LOGIN | REGISTRAZIONE | CERCA
 

IL PAESE DELLE MAREE

ASIA / Bangladesh

“Antico mondo di oggi”, è così che il Bangladesh potrebbe essere raccontato perché lontano dai circuiti turistici. E’ un paese ricco di tradizioni e, nella conservazione delle diversità etno-culturali, qui l’arcaico è contemporaneo. Un paese conosciuto per le sue carestie ed annuali inondazioni, ma di cui si ignorano le bellezze naturali, culturali ed etnologiche che all’alba del terzo millennio ne fanno una delle ultime mete da scoprire. Le acque interne rappresentano poco meno del 10% della superficie, eppure l’importanza dei suoi delta, dei laghi interni e delle lagune, è il motivo per cui la conoscenza di questo paese avviene anche attraverso “le sue acque”.
Antichi mondi con vie di comunicazione fluviali lentamente si svelano ai nostri occhi, presenze umane numerose, ma distanti, quasi a proteggersi da abitudini “altre”.
Il viaggio prevede la scoperta dei siti storici e religiosi della città templare di Puthia; il sito di Kusthia, legato alla storia del grande poeta bengalese Rabindranath Tagore e la città di Bagherat con i suoi importanti e secolari monumenti islamici, espressione della caratteristica architettura locale.
Nel nostro viaggio non può mancare la suggestiva navigazione di due giorni e tre notti su un battello privato ad uso esclusivo nella più grande foresta di mangrovie del mondo, il Sundarbans National Park, dove vive l’elusiva tigre del Bengala.
Il nostro viaggio prosegue nella zona collinare, con le cittadine di Bandarban e Rangamati, i villaggi d’origine tibeto-birmana dei Chakma, Marma e Bhom, popolazioni autoctone che abitano in capanne di bambù sparse nella foresta e le cui donne indossano tradizionali capi colorati. In questa zona, al confine con la Birmania, avremo la possibilità di conoscere le diverse realtà tribali visitando villaggi e mercati, colline e laghi.

Pur avendo scelto le migliori sistemazioni ed i servizi più consoni, è richiesto spirito d’adattamento, come condizione essenziale per apprezzare al meglio l’esperienza di vivere questo paese nella sua profonda autenticità.

 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4000 Euro

Questo viaggio prevede le riduzioni del Club, scopri con il tuo consulente quelle a te dedicate. Att.ne la riduzione è applicabile solo nei punti vendita e agenzie di viaggio che aderiscono al circuito Circle Travel

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 140 Impronte del Club.
Scopri tutti i vantaggi di Circle Travel: il club dei viaggiatori.

