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IN ASIA CENTRALE TRA LE MONTAGNE CELESTI E IL PAMIR

ASIA / Kazakistan

L’Asia Centrale, un territorio immenso, dove si alternano steppe infinite a zone verdi e fertili, dove montagne che toccano il cielo racchiudono pascoli d’alta quota e laghi smeraldini, e dove la popolazione era nomade fino a qualche generazione fa. Una regione che univa la Cina al Mediterraneo e vi transitavano le carovane che trasportavano merci di vario genere, fra cui, soprattutto, la seta.Il nostro viaggio-spedizione, che effettuiamo per la prima volta con questo particolare itinerario, comprende tre diverse repubbliche, Kazakistan, Kirghizistan e Tajikistan, per consentire di avere una visione il più possibile completa di questo universo così complesso.
L’itinerario ci conduce tra le maestose catene di monti che coronano il centro dell’Asia, un percorso aspro e impegnativo, con pochissime comodità, ma affascinante, che si svolge in uno scenario naturale fantastico e in un intreccio di etnie. Ad accompagnarci in questa nuova avventura è Paolo Brovelli, che ha percorso in parte questi luoghi durante la sua spedizione lungo la Via della Seta a bordo di un Ape e che dopo averci guidato lungo la Karakorum Highway, ci conduce ora lungo la Pamir Highway.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4950 Euro

