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DAL MEKONG AD ANGKOR A CAPODANNO

ASIA / Cambogia

Da Chieng Khong, sul confine fra Thailandia e Laos, la piacevole navigazione lungo le ampie anse del Mekong a bordo di una confortevole barca privata che ci porta lentamente nel paesaggio antico dei villaggi etnici laotiani. In due giorni di viaggio fluviale con pernottamento in suggestivi alberghi, vivremo l’esperienza di un mondo fuori dal mondo, lontano da ogni frenesia: spiagge di sabbia dorata ed enormi rocce seghettate delimitano le rive, bambini che giocano allegri, mandrie di bufali, donne che a fatica coltivano piccoli orti strappati al fiume.
Nell’antica città reale di Luang Prabang, punto d’arrivo della nostra navigazione sul mitico fiume, entreremo in un magnifico dipinto dove linee armoniose di templi e monasteri emergono dalle case coloniali.Poi, Vientiane, con il luogo sacro più importante del Paese col “milione di elefanti e il parasole bianco”.
Dopo Paksè, il Fiume si trasforma, dirama, protegge il sito UNESCO di Vat Phou, allaga territori per farne emergere piccole lingue di terra isolate,
dove vivono uomini come tanto tempo fa.
Cascate, le “quattromila isole”, villaggi…con piccole barche c’introduciamo in una realtà che si concede ancora “ritardi nello sviluppo”.
Il dispiacere di allontanarsi da un’oasi rintanata dove solo chi sappia apprezzarne le particolarità decide di andare, è compensato da Angkor che, direbbe Terzani, “ci rende orgogliosi di appartenere alla razza umana”. E’ un viaggio per gli appassionati dei paesaggi e della cultura dell’Asia, facile e ricco di visite.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4850 Euro

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Il Club

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Durata

14 giorni e di 11 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza dall'Italia per Bangkok con arrivo la mattina successiva  
Partenza da Roma Fiumicino con voli di linea per Bangkok. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Volo Bangkok Chiang Rai, barca sul Mae Kok River  
Al mattino arrivo a Bangkok e volo in coincidenza per Chiang Rai. E’ una piccola cittadina in cui semplicemente si transita e può costituire base di partenza per trekking o escursioni lungo il Mae Kok.Arrivo a Chiang Rai e trasferimento in hotel (15 Km circa). Ci saranno subito le camere a disposizione per una gradita doccia e relax sino al pranzo in hotel. Nel pomeriggio escursione in barca di un paio d’ore sul fiume Mae Kok. Se possibile attraccheremo in prossimità di un villaggio con etnie Lahu o Karen. Si tratta di ridotti agglomerati nella cui “normalità” si potrà individuare motivo d'interesse per la nostra sensibilità e per le immagini che riporteremo a casa.Vi risiedono persone che, in varia misura coinvolte in uno sviluppo verso un modello socioeconomico che pare tendere ad omogeneizzare ogni spicchio di mondo, possono fornire immagini, seppur fugaci, per constatare il permanere di modalità di vita diverse dalla nostra. Potrà essere occasione per un “rapporto ravvicinato” con facce non ancora pienamente coinvolte nel processo evolutivo di questa regione asiatica. Rientro a Chiang Rai nel tardo pomeriggio. Pranzo e cena in hotel.Il nostro hotel a Chiang Rai, “The Legend” HYPERLINK "http://thelegend-chiangrai.com" http://thelegend-chiangrai.comAdagiato sulla riva del fiume Mae Kok, il Legend Chiang Rai offre un'atmosfera autentica Lanna con la sua miscela di dettagli architettonici nord tailandesi ed opere d'arte locali. *Per il pernottamento del giorno dopo a Pak Ben (Pakbeng) nel lodge lungo il Mekong occorre un piccolo bagaglio a mano in cui mettere il necessario, inclusi repellenti per gli insetti. La valigia resta sulla barca. Sarà fruibile all’arrivo in hotel a Luang Prabang. In questo modo si evita il laborioso trasbordo di pesanti bagagli. (Può essere lo stesso bagaglio a mano usato quotidianamente o altro, secondo le personali esigenze).