Durata

15 giorni e di 14 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 15 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza da Milano per Dhaka via Dubai. Arrivo previsto la mattina successiva  
Partenza con voli di linea da Milano Malpensa per Dakha, dove l’arrivo è previsto la mattina dopo. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Dhaka e trasferimento in hotel. Nel pomeriggio iniziamo la visita della città  
Arrivo al mattino e trasferimento in hotel. Mattinata dedicata al riposo.Nel primo pomeriggio visita orientativa della nuova Dhaka: caratteristica della città sono i 300 mila rickshaw che pur rallentando la nostra visita coloreranno il traffico caotico. La città è stata fondata nel 1608, come sede del viceré imperiale moghul del Bengala, è una incredibile fusione di tendenze architettoniche vecchie e nuove e si è sviluppata velocemente dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Pakistan nel 1971. Shankhari Bazar è una delle aree più antiche nella parte vecchia della città (Purana Dhaka). Si sviluppa lungo uno stretto passaggio, costeggiato da edifici in mattoni riccamente decorati e costruita durante il tardo periodo Moghul o coloniale. L’area apparteneva alla Comunità Shankhari il cui nome deriva dalla parola Shanka, bracciale decorato creato con parti di conchiglie. Shanka è il simbolo che indica che una donna Hindu è sposata. Nel 17 secolo la popolazione Shankari fu importata dall’imperatore Moghul che gli assegnò quest’area che fu in seguito conosciuta come Shankhar Bazar.Ahsan Manzil era il palazzo residenziale e sede della famiglia Dhaka Nawab. Questo magnifico edificio è situato a Kumartali lungo le rive del fiume Buriganga. La sua costruzione risale al 1859 e fu ultimata nel 1872. È stato costruito in stile Indo-Saraceno e oggi è un museo.Il Shaheed Minar è un monumento nazionale, costruito per commemorare color che persero la vita durante le dimostrazioni del Movimento per la Lingua Bengali nel 1952, nel Pakistan dell’est.Il Lalbagh Fort (conosciuto anche come Fort Aurangabad) è un complesso Moghul incompleto del 17 secolo che si erge orgogliosamente davanti al fiume Buriganga nella parte sudoccidentale di Dhaka. La sua costruzione cominciò nel 1678 per opera del Moghul Subahdar Muhammad Azam Shah, figlio dell’Imperatore Aurangzeb, in seguito diventato egli stesso imperatore. Il suo successore, Shaista Khan non continuò l’opera, anche se rimase a Dhaka fino al 1688. Per lungo tempo il forte è stato considerato essere una combinazione di tre edifici, la moschea, la tomba di Bibi Pari e il Diwan-i-Aam, con due entrate e una parte delle mura di fortificazione, oggi danneggiate. Il Dhakeshwari National Temple è un tempio hindu. Il suo nome significa “Dea di Dhaka”. Dalla distruzione del Ramna Kali Mandir nel 1971 ad opera dell’esercito pakistano, durante la guerra di liberazione del Bangladesh, il Tempio ha assunto lo status del luogo di venerazione Hindu più importante del Bangladesh.Il Jatiyo Sangsad Bhaban è il Parlamento del Bangladesh, situato a Sher-e Bangla Nagar. È uno dei palazzi governativi più imponenti nel mondo di ben 200 acri, disegnato dall’architetto Louis Khan. L’edificio è stato messo in evidenza nel film del 2003, “My Architect”, descrivendo dettagliatamente la carriera e il lascito del suo architetto, Louis Khan ed è stato raccontato come uno degli edifici più significativi del 20 secolo.Pranzo in un ristorante locale e cena e pernottamento al Pan Pacific Sonargoan Hotel.NOTA BENE: le camere saranno a disposizione del gruppo dal momento dell’arrivo in hotel.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Partenza per Bogra e lungo la strada visita della Moschea Atia a Tangail  
Al mattino partenza per Bogra. Lungo la strada, sosta per la visita della Moschea Atia, nel distretto di Tangail. La moschea, che risale a quattrocento anni fa, si trova nell’omonimo villaggio a circa tre ore di distanza da Dhaka. A Sirajganj nel 1762 c’è stato un terremoto che ha cambiato il corso del fiume Jamuna e ha creato un nuovo fiume chiamato Baral. Sulla riva occidentale di questo fiume è sorto un nuovo bazaar e poiché la maggior parte della terra su cui sorgeva apparteneva al Jamindar Siraj Ali, ha cominciato ad essere chiamato Sirajganj. Attualmente il sito è famoso per la sua alta concentrazione di tessitori e tintori. Visiteremo un villaggio, dove avremo l’occasione di conoscere il lavoro di questi tessitori e di scoprire il famoso “lungi”, una specie di gonna indossata dagli uomini.Lasciato il villaggio di Sirajganj, continuiamo il nostro viaggio verso Bogra (circa 1 ora di strada).Pranzo in un ristorante locale, cena e pernottamento all’hotel Naz Garden.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Lasciamo Bogra per dirigerci verso Mahasthangarth, antico sito archeologico. Proseguimento per Paharpur per visitare un antico complesso monastico buddhista. Arrivo a Rajshahi  
Dopo colazione, in circa mezz’ora raggiungiamo l’antico sito archeologico di Mahasthangarth. Il villaggio comprende le rovine di un’antica città chiamata Pundranagara o Paundravardhanapura. Una lastra di calcare scoperta nel 1931, fa risalire il sito al terzo secolo a.C. L’area fortificata è rimasta in suo fino al 18 secolo d.C. nel sito, oltre alle rovine antiche e medioevali, si trova anche la mazhar (tomba sacra) di Shah Sultan Balkhi Mahisawar edificata nel luogo dove sorgeva un tempio Hindu. Era un derviscio di stirpe reale che giunse a Mahasthangarh con l’obiettivo di diffondere l’Islam tra i non musulmani. Egli riuscì nel suo intento e si stabilì nell’area.Proseguiamo per Paharpur, situata nel distretto di Naogaon nella parte nord occidentale del Bangladesh e dove si trovano le rovine spettacolari del più grande complesso monastico Buddhista. La prima costruzione del complesso si deve a Dharmapala Vikramshila, il re di Varendri-Magadha, nell’VIII secolo d.C., come riportato in un sigillo d’argilla scoperto nel sito. La pianta del monastero è una grande quadrilatero che misura circa 280 metri, con un ingresso principale e una struttura elaborata, sul suo lato occidentale. Oggi fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.Al termine delle nostre visite, proseguiamo per Rajshahi, a circa tre ore di distanza.Pensione completa e pernottamento all’Hotel Chez Razzak Suites.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Partenza presto al mattino per raggiungere il complesso templare di Puthia. Proseguimento per Bagha per visitare l'omonima moschea. tappa finale a Khulna  
Partenza per Puthia, antica città templare e visita dell’omonimo complesso templare che comprende un insieme di templi induisti ed è l’area con il maggior numero di templi storici in Bangladesh. Questi edifici furono costruiti dagli Zamindars Rajas della famiglia Puthia Raj che erano dei noti filantropi. I templi sono costruiti in terracotta, in una varietà di stili che combinano la tipica architettura jorbanglacon e altre influenze. Fanno parte del complesso anche il Rajbari o Palazzo del Raja di Puthia e il Dol Mancha. Il Tempio Gobinda è stato eretto alla metà del XIX secolo dalla regina di Puthia ed è dedicato a Lord Krishna, dato che la famiglia reale si era convertita al Vishnuismo. Raffinate decorazioni in formelle di terracotta raffiguranti le gesta amorose di Radha e Krisha, cosi come narrate dai poemi epici hindu, ci avvicinano al mondo delle divinità locali e ci preparano alla festa del plenilunio. I Rajbaris erano le residenze dei proprietari terrieri indiani durante il periodo coloniale e rappresentano un interessante esempio di sincretismo architettonico gotico-neoclassico-indo-saraceno. Il Tempio Bhubaneshwar Shiva è il più grande tempio shivaita in Bangladesh costruito nel 1823 da Rai Bhubonmoyee Devi, la vedova di Raja Jagat Narayan Roy. Sovrasta il lago di Shiv Sagar ed è un esempio eccellente dei cinque stili architettonici templari presenti in India. I corridoi presentano un tocco di architettura Jaipuri e nel santuario si trova un Shiva Linga ricavato da una grande blocco nero di basalto, il più grande nel paese. E’ decorato con incisioni di pietra. Il Tempio Jagannath è dedicato alla divinità induista Jagannath, una forma di Krishna. Si tratta di un fine esempio di architettura Bengala, con degli intricati rilievi di terracotta.A circa 40 km da Rajshahi si trova la Moschea di Bagha. Costruita durante il periodo di Husain Shahi dal Sultano Nusrat Shah, l’edificio ha una sala della preghiera oblunga che originariamente era fissata da dieci piccole cupole a forma di tazza invertita. Le cupole sono state recentemente restaurate. La facciate orientale ha cinque entrate ad arco bordate da una cornice rettangolare. Colonne di pietra dividono la sala della preghiera in due corridoi e cinque anse. Probabilmente esisteva anche una galleria adibita alla preghiera per le donne. Il monumento è uno dei più impressionati esempi con mura intagliate in terracotta e rilievi floreali, combinati con grappoli e rosette.A circa due ore di distanza da Bagha, si trova il mausoleo di Lalon, conosciuto anche come Lalon Sain, Lalon Sah, Lalon Fakir o Mahatma Lalon che era un santo bengalese, uno compositore mistico, un riformatore sociale e un pensatore. Nella cultura bengala è considerato un’icona della tolleranza religiosa, le cui canzoni hanno ispirato e influenzato molti poeti, pensatori sociali e religiosi, incluso Rabindranath Tagore, Kazi Nazrul Islam e Allen Ginsberg e rifiutò tutte le distinzioni di casta e credo religioso. Durante la sua vita e dopo la sua morte, fu sia lodato che criticato.Proseguiamo per Shilaidaha Kuthi Bari, dove Rabindranath Tagore visse una parte della sua vita e dove creò alcuni dei sui poemi più memorabili.Al termine delle visite, partenza per Kusthia.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento all’Hotel City Inn.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Raggiungiamo la città di Bagherat per visitare la famosa moschea dalle sessanta cupole, sito UNESCO. Imbarco a Mongla sul battello con il quale esploreremo il Parco di Sudarban  
Dopo la colazione, lasciamo la città di Khulna, per dirigerci verso Bagherat per la visita della Moschea dalle Sessanta Cupole, meglio nota come Shait Gambuj Mosque o Sahit Gambuj Masjid, dichiarata sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È stata descritta come “il monumento musulmano più impressionante dell’intero subcontinente indiano.Dopo la visita della moschea, continuiamo il nostro viaggio verso Mongla. Da qui ci imbarcheremo sul battello per iniziare il nostro tour del Parco Saundarban. Prima tappa della nostra navigazione alla stazione di Kokta.Nota Bene. A seconda del numero di partecipanti o il battello Bawali o il Kokilmoni, dotati rispettivamente di 6 o 12 cabine. In entrambi i battelli i bagni sono in comune, alcuni in stile indiano e altri in stile occidentale con doccia.