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Il Club

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Durata

16 giorni e di 14 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 12 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza da Milano per Almaty  
Partenza da Milano per Almaty via Istanbul. Pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Visita della capitale kazaka  
Arrivo al mattino presto nella capitale kazaka. Incontro con la guida e trasferimento in hotel dove fruiamo subito delle stanze per un po’ di riposo. Dopo pranzo cominciamo a conoscere la città, fondata nel 1854, quando i kazaki erano ancora nomadi, con la costruzione di un forte di frontiera russo. A causa di un devastante terremoto nel 1887 la città venne quasi completamente rasa al suolo: solo la cattedrale russo-ortodossa rimase in piedi. Negli anni venti, dopo il completamento della ferrovia tra la Siberia e il Turkestan, Alma-Ata, il nome con cui era conosciuta Almaty all'epoca, conobbe un certo benessere economico. Nel 1929 Almaty divenne la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka. Alla fine del 1991, con il dissolvimento dell’Unione Sovietica, Almaty divenne capitale della Repubblica del Kazakistan e rimase tale fino al 1998, quando la capitale venne spostata ad Astana. Almaty rimane ancora oggi la più grande città kazaka e il più grande centro commerciale della nazione. Cominciamo la nostra visita dalla simbolica Piazza della Repubblica dove svetta il Monumento all’Indipendenza. Il Museo Centrale ci guiderà attraverso la storia del Kazakistan, e potremo osservare una copia del famoso “Uomo d’Oro”, divenuto simbolo della storia culturale del giovane Paese. Faremo una sosta al Parco Panfilov, polmone verde centrale della città, dove sorge la splendida Cattedrale Zenkov del 1904, uno dei pochi edifici rimasti di epoca zarista (quasi tutti distrutti dal terremoto del 1911). Cena e pernottamento all’Hotel Otrar 4* o similare.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Il Charyn Canyon, tra i paesaggi più scenografici del Kazakhistan e passaggio di confine con il Kirghizistan  
Dopo colazione lasciamo Almaty per raggiungere lo spettacolare Canyon Charyn dopo circa 200 km. Qui, l’omonimo fiume ha scavato una gola profonda tra i 150 e i 300 metri nella steppa piatta. Il tempo e le intemperie hanno poi scolpito la roccia dandole forme strane e suggestive. Esploreremo a piedi i punti più panoramici del canyon e, dopo il pranzo (che potrà essere al sacco), partiremo per la Valle di Karkara dove attraverseremo il confine per fare il nostro ingresso in Kirghizistan. Cena e pernottamento in campo tendato. Il campo tendato estivo offre servizi essenziali. Si dorme in tende a 2 letti separati fornite di materasso e di elettricità. I bagni sono esterni e in comune.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - La catena del Tien Shan, le Montagne Celesti  
Dopo colazione possibilità di volo in elicottero (poco meno di 1 ora di volo) per raggiungere il campo base del Khan Tengri a quota 4200 metri. La vetta (7010 m.), per la prima volta conquistata da una spedizione sovietica nel 1931, è considerata la più bella e impegnativa della catena del Tien Shan. Il volo viene effettuato con elicotteri tipo MI-8-MTB equipaggiati con due turbomotori. Durante il volo, in una bella giornata di sole, è possibile ammirare, oltre alla vetta del Khan Tengri, anche la vetta del Picco della Vittoria (Peak Pobeda) che raggiunge i 7.439 m di altitudine. Si sorvola il ghiacciaio Inylchek, uno dei più grandi presenti nella catena del Tien Shan e si atterra al campo base posto sulla morena del ghiacciaio stesso. Da qui partono le spedizioni di alpinisti per raggiungere le vette del Khan Tengri e del Pobeda. Noi ci limiteremo a una semplice passeggiata per osservare da vicino il ghiacciaio e il bellissimo paesaggio circostante (escursione facoltativa, soggetta a riconferma in base alle condizioni meteo). Rientro in elicottero a Karkara dove dopo il pranzo riprenderemo i nostri veicoli per raggiungere la città di Karakol. Visita del Museo Prezhelvasky, dedicato alla memoria di Nikolai Michailovich Prezhelvasky, esploratore famoso per le sue ricerche e studi approfonditi sulla flora e fauna della regione del Lago Issyk Kul. Pensione completa. Pernottamento nella semplice Guesthouse Reina Kench.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Dal Lago Issyk Kul al Lago Son Kol, tra nomadi e pascoli  
Dopo colazione lasciamo Karakol, percorrendo la sponda meridionale dell’Issik Kul per 35 km, fino alla deviazione che ci porterà alle Gole di Djeti Oguz o “sette tori”, pittoresca gola ricca di formazioni rocciose di colore rosso ricoperte da abeti per una sosta fotografica.Proseguimento sulla spettacolare strada panoramica attraverso il Passo di Kalmak Asuu a 3430 m, per poi scendere tra la vegetazione della steppa, punteggiata da yurte di nomadi con le loro mandrie di cavalli, yak, pecore, capre e mucche. La nostra destinazione finale è il Lago Son Kul, il secondo grande lago del Paese. Sistemazione in campo di yurte, le tipiche tende dell’Asia Centrale, rifugio delle genti del Tien Shan, fatte di legno, feltro, lana di pecora e tappeti. Le yurte sono predisposte per 2 posti letto, con stufa a gas che rimane accesa normalmente dal tramonto fino alle 23.00. La luce è garantita da un generatore. I bagni sono in comune all’esterno. Pensione completa.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Lasciamo i nomadi kirghizi per la città di Osh  
Lunga giornata di trasferimento. Dopo la colazione partenza verso sud attraversando il Passo Moldu-Ashu (3346 m). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi, il paesaggio circostante è spettacolare. Si ridiscende a valle e si raggiunge il villaggio di Kazarman. Si prosegue risalendo sull’altopiano lungo una strada sterrata panoramica, attraversando il Passo Kaldama (3060 m) e si raggiunge la città di Jalal-Abad. Si continua verso la cittadina di Ozgon, una delle antiche capitali del Khanato Karakhanide tra il X e il XII secolo, per giungere infine a Osh. Sistemazione all’Hotel Sunrise 4*. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco).

