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IL MONDO MAYA

AMERICHE / Guatemala

Una proposta di viaggio originale in Guatemala, Messico e Honduras tra foreste, alture e fiumi che incontra una Storia fatta d’archeologia e folklore fuori degli itinerari usuali. Impreziosiamo tutto includendo 10 siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO: tutti quelli esistenti in Guatemala, poi Copàn e i più significativi del Messico. Bus privato, barche e un solo volo interno ci permettono più autonomia e contatto con persone e luoghi altrimenti non visitabili in Guatemala (Quiriguà, Parco del Rio Dulce, Livingston), Messico (Yaxchilàn), e Honduras (Copàn). Servizi e hotel (di cui indichiamo i nomi) sono di alta qualità, clima gradevole, ritmi a volte intensi ma non stressanti per attraversare luoghi noti, ma pure pochissimo frequentati. 7 giorni in Guatemala e 6 in Messico, 1 nell’interessantissima Copàn.
Specificità del viaggio: pernottamento nel Parco Archeologico di Chichèn Itzà. Andiamo via terra a Tikal attraverso la mitica pista, ormai asfaltata, che taglia la foresta del Petèn. Due notti nel Parco Archeologico di Tikal per recarsi dove è impossibile se non si pernotta nel sito, e avere il privilegio della particolare atmosfera del primo mattino e tardo pomeriggio quando vanno via i turisti che non vi risiedono. E, all’alba, dopo essersi svegliati al suono “dell’uccello sega”, attendere su una piramide che il sole sconfigga la “nieblita” che nasconde i templi tra gli alberi. E inoltre Quiriguà, con steli Maya alte più di 10 metri. Copàn in Honduras, per importanza storica paragonata a Tikal, che conserva forse il più bel manufatto maya delle Americhe. Livingston, vi si può andare solo in barca navigando nella Baia di Amatique, caratterizzata da un ambiente caraibico con neri guatemaltechi che parlano il “garifuna”. Rio Dulce, riserva naturale tra fiume giungla e paludi che percorriamo in barca. Yaxchilàn (“Gioia Perduta nella Foresta”), vi giungiamo in barca sull’Usumacinta, in un’ansa del fiume tra le foreste. Crediamo siano questi alcuni aspetti che rendono il viaggio effettivamente un po’ diverso da altri. 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4750 Euro

