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IN NEPAL QUANDO E’ VERDE. LA VALLE, LA FORESTA, IL LAGO

ASIA / Nepal
 
Un viaggio che si concentra su una delle regioni meno conosciute al turismo: il Terai. Generalmente chi si reca in Nepal lo fa per visitare Kathmandu e poi andare verso le vette dell’Himalaya, ma Nepal vuol anche dire “terre basse”, Terai appunto. In questa regione vive la maggior parte della popolazione nepalese essendo una zona molto fertile. Quale estensione nepalese della vasta pianura del Gange, il Terai, è una stretta pianura alluvionale a 200 metri sopra il livello del mare, che funge da confine naturale tra il Nepal e l’India. In tutta la regione vivono diverse etnie Tharu: Deukhuria Tharu, Dangaura Tharu, Rana Tharu, solo per citarne alcune che mantengono costumi particolari e diversi modi di danzare e pescare. Abbiamo scelto di visitare la parte più occidentale del Terai, perché in questa zona del paese il festival Holi è molto sentito e celebrato da tutte le caste e da tutte le religioni. Nella società Tharu, il festival è celebrato per un settimana, durante la quale i villaggi invitano gruppi di danzatori ad esibirsi nelle le loro danze e canti tradizionali, come la danza Sakhia Naach e la danza Mugra Naach eseguita dai Tharu o le danze Hudkeli Naach, Dhami Naach e Gaware Naach eseguite dalle popolazioni delle montagne.
Durante il nostro tour visiteremo il Parco Nazionale Reale di Bardia, la più grande riserva naturale incontaminata del Terai, dove avremo la possibilità di avvistare elefanti, rinoceronti, cervi ed altri animali.
Non lontano dalla Riserva si trovano villaggi abitati dall’etnia dei Rana Tharu, le cui donne, usano decorare i muri interni delle loro case di fango, con disegni colorati ed elaborati, rappresentanti scene di vita del Dio Krishna così come raccontate nel poema epico indiano Maharabhata e i muri esterni invece con figure che simboleggiano prosperità e piacere.
Il tempio di Beheda Baba, dedicato al dio Shiva e visitato da molti pellegrini provenienti da tutte le regioni del Nepal e dal nord dell’India. Nella cittadina dove sorge il tempio, vivono l’etnia dei Dangaura Tharu e dei Kumals (gli artigiani della terracotta).
Conosceremo anche i Katharia Tharu con i loro tipici costumi e gioielli.
Ritornando verso Kathmandu, non potrà mancare una sosta a Lumbini, luogo di nascita di Buddha, nonché Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Sempre sulla via del ritorno, ci fermeremo a Pokhara, fermandoci prima nella poco conosciuta cittadina di Tansen.
Sulla strada verso Kathmandu, sosta a Bandipur, delizioso villaggio Newari dove pernotteremo. Un’intera giornata viene dedicata alla visita della città di Kathmandu con i suoi numerosi edifici storici e ai suoi dintorni.

Prezzo del Viaggio

A partire da: 3400 Euro

Per questo viaggio non sono previste riduzioni.

Il Club

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Durata

11 giorni e di 9 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 8 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 15 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Volo da Milano Malpensa per Kathmandu, via Doha, con arrivo il giorno dopo  
Partenza da Milano con volo di linea QATAR QR 128 delle 17,10. L’accompagnatore (Mario Romualdi 3403475697) incontra i partecipanti al banco accettazione 3 ore prima della partenza. Pasti e notte in volo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo in mattinata Kathmandu, via Doha  
Arrivo a Doha alle 1,10 e proseguimento per Kathmandu alle 3,50 con volo di linea QATAR 652. Si giunge nella capitale nepalese alle 11. Disbrigo delle formalità aeroportuali, accoglienza da parte della nostra guida. Questo volo l’abbiamo scelto per concederci un approccio soft col Nepal e poterci recare subito in albergo. Iniziamo le visite senza essere costretti ad andare in giro stanchi ed assonnati appena dopo l’arrivo, il che normalmente comporta un disagio notevole. E’ un aspetto che i nostri compagni di viaggio certo apprezzeranno.Consigliamo, però, di evitare pennichelle. (Anche perché saremo tentati di dedicarci a una prima scoperta del nostro “hotel”). Una buona dormita notturna faciliterà il ricostruire del ciclo giorno/notte. Nel pomeriggio andremo sulla collina alla periferia di Kathmandu che domina la capitale. Saliremo la scalinata che porta a Swayambhunath, Patrimonio UNESCO. È un tempio buddista certamente tra i più significativi del Nepal. Noto pure come “Tempio delle Scimmie”, si trova su un’altura che sovrasta la capitale. In realtà è un vasto complesso di costruzioni, piazzali e stupa, statue e ruote preghiera, le cui origini risalgono anche al V secolo d.C. Non mancano negozietti e bancarelle. Qui gli appassionati del genere possono trovare rari modellini di moto realizzati in metallo da un artigiano da poco tempo trasferitosi a Dubai. Cena in hotel al “Toran Restaurant”.*Le visite previste a Kathmandu e nelle località della valle, potrebbero avere un andamento diverso da quello indicato, anche per il particolare traffico. A Kathmandu, ma forse anche a Pokhara, sono possibili voli su piccoli aerei per osservare “da vicino” le vette himalayane. Agli interessati suggeriamo voli mattutini per la migliore visibilità e non dover rinunciare alle visite programmate. Il nostro hotel a Katmandu, “Dwarika’s Heritage Hotel” ( HYPERLINK "http://www.dwarikasgroup.com" dwarikasgroup.com)Soggiornarvi è un’esperienza.E’ semplicemente il più fascinoso e particolare albergo del Nepal. E non solo. Ambienti con stile e personalità. Una vera “casa nepalese”, raffinata, unica. Struttura, aree comuni e stanze personalizzate sono il risultato delle ricerche di materiali, mobili e arredi antichi e prestigiosi, curati con passione dal proprietario. Per decenni ha cercato trovato e restaurato porte, travi, finestre, statue, colonne, oggetti vari e quanto possibile sottrarre al passare del tempo e alla noncuranza degli uomini. (Ancora oggi nell’area dell’hotel è presente una scuola per il restauro di oggetti in legno). Ha completato l’opera collocandoli in palazzine ristrutturate per accoglierli.In questa dimora nepalese soggiorneremo quattro notti fruendo, di “stanze” una differente dall’altra. Ne apprezzeremo le diversità con altri pur memorabili hotel in cui avremo già soggiornato in vari pezzi di mondo.E’ il modo migliore per gratificarsi dopo le emotive giornate di visite nella valle. Si trova fuori della zona più frequentata e inquinata della capitale. (Il suo difetto più rilevante, oltre al prezzo, è che va prenotato un anno prima).

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Valle di Kathmandu: "Tempio Insanguinato" di Dakshinkali e Patan, Patrimonio UNESCO, con la più grande concentrazione d’arte nel Nepal  
Mattino: Dakshinkali.Pomeriggio: Patan.Pranzo: in un modesto ristorante locale a Patan, il “Cafè du Temple”, sulla terrazza di un edificio d’epoca che affaccia su “Durbar Square”.Cena in hotel, “Toran” Restaurant.DakshinkaliConosciuto anche come il “Tempio Insanguinato”, vi si svolgono specie il sabato e martedì, sacrifici d'animali maschi offerti a divinità femminili. A 30 km dalla capitale verso il sud della valle alla confluenza di due fiumi in un avvallamento tra le colline, è dedicato alla dea Kali (la manifestazione più terrificante di Parvati). L’atmosfera è molto partecipata e “forte” per il sangue che scorre, la presenza di molti nepalesi, mendicanti, bancarelle e “sadhu”. Se il tempo lo consente, o lo “spettacolo” è ritenuto troppo cruento, si può salire l’altura che domina il luogo sacro dove si trova il piccolo Tempio di Mata, per osservare il panorama.PatanLa seconda città della valle, con più di 400 mila abitanti, è il proseguimento di Kathmandu oltre il fiume Bagmati, che fa da confine fra le due città. Il periodo di maggior incremento nelle opere architettoniche di Patan coincide col XVI secolo. Possiede una concentrazione di edifici e opere artistiche superiore ad ogni altro centro nepalese. Dal cuore della città, Durbar Square, dipartono le vie che percorriamo a piedi per incontrare le tante costruzioni, monasteri, templi, vasche, luoghi sacri e negozi che richiamano l’attenzione. *Traffico e viabilità in tutta la valle ostacolano il rispetto degli orari. Non c’è una vera tangenziale e i lavori stradali ricordano quelli della Salerno Reggio Calabria.Pernottamento: “Dwarika’s, Heritage Hotel”

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Katmandu, Patrimonio UNESCO, piazze, templi, palazzi, strade, vicoli arricchiti dal legno dei Newari.  
Mattino: conoscenza della capitale. Pomeriggio: tempo libero per personali approfondimenti.Pranzo nel ristorante più panoramico di Kathmandu, “Kasthmandap”,modesto nella struttura e pietanze (come quasi tutti quelli in cui si pranza) ma all’ultimo piano di un palazzo sulla Durbar Square, vicino all’ex leggendaria Freak Street.Cena in hotel, “Toran” Restaurant.Kathmandu.E’ lungo elencare le piazze, templi e palazzi, strade e vicoli della capitale arricchiti dall’opera dei Newari, gli artigiani che lavorano da sempre il legno di tek. Le visite di Durbar Square* e della residenza in cui vive la Kumari (la bambina che incarna la dea Taleju), gli altri luoghi degni d’una sosta e della dovuta attenzione, una passeggiata senza consultare la mappa cittadina, una sosta sulla gradinata di un tempio per oziare ed osservare, una pausa in una casa da tè, la difficile selezione (per non pagare l’eccesso di peso in aeroporto) tra i tanti acquisti possibili dai tappeti ai CD… forniscono un insieme di stimoli che riempiono il tempo della permanenza. Tutto ciò rientra nel programma previsto nella capitale, utilizzando anche le ore libere** al termine delle visite negli altri centri della valle.Si stima che abbia oltre 1.000.000 abitanti. La capitale calamita anche molte persone che vi si trasferiscono solo nei mesi in cui sospendono l’attività che svolgono in regioni lontane del Terai o delle montagne. Il traffico e l’inquinamento non le hanno sottratto la capacità di attrarre. (Neppure quando dopo il sisma la città accolse sfollati in campi provvisori).Lo fa oramai da vari decenni sin dai “favolosi anni ’60”, quando i primi “avventurosi” viaggiatori vi si recavano affascinati da architetture e atmosfere non solo religiose, più rilassate di quelle presenti nella più eclatante India. Oggi, come Pokhara, non è più la meta preferita dai “freak” che la sceglievano perché in grado di soddisfare le più disparate esigenze a poco prezzo. Oltre alla mitica “Freak Street”, (non molto vi aleggia della vecchia atmosfera), permane il consistente segno di quel periodo anche nella numerosa presenza di un turismo giovanile, tipico di alcune destinazioni, alla ricerca di miti che (pur più duraturi degli alimenti facilmente deperibili), non sono riproponibili all’infinito, ma hanno una scadenza oltre la quale si rischia per lo meno un’indigestione di banalità. (Anche perché “l’alternatività” non può essere mai una caratteristica dei fenomeni di massa).La capitale ora si è trasformata in un luogo turistico in cui trovano la giusta accoglienza ancora giovani “saccopelisti”, ma pure chi ricerchi sistemazioni e servizi con prezzi alti di ottimo livello.*La Durbar Square di Kathmandu è quella che ha subito i maggiori effetti del sisma. Noteremo la differenza rispetto alle altre, per esempio di Patan e Bhaktapur, dove i danni sono stati assai più lievi.**In generale, durante il tempo libero suggeriamo di incontrare la città anche senza seguire uno specifico itinerario. Fatevi consigliare solo dal desiderio di passeggiare in un luogo il cui nome richiami ricordi, racconti di altri, miti, sensazioni e attese che raramente vanno deluse. Si conoscerà una realtà anche decadente, ricca d'architetture impregnate di fascino dell’antico legno, caotica, inquinata, con visi accoglienti, venditori insistenti, “atmosfere fine anni ’60”, oggetti che non riusciremo a non comprare, locali godibilissimi su un terrazzo per un tè e una torta al limone, (da evitare le torte più trasgressive ancora presenti sul mercato del “turismo giovanile alternativo”), Internet Cafè, librerie, offerte di voli “sul tetto del mondo”…Si avrà modo anche di bighellonare nell’area di Thamel, da molti anni cuore pulsante di viaggiatori con locali, ristoranti, sale da tè, centinaia di negozi in cui trovare ogni cosa. Tutto ciò scorrerà brulicante davanti a noi. In particolare ci piace segnalare il “Kaiser Cafè” un ristorante-caffè assai gradevole, in un giardino da gustare, a ridosso proprio del quartiere Thamel. (Non a caso è parte del gruppo ”Dwarika’s).Un giro in risciò a pedali è sempre un’esperienza da fare per giungere in un posto preciso o farsi trasportare senza meta chiedendo al conducente di suggerire lui un itinerario. Nulla vieta che si possa invece decidere di oziare piacevolissimamente per qualche ora in hotel per immortalarlo con la millesima foto.Pernottamento: “Dwarika’s, Heritage Hotel”

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Valle di Kathmandu. Bhaktapur, Patrimonio UNESCO, il centro con più suggestione del Nepal e Changu Narayan, Patrimonio UNESCO, col tempio di Vishnu.  
Mattino: visita di Bhaktapur, nota anche come Bhadgaon, (per chi scrive è certamente la più affascinante località del Nepal).Pomeriggio: Changu Narayan, col tempio nello stato più originale del NepalPranzo: in una pagoda-ristorante, il “Nyatapola Cafè”, in mezzo alla piazza Taumadi di Bhaktapur. Anche questa volta abbiamo scelto un ristorantino “niente di che”, ma in posizione particolare nella piazza più centrale e autentica di Bhaktapur. Bhaktapur Consideriamo questo centro abitato come il più interessante del Nepal. E’ caratterizzato da templi e palazzi riccamente decorati e impreziositi da pietre e legni antichi, ma anche da strade e case comuni assai particolari. Nonostante qualche ammodernamento, conserva l’attraenza di un tipico villaggio medievale, quasi con gli stessi ritmi e attività d'un tempo. Fu capitale dal XIV al XVI secolo. E’ priva di traffico in alcuni quartieri e le strade acciottolate si percorrono a piedi, piacevolmente, tra cortili, piazze, santuari, pozzi, vasche, templi, scene di normale vita quotidiana…e acquisti.Non c’è altra città così in Nepal fatta per pedoni, esigenti e soddisfatti viaggiatori.Arduo elencarne tutti i motivi d’interesse.Changu Narayan* A poco più di 20 km dalla capitale e a 8 da Bhaktapur, su una collina nella zona est della valle, raggiungibile percorrendo una strada panoramica, tortuosa, interessante. La passeggiata che consente di arrivare alla zona sacra si svolge tra negozi che offrono i consueti oggetti artigianali.Per noi è tra le strutture architettoniche antiche rimaste più integre e intriganti dal punto di vista estetico di tutto il Nepal. Inoltre, è normalmente non presa in considerazione dagli itinerari più gettonati.Il tempio è dedicato a Vishnu nelle sembianze del dio addormentato sull’oceano cosmico. E’ la rappresentazione più potente di Vishnu perché dal suo ombelico nasce Brahma, creatore a sua volta dell’universo. Alcune parti risalgono al V secolo. Vale la pena recarvisi per le strutture architettoniche e le raffinate raffigurazioni tantriche. (L’aspetto della religiosità legato anche alla vita e prestazioni sessuali). Sono inoltre presenti statue dell’uomo-uccello, leoni, uomo-leone, Vishnu con dieci teste e a cavallo di Garuda. *Per motivi logistici potrebbe essere invertito l’ordine delle visite. La via centrale che dal parking dei bus porta al Tempio di Changu Narayan mostra l’attivismo ricostruttivo dei nepalesi. Anche nel tempio centrale, rimasto quasi totalmente integro, lavorano giovani restauratori. Può essere anche questo un aspetto che rende ancora più coinvolgenti le visite.Cena in hotel. Abbiamo previsto l’ultima cena a Kathmandu in un ambiente tradizionale, “lussuoso”, di grande atmosfera e fascino che non manca di suscitare consenso e soddisfazione tra chi abbia il gusto di frequentare il “Krishnarpan Restaurant” del nostro hotel. ( HYPERLINK "http://www.dwarikasgroup.com" dwarikasgroup.com). Raffinatezza, varietà delle portate di una cucina locale che sorprende, servita in modo non consueto. (I roboanti aggettivi sono giustificati). Da non perdere. (Nella sala si accede scalzi e si mangia stando seduti a terra su cuscini).Non iniziate senza offrire qualcosa al potentissimo, e permalosissimo, Shiva.Pernottamento: “Dwarika's Heritage Hotel”