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Visita di Osh e del Trono di Salomone e partenza per il campo base del Picco Lenin lungo la Strada del Pamir  
Dedichiamo la mattinata alla visita panoramica di Osh, la seconda città del Kirghizistan, nonché il centro amministrativo della vasta e popolosa provincia che circonda il versante kirghizo della Valle di Fergana. Osh ha una storia antichissima, che risale almeno al V secolo a.C. e fu uno dei più importanti luoghi di transito lungo la “Via della Seta”. Oggi conserva pochissime vestigia del suo passato e ha l’aspetto poco entusiasmante di una cittadina sovietica.Il punto di riferimento principale della città è il cosiddetto “Trono di Salomone”, un’altura rocciosa inserita nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, per essere "l’esempio più completo di montagna sacra dell’Asia Centrale, oggetto di adorazione da molti millenni". Sulla cima c’è una piccola moschea eretta, in origine, da Babur (1510).Lasciamo Osh in direzione sud, lungo la Strada del Pamir (in russo Pamirsky Trakt, in Tagikistan nota come M41), la seconda più elevata al mondo dopo quella del Karakoram, che ha inizio proprio qui. La percorreremo tutta fino al suo termine, a Dushanbe (anche se alcuni la fanno finire a Mazar el Sahrif, in Afghanistan). Per oggi la nostra destinazione finale è Achik Tash dove si trova il campo base del Picco Lenin (7134 m). Il percorso è paesaggisticamente molto interessante e mai banale. Pernottamento in campo tendato che offre grandi tende fisse con 2 brandine dotate di sacco a pelo (i servizi sono in comune all’esterno). Pranzo in ristorante. Cena al campo.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Passaggio della frontiera con il Tagikistan  
Partenza molto presto al mattino. Lasciamo i prati di Achik Tash e le magnifiche vedute sul Picco Lenin percorrendo la pista che discende nella Valle dell’Alay per poi risalire verso il Passo Kyzyl Art (4282m). Poco dopo il passo vi è la frontiera con il Tagikistan. Lasciamo le auto kirghize, raggiungiamo il confine tagiko a piedi (circa 200 m) e saliamo sulle nuove auto. Le vaste e verdi praterie, le mandrie e i cavalli, lasciano il posto al desolato altopiano semidesertico del Pamir tagiko. Sosta presso il grande Lago Karakul e proseguimento verso Murgab attraversando il Passo Akbaital (4655 m). Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Pamir 2* o similare (servizi in comune).