Tappa: 7 - Dal Giorno: 7 al Giorno 8 - Due giornate di navigazione nel Parco Nazionale delle Sunderbans  
Il Parco Nazionale di Sunderbans, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1997, ha una estensione di 3.600 chilometri quadrati in Bangladesh e 2.400 in India ed è composto in parte da terreni asciutti ed in parte da acque. I fiumi delle Sunderbans sono un punto di incontro tra le acque dolci di provenienza dal Gange e le acque salate provenienti dal golfo del Bengala. Il parco è costituito da una sconfinata foresta di mangrovie che formano delle piccole isole che si sono adattate all'acqua salata e da un’intricata rete di canali, ottimo esempio di processi ecologici ancora in corso. In termini di biodiversità le Sunderbans non hanno eguali fra le altre foreste di mangrovie e rappresentano una fondamentale protezione naturale dai periodici cicloni! Nell'area, famosa per la varietà della fauna, è possibile avvistare numerose specie di uccelli, cetacei, cervidi, coccodrilli e scimmie. Il nome Sunderbans può essere tradotto letteralmente dalla lingua bengalese in “bella foresta” (Shundar, bella e bon foresta). Il nome potrebbe derivare dagli alberi sundari (la specie di mangrovia Heritierafomes) che si trovano in gran numero in questo parco. Il nome però potrebbe anche derivare da Samudraban, Shomudrobôn (foresta marina) o da Chandra-bandhe (nome di una tribù primitiva).La storia dell’area risale al 200-300 d.C. L rovine di una città costruita da Chand Sadagar sono state scoperte nella Foresta Baghmara. Durante il periodo Mughul, i re affittavano le foreste di Sundarbans ai vicini residenti. Molti criminali si rifugiarono nelle Sundarbans per sfuggire all’esercito dell’Imperatore Akbar e molti di loro morirono a causa di attacchi da parte delle tigri. Molti degli edifici da loro costruiti furono poi presi dai pirati portoghesi, dai contrabbandieri di sale e dai briganti nel 17 secolo.Durante la prima giornata di navigazione raggiungeremo Kotka, il punto più meridionale delle Sundarbans. Avremo anche la possibilità di esplorare a piedi alcune zone del parco.Nella seconda giornata, presto la mattina, utilizzando delle imbarcazioni più piccole, percorreremo i canali più stretti. Ancora passeggiate nel parco per avvistare gli animali che lo abitano. (Anche se sono molto difficili da avvistare, si stima che circa 700 tigri vivano nel Parco - stima del 2004).Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 8 - Giorno: 9 - Ritorno verso Mongla non prima di esserci fermati a visitare un villaggio locale. Dopo essere sbarcati, proseguiamo per l'aeroporto di Jessore per il volo per Chittagong via Dhaka  
Continuiamo la nostra navigazione, ritornando verso Mongla. Sosta in un villaggio locale. Pranzo in battello. Dopo essere sbarcati proseguiamo verso l’aeroporto di Jessore, per il volo per Chittagong via Dhaka. Al nostro arrivo, trasferimento all’Hotel Agrabad per la cena e il pernottamento.

Tappa: 9 - Giorno: 10 - Partenza per Bandarban, la regione tribale del paese dove vivono alcune minoranze adivasi  
Al mattino trasferimento a Bandarban, zona tribale abitata da diverse popolazioni autoctone tibeto-birmane chiamate in sanscrito Adivasi (primi abitanti) confinanti con l'India più orientale e la Birmania. Ci sono più di quindici gruppi etnici che vivono nel distretto: i Marma che sono i discendenti Arakanesi e che sono conosciuti anche come Magh, gli Mru (anche Mro o Murong), i Bawm, i Khvang, i Tripura, i Lushei, i Khumi, i Chak e molti altri. I Mru sono famosi per la loro musica e le loro danze. Si sono convertiti alla più “giovane” religione del Bangladesh – Khrama – una religione che proibisce molte delle loro antiche tradizioni. Essi sono considerati come i primi abitanti di Banderban. Anche i Bawm sono una delle etnie più numerose. La maggioranza di loro si è convertita al cristianesimo e ha approfittato di quello che la chiesa metteva loro a disposizione per diventare l’etnia più istruita del distretto. I Marna che provengono dal vicino Arakan (oggi in Birmania) sono di religione Buddhista e sono il secondo gruppo etnico più numeroso del distretto. I Chakma e i Tanchangaya vi sono strettamente correlati. I Khumi vivono in una delle zone più remote del distretto. Questi gruppi etnici sono divisi al loro interno in centinaia di clans e sette e appartengono a quattro religioni – Buddhismo, Cristianesimo, Hinduismo e Animismo. Tutti questi clans e gruppi sono raggruppati in due principali gruppi etnici – le popolazioni delle colline e quelle della valle – e poiché la diga di Kaptai ha inondato la valle per creare il lago Kaptai, la gente che abitava nella valle si è spostata sulle colline.Nella giornata, tempo permettendo, visita del museo tribale (se aperto) e dei mercati. Sistemazione all’hotel Hill Side Resort in bungalow molto semplici ma puliti, privi di aria condizionata, immersi nella flora tropicale, di rispetto ecocompatibile.Pranzo e cena in hotel.Nota bene. Circa tre mesi fa le Autorità hanno proibito l’accesso alla Golden Pagoda, sia ai locali che agli stranieri. Se dovesse essere annullata questa proibizione, si includerà nuovamente tale visita nel nostro programma.

Tappa: 10 - Giorno: 11 - Giornata dedicata all'incontro con le diverse etnie dell'area tribale di Bandarban  
Intera giornata dedicata all’incontro con le diverse etnie. I villaggi hanno conformazione differente a seconda delle comunità, anche quando sono condivisi: in parte sono costruiti in pietra, in parte in fango o in mattoni d'adobe, spesso su palafitte di bambù. Il paesaggio, intorno ai 1000 metri d’altitudine tra colline e fiumi, è di grande bellezza.Nella zona si trova anche il Lago Boga, un lago naturale di acque dolci e profonde. Si trova a circa 610 m sul livello del mare e i geologi ritengono che sia stato creato attraverso la raccolta di acqua piovana che si è depositata nel fondo del cratere di un vulcano quasi duemila anni fa. Il lago ha una forma rettangolare. Una leggenda locale racconta che il lago sia stato creato dopo che gli abitanti di un villaggio dell’etnia Khumi uccisero a mangiarono una divinità che in seguito riapparse loro sotto forma di un dragone. Immediatamente la terra fu squassata da un terremoto, si aprì uno squarcio nella collina, il villaggio fu risucchiato al suo interno e si formò il lago. Il colore delle sue acque varia nelle diverse ore della giornata, con la luce del sole, l’umidità e le nuvole.Pranzo in ristorante locale o picnic.Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 12 - Partenza per Rangamati  
Al mattino trasferimento a Rangamati. Durante il percorso visita dei villaggi della tribù Moorong. Nel pomeriggio visita della cittadina lacustre di Rangamati, con il suo museo tribale, il Bana Vihara, “vaticano” del buddhismo in Bangladesh ed il Raja Vihara, monastero dove vive la massima autorità buddhista; se ci sarà tempo si darà uno sguardo al centro artigianale. Al tramonto con una breve navigazione in lancia a motore lungo la costa si rientra in hotel. In questa zone l’etnia più numerose è quella dei Chakma, originari del vicino Arakan, giunti in Bangladesh nel quindicesimo secolo, sono strettamente legati alle tribù che vivono nelle colline alla base dell’Himalaya. Il nome Chakma deriva dalla parola sanscrita Sakthiman che significa “detentori di potere”. Questo nome fu dato ai Chakma da uno dei re birmani durante l’era di Bagan. I re birmani utilizzavano i Chakma come ministri, consiglieri e traduttori dei testi Buddhisti Pali. Come impiegati del re, i Chakma esercitavano il potere nella corte birmana in modo sproporzionato rispetto al loro numero. Le popolazioni birmani si riferiscono ancora ai Chakma come Sak o Thit che sono forme ridotte e corrotte della parola Sakthiman. La gran parte di loro sono seguaci del Buddhismo Theravada, una religione che hanno praticato per secoli. Tuttavia, questa forma di Buddhismo ha al suo interno alcuni aspetti sia dell’Induismo che della religione tradizionale. Quasi ogni villaggio Chakma ha un tempio Buddhista (kaang) e i monaci sono chiamati Bhikus. Essi presiedono ai festival e cerimonie religiose. Gli abitanti dei villaggi sostengono i monaci con offerte di cibo e doni. I Chakma venerano anche delle divinità Indù, ad esempio la dea Lakshmi viene adorata come Dea del Raccolto. I Chakma offrono in sacrificio capre, polli o anatre per calmare gli spiriti che si ritiene siano la causa di febbri e malattie. Anche se il sacrificio di animali è contrario alle credenze Buddhiste, i Chakma lo praticano comunque. Essi hanno la loro propria cultura, folklore, letteratura e tradizioni. Le donne indossano una gonna lunga fino alle caviglie chiamata Phinon e una stoffa avvolta attorno alla vita, chiamata Haadi, oltre a gioielli d’argento. Entrambe le stoffe sono tessute a telaio, molto colorate e con vari disegni.Sistemazione presso l’Hotel Parjatan Motel (camere con aria condizionata), hotel semplice a gestione statale ma in splendida posizione.Pensione completa.

Tappa: 12 - Giorno: 13 - Imbarco sul battello privato che ci condurrà a Chittagong: durante la navigazione sul Lago Kaptai si potrà osservare la vita lacustre  
Al mattino con una breve passeggiata si raggiungerà il molo per imbarcarsi sul battello privato per la visita dei villaggi sul lago Kaptai. E’ il più grande lago artificiale del paese, creato negli anni ’60 raccogliendo le acque del fiume Karnaphuli. Le cime delle colline che emergono nel lago, sono diventate isole dove continuano a vivere le popolazioni locali che hanno modificato le loro attività di sostentamento da un’attività prettamente agricola ad una di pesca e micro-agricola. L’etnia principale che abita il lago è quella dei Chakma. Nel corso dell’escursione si visiteranno i villaggi e si osserverà la vita lacustre, le barche dei pescatori, i piccoli e affollatissimi traghetti locali, i battelli empori, le colline di un verde lussureggiante. Pranzo in ristorante locale con cucina tribale.Rientro in hotel dove il gruppo avrà disposizione un paio di camere per rinfrescarsi prima della partenza per Chittagong. Arrivo e sistemazione all’Hotel Agrabad per la cena e il pernottamento.

Tappa: 13 - Giorno: 14 - In mattinata termine delle visite di Chittagong e trasferimento in aeroporto per il volo per Dhaka  
Molto presto il mattino, visita del colorato mercato del pesce di Chittagong. Se possibile ottenere il permesso, si raggiungerà la ”Ship Breaking Yard”, a pochi chilometri dalla città, dove si potrà visitare una delle aziende che si occupano della demolizioni delle navi. A causa delle giustificate proteste internazionali dei movimenti ecologisti, il permesso è molto difficile da ottenere ed il rilascio è a totale discrezione della proprietà rilasciare tali permessi. Nel pomeriggio, trasferimento in aeroporto per il volo per Dhaka. Pranzo in hotel a Chittagong e cena e pernottamento all’Hotel Pan Pacific Sonargoan.

Tappa: 14 - Giorno: 15 - Volo per Milano Malpensa via Dubai. arrivo in serata  
Di primo mattino trasferimento all’aeroporto internazionale e volo per Milano via Dubai. Arrivo in serata.Sunderbans 2. Bandarban 3. Tempio induista


Gallery


Richiedi un preventivo

L'invio del presente modulo non comporta alcun impegno nei conforni di Kel 12 Travel S.p.A. Al ricevimento della richiesta, i nostri operatori provvederanno a contattarti per fornirti informazioni sulla disponibilita' del viaggio nel periodo prescelto insieme alle modalita' per effettuare l'eventuale prenotazione. I dati raccolti verranno trattati da Kel 12 Travel S.p.A. nel pieno rispetto della legge sulla privacy. Dichiaro di aver letto ed accettato le regole di tutela della privacy proposte da Kel 12 Travel S.p.A.








Servizi inclusi nelle quote viaggio

La quota comprende:

 

  • Voli di linea A/R in classe economica da Milano Malpensa per Dhaka  
  • Franchigia bagaglio di kg 20 a persona
  • Voli domestici in Bangladesh
  • Sistemazione negli hotel citati in programma (a partire dal check-in anticipato il giorno d’arrivo a Dhaka
  • Sistemazione in barca (ad uso esclusivo del gruppo Kel 12), in cabine a due letti e servizi comuni. Vi preghiamo di portare con Voi gli asciugamani personali.
  • Trattamento di pensione completa
  • Una bottiglia di acqua minerale al giorno
  • Trasferimenti ed escursioni in autobus privati con aria condizionata e in jeep senza aria condizionata nella zona di Bandarban
  • Visite ed escursioni come da programma
  • Battelli privati coperti per le navigazioni sul lago Kaptai
  • Guida locale parlante inglese durante tutto il tour
  • Permessi speciali per il Parco Nazionale delle Sunderbans e per le zone tribali
  • Accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti indicato

 

La quota non comprende:

  • Tassa aeroportuali e adeguamento carburante
  • Le bevande e le mance
  • Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “La quota comprende”

 

 

MANCE

La vostra accompagnatrice provvederà a raccogliere le mance all’inizio del viaggio.  Prevedere circa 110 USD (90 euro circa) a persona da dividere tra  autisti, guide,  barcaioli e personale in generale.

 

 

Bene a sapersi

  • Il viaggio è di spiccato interesse naturalistico, storico ed etnografico. Non è particolarmente faticoso ma richiede spirito di adattamento poiché si viaggia in un paese densamente popolato e non ancora organizzato per ricevere il turismo, che fuori dalla capitale offre strutture ricettive semplici.
  • Per questioni operative legate ai voli o per cause di forza maggiore l’itinerario e gli alberghi potrebbero subire variazioni.
  • L’ordine delle visite ed escursioni in ciascuna località può essere soggetto a variazioni per motivi di opportunità contingenti, senza compromettere le peculiarità del viaggio.
  • Le visite ai templi si effettuano senza scarpe.
  • I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade/livello e corrente dell’acqua /posti di controllo lungo la zona tribale/soste fotografiche richieste dal gruppo.
  • La navigazione nelle Sunderbans non è effettuata con barche di lusso; i battelli sono semplici ma dotati di tutti i servizi necessari, in armonia con l’ambiente circostante. I servizi sulla barca sono in comune.
  • Per la navigazione nelle Sundarbans utilizzeremo o la Bawali (fino a 7 pax), un battello di 20 metri senza aria condizionata e dotato di 6 cabine a due letti, 5 toilette (3 occidentali e 2 indiani) e docce o la Kokilmoni (da 8 a 16 pax), un battello dotato di 14 cabine a due letti, senza aria condizionata (solo la sala pranzo è dotata di aria condizionata) e 4 bagni con doccia. E’ necessario portare gli asciugamani personali in quanto non disponibili a bordo.
  • A bordo è possibile caricare le batterie di macchine fotografiche e cellulari. Consigliabile portarsi un adattatore.
  • Dal Bangladesh è possibile chiamare l’Italia con i cellulari italiani, ma i collegamenti non sempre sono ottimi.
  • In inverno normalmente le medie sono di 20/25° di giorno e 10°-15° la sera. Nelle zone collinari le temperature sono più basse. Durante le crociere il tasso di umidità è più elevato.
  • Per le partenze invernali consigliamo una giacca a vento o un piumino leggero per la sera.
  • Si consiglia di munirsi di dollari americani anche di piccolo taglio per le proprie spese personali (si ricorda che i dollari emessi prima del 2001 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni). E’ possibile cambiare gli euro solo a Dhaka e a Chittagong (principalmente negli aeroporti).

 

Potrebbero interessarti

Articoli Correlati

Giappone
A caccia di foglie
Danimarca Giappone India Italia Vietnam
In viaggio dentro al Circle