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Valle di Kathmandu. La sacra Pashupatinath, Patrimonio UNESCO, e lo stupa di Bodhnath, Patrimonio UNESCO. Trasferimento al Chitwan Park  
Mattino: visita di Pashupatinath e Bodhnath,Pomeriggio: Trasferimento verso il Chitwan Park, dove giungiamo in serata. (Come detto, anche i tempi dei trasferimenti esterni alla capitale possono essere influenzati fortemente dal traffico spesso davvero eccessivo).Pranzo in un ristorantino all’ultimo piano della piazza circolare a Bodhnath. E’ senza particolari pretese. Ci sazieremo osservando dall’alto lo stupa guardandolo negli occhi.Cena nel resort del parco. (Il buffet o il set menù sono “essenziali”)Pashupatinath È il tempio hindu più importante del Paese, e luogo sacro a Shiva rappresentativo dell’intero subcontinente indiano. I pellegrini arrivano da ogni parte del mondo induista. Shiva è il dio distruttore ma anche costruttore. In tale seconda veste, Mahadev e Pashupati, quest’ultimo dio degli animali, ne sono rappresentazione positiva. Immerso nel verde è attraversato dal sacro Bagmati con “ghat”, scalinate che arrivano all’acqua (quando c’è), in cui locali e pellegrini compiono abluzioni e riti funerari o, semplicemente, lavano i panni. Una collina domina la scena con terrazzamenti dove sorgono templi datati anche V secolo. Sulla cima sta il complesso di Gorakhnath con varie strutture sacre, lingam, statue e tridenti disseminati in un largo spazio. Dall’alto si scorge anche il Bodhnath Temple. Venditori e “sadhu” veraci e fasulli, fanno da contorno ad un luogo in cui si concentrano aspetti assai interessanti della religiosità e ritualità induista. Quasi ogni giorno si svolgono funzioni crematorie. Tutto è ovattato da un’atmosfera di “normalità” per noi difficile da comprendere. E’ lasciato alla sensibilità di ognuno il modo con cui osservare eventi che segnano l’addio a persone care. Nessuno impedisce che tali scene siano "oggetto" della nostra attenzione fotografica, e solo a noi spetta il compito di individuare il limite oltre il quale un momento triste possa rischiare d’essere inteso come spettacolo.Bodhnath Non importa se, come alcuni ritengono, sia lo stupa più grande al mondo. Sicuramente è uno dei più vasti, è maestoso ed è la struttura sacra che attrae maggiormente la comunità dei tibetani qui residente. (Alcuni sono profughi fuggiti dal loro Paese alla fine degli anni ’50, dopo la fallita insurrezione contro gli invasori cinesi). Sembra sia dell’inizio dell’VIII secolo. Lo stupa è un monumento buddista a volte deputato a contenere reliquie del Budda. In questo caso, come in tantissimi altri, pare vi sia conservato un suo frammento osseo che, se effettivamente presente, confermerebbe la statura di gigante non solo ideologico-filosofica di Siddharta Gautama. Intorno, sorgono numerosi “gompa”, monasteri del buddismo tibetano, e tantissimi negozietti da cui sarà difficile fare uscire i nostri compagni di viaggio. Verso il Parco Nazionale Chitwan, Patrimonio UNESCO Circa 170 chilometri in 5/6 ore dalla capitale alla regione del parco. Il percorso è interessante per la visione di quanto scorre fuori del finestrino. Il nostro hotel al Chitwan Park, “Jungle Villa Resort” (junglevillaresort.com)Non ha le stesse caratteristiche delle altre due sistemazioni di cui fruiamo in Nepal. Non è “lussuoso” e non ha i servizi dello Shangri-La né, tanto meno, del Dwarika’s, ma la sistemazione è gradevole ed è posto accanto al fiume. Le escursioni e l’andamento della permanenza nel Parco Chitwan, vanno concordati con la direzione dell’hotel che si occupa della loro organizzazione. Sono quindi possibili variazioni al programma qui dettagliato.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Chitwan Park, Patrimonio UNESCO. Barca nell'atmosfera fluviale mattutina e a dorso di elefante nella foresta  
La giornata è dedicata al parco e ad un giro in barca mattutino sul fiume. La permanenza nel parco è finalizzata all’osservazione degli aspetti più caratteristici ed interessanti della zona. Per questo dedichiamo la prima parte della giornata a un'escursione in barca per introdurci nell’atmosfera fluviale del mattino, e cercare di osservare i coccodrilli sulle rive mentre sonnecchiano al sole. Lasciate le piccole imbarcazioni arriveremo sino al centro d'addestramento e ricovero degli elefanti.Dopo il pranzo ci si reca nel luogo dove gli elefanti ci accoglieranno in groppa per condurci nella foresta, alla ricerca di rinoceronti e quant’altro questo luogo possa offrire ai nostri occhi e alle macchine fotografiche.L’incontro con le tigri è previsto a pagina 3 del depliant pubblicitario del parco, mentre raramente non ci s'imbatte nei rinoceronti e vari ungulati.Pranzo e cena nel resort. (Buffet o set menu, normalmente modesti).Alcuni giorni della settimana, prima o dopo cena, può essere previsto uno spettacolo di folclore locale nel giardino del resort, “La danza dei bastoni”. In genere non amiamo organizzare serate con “spettacoli folcloristici locali”. In questo caso, essendo un evento che dipende dalla gestione dell’hotel...Chitwan Park. Il parco copre una superficie vastissima di poco meno di 1.000 kmq che racchiude foreste, praterie, laghetti, fiumi e alcuni villaggi. Numerosissimi sono gli animali presenti nella zona. Tra i più interessanti si segnalano elefanti, orsi, delfini, rinoceronti (sono oltre 500 ed in genere osservabili), coccodrilli (tra cui i gaviali lunghi sino a 6 metri), leopardi e tigri del Bengala (un centinaio, pare). Anche se le possibilità di faccia a faccia con i grandi felini sono non frequenti, il parco regala uno scenario naturale tra i migliori dell’intera Asia, ed è per questo Patrimonio dell’Umanità UNESCO.Pernottamento: “Jungle Villa Resort”

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Trasferimento al Lago di Pokhara (850 m slm), deviazione per il villaggio di Bandipur con atmosfera newari  
Mattino: trasferimento verso Pokhara in bus privato. Deviazione e visita di Bandipur. Pomeriggio: l’arrivo a Pokhara è previsto nel tardo pomeriggio/serata.Pranzo a Bandipur “all’Himalayan Enconters”, piccolo e modesto ristorante posto in posizione invidiabile. Cena in hotel.L’itinerario dal Chitwan Park a Pokhara I circa 180 chilometri totali di percorrenza ci portano nella località col lago più famoso del Paese. Il percorso consente di lasciare la foresta seguendo a tratti lo stesso tracciato dei fiumi che scorrono nelle regioni attraversate. Si è accompagnati da colline, risaie terrazzate, verde squillante, scorci di vette himalayane, gole rocciose, campi coltivati, rapide…Durante l’itinerario, deviazione e salita per raggiungere in bus i circa 1.000 metri di altitudine cui è posta Bandipur.Bandipur E’ un villaggio montano su una cresta a circa metà strada tra la capitale e Pokhara. Vi si giunge percorrendo una deviazione da Dumre, salendo una ripida salita che costringe al senso alternato nel caso s'incontrino altri veicoli. Lasciamo il nostro autobus a Dumre e utilizziamo piccoli mezzi “semoventi” adatti alla stretta strada per la sommità. (Se il nostro bus è di piccole dimensioni non si deve cambiare mezzo).Si trova fuori del circuito turistico più frequentato. (Ancora per poco…). Lo abbiamo scelto perché è un luogo in cui l’atmosfera newari è rimasta (quasi) intatta da quando, circa due secoli fa, i commercianti tra l’India e il Tibet individuarono questa località per costruirvi un centro con templi ed edifici tipici dell’epoca. Molti di questi sono ancora integri e affacciano sulla via principale. Il paesino è particolare e la sosta gradevole. Anche se, nell’ultima visita abbiamo riscontrato tratti “da cartolina” che contrastano l’immagine di Bandipur. (Per anni accuratamente evitata perchè “covo di maoisti”). Qui, abbiamo anche trascorso alcuni interessanti giorni e partecipato alla settimana per “l’educazione a lavarsi le mani e prevenzione delle nascite”.“All’Himalaya Enconters” trascorriamo il tempo del pranzo. È un piccolo hotel-ristorante di cui è proprietario un inglese innamorato del posto. La struttura è di ridotte dimensioni e assai semplice, ma è un esempio di casa ben restaurata con mobili d’epoca e oggetti che ne fanno luogo attraente. Cibo casalingo e vista grandiosa, se le nubi vanno in vacanza altrove.Il nostro hotel a Pokhara: Shangri-La Village Resort ( HYPERLINK "http://www.hotelshangrila.com" hotelshangrila.com).Complessivamente lo riteniamo il migliore di Pokhara, con visione verso uno dei massicci montani più famosi e sacri al mondo, l’Annapurna. Anche se certe stanze risentono dell’umidità della zona lacustre, l’abbiamo scelto anche perché sta fuori dalla zona più frequentata sovraccarica di negozi e alberghi. Sono piccole costruzioni inserite bene in un vasto giardino.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Sveglia presto per l'alba a Sarangkot con lo scenario delll'Himalaya, tempio di Parvati e camminata al Tempio della Pace, barca sul Lago  
*Oggi, prima di colazione, l’accompagnatore e quelli che partecipano al trekking, lasciano il gruppo che è affidato alla guida locale dall’alba a domani, quando si partirà da Kathmandu per l’Italia. All’alba.Il gruppo, con la guida locale*, si reca in bus prima del sorgere del sole su un’altura vicino a Pokhara, Sarangkot. (Farà freddo). Assistiamo all’arrivo del nuovo giorno davanti ad una vasta fetta della catena himalayana. Da est a ovest lo scenario, sontuoso, presenta le cime del Dhaulagiri di oltre 8.000 metri e del Machhapuchhare, perfetto triangolo che buca il cielo, oltre a quella mitica dell’Annapurna. (In realtà, l’Annapurna ha più cime). Le ultime centinaia di metri per il punto panoramico si percorrono a piedi. Siamo nel periodo in cui ci sono migliori possibilità di una visibilità sufficiente a compensare l’alzataccia. Può essere questo un momento tra i più coinvolgenti del viaggio dal punto di vista naturalistico.Al termine dell’escursione si rientra in hotel per la colazione. Chi non voglia andare a Sarangkot può svegliarsi più tardi per iniziare la giornata col gruppo dopo la colazione.Mattino: visita al tempio di Bridabashini (Bindhya Basini) e, facoltativa, camminata in salita di circa un’ora e mezza per arrivare sulla collina che domina il lago su cui si trova la Pagoda della Pace.Pomeriggio: giro in barca sul lago, Isola col Tempio di Varahi. Eventuale tempo libero per passeggiate sul lungolago. Pranzo: nel ristorantino locale Lychee Garden sul lago nella riva opposta al centro abitato. (lycheegarden.com.np) Vi si arriva in barca, o scendendo il sentiero dalla collina con la White Pagoda, la Pagoda della Pace. Cena in hotel.Pokhara È nota per la bellezza del lago (il secondo del Nepal, noto come Phewa, Fewa o Pela), su cui si riflettono cime himalayane. La parte della riva dove sorgono gli hotel è però diventata troppo frequentata, per questo abbiamo scelto un hotel in posizione decentrata. Nel tempo libero ci si potrà dedicare al lungolago per acquisti nei tantissimi negozi, o sostare in uno dei locali frequentati dagli stranieri da oltre quarant’anni. Agli inizi degli anni ‘60 Pokhara era un semplice piccolo villaggio punto di transito di commerci, in una zona con clima mite e aria tersa. Da quel periodo il posto comincia ad attrarre viaggiatori che ricercano bellezze naturali, tranquillità, piccoli hotel e hashish a poco prezzo. Capelli lunghi, jeans sdruciti (non per moda ma per uso), e “fumo” erano tratti comuni a molti visitatori, allora “saccopelisti”. Oggi la zona del lago è, come Kathmandu, meta di un turismo diversificato che trova risposte ad ogni livello di necessità. Chi, nel passato, avesse avuto occasione di recarsi anche sul Lago di Atitlan in Guatemala o a Goa in India, ne avrebbe potuto notare e, eventualmente, apprezzare certe somiglianze nelle atmosfere.Al mattino dopo colazione si va al piccolo tempio di Bindhya Basini risalente al XVII secolo. Non offre particolari attrattive architettoniche se confrontato con altri della Valle di Kathmandu, ma a Pokhara è il complesso religioso più frequentato dai fedeli locali. E’ dedicato a Parvati, la compagna di Shiva, che qui è rappresentata con le agguerrite sembianze di Durga.Subito dopo, chi lo desideri, può recarsi con la guida locale sulla sommità della collina che domina il lago dalla parte opposta al centro abitato. Si tratta di una camminata in salita i cui tempi effettivi sono legati alle caratteristiche specifiche di chi compirà l’escursione. (Ma non vi è una particolare fretta di giungere in cima). Si arriva sino ad un punto panoramicissimo con vista sul lago e sulle cime delle montagne che in questo periodo si offrono più facilmente allo sguardo. La presenza di “bar e ristorantini” rende allettante la sosta. Un’ora di discesa permette d'arrivare sulle sponde del lago dove si trova il ristorante per il pranzo Lychee Garden. Anche questo è modesto ma, vista la posizione, ci dispiacerà andarsene. Chi non vorrà partecipare a questa camminata che impegna buona parte della mattinata, potrà scegliere il lungolago dove sono anche negozi bancarelle e tanti bar che offrono sedie e tavolini ombrati, oppure recarsi in barca direttamente al ristorantino ed attendere qui il resto del gruppo per il pranzo. Nel pomeriggio, direttamente dal ristorante faremo il giro in barca di circa un’ora. Ci allontaniamo verso la riva nordovest, dove le sponde e la Foresta della Regina si riflettono in acqua. Giungeremo anche all’isolotto col piccolo Tempio di Varahi. Come si osserverà, le imbarcazioni sono senza motore per motivi legati alla difesa dell’ambiente. (Sino a pochi anni fa le eccezioni riguardavano la famiglia reale). Al termine, tempo libero per passeggiate nella zona del lungolago.Si può rientrare da soli in albergo per la cena, per avere flessibilità nella gestione dell’ultima parte di oggi. In ogni caso, il nostro bus e guida saranno a disposizione ad una certa ora per tornare in hotel.Pernottamento: Hotel Shangri-La Village Resort

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Mattinata libera a Pokhara, nel pomeriggio volo per Kathmandu e poi per Doha.  
L’ultima mattina di permanenza in Nepal è libera per camminare ancora lungo le rive del lago, fermarsi in uno dei vari bar ristoranti, entrare in uno degli infiniti negozi in cui si trova di tutto, incluso abbigliamento casual e sportivo autenticamente falso…Tra i tanti bar e ristorantini in cui prendere un tè o una birra potreste scegliere anche il “Fewa Paradise”, pretenzioso solo nell’insegna.L’appuntamento per tutti è in hotel per trasferirsi nel vicino aeroporto in tempo per il volo delle 14. (Pranzo libero). In circa un’ora siamo nell’aeroporto della capitale, lo stesso da cui partiremo alle ore 20,45 con volo di linea Qatar QR 651 che arriva a Doha alle 23,40.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Arrivo a Malpensa, via Doha  
All’1,40 volo Qatar QR 123. Siamo a Milano alle 6,15. Pasti e notte in volo.

PARTENZE


19/11/2017 - Sarai accompagnato da:   MARIO VINCENZO ROMUALDI  

Prezzo del viaggio 3.917 Euro TUTTO INCLUSO

Att.ne per questo viaggio non sono previste riduzioni.



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Le condizioni di polizza sono riportate sul catalogo Kel12. Riguardano l’assicurazione medico-bagaglio e quella che copre dal rischio penali annullamento. Il possesso dell’assicurazione è indispensabile per l’effettuazione del viaggio.

 

I prezzi sono ancorati al rapporto di 1 euro = 1,15 USD e possono essere soggetti ad adeguamento valutario. (La parte della quota di partecipazione espressa in USD è pari a circa il 55% della quota stessa).

 

Prenota Senza Pensieri. Tutela il prezzo del viaggio da eventuali adeguamenti valutari.

Modalità:

  • In fase di prenotazione dovrai comunicare la volontà di aderire al “Prezzo bloccato”;
  • Potrai così conoscere da subito l’importo forfettario richiesto a copertura dell’adeguamento valutario, che normalmente viene comunicato fino a 21 giorni prima della partenza;
  • Ovviamente il “Prezzo bloccato” è facoltativo. Decidendo di non aderire, gli eventuali adeguamenti ti verranno comunicati fino a 21 giorni dalla partenza;
  • Il Blocco Prezzi può essere applicato solo alle prenotazioni effettuate fino a 45 giorni prima della partenza.

 

Nel valutare il viaggio, invitiamo a porre la dovuta attenzione all’inclusione dei vari supplementi, e alla dettagliata specificazione dei servizi. Tra gli altri: qualità ed accuratezza del programma, la scelta degli hotel, (in particolare il “Dwarika’s”, albergo straordinario di cui fruiamo per 4 notti), l’indicazione di tutti gli hotel e ristoranti, (non solo generica segnalazione di categoria), numero dei pasti, itinerario del volo e compagnia aerea e, voce tra le più interessanti perché incide notevolmente sul costo finale, presenza di un accompagnatore dall’Italia.

Per partecipare al viaggio occorre versare un acconto del 25% del totale.

Saldo entro il 18 ottobre 2017.

 

LA QUOTA COMPRENDE

- Voli di linea della compagnia Qatar (o altra compagnia IATA) andata e ritorno da Milano Malpensa a Kathmandu via Doha.

(L’assegnazione dei posti è di pertinenza delle compagnie aeree. Nel caso ci giungano particolari richieste, le inoltreremo alla compagnia che, solitamente, risponde con una “presa d’atto”. Il suggerimento più opportuno è quello di recarsi in aeroporto prima possibile in modo da richiedere direttamente, se disponibili, le sistemazioni gradite).

- Volo di linea interno da Pokhara a Kathmandu

- Trasferimenti interni in autobus privato.

- Pensione completa dal pranzo del giorno d'arrivo alla colazione di quello della partenza, come da programma dettagliato.

- Biglietti per gli ingressi, visite e quanto esplicitamente indicato nel programma.

- Guide locali parlanti italiano per tutto l’itinerario.

- Supplementi alta stagione nei voli e servizi a terra

- Portabagagli negli hotel

- Accompagnatore dall’Italia con minimo 8 partecipanti, massimo 15. L’accompagnatore lascia il gruppo il giorno prima della partenza per l’Italia, per partecipare al trekking facoltativo.

 

ALBERGHI : 

Indichiamo gli hotel perché, oltre ai nostri giudizi e classificazioni locali ne possiate individuare le caratteristiche e verificare se corrispondono alle Vostre aspettative.

-Kathmandu: 4 notti al “Dwarika’s Heritage Hotel”  (dwarikas.com)

-Parco Chitwan: 2 notti “Jungle Villa Resort” (junglevillaresort.com)

-Lago di Pokhara: 2 notti Shangri-La Village Resort (hotelshangrila.com)

 

LA QUOTA NON COMPRENDE

- Bevande e spese personali.

- Mance, suggeriamo circa € 90 per tutti i fornitori di servizi. L’accompagnatore può provvedere alla distribuzione considerando anche la qualità delle attenzioni ricevute.

-Tasse aeroportuali internazionali, € 312 (da riconfermare). Non sono incluse perché le compagnie aeree possono variarle in relazione ai costi del carburante, sicurezza o altro che dipenda dal loro insindacabile parere. Più in generale, enti e autorità locali possono variare o introdurre tasse o spese ora non segnalate.

- Partenze diverse da Milano e voli in business: disponibilità e costi su richiesta

- Visto d’ingresso, all’arrivo in Nepal occorrono 30 usd e due foto formato tessera

- Tutto quanto non esplicitamente indicato ne “La quota  comprende”. 

OMINO

(Informazioni solo indicative da approfondire direttamente con l’accompagnatore)

          Trekking facoltativo

“la via delle felci, verso l’Annapurna”

8 giorni dal 27 novembre al 5 dicembre

 

Complessivamente il nostro viaggio presenta due aspetti. Il primo, artistico/culturale, è legato alle visite di Kathmandu e della sua valle. Il secondo, naturalistico, prevede il Parco Nazionale Chitwan e la zona del lago di Pokhara.

Per  la seconda volta introduciamo una variante facoltativa, “La Via delle Felci, verso l’Annapurna”, che amplifica il rapporto con la terra nepalese. Crediamo possa intrigare gli amanti del trekking, accessibile a tutti quelli che amino scarpinare tra i monti (ma che siano ben abituati ad andare in montagna per evitare di trasformare una potenziale esperienza positiva in una sofferenza certa). A chi voglia assaporare per alcuni giorni il Nepal delle montagne, proponiamo alla fine del programma di gruppo un “facile” trekking nella regione dell’Annapurna partendo da Pokhara.

Ci fa piacere evidenziare che si tratta di un percorso tra sentieri spettacolari che puntano in direzione di vette i cui nomi sono da sempre forte richiamo e suggestione per gli appassionati della montagna.

La nostra proposta è particolare perché è “personalizzabile”. Infatti, ogni singolo partecipante, incluso l’accompagnatore, sarà assistito da un portatore/”guida” e potrà decidere, sulla base di un itinerario di massima (che può essere anche variato dagli interessati), e nostri suggerimenti, quanta strada percorrere in un giorno, dove fermarsi per riposare, bere un tè, consumare i pasti, pernottare…

Prevediamo un appuntamento il 5 dicembre (o il 4) nel punto più distante in cui si presuppone si possa arrivare, per rientrare a Pokhara/Kathmandu con un volo o con altri mezzi. È possibile che ci incontriamo più volte durante lo svolgimento. Non vi sono però, come detto, tappe quotidiane prestabilite e anche l’arrivo ad una richiamata meta comune, è puramente indicativa per garantire quella flessibilità che è la caratteristica della nostra proposta, perché consente di non doversi sforzare per mantenere necessariamente un certo ritmo.

L’importante è, di tanto in tanto, se possibile, comunicare con i cellulari e darsi eventuali appuntamenti lungo l’itinerario. L’essenziale è stabilire bene come si voglia rientrare a Kathmandu in tempo per il volo del 5 dicembre. Essere accompagnati e assistiti dai portatori/”guide” dotati di un inglese davvero elementare, (la gestualità aiuterà a comunicare l’essenziale), ma che ben conoscono l’itinerario, garantisce la necessaria sicurezza e richiamata elasticità.

Proponiamo un prolungamento del soggiorno in Nepal di 8 giorni perché pensiamo, avendolo effettuato personalmente, che possa essere sufficiente per un’esperienza gratificante nella regione indicata.

“La via delle felci, verso l’Annapurna” l’abbiamo elaborata ritenendo che sia gradevolmente e opportunamente praticabile non solo per la presenza dei portatori/”guida”, ma anche perché i sentieri sono in genere ben visibili ed è difficile (ma non impossibile) smarrirsi. Sono, infatti, gli stessi che i nepalesi percorrono da secoli per spostarsi da un villaggio all’altro. Inoltre, in questo periodo vi è una visibilità delle montagne negata negli altri mesi. Infine, e soprattutto, per la presenza diffusa di piccoli lodge e ristorantini che consentono ad ognuno, secondo la propria discrezionalità, di fermarsi per bere mangiare riposarsi e dormire dove voglia.

(A me è capitato, per esempio, un giorno in cui avevo previsto di camminare 6/7 ore, di fermarmi dopo meno di 2 ore a prendere un tè in uno dei tantissimi posti in cui è possibile bere, mangiare o dormire, e di restarci un giorno e mezzo perché il luogo era particolarmente attraente. Ne ho approfittato per rilassarmi un giorno intero e fare un’escursione nei dintorni. Un altro giorno, invece, pur avendo preventivato un cammino di 4 ore ho preferito andare avanti per oltre 10.

Per apprezzare pienamente l’incontro con paesaggi gente e villaggi, occorre quindi non avere fretta e seguire essenzialmente il proprio ritmo.

Indispensabile nella scelta e preparazione del trekking è la guida edita nel 2010 dalla Lonely Planet “Trekking in Nepal”. Essendo non sempre possibile il suo reperimento, possiamo fornire noi copia delle pagine che ci interessano.

La proposta non è “un’impresa”. Il tutto nasce dall’esigenza, come detto, di evitare la componente più negativa del trekking in gruppo: la necessità di procedere tutti con lo stesso passo. Chi va in montagna sa, invece, quanto sia importante poter camminare con i propri tempi. L’esperienza diretta dell’accompagnatore conferma questa possibilità. Ciò però non toglie che se alcuni degli interessati lo vogliono, possano procedere insieme durante una parte o tutto il trekking.

Abbiamo voluto chiamare questo percorso “La via delle felci, verso l’Annapurna” proprio per la presenza lungo l’itinerario di felci che caratterizzano il paesaggio. L’insieme è condito dal suono di torrenti, fonti, sorgenti, fiumi, cascate, dall’attraversamento di ponti sospesi…e dalla visione netta di cime come l’Annapurna e il Machhapuchchare, che finalmente lasciano le pagine delle riviste di montagna per divenire visione ravvicinata. Da non sottovalutare  le visite di piccoli centri e architetture sacre davvero interessanti.

A richiesta posso fornire direttamente agli interessati altri particolari prima dell’adesione al viaggio.

Per garantire l’estensione trekking non è previsto un numero minimo di partecipanti: l’accompagnatore prevede il trekking anche da solo.

L’estensione inizia la mattina del 27 novembre e si conclude la mattina del 5 novembre dopo aver percorso, in tutto o in parte, l’itinerario da Beni a Jomson. È adatto anche a chi privilegi la salita e abbia problemi in discesa.

Itinerario schematico:

da Beni, dove si arriva in circa 3 ore di auto da Pokhara, cominciamo a camminare. Si prosegue per Tatopani, Dana, Rupse Chhahara, Kopchepani, Ghasa, Lete, Kalopani, Dhampu, Kokhethati, Larjung, Khobang, Tukuche, Marpha, Jomson.

Il percorso si può effettuare seguendo in parte le sterrate percorse dalle jeep o scegliere i sentieri pedonali. Alcune località sono infatti collegate da strade carrozzabili e altre stanno per esserlo. Ciò consente la possibilità, se non si intende percorrere tutto l’itinerario a piedi, di ricercare passaggi in auto.

Si può giungere a Jomson, o anche oltre sino a Kagbeni, Shyang, Muktinath, con paesaggi entusiasmanti, andando quasi sempre in salita e prendendo un aereo da Jomson per Pokhara/Kathmandu o tornando in fuoristrada.

Nulla toglie che qualcuno possa decidere di arrivare e tornare da Jomson a piedi.

Ovviamente i tempi di percorrenza dipendono dallo stato di forma di ognuno, dal ritmo che si vuole dare al percorso e dalla propria esperienza, dalle caratteristiche dell’ambiente e dei sentieri.

Tutte le località indicate, ma anche altre non menzionate, possono essere luogo di sosta per pasti o pernottamenti. Come detto, alcuni sentieri sono stati, o stanno per essere, trasformati in carrozzabili, per la gioia o la disperazione dei locali e dei trekkers).

 

 

PROGRAMMA SCHEMATICO PER I PARTECIPANTI AL TREKKING

 

(Il programma definitivo sarà stabilito dalle scelte di ognuno, dai costi e dalle disponibilità dei servizi da appurare su richiesta: voli interni, trasferimenti in auto, pernottamenti… Per questo ribadiamo la necessità di contattare direttamente l’accompagnatore/programmatore per tutti gli aspetti relativi al trekking).

 

1° giorno, lunedì 27 novembre

Pokhara Beni, 3 ore in auto, e inizio camminate…

(Altra opzione possibile è quella di lasciare Pokhara la sera del 26 novembre, dormire a Beni o nelle vicinanze e fruire il 4 dicembre del pernottamento allo Shangri-la)

 

8° giorno, lunedì 4 dicembre

A Jomson ci aspettano i mezzi che ci riportano a Pokhara.

Cena e pernottamento al Shangri-La Village Resort.

(Si può anche decidere di prendere un volo il giorno dopo Pokhara/Kathmandu)

 

Martedì 5 dicembre – volo Pokhara/Kathmandu, volo per l’Italia

Mattinata libera e trasferimento nel vicino aeroporto in tempo per il volo delle 14. In circa un’ora siamo nell’aeroporto della capitale, lo stesso da cui partiremo alle ore 20,45 con volo di linea Qatar QR 651 che arriva a Doha alle 23,40.

 

Mercoledì 6 dicembre  - Partenza da Doha e arrivo a Milano.

Connessione con Qatar QR 123 alle 1,40. Siamo a Malpensa alle 6,15. Pasti e notte in volo.

 

 

COSTO DEI SERVIZI

Li forniremo agli interessati sulla base delle loro scelte e disponibilità. Normalmente l’organizzazione fornisce:

-         portatore/”guida”,

-         trasporto da e per Pokhara sino al punto di inizio e fine trekking,

-         permessi per ingresso e transito nelle zone indicate,

-         varie assicurazioni anche per i portatori,

Sono in genere a carico dei partecipanti le spese che dipendono dalle scelte che ogni singolo effettuerà tra cui:

- pasti, bevande, pernottamenti durante il trekking dal pranzo del 27 novembre a quello del 5 novembre

-mancia per il portatore,

-tutto quanto il partecipante deciderà autonomamente

 

 

 

 

 

 

 

OMINO

 

INFORMAZIONI GENERALI

 

Il trekking in questa parte del Nepal è diverso da come normalmente può essere inteso. Non si percorrono itinerari isolati. E’ un’esperienza che permette un contatto con la realtà locale perché si attraversano territori da sempre abitati da varie etnie. La regione interessata si presta ad essere percorsa utilizzando gli stessi sentieri che i locali usano da secoli per spostarsi dalle loro case, andare a scuola o coltivare i campi…

In questo modo, cosa difficile in altre situazioni, si incontrano persone nell’habitat naturale osservandone la loro quotidianità. Qui il trekking è proprio questo, una duplice esperienza: contatto con una natura caratterizzata dalle alte vette che osservano il nostro cammino mentre attraversiamo ponti, boschi, fiumiciattoli, radure, sentieri ornati da enormi felci…e con gli uomini le donne e i bambini che vi abitano.

Non c’è bisogno di traportare tende, vi sono sufficienti lodge, locande, rest house, case private, che offrono accoglienza per la notte, preparano l’acqua calda per una doccia, mettono a disposizione una stanza per dormire a volte senza la necessità di usare il proprio sacco a pelo.

Un portatore/”guida” che conosce la zona e può comunicare con noi anche se solo con uno scarso inglese, è il nostro supporto indispensabile. Non solo perché trasporta grossa parte del nostro bagaglio, (a noi spetta il compito di dotarci di uno zainetto in cui mettere l’indispensabile per la giornata di cammino), ma ci consiglia e aiuta nel vivere al meglio questa esperienza con opportuni suggerimenti e facendo da “mediatore” con la situazione locale.

Il periodo scelto è certo buono per il trekking: clima e visibilità delle vette sono impossibili nello stesso modo in altri momenti dell’anno. Il cielo è normalmente terso e il sole, specie al mattino, regala temperature sino ai 3000 metri che possono aggirarsi anche intorno ai 25 gradi. Di notte un buon sacco a pelo è sufficiente per adeguarsi alle temperature generalmente sopra gli zero gradi. Ovviamente, nessuno dimenticherà di avere con sé un adeguato k-way e mantella contro la pioggia, sempre possibile in ogni stagione e parte del mondo, specie in montagna.

Il nostro, come detto, è un “trekking dolce” e personalizzabile, ma ciò non toglie che per renderlo effettivamente gradevole, sia necessario essere in forma adeguata rispetto all’esperienza che si sceglie di vivere. Anche l’equipaggiamento, pur non dovendo prevedere particolari attrezzature, (saremo in zone abitate con pernottamenti al massimo intorno ai 2800 metri), deve essere attentamente curato. E’ però importante ricordare che avendo a disposizione un portatore ed essendo generalmente facile trovare da mangiare e dormire lungo il percorso, la dotazione potrà essere ridotta all’essenziale.