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Il Corridoio del Wakhan, antico tratto della Via della Seta  
Proseguiamo lungo la Strada del Pamir fino a raggiungere il villaggio di Alichur, situato in una fertile pianura. Deviamo poi dalla strada principale per arrampicarci sul passo Khargoshi (4344 m). Una volta scollinato, entreremo nel versante settentrionale del Corridoio del Wakhan, un importante, antico tratto della Via della Seta, utilizzato anche da Marco Polo. È una valle percorsa dal fiume Pamir (vicino a Langar il Pamir si unisce al fiume Pyanj o Wakhan per diventare l’Amu Darya) che durante il “Great Game” era stata utilizzata per dividere l’impero zarista dai possedimenti britannici, e che ora appartiene all’Afghanistan. Noi percorriamo la valle rimanendo lungo la strada tagika e osservando le scene di vita quotidiana dei villaggi afghani che sfilano sulla sponda opposta e piccole carovane di cammelli, muli e asini che percorrono i sentieri lungo il fiume. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento in semplice casa locale. Normalmente tutto il gruppo risiede presso la stessa unità abitativa e pertanto i servizi (spesso una sola latrina) sono in comune e si dorme in più persone per camera (4/6 a seconda dell’ampiezza del gruppo, la sistemazione in singola non è possibile). Si raccomanda di portare con sé un sacco lenzuolo o sacco a pelo per la garanzia dell’igiene, un asciugamano, sapone e carta igienica.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Partenza verso Khorog, tra i villaggi della valle di Wakhan  
Dopo la colazione partenza verso Khorog, capitale della regione Gorno-Badakhshan (GBAO). Effettuiamo la prima sosta a Yamchun, una fortificazione del XII secolo in posizione spettacolare nella valle di Wakhan. Non distante si trovano le sorgenti calde di Bibi Fatima, a cui le donne locali attribuiscono la proprietà di accrescere la fertilità. Lungo il nostro percorso attraversiamo e visitiamo piccoli villaggi come Yamg, dove sostiamo per vedere la tomba e la casa-museo riscostruita del mistico sufi, astronomo e musicista Mubarak Kadam Wakhani. Qui è ancora visibile la pietra che il religioso usava come calendario solare. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Lal.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Verso Kalaikhum, sempre seguendo le valli del Pamir  
Continuiamo il nostro viaggio lungo il confine con l’Afghanistan, accompagnati dal corso del fiume Pyanj. La regione del Gorno-Badakhshan è una sperduta regione montuosa caratterizzata da profonde valli solcate da corsi d’acqua e da vette perpendicolari. Qui la popolazione è rimasta isolata per secoli, tanto che la lingua parlata è diversa non solo da quella dei tagiki di pianura, ma anche da quella parlata da altre comunità della stessa regione. Nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan vi abitano circa 220.000 persone. L'economia si basa sull'allevamento e sullo sfruttamento delle foreste. Il nome, coniato in russo significa letteralmente Badakhshan montagnoso. Riprendiamo la Pamir Highway, dove noteremo il traffico di camion carichi di merci provenienti dalla Cina. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento all’Hotel Karon Palace.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Lasciamo il Pamir per Dushanbe, la capitale tagika  
Un’altra lunga giornata di viaggio su strada non delle migliori.Lasciamo il fiume, il confine con l’Afghanistan e le remote valli del Pamir per risalire verso nord e raggiungere la capitale, sempre attraversando scenari paesaggistici di rilievo.Superato il Passo Sagirdasht (3252 m), raggiungiamo la città di Tavildara e proseguiamo poi verso Dushanbe. Questa è la via più breve, ma non sempre percorribile causa possibili interruzioni lungo la strada dovute a maltempo e crolli. In caso non fosse praticabile, raggiungeremo la capitale facendo un percorso più lungo. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento all’Hotel Sheraton.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Partenza per la vecchia città di Panjakent  
Partenza per Panjakent, città sogdiana, situata nella valle del fiume Zerafshan.Sorta nel V secolo d.C., cessò di esistere intorno al 770. La cittadella conserva i resti di un castello, di una fortezza, del palazzo del governatore (VIII secolo). Sin dalla fondazione la città ospitò, nella zona centrale, due templi che si richiamano alla tradizione architettonica della Battriana ellenistica. Pitture risalenti al VI secolo si conservano nei palazzi della cittadella. Tra il VII e VIII secolo vi fu un notevole sviluppo urbanistico. Visiteremo il sito archeologico e l’antica cittadina di Sarazm, una popolare sosta carovaniera lungo la storica Via della Seta. Nelle rovine della città sono distinguibili quattro parti: la cittadella regale, la città vera e propria, la necropoli e i sobborghi. L'impianto urbano presenta una forte struttura difensiva che nel corso dei secoli venne restaurata e ricostruita più volte. Gli scavi, iniziati nel 1946, hanno portato alla luce più di cento abitazioni che riflettono la ricchezza e il livello sociale dei proprietari. La produzione artistica rinvenuta nel sito comprende numerosi esempi di sculture in legno e una serie di pitture parietali policrome che decoravano sia le abitazioni private, sia gli edifici di culto. I soggetti raffigurati sono vari: si passa dalle immagini di divinità femminili, a movimentate scene di battaglia; da illustrazioni di fiabe legate alla tradizione classica e alla favolistica indiana, alla narrazione di più episodi di miti eroici. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Sughd.

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Rientro a Dushanbe  
Terminate le visite di Panjakent ripercorriamo la strada dell’andata per rientrare a Dushanbe, con una breve deviazione per visitare la fortezza di Hissar. Questo storico sito, la cui costruzione originale risale al VII secolo, è stata la residenza del delegato dell’Emiro di Bukhara. Situata su una collina, dotata di mura spesse un metro a scopo difensivo e feritoie per fucili e cannoni, fatta eccezione per le due imponenti torri all’entrata, non è rimasto molto della fortezza. Pensione completa e pernottamento all’Hotel Sheraton.