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Il Club

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Durata

16 giorni e di 14 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Volo da Milano Linate per Città del Guatemala via Madrid, con arrivo a destinazione in serata  
Partenza con volo di linea Iberia da Milano Linate per la capitale del Guatemala via Madrid. Arrivo a Madrid, cambio di aeromobile e proseguimento con il volo Madrid/Città del Guatemala 11,40/16,30 ora locale dello stesso giorno. (In Guatemala ci sono 7 ore in meno rispetto all’Italia).Accoglienza all’aeroporto e trasferimento con mezzo privato ad Antigua. Sistemazione in hotel, sistemazione e tempo libero sino all’ora di cena.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Chichicastenango: il mercato indigeno e le chiese - il Lago Atitlan  
Partenza di buon mattino in bus privato verso Chichicastenango. Il giovedì e la domenica sono i giorni in cui si svolge il mercato più colorato e famoso del Centro America. Tantissimi commercianti arrivano dai villaggi circostanti per montare i banchetti che occupano la vasta piazza delimitata dalle due chiese, tra cui quella più nota in stile coloniale di Santo Tomàs del XVI secolo. In quest’ultima si avrà modo di osservare gesti e ritualità che, come avviene anche in altri luoghi di culto del Chiapas quali Chamula e Zinacantàn, risultano dalla commistione tra il cristianesimo forzatamente imposto dall’Europa e tradizioni locali.Più in generale nella cittadina permane una dualità non solo in ambito religioso ma anche in quello sociale e politico. A Chichi si riscontrano di fatto due autorità. Da un lato vigono le norme e sono rispettate le istituzioni che promanano dalla Repubblica del Guatemala e dalla Chiesa Cattolica. Dall’altro i “mashenos” (nome tradizionale degli abitanti del luogo), seguono i dettami della tradizione sacra e degli aspetti sociali autoctoni.L’accesso alla Chiesa di San Tomas per gli stranieri non è quello principale che si apre sulla facciata. A noi stranieri è consentito entrare da un portone laterale. Al suo interno si capisce subito di trovarsi in un ambiente con una sacralità e ritualità diverse come mostrano il pavimento cosparso di rami di pino e chicchi di mais, oltre ad offerte che consistono in tradizionali candele, ma anche in bottiglie di alcolici o di Coca Cola. Ricordiamo che è assolutamente vietato fotografare. I custodi della chiesa e i fedeli stanno anche molto attenti all’eventuale uso del cellulare come macchina fotografica.Dalla parte opposta della piazza, in una zona meno congestionata si trova l’altra chiesa detta “Capilla del Calvario”.In alcuni particolari giorni del mese e durante le festività sacre, le “cofradias”, confraternite di fedeli molto importanti nella vita sociale e religiosa locale, sfilano in processione per il centro giungendo sino alla Chiesa San Tomas.Il mercato, uno dei più famosi al mondo, come tutti i luoghi frequentati da tanti turisti non mantiene inalterato il fascino di 40 anni fa, ma rimane pur sempre imperdibile. Le bancarelle dedicate ai turisti vengono sistemate soprattutto nella parte perimetrale della piazza. Al suo centro si svolgono le attività più rivolte agli indigeni. Banchi con mercanzie d'uso quotidiano popolare e piccoli ristoranti occupano l’area sino al tardo pomeriggio.Pranzo in ristorante locale. Con una breve camminata raggiungeremo Pascual Abaj, a sud della città sull’alto della collina. La passeggiata è molto bella, in mezzo a pini sempreverdi. Arrivando in cima troviamo una statua nera, informe e resa grigia dal fumo: è Pascual Abaj. Per i Maya significa "pietra del sacrificio". E' un santuario in onore a Huyup Tak'ah, dio maya della terra e il cui nome significa "pianura montagnosa". Gli abitanti di Chichicastenango la venerano e ancora oggi è possibile assistere a riti propiziatori, quando gli indios vi si recano per offrire alla divinità cibo, sigarette, fiori.Nel pomeriggio andiamo via da Chichi per giungere (dopo circa 40 km percorribili in un’ora) a Panajachel, la località nota per essere il centro più importante del Lago di Atitlan. A seconda dell’orario di arrivo, prima o dopo la cena, tempo libero per passeggiare sul lungolago e recarsi nel centro della cittadina tra le numerose bancarelle e negozi che vendono prodotti artigianali presenti un po’ ovunque, ma soprattutto lungo la Calle Santander. Cena e pernottamento in hotel 4*.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - In barca sul Lago Atitlan, visita dei piccoli villaggi sulle sue sponde  
Al mattino, dopo la colazione, nelle vicinanze dell’hotel ci aspetta una barca per l’escursione sul Lago Atitlan. Santiago Atitlan si trova esattamente dalla parte opposta di Panajachel. Mantiene alcune delle sue caratteristiche tradizionali nonostante la presenza non marginale del turismo. Vi si giunge dopo circa un’ora e mezza di navigazione e per visitarlo occorre salire sino alla cima dell’altura che domina il lago. La passeggiata non è impegnativa anche perché si è accompagnati da immancabili bancarelle e negozi che invitano alla sosta. Si arriva sino alla sommità dove si trovano la piazza principale e la grande chiesa con statue lignee e una storia anche recente legata a fatti avvenuti nel 1981. In quell’occasione un prete amato dai locali e odiato dagli “squadroni della morte” fu ucciso per questioni politiche.Nella chiesa si nota la rappresentazione del granturco, elemento sacrale di tutta la tradizione maya perché legata alla credenza secondo cui l’intera umanità sarebbe stata originata proprio da questa pianta indispensabile per la sopravvivenza. Altro elemento che ci fa percepire lo stretto rapporto con una religiosità da sempre intimamente legata alla quotidianità, che la sovrapposizione forzata del cristianesimo non è riuscita a incrinare, è l’attenzione della gente verso le particolari statue di santi. Tra l’altro le donne del posto badano a tenerle in ordine, pulirle ed abbigliarle con vestiti a volte sgargianti rinnovandoli periodicamente. Pranzo in ristorante locale.La seconda tappa della giornata è San Antonio Palopò che si trova lungo il lato orientale della riva lacustre. Decideremo al momento se arrivarci in barca o via terra. Questo piccolo agglomerato ha un numero di abitanti molto inferiore a quello di Santiago. Normalmente è meno frequentato dai turisti, anche se vi si può facilmente giungere via terra essendo più vicino a Panajachel. La località è nota per tre aspetti. I costumi tradizionali indossati dalle donne, le attività artigianali legate alla produzione di tessuti e ceramiche e i campi terrazzati che fanno da corona al luogo. Ultima tappa della giornata è Santa Caterina Palopo un autentico villaggio maya che rappresenta al meglio la cultura Kaqchiquel, è costituito da poche case intorno ad una piazza centrale in cui si trova una chiesetta coloniale. Nella piazza si potranno osservare le donne cakchiqueles tessere con tecniche preispaniche.Al termine delle visite rientro in hotel.Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Antigua: la città più affascinante del Guatemala, ricca di testimonianze coloniali - Città del Guatemala  