“Lodge”, “tea house”, “rest house”, “hotel & lodge”, “bhatti”, case private, (con o, più spesso, senza bagno in camera, con o senza energia elettrica), consentono sistemazioni assai semplici ma in cui non manca l’essenziale. (Per esempio, spesso è possibile farsi la doccia perché vi è un locale apposito o perché la padrona di casa mette a disposizione l’opportuna acqua calda).

In genere si tratta di lodge a conduzione familiare con un’ospitalità che da una quarantina d’anni facilita, e spesso arricchisce, le esperienze personali. (Anche se occorre mettere nel conto che alcune notti si debba dormire in una camerata con una decina di persone).

Tutto è all’insegna della semplicità. Ma, a volte, sono proprio un “banale”  tavolo all’aperto per un tè al sole, una terrazza su cui pranzare con viste inusuali, una cena calda dopo una giornata di cammino…ad essere tra i momenti di relax che più si ricorderanno.

Lo sviluppo del trekking sta, inoltre, favorendo la nascita anche di sistemazioni accoglienti di cui si potrà eventualmente fruire.

In genere, una volta giunti nel lodge in cui si può dormire, si ordina anche la cena in modo da facilitare il servizio per poter cenare ad una certa ora. (In alcune situazioni, anche se è sempre più raro per gli “accordi di cartello” praticati opportunamente dai vari gestori, è anche possibile contrattare il costo del pernottamento).

Stufati, carne (essenzialmente pollo), verdura, zuppe, lenticchie, uova, pane non lievitato, patate, ma anche “pizza”, torta di mele e altri dolci…tutto è più appetitoso considerando dove si è.

Nulla impedisce che ci si porti dall’Italia il classico parmigiano sottovuoto, o quant’altro possa arricchire i pasti o costituire un gradito intermezzo. Normalmente i pasti sono “soddisfacenti”, se non si pretende ciò di cui il posto non può disporre.

Per il bere non vi sono problemi. Ricordando che è indispensabile bere solo da bottiglie da noi aperte, (e che occorre evitare di bere da qualsiasi corso d’acqua o rubinetto), è possibile in più occasioni durante la giornata trovare acqua minerale, tè (preferibile senz’altro il “black tea”, il tè nero senza latte), birra, Coca Cola e altri soft drinks il cui prezzo, naturalmente, sale coll’allontanarsi dal punto di partenza del trekking e col crescere dell’altitudine.

(Acqua minerale: il  suo eccessivo uso produce una mole impressionante di vuoti in plastica il cui smaltimento è un grande problema. Per questo, si invita a farne un uso moderato sostituendo dove possibile l’acqua imbottigliata con quella opportunamente depurata o con altro come per esempio il tè disponibile in ogni punto di sosta).

Per avere più probabilità di fruire individualmente di stanze, consigliamo già dal pomeriggio di informarsi sulle disponibilità nei vari lodge che si incontrano. Viaggiare non in gruppo facilita tra l’altro la possibilità di fermarsi dove si ritenga più opportuno.

Le strutture più diffuse sono in genere composte di una “la sala da pranzo” arredata con più tavoli o un solo tavolone con sedie o panche. Le stanze da letto normalmente possono essere piccole con letti “essenziali” e la toilette è spesso comune. Quasi sempre, se non vi è un rudimentale “impianto doccia”, si può richiedere un secchio di acqua calda che, in certe circostanze, è più gradito di una “Jacuzzi”.

OMINO

Il trekking non necessariamente è uno sport “impegnativo”. Dipende dagli obiettivi che si scelgono e dalla propria forma fisica. Ognuno, quindi, è in grado meglio di chiunque altro di decidere se partecipare e quanta strada percorrere in un giorno, secondo i propri personali desideri e condizione fisica.

Non si propone un trekking con un certo numero di chilometri e ore di cammino giornaliero, e la “fatica” quotidiana non è imposta da nessun ritmo deciso da altri. E’ comunque indispensabile, proprio per godere appieno dell’esperienza, di una certa pratica di camminate montane, per valutare opportunamente cosa fare e non giungere la sera troppo stanchi per godersi ore di relax o un tramonto sorbendo qualcosa di gelato o caldo.

Si può quindi tranquillamente procedere da soli col proprio passo, ma avendo l’accortezza di avere al proprio fianco il portatore perché in montagna è sempre bene avere qualcuno accanto.

Nelle zone da noi percorse non vi sono pericoli particolari. Occorre solo la normale attenzione che la montagna richiede specie quando non si è in un territorio familiare.

Dormire e mangiare nei “lodge”, e procedere senza vincoli, permette flessibilità e deviazioni anche dall’itinerario principale.

Si raccomanda ovviamente di fare attenzione ai propri averi e si consiglia di non portare con sé cifre elevate. Tenere presente che le spese cui bisogna far fronte direttamente, sono quelle relative al mangiare bere e dormire che, secondo le personali esigenze e disponibilità, possono aggirarsi intorno a qualche decina di dollari al giorno. (Il costo più rilevante può essere dato dal pernottamento che dipende dalla qualità del lodge e dall’altitudine cui si trova). Tra i costi occorre aggiungere la mancia al portatore, che varia molto in relazione al rapporto che si stabilisce individualmente. (Normalmente occorre dotarsi di moneta locale per le spese di pernotto, mangiare e bere).

In genere, buona norma vorrebbe che alla fine del trekking si regali al portatore una parte della propria attrezzatura e/o abbigliamento.

Il percorso da noi suggerito, interessante per i luoghi attraversati e le visioni montane, non ha bisogno di particolare “capacità alpinistica”, non è una spedizione. Occorre avere la capacità di camminare lento e costante. E, la lentezza e la costanza, sono decise da ognuno indipendentemente da quella degli altri, i quali, a loro volta, andranno col proprio passo. E’ questo l’unico modo per un adeguato dispendio di energie e far si che il godimento che si ricava da quello che si sta facendo, “camminare guardando”, sia superiore alla fatica necessaria per andare avanti.

Come rilevato, il periodo in cui andiamo è tra quelli più opportuni, anche se si va incontro al freddo. Ma, ciò non lo sappiamo solo noi. E’ anche il momento con più presenze lungo gli itinerari maggiormente interessanti. Andare però da soli o in due, consente anche di evitare uno dei potenziali problemi logistici: trovare una stanza in cui dormire in uno dei tanti villaggetti o gruppi di case sparsi lungo l’itinerario.

Sicurezza. Fino a qualche anno fa la situazione era più rilassata e i furti costituivano un fatto raro. Ora è un fenomeno presente come in tutti gli altri luoghi dove si ritiene che vi sia qualcosa di valore da rubare. Particolarmente appetibili possono essere attrezzature fotografiche, denaro e in generale gli oggetti più costosi.

Il fenomeno è in crescita ma riguarda soprattutto quelli che amano pernottare all’aperto in tende isolate. In ogni caso, si consiglia di adottare le normali accortezze utili a prevenire spiacevoli episodi.

 

ATTREZZATURA E ABBIGLIAMENTO

Aver scelto di dormire e mangiare nei lodge, e di non giungere generalmente a quote superiori ai 3000 metri, consente di ridurre l’equipaggiamento.

L’elenco che forniamo, oltre a essere generico incompleto e senza un particolare ordine, è puramente indicativo e rispecchia solo le specifiche esigenze di chi scrive.

Si ricorda che nella capitale e a Pokhara è possibile acquistare materiale di ogni tipo, anche usato, di marche note originali o contraffatte.

 

Zaino (di dimensioni opportune a contenere massimo i 16 kg di peso che può caricarsi il portatore/”guida”)

Zainetto, che portiamo noi, in cui introdurre ciò che necessita durante la giornata

Scarponcini da trekking, ben collaudati

Scarpe leggere (da “riposo”)

Ciabatte

Bastoni da usare specie in discesa

Indumento ben impermeabile (k-way, poncho, mantella, ombrello…)

Buste impermeabili per oggetti che si vogliono proteggere dalla pioggia (inclusa una protezione per lo zaino che si dà al portatore)

Tappi orecchie

Lamette

Schiuma da barba

Saponetta, shampoo

Crema protettiva per viso e labbra

Salviettine umidificate

Coltello tascabile

Medicinali (Quelle essenziali e di emergenza nello zainetto personale, il resto al portatore.  Ricordarsi di cerotti e medicamenti contro le vesciche).

Accendino

Asciugamano

Calze, calzini e intimo

Cappellino

Materiali di conforto (parmigiano, caramelle, cioccolata, grappa...)

Carta igienica

Kit per il cucito (ago, filo, qualche bottone...)

Borraccia

Sacco lenzuolo, sacco a pelo

Magliette, camicie, calzamaglia, guanti, berretti di lana…sono tutti elementi di abbigliamento che possono essere ritenuti più o meno essenziali in relazione al rapporto che si ha con le temperature medie indicate. Le medie riportate sono, appunto, delle medie e quindi in quanto tali vanno valutate con la dovuta relatività.

Felpa, pile

Giacca a vento (piumino o fibra sintetica) di cui si sia collaudata la tenuta termica, con cappuccio, che sia adatta a condizioni climatiche diverse

Pantaloni pratici e pantaloncini con tasconi (sconsigliato per le donne pantaloncini troppo corti)

Binocolo

Lampada frontale, altra lampada, pile di ricambio

Occhiali, 2 paia per ogni tipo (sole, vista…)

Rupie e dollari

Letture

Mappa, bussola, guide…

Fotocopie passaporto

4 foto per i vari permessi

Cellulare, carica batterie

 

 

Bene a sapersi

Bene a sapersi, prima di decidere l’adesione:

 

CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO

 

Il viaggio prevede tempi opportuni per le visite, occasioni di tempo libero per attività individuali e più pernottamenti consecutivi (4+2+2) per rendere più rilassante la proposta e non costringere a rifare la valigia tutti i giorni.

Normalmente le cene sono in hotel, e i pranzi in ristoranti esterni per non dover rientrare in albergo, anche se in corso di svolgimento si potrà variare qualche ristorante. Gli orari dei pasti potranno non coincidere con le ore canoniche, per non essere obbligati a conformare il programma in funzione di questi.

I pranzi, come segnalato, potranno a volte non essere all’altezza, perché ripetitivi e di qualità non eccellente, del livello complessivo degli altri servizi.

In generale è possibile una certa elasticità nella gestione del programma per permettere di variare l’ordine previsto in relazione ai reali tempi di spostamento e specifici aspetti riscontrabili in loco.

Per i trasferimenti interni preferiamo  il bus per non subire particolari vincoli nel gestire il tempo. È indispensabile considerare i trasferimenti via terra non come disagio per raggiungere le varie località, ma come modo più opportuno per un rapporto il più ravvicinato possibile con la realtà locale. I minibus con pochi posti sono di norma giapponesi, quelli per gruppi più consistenti sono in genere indiani e di non recente fabbricazione. I bagagli potrebbero essere trasportati sul portapacchi esterno.

Prevediamo un volo interno da Pokhara a Kathmandu per ottimizzare i tempi nell’ultimo giorno in Nepal.

Garantiamo un accompagnatore dall’Italia che ben conosce il Nepal e la sua complessa cultura, per contribuire a filtrare i diversi aspetti di una realtà così diversa dalla nostra, tenendo presente la nostra sensibilità occidentale.

Per cause di forza maggiore o legate a scelte del corrispondente, è possibile che il programma e gli hotel indicati possano subire delle modifiche che, in ogni caso, mantengano inalterata la qualità complessiva dei servizi offerti.

 

Voli facoltativi sulla catena himalayana

A Kathmandu, e forse anche a Pokhara, sono possibili voli per osservare la catena himalayana su piccoli aerei. Il primo mattino è consigliabile per la visibilità e perché più facilmente conciliabile col programma. Ognuno può decidere il volo quando vorrà, consapevole che il resto del gruppo procederà con le attività previste.

Gli eventuali interessati potranno direttamente ricercare le condizioni più convenienti per tali voli. I prezzi variano e in genere il pagamento è richiesto prima del decollo. Non sono previsti rimborsi anche se la visione delle montagne non risponderà alle aspettative. Anche nel caso in cui, per aderire alla richiesta degli interessati, il tour leader la guida locale o il corrispondente dovessero prenotare il servizio, ribadiamo l’estraneità dell’organizzazione all’andamento del volo, agli aspetti assicurativi e commerciali stabiliti tra gli interessati e la società che fornisce il volo stesso.

 

Acquisti.

Meglio usare il tempo libero per provvedere autonomamente e andare dove meglio si creda. Ricordiamo l’esigenza di contrattare, di evitare di comprare “antichità”, salvo che non si richiedano le relative autorizzazioni, di non superare i limiti nel peso del bagaglio, di rispettare le modalità di importazione in Italia di oggetti considerati armi.

Possibili acquisti: marionette, tappeti, maschere in cartapesta, stuoie, carta-riso, “thangka”, CD (vietato importare in Italia quelli “taroccati”), copricapo (“topi”), pashmina locale e indiana, (vietatissimo lo “shahtoosh”), ruote-preghiera, tè, spezie, incensi, vestiti confezionati in giornata, gioie in argento corallo e turchese, oggetti in legno e bronzo, “khukuri” (coltelli dei Gurkha)...

 

Clima

Il periodo scelto è certamente buono. Medie delle temperature minime e massime a novembre riscontrate negli ultimi anni: Kathmandu 8/22 gradi, Pokhara 12/24, Parco Chitwan 14/26. La stagione dei monsoni è passata e i freddi consistenti devono ancora venire. Il cielo è terso e di norma consente visibilità delle cime montane non possibile in altri mesi. Non vi sono informazioni specifiche su tutte le località visitate, ma in generale si hanno giornate soleggiate, clima mite, cielo terso e vegetazione rigogliosa grazie alle piogge ricevute col monsone.

Teniamo presente che le medie indicano solo una possibilità, che le variazioni climatiche terrestri impediscono previsioni attendibili e che ognuno risponde alle stesse condizioni in modo diverso.

 

Sanità, norme doganali, varie.

Situazione sanitaria. Usare le normali cautele verso bevande e cibi. Non v’è obbligo di vaccinarsi o profilassi. Ognuno risponde diversamente alle condizioni ambientali, climatiche, alimentari e sanitarie. Quindi, oltre alle generiche indicazioni fornite da enti, autorità e da noi stessi, si suggerisce caldamente, in relazione alle proprie caratteristiche personali di rivolgersi ed attenersi alle indicazioni del proprio medico e ASL.

Gli uffici doganali possono, tra l’altro, sanzionare chi contravvenga alle norme in materia di qualità e quantità delle importazioni. Si evidenzia che è lecito importare merci con valore d’acquisto non superiore a 175 euro.

Come previsto dalle nostre autorità, rammentiamo che la legge punisce i reati di natura sessuale anche se commessi all’estero.

Nel dubbio su questi o altri aspetti consultare accompagnatore e guida locale.

 

Formalità e visto

Sono necessari il passaporto con validità minima di sei mesi e 2 foto (4 per chi scelga il trekking) di opportuno formato per il visto all’arrivo in Nepal.

L’organizzazione non risponde di problemi derivanti dall’inosservanza dei consigli forniti ai partecipanti e dalla non congruità della documentazione idonea a svolgere il viaggio e ottenere il visto.

Munirsi di altre due foto e fotocopia del passaporto, utili in caso di smarrimento del documento.

 

E’ opportuno dotarsi di*:

Una sufficiente scorta di adattabilità a costumi, usi religiosi, norme legali e di comportamento, alimentazione, condizioni ambientali, ritmi e quant’altro contrasti la nostra quotidianità.  

Creme solari, occhiali da sole, cappellino, un indumento impermeabile (utile anche se non si è nella stagione delle piogge), e uno pesante considerando che Kathmandu è a circa 1.300 metri e che sta per arrivare il freddo vero.

Medicinali d’uso personale (tra cui disinfettante intestinale).

Abbigliamento pratico e rispondente alle caratteristiche dei luoghi visitati.

Scarpe comodissime, calzini di ricambio per visite nei templi.

Un costume da bagno, da usarsi in piscina durante l’eventuale tempo libero.

Una pila, un adattatore universale per le prese elettriche.

Un porta valori pratico e sicuro del tipo “a collo”, o cintura con tasca da indossare sotto i vestiti. Evitare il classico marsupio.

Opportuni zampironi, “Autan” (si trova pure un “Autan Plus”) o similari.

*Questi suggerimenti non sono relativi anche ai giorni di trekking.

 

 

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