Tappa: 15 - Giorno: 15 - Giornata dedicata alla visita di Dushanbe  
Prima colazione e visita della città. Eleganti edifici neoclassici, viali alberati e bellissime montagne sullo sfondo rendono la capitale tagika una piacevole città dove sostare. Nel XVII secolo Dushanbe non era che un villaggio dove ogni lunedì vi si svolgeva una fiera che attirava artigiani e mercanti della regione circostante. Il suo nome in lingua tagika significa appunto “Lunedì.” Nel 1929 fu nominata capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan e, in onore di Stalin, fu ribattezzata Stalinabad, nome che mantenne fino al 1961. La città ha subito danni a causa della guerra civile scoppiata dopo la proclamazione dell’indipendenza del Tagikistan.Dopo un breve giro panoramico attraverso i luoghi più caratteristici della città, tra cui il Parco Rudaki , la Biblioteca Nazionale, la Casa Bianca, il Parlamento e il Teatro d’Opera e Balletto Ayni, visitiamo il Museo Nazionale d’Antichità, che custodisce interessanti reperti. Il pezzo principale è la statua del Buddha dormiente di Adjina-Tepe, risalente a 1500 anni fa (epoca kushanica), lunga ben 13 metri e considerata la statua del Buddha più grande dell’Asia Centrale. Un altro museo interessante è quello Nazionale Bekhzod, con sezioni dedicate alla storia naturale, all’etnografia e all’archeologia. Non mancherà un giro all’animato bazar e un po’ di tempo a disposizione. Pensione completa. Pernottamento in hotel.

Tappa: 16 - Giorno: 16 - Partenza per l'Italia via Istanbul  
Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di rientro in Italia via Istanbul.


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 Euro= 1,10 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio

 

Prenota Senza Pensieri. Tutela il prezzo del viaggio da eventuali adeguamenti valutari.

Modalità:

  • In fase di prenotazione dovrai comunicare la volontà di aderire al “Prezzo bloccato”;
  • Potrai così conoscere da subito l’importo forfettario richiesto a copertura dell’adeguamento valutario, che normalmente viene comunicato fino a 21 giorni prima della partenza;
  • Ovviamente il “Prezzo bloccato” è facoltativo. Decidendo di non aderire gli eventuali adeguamenti ti verranno comunicati fino a 21 giorni dalla partenza;
  • Il Blocco Prezzi può essere applicato solo alle prenotazioni effettuate fino a 45 giorni prima della partenza.

 

La quota comprende:

 

  • Volo di linea internazionale con Turkish Airlines Milano-Almaty/Dushanbe-Milano in classe turistica
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Trasporti interni con minibus e in 4x4 tipo Toyota Land Cruisers o similare
  • Sistemazione in camera doppia in alberghi 2/3 e 4* (classificazione locale), 1 pernottamento in campo di yurte, 2 pernottamenti in campi base di montagna pre-allestiti in tenda, sistemazione in modeste guesthouse o case private, dove si condividono camera e servizi tra i partecipanti del gruppo nella regione del Pamir (nelle case private non è possibile garantire la camera singola)
  • Trattamento di pensione completa
  • Permessi per il Pamir
  • Visite ed escursioni come da programma
  • Guide locali parlanti inglese
  • Ingressi, tasse e percentuali di servizio
  • Esperto Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti indicato

 

La quota non comprende:

 

  • Trasferimenti da/per gli aeroporti in Italia
  • Tasse aeroportuali, fuel surcharge
  • Visto Tagikistan: ottenibile in arrivo al costo di 40 dollari (questo è un aspetto che potrebbe variare anche senza congruo preavviso)
  • Mance. Suggeriamo circa 100 USD di mance in totale a persona da dare all’accompagnatore (per un gruppo di circa 10 persone). L’accompagnatore provvederà a distribuirle a guide, autisti e personale di servizio in genere in accordo con il gruppo
  • Bevande ai pasti
  • Permessi per fotografare laddove richiesti
  • Facchinaggio (negli alberghi e negli aeroporti)
  • Eventuali tasse d’imbarco estere da pagare in uscita dai tre Paesi
  • Spese extra personali in genere e tutto quanto indicato come facoltativo
  • Tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “La quota comprende”

 

Bene a sapersi

CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO

 

L’itinerario che proponiamo si snoda tra Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan, nel cuore montagnoso dell’Asia Centrale e si inoltra nelle remote regioni del Pamir. Si tratta di una spedizione attraverso un territorio che ha avuto un passato cruciale sugli sviluppi storici e culturali del vasto bacino dell’Asia Centrale.