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Chiang Rai, Houeixai (Laos) barca privata sul Mekong, Pakbeng  
Sveglia di primo mattino per percorrere la strada che ci condurrà in Laos, passando per Chiang Khong (01h30). Attraverseremo il Mekong e faremo la conoscenza della nostra guida laotiana per una crociera di 7 ore, a bordo di una confortevole barca locale ad uso esclusivo del nostro gruppo, alla scoperta delle rive del Mekong, fiume mitico che attraversa la Cina, separa il Laos dalla Birmania e dalla Tailandia, per immergersi poi in Cambogia e terminare la sua corsa in Vietnam. Il paesaggio è splendido. E' il principale asse di comunicazione tra il Nord del paese e Luang Prabang, il corso è molto trafficato, e circondato da villaggi. Pranzo a buffet a bordo della barca. Arrivo a Pakbeng a fine pomeriggio. Scopriremo a piedi questo borgo, situato sul Mekong a metà strada tra Houey Xay e Luang Prabang, dove si mescolano diversi gruppi etnici: H'mong, Lue, Khamou,…Pranzo buffet a bordo, cena in hotel.Il nostro hotel lungo il Mekong, “Pakbeng Lodge”, ( HYPERLINK "http://www.pakbenglodge.com" www.pakbenglodge.com)Il Pakbeng Lodge ha solo 30 stanze, per questo è necessario prenotarle un anno prima. Arredato in legno e distribuito in piccole costruzioni con stile tradizionale a due piani, è sulle alture che affacciano proprio sul Mekong. Le strutture sono piacevolmente semplici, ben inserite nel contesto naturale per consentire appieno la fruizione delle caratteristiche del posto. Le stanze sono gradevoli, hanno ventilatori, ma ciò che più si apprezza dell’hotel è senz’altro la vista sul fiume. E’ in mezzo al verde sul pendio di una collina che domina il Mekong, a pochi minuti a piedi dal piccolo centro di Pakbeng.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Pakbeng, navigazione sul Mekong, Luang Prabang  
La mattina, proseguimento della crociera scendendo lungo il Mekong fino a Luang Prabang. Navigazione di circa 7 ore attraverso paesaggi di pittoresca bellezza. Il Mekong ha scavato una profonda valle e la foresta tropicale ne invade gli argini. Pranzo a bordo della barca. Prima di arrivare, visita delle grotte sacre di Pak Ou, che ospitano riparano centinaia di statue del Buddha di varie dimensioni. Le grotte offrono una vista splendida sul Mekong che, in questo punto, mescola le sue acque a quelle del Nam Ou. Arrivo a Luang Prabang, la vecchia capitale reale, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Pranzo buffet a bordo. Cena e Pernottamento in hotel.La sistemazione è prevista al Santi Resort&Spa, un po’ distante dal centro ma trattasi di un’ottima struttura immersa nel verde e dotata di tutti i comfort. HYPERLINK "http://villasantihotel.com/santi-resort-spa/" http://villasantihotel.com/santi-resort-spa/

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Visita di Luang Prabang, dichiarata patrimonio dell'Umanità per la bellezza ambientale e la ricchezza di capolavori di architettura buddhista  
Luang Prabang, l’antica capitale del regno Lan Xang, è pervasa da una coinvolgente armonia, con le case basse, immerse nel verde delle palme e delle foreste che la circondano. Per l’incomparabile bellezza del sito ambientale e per la straordinaria ricchezza di capolavori di architettura buddhista, l’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità. Tra i sui numerosi templi spiccano alcuni gioielli: il Vat Visoun, il più antico tempio della città, unico nel suo stile, con le sue finestre in legno, ispirato dal tempio khmer di Vat Phou; il Vat Aham, situato proprio accanto al Vat Visoun, è rinomato per i suoi imponenti alberi di Banyan; il Vat  Xieng Thong “Tempio della Città d’Oro”, con stupa, cappelle e piccoli santuari; il Vat Mai dalle pitture dorate ed il vecchio Palazzo Reale (oggi Museo Nazionale) che custodisce fra antichi tesori, il prezioso Phra Bang, Buddha khmer simbolo del “Regno di un milione di elefanti”. Pensione completa (pranzo in ristorante, cena e pernottamento in albergo).

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Luang Prabang  
Oggi ci si potrà svegliare ancor più presto del solito per assistere all’uscita mattutina dei monaci per la questua. I monaci camminano in una processione silenziosa per cercare le offerte dei credenti. E’ un’esperienza da fare! Proseguimento per il Monte Phousi per godere l'alba della città con una splendida vista panoramica.Rientro in hotel per la prima colazione.Visita del Royal Palace, trasformato in Museo Nazionale. Unisce allo stile tradizionale laotiano interventi con influenze francesi e scaloni di marmo italiano. All’interno vi sono ambienti di cui noteremo la particolare modestia e pure pareti riccamente affrescate, la pomposa sala delle udienze, gli oggetti religiosi, arredi vari, statue d’oro, altri materiali preziosi risalenti a varie epoche a partire dal I secolo d.C. Nel giardino del Palazzo Reale si trova un padiglione, da alcuni anni in costruzione, (forse terminato), che non migliora l’apprezzabilità estetica del luogo. Dovrebbe diventare il nuovo museo per collocarvi alcuni oggetti ora esposti nel Royal Palace. E’ un edificio con caratteristiche architettoniche e cromatiche assai contrastanti la bellezza e sobrietà dello stile proprio del Royal Palace. Ricorda, invece, certe realizzazioni dell’architettura thailandese più roboante, non le ovattate opere tipiche di Luang Prabang.Il Palazzo Reale è edificato nel 1904 come residenza del re laotiano in coincidenza con la fase iniziale della presenza francese. E’ stato localizzato qui per accedervi direttamente dal fiume, che si trova proprio alle sue spalle. E’ utilizzato come reggia sino al 1975 anno della rivoluzione. Poi è adibito a museo. All’interno vi sono decori, arredi, ambienti e oggetti assai diversi fra loro, abbellimenti ricchi d’eccessi nei colori e dorature, e stanze molto semplici come quelle private in cui trascorreva la quotidianità dei sovrani. La visita offre la sala delle udienze, con paraventi dorati, affreschi, statue del Budda in oro, ritratti di regnanti, sala del trono, pareti mosaicate, abiti reali, sciabole, teche con doni di rappresentanti d’altri paesi, (porcellane, quadri, argenti…). Ma, forse, s’apprezzeranno maggiormente le camere situate nell’ala non pubblica del palazzo dove il re e la regina vivevano la loro porzione di privacy. Il pomeriggio e il pranzo sono liberi per impiegare discrezionalmente il tempo, scegliere uno dei ristorantini lungo le rive dei fiumi gustando soprattutto panorami. (Lasciamo alla discrezionalità di ognuno il luogo dove pranzare oggi e domani, perché abbiamo sperimentato che è assai piacevole decidere personalmente uno dei tanti graziosi ristorantini notato durante le visite).Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Trasferimento all'aeroporto di Luang Prabang e partenza per Vientiane; nel pomeriggio visita della città con il monumento nazionale del That Luang (Grande Stupa)  
Trasferimento all’aeroporto e partenza con volo di linea per Vientiane. La città, fondata nel 1563, è rimasta intatta fino al 1827 quando venne saccheggiata dai Siamesi e abbandonata per decenni. Alla fine dell’800 i francesi la ricostruirono con eleganti ville coloniali e ampi boulevard alberati. Oggi è una tranquilla città che non conosce ancora il traffico congestionato della Thailandia da cui è separata dal ponte dell’Amicizia costruito sul Mekong nel 1994. Con i ritmi dolci dei suoi abitanti si visiteranno il Vat Phra Keo (ora sconsacrato e trasformato in museo d’arte buddhista) in cui sono conservati alcuni dei migliori esempi della statuaria laotiana, e il Vat Si Saket, il tempio più antico della città, il cui cortile è affollato da una miriade di statuette del Buddha. Ma il monumento nazionale è il That Luang (Grande Stupa), simbolo del paese e della sovranità laotiana. Secondo la leggenda fu edificato nel luogo in cui alcuni missionari indiani avrebbero sepolto lo sterno del Buddha. Infine si visiterà Patuxai, il monumento costruito per commemorare le vittime della guerra. Sulla cima, potrete ammirare uno splendido panorama di Vientiane. Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in albergo. Il nostro hotel a Vientiane, “Lao Plaza Hotel”, ( HYPERLINK "http://www.laoplazahotel.com/" www.laoplazahotel.com)E’ posto in posizione centrale in una zona con negozi ristoranti e bar. E’ certamente tra i più moderni hotel del Paese. Gestito da una catena thailandese, è dotato di ogni servizio, piscina, sauna, centro fitness…. Si potrà anche approfittare del centro massaggi.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Vientiane, volo per Pakse, "4000 isole", Khong Island  
Tra le “quattromila isole” pare di essere dentro una scena costruita per fascinare, e forse è così. Quelle minuscole isole non sono una presenza reale, costante. Emergono solo in un certo periodo dell’anno quando il Mekong, fecondato da altri corsi d’acqua, si gonfia raggiungendo gli oltre 15 chilometri di estensione da una riva all’altra. A questo punto, il Fiume si contrae e, quasi come atto di creazione, partorisce migliaia di piccoli isolotti. E, forse, anche per questo è evocato come “Madre di tutte le acque”.Ogni cosa si mostra non come illusione prodotta dagli effetti delle diffuse bevande “happy”, ma risultato di un’atmosfera generale che suggerisce sensazioni difficilmente riproducibili in altri contesti. Così, piccole alture, risaie, minuscoli agglomerati umani, graziosi wat, stradine, pescatori, cascate, ponticelli, ritmi lenti, bambù, distese di sola sabbia, amache, reti, canne da zucchero, qualche bici e moto, bufali, zaini e visitatori più pretenziosi ma comunque sensibili al richiamo di queste nicchie umane e di natura, grandi spazi, piante di cocco, orti, lingue d’acqua… seppur fugacemente percepiti, ci danno il benvenuto nelle “quattromila isole”, terra dei “mangiatori di loto”.Sveglia di buon mattino per il volo che ci porta a Paksè. L’hotel potrebbe non prevedere una colazione a quest’ora né la possibilità di un breakfast box. Nel caso, l’accompagnatore farà in modo di provvedere a una “colazione” a Paksè se non vi è possibilità in aeroporto.Oggi e domani, tempi e modi dei trasferimenti via terra e escursioni in barca, sono concordati in loco con il corrispondente e la guida locale, compatibilmente con le condizioni specifiche ambientali, ferme restando le visite indicate. Arrivo a Pakse e partenza per Champassak. Visita del tempio di Vat Phou, dedicato a Shiva e costruito sulla pendici orientali del monte sacroL’interesse di tale luogo è rilevante. Non sta semplicemente nel fatto di essere, assieme a Luang Prabang, il solo sito Patrimonio UNESCO dell’intero Laos, ma nel significato culturale e religioso intrinseco oltre che in quello architettonico, essendo la materializzazione più pregevole dell’arte archeologica sacra del Laos.Partenza per l’isola di Khong, nel Mekong, tra le “quattromila isole”, e sistemazione al “Pon Arena Hotel”. (http://www.ponarenahotel.com).E’ una piacevole struttura che si trova sulla riva orientale dell’isola di Khong, lungo il Mekong nell’estremo sud del Laos, a pochi chilometri in linea d’aria dal confine cambogiano e a una decina dalle cascate di Phapheng. Pranzo lungo il percorso, cena in albergo.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - "4000 isole"  
Al mattino ci si imbarca su canoe per scoprire la regione genericamente indicata come “4000 isole”.La zona in cui siamo è caratterizzata da minuscoli agglomerati. Qui vivono di gesti ripetitivi, rassicuranti, che da sempre raccontano l’esistenza di chi ha avuto la sorte di nascervi. Legno, paglia, canne, riso, risaie, bufali, palafitte… il tradizionale modo di vivere non è mutato e continua, in molti aspetti, a non voler cambiare. I locali sono di varie etnie tra cui quella dei “lao-loum”, lao delle pianure, che costituiscono la maggioranza della popolazione laotiana, abbondantemente presenti in tutta la regione. Da secoli, proprio sfruttando la loro predominanza numerica, si sono insediati nelle zone più fertili delle valli prodotte dalle acque del Mekong. Sono buddisti di scuola “theravada”, ma, come tutti quelli che nel mondo mantengono ancora un forte rapporto con gli elementi della natura, dai quali dipendono e proprio per questo deificano, sono anche animisti. Le loro principali fonti di sostentamento sono legate alla pesca e agricoltura, specie quella che abbisogna di molta acqua come il riso.Sino a poco tempo fa alcuni villaggi non potevano contare sull’energia elettrica e anche l’approvvigionamento dell’acqua potabile era assai problematico. Usavano soprattutto acqua prelevata direttamente dal Mekong. (Non dimentichiamoci, nel bene e nel male, di essere nel Paese che non vuole, o a volte non può, cambiare troppo in fretta). Attraverseremo l’area cercando di coglierne, seppur superficialmente, aspetti interessanti non solo per i nostri obiettivi fotografici.Nel pomeriggio giro in bicicletta fino alla cascata Liphi. Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in albergo.La sistemazione per questa notte è prevista in un altro albergo delle “4000 isole” per avere la possibilità di esplorare meglio questa meravigliosa area: il Sala Done Khone hotel, HYPERLINK "http://www.salalaoboutique.com/saladonekhone/" http://www.salalaoboutique.com/saladonekhone/modesto ma piacevole e dotato di tutte le comodità.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Visita alle cascate di Pha Pheng e ritorno a Pakse  
Dopo la prima colazione ci rechiamo alle cascate di Pha Pheng (distanti una mezz’ora in bus dall’hotel). Si trovano nella parte terminale del tratto di fiume proprio a ridosso del confine con la Cambogia. Qui le acque del Mekong fanno un salto di oltre trenta metri, che costituisce il motivo principale che impedisce la completa navigabilità del Mekong.Proseguimento per Pakse. Lungo la strada, sosta a Ban Kiet Ngong, dove faremo un giro in elefante attraverso le misteriose rovine del tempio Wat Phu. A seguire, visiteremo le rovine dei templi di Oumong. Pranzo lungo il percorso. Cena e pernottamento in albergo.La sistemazione è prevista presso l’Hotel Athena, confortevole albergo a dieci minuti dal centro di Pakse. HYPERLINK "http://www.athenahotelpakse.com/" http://www.athenahotelpakse.com/

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Dal Laos alla Cambogia: volo da Pakse a Siem Reap  
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per prendere il volo diretto a Siem Reap, la località più prossima al sito archeologico di Angkor.Angkor, la città-tempio che arrivò ad avere un milione di abitanti quando a Londra erano cinquanta mila, è ora un patrimonio dell’umanità fra i più frequentati dai turisti che tutto l’anno e da tutto il mondo vengono ad ammirare la stupefacente grandiosità delle sue rovine che basterebbero da sole a fare dell’Indocina il paradiso dell’artista e dell’archeologo. E’ un incanto di pietra che racconta storia e miti del mondo khmer, una delle più grandi potenze del Sudest asiatico per oltre 500 anni. La storia di Angkor, che in sanscrito significa “capitale”, è quasi ignota. Si sa che il suo fondatore fu Yasovarman, re khmer vissuto verso il mille e che nei due secoli successivi i suoi discendenti l’abbellirono ed ampliarono, ma a partire dal XIV secolo la città decade e il mistero a poco a poco la riprende. Nel XVI secolo i portoghesi la segnalano come un’antica città “romana” perduta nella foresta ed è solo nel 1850 che un missionario francese raggiunge Angkor denunciandola come un’opera diabolica, un centro d’idolatri. Infatti, i bonzi cambogiani e siamesi avevano stabilito i loro conventi nelle rovine e vi cremavano i morti insigni della nazione. Angkor è stata rivelata all’Europa dal naturalista francese Enrico Mouhot che la riscoprì casualmente nel 1860. Ma a che scopo citare date e cronologia? Ad Angkor bisogna venirci!Arrivo a Siem Reap e trasferimento in albergo, le camere saranno a disposizione a partire dalle ore 14.00. La sistemazione è prevista presso il Victoria Angkor Resort&Spa, raffinata struttura in stile coloniale, vera oasi di pace nonostante l’ubicazione nel centro di Siem Reap. HYPERLINK "http://www.victoriaangkorhotel.com/" http://www.victoriaangkorhotel.com/Pranzo libero e cena in albergo.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Angkor Wat - Banteay Srei - Banteay Samre - Ta Prohm  
Oggi iniziamo da Angkor Wat, un manufatto eccezionale per dimensioni e raffinatezza che unisce senso religioso e architettonico a un livello raramente riscontrabile in altre parti del pianeta, se ne noteranno il simbolismo, gli elementi imponenti e i particolari minuti ed aggraziati, a partire dalle oltre 3.000 raffigurazioni delle deliziose “apsara”. La nostra visita inizia dalla Porta ad oriente che offre un’atmosfera molto suggestiva e dove l’afflusso turistico è scarso. L’ingresso principale lo si potrà ammirare al termine della visita. Fra tutti i templi khmer è sicuramente il capolavoro indiscusso dell’architettura e dell’arte di questa straordinaria civiltà. Misura un perimetro esterno di 1800 metri per 1300 e culmina con il raffinato profilo delle cinque torri-santuario che chiudono l’orizzonte. Saliti i gradini d’accesso al secondo piano, si ha dinnanzi il massiccio centrale di Angkor Vat, sormontato dalle alte torri intatte di cui quella del centro leva il suo pinnacolo a sessantacinque metri dalla pianura. Il ricamo del gigantesco blocco, geometrico e preciso nel mare della foresta, annulla ogni efficacia di cifre. Nei raffinati bassorilievi di un chilometro di lunghezza che tappezzano le gallerie la scultura sfiora la pietra per descrivere i grandi miti del Mahabarata e del Ramayana e fra le finestre decine e decine di devata ed apsara, seducenti ninfe celesti, offrono la spettacolare testimonianza di un’eccelsa arte figurativa. I lavori di costruzione del tempio iniziati nel 1120 terminarono nel 1150 alla morte del suo ideatore, il grande Suryavarman II; in quell’epoca in Italia si consacrava la Cattedrale di Pisa e a Parigi si costruiva Notre Dame. Dopo pranzo ci rechiamo al Banteay Srey, il “tempio rosa”, per la qualità della pietra con cui è stato realizzato nel X secolo. E’ comunemente considerata in assoluto una delle maggiori preziosità architettoniche e artistiche cambogiane. Si trova a una trentina di chilometri da Siem ed è noto anche come “cittadella delle donne” per la graziosità delle raffigurazioni presenti nel tempio, caratterizzato da un ottimo stato di conservazione, dalla raffinatezza della fattura e accorti restauri. Eleganti figure femminili presenti nelle pareti del tempio narrano episodi dell’onnipresente poema classico indiano Ramayana. E’ dedicato a Shiva, ma sono numerose anche le altre divinità maschili e femminili che ne ornano, ingioiellandole, le strutture. A seguire possiamo ammirare il tempio Banteay Samre, del XII secolo costruito durante il regno di Suryavarman II. E’ un santuario di medie dimensioni e siccome è quasi contemporaneo ad Angkor Wat ne ricorda lo stile e l’equilibrio armonico delle strutture con una particolarità esclusiva data da pinnacoli ovoidali, sempre in arenaria grigia, collocati lungo le cuspidi dei tetti. Il tempio è stato oggetto  di uno dei più accurati e meglio riusciti restauri con il metodo dell’anastilosi.Sulla via del ritorno ci fermiamo al Ta Prohm, il più emozionante fra tutti i monumenti angkoriani. Volutamente gli archeologi hanno preferito lasciarlo quasi nelle stesse condizioni in cui fu scoperto. Infatti qui la foresta è l’assoluta protagonista. L’albero e la liana non si sono in nessun luogo associati all’architettura con maggiore maestà ed armonia come al Ta Prom, monastero buddhista fatto erigere da Jayavarman VII nel 1186 e dedicato a sua madre. Varcato il primo muro di cinta, si assiste a uno spettacolo inverosimile. Altissimi alberi di Ceiba Pentandra e di Ficus Gibbosa avvolgono con le loro gigantesche radici come enormi tentacoli di piovra le gallerie basse, i cortili e le torri dove grazia e tragedia, violenza e tranquillità si fondono. Fra gli edifici che l’albero ha spaccato da parte a parte il visitatore stupefatto si sente ora entusiasmato ed ora disperato dal miracoloso ed abominevole lavoro della foresta e della solitudine.Pranzo in ristorante tipico a base di cucina Khmer, cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Preah khan - Neak Pean - Thommanon - Chau say Tevoda - Angkor Thom/Bayon - volo Siem Reap/Bangkok  
La mattina, partenza  per il Nord di Angkor. Cominciamo con la visita al Tempio di Preah Khan, costruito da Jayavarman VII nel 1191 in onore di suo padre, il Dio risparmiatore del Buddismo Mayahanista. Il tempio era in origine una vera e propria città e un luogo dedicato agli studi buddhisti. Appartenente alla stessa epoca è il Neak Pean, chiamato anche “Nagas intrecciato”, è l’unica isola-tempio di Angkor: si dice che rappresenti simbolicamente Anavatapta, il lago sacro e mitico dell’Himalaya, venerato in India per le proprietà curative delle sue acque. Il grande bacino centrale è collegato ad altri quattro bacini più piccoli che rappresentano i quattro grandi fiumi della terra e i quattro punti cardinali. Ciascuno di loro possiede un "gargoyle" (figura animalesca): il leone, il cavallo, l'elefante e l'uomo.Proseguimento della visita di Angkor alla volta dei due bellissimi templi di Thommanon e Chau Say Tevoda, risalenti al XII secolo e costruiti sotto il regno di Suryavarman II. Qui, in particolare a Chau Say Tevoda, si trovano sculture in onore di Shiva e Vishnu oltre a devatas di una grazia eccezionale. Pranzo in ristorante.Nel pomeriggio visitiamo Angkor Thom, una vera e propria città fortificata realizzata tra il XII e XIII secolo. Sembra che nel periodo d’oro nella zona vivesse oltre un milione di persone. L’area era cinta da muro e fossato, chiara rappresentazione architettonica del monte sacro Meru e degli Oceani. Porte monumentali alte oltre 20 metri sono arricchite da proboscidi, grandi statue di divinità e demoni. All’interno vi si trovano edifici quali la “Terrazza del Re Lebbroso”, la “Terrazza degli Elefanti”, ma soprattutto il “Bayon”. Se la struttura più maestosa di Angkor è l’Angkor Wat, il Bayon rappresenta certamente quella in cui arte e capacità fantastiche degli autori e di chi l’ha commissionata si sono espresse al meglio della creatività. I 216 enormi volti di Avalokitesvara sembrano inseguire con lo sguardo freddo, ma con sorriso più conciliante, il visitatore che in ogni caso rimane assai colpito dalla straordinarietà dell’opera. Il sorriso, appena accennato, delle sue 432 labbra può anche richiamare, (non per proporre inconsistenti rapporti ma solo per omogeneità estetiche), quello di Abu Simbel. Oltre allo straordinario insieme dell’opera, sarà interessante osservare nel dettaglio anche i bassorilievi con oltre 10.000 raffigurazioni. Molte di queste rappresentano scene di vita del XII secolo.Si dice che sia stata questa la prima struttura che lo “scopritore” di Angkor, (Henri Mouhot oggi sepolto lungo un fiume in Laos), abbia notato durante un suo girovagare nella foresta. Assai coinvolgente e di grande impatto emotivo. Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto per il volo Siem Reap Bangkok PG 908, ore 19.30 – 20.25. Arrivo e coincidenza con volo notturno di rientro in Italia. Cena Libera. N.B. è possibile richiedere il late check-out dietro pagamento del relativo supplemento.

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Volo da Bangkok per l'Italia  
Volo notturno da Bangkok a Roma Fiumicino (partenza dopo mezzanotte). Arrivo verso le sei del mattino.1. Monaci 2. Donna laotiana nella risaia 3. Angkor Wat


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

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Modalità:

 

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  • Potrai così conoscere da subito l’importo forfettario richiesto a copertura dell’adeguamento valutario, che normalmente viene comunicato fino a 21 giorni prima della partenza;
  • Ovviamente il “Prezzo bloccato” è facoltativo. Decidendo di non aderire, gli eventuali adeguamenti ti verranno comunicati fino a 21 giorni dalla partenza;
  • Il Blocco Prezzi può essere applicato solo alle prenotazioni effettuate fino a 45 giorni prima della partenza.

 

 

 

LA QUOTA BASE COMPRENDE

Voli interni: Yangon-Mandalay Bagan-Heho-Yangon in classe economy, franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona

  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Sistemazione negli alberghi citati in programma o similari
  • Trattamento di pensione completa dalla cena del 2° giorno alla cena del 11° (con eccezione dei pranzi segnalati in concomitanza di voli aerei)
  • Visite ed escursioni come da programma con guide locali che parlanti italiano
  • Ingressi, tasse e percentuali di servizio

 

LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Voli di linea Roma-Yangon-Bangkok-Siem Reap-Roma in classe economy

(espressi a parte nel preventivo)

  • I pranzi del 6° e 11° giorno e la cena del 13° giorno
  • le bevande, le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)
  • il visto d’ingresso in Birmania (espresso a parte nel preventivo)
  • il visto d’ingresso in Cambogia (Usd 30 cifra soggetta a variazioni, da pagare in loco)
  • le tasse aeroportuali, il fuel surcharge (espresse a parte nel preventivo)
  • extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al  paragrafo “la quota  comprende”

 

Bene a sapersi

 

Segnaliamo che la riconferma degli alberghi che verranno utilizzati per questo tour verrà fornita 45 giorni prima partenza.

 

  • I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade/soste fotografiche richieste dal gruppo.
  • La durata del viaggio in barca da Huey Xai a Luang Prabang dipende dal livello dell’acqua.
  • I voli interni possono essere soggetti a modifiche di orario talvolta senza preavviso.
  • E’ importante sottolineare che le guide locali in Laos e Cambogia, sebbene molto gentili e disponibili, non possono essere paragonate per conoscenza della lingua straniera, per professionalità e preparazione culturale alle guide locali che si trovano in altri Paesi. 
  • In Laos le visite ai templi si effettuano senza scarpe (consigliamo di tenere a portata di mano un paio di calzini).
  • Le mance non sono incluse nella quota di partecipazione. Prevedere 80 euro a persona  da dividere  tra  autisti, guide,  facchini e personale in generale.
  • Nel Laos sono presenti due stagioni determinate dai monsoni. La stagione secca va da inizio novembre a fine marzo e costituisce il periodo migliore per visitare il paese. Da aprile a inizio maggio inizia il periodo molto caldo. Da giugno a metà ottobre è la stagione delle piogge con forti rovesci ed elevato tasso di umidità.
  • Il clima in Cambogia è determinato da due monsoni: da novembre a marzo il monsone di nord-est è secco e fresco; da maggio a ottobre quello di sud-ovest porta un alto tasso di umidità, temperature elevate e precipitazioni abbondanti in tutto il paese, in modo particolare nelle zone montuose del sud-ovest. La temperatura massima più alta si registra in aprile, 35 gradi; la più bassa in gennaio, 20 gradi , il mese più freddo.

 

 

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