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CINA SPECIALE DOVE CLUB

ASIA / Cina

Percorreremo questo immenso territorio seguendo un itinerario molto razionale, con quattro voli interni per ottimizzare i tempi. Durante il viaggio incontreremo il meglio di quanto vi sia dal punto di vista dei luoghi e fruiremo di ottimi servizi scelti per l’occasione. Abbiamo incluso tutte le mete classiche come Pechino, Xi’an, Guilin e Shanghai, ma ne frequenteremo pure alcune sconosciute al turismo di massa nell’interessante Shanxi. 
Proponiamo località e modalità di escursioni che ci consentono di evitare, ove possibile, gli affollamenti che oramai caratterizzano anche la Grande Muraglia e la Città Proibita. Tra le chicche che certamente costituiranno gradevolissime visite sottolineiamo la provincia di Datong che offre, oltre all’impressionante “Tempio Sospeso” e alla Torre di Muta, le più di 50.000 rappresentazioni buddiste nelle centinaia di grotte scavate a Yungang, Patrimonio UNESCO.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 2450 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 135 Impronte del Club.
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Durata

11 giorni e di 9 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 25 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 30 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza da Milano per Pechino via Abu Dhabi. Arrivo previsto la mattina successiva  
Partenza da Milano Malpensa con voli di linea via Abu Dhabi per Pechino. Pasti e notte in volo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Pechino e nel pomeriggio inizio delle visite con il "Tempio del Cielo", Patrimonio dell'Umanità UNESCO  
Arrivo a Pechino al mattino. Disbrigo delle formalità di ingresso in Cina. Pur avendo a disposizione quasi tre interi giorni, è bene ottimizzare i tempi in considerazione degli orari di apertura dei siti e, soprattutto, delle difficoltà di spostamento da una parte all’altra della metropoli. Preferiamo perciò cominciare subito a conoscere la capitale. Quello che occorre cercare di fare appena giunti in un Paese con notevole differenza di fuso orario è arrivare a sera, certo un poco stanchi, ma senza cedere alla tentazione di un sonnellino durante il giorno. Una buona dormita, unita ad una cena leggera e niente alcolici, consentono di affrontare il giorno dopo nel modo migliore per ricostruire un nuovo ciclo giorno/notte.Dall’aeroporto, se non vi è tempo per iniziare subito le visite, si va al ristorante per il pranzo “cinese” e ciò costituisce motivo per una salutare sosta prima di recarci al Tempio del Cielo. Nel caso, prima del pranzo, si potrà prevedere un giro panoramico col bus in una parte interessante della città.Effettuiamo tre pernottamenti nella capitale per visitare Pechino, recarci nella “Via Sacra” che conduce alle Tombe Ming, e giungere sino alle alture del nord-est dove si sale sulla Grande Muraglia, in una zona diversa da Badaling oramai diventata infrequentabile per eccesso di presenze turistiche. Ricordiamo ancora che il traffico e le distanze da percorrere per spostarsi da un luogo all’altro, possono fortemente condizionare lo svolgimento delle visite costringendo a cambiamenti non prevedibili in anticipo.Pechino. Moderna, immensa, ma anche grande scrigno prezioso che conserva alcuni siti antichi e maestosi che attraggono il turismo da ogni angolo del pianeta. Animata dallo spirito dell’ottimismo, inquinata, attraversata da immensi viali ricavati pure a costo d’abbattere gioie del passato, percorsa da auto di lusso…Nel suo cuore urbano nasconde ancora residui dei tradizionali “hutong”, le stradine fiancheggiate da case a corte, costruite secondo i criteri del “feng shui”, tipici della disposizione dei templi religiosi.Cavalcavia, grattacieli, tecnologiche realizzazioni per le Olimpiadi, (stupefacente lo stadio progettato dall’architetto che è emerso dalle cronache giornalistiche non solo per le sue capacità professionali), un ritmo ed un dinamismo che paiono percorrerla 24 ore al giorno…Non a caso, forse, il nome della piazza più grande al mondo, “Tien An Men”, “Pace Celeste”, sembrerebbe suggerire che per trovare quiete sarebbe opportuno allontanarsi da questa città e trovare rifugio in cielo.Pechino è lo specchio della multiforme ed anche disomogenea, oltre che certamente interessante, realtà di questo grande, non solo geograficamente, Paese. Non aspettatevi, però, un luogo ricco di ricordi e storia ma con un corpo ancora imbevuto di realismo socialista. La capitale sembra essere il risultato casuale, ma non per questo anonimo e sgradevole, dell’introduzione in un frullatore dei più disparati elementi attinti alla sua più gloriosa tradizione culturale ed architettonica, e al suo prorompente desiderio di superare, riuscendoci, una cappa di forzato immobilismo. (Ciò che non riesce ad allontanare sufficientemente è la cappa dell’inquinamento).Di questa grande concentrazione urbana di oltre 16 milioni di persone, percorreremo i luoghi più interessanti e rappresentativi recandoci a visitare la Città Proibita, il Palazzo d’Estate, il Tempio del Cielo. Ma non mancheremo di cogliere anche altri aspetti come la Piazza Tien An Men.Nel pomeriggio di questo primo giorno visitiamo il parco del Tempio del Cielo, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si tratta di uno splendido manufatto in purissimo stile Ming divenuto uno dei simboli più riconosciuti della capitale. E’ la massima rappresentazione stilistica della famosa dinastia e si trova racchiuso da una cinta muraria con porte d'ingresso orientate verso i quattro punti cardinali. Qui, ad ogni solstizio, gli imperatori proprio perchè Figli del Cielo, celebravano i riti per propiziare il buon raccolto, condizione prima per mantenere la stabilità, la pace sociale e perpetuare la loro potestà. I templi presentano architetture che sono la trasposizione delle teorie cosmologiche tradizionali cinesi per le quali il cielo è rotondo e la terra su cui poggia è quadrata. (Concetti ben evidenti anche nel guscio della tartaruga, non a caso tenuta da sempre in gran considerazione). Per questo l’Altare circolare del XVI secolo è formato da una base quadrata su cui si elevano tre piattaforme circolari decrescenti che poggiano una sull’altra. Nella realizzazione di questa grande ma graziosa struttura, il numero nove ricorre assai spesso in molti suoi aspetti, perché tale numero possiede un altissimo valore simbolico essendo associato al potere imperiale. Più in generale nella cosmologia antica i numeri dispari sono ritenuti espressione della sfera divina, ed il nove è particolarmente rilevante perché è “l’ultimo dei numeri dispari ad una sola cifra”. Nel parco, gli edifici degni d’attenzione sono diversi, tra questi ricordiamo il Tempio della Volta Celeste Imperale e il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto.Pranzo cinese al ristorante “Bianyifang”. Cena “occidentale” a buffet in hotel.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Pechino: le visite proseguono con la "Grande Muraglia" a Mutianyu e le "Tombe Imperiali della dinastia Ming"  