Un viaggio impegnativo, complicato e non per tutti. Necessita di una buona capacità di adattamento, specie a livello di sistemazioni e di cibo, dove i migliori hotel delle varie regioni di solito non superano le 3 e 4 stelle locali, alcuni pernottamenti sono in campi tendati piuttosto essenziali e nel Pamir si dorme in spartane guesthouse o case private, condividendo 3-4 stanze, con servizi in comune.

Anche gli spostamenti saranno piuttosto faticosi e disagevoli. Le ore di auto occuperanno spesso più della metà della giornata, e di regola su strade dissestate, molte volte solo delle piste. Avremo sempre veicoli privati: minibus all’inizio del viaggio e nelle città e jeep 4x4 quando ci inoltriamo nelle zone montane (dal pomeriggio del 5° giorno al 14° giorno del programma di viaggio). Le altitudini raggiunte saranno tra le maggiori del pianeta, con alcuni passi montani oltre i 4000. Viaggio pertanto sconsigliato a chi abbia problemi cardio-respiratori.

In particolare, nel Pamir si viaggia in zone remote dove mancano infrastrutture turistiche. Bisogna adattarsi a semplici guesthouse o case private, dove si condividono la stanza e i servizi, dotate del minimo indispensabile. Quando si viaggia in certo Est, non ci sono troppe alternative, ma anche questo fa parte del carnet di chi desidera allargare il proprio orizzonte.

Il viaggio si effettua tutto via terra. E’ particolarmente consigliato a coloro che, intraprendendo un viaggio, privilegino gli aspetti paesaggistici, folcloristici e culturali al comfort delle sistemazioni alberghiere.

Prima di iscriversi al viaggio è opportuno consultarsi con il proprio medico di fiducia per escludere eventuali controindicazioni ai viaggi a quote elevate (il viaggio non è indicato in particolare per chi soffre di problemi cardio-vascolari, respiratori o di alta pressione).

 

Clima e abbigliamento:

 

Attraversando un territorio in maggioranza montuoso, con valichi ad altitudini elevate, l’estate è il periodo in cui si può effettuare questo viaggio.

Il clima è variabile in funzione dell’altitudine. Le temperature possono raggiungere facilmente i 35°C nelle città di Almaty, Osh e Dushanbe. Le temperature diventano fresche, a volte fredde (la temperatura può scendere facilmente a 0°C durante la notte) sui passi del Pamir e sui pascoli d’alta quota. Si consiglia un abbigliamento leggero/medio (pantaloni, camicie e magliette) con strati aggiuntivi da sovrapporre (pullover di lana o pile, k-way, berretto, calze, una giacca a vento per le altitudini più elevate).

Scarpe comode con suola robusta o da trekking. Da non dimenticare: crema solare, burro cacao, occhiali da sole, cappello/berretto, repellente per gli insetti, una torcia con batterie può sempre essere utile.

 

Sistemazioni:

Nel programma riportiamo i nomi degli hotel che abbiamo selezionato per questo viaggio. Si tratta di strutture in genere semplici, anche quando si tratta di hotel 4*.

Gli hotel sono disponibili solo nelle maggiori città. Sono previsti alcuni pernottamenti in campi tendati fissi (nel campo del Lago Son Kul si pernotta in yurte, le sistemazioni tipiche dell’Asia Centrale). Nella regione del Pamir si pernotta in semplici guesthouse laddove disponibili, o in case private.

Per la scarsità di strutture ricettive locali, normalmente tutto il gruppo risiede presso la stessa unità abitativa e pertanto i servizi (spesso una sola latrina) sono in comune e si dorme in 4/6 passeggeri per camera, a seconda del numero di partecipanti.

Si raccomanda di portare con sé un sacco lenzuolo o sacco a pelo, per la garanzia dell’igiene, un asciugamano, sapone e carta igienica. Le sistemazioni in singola e in doppia sono possibili solamente negli hotel e nel campo tendato fisso.

