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DA ASMARA ALLE ISOLE DAHLAK

AFRICA / Eritrea

L’Eritrea ormai lontana dal suo passato si è aperta al mondo, per invitarlo a scoprire che i suoi abitanti sono tra i più vitali e accoglienti del continente africano. Molti degli affascinanti siti archeologici del paese sono stati recentemente portati alla luce e la straordinaria ricchezza della vita marina delle acque del Mar Rosso è un forte richiamo per i subacquei di tutto il mondo. È il momento di godere dell’ospitalità del popolo eritreo…
Arroccata sul lato orientale dell’altopiano eritreo, Asmara offre un’architettura interessante ed è considerata una delle città più gradevoli dell’intero continente africano. Formata in origine da quattro villaggi, da cui deriva il suo nome d’origine Arbate Esmere, Asmara fu fondata dai pastori che si stabilirono in questo luogo perché l’acqua vi era abbondante. I viaggiatori che percorrevano le lunghe strade tra le montagne e il mare, sostavano volentieri in questo villaggio, che si trasformò ben presto in un centro commerciale di una certa importanza. Alla fine dell’Ottocento, gli italiani decisero di fare di Asmara la punta di diamante del loro impero coloniale e durante i 50 anni della loro permanenza nella colonia prodigarono forze e ricchezze per trasformare la città in un centro di cultura italiana. Le tracce dell’architettura italiana sono presenti ovunque, dalla zona residenziale situata a sud, in cui ancora si possono ammirare le numerose ville in stile liberty, fino alle costruzioni di ciò che un tempo era (ed è ancora oggi) il quartiere amministrativo, situato a nord. Percorrendola a piedi troviamo le colonne corinzie del neoclassico Palazzo del Governatore, il portico romanico dell’Opera, degli anni ‘20, una cattedrale cattolica in stile romanico lombardo, considerata una delle migliori opere di questo stile erette fuori dall’Italia, e l’imponente facciata del Cinema Impero. Al mercato più importante della città si trova in vendita ogni genere di merci, dagli alimentari agli oggetti per la casa, frutta e verdura, spezie, ceramiche, strumenti musicali, abiti di seconda mano, scarpe, mobili in legno e in metallo e molte altre cose. Il porto di Massawa si trova 100 km a nord-est di Asmara ed è da secoli un importante centro di commercio sul Mar Rosso, meta non solo dei mercanti, ma anche di invasori di diversa origine, tra cui i turchi che restarono nella città per circa 300 anni, gli egiziani e gli italiani: popoli che lasciarono a Massawa diverse testimonianze architettoniche. Malgrado abbia perso oggi l’appellativo di “Perla del Mar Rosso”, Massawa resta tuttavia un luogo piacevole e tranquillo.Questo viaggio è inoltre destinato agli amanti del mare, dedica il maggior periodo disponibile alle Isole Dahlak con una crociera di tre giorni. Se le isole in sé non hanno alcun fascino, il mare che le circonda è semplicemente meraviglioso. Le acque incontaminate e poco sfruttate – a causa della guerra l’industria della pesca è stata totalmente sospesa – sono un ecosistema raro in cui vivono indisturbati pesci e coralli. I siti d’immersione, ricchi di formazioni coralline e di relitti, richiamano i sub di ogni parte del mondo. É un viaggio che richiede molta adattabilità e flessibilità, prevede i pernottamenti in tenda sulle isole o a bordo del sambuco. Durante il viaggio la privacy è poca e sono molti di più i momenti di vita comunitaria e di socializzazione. I pasti saranno preparati dalla cucina di bordo, a base del pesce pescato integrato dalla cambusa. La collaborazione degli ospiti a preparare il campo sulle isole e per chi lo desidera a cucinare e preparare le grigliate, è sempre molto apprezzata. In cambio assicurate emozioni realmente uniche!
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3860 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 145 Impronte del Club.
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Durata

11 giorni e di 9 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 7 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 14 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Milano - Asmara, via scalo internazionale  
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea con scalo internazionale e proseguimento per Asmara. L’arrivo è previsto il mattino successivo in nottata.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Asmara  
Disbrigo delle formalità doganali e trasferimento in hotel. Alcune ore a disposizione per riposare. Giornata dedicata alla visita dei luoghi e monumenti più significativi della città. Situata sull'altopiano a 2.355 metri di altezza, Asmara presenta l'architettura tipicamente italiana degli anni '30: grandi viali alberati, tipiche case di stile “impero” con angoli arrotondati e ancora molte insegne in italiano (Bar Roma, Cinema Odeon, Caffè Alba, La casa degli italiani ...). Poi monumenti religiosi all’insegna della tolleranza (cattolici, copti, musulmani), piccoli angoli nascosti e belvedere che dominano la città. Ad Asmara si respira un’aria strana e gioiosa, si sente parlare italiano e chi non lo sa quasi se ne scusa, dimostrando comunque grande gentilezza ed una voglia profonda di farti sentire ben accetto. Sembra di essere sul set di un film felliniano: anziani signori in abito bianco e paglietta coloniale passeggiano appoggiandosi a sottili bastoni di bambù, sorseggiano il caffè in bar senza tempo dai nomi familiari, hanno voglia di discorrere. Eppure siamo in una città dalla grande voglia di modernizzazione che cerca di scrollarsi di dosso i molti, troppi anni di guerra e di lotta per l’indipendenza e l’autonomia: sono quelli gli anni che pesano sulle nuove generazioni, mentre il periodo del colonialismo italiano è considerato più per le cose fatte che per quelle distrutte. Pranzo e cena liberi, pernottamento presso Amba Soira hotel o similare.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Asmara - Massawa  
Prima colazione in hotel. In mattinata, se possibile, partenza lungo una strada “nuova” estremamente panoramica che solca come una ferita un territorio prima di verdi colline, isole di eucalipti e ripide scarpate poi sempre più arido, aspro e torrido. Si percorrono i paesaggi della Rift Valley, la più grande “valle” del mondo che dal Mar Morto fino al Mozambico spacca praticamente in due parti il continente africano. In Eritrea la faglia attraversa completamente il piccolo Paese e le decine di vulcani la cui intensa attività plasmò il paesaggio che ammiriamo ora, pur essendo quasi tutti estinti, sono ancora “riconoscibili” nelle gigantesche caldere e negli enormi coni che caratterizzano il panorama. Pranzo libero e, nel tardo pomeriggio, annunciata da un lungo tratto di savana ecco Massawa, l’ambitissimo porto naturale vicino all’estuario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano che per secoli è stato l’ambito obiettivo delle potenze straniere: dai Portoghesi agli Arabi, dagli Egiziani ai Turchi, dagli Inglesi agli Italiani. Durante tutte queste occupazioni dal suo porto passava di tutto: schiavi e perle, giraffe e struzzi, mirra e incenso. Massawa fu un importante porto fin dai tempi più antichi come lo si può evincere dalla magnificenza decadente del suo centro storico costruito su due isole coralline collegate alla terraferma per mezzo di una diga. Anche se oggi gli splendori passati - quali le belle costruzioni in stile arabo-moresco e le antiche case dai balconi in legno scolpito - sono purtroppo solo un pallido ricordo danneggiati come sono dai bombardamenti dell'ultima guerra, il luogo in realtà emana ancora un incredibile fascino. Tutto a Massawa sembra provenire da un altro mondo: la storia, il clima, l’architettura e l’atmosfera della città stessa. Qualunque cosa si faccia nell’ex “Perla del Mar Rosso” ci si ritrova sul mare. Nel tardo pomeriggio visita a piedi di questa straordinaria e affascinante città dal sapore arabo-africano. Cena libera. Pernottamento al Dahlak Hotel o similare.

Tappa: 4 - Dal Giorno: 4 al Giorno 5 - Massawa - Arcipelago delle Isole Dahlak  
Dopo la prima colazione trasferimento al porto e partenza con barca a motore privata per le Isole Dahlak, un insieme di circa 350 isole (in realtà solo 209 costituiscono veramente l’arcipelago!) in gran parte aride, spoglie e pianeggianti situate su una bassa piattaforma continentale al largo della costa eritrea. Tre giornate sono dedicate alla scoperta di alcune delle prime isole: la coppia delle gemelle Durgaam e Durghella con le bianche spiagge e la bella barriera corallina; lo stupendo banco sabbioso di Madote che si staglia come una striscia luminosa dalle acque turchine del mare; la piatta Dhalak Kebir, l’isola più grande, con una storia ancora più grande alle spalle; l’aridità vulcanica della grande Dissei dove vive una comunità di pescatori Afar; …. Magnifiche le opportunità per gli amanti del mare: camminate sulle bianche spiagge, stupendi bagni in acque trasparenti e calde, snorkelling su barriere coralline fra le più belle del mondo. Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile (tenda igloo) sulla spiaggia.IMPORTANTE: per i giorni di mare sulle isole portare solo un piccolo bagaglio con l’indispensabile e lasciare il resto in albergo a Massawa (farsi dare la ricevuta); la distanza percorsa in barca veloce è di circa 50-60 miglia marine.In loco il Tour Leader e la guida locale decideranno se è meglio rientrare a Massawa per il terzo pernottamento o se farlo al campo.

Tappa: 5 - Giorno: 7 - Isole Dahlak - Massawa - Asmara  
Per questa giornata possiamo organizzare l’escursione ad Adi Quala ed al Sacrario di Daaro Khonat, in fuoristrada, escursione che prende tutta la giornata oppure prolungare la crociera di un giorno rientrando ad Asmara la mattinata successiva, tour leader e guida locale concorderanno il da farsi in loco. Pernottamento in hotel o alle isole.

Tappa: 6 - Giorno: 8 - Asmara  
Prima colazione ed intera giornata a disposizione per relax e visite individuali. Asmara è una specie di foglio bianco dove gli architetti italiani del ventennio fascista, lontani da vincoli e costrizioni della madre patria, poterono disegnare la città dell'utopia. Un luogo dove cimentarsi con i più diversi stili architettonici in voga nei primi decenni del secolo scorso in Europa. Pranzo e cena liberi. Sorseggiare un cappuccino o prendere un gelato da passeggio regalano sensazioni uniche in questa città. Pernottamento in hotel.

Tappa: 7 - Giorno: 9 - Asmara - Qohaito - Asmara  
Dopo la prima colazione partenza per l’escursione alla vicina Qohaito (2.700 m s.l.m.). Un dibattito che appassiona gli storici di questo paese riguarda le rovine di Qoahito, situata 120 km a sud di Asmara. Potrebbero essere infatti le mura dell’antica città di Koloe, centro commerciale di rilievo durante l’epoca di maggior espansione del grande regno degli axuumiti ma anche se non appartenessero a Koloe, queste rovine che si estendono su una vastissima zona (2,5 km per 15 km), sono la testimonianza del ruolo che ebbe questo luogo nell’antichità. Sebbene per ora solo il 20% del sito sia stato portato alla luce dagli scavi, la visita delle rovine richiede tutta la giornata. Questa località durante il periodo axumita costituiva una delle principali stazioni di transito lungo la via carovaniera che collegava l’antico porto di Adulis sul Mar Rosso a sud di Massawa fino alla capitale del regno, Axum, ed agli altri centri dell'altopiano.Si pensa che le quattro colonne del Tempio di Mariam Wakiro, circondate dalle polverose rovine di almeno mezza dozzina di templi, appartenessero in origine a una chiesa cristiana. A nord di questo sito si trova una Tomba Egiziana sotterranea scavata nell’arenaria, che deve il suo nome (Meqabir Ghibtsi) non tanto alla provata appartenenza a questa civiltà, quanto alle sue vaste dimensioni. Il monumento più significativo di Quhaito, per dimensioni e per importanza storica, è la grandiosa Diga di Saphira, una diga in muratura lunga oltre 60 m, costruita con ogni probabilità intorno all’anno Mille. In diversi siti, tra i quali la grotta di Adi Alauti, sono visibili incisioni e pitture rupestri. Sui muri di uno di questi ripari sono dipinte oltre 100 figure. L'ambiente è costituito da formazioni calcaree erose da fenomeni carsici molto spettacolari ai piedi dell’Amba Soira, la montagna più alta dell’Eritrea (3.013 m). Rientro ad Asmara in serata, pernottamento in hotel.

Tappa: 8 - Giorno: 10 - Asmara - Keren - Asmara  
Partenza per Keren lungo una ripida e spettacolare strada che scende dall'altopiano fino a questa cittadina a quota 1.220 m, crocevia di quanti si recano a Khartoum, in Sudan, o da qui arrivano in Eritrea. Lungo la discesa si notano i primi baobab e le acacie ombrellifere prendono il posto delle euforbie. Poco prima della città si trovano grandi frutteti piantati un tempo dagli italiani. Se Asmara ci è sembrata una città dal ritmo rilassato, non possiamo mancare la visita a Keren. La terza città eritrea per ordine di grandezza, è situata in una bella regione a nord della capitale, su un piccolo altopiano circondato da montagne. Nonostante la sua importanza commerciale, questo centro ha mantenuto un carattere riservato e il piacevole ritmo delle piccole città. Gli abitanti di Keren non hanno sempre avuto la vita facile: durante la seconda guerra mondiale la città fu testimone di scontri armati tra gli italiani e gli inglesi. Durante i vent’anni in cui la lotta armata imperversò, Keren fu il teatro di violenti scontri tra le forze indipendentiste e le truppe etiopiche. Numerose testimonianze di guerra sono conservate al cimitero britannico e al cimitero italiano. Nei pressi del mercato cittadino si trova il Santuario di St Maryam Dearit, al cui interno si trova un vecchio baobab al quale sono attribuiti poteri di fecondità. Tradizionalmente si crede che il baobab eserciti una mistica influenza sulle donne che preparano del caffè all’ombra dei suoi rami, le quali sarebbero invase dalla fertilità nel momento in cui un viaggiatore di passaggio ne accettasse una tazza. L’antico quartiere residenziale è pervaso dall’architettura di stile italiano. Il Tigu, il forte egiziano, offre un bel panorama sulla parte nord-orientale della città. Pranzo libero.Oggi avremo la fortuna di assistere al mercato settimanale del bestiame (lunedì).In serata rientro ad Asmara, cena libera e in tarda serata trasferimento in aeroporto.

Tappa: 9 - Giorno: 11 - Asmara - Milano, via scalo internazionale  
Partenza con volo notturno di rientro a Milano Malpensa, via scalo internazionale. L’arrivo a Milano è previsto a fine mattinata. 1. Chiesa Cattolica di Keren 2. Asmara 3. Spiaggia alle isole Dahlak


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

La quota comprende:

-          Il volo Milano Malpensa – Asmara con Qatar Airways in classe economica

-          L’ assistenza negli aeroporti in Eritrea da parte del nostro corrispondente

-          La sistemazione nelle strutture ricettive sopra citate o equivalenti in camere standard e in tende igloo quando in campo tendato mobile standard

-          Il trattamento di prima colazione per tutto il tour eccetto alle isole Dahlak dove è prevista la pensione completa al campo.

-          Materiale da campo e cuoco durante il soggiorno alle Dahlak

-          Le visite ed escursioni in microbus, jeep e barche a motore/sambuco in Mar Rosso

-          Ingressi, tasse governative e percentuali di servizio

-          Autista locale parlante inglese, una guida locale per gruppo parlante italiano/inglese

-          Tour Leader dall’Italia al raggiungimento del minimo.

 

La quota non comprende:

-          le bevande e l’acqua da bere ad esclusione delle Dahlak

-          le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)

-          i pasti non indicati come compresi

-          il visto d’ingresso in Eritrea

-          sacco a pelo/sacco lenzuolo ed asciugamano

-          le eventuali escursioni/attività facoltative e mance per balli, cerimonie, fotografie, …

-          le eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza

-          le tasse aeroportuali, il fuel surcharge, …

-          quanto non specificato nel programma

Bene a sapersi

  • Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.
  • Hotel: L’attribuzione delle stelle agli alberghi non corrisponde agli standard europei. Fuori Asmara, quasi sempre, nonostante siano sistemazioni semplici gli hotel proposti sono tra i migliori disponibili, ma a volte, causa la mancanza di energia elettrica, anche in questi può capitare che non sia disponibile elettricità e quindi acqua calda. Inoltre, in alcuni alberghi, può essere carente la gestione della manutenzione, in particolar modo nei locali da bagno.
  •  Alle Isole Dahlak 3 notti sono in campo tendato mobile standard che comprende le classiche tende igloo di 2 x 2 x 1,40 m con zanzariera e materassino in gommapiuma ripiegabile di circa 8cm di spessore  (richiesta la partecipazione dei partecipanti nel montaggio/smontaggio delle tende); è necessario portare il sacco a pelo leggero o sacco lenzuolo, l’asciugamano ed eventualmente un piccolo cuscino. Nei 3 giorni in cui si sta sull’isola ci si laverà in mare, quindi può essere utile portare sapone speciale. Un itinerario per conoscitori e appassionati.
  • Per questa avventura sarà utilizzata una lancia veloce, ed ai partecipanti saranno richieste particolari capacità di adattamento, in quanto non sarà possibile consumare un pasto caldo a metà giornata né usufruire di servizi igienici durante la navigazione. In compenso, i tempi di trasferimento da un’isola all’altra, tempo e mare permettendo, saranno ridotti rispetto a quelli del tragitto con il sambuco od altra imbarcazione similare.
  • L’economia del paese attraversa un momento di grossa difficoltà. I prezzi delle materie prime e del carburante sono alle stelle. Ci vediamo costretti a lasciare i pasti liberi (ad esclusione delle Dahlak dove provvederemo a fornire tutti i pasti grazie alla cambusa e all’integrazione viveri dall’Italia) in modo da organizzarli in loco con l’aiuto del Tour Leader e della guida locale; ognuno spenderà in base a quello che realmente consuma, prevedere la spesa in anticipo sarebbe davvero un costo troppo elevato. Un pasto (primo, secondo e contorno, frutta o dolce, the o caffè, una bevanda locale) costa attualmente 800 Nakfa, pari a circa 40 euro. Conoscendo le proprie abitudini alimentari sarà più facile gestire i pasti e allo stesso tempo i costi.
  • Prevediamo la pensione completa durante le giornate sulle isole dell’arcipelago: si pasti aranno piacevoli ma semplici cucinati a bordo del sambuco o BBQ sulla spiaggia. Principalmente si cucinerà pesce appena pescato.
  • Escursione e soggiorno alle Isole Dhalak. Per ragioni tecnico-operative il programma finale viene deciso giornalmente dal Capitano in base alle condizioni atmosferiche, del vento e del mare; quindi può succedere che sia modificato l'itinerario, che cambi l’ordine delle visite e/o certe escursioni siano sostituite con altre. Essendo previsti spostamenti in barca in mare aperto è utile ricordare che puo’ essere utile portarsi qualche prodotto contro il mal di mare.
  • Il bagaglio deve possibilmente essere costituito da sacche morbide di max 15-20 kg in totale. Portare vestiti semplici per il soggiorno alle isole, da non dimenticare una torcia, il costume, la crema protettiva e un capo per proteggersi dal “vento” e dall’acqua.
  • Guide-accompagnatori locali. In generale, pur non essendo comparabili alle guide locali che si trovano in altri Paesi a livello di conoscenze di storia, arte ed architettura, sono comunque valide ed indispensabili. Per loro formazione socio-culturale sono riservati quindi si consiglia di sollecitare le spiegazioni con domande piuttosto che aspettare che siano loro a dare le spiegazioni. Parlano un buon italiano.
  • Considerando la destinazione ed il viaggio è necessario armarsi di una buona pazienza e flessibilità, vivendo ogni momento anche eventuali disguidi e ritardi, come un’occasione per conoscere questa magnifica regione, consapevoli che ogni situazione può offrire magici spunti.
  • Tempo di partire – breve cenno al clima (per informazioni dettagliate vedere le informazioni sul Paese). Anche se oramai è sempre più difficile parlare di stagioni ed ogni stagione è di per sé speciale in quanto offre sempre uno spettacolo unico, in generale si può dire che le condizioni climatiche variano notevolmente a seconda della regione e dell’altitudine: gli altopiani montagnosi offrono un clima temperato influenzato dai monsoni stagionali (piccole piogge in marzoaprile, grandi piogge in luglioagosto). Il periodo migliore va da ottobre ad aprile-maggio in quanto ad Asmara da luglio a metà settembre normalmente è stagione delle piogge mentre a Massawa tra giugno e settembre le temperature possono superare i 50°C con un alto tasso di umidità (vedere informazioni generali per maggiori dettagli).
  •  
  • APPROFONDIMENTO DAHLAK: Le Dahlak sembrano zattere appena emergenti dalle onde. Le spiagge sono bianchissime perché costituite esclusivamente dalla distruzione del calcare delle barriere coralline. Ampi tratti della loro costa sono costituiti da basse falesie scavate alla base a formare spioventi di preoccupante stabilità. Alla base della loro origine c’è l’erosione causata dal moto ondoso, accoppiato al pascolamento di molluschi gasteropodi che grattano la roccia alla ricerca delle alghe di cui si nutrono. La presenza di queste strutture, in alcuni punti molto al di sopra del livello del mare o a 10-20 m di profondità, anche pesci di grande importanza economica. Il legno delle mangrovie è inoltre l’unico facilmente disponibile in un ambiente costiero quasi desertico e un progetto già iniziato sulla costa si propone di ripopolare alcune zone che erano state troppo sfruttate in passato. L’interno delle isole è dominato dal monsone di nord-est che risale d’inverno lungo il Mar Rosso, portando pioggia a tutta la metà meridionale. Sono meno di 200 mm all’anno, ma tanto basta per rinverdire le isole. Le Dahlak rientrano in quella che i fitogeografi chiamano “arbusteto e prateria arida etiopica”, ma non vi sono mai state ricerche botaniche approfondite e le più autorevoli risalgono  ancora a quelle fatte alla fine dell’ottocento da Achille Terracciano, dell’Università di Sassari, che visitò una decina di isole e vi raccolse più di cento specie. Anche la fauna è stata poco studiata e se non ci si sorprende per la presenza di una decina di specie di rettili, diverso è il caso per tre specie di anfibi. Infatti non possono sopravvivere nell’acqua marina e devono essere giunti in zona quando, durante l’ultima glaciazione, la piattaforma rocciosa che comprende le Dahlak era collegata alla terraferma per l’abbassamento del livello del mare. Poche le specie di mammiferi: ratti neri, gatti e gazzelle, un paio di specie di pipistrelli, topi e toporagni ancora da identificare e in apparenza nient’altro. Tutto ciò che forse un tempo abitava le isole si è probabilmente estinto per il progressivo inaridimento e per l’azione diretta dell’uomo contro quelle specie che potevano essere un pericolo per sé e per le sue greggi.
  • L'ORIGINE DELLE ISOLE: Le più di 200 Dahlak sono vere figlie del Mar Rosso. Infatti a differenza di tante isole che sono frammenti di continente o resti di vulcani, le Dahlak si sono formate da barriere coralline emerse a causa dei movimenti che riguardano la separazione della zolla arabica da quella africana. Tale separazione raggiunse uno sviluppo simile a quello attuale durante l’Oligocene (38-24 milioni di anni fa) formando un mare che era allora collegato a nord con il Mediterraneo e non a sud con l’Oceano Indiano. Alla fine del Miocene, tra i 5,7 e i 5 milioni di anni fa, il movimento verso nord dell’Africa quasi chiuse lo stretto di Gibilterra, rallentando lo scambio di acque con l’Oceano Atlantico. Molta più acqua evaporava allora di quella che entrava come una cascata dallo stretto di Gibilterra, il livello del mare si abbassò e la salinità aumentò. Sul fondo si depositarono allora enormi strati di sali che sotto le Dahlak raggiungono uno spessore di anche più di 3 chilometri. Successivamente si chiuse il collegamento tra il Mar Rosso e il Mediterraneo e si aprì a sud una comunicazione con l’Oceano Indiano. Pian piano l’erosione delle coste ricoprì i depositi salini con uno strato di argille, sabbie e ghiaie. I complessi movimenti della litosfera collegati alla separazione tra l’Africa e la penisola arabica portarono ad un graduale sollevamento della piattaforma che comprende le Dahlak e, quando il fondale marino non fu più profondo di 50 metri, iniziò la formazione delle spesse barriere coralline che costituiscono ora le rocce delle Dahlak. Il processo di accrescimento dei coralli ebbe luogo soprattutto nell’ultimo periodo interglaciale, tra i 200.000 e i 120.000 anni fa,. e un po’ intorno agli 80.000 anni orsono, ma si interruppe quando, in contemporanea con l’ultima glaciazione (10.000 anni fa), l’acqua si raffreddò e il livello del mare calò esponendo all’aria le barriere coralline. Con lo scioglimento dei ghiacciai il livello del Mar Rosso riprese a salire, ma raggiunse il livello attuale solo 5000 anni fa dando alle Dahlak l’aspetto che conosciamo. I coralli che si ammirano oggi alle Dahlak sono perciò di origine recentissima. La vera e propria formazione delle isole dipese però da movimenti tettonici locali, ancora in atto, causati dalle masse di sale sottostanti rocce sedimentarie più pesanti. Quando infatti si formava una faglia, una frattura negli strati rocciosi, le rocce pesanti sovrastanti gli strati salini potevano inclinarsi formando zone più elevate, le isole, e zone di mare più profondo.
  • IL MARE: Le isole Dahlak politicamente fanno parte dell’Eritrea e si trovano nella parte meridionale del Mar Rosso. Questo mare, per quanto relativamente piccolo, viene considerato dai geologi un vero e proprio oceano in formazione, a causa della separazione della placca africana da quella arabica, un processo simile a quello che ha formato l’Oceano Atlantico. La forte insolazione dovuta alla posizione tropicale e alla scarsa copertura nuvolosa fanno del mare delle Dahlak uno dei più caldi del mondo, con una temperatura dell’acqua che varia tra i 26°C del periodo invernale e i 32°C di luglio e agosto. Anche la salinità, 38 per mille alle Dahlak, è elevata, come conseguenza della forte insolazione, del relativo isolamento dall’Oceano Indiano e della mancanza di fiumi permanenti. Le acque delle Dahlak sono biologicamente più ricche e produttive di quelle ben più famose del Mar Rosso settentrionale perché le Dahlak emergono da una bassa piattaforma continentale e i venti e le correnti locali riescono a smuovere dai fondali i sali necessari allo sviluppo del plancton. Inoltre, per molti mesi all’anno una corrente costante entra dall’Oceano Indiano portando acque più ricche. Una conseguenza dell’abbondanza di plancton però è che le acque sono spesso molto torbide. Solo d’estate la visibilità migliora perché allora predominano venti da nord che spingono verso le Dahlak l’acqua più limpida del Sudan. Grandissima è la varietà biologica del Mar Rosso e le acque delle Dahlak ne sono una dimostrazione. Elevato è anche il grado di endemismo, cioè della percentuale di specie animali e vegetali con una ristretta distribuzione geografica.  Molte di queste vivono solo nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden dove si sono evolute in parziale isolamento dal resto dell’Oceano Indiano dalla presenza di acque fredde lungo le coste dello Yemen meridionale e dell’Oman. Altre specie sono ristrette al solo Mar Rosso e sono riuscite a sopravvivere alla crisi di salinità dell’ultima glaciazione quando il livello degli oceani si abbassò anche di 130-150 metri rispetto al livello attuale, rallentando l’ingresso di acqua nel Mar Rosso che si trasformò in un lago iper-salino inadatto alla vita della normale fauna e flora marina tropicale. In alcuni punti però, come nelle foci dei fiumi o all’ingresso meridionale del Mar Rosso, la salinità era meno elevata e queste specie sopravvissero. Poi alla fine della glaciazione il livello degli oceani riprese a salire riportando 11.000 anni fa la salinità del Mar Rosso a livelli normali e ripopolandolo con tutte le specie tropicali che nel frattempo erano sopravvissute nel vicino Golfo di Aden.

 

 

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