Intero giorno d'escursione fuori città. A circa 90 Km a nord-est di Pechino si raggiunge la località di Mu Tian Yu (Mutianyu), dove si sale sull’antica faraonica “inutile” realizzazione per percorrere a piedi “uno dei tratti meglio conservati” della Grande Muraglia, “l'unica opera fatta dall'uomo visibile ad occhio nudo dalla luna”. (Patrimonio dell’Umanità UNESCO).Abbiamo scelto di non andare nella più rinomata località di Badaling, ma di sceglierne un’altra un poco più distante ma certo meno presa d’assalto dalla folla di venditori e soprattutto turisti. Si tratta di persone provenienti non solo dai paesi occidentali ma soprattutto di cinesi, una caratteristica che distingue la Cina da quasi tutti gli altri luoghi turistici del pianeta.Chi conosce queste situazioni non può presentarle per quello che realmente non possono offrire al visitatore. Evitiamo quindi le più diffuse e insincere descrizioni della realtà locale, ma soprattutto evitiamo Badaling a favore di un’altra soluzione. Circa l’aspetto che individuerebbe la Muraglia come “l’unica opera umana visibile dalla luna”, si tratta di una banalità priva d'ogni veridicità, perché pur essendo lunga alcune migliaia di chilometri è larga non oltre 10 metri, quindi meno di una normale autostrada a quattro corsie. Quello che invece è possibile, ma poco reclamizzato, è che dalla luna sia senz’altro visibile la massa umana che quotidianamente prende d’assalto la Muraglia specie a Badaling. Tanto che è lecito chiedersi se la popolazione cinese stimata intorno al miliardo e trecento milioni d'anime, non sia improvvisamente lievitata. (Ciò a riprova del fatto che Mao non è ancora scomparso dalle suggestioni di un popolo al quale aveva ricordato che ”Chi non scala la Grande Muraglia non è un vero uomo”).A Mutianyu non saremo soli, ci saranno tanti altri visitatori e non sono sconosciuti i venditori, ma nulla a che vedere con la citata Badaling. (Anche se la scelta della “Lonely Planet” di mettere nella copertina dell’edizione 2009 proprio uno spezzone di Mutianyu certo non aiuta a preservarne il relativo “isolamento”).Qui il serpentone pietrificato si fa spazio nel verde tra le pieghe dei monti offrendo uno spettacolo di grandiosità antica. Non basta a sminuirne la possanza le opere terminate nel 1983 di ristrutturazioni e la totale ricostruzione di alcune sue parti. Decine di torri di avvistamento, camminamenti, mura di protezione alla via transitabile, strutture poderose che risalgono all’epoca Ming si snodano in un ambiente che desta vero interesse. Per raggiungere la possente struttura è necessario percorrere una salita che possiamo evitare avendo incluso l’uso della funivia.La visita alla Grande Muraglia, in ogni caso, costituisce un momento rilevante del viaggio. Ci piace ricordare che uno degli aspetti da non perdere sta anche nella sua visione da lontano. In un ambiente anche aspramente scenico, questo muro megalomane appare e scompare. Sembra penetrare nei profili delle montagne, quasi infinito dragone con tante teste costituite dalle diverse torri di cui è dotato. Uno spettacolo particolare che si perpetua per migliaia di chilometri sino a lambire il Deserto del Gobi. La prima parte della struttura fu iniziata, pare, nel V secolo a.C. con uno scopo difensivo. Da questo periodo, ogni stato costruì un proprio spezzone di muraglia per la difesa contro gli attacchi di popoli confinanti e tribù nomadi del nord.In realtà la Grande Muraglia risultò di scarsa efficacia come opera in grado di salvaguardare confini tanto estesi. Rivestì invece un ruolo d'estrema importanza relativamente alla sua capacità di stimolare e fortificare un’identità comune in una regione del mondo tanto vasta. Per la sua edificazione, avendo bisogno di un’immensa forza lavoro, si utilizzava mano d’opera di province annesse all’impero provenienti da luoghi e culture assai distanti. Il contatto fra questi uomini, e donne, favorì certamente in modo significativo l’omogeneizzazione di etnie e tradizioni diverse. Ma, fu usata anche come strada fortificata che permetteva rapidi spostamenti di uomini, merci e informazioni da una regione all'altra dell'Impero. Dopo il pranzo “cinese” in un ristorante locale, proseguimento per la visita del comprensorio delle Tombe Imperiali della dinastia Ming. (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). Visita alla tomba più rappresentativa tra quelle che sono state l’ultima dimora di 13 dei 16 imperatori Ming, che hanno fatto la fortuna di vasi e suppellettili vari oltre che di molti commercianti. Sosta lungo la "Via Sacra" che tanto interesse sempre suscita nei visitatori con le sue monumentali statue in pietra d'animali mitici e di mandarini, posti a guardia della necropoli. Le caratteristiche architettoniche ed artistiche delle tombe Ming, essendo parte della cultura confuciana sono meno eclatanti di quelle più smaglianti e colorate spesso tipiche delle opere buddiste o taoiste. (Ma, chi scrive, proprio in questo individua un aspetto particolare positivo).L’architettura delle tombe riflette la tradizione degli edifici imperiali con una porta d’accesso verso un primo insieme di cortili che conducono al padiglione principale, con altri portici che introducono al sepolcro.La Via dello Spirito è assai lunga e principia dalla Porta Rossa, vicino ad una grande creatura fantastica, una tartaruga con la testa di drago. (Drago e tartaruga sono rappresentazioni simboliche assai importanti nella tradizione mitologica e culturale cinese). Questo essere immaginario sorregge la stele forse più imponente dell’intero Paese. Si susseguono quindi una dozzina d'altre grandi sculture in pietra che portano sino ai luoghi di sepoltura.Rientro in città nel tardo pomeriggio.Pranzo cinese al “Ristorante Auspicius” e cena al “Ristorante 1949” per gustare l’anatra laccata, la nota specialità della cucina pechinese.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Pechino: Piazza Tien An Men, la Città Proibita e il Palazzo d'Estate  
Al mattino sosta nella Piazza Tien An Men, la Piazza della Porta della Pace Celeste.La fantasia e la conoscenza dei fatti che questo spazio racconta, possono presentarcela di volta in volta come un deserto lastricato, il cuore di Pechino, la piazza più grande del mondo, il vuoto che disorienta, il centro simbolico dell’universo cinese, la megalomania del regime, il luogo con l’ultimo ritratto di Mao, la piazza della protesta e delle repressioni.Per Mao era il poderoso simbolo dell’eroicità del partito comunista cinese, anche se il modello architettonico, nonostante i non idilliaci rapporti con l’allora Unione Sovietica, riflette certamente i canoni artistico-ideologici di matrice sovietica.Noi preferiamo, nonostante i tanti palazzi, il mausoleo, strutture istituzionali e musei che ne riempiono il perimetro e vorrebbero dare il senso della grandiosità e della forza del regime, ricordarla come un immenso spazio vuoto in cui a volte è possibile acquistare fragili aquiloni. (Se i venditori riusciranno a resistere ai tentativi di “ripulire” al massimo la piazza da parte del regime).La sua prima sistemazione a piazza pare risalga al XVII secolo, ma la fama di questo luogo è legata essenzialmente alla storia contemporanea della Cina. Qui il 1° ottobre del 1949 Mao proclamò la fondazione della Repubblica Popolare, e quasi tutti gli edifici che vi sorgono appartengono a questo periodo: il Palazzo dell'Assemblea del Popolo, il Museo Storico Nazionale, il Monumento agli Eroi del Popolo.In epoca più recente, nel 1989, sulla stessa spianata si consumò una delle pagine meno onorevoli del regime. La porta della Pace Celeste domina il lato nord della piazza. Realizzata in parte nel XV secolo, era la più maestosa delle quattro grandi porte delle Mura Imperiali. E’ una struttura con un doppio tetto ed una delle sue particolarità sta nel fatto che è sormontata da un enorme ritratto del Grande Timoniere, come era definito Mao per la sua capacità di guidare e motivare immense masse popolari.A sud della piazza, dietro il mausoleo, vi è la monumentale Porta Qianmen, la Porta Anteriore, che delimitava la cinta muraria della Città Imperiale costruita nel XV secolo. Attraverso essa l'imperatore usciva dalla Città Imperiale per raggiungere il Tempio del Cielo. Sul lato Nord, superata la grande via della Lunga Pace, si trova l'ingresso principale della Città Proibita, strettamente riservata alla corte fino al 1911, oggi immenso museo all’aria aperta. La Città Proibita (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), si chiama così proprio perché il suo accesso per oltre cinquecento anni è stato vietato ai comuni mortali. (In verità occorrerebbe rivelare che la Città si chiama Proibita perché, dopo che per una sorta di legge del contrappasso si è liberalizzato l’ingresso a tutti quelli che dispongano di due gambe, la visita è sconsigliata fortemente a coloro che manifestino una certa insofferenza in luoghi dove si concentrano 333 visitatori per metro quadro).E’ stata l’esilio dorato delle dinastie Ming e Qing ed è il complesso architettonico meglio conservato ed importante dell’intera Cina, risparmiato anche dalla furia distruttrice degli eccessi insiti nell’ideologia comunista. Gli edifici e gli spazi aperti sono dislocati accuratamente secondo i tradizionali canoni. La disposizione segue un asse nord-sud che principia dalla Porta del Sud e giunge sino alla Porta della Grandezza Divina. Difficile elencare la serie di padiglioni, giardini, ampi cortili, più modesti snodi, sale, luoghi per riunioni banchetti e ricevimenti, aree abitative private e quant’altro abbisognasse ad una famiglia imperiale che solo in caso di grave bisogno se ne allontanava. Il tutto è indicato con nomi assolutamente fantasiosi e gradevoli che richiamano agiatezza e rapporto con realtà eteree e ultraterrene, come si confaceva alla dimora di personaggi con forti addentellati divini. Così possiamo bearci di avvicinare la Sala dell’Armonia Suprema, il Palazzo della Purezza Celeste…Molte di queste splendide ed imponenti realizzazioni risalgono al XV secolo, anche se hanno subìto vari rimaneggiamenti nei periodi successivi. Non sempre, però, tali interventi sono stati adeguati e rispettosi dei criteri artistici, per lo meno quelli osservati in Occidente. E’ diffusa la consapevolezza che a volte non si è intervenuto con restauri mirati e limitati alle specifiche parti che avessero subìto i torti del tempo o dell’incuria. Per esemplificare, è più volte successo che a fronte della necessità di ritoccare uno spigolo alla base di una colonna, si sia proceduto ricolorando l’intera base, non tralasciando, pur non essendo necessario, di intervenire su tutta la colonna e magari anche su quella vicina per evitare che potessero risultare differenze cromatiche tra la zona ritoccata e l’intera struttura d’appartenenza. I primi padiglioni sono stati edificati nel 1407 dal III imperatore Yong Le della dinastia Ming. Nella costruzione della Città Proibita fu impiegato circa un milione di operai, per erigere gli 800 padiglioni e le 9000 stanze. (Il numero 9 ed i suoi multipli erano, come noto, molto cari all’Imperatore). Le strutture sono circondate da un fossato largo 50 metri, ove scorre un corso d’acqua navigabile in barca, e da una cinta muraria di 13 metri d'altezza. Un colore che spesso caratterizza i tetti in ceramica è il giallo-oro, tonalità riservata all'imperatore.La visita della capitale prosegue recandosi al Palazzo d'Estate alla periferia nord di Pechino. (Patrimonio dell’Umanità UNESCO).L'elegante grandissimo comprensorio mostra padiglioni, giardini, corridoi coperti, colline ed un lago in parte artificiale su cui è stata realizzata un’enorme barca in marmo. Fu residenza estiva degli imperatori Qing, l’ultima dinastia che governò l’Impero dalla metà del XVII all’inizio del XX secolo. I fasti della residenza estiva sono legati in particolare alla figura della nota, nel bene e nel male, imperatrice Ci Xi. Anche qui si susseguono, oltre a schiere di visitatori, edifici, templi e sale con nomi sempre assai aggraziati: Sala della Benevolenza e Longevità, Tempio del Mare della Saggezza, Padiglione del Profumo Buddista…Pranzo a buffet al ristorante dell’Hotel Grand Mercure e cena a buffet in hotel.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Volo per Xi'an e visita al Piccolo Esercito di terracotta  
Dopo la prima colazione, trasferimento in aeroporto per il volo che dopo circa 2 ore ci porta a Xian (volo MU 2106 ore 11.00-13.05). E’ previsto un semplice pasto a bordo con bevanda,(Tutti i voli interni, pur essendo già stati prenotati e confermati, possono essere soggetti a variazioni anche dell’ultima ora da parte delle competenti autorità ed enti. Nel caso, si provvederà ad apportare le modifiche più opportune al programma).Xi’an, antica capitale nota in passato col nome di Chang'An, (la Lunga Pace), è il capoluogo della provincia dello Shaanxi, ed è anche il più grande centro industriale della regione del nord-est, area di scambi tra l'Oriente e l'Occidente, ma anche luogo di antica cultura cinese. E' da Xi’an che aveva inizio la "Via della Seta". Era crocevia di carovane e mercanti, d'uomini diversi, idee e culture differenti. Qui fiorivano religioni molto distanti tra loro in un clima di pacifica coesistenza. La città fu ritrovo in cui vissero poeti e imperatori, pittori e cortigiani, mercanti, soldati. Tutto ciò durò all’incirca sino alla fine del primo millennio. Poi, per Chang’An, l’oblio.La città conobbe il suo periodo di massima fioritura culturale e artistica durante la dinastia Tang, dall’inizio del VII all’inizio del X secolo, quando fu arricchita con opere architettoniche e edifici religiosi ancora oggi ben conservati. Il pregio, e il “guaio” di Xi’an è la presenza nelle sue vicinanze dell’Esercito di Terracotta. E’ un “guaio” perché tutto il resto rischia di passare in silenzio senza quasi che ci si accorga della sua esistenza. Le due notti di permanenza in questa città ci permettono, però, di apprezzare adeguatamente anche aspetti “minori” del posto. Tra questi, il Piccolo Esercito di Terracotta, costruito per proteggere la tomba dell’Imperatore Jingdi (188 a.C.–141 a.C.) imperatore della Dinastia Han dal 156 a.C. al 141 a.C.. A differenza del più noto Esercito posto a guardia dell’ Imperatore Qin Shi Huang, in questo sito non ancora completamente portato alla luce, visiteremo la tomba principale che conserva una eccezionale esposizione di piccole statue di terracotta (ca. 60/70 cm) di grande effetto scenografico. Da una lastra in vetro posta sul pavimento è possibile ammirare questo esercito in miniatura composto non solo da soldati e guerrieri, ma anche da donne e animali, utensili di vario genere, addirittura anche lembi di stoffa che originariamente costituivano gli abiti delle statue. Includiamo inoltre una passeggiata panoramica lungo una parte delle antiche mura di cinta. Non sono molte le città cinesi che possono vantare una realizzazione difensiva con una struttura così importante, (è alta sino a 12 metri), e molto ben conservata risalente al XIV secolo. I sostanziosi lavori di restauro hanno permesso di rendere interamente percorribile tutti i 14 chilometri che costituiscono la lunghezza complessiva dell’opera. In questo periodo in genere è accessibile sino a sera.Cena “occidentale” a buffet in hotel.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Partenza per Lintong per visitare il celebre "Esercito di Terracotta"  
Dopo colazione partiamo in bus per Lintong, a circa 50 Km a nord di Xi'an. Qui c’è il celebre “Esercito di Terracotta”, (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). (Il termine “terracotta” è oramai entrato nell’uso comune internazionale, tant’è che in genere non viene tradotto neppure in testi scritti in altre lingue. E’ ciò che succede a tutti quei vocaboli, come per esempio ”tell”, che sono stati usati inizialmente nella lingua di chi per primo ha dovuto indicare un materiale, un luogo…).Si trova presso il Mausoleo di Qin Shi Huang-di, l'imperatore che unificò la Cina e governò l'intero paese dal 221 al 210 a.C. il cui disegno unitario fu attuato con spietata determinazione. Contribuì a realizzare la Grande Muraglia per difendere lo stato cinese dai barbari del nord, mediante una merlata catena di fortificazioni da est ad ovest per uno sviluppo di seimila o più chilometri. Unificò la lingua, la scrittura e i sistemi di misura. Creò, anche se con inauditi massacri, la struttura portante della nazione (ancora per poco) più popolosa al mondo.Come nelle altre occasioni di visite a luoghi ampiamente pubblicizzati e noti, evitiamo descrizioni dettagliate, limitandoci a poche note esplicative.Il mausoleo sorge a circa un chilometro dal gigantesco tumulo, (80 metri d'altezza su con una base di oltre cinquecento metri), che cela tuttora la tomba del Primo Imperatore. In una serie di gallerie sotterranee sono state portate alla luce, dal 1974 in poi, circa 10.000 statue a grandezza naturale di guerrieri e cavalli. Un intero esercito schierato per la battaglia, con carri ed ogni equipaggiamento guerresco secondo le tattiche in uso in quel periodo. Queste mirabili statue di terracotta, originariamente invetriate e dipinte, misurano circa 1,8 metri d'altezza. Mostrano ufficiali, soldati di fanteria, arcieri, conducenti di carri…ognuno con espressione diversa e specifici tratti somatici. Da ciò si può dedurre che l'esercito imperiale fosse costituito da appartenenti a diverse etnie. Una visita davvero coinvolgente. Rientro in città e visita alla Grande Moschea, pare realizzata nel XIII secolo, raro esempio in Cina di edificio con commistione architettonica classica e islamica. Vi si ritrovano, infatti, il tradizionale orientamento verso La Mecca e, allo stesso tempo, il “muro degli spiriti”, tipico della cultura cinese, che doveva servire ad ostacolare l’ingresso degli spiriti maligni. E’ un bel complesso, con alcuni elementi strutturali diversi dal solito. Non mostra mezzelune e il minareto è poco accentuato. Nei dintorni non mancano numerosi negozi e bancarelle.Pranzo cinese in ristorante tipico a base di ravioli cinesi. Cena a buffet in albergo.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Volo per Guilin e visite alla Fubo Shan e alla Grotta del Flauto di canne  
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea per Guilin. Volo BK 3003 ore 11.50-14.00. E’ previsto un semplice pasto a bordo con bevanda.Guilin pur non essendo più un “piccolo operoso centro fluviale”, rimane luogo molto interessante per i paesaggi da cui è circondato. Questi sono stati oggetto di tantissimi lavori artistici di pittori e poeti, ispirati proprio dalle particolarità naturali della città e della regione circostante attraversata dal fiume Li. Visiteremo la Fubo Shan, (la “Collina che domina le Onde”), e la Grotta del Flauto di canne, anche se il motivo della nostra permanenza qui è legata essenzialmente allo spettacolo offerto dalle caratteristiche naturali della zona fluviale.La Collina che domina le Onde racchiude una cavità detta Grotta della Perla Restituita, con un’antichissima immagine del Budda scolpita sulla roccia, e molte altre rappresentazioni statuarie riferite sempre al Budda. La Grotta del Flauto di Canne prende il nome dalle canne che una volta crescevano in prossimità dell’ingresso, utilizzate in passato per realizzare flauti, appunto. Si trova a circa cinque chilometri dalla città e deve la sua notorietà alle formazioni di stalattiti che ornano l’interno della sua grande caverna, illuminata da luci non sempre ovattate.La sera, su richiesta e previa verifica della possibilità, si potrà organizzare con la guida locale un’escursione notturna per la pesca con i cormorani.Cena “occidentale” in hotel.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Guilin - Navigazione sul Fiume Li - Yangshuo - Guilin  
Chi non ha mai visto un’opera pittorica raffigurante le forme rocciose cui passeremo oggi accanto? Durante la navigazione sul Fiume Li si potranno veder scorrere a destra e a sinistra paesaggi mai banali. Da sempre costituiscono ispirazione per artisti che hanno diffuso in tutto il mondo immagini che oramai identificano la Cina. Grazie a ciò la navigazione sul fiume è diventata una delle escursioni ritenute imperdibili da quasi tutti coloro che si recano in Cina e da parte di molti cinesi. Ciò comporta una presenza molto rilevante (è un eufemismo) di turisti provenienti da tanti paesi.La giornata inizia con la partenza da Guilin intorno alle 8. Ci trasferiamo verso sud in bus privato sino a Zhujiang dove arriviamo dopo circa un’ora e mezza. Alle 10 parte la barca che naviga per 3,5/4 ore. (La durata esatta dipende dalle condizioni del Li River).Navigare su queste acque vuol dire poter apprezzare dal vivo quanto abbiamo già assaporato attraverso foto dipinti e filmati. Le particolarità del fiume sono ritratte anche nelle banconote da 20 Yuan che mostrano un panorama di dentoni rocciosi emergenti da un fiume adornati da palmizi. Al centro, un solitario rematore spinge la sua barchetta. Se non avete a disposizione la banconota, fatevela prestare e osservatela.Leggero pranzo a bordo. Il buffet non è memorabile, ma pensiamo che si possa fruire di una vista di cui pochi altri ristoranti possono disporre.Dopo aver scattato alcune centinaia di foto alle particolari scene che accompagnano il nostro andare, sbarco nel villaggio di Yangshuo, dove il gruppo ha tempo libero per recarsi nella zona del vasto mercato fatto di tanti negozi e bancarelle. Vi si trova di tutto, artigianato, borse, orologi (veri e falsi…). Rientro in albergo.Pranzo “cinese” a buffet sulla barca.Cena occidentale in hotel.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Volo per Shanghai e inizio delle visite con il Tempio del Budda di Giada  
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto e partenza per Shanghai con volo FM 9380, ore 11.00-13.15. E’ previsto un semplice pasto a bordo con bevanda.Nell’eclatante megalopoli si apprezza la faccia più avanzata e funzionale della Cina, quella che incuriosisce il mondo al pari della sua corposa archeologia. Shanghai non ha il passato imperiale della capitale né di Xi’an. E’ però la più straordinaria e veloce città cinese. Ricca di eccessi, con storia e storie legate ad avventurieri, industriali, prostitute, una presenza prima inglese e poi francese. Possiede un impeto davvero forte verso forme di sviluppo anche esteticamente visibili e spropositate, che ne fanno un luogo immenso in grado di lievitare in orizzontale ma anche verso l’alto. Oramai il cielo di Shanghai è perforato dal doppio dei grattacieli di New York, e la sua skyline con la particolare torre della televisione rappresenta la modernità al pari di ciò che in passato mostravano le disgraziate torri gemelle.E’ una megalopoli che sembra voler crescere sempre più in verticale, e pare aver bisogno di riprodurre artificialmente il rapporto oramai sfilacciato con la natura. Tanto che per riannodare qualche pur labile legame, si affida a registrazioni di cinguettii riprodotti in alcuni ascensori dei grattacieli più alti.In questo enorme agglomerato in cui si sente la necessità di costruire artificialmente nicchie di rapporto con la terra, non sarà inoltre superfluo segnalare un dato che fornisce un’idea concreta dei passi in avanti compiuti, nonostante le contraddizioni, negli ultimi due decenni. Nel 1990 ogni abitante di Shanghai aveva a disposizione 4 metri quadrati di casa a testa. Oggi può calpestarne circa 28.Iniziamo la visita di questa metropoli cinese per antonomasia, dove tradizione e modernità formano un insieme di grande interesse. (Alla presenza massiccia di altri turisti specie locali avremo già fatto l’abitudine. Ma anche questo può essere un aspetto particolare della Cina).Visita del Tempio col Budda di Giada, che deve il suo nome a due preziose sculture donate da monaci birmani. In particolare, si noterà la rappresentazione di giada verde pallido alta quasi due metri in cui il Budda è raffigurato in posizione seduta.Cena al famoso ristorante panoramico, situato al 45° piano del Radisson Blu Hotel di Shanghai. HYPERLINK "https://www.radissonblu.com/en/newworldhotel-shanghai/restaurants" https://www.radissonblu.com/en/newworldhotel-shanghai/restaurants

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Visita di Shanghai - il Giardino del Mandarino Yu, il Bund, la via Nanchino - Shanghai, partenza per l'Italia via Abu Dhabi  
Continuano le visite di Shanghai…Sosta presso il Giardino del Mandarino (Yu Yuan) posto al centro della “città vecchia”, fedele ricostruzione dell'antico nucleo cinese della città, risale al XVI secolo. Ospita numerose botteghe, una casa da tè su palafitte, stagni, padiglioni, rocce, bambù, gelsomini. Certamente rappresenta un gradevole esempio d'arte dei giardini dell’epoca Ming.Il Bund, che è un termine risultato del miscuglio anglo-indiano, indica la banchina del lungomare, sul quale sono stati effettuati sostanziosi lavori per renderlo più fruibile anche ai pedoni. Si tratta del viale che costeggia il grande porto fluviale. Da sempre identifica Shanghai perché, al pari della Statua della Libertà a New York, era la prima opera maestosa che si individuava entrando nella città dal fiume. Divide in due l’agglomerato urbano anche dal punto di vista storico e architettonico. Ad ovest (Puxi) il nucleo originario e gli edifici in stile vittoriano che ricordano l’epoca delle prime legazioni occidentali, (fine ‘800). Ad est (Pudong) i nuovissimi quartieri caratterizzati da moderni grattacieli e dominati dalla richiamata singolare sagoma della torre televisiva. Dal Bund partono anche le principali strade commerciali di Shanghai, la più famosa delle quali è la Via Nanchino, resa isola pedonale e ricca di negozi, grandi magazzini e locali di ritrovo internazionali. Pranzo a buffet in hotel 4 stelle.Nel pomeriggio visita del Museo di Shanghai. Si trova molto vicino alla Nanjing Road nella zona di Renmin Square. Da non perdere, sia per le forme architettoniche esterne che vorrebbero richiamare un vaso, cinese ovviamente, sia per ciò che vi è contenuto. Entrare nel museo significa sfogliare le pagine di un libro di storia cinese. Se non la più significativa collezione antica dell’intera Cina, è certo tra le più importanti. Monete, costumi, bronzi, ceramiche, dipinti, giade, mobili, opere calligrafiche…L’elenco non deve richiamare alla mente un insieme indistinto di oggetti che abbiano nella quantità il suo pregio. Le diverse collezioni di oggetti d’arte sono raccolte e presentate in modo razionale ed esaustivo, valorizzate da luci, modalità espositive e di fruizione adeguate all’importanza del museo.La visita all’ interno del museo si effettua con gli auricolari disponibili in lingua italiana; tempo libero per visitare in autonomia le sale.Abbiamo previsto la possibilità di usufruire delle camere dell’hotel fino alle ore 18 in modo da garantire un maggior comfort.Cena libera e trasferimento in aeroporto.Volo di linea per l’Italia via Abu Dhabi.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Arrivo in Italia  
Arrivo a Milano Malpensa.1. Città Proibita 2. La Grande Muraglia 3. Il Buddha di Giada


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Tutte le quote di partecipazione ed i supplementi sono stati stabiliti in base ai costi dei servizi col minimo di partecipanti indicato. Le quote sono suscettibili divariazioni qualora, all'epoca del viaggio, si verifichino differenze nel numero minimo di partecipanti previsti, nei costi dei trasporti e dei servizi in genere.

 

I prezzi sono ancorati al rapporto di 1 euro = 1,10 USD e possono essere soggetti a adeguamento valutario. (La parte della quota di partecipazione espressa in USD è pari a circa il 55% della quota stessa).

 

 

LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE COMPRENDE:

  • Voli di linea della compagnia Etihad o di altra compagnia IATA
  • Accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del minimo di 25 partecipanti.
  • Guide locali parlanti inglese o italiano in ogni località.
  • Pensione completa dal pranzo del 2° giorno a quello del 10° giorno La cena del 10° giorno è esclusa).
  • Trasferimenti interni: 3 voli di linea e tratti in bus privato, I 3 voli interni riguardano le tratte: Pechino-Xi’an, xi’an – Guilin e Guilin-Shanghai.
  • Barca con pranzo a bordo per la navigazione sul Fiume Li a Guilin.
  • Ingressi e visite come da programma.
  • Hotel: Durante il viaggio pernottiamo in alberghi 5* classificazione locale, tutti molto confortevoli. Ne forniamo i nomi in modo che, al di là del nostro giudizio o delle classificazioni ufficiali fornite dagli hotel stessi e dal nostro corrispondente, se ne possano riscontrare direttamente le caratteristiche.
  • Pechino: 3 notti al Yen Beijing by Shangri-La, 5*, (www.hotelyen.com).
  • Xi’an: 2 notti al “Titan Times Hotel”, (www.titantimeshotel.com)
  • Guilin: 2 notti al “Sheraton Guilin Hotel” 5*, (www.sheraton.com/guilin).
  • Shanghai: 1 notte, “Gran Central Hotel Shanghai” 5* (www.grandcentralhotelsh.com)

 

 

LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE NON COMPRENDE:

  • Visto
  • Tasse aeroportuali e incremento carburante (“fuel surcharge”) 340 euro, da confermare. Non sono incluse nella quota base perché le compagnie aeree possono variarle discrezionalmente al momento dell’emissione dei biglietti aerei. Più in generale, enti ed autorità locali possono decidere di aumentare od introdurre tasse e/o spese non segnalate. Ci scusiamo sin da ora nel caso ciò dovesse verificarsi, anche se non dipende dalla nostra volontà.
  • Mance, spese personali, bevande e tutto quanto non esplicitamente previsto dal programma (suggeriamo 80 euro per persona da distribuire tra autista, guide locali e personale in generale).

 

Bene a sapersi

  • Il visto: ricordiamo che è necessario il passaporto con validità non inferiore a sei mesi, il modulo Kel 12 ed il modulo del consolato cinese debitamente compilati ed una foto tessera a colori. Suggeriamo di dotarsi anche di due altre foto formato tessera, oltre a quella necessaria per il visto, e della fotocopia del passaporto. Ciò potrebbe rivelarsi assai utile nel caso di smarrimento del documento). Ogni partecipante è tenuto a verificare personalmente la validità e le caratteristiche del proprio passaporto e adempiere correttamente e nei tempi previsti alle altre formalità atte a garantire il rilascio del visto. L’organizzazione non si assume nessuna responsabilità nel caso si dovesse verificare l’impossibilità a partire, entrare o uscire dal paese di destinazione a causa di documenti e documentazione non corretta. Si invitano pertanto i partecipanti ad attenersi a tutte le indicazioni fornite dall’organizzazione e dalle autorità competenti in Italia e all’estero. Particolare cura va posta anche alla corretta conservazione di eventuali documenti forniti all’estero utili a favorire l’uscita dal paese.

 

  • Vi informiamo che, per chi possiede un visto d’ingresso in uno dei seguenti Paesi elencati di seguito, l’ottenimento del visto cinese potrebbe non essere garantito.

-          Iraq

-          Pakistan

-          Afghanistan

-          Turchia

-          Siria

Verificare con l’Ufficio come meglio procedere.

 

  • Voli interni: tutti i voli interni, pur essendo già stati prenotati e confermati, possono essere soggetti a variazioni anche dell’ultima ora da parte delle competenti autorità ed enti. Nel caso, si provvederà ad apportare le modifiche più opportune al programma. Se gli orari dei voli interni saranno a cavallo delle ore di pranzo, saranno serviti a bordo  (semplice pasto comprensivo di bevanda).

 

  • Si consiglia dotarsi di: abbigliamento pratico (secondo le esigenze personali in relazione alle specifiche condizioni climatiche), evitando i capi in materiale sintetico; calzature comode, salviette umidificate, calzini di ricambio per visite di luoghi sacri che potrebbero svolgersi a piedi scalzi, un indumento impermeabile (pur se non si è nella stagione delle piogge); “zampironi”, Autan o similari. (C’è anche un “Autan Plus” con una protezione superiore); creme protettive solari, occhiali da sole, cappellino; adattatore universale per le prese elettriche, porta valori pratico e sicuro del tipo “a collo” o cintura con tasca da indossare sotto i vestiti; un costume da bagno può rivelarsi utile nei momenti di relax; abbigliamento adeguato per i luoghi sacri; medicinali di uso personale, tra cui un disinfettante intestinale. (In generale, come in ogni occasione di viaggi in paesi molto diversi dal nostro per condizioni geografiche, ambientali, alimentari, stagionali e sanitarie, si consiglia di consultare il proprio medico); dollari USA ed EURO.

 

         La Cina d’estate ha un clima molto simile al nostro, caldo e umido. Tuttavia il nostro viaggio si svolge verso la fine di agosto, periodo in cui le temperature potrebbero essere un po’ più gradevoli. 

 

         Sanità: non sono previste vaccinazioni obbligatorie ma, come in ogni occasione di viaggi in paesi molto diversi dal nostro per condizioni geografiche, ambientali, stagionali, alimentari e sanitarie, si consiglia di consultare il proprio medico e la ASL.

 

  • Delinquenza locale: non esiste un problema specifico di delinquenza locale che coinvolga i turisti. E’ solo opportuno adottare le normali accortezze previste in paesi che non si conoscono, soprattutto nei luoghi affollati e ore notturne.

 

  • Fotografare: non si possono fotografare postazioni militari e ogni persona in divisa. Consigliamo la dovuta sensibilità quando s'intenda fotografare anche persone comuni incontrate per strada. Nel caso si riscontrino contrarietà, l’atteggiamento più opportuno è manifestare un cenno di scuse e riporre la macchina fotografica nella custodia.

 

  • Pasti e bevande: durante i trasferimenti i pasti si consumano in ristoranti locali che possono servire anche piatti molto semplici e tipici del posto in luoghi spesso assai frequentati. Normalmente molte delle cene sono in hotel e i pranzi in ristoranti esterni, per non dover sempre ritornare in albergo e a volte per poter gustare anche specialità culinarie locali. I ristoranti locali e degli hotel potrebbero non incontrare il nostro gusto. Abbiamo virgolettato gli aggettivi “locale” e “occidentale” relativi ai menù previsti proprio perché potrebbero non corrispondere alle aspettative dei partecipanti. Gli orari dei pasti potranno non coincidere con le ore canoniche, per non essere costretti a conformare il programma in funzione di questi. Usare solo acqua minerale in bottiglie sigillate ed evitare cibi non ben cotti.

 

  • MANCE: prevedere un importo complessivo pari a 80,00 euro per persona da consegnare all’ accompagnatore all’ inizio del viaggio, che provvederà a distribuirlo fra guide, autisti e personale in generale.

 

  • NOTA GENERALE: Per questioni operative, meteorologiche o di forza maggiore il programma potrebbe subire delle variazioni, ferma restando la sostanza delle visite previste, e gli hotel potrebbero essere sostituiti da altri di pari categoria. I voli interni di cui abbiamo fornito gli orari ora noti, potrebbero essere suscettibili di cambiamenti. Nel caso, si procederebbe agli opportuni correttivi nel programma e nelle modalità di viaggio. Il programma giornaliero verrà riconfermato sul posto con le guide locali.

 

  • Un accorto viaggiatore non dimentica mai nulla che possa rivelarsi utile sulla base di precedenti esperienze di viaggio in paesi molto diversi dal nostro, (inclusa una sufficiente scorta di adattabilità ad usi, norme, alimentazione, ritmi, condizioni ambientali… a volte contrastanti la nostra quotidianità).  

 

  • Nel caso le nostre indicazioni non siano sufficienti in un qualsiasi aspetto del programma, contattateci. Invitiamo vivamente a richiedere specificazioni anche su questioni che a casa propria appaiano secondarie, ma che in corso di viaggio potrebbero rivelarsi importanti.

 

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