 

I nomi degli hotel sono indicativi e per questioni organizzative o di forza maggiore potrebbero essere cambiati con altri di pari categoria. Gli hotel definitivi saranno comunicati all’interno del Foglio Notizie con i documenti di viaggio.

 

Mezzi di trasporto:

Durante questo viaggio utilizzeremo un minibus turistico nella prima parte del viaggio fino al mattino del 5° giorno.

Ci sposteremo poi con fuoristrada 4x4 tipo Toyota Land Cruiser e Toyota Prado fino a Dushanbe. Il viaggio si svolge per gran parte su strade sterrate. Le condizioni del fondo stradale delle strade asfaltate sono spesso scadenti e i frequenti lavori di manutenzione costringono spesso a deviazioni o a tempi di percorrenza più lunghi di quelli previsti.

Ricordiamo vivamente che durante il viaggio occorrerà effettuare una rotazione dei passeggeri sulle diverse auto e anche una rotazione dei posti all’interno delle auto stesse.

 

Bagagli:

Considerati i trasferimenti e l’utilizzo dei fuoristrada, si raccomanda di portare con sé un bagaglio essenziale, riducendo il superfluo e privilegiando borsoni/trolley morbidi alle valigie rigide.

 


LIBRI DA METTERE IN VALIGIA

 

Sulle ali di un Ape. Da Lisbona a Pechino in 212 giorni

 

 

Questo è il libro che racconta di un viaggio straordinario, a bordo di un Ape Piaggio, attraverso  20 Paesi e otto mesi di viaggio. Sulle ali di un Ape. Da Lisbona a Pechino in 212 giorni. EurAsia expedition 98


di Paolo Brovelli

 

Nel 1998, nell'ambito delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell'Ape Piaggio, Paolo Brovelli e Giorgio Martino hanno progettato l'EurAsia Expedition: un itinerario di esplorazione e ricerca attraverso il continente eurasiatico.
A bordo di due Ape TM703, appositamente allestite dalla Piaggio, sono partiti da Lisbona il 30 Aprile per arrivare a Pechino il 28 Novembre, dopo aver percorso 25.000 chilometri in 200 giorni, attraversando 20 Paesi ad una media di 120/130 chilometri al giorno.

Mossi esclusivamente dalla grande passione per la scoperta, per il contatto con popoli diversi, dallo spirito d'avventura, hanno toccato, tra strade impervie, dissestate o semplici piste e niente più, alcune delle regioni più remote e sconosciute (ma quanto mai affascinanti) della Terra.

Dall'altopiano anatolico a quello tibetano; dai deserti del Turkmenistan alla pianura del Gange; dagli antichi centri carovanieri dell'Asia centrale alle città della Cina classica; dal Karakorum all'Himalaya. Paesaggi diversissimi, scenari etnici e politico-sociali agli antipodi, cercando di superare la distanza - fisica, ma soprattutto mentale - tra Oriente e Occidente, di ritrovare quel contatto tra le due civiltà che sembra sempre più destinato a perdersi.

 


L'autore

 

Paolo Brovelli, milanese, una laurea in geografia umana, da sempre avventuroso e appassionato viaggiatore ed esploratore, linguista e fotografo, ha visto i luoghi più remoti del pianeta. Poliglotta per soddisfare il suo desiderio di conoscenza degli altri popoli, dal 1984 organizza e realizza viaggi particolari: ha compiuto una spedizione sui luoghi bellici dell’ Eritrea e dell’Etiopia nel 1994, nel 1997, in ciclomotore, un tour nel deserto libico, una traversata del Sahara nel 2001, l’esplorazione delle repubbliche interne della Russia nel 2004, facendo sempre della meta finale l’occasione di una nuova partenza. Al 1998 risale la sua impresa più ambiziosa: l’EurAsia Expedition, da Lisbona a Pechino a bordo di un Ape. Recentemente si è dedicato all’approfondimento del Centro e Sud America percorrendolo in lungo e in largo e trascorrendo diversi mesi in Messico.

Dal 2011 programma, redige e accompagna viaggi in esclusiva per Kel 12.

 

 

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