Dopo colazione partenza per Antigua che raggiungeremo in circa un’ora. Antigua, la vecchia capitale del Guatemala è considerata dall’UNESCO tra le località degne di appartenere all’elenco mondiale Patrimonio dell’Umanità. E’ una lista a volte contestata da estimatori di luoghi non inseriti, ma anche da chi ritiene troppo elastici i criteri di inclusione nella lista stessa. Presenta circa 850 nomi di siti, (il numero è variabile), selezionati per motivi culturali o naturali. L’Italia con le sue 43 località compare al primo posto. Seguono Spagna e Cina. Oggi, “tra muri di storia e strade di pietra, vivremo la Città delle Rose Perpetue del secolo XVI”. Conventi, chiese e palazzi ci mostreranno il variegato accumularsi d'arte coloniale con evidenti contaminazioni locali. Davvero piacevole. Soste al Convento delle Suore Cappuccine, alla Chiesa della Mercede, alla Casa della Musica... Strade acciottolate, calessi, residenze d’epoca, angoli elegantemente smussati, finestre decorate protette da inferriate frutto del lavoro accurato di bravi artigiani, il bianco delle pareti, i vulcani che sembrano minacciosamente proteggerla, bar su graziose terrazze in cui concedersi un aperitivo, una passeggiata serale…Tutto ad Antigua richiama sensazioni di vera piacevolezza. E’ stata capitale per oltre duecento anni, sino al 1773 quando lo scettro è passato a Città del Guatemala. La visita della città ci occuperà tutta la giornata ma abbiamo deciso di dedicare del tempo anche alla visita del villaggio di San Antonio Aguas Calientes, circondato dai vulcani e famoso per i lavori in tessuto e l’artigianato. Percorso di rientro a Guatemala City. Cena e pernottamento presso l’Intercontinental Real Guatemala 4*.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Lungo la Carretera Atlantica verso Copàn in Honduras, "l'ateneo del Mondo Maya"  
La scelta di evitare il più possibile l’uso di aerei per i trasferimenti interni, l’abbiamo compiuta per poterci recare in posti altrimenti non visitabili, come Copàn e Quiriguà dislocati in prossimità della “Carretera Atlantica”. Da Antigua partiremo presto e, attraversata, necessariamente, non senza problemi di traffico la capitale del Guatemala, proseguiremo sulla famosa Carretera sino alla deviazione per El Florido. Nelle sue vicinanze si trova il confine per entrare in Honduras. Gli attraversamenti di frontiera, che prevedono formalità burocratiche in genere "snellibili" ma non sempre standard, possono influenzare l’andamento della giornata di oggi e di quella successiva. Di là del confine, dopo una decina di chilometri giungiamo a Copàn, “l’ateneo del Mondo Maya”. Questo sito è abitato da prima del X sec. a.C. e vede il massimo splendore dal VII al IX secolo d.C. C’è chi afferma che la sua scoperta abbia rappresentato per l’archeologia un passaggio non meno fondamentale di quello dell’assai più famosa Tikal. Per noi, che pure abbiamo deciso di introdurre Copàn nel programma, Tikal è irripetibile dal punto di vista della godibilità estetica delle strutture antiche e del contesto ambientale che la valorizza ulteriormente. In ogni caso, Copàn permette certamente di completare la conoscenza del meglio che continua ad esprimere visivamente la cultura Maya in tutta l’America Centrale. In particolare riteniamo che la Scalinata dei Geroglifici, oltre ad avere importanza rilevantissima storica e culturale, sia in assoluto tra le opere maya con più fascino. Il tutto è circondato da un’ombrosa foresta che aggiunge interesse alle rovine sperse in una vasta area.Le iscrizioni sulla gradinata, “i glifi”, hanno consentito sostanziosi passi avanti nella comprensione di aspetti storici e della stessa particolare scrittura maya. La sua significatività e apprezzabilità è certificata anche dell’essere stata inserita dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Lavori sono in corso per ampliare la conoscenza di questo immenso luogo archeologico. Visiteremo la Gran Plaza, le steli dei Signori di Copàn, il Campo de la Pelota, il Tempio delle Iscrizioni. L’era di maggior sviluppo di Copàn si ha alla fine dell’VIII secolo, e il suo declino assume forme evidenti nel XIII secolo. Pare appurato che sia legato alle insufficienti risorse alimentari per una popolazione cresciuta eccessivamente date le caratteristiche della regione. L’abbandono che ne segue determina l’impossessarsi da parte della giungla delle strutture architettoniche. Migliaia sono i resti, ma solo la minor parte è stata riportata alla luce e restaurata. La maggior parte è ancora sommersa sotto vari strati terreni. Consigliato l’uso di repellenti per la presenza, a volte, di fastidiosi insetti. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Le steli di Quiriguà e Livingston, comunità garifuna raggiungibile solo per vie d'acqua - Livingston  
Partenza per Quiriguà, dopo aver lasciato l’Honduras e riattraversato il confine con il Guatemala. Si percorre la Carretera Atlantica tra piantagioni di banane con lunghi “viali degli impiccati”, che inevitabilmente richiamano la discussa “United Fruit Company”. Quiriguà si ritiene sia stato un centro in grado di mantenere rapporti molto serrati con Copàn. Commerciava attraverso il fiume Motagua pure con altre popolazioni del Centro America. Le steli, gran parte delle quali sono state scolpite nel secolo VIII d.C. sono le più alte che si conoscano nella cultura Maya. Gli enormi monoliti in arenaria alti anche oltre 10 metri, assai interessanti, sono resi ancora più apprezzabili dal contesto forestale. (In generale veniva usata questo tipo di pietra anche perché estrazione e taglio non erano eccessivamente impegnativi. Inoltre, tale materiale risultava di facile lavorazione e, in più, tendeva ad indurirsi ed offrire maggiore resistenza agli elementi naturali man mano che permaneva esposto all’ossidazione). La visita del sito risulta sempre piacevole perché l’imponenza e anche la grazia dei manufatti sono distribuiti in un’area verde ben curata attorniata e protetta da grandi alberi. Le poderose opere incutono rispetto, e le sette steli molto ben scolpite con raffigurazioni umane, testi glifici, animali, particolari come barbe e bastoni di comando, sono distribuite nella Gran Plaza quasi come figure di un enorme gioco.Anche Quiriguà è tra i luoghi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. E’ significativo che sia il terzo che compare nella lista in un’area così ristretta. (Sono quattro, se si considera pure Tikal). Ciò dimostra la particolare importanza di questa regione maya dal punto di vista storico, per quello che gli uomini antichi hanno saputo realizzare e quelli moderni riportare ad alti livelli di godibile fruibilità.Proseguimento verso la Baia de Amatique fino a Puerto Barrios per prendere le barche che permettono di giungere sino all’ingresso del nostro hotel a Livingston. All’arrivo, dopo la sistemazione nelle camere, possibilità di tempo libero per una passeggiata nel centro abitato.Livingston, raggiungibile solo per vie d’acqua, è un luogo in cui vive una popolazione nera con ascendenze tra gli schiavi trascinati in America provenienti dall’Africa. Parlano idiomi che risultano da un insieme di spagnolo, “garìfuna”, (lingua tradizionale usata anche nel vicinissimo Belize), ed inglese. A tratti pare d’essere sbarcati in un paese caraibico con lo stesso sottofondo musicale, i forti colori delle case, i tetti in lamiera, gli alberi da cocco…Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Navigazione nel Parco Rio Dulce e attraversamento della Foresta del Petén fino a Tikal  
Le imbarcazioni ci attendono subito dopo la colazione. Percorriamo parte del Parco Nacional Rio Dulce verso ovest, in direzione del Lago di Izabal. Lo scenario che fa da contorno è quello tipico della giungla tropicale. Si entra prima nella Gola de la Vaca, oltre la quale il fiume diviene più ampio in corrispondenza di El Golfete. Qui si è vicini al Biotopo Chocòn Machacas, una riserva naturale di circa 8000 ettari che include paludi e area fluviale. Oltre ad animali come il giaguaro, nella riserva vive pure il lamantino, una sorta di tricheco grande tanto da pesare anche una tonnellata, ma non facilmente avvistabile per la sua abilità di nascondersi in acqua. In prossimità del villaggio di Rio Dulce, dopo aver superato il Castillo de San Felipe (da osservare stando in barca), s'incontra la Pista del Petèn giusto all’inizio del Lago di Izamal. Qui troviamo il nostro bus che, sfiorando il Belize, ci porta attraverso Modesto Mendez, Poptun, Flores, oltre la mitica “Foresta del Peten”. Oggi la vecchia pista che era l’ostacolo da superare per conquistare via terra le gioie offerte da Tikal è asfaltata, e consente un facile anche se lungo percorso. La foresta ci accompagna per un lungo tratto. Arrivo nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento in lodge all’interno del parco archeologico di Tikal per due notti.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Tikal: la città più grande della civiltà Maya. Pernottamento all'interno del Parco Archeologico  
Un sondaggio su Internet condotto pochissimi anni fa tra gli utenti del globo terracqueo ha incluso Chichèn Itzà tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo. Senza voler togliere nulla alla Piramide di Kukulcàn (El Castillo) e agli spettacoli policromatici di suoni e luci notturne, che tanto interesse riscontrano specie tra le folle che provengono dalle spiagge di Cancùn, forse la scelta è stata compiuta soprattutto da chi, non essendosi mai recato a Tikal, abbia avuto solo l’opportunità di compiere un’escursione proprio a Chichèn Itzà, lasciando per qualche ora gli ombrelloni della rinomata località balneare.Scegliamo di non elencare né tanto meno descrivere quanto si trova nel parco archeologico, lasciando direttamente alla nostra capacità di recepire sensazioni la scoperta di Tikal. Siamo certi, comunque, che le foto scattate non saranno in grado di ricostruire pienamente le atmosfere del posto. Solo la nostra emotività potrà succhiare e conservare adeguatamente gli aspetti più intimi del luogo maya. Immaginiamo che, se Terzani avesse avuto l’occasione di recarvisi, avrebbe dedicato a Tikal le stesse parole usate a proposito di Bagan: “Fa sentire orgogliosi di appartenere al genere umano”.Le visite iniziano subito dopo la colazione, e i monumenti maya si mostreranno ancora più interessanti dal punto di vista storico e coinvolgenti da quello emozionale perchè sparsi nella giungla. Dopo aver notato “l’albero tarantola” e superato la biglietteria, si cammina tra la Gran Piazza e l’Acropoli, ammirando dall’alto del Tempio IV i templi del Gran Giaguaro e delle Maschere. Conosceremo anche l’area del “Mundo Perdido” e quanto altro sia possibile utilizzando al meglio la permanenza, inclusi luoghi meno frequentati perché trascurati dai turisti che non vi trascorrono due notti. Tra le altre informazioni potremo apprendere anche quanto è stato rivelato da non molti anni da David Stuart dell’università statunitense di Austin. (Evidenziamo questi studi perché confermerebbero un aspetto storico essenziale di Tikal).Il ricercatore texano ha infatti “ricostruito”, dopo essere riuscito nel 2000 a decifrare le iscrizioni su una stele nota con un semplice numero, la “31”, un passaggio che lui ritiene fondamentale per la conoscenza storica delle vicende maya. Secondo queste ricerche il 16 gennaio del 378 un personaggio, pare proveniente da Teotihuacàn noto come “Il Fuoco è Nato”, avrebbe conquistato Tikal. Da quel momento, grazie all’impulso ricevuto dal “dominatore proveniente dall’Occidente” Tikal non sarà più la stessa, iniziando ad assumere un atteggiamento espansionistico che la porterà a dominare l’intera regione.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Il sito di Yaxchilan. Attraversamento della frontiera con il Messico, il sito di Bonampak e arrivo a Palenque  
La giornata è tra le più intense dell’intero viaggio, per i trasferimenti via terra ed in barca, le visite e le formalità di frontiera. In ogni caso non si presenta tra le meno coinvolgenti. Partenza in direzione del confine messicano. A Bethel, ultima località guatemalteca a 190 km dalla partenza che raggiungiamo in circa 3,5 ore dopo le prime formalità di frontiera, ci aspettano delle barche. In poco più di un’ora d'escursione sul fiume Usumacinta arriviamo al sito archeologico di Yaxchilan. Il luogo si presta a varie definizioni. Forse non è inutile ricordare che è noto anche come “Gioia Perduta nella Foresta”. Sicuramente è posto in un ambiente speciale. E’ inserito in un’ansa dell’Usumacinta, in mezzo al verde. La sua collocazione, gratificante per i suoi scarsi visitatori odierni, nel passato è servita a Yaxchilan per accrescere il proprio prestigio visto che consentiva un più facile controllo delle vie commerciali fluviali. Le rovine comprendono edifici con corone terminali a cresta, steli, una Gran Plaza, scalinate, facciate decorate ed un tempo colorate, incisioni cerimoniali e di battaglie che ornano architravi e gradini. Il suo momento di particolare rilievo va dal VII al IX secolo e le informazioni circa la più prestigiosa stirpe reale, quella del Giaguaro, ci pervengono dalle tante iscrizioni rinvenute in loco. Nel sito troviamo numerose steli, “Il Labirinto” ed una gradinata lunga e ripida che porta “all’Edificio 33”. Il tutto è in uno stato di affascinante decadenza e rovina. Solo il “33” mantiene in piedi la struttura e una buona parte della cresta. Lasciamo foresta e Yaxchilàn per andare via fiume a Corozal dove troviamo il bus messicano e la nuova guida locale, che ci consente di giungere in serata a Palenque, non prima di fare una sosta al sito di Bonampak, tra i pochi dove è possibile vedere affreschi maya nei colori originari. L’escursione a Bonampak permette inoltre di entrare in contatto con la popolazione locale dei Lacandoni che sono gli unici titolati ad effettuare gli ultimi chilometri di trasferimento sino al sito archeologico. I loro visi, incastonati tra lunghi capelli fluenti che ricadono sulle tipiche tuniche mono colore, ci stupiranno.(160 km circa 3,5 ore). Cena e pernottamento in resort.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - La raffinata città sacra Maya di Palenque, tra il verde della Selva Lacandona e proseguimento per Campeche  
La visita della città sacra maya di Palenque la prevediamo all’apertura del sito (normalmente alle 8 del mattino), per utilizzare al meglio la giornata a disposizione. Ebbe il periodo aureo tra il VII e il IX secolo. Dal successivo inizia una crisi irreversibile. Ne consegue lo spopolamento della zona, l’avanzare della vegetazione e l’inglobamento nell’intricato verde della giungla. Si riparlerà di Palenque solo alla fine del XVIII secolo per opera degli spagnoli. Il suo nome sembra derivare da un termine spagnolo che indica recinto o palizzata. Si espanse notevolmente sino ad esportare il proprio dominio sino al fiume Usumacinta.Se Tikal in Guatemala ha il primato della monumentalità, Palenque ha quello della raffinatezza. Ambedue i siti hanno però il pregio di essere circondati e gratificati dalla vegetazione, che rende tutto ancora più speciale. Gli edifici e i templi sono assai interessanti anche perchè una particolare cura fu dedicata, con sofisticati accorgimenti tecnici, agli spazi interni delle costruzioni. Qualche restauro eccessivamente ricostruttivo nulla toglie alla qualità superba del posto. Centinaia sono gli edifici distribuiti in una vasta area tra il verde della Selva Lacandona, una propaggine della Selva Maya, l’enorme foresta pluviale che si estende tra Chiapas Guatemala Belize Yucatàn, che si sta visibilmente riducendo per l’intervento umano.Visita al Palazzo delle Iscrizioni, al Tempio del Sole e a quello della Croce Fogliata. La famosa pietra "dell'Astronauta" non è più osservabile, nel tentativo di salvaguardarne l’integrità. E’ una gran lastra di pietra con un elaborato bassorilievo di cui troveremo una fedele ricostruzione nel Museo di Antropologia di Città del Messico. Partenza per Campeche, via Escarcega e Champotòn, con arrivo nel tardo pomeriggio/sera, dopo circa 5 ore. Se il tempo lo permette, prevediamo una passeggiata serale nel centro storico.Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Campeche e le sue architetture coloniali. Partenza per Merida con visita di Uxmal  
Altra giornata intensa e varia, ricca di trasferimenti e visite.Di Campeche, posta sul mare, va gustata, anche se fugacemente, l’atmosfera coloniale che l’impegno dei locali ha contribuito a mantenere e migliorare, specie dopo il 1999 anno in cui l’UNESCO l’ha inserita nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Il centro storico ha visto impegnativi interventi per la conservazione di un patrimonio di edifici, cinte murarie, bastioni, chiese… Prima della partenza verso Uxmal troveremo il tempo, se non saremo riusciti a farlo la sera prima, per una passeggiata in una zona con architetture risalenti ai secoli XVI e XVII. Subito dopo partiamo verso il nord diretti a Uxmal che dista un centinaio di chilometri percorribili in un’ora e mezza. Questo sito, meno pubblicizzato ma non per questo meno frequentato di altri più noti, è degno di grande attenzione, e a noi attrae in particolar modo perché si presenta allo stesso tempo poderoso e intriso di grazia. La Piramide Arrotondata, la Casa del Adivino, l’Edificio delle Monache, la Casa delle Tartarughe e altre architetture sorprenderanno proprio perché non si trovano in uno dei luoghi più famosi. Non è più possibile accedere alla cima delle piramidi da nessun lato, nonostante indicazioni ambigue di alcune guide tra cui la “Lonely Planet”. Ne confermiamo il divieto rigido, anche perché il sito, nonostante si siano già visitate altre località gradevolissime, ha ancora tante altre sensazioni da regalare. Inutile andarsene a cercare ulteriori a rischio della sicurezza. Uxmal, che visse un periodo florido specialmente tra il VII e X secolo, fu abbandonata per motivi ancora non del tutto chiariti. Sommersa dalla vegetazione è riemersa dal dimenticatoio solamente nel XIX secolo.Arrivo a Merida dopo circa 80 chilometri percorribili con un breve trasferimento di poco più di un’ora. Merida, già grosso agglomerato di cultura maya al tempo della conquista ispanica, è oggi banalmente definita “città bianca” o “città delle amache”. E’ un contraddittorio centro colonial-moderno che alterna ad una parte storica ancora capace d'incuriosire il visitatore, zone urbane e traffico non dissimili da altre inquinate città occidentali. Ci recheremo nella Piazza Grande per osservare gli edifici presenti nella zona e avere così un’idea delle architetture più interessanti della città. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Chichen Itzà, il più famoso sito archeologico della civiltà Maya  
Lasciamo l’hotel per recarci tra le rovine più famose di tutto il paese e forse dell’intero Centro America. Il sito di Chichen Itzà è davvero grande e ne percorreremo i sentieri che conducono al “Castillo”, “Juego de Pelota”, “El Caracol”, “Tempio dei Guerrieri”. Si giunge sino al “Cenote Sagrato”, secondo noi l’angolo tra i più significativi del posto per l’importanza religiosa e rituale, la storia e le storie che lo circondano, e l’indispensabilità del liquido contenuto, in grado di garantire preziose riserve d’acqua agli antichi abitanti della zona. Lo stesso nome del luogo, (Chichèn Itzà significa infatti “bocca del pozzo degli Itzà”), è connesso alla presenza della grande apertura circolare nel terreno di circa 40 metri di profondità e un diametro di oltre 60. Il tutto è permeato dalle vicende che vedono la città esprimere una specifica cultura maya sino al IX secolo, cui fa seguito un’invasione tolteca in quello successivo. Una presenza che accentua aspetti brutali della precedente cultura introducendo il culto di Quetzalcoatl, quale versione tolteca del serpente piumato maya Kukulkàn. Ancora oggi è un elemento che sopravvive nell’immaginazione dei visitatori. Difatti, grazie al fenomeno di luci ed ombre che si crea in occasione degli equinozi di primavera e autunno, sembra che un serpente si muova per l’effetto ottico che si produce a lato della scalinata del “Castillo”. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Le rovine di Tulum, direttamente sul mare. Volo da Cancun a Città del Messico  
Sveglia di buon mattino compatibilmente con il volo aereo, e trasferimento verso le rovine di Tulum. Non vi sono spettacolari edifici né costruzioni particolarmente significative dal punto di vista storico. La posizione in cui si trovano le rovine è però speciale e ciò da solo merita la visita. La visione complessiva del luogo, il mare spumoso, le palme, la striscia bianca della rena, l’acqua verde, il vento, le rovine proprio prospicienti la scogliera, non lasciano indifferenti. Un lungo muro di cinta spesso anche oltre 5 metri (“Tulum”, denominazione attribuita al luogo dagli occidentali nel XX secolo, in lingua maya significa appunto muro), delimita un’area archeologica che si affaccia direttamente sul mare, con contorno di palme. Le rovine risalgono al periodo post-classico quando la civiltà maya era già in declino, e denotano una decisa influenza tolteca. La posizione ne fece anche un centro marinaro per gli scambi commerciali col Belize, oltre che fortezza in cui viveva la classe dirigente del periodo. Ma vi poteva avere acceso per motivi di sicurezza anche il resto della popolazione che usualmente viveva fuori delle mura. Trasferimento all’aeroporto di Cancun che si trova a circa 130 chilometri percorribili in meno di 2 ore. Pranzo e nel pomeriggio volo verso Città del Messico (orario da confermare). Arrivo e trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Città del Messico e lo Zocalo. Il sito di Teotihuacan, "la città dove gli uomini divengono Dei"  
Pur assicurando le visite previste in giornata, è possibile che l’ordine di effettuazione qui indicato possa essere cambiato in relazione agli orari di apertura dei luoghi interessati.Città del Messico è un immenso agglomerato urbano che sembra non avere un inizio e una fine, tanto è esteso. Grande, eccessivo, impossibile, in questo mostro metropolitano vi convive, inclusa la ramificata periferia, un numero di persone pari a circa la metà di tutti gli italiani. Spesso le condizioni sono assai precarie e ciò genera situazioni di marginalità sociale notevoli con tutti i risvolti immaginabili. In ogni caso in un viaggio in Messico non possono mancare la visita del famoso Museo di Antropologia e l’escursione a Teotihuacàn. Trasferimento di buon mattino verso il sito di Teotihuacàn che dista poco più di 50 chilometri, ma con tempi di percorrenza non proporzionali alla distanza effettiva. Un tempo in questo luogo v’era la città più grande del Messico con oltre duecentomila abitanti. Dell’immensa area archeologica gusteremo l’imponenza e l’importanza degli edifici. La Piramide del Sole ha una base quadrata di oltre 220 metri, circa la stessa di quella di Cheope, ed un’altezza attuale di 70. Vedremo anche quella della Luna, il Viale dei Morti, il Palazzo delle Farfalle e quello dei Giaguari... Le prime realizzazioni, come la Piramide del Sole, risalgono al II secolo. Il massimo splendore dell’antico sito coincide col VI secolo, mentre da quello successivo inizia il declino. Rientro dopo il pranzo a Città del Messico e visita dello Zocalo, la Plaza de la Constitucion, adiacente il nostro hotel. In particolare oltre ad apprezzare la piazza nel suo complesso, compatibilmente con gli orari di apertura, si potranno visitare la Catedral e il Palacio National. La denominazione “Zocalo” deriva dall’azteco e significa “base di pietra”. Si riferisce a quella che costituiva appunto la base di un monumento all’indipendenza che doveva essere realizzato nel 1843. Dell’opera si costruì solo il basamento. Da quel momento la piazza centrale della capitale, come di molte altre città messicane, si chiama Zocalo in memoria di quella piattaforma in pietra, peraltro oramai inesistente. Camminando nei dintorni della piazza ci renderemo conto del visibile sprofondamento in corso di tutto il centro storico per le condizioni del sottosuolo. La Cattedrale ha avuto una gestazione lunghissima. Iniziata nel XVI secolo nello stesso luogo dove gli aztechi custodivano i teschi delle vittime sacrificali, è stata terminata all’inizio dell’Ottocento. Nonostante i successivi interventi, che fanno dell’edificio un insieme di stili che racchiudono buona parte di tutti quelli sperimentati nel periodo coloniale, il tutto mostra un’immagine di grande effetto, anche se non di vivacità. Anche il Palacio National vanta origini nello stesso periodo della cattedrale e contiene essenzialmente i murales di Rivera, una parte dei quali potrebbe non essere visibile per frequenti lavori di manutenzione e risistemazione del palazzo stesso. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 15 - Giorno: 15 - Il Museo di Antropologia, tra i più interessanti al mondo. Partenza con il volo per Madrid. Pernottamenoto a bordo  
Mattinata dedicata alla visita del Museo di Antropologia, uno dei musei in assoluto più interessanti al mondo, per gli oggetti che contiene, le modalità di presentazione, la struttura in cui sono custoditi. Fornisce dal punto di vista storico, ma anche puramente estetico, un’esauriente sintesi di quanto si è avuto modo di apprezzare durante il viaggio. E non è un caso che lo proponiamo proprio nella parte terminale del nostro itinerario. L’edificio, degli anni ’60, si trova dentro il Parco di Chapultepec, ed è opera dell’architetto Pedro Ramirez Vasquez. Le sale, le ricostruzioni, i modellini, le didascalie, i reperti, l’ambientazione, le luci, l’accuratezza dei percorsi espositivi, l’architettura stessa dello straordinario edificio che ospita le opere antiche e la presentazione che di esse hanno saputo fare i curatori, ne fanno uno dei luoghi più degni al mondo di custodire quanto l’uomo antico ha saputo ricavare dalla pietra, dal legno e da metalli più o meno nobili per trasferirli all’attenzione dell’uomo moderno.Pranzo e nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto della capitale per il volo Iberia diretto a Madrid. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 16 - Giorno: 16 - Arrivo a Milano  
Arrivo alle 06,30 a Madrid e coincidenza per Milano con volo delle 08,45 dove si giunge alle 10,55.

PARTENZE


11/11/2017    

Prezzo del viaggio 5.471 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 5.471 Euro
LIVELLO 2: 5.376 Euro
LIVELLO 3: 5.281 Euro
LIVELLO 4: 5.186 Euro
LIVELLO 5: 5.091 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,15 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

LA QUOTA COMPRENDE

- Voli di linea Iberia in classe turistica (franchigia bagaglio 20 kg.), da Milano Linate per Città del Guatemala via Madrid, e da Città del Messico a Milano Malpensa via Madrid. Volo di linea da Cancun a Città del Messico.

- Trasferimenti interni in Messico, Guatemala e Honduras in minibus privato con aria condizionata (cambio di mezzo di trasporto alla frontiera tra Guatemala e Messico).

- Barca sul Lago Atitlan, da Puerto Barrios a Livingston, escursione nel Parco Nazionale del Rio Dulce e lungo il fiume Usumacinta.

- Pensione completa dalla cena del 1° giorno alla colazione del 15° giorno, come da programma dettagliato.

- Biglietti d’ingresso, visite e quanto altro esplicitamente indicato nel presente programma.

- Tasse e visti per l’attraversamento delle frontiere in Guatemala, l’Honduras e  Messico.

- Guide locali parlanti italiano come specificato nel programma dettagliato (1 guida per il Guatemala/Honduras e 1 guida per il Messico).

- Sistemazioni in camera doppia in hotel come da programma di viaggio.

- Esperto accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del minimo di partecipanti previsto

 

 

LA QUOTA NON COMPRENDE

- Bevande e spese personali.

- Mance (per guide e autisti) e facchinaggi negli aeroporti e negli hotel. Prevedere circa 100 USD a persona di mance da consegnare all’accompagnatore per guide, autisti e personale locale. Rammentiamo che le mance non sono obbligatorie e che ognuno è libero di adottare il comportamento che ritiene più opportuno in merito.

- Tasse aeroportuali locali.

- Tasse aeroportuali internazionali.

- Tutto quanto non esplicitamente indicato in “La quota comprende”.

 

 

Bene a sapersi

Non è semplice programmare un viaggio in queste regioni, perché il tempo che si ha a disposizione sembra sempre insufficiente ad includere tutto ciò che si vorrebbe. E’ infatti necessario selezionare i luoghi da visitare all’interno di una vastissima offerta ed articolata realtà non solo archeologica. La difficoltà si accentua in Messico a causa dell’estensione di questo paese grande circa sette volte l’Italia. Per non proporre un itinerario eccessivamente impegnativo o frettoloso, presentiamo un programma di 16 giorni e 14 notti in un’area geografica che si presta ad essere opportunamente percorribile soprattutto via terra nel periodo e modi indicati.

Complessivamente il viaggio è intenso, specie in alcune giornate relativamente a trasferimenti e visite, con i necessari adeguamenti circa le sveglie, l’ora di arrivo in hotel e dei pasti che potrebbero non effettuarsi nelle ore canoniche. Scelte diverse avrebbero comportato pernottamenti ulteriori in varie località non compatibili con l’economia complessiva del viaggio. In ogni caso, in generale, il tempo a disposizione è sufficiente per le visite ed eventuali occasioni di tempo libero da dedicare agli acquisti o ad un personale approccio alla realtà locale.

I trasferimenti via terra sono consistenti ed a volte impegnativi, ma non vanno intesi come l’indispensabile fatica da affrontare per spostarsi da un luogo all’altro. Sono invece occasione per un rapporto più ravvicinato con la realtà locale, e possibilità di visitare luoghi altrimenti non raggiungibili. Indichiamo chilometraggi e tempi medi di percorrenza con l’ovvia avvertenza che le specifiche condizioni locali potrebbero modificarne i tempi previsti con le conseguenti variazioni nello svolgimento del programma.

Il volo da Cancùn a Città del Messico serve opportunamente ad ottimizzare i tempi. Normalmente le cene sono consumate in hotel e i pranzi in ristoranti esterni per non essere costretti a rientrare negli hotel.

Per questioni operative o di forza maggiore, l’itinerario potrebbe subire delle variazioni. Allo stesso modo i pernottamenti potrebbero essere effettuati in strutture similari o nelle migliori disponibili.

Non sono previste vaccinazioni obbligatorie ma, come in ogni occasione di viaggi in paesi molto diversi dal nostro per condizioni geografiche, ambientali, stagionali, alimentari e sanitarie, si consiglia di consultare il proprio medico e la ASL.

Condizioni climatiche

Il nostro itinerario si svolge in zone con caratteristiche assai diverse, dalle pianure più calde dello Yucatan e Peten con massime oltre 28 gradi, agli altipiani con minime notturne intorno ai 7-10 gradi. La vasta area che si percorre, inclusa tra le regioni di Città del Messico, Yucatan, Campeche, Chiapas e Guatemala, è caratterizzata da climi e condizioni ambientali anche molto differenti, ma con scarse probabilità medie di giorni piovosi, secondo i valori rilevate negli ultimi anni.

Anche l’altimetria è diversificata: dal livello del mare a Livingston ai circa 2300 metri della capitale messicana, passando per i 1500 di Antigua e Città del Guatemala, e i 2000 di Chichicastenango. Le escursioni termiche tra il giorno e la notte possono essere notevoli, ed ognuno risponde alle stesse condizioni generali in modo anche molto diverso. E’ quindi opportuno che ci si doti dell’abbigliamento che si ritenga più corrispondente alle proprie caratteristiche. In ogni caso consigliamo oltre ad un vestiario assai pratico e scarpe comodissime, un indumento pesante e un impermeabile.

 

 

 

 

Si consiglia dotarsi di:

Zampironi, Autan o similari. (Esiste anche un “Autan Extreme", per chi volesse il massimo della protezione). Consigliamo, visto lo scarso ingombro, di averne una confezione nel bagaglio a mano durante le visite in alcuni siti.

Creme solari, occhiali da sole, cappellino.

Medicinali d'uso personale (tra cui disinfettante intestinale).

Abbigliamento molto pratico, scarpe comodissime, capi pesanti specie per le sere, un indumento impermeabile. Un costume da bagno, visto lo scarso ingombro, potrebbe essere utile nel caso si avesse tempo sufficiente per utilizzarlo nelle piscine degli hotel.

Una pila, una sveglia.

Un porta valori pratico e sicuro del tipo “a collo” o cintura con tasca da indossare sotto i vestiti. Evitare il classico marsupio. (Quando possibile lasciare gli oggetti di valore nella cassaforte dell’hotel. In generale è meglio non portare in viaggio beni di particolare “appetibilità” per i borseggiatori.

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