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IN VIAGGIO CON TAM

ASIA / Uzbekistan

Khiva, Bukhara, Samarcanda, ma anche Tashkent e Shakhrisabz riempiono il più ricco percorso culturale che esista in Asia Centrale. A riprova di ciò, i centri storici di tutte queste località, tranne Tashkent, sono Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Proponiamo un vero viaggio, attraversando l’intero Uzbekistan e migliaia di anni di storia, da ovest a est, in bus, comodo e veloce treno e aereo.
Itinerario schematico: volo diretto da Malpensa per Urgench, Khiva 1 notte; volo per Bukhara, 2 notti; Samarcanda 2 notti, Shakhrisabz; treno per Tashkent, 1 notte.
Ci consentiamo otto giorni di viaggio utilizzando due fine settimana e solo cinque giorni infrasettimanali.
I servizi selezionati sono tra i migliori che l’Uzbekistan possa offrire. Abbiamo inserito, ove disponibili, pernottamenti in strutture quasi sempre centrali che ci regalino un pizzico di quell’atmosfera che ci aspettiamo di trovare in luoghi che richiamano storie antiche, anche a costo di qualche comodità in meno.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 2300 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 65 Impronte del Club.
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Durata

8 giorni e di 6 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 15 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 18 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Volo diretto da Milano a Urgench  
Volo diretto di linea da Milano Malpensa della Uzbekistan Airways per Urgench HY256 alle 21,15. L’appuntamento del gruppo con l’accompagnatore (Mario Romualdi, tel. 340 3475697) è fissato al banco accettazione alle 19. Pasti e notte in volo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Khiva, figlia di Sem  
Arrivo alle 5,45. Accoglienza in aeroporto da parte di un rappresentante del nostro corrispondente e della guida locale. Disbrigo delle formalità aeroportuali, in genere non celeri, e trasferimento a Khiva distante 40 chilometri dove si giunge dopo circa un’ora. Si va in hotel per la prima colazione. (Evitiamo di prendere possesso delle stanze per non essere tentati da pericolose pennichelle e poter utilizzare al meglio tutto il tempo disponibile a Khiva, tenendo presenti le scarse disponibilità di voli per Bukhara. Si tornerà in hotel nel pomeriggio quando, terminate le visite, si potrà gestire discrezionalmente il tempo sino alla cena, dopo la quale si suggerisce di non perdere l’occasione di una passeggiata nel cuore storico, approfittando della posizione del nostro hotel).Il primo impatto con l’Uzbekistan non potrebbe essere più brutale. Ci si trova subito di fronte al luogo che forse più di tutti presenta immediatamente un tempo antico. E, per introdurre le suggestioni che sorbiremo in quella che è stata una delle oasi più isolate sulla Via della Seta, non è neppure necessario richiamarne le leggendarie origini che si vorrebbero legate addirittura a Sem. Qui, verrebbe voglia di non essere costretti ad ascoltare pur interessanti descrizioni, racconti e ricostruzioni storiche. Camminare senza particolare meta, e da soli, è il modo migliore per rapportarsi con vicoli tortuosi che conducono a minareti, madrase, moschee, palazzi, semplici case. Il tutto è protetto ancor oggi da meno di tre chilometri di mura di fango, che attorniano un vecchio cuore urbano Patrimonio dell’Umanità UNESCO, su cui non bisogna perdere l’occasione di salire. Raramente troveremo un altro posto che si lasci percorrere piacevolmente tutto a piedi come questo. Non potendo evitare le parole della guida locale, possiamo però ridurre al minimo quelle della presentazione scritta in modo che l’incontro con Khiva sia il meno edulcorato possibile. (Anche Khiva, però, ha una pecca. Piace a troppi). Pranzo nel ristorante locale Yasavul Bashi (Yasaulbashi) e cena in hotel. Il nostro albergo a Khiva, “Orient Star” 3*, o similare HYPERLINK "http://www.khiva.hotelorientstar.com" www.khiva.hotelorientstar.comDormire in una cella, anche se non di un carcere, non è molto confortevole. Tutto è “essenziale” (spazi, arredi, suppellettili…). Tranne l’atmosfera, garantita dall’essere ospitati in un'ex scuola coranica ottocentesca ristrutturata per farne luogo di accoglienza per viaggiatori esigenti, che sanno adattarsi. Wi Fi debole, accesso alle stanze del primo piano arduo, poche prese di corrente, difficoltà a trovare spazio per aprire le valigie, la colazione si consuma in un edificio esterno “all’hotel”…Soggiorno da consigliare, dentro le mura col cuore antico di Khiva a portata di piedi, all’ombra (spezzata) del minareto Kalta Minor.(Come ben sa chi da anni ci offre la propria fiducia, quasi mai nell’indicare un certo hotel previsto in una località adoperiamo la formula “o similare”. Nel caso dell’Uzbekistan, diversamente che in altri Paesi, potrebbe però succedere di non poter fruire di qualcuno dei servizi che pur sono prenotati e confermati. Ci scusiamo in anticipo nel caso ciò dovesse verificarsi, assicurando che, se necessario, sarebbe nostra cura trovare le migliori alternative disponibili nell’ambito della stessa categoria di servizi previsti nel programma).Consigliamo di portare con sé una torcia, utile se si vuole fare una passeggiata notturna all’interno di Khiva, in quanto le stradine sono buie.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Volo per Bukhara, meraviglia dello spirito  
(Sveglia molto presto, se si vuole tentare di percorrere le stradine di Khiva senza molti concorrenti). Colazione e trasferimento all’aeroporto di Urgench per il volo delle 10,10. (E’ doveroso informare che i voli interni, pur prenotati e confermati, potrebbero subire variazioni anche senza congruo preavviso. Nel caso, provvederemmo in loco agli opportuni cambi nelle visite ed eventualmente nei pernottamenti. Evidenziamo anche che gli operativi voli, di quelli “certi” e incerti previsti al momento dell’elaborazione del programma, non consentono permanenze più lunghe a Khiva, pena lo stravolgimento dell’itinerario).Arrivo a Bukhara dopo circa un’ora e inizio delle visite. “Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”. A questa meraviglia dello spirito, che non disdegna di mostrarci il meglio anche delle sue pietre, dedichiamo sufficiente tempo per apprezzare l’interesse che suscita. Il centro storico offre tanto, e l'essere considerata la città più sacra dell’Asia Centrale, emerge anche grazie a restauri che sono stati più attenti che in altri centri.È Patrimonio dell’Umanità UNESCO.Ha vissuto vicende alterne, ma le sue gioie non sono state stravolte negli ultimi duecento anni, anche se il suo periodo migliore l'ha trascorso tra il IX e X secolo quando era capitale di uno stato, quello samanide, che prende nome da Ismail Samani, fondatore della dinastia cui è dedicato uno dei più antichi edifici islamici di Bukhara. Più in generale, si è caratterizzata come “pilastro dell’Islam”, “nobile Bukhara”, cuore religioso e culturale dell’Asia Centrale anche grazie alla presenza di personaggi religiosi e scienziati che ne hanno accresciuto il prestigio nei secoli. Dell’antica rete di canali e vasche che assicuravano rifornimento idrico, ma anche frequenti pestilenze, rimane un’importante testimonianza nella piazza Lyabi-Hauz. Costituisce il centro del centro storico che si stende tra tre vie che si uniscono formando un triangolo e nelle sue vicinanze. La denominazione indica “intorno alla vasca” e ben rappresenta il ruolo che ancora oggi svolge il posto nonostante lo sviluppo moderno della città. Molti sono i motivi di attrazione. Noi ne indichiamo alcuni con l’ovvia precisazione che le visite previste a seguire, potrebbero essere svolte con una sequenze diversa nell’arco delle due giornate che vi dedichiamo. Pranzo al “Minzifa”, ristorante locale, cena al “Lyabi House”.Il nostro albergo a Bukhara, “Sacha and Son” boutique hotel, o similare HYPERLINK "http://www.sashasonhotels.com" www.sashasonhotels.comDi questo piccolo boutique hotel, che abbiamo prenotato quasi tutto per noi, privilegiamo la posizione. Si trova proprio a ridosso della Lyabi-Hauz e da qui il cuore di Bukhara è a portata di passo. Stanze essenziali, ricavate da piccoli edifici di una vecchia casa di un mercante ebreo. Sono una diversa dall’altra, danno sul cortile, qualcuna potrebbe non avere finestra, con arredo in stile tradizionale. Modesto ma funzionale con un servizio familiare.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Bukhara, intorno alla vasca  
Dedichiamo l’intera giornata a Bukhara. Parte del pomeriggio è libera per fruire del tempo in modo discrezionale per approfondimenti personali, acquisti, hammam…La Madrasa (Medressa) di Nadir Divanbegi è del XVII secolo. Originariamente, per il ruolo commerciale e la posizione della città, nasce come caravanserraglio e sull’ampia facciata offre due grandi pavoni rivolti verso un sole con fattezze umane. È uno degli esempi più evidenti della possibilità di non rispettare il tradizionale divieto islamico di raffigurare esseri viventi. Poco distante sta l’area dei bazar coperti Taki-Zargaron Taki-Furushon e Taki-Sarrafon che, pur avendo perso le originarie specializzazioni commerciali legate ai gioiellieri cappellai e cambiavalute, continuano a essere assai frequentati.La Moschea Maghoki-Attar e la Madrasa di Ulugbek sono le più antiche di tutta l’Asia Centrale. La prima risale al IX secolo con aggiunte del XVI. Le sue origini però sono ancora più antiche perché alcuni scavi hanno riportato alla luce parti di templi zoroastriano e buddista. Questo luogo pare esemplificare bene il carattere storicamente tollerante di Bukhara, come conferma anche il fatto che una parte di questo complesso fosse nel passato usata come sinagoga. La Madrasa di Ulugbek, del XV secolo, avrebbe bisogno di qualche intervento, ma nell’antichità è servita da modello per molte altre. Quella di Abdul Aziz Khan, pur ospitando anche negozi, risale al secolo dopo e mostra una sala della preghiera con un museo che conserva sculture lignee.Il Minareto Kalon, il “minareto grande”, deve il nome ai suoi circa 50 metri di altezza che resistono dal XII secolo e si trova un poco fuori del triangolo stradale. Accanto, troviamo l’omonima moