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IL FESTIVAL DELLE AQUILE

ASIA / Mongolia

Un viaggio-spedizione in MONGOLIA nella remota regione degli Altai al confine con Russia, Cina e Kazakistan, sotto cieli di rara vastità tra genti forgiate dal freddo e dal cuore nomade, in mezzo a pastori e aquile che in simbiosi danno frutto ad uno stile di vita che è insieme rito e arte. Da generazioni, in questa regione, i pastori kazaki che la popolano si esercitano nei mesi autunnali e invernali in battute di caccia con l’aquila. E una volta l’anno, in nome di quest’antica usanza, si ritrovano a decine, inseparabili dai loro animali ad ali spiegate, per celebrare per due giorni questa tradizione della loro cultura che è al contempo prova di abilità e destrezza.Da ogni parte della regione i cacciatori convergono nei loro abiti tradizionali, e mentre si avvicinano al galoppo al campo di gara è tutto un balenare di cappelli rossi sugli abiti scuri. Quando scendono da cavallo, reggendo l’aquila sul braccio avvolto da una spessa guaina di pelle, lo spettacolo è identico a quello che ha descritto Marco Polo… Un viaggio per molti ma non per tutti, in zone remote, dove il clima è rigidissimo d’inverno e le infrastrutture sono scarse, capace però di regalarci un contatto diretto con una natura e uomini forti, che ci riempiranno il cuore di emozioni e gli occhi di semplice bellezza.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3750 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 120 Impronte del Club.
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Durata

13 giorni e di 11 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza per Ulaanbaataar via Mosca. Pernottamento a bordo  
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea Aeroflot via Mosca. Pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Ulaanbaatar: visita della capitale  
Arrivo nella capitale mongola alle 06.00 del mattino. Disbrigo delle formalità aeroportuali, incontro col nostro corrispondente e trasferimento in hotel per fare colazione e rinfrescarsi prima di iniziare le visite (le camere sono normalmente fruibili a partire dalle 14.00).La capitale dista meno di 20 chilometri. Paese di altopiani e di deserti, la Mongolia è ancor oggi una terra per viaggiatori più che per turisti. Le strade asfaltate sono limitate a un solo grande asse che attraversa il Paese da ovest a est, i mezzi di trasporto, privati e pubblici, quasi inesistenti (l’unico vero mezzo di trasporto è il cavallo), le strutture turistiche minime. Circondata da due potenti vicini, Cina e Russia, e lontana da conflitti che la portino sulle cronache internazionali, la Mongolia resta uno dei più sconosciuti Paesi dell’Asia e forse anche uno dei più affascinanti. Con i suoi due milioni di abitanti, ancor oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, essa conserva l’eredità del più grande impero che il mondo abbia mai visto e del più geniale condottiero di tutti i tempi, Gengis Khan. Dopo un breve relax, ci dedichiamo alla visita della capitale che solamente pochi decenni fa non aveva case, ma solo centinaia di bianche “ger”, le yurte della Mongolia, tra le quali spiccavano i tetti colorati dei monasteri buddisti. Gran parte della città si estende da est a ovest lungo il corso principale, chiamato Enkh Taivny Orgon Choloo o più semplicemente Peace Avenue, che sfocia nella centralissima piazza Sukhbaatar. Gli estesi sobborghi periferici sono delimitati dalle quattro grandi montagne che cingono l’agglomerato urbano: Chingeltei, Bayanzurkh, Bogdkhan e Songino Khairkhan. La maggior parte dei luoghi di interesse si trova a breve distanza da Piazza Sukhbaatar, da dove inizia il nostro percorso cittadino. Una delle qualità più apprezzate di Ulaanbaatar è la ricchezza degli allestimenti museali. Tra questi non mancheremo di visitare il Museo Nazionale di Storia Mongola, talvolta chiamato ancora Museo della Rivoluzione, dove sono esposti reperti risalenti all’Età della Pietra, interessanti collezioni di diversi gruppi etnici mongoli e numerosi cimeli del periodo dell’orda mongola. Visitiamo il monastero di Gandan, il cui nome significa "luogo immenso della gioia completa". E’ uno dei posti più affascinanti di Ulaanbaatar, un luogo palpitante di vita e di sentimento religioso, con i suoi splendidi templi decorati con oro e pietre preziose. E’ uno dei pochi monumenti ad essere stato risparmiato dalla distruzioni attuate dagli stalinisti, che lo utilizzarono come importante attrattiva turistica. Gandan è il più grande monastero della Mongolia e le sue parti originali risalgono al 1838. Vi risiedono oltre 500 monaci e vi si trova la statua di Janraisig in piedi più grande al mondo. E’ l’immagine del Bodhisattva della compassione, figura centrale del buddismo di derivazione tibetana. E’ assai amata perché rappresenta l’uomo saggio che pur avendo raggiunto per la sua bontà la possibilità di accedere al “nirvana”, vi rinuncia e resta nel mondo al fine di aiutare gli uomini a raggiungere la salvezza. Visitiamo inoltre il raffinato Palazzo d’Inverno di Bogd Khan, in cui risedette per vent’anni l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della Mongolia. E’ una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere, con i suoi cortiletti, i pannelli affrescati e le bellissime porte. Vi si trovano, attraversato il grande portone di accesso, sale che custodiscono doni particolari di facoltosi visitatori, (tra cui stivali regalati dallo zar russo al Budda), animali imbalsamati, “tanka” (pitture sacre su stoffe), costumi tradizionali. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Bayangol 4* ( HYPERLINK "http://www.bayangolhotel.mn" www.bayangolhotel.mn) o similare. Si trova in posizione centralissima, a meno di dieci minuti a piedi dalla piazza principale, e quindi ottimo per la gestione delle visite in città.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Volo per Khovd. Le pitture rupestri di Tsenheriin Agui  
Trasferimento in aeroporto per il volo per Khovd (06.20/08.10, orario soggetto a riconferma in loco). Khovd, capoluogo dell’omonimo aimag, è una cittadina fondata nel 1731 come avamposto manchu e oggi ricca di attività agricole e industriali, oltre che sede di una vivace università. Con i fuoristrada ci rechiamo in una grotta a poco meno di 100 chilometri a sud di Khovd che custodisce pitture rupestri. Entrando nella caverna di Tsenkheriin Agui, alta circa venti metri, si torna all’età della pietra. La grotta custodisce alcune incisioni che risalgono al Paleolitico (dai 12.000 ai 40.000 anni fa). Si possono osservare disegni di tori, cammelli, capre, gazzelle, uccelli, serpenti, alberi ma anche struzzi e mammut che popolavano anticamente questi spazi (purtroppo la grotta non è stata risparmiata da atti vandalici che hanno rovinato alcune figure). Per realizzare i petroglifi sono stati utilizzati pigmenti naturali di colore rosso scuro e ocra su fondo chiaro. Le incisioni sono state scoperte da una spedizione russo-mongola nel 1967 e dal 1971 l’area è protetta. (Per la visita consigliamo di dotarsi di torce e di una copertura impermeabile). Rientriamo quindi a Khovd, dove, tempo a disposizione permettendo, facciamo una breve visita della cittadina. Mezzo chilometro a nord della piazza principale si aprono le rovine del Sangiin Kherem, una fortezza della dinastia Ching eretta nel 1762: restano alcuni templi, un cimitero cinese e tratti delle mura di cinta. Poco lontano spunta la moschea di Akhmet Ali Mejit, costruita nel 2000 e frequentata dai numerosi musulmani della regione. Ancora più centrale è il monastero Turemeel Amarjuulgai, ricostruito sul modello del tempio Shar Shum (tempio giallo), edificato poco fuori la città nel 1770 e distrutto nel 1937. Pensione completa e pernottamento in semplice hotel o campo di ger. Le ger sono costruzioni realizzate con legno e feltro adatte al clima continentale del Paese e alla vita nomade di buona parte dei suoi abitanti. All’interno di ogni tenda c’è il focolare o la stufa.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Partenza per Olgii, nella regione più occidentale della Mongolia  
Prima colazione e partenza per partenza in direzione nord est verso Olgii. Ci rechiamo nell’aimag di Bayan-Olgii, di cui Olgii è il capoluogo, la regione più occidentale della Mongolia al confine tra Russia, Cina e Kazakistan. Vi si trova l’Altai Nuruu, la catena montuosa più alta della Mongolia, con i suoi numerosi ghiacciai. Si tratta di una regione poco adatta ai pascoli, con il clima più rigido ed aspro del Paese. E’ popolata per il 90% da pastori musulmani kazaki, una comunità islamica in cui uomini e donne hanno pari diritti. I primi nomadi kazaki giunsero in questa regione intorno al 1840 alla ricerca di pascoli e vi si stabilirono. Ancora oggi mantengono la propria cultura, la lingua tartara, i costumi tradizionali, la musica e le feste.Sarà questo il teatro in cui assisteremo al Golden Eagle Festival, manifestazione che mette in mostra l’abilità dei kazaki nell’arte della caccia con l’aquila e si svolge nel cuore delle maestose montagne dell’Altai, tra fiumi, ghiacciai e paesaggi spettacolari. Si tratta di una delle più antiche e spettacolari usanze dei kazaki della Mongolia, tramandate attraverso generazioni. La strada che percorriamo passa nelle vicinanze del Parco Nazionale di Tsambagarav Uul con la montagna omonima (4202 m) perennemente incappucciata di neve. L’ambiente che ci circonda è spettacolare e offre dei bei contrasti paesaggistici, ora idilliaci, ora aspri. Costeggiamo quindi il lago Tolbo (2080 m), chiamato dai locali “il lago della rana”. Pensione completa.Pernottamento in semplice hotel o in campo di ger.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Il Festival delle Aquile  
Dopo la prima colazione ci rechiamo allo stadio centrale di Olgii, dove si svolge il tradizionale Festival delle Aquile. Si tratta di un appuntamento molto importante che attira i migliori cacciatori e rapaci del territorio e rappresenta la vera essenza della cultura dei kazaki nomadi. Oltre ai cacciatori, sono protagoniste le aquile di sesso femminile, scelte sia perché il loro peso supera di un terzo quello dei maschi, sia per la loro maggiore abilità nella caccia. Le aquile hanno una vista otto volte più precisa rispetto a quella umana e, in una sola giornata di caccia, possono catturare fino a cinque volpi. La cerimonia comincia con una sfilata dei cacciatori con le loro aquile; un tripudio di finimenti e decorazioni. La gara è strutturata in diverse prove e conseguenti valutazioni che dipendono dalla velocità dei rapaci, da quanto tempo impiegano a riconoscere il padrone e quanto rapidamente catturano la preda. In questi due giorni potremo assistere anche ad altre competizioni previste all’interno della manifestazione, come il tipico “Kokbar”, gruppi di cavalieri impegnati a contendersi una pelle di capra e il “Kyz Kuar”, lotta tra uomini e donne. Pensione completa. Pernottamento, per entrambe le giornate, in campo di ger.

Tappa: 6 - Giorno: 7 - Tsengel Khairkhan e i nomadi kazaki  
Dopo la colazione lasciamo Olgii e ci dirigiamo verso la montagna di Tsengel Khairkhan(3943 m), dove vi sono le sorgenti dei fiumi Khovd e Sagsai. Lungo il percorso cercheremo gli accampamenti dei nomadi kazaki. Quella kazaka è l’unica minoranza etnica consistente presente in Mongolia, dove predominano i khalkh mongoli. Nel diciannovesimo secolo i pastori nomadi kazaki erano soliti spostarsi, alla ricerca dei pascoli migliori, tra le zone oggi note come Kazakistan, Xinjiang (Cina Occidentale), Bayan-Olgii (Mongolia Occidentale). I kazaki si differenziano dalla restante popolazione locale per la religione, islamismo sunnita non tradizionalista, per la lingua, tartaro più simile al russo che al mongolo, oltre che per il modo di vestire; indossano infatti costumi dai colori vivaci e ornati da gioielli. Anche le gher kazake sono leggermente differenti da quelle mongole, più ampie, con tetto più alto e spiovente, hanno il pavimento e le pareti ricoperte da bellissimi tappeti colorati e decorati con motivi geometrici e floreali. Con un po’ di fortuna potremo trascorrere del tempo ospiti di una famiglia di nomadi, assistendo alle loro attività quotidiane e sperimentando lo spirito di ospitalità proprio di ogni popolo nomade. Incontreremo i cacciatori e i loro animali e avremo la possibilità di ascoltare i loro racconti. Pensione completa. Rientro a Olgii in serata.

Tappa: 7 - Dal Giorno: 8 al Giorno 9 - I petroglifi di Tsagaan Salaa, Patrimonio Unesco dell'Umanità  
Partenza a bordo dei nostri fuoristrada in direzione nord-ovest per un’escursione di due giorni nella valle glaciale formata dal fiume Tsagaan. La valle di Tsagaan è ricca di resti archeologici che partono dall’Età del Bronzo arrivando all’epoca unna. Vi si trovano pitture rupestri ben conservate in gran quantità che riflettono lo sviluppo della storia umana in Asia Centrale, tombe e altre testimonianze archeologiche. Le opere, che si trovano in una vasta area, riproducono soprattutto renne, cervi volanti, cavalli e scene di caccia. Per il loro alto valore antropologico e storico sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Nella valle superiore, nei pressi del monte Shiveet Khairkhan, considerato sacro dalle popolazioni della Repubblica russa di Tuva e dai nomadi di etnia tuvaina che popolano la zona, potremo osservare uno fra i più grandi petroglifi del periodo Xiongnu, epoca in cui l’imperatore Qin Shi Huangdi iniziò la costruzione della grande muraglia cinese (200 a.C. circa). Siamo all’interno del Parco Nazionale di Altai Tavan Bogd, al confine tra Russia e Cina, il parco più esteso della Mongolia. Tavan Bogd significa “cinque santi”, tante sono le vette che formano il massiccio, tutte sopra i 4.000 metri di altitudine. Pranzi al sacco. Pernottamento in campo mobile in tenda tipo igloo il 4° giorno; è richiesta la partecipazione attiva all’allestimento del campo da parte dei partecipanti. La sera del 5° giorno rientriamo a Olgii. Cena e pernottamento in campo di ger.

Tappa: 8 - Giorno: 10 - Partenza per Ulaangom, i Lagi Achit e Uureg  
Prima colazione e partenza per Ulaangom, capoluogo della regione di Uvs, famosa per la varietà degli ambienti naturali e per la presenza del lago più grande del Paese, che dà il nome a tutta la regione.Dopo circa 150 km, sosta al Lago Achit che si trova a un’altitudine di 1435 m e offre riparo a una ricca avifauna. Incontriamo poi il lago Uureg circondato da vette che superano i tremila metri, che viene definito “lago salmastro”. In verità si tratta di acque dolci mescolate a sali minerali la cui origine non è ancora ben chiara. La regione di Uvs è popolata per metà dall’etnia Dorvod che originariamente dava il nome all’aimag, la cui risorsa principale è la pastorizia. Lungo il percorso cercheremo di entrare in contatto con qualche famiglia di pastori. Pensione completa e pernottamento in semplice hotel o campo di ger. 

Tappa: 9 - Giorno: 11 - Escursione al Lago Uvs  
Dopo un breve giro orientativo di Ulaangom, ci dirigiamo verso il lago Uvs, il lago salato più esteso della Mongolia. Si trova al centro di una pianura desertica e la sua profondità media è di soli 12 metri. Le sue acque sono cinque volte più salate del normale livello marino ed è privo di pesce commestibile. L’ambiente del lago Uvs è molto interessante dal punto di vista naturalistico, poiché le sue sponde spoglie e paludose attirano più di 200 specie di uccelli, stanziali e migratori tra cui aquile, gru, oche e perfino gabbiani. Il bacino del lago Uvs è popolato da specie di animali rare, come l’argali e l’ibex siberiano e, proprio per le sue particolari caratteristiche ambientali, dal 1994 è un’oasi naturale protetta inclusa dall’UNESCO nella World Heritage List. Rientro in serata a Ulaangom. Pensione completa e pernottamento in semplice hotel o campo di ger.

Tappa: 10 - Giorno: 12 - Volo per Ulaanbaatar  
In mattinata, a seconda dell’orario del volo, trasferimento in aeroporto per il volo di rientro a Ulaanbaatar (circa 3,5 ore). Pranzo in ristorante.Nel pomeriggio visitiamo il raffinato Palazzo d’Inverno di Bogd Khan, in cui risedette per vent’anni l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della Mongolia. E’ una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere, con i suoi cortiletti, i pannelli affrescati e le bellissime porte. Vi si trovano, attraversato il grande portone di accesso, sale che custodiscono doni particolari di facoltosi visitatori, (tra cui stivali regalati dallo zar russo al Budda), animali imbalsamati, “tanka” (pitture sacre su stoffe), costumi tradizionali. Il resto della giornata è a disposizione per visite individuali o per gli acquisti. Cena in ristorante. Pernottamento all’Hotel Bayangol o similare.

Tappa: 11 - Giorno: 13 - Trasferimento in aeroporto e volo di rientro in Italia  
In mattinata trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia.Petroglifi 2. Lago Uvs 3. Festival delle Aquile

PARTENZE


02/10/2018 - Sarai accompagnato da:   FULVIO GIOVANNI LUCA CINQUINI  

Prezzo del viaggio 4.355 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 4.355 Euro
LIVELLO 2: 4.280 Euro
LIVELLO 3: 4.205 Euro
LIVELLO 4: 4.130 Euro
LIVELLO 5: 4.055 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 Euro= 1,10 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio

 

La quota comprende:

 

  • Voli di linea Milano/Ulaanbaatar via Istanbul con Aeroflot in classe turistica
  • Voli di linea domestici
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti in Mongolia
  • Trasporti interni in minibus a Ulaanbaatar, in mezzi fuoristrada 4x4 dove si viaggia in 3 passeggeri oltre all’autista nel resto del circuito
  • Sistemazione in camera doppia in hotel 4* a Ulaanbaatar, in ger a 2 posti letto durante il circuito (servizi in comune); alcune notti sono previste in campo mobile in tenda tipo igloo (tende e attrezzatura per i campi forniti dall’organizzazione)
  • Trattamento di pensione completa, alcuni pranzi sono tipo pic nic laddove non vi siano altre alternative
  • Visite ed escursioni come da programma con guida locale parlante inglese
  • Esperto accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti
  • Ingressi, tasse e percentuali di servizio

 

La quota non comprende:

 

  • Visto d’ingresso da ottenere in Italia
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti in Italia
  • Tasse areoportuali e fuel surcharge
  • Eventuali tasse d’imbarco da pagare in uscita dal Paese
  • Attività facoltative come passeggiate a cavallo (indicativamente per un’ora di cavalcata il costo varia da 5 a 8 USD a persona che si pagano direttamente in loco alla famiglia presso cui si noleggia il cavallo)
  • Mance (vedere il paragrafo Bene a sapersi)
  • Chiamate d’emergenza dal telefono satellitare in dotazione al gruppo (costo chiamate internazionali: 5 USD al minuto)
  • Bevande
  • Facchinaggio
  • Extra personali in genere e tutto quanto indicato come facoltativo
  • Tutto quanto non espressamente indicato nel programma e alla voce “La quota comprende”.

 

Bene a sapersi

  • Visto Per i cittadini italiani è necessario un visto d’ingresso. Il visto d’ingresso viene rilasciato dalle autorità competenti in Italia prima della partenza previa compilazione di un modulo, invio di due fototessere 3x4 cm con sfondo bianco, invio del passaporto individuale in originale valido per almeno 6 mesi dalla data di entrata nel Paese e pagamento dei diritti dovuti all’atto della prenotazione del viaggio.

 

  • Voli I voli internazionali sono previsti con Aeroflot, mentre i voli interni sono previsti con Aero Mongolia o Hunnu Air. I voli interni sono soggetti a riconferma e possono essere soggetti a cancellazioni o cambi anche senza preavviso. In tal caso Kel 12 provvederà a riorganizzare l’itinerario nel miglior modo possibile al fine di mantenere integro il contenuto. Nei voli interni il peso del bagaglio non può superare i 15 kg (bagalio da stiva 10 kg + bagaglio a mano 5 kg) per non essere costretti a pagare il peso extra. Il bagaglio, pur viaggiando all’interno delle jeep, è bene sia costituito da un contenitore possibilmente non rigido e impermeabile anche alla polvere.

 

  • Pernottamenti Nella capitale si dorme in un moderno hotel 4*. Al di fuori della capitale i pernottamenti sono previsti in campi di ger, semplici hotel e in campi mobili tendati. Le “ger” sono vere e proprie abitazioni circolari tipiche del luogo, usate dalle popolazioni nomadi e seminomadi dell’Asia Centrale da millenni. Sono spaziose e realizzate con una struttura in legno rivestita di feltro dove si entra stando in piedi. Sono essenziali, senza particolari comodità, ma dotate di tutto ciò che possa consentire di cogliere e fruire della tipicità del modo di vivere delle popolazioni del posto. Letti, materassi, lenzuola e coperte non mancano, e spesso qualche altro mobile può completare l’arredo. La porta è quasi sempre esposta a sud per poter far entrare al massimo la luce del sole. Una stufa, il cui tubo di fuoriuscita del fumo spunta nella parte centrale del tetto, a volte alimentata con sterco seccato (non emana alcun particolare cattivo odore), completa le dotazioni delle singole abitazioni. I servizi, bagni e docce, nei campi di ger sono comuni e anch’essi essenziali, posti in una tenda o altra sistemazione stile campeggio. I campi con le “ger” sono dotati di energia elettrica, 220 volt, anche se la sua erogazione non avviene di norma per 24 ore al giorno, ma secondo modalità ed orari indicati in loco. A volte c’è il collegamento diretto con la rete pubblica, in altri casi c’è la disponibilità di autonomi generatori. Quasi sempre è possibile utilizzare prese elettriche per caricare telefonini, telecamere, ecc. presenti nelle stesse ger o nelle strutture comuni. Lenzuola e adeguate coperte sono fornite in loco. L’acqua calda fornita nei campi viene riscaldata con vari sistemi e a volte è possibile che si debba attendere prima di poterla utilizzare. Se le “ger” sono dotate di stufa, il personale del campo si occupa di tenerle in funzione e di mantenere adeguata temperatura spesso anche di notte. Per le notti in campo mobile tendato vengono fornite dall’organizzazione tende tipo igloo e materassini in propilene dello spessore di 2 centimetri (non sono previste toilettes). E’ richiesta la partecipazione attiva all’allestimento dei campi tendati. I pasti al campo sono preparati dallo staff locale. I pranzi sono al sacco, mentre per le cene al campo sono previsti tavolini e sedie da campeggio. E’ necessario portarsi il proprio sacco a pelo (ne suggeriamo uno di tipo pesante perché nelle regioni che attraversiamo le temperature di notte potrebbero avvicinarsi o scendere sotto gli 0° C) e un asciugamano. Per chi voglia un maggior grado di comfort suggeriamo di portarsi anche un materassino gonfiabile.

 

  • Trasferimenti locali Per i trasferimenti via terra fruiremo in città di minibus e negli altri luoghi di mezzi fuoristrada 4X4 di fabbricazione giapponese o russa dove trovano posto 3 viaggiatori oltre all’autista (può capitare che il Tour Leader e/o la guida locale siano il 4 passeggero) in modo tale che ognuno possa godere della vista dei panorami esterni dal proprio finestrino. In un viaggio in cui si passa diverso tempo in auto, riteniamo fondamentale effettuare trasferimenti e visite nel modo migliore e più confortevole in assoluto. Le jeep, infatti, si prestano meglio di ogni altro mezzo a percorrere itinerari in cui la viabilità è caratterizzata in gran parte da strade sterrate e l’occupazione di 3 passeggeri anziché 4 come avviene normalmente, evita che una persona debba viaggiare stretta in mezzo ad altre due. Nel caso di pioggia, inoltre, questi mezzi sono certo in grado di consentirci di procedere nel migliore dei modi rispetto ad altre vetture. Relativamente ai posti a sedere, il buon senso suggerisce un opportuno cambio nei posti occupati, in modo che tutti i partecipanti possano fruire delle stesse condizioni. Nel caso vi fossero delle particolari esigenze, sarà bene che vengano segnalate al momento dell’iscrizione in modo che se ne possa riscontrare la fattibilità.

 

  • Clima Il clima tra fine settembre e inizio ottobre è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra i 5 e i 15°, con possibili punte minime notturne al di sotto dello 0. E’ necessario portare un sacco a pelo con range termico di almeno -8°C. Prevedere un abbigliamento confortevole e caldo, resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex. Si ricorda che il clima in questa regione è sempre imprevedibile e incline a repentini cambiamenti, da giorni caldi di sole si può passare a nevicate improvvise.

 

  • Cucina La carne (in particolare di pecora e montone) e il latte (con i suoi derivati) sono da sempre la base dell’alimentazione dei mongoli. Frutta e verdura si trovano in alcuni mercati di Ulaanbaatar, ma non fanno certo parte della dieta mongola, anche per le proibitive condizioni climatiche del Paese. Se siete vegetariani, vi preghiamo di informarci in fase di prenotazione. Suggeriamo inoltre di portare con voi una scorta di alimenti di gradimento secchi o liofilizzati. In loco si potranno trovare spaghettini cinesi liofilizzati (dove basta aggiungere dell’acqua bollente), frutta (non sempre) e verdure (nonostante il nostro interessamento e le nostre segnalazioni, non è facile ottenere menù vegetariani nei campi di ger).

 

  • E’ opportuno dotarsi di Insetticida, zampironi, Autan o similari. In aperta campagna, nelle “ger”, ricordiamo che è possibile la presenza di insetti (che non deve stupire). Creme solari, occhiali da sole, cappellino. Medicinali d’uso personale (tra cui disinfettante intestinale). Una pila per eventuali necessità notturne o per sopperire alle possibili interruzioni nell'erogazione di energia elettrica.

 

  • Mance Prevedere circa 100 Euro di mance (per un gruppo di 10 persone) per autisti, guida e personale di servizio, da dare all’accompagnatore a inizio viaggio. L’importo delle mance è indicativo e può variare in base al numero complessivo dei partecipanti al viaggio e in base alla soddisfazione per il servizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

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