamente i nostri compagni di valigia apprezzeranno, aver previsto un volo in serata permette di fruire una permanenza di quasi tutto un giorno ancora ad Angkor.Gli aspetti dell’immenso luogo genericamente indicato come Angkor, sono tanti e così diversificati che ognuno di noi avrà certamente il desiderio di ricavarsi uno spazio per approfondire ciò che avrà ritenuto più opportuno, tra oggi e il pomeriggio precedente, compatibilmente con lo svolgimento delle attività di gruppo.In ogni caso, tutte le stanze dell’hotel vanno lasciate alle ore 12.(Chi desideri utilizzare la camera sino al momento della partenza per l’aeroporto, può farcene richiesta all’atto dell’iscrizione in modo che se ne possa accertare disponibilità e costi).Nel pomeriggio, trasferimento dall’hotel in aeroporto che dista pochi minuti. Volo di linea TG 2591 delle 20,40 per Milano Malpensa via Bangkok, dove giungiamo alle 21,50.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Volo Bangkok Milano  
Alle 00,35 volo di linea TG 940 per Malpensa. Arrivo a Milano alle 7,10.1. Grand Soluxe Angkor Palace 2. Angkor Wat 3. Thommanon


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

Per aderire alla proposta di viaggio occorre versare un acconto del 25%. Il saldo va versato entro il 14 novembre. Per prenotazioni pervenute dal 14 novembre il saldo va versato contestualmente.

 

Il mercato turistico offre prezzi molto diversi. Nel costruire la proposta, soprattutto in quest'occasione di viaggio, non partiamo dalla necessità di offrire quote di partecipazione basse. Preferiamo garantire  servizi  superiori  alla  media e un programma esclusivo anche per il particolare evento ad Angkor, assicurando un positivo rapporto qualità/prezzo. Nel comparare questa proposta con altre pur valide, suggeriamo di confrontare dettagliatamente la qualità dei servizi assicurati.

Rammentiamo che questo viaggio si svolge nel periodo di alta stagione locale e che abbiamo scelto di soggiornare anche in hotel con limitato numero di stanze.

E’ bene, quindi, che un cenno d'interesse, pur senza immediato impegno economico, ci giunga  prima  possibile,  specie  per  richieste  di  stanze  singole.

 

 

LA QUOTA COMPRENDE:

 

  • Un programma accurato per fruire degli aspetti più caratterizzanti le realtà culturali e naturali della Cambogia
  • Voli di linea internazionali Thai (o di altra compagnia IATA), da Milano Malpensa a Phnom Pen via Bangkok, e da Siem Riep a Malpensa, via Bangkok. (Ricordiamo che l’assegnazione dei posti in aereo è di esclusiva pertinenza delle compagnie di volo. Nel caso ci giungano particolari richieste le inoltreremo alla compagnia che, solitamente, risponde con una “presa d’atto” non vincolante. Il suggerimento più opportuno è quello di recarsi in aeroporto prima possibile in modo    da richiedere direttamente, se disponibili, le sistemazioni  gradite).
  • Pensione completa dal pranzo del 15 gennaio alla colazione del 25 gennaio, tranne il pranzo del 16  gennaio, come da programma dettagliato.
  • Tutte le cene si consumano in hotel.
  • Guide locali parlanti italiano.
  • Visite e ingressi come da programma.
  • Trasferimenti locali ed escursioni in barca privata e minibus/autobus privati secondo il numero dei partecipanti.
  • un giorno di barca privata da Battambang a Siem Riep (Angkor). (L’uso esclusivo per il nostro gruppo della barca è garantito a partire da 12 partecipanti. Se i partecipanti saranno meno, potrà essere utilizzata una  barca non a uso esclusivo del nostro gruppo, con possibili       variazioni nell’andamento della giornata).
  • Accompagnatore dall’Italia con minimo 12 partecipanti, massimo 18.
  • Supplementi alta stagione nei voli e servizi a terra.
  • Portabagagli negli hotel.
  • Materiale informativo e di approfondimento.

 

  • HOTEL, 10 pernottamenti: (Ricordiamo ancora che indichiamo i nomi degli hotel scelti sulla base di precedenti positive esperienze per riscontrarne direttamente le caratteristiche).

      Phnom Penh, 1 notte “Le Royal Raffles” in 5* lusso, (www.raffles.com)

      Kompong Tom, 1 notte al “Sambor Village” boutique hotel (http://samborvillage.asia/)

      Battambang, 2 notti al “Bambu” boutique hotel, (www.bambuhotel.com)

      Angkor, 6 notti “Grand Soluxe Angkor Palace” 5*, (www.grandsoluxeangkor.com)

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

 

  • Visto d’ingresso in Cambogia 35 $ USA, da confermare in loco.
  • Tasse aeroportuali internazionali e fuel surcharge € 400, soggette a riconferma. (Non sono incluse nella quota base perché le compagnie aeree possono variarle discrezionalmente sino al momento d’emissione dei biglietti, in relazione ai costi del carburante e altre voci. In generale, enti e autorità locali possono decidere circa tasse o spese non segnalate in “La quota non comprende”. Pur non dipendendo dalla nostra volontà, ci scusiamo sin da ora nel caso ciò dovesse verificarsi).
  • Gala dinner nel Thommanon Temple ad Angkor aperto solo per noi € 450 (la cena è assicurata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti di questo e degli altri due gruppi, atto a garantire il viaggio con accompagnatore dall’Italia. Nel caso in cui, pur non raggiungendo i numeri minimi si decidesse di effettuare il viaggio, potremmo introdurre variazioni nei servizi. Si veda anche il paragrafo “Avvertenze importanti”).
  • Voli in classe business: secondo disponibilità e tariffe alla richiesta.
  • Partenze da altre città: secondo disponibilità e tariffe alla richiesta.
  • Mance: suggeriamo 90 usd per gratificare tutte le figure che forniscono i servizi in loco.
  • La quota di partecipazione esclude quanto non indicato in “La quota comprende”.

 

Nota generale

I prezzi sono ancorati al rapporto di 1 € = 1,10 USD con eventuale adeguamento valutario prima della partenza.

Quote di partecipazione e supplementi, sono stabiliti in base ai costi dei servizi e tasse al momento della conferma dei servizi da parte dei corrispondenti locali e al numero minimo di partecipanti indicato. Le quote potrebbero subire variazioni se, al momento del viaggio, si verificassero differenze nel numero minimo di partecipanti previsti, nelle imposizioni fiscali, nei costi dei trasporti e dei servizi in genere.

 

 

AVVERTENZE IMPORTANTI (Specifiche per questo viaggio)

 

1) Servizi. Ne rimarchiamo la generale elevata qualità a partire dagli hotel di cui diamo i nomi, per riscontrarne direttamente le caratteristiche, perchè riteniamo doveroso non fornire solo categorie o numeri di stelle dei criteri locali. Più in generale, nel programma dettagliato elenchiamo notizie particolareggiate che normalmente non sono riportate, per costruirsi un’idea la più vicina possibile allo svolgimento reale del viaggio.

E’ però possibile che il programma, elaborato a molti mesi dalla partenza, per motivi ora non prevedibili, subisca variazioni. Queste potrebbero comportare aggiustamenti anche nei pernottamenti e hotel, sostituibili da altri di pari categoria o dai migliori disponibili. Le variazioni potrebbero avvenire anche durante il viaggio, mantenendo comunque inalterata la qualità complessiva del viaggio stesso.

2) Voli e trasferimenti interni. Il programma è costruito presupponendo regolarità dei voli, percorsi terrestri e barca. I trasferimenti via terra e acqua, considerando le specifiche condizioni locali, possono comportare tempi superiori a quelli previsti. Quindi, certe sveglie, pranzi, cene e arrivi in hotel potrebbero svolgersi in ore inconsuete per cause ora non note, ma che potrebbero condizionare lo svolgimento del viaggio stesso.

3) L’intero itinerario è in genere intenso ma con tempi congrui per adeguate soste, visite e a volte tempo libero per acquisti e personale approccio con aspetti interessanti della realtà locale. Sveglie di buon mattino sono opportunamente inserite per utilizzare al meglio il tempo a disposizione. Scelte diverse avrebbero comportato un aumento dei giorni di viaggio non compatibile con l’economia complessiva del viaggio stesso.

4) La cena al Thommanon Temple è assicurata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti di questo e degli altri due gruppi, atto a garantire il viaggio con accompagnatore dall’Italia. Nel caso in cui, pur non raggiungendo i numeri minimi, si decidesse di effettuare il viaggio, potremmo introdurre variazioni nei servizi di cui informeremmo tempestivamente i partecipanti.

5) Avvertiamo inoltre che, essendo l’area archeologica di Angkor sottoposta alla rigida regolamentazione da parte dell’UNESCO, nel caso in cui, per motivazioni che potrebbero anche non esserci comunicate tempestivamente, le autorità decidessero di cambiare il tempio per la cena nel sito, potremo semplicemente prenderne atto.

6) L’organizzazione non risponde di eventuali inconvenienti che dovessero derivare ai partecipanti da atteggiamenti che contrastino con consuetudini o norme locali. Se durante il viaggio si avessero dubbi sui comportamenti da tenere, in qualsiasi circostanza, suggeriamo di rivolgersi all’accompagnatore o alla guida locale.

7) giunti in Cambogia, l’accompagnatore, sentito il corrispondente, potrebbe annullare la visita di Preah Vihear se dovesse rilevare impercorribilità stradale, chiusura del sito, tensioni con la Thailandia, o altre ragioni ora ignote che ne sconsiglino la visita. Nel caso, si introdurrebbe la visita di alcuni degli altri luoghi degni di interesse offerti dall’enorme parco archeologico.

8) Su indicazione delle competenti autorità, segnaliamo che la legge italiana persegue i reati a sfondo sessuale anche se commessi all’estero.

9) Un accorto viaggiatore non dimentica mai nulla che possa rivelarsi utile sulla base di precedenti esperienze in paesi molto diversi dal nostro, (inclusa una sufficiente scorta di adattabilità ad usi, norme, alimentazione, ritmi, condizioni ambientali… a volte contrastanti la nostra quotidianità).

10) Nel caso le nostre indicazioni non fossero sufficienti in un qualsiasi aspetto del programma, contattateci anche telefonicamente. Invitiamo vivamente a richiedere specificazioni anche su questioni che a casa propria appaiano secondarie, ma che in corso di viaggio potrebbero rivelarsi importanti. A questo proposito suggeriamo di annotarsi per iscritto anche problemi particolari sui quali ricevere chiarimenti.

 

Bene a sapersi

 

INFORMAZIONI UTILI (specifiche per il viaggio del 14 gennaio 2017)

 

  • Visti e passaporto. Il visto non si ottiene in Italia, ma all’arrivo nel Paese. Dal 24 giugno 2014 è abolita la tassa annuale sui passaporti. Questi, saranno validi fino alla scadenza per tutti i viaggi, anche extra UE, senza il pagamento della suddetta  tassa. Controllare la data di scadenza del passaporto, la cui validità deve protrarsi minimo sei mesi dalla data del viaggio, e che il passaporto contenga per lo meno 2 pagine libere. Sono indispensabili 2 foto a colori formato tessera da tenere a portata di mano all’arrivo in Cambogia. (Suggeriamo di dotarsi di altre due foto formato tessera e della fotocopia del passaporto. Ciò potrebbe rivelarsi utile nel caso di smarrimento del documento). Si fa presente che l’organizzazione non risponde di inconvenienti che possano derivare dallo stato non congruo del passaporto, dalla non osservanza di quanto previsto per il rilascio dei visti, dalla mancata cura di quanto eventualmente rilasciato alle frontiere e da tutto ciò che non sia di esplicita esclusiva spettanza dell’organizzazione stessa.

 

  • Sanità. Non sono previste vaccinazioni obbligatorie ma, come in ogni occasione di viaggi in paesi molto diversi dal nostro per condizioni geografiche, stagionali, alimentari e sanitarie, si consiglia di consultare il proprio medico e  l'ASL. Bere esclusivamente da bottiglie acquistate sigillate. Mangiare solo cibi cotti.

 

  • Si consiglia dotarsi di: Medicinali d’uso personale, tra cui un disinfettante intestinale; Zampironi, Autan o similari. Vi sono pure versioni potenziate di tali prodotti; Creme solari, occhiali da sole, cappellino, salviette umidificate (utili per le occasioni in cui sia necessario accedere ai luoghi sacri a piedi nudi); abbigliamento molto pratico, calzature comodissime, indumento impermeabile necessario ovunque e sempre, pur in stagioni lontane dalle piogge, calzini di ricambio per le visite dei luoghi sacri che possono svolgersi anche a piedi nudi; abbigliamento adeguato nei luoghi sacri; un costume da bagno può sempre essere utile e occupa poco spazio; pila, (sono possibili black out), sveglia, adattatore universale per le prese elettriche; porta valori “a collo” o cintura con tasca da indossare sotto i vestiti. (Evitare il “marsupio” e, se possibile, lasciare gli oggetti di valore nella cassaforte dell’hotel. In genere è bene non portare in viaggio quelli molto appetibili per i borseggiatori); un contenitore in cui sistemare l’occorrente per le 2 notti a Battambang ed evitare pesanti bagagli. (Può trattarsi di quello a mano d’uso quotidiano. La valigia più ingombrante può restare in hotel ad Angkor. Vedi programma dettagliato); spesso è sufficiente disporre di dollari USA. In Cambogia raramente vi è occasione di dover usare solo moneta locale.

 

  • Clima. Abbiamo scelto il periodo migliore dal punto di vista del clima, siamo al culmine dell’alta stagione che va da ottobre a marzo. Il tempo è sempre soleggiato, il tasso di umidità è basso, le piogge quasi inesistenti. Le medie delle temperature vanno da 20 a 32 gradi. Occorre però tener presente che, in tutto il mondo, assistiamo a sconvolgimenti nelle “condizioni medie stagionali”. Inoltre, ognuno di noi risponde alle stesse caratteristiche ambientali e climatiche in modo anche assai diverso. Per questo, indipendentemente dalle nostre indicazioni e previsioni, si prega di dotarsi dell’abbigliamento che si ritenga più opportuno in base alle proprie particolari caratteristiche. Tenuto presente che, ovviamente, le medie indicano solo possibilità che possono essere smentite dalle specifiche condizioni che s'incontreranno in corso di viaggio, nel periodo di nostra permanenza si riscontrano le seguenti caratteristiche medie, desunte dagli eventi verificatesi negli ultimi anni riportati da siti specializzati.
  • Temperature medie min/max.

      Phnom Penh22/32.

      Battambang20/31.

      Siem Riep 20/34.

 

  • Delinquenza locale. Non esiste un problema specifico di delinquenza locale che coinvolga i turisti. E’ però opportuno adottare le normali accortezze previste in paesi che non si conoscono, soprattutto quando ci si trovi in luoghi affollati.

 

  • Pasti e bevande. Durante i trasferimenti i pasti si consumano in ristoranti locali (di solito set menù, anche con piatti tipici del posto), per non dover sempre andare in albergo. Normalmente le cene (di solito set menù), sono in hotel per non essere costretti a uscire dall’albergo e poter rilassarsi dopo giornate di visite intense. Gli orari dei pasti potranno non coincidere con le ore canoniche, per non dover conformare il programma in funzione di questi. Nelle giornate in cui si sia in luoghi con ristoranti locali ritenuti non idonei, si fruisce di leggeri lunch box, come indicato nel programma dettagliato. Per offrire informazioni dettagliate indichiamo persino se è previsto set menù o buffet. I nostri pasti, come indicato, sono quasi sempre composti da set menù anche nel caso in cui in qualche ristorante locale o hotel dovessimo riscontrare che offrono servizio di buffet. Lo sottolineiamo perchè al momento della stesura del programma e prenotazione dei servizi non è possibile assicurare buffet per un numero limitato di persone.

 

  • Acquisti. E’ lungo l’elenco di oggetti d'artigianato reperibili in negozi e mercati. Ricordiamo che non sempre gli acquisti effettuati in gruppo in luoghi non scelti dagli interessati determinano vantaggi. Per motivi che i nostri viaggiatori certo apprezzeranno, si eviterà di indicare dove recarsi per le compere. L’accompagnatore farà in modo di ricavare tempo libero perché ognuno possa andare dove desideri. Rammentiamo l’esigenza di contrattare, evitare di comprare antichità (se non si vogliono richiedere le relative autorizzazioni per l’esportazione), non superare i limiti   nel peso del bagaglio, rispettare le modalità d’importazione in Italia di oggetti vietati o considerati armi. La legge italiana consente l’importazione libera di beni che non rientrino in categorie protette o vietate e non superino il valore complessivo di 175 euro.

 

  • Fotografare. Vietato fotografare postazioni militari, di controllo e persone in divisa. In caso di dubbio evitare di fotografare. Consigliamo la dovuta sensibilità anche verso le persone comuni. Nel caso si riscontri contrarietà, l’atteggiamento opportuno è manifestare un cenno di scuse e riporre la macchina fotografica nella custodia.

 

  • Telefonia. E’ un aspetto che può rapidamente variare, per questo è necessario verificare possibilità di utilizzo e costi della telefonia cellulare col proprio operatore. In alcuni hotel vi è possibilità di fruire di wi-fi gratuito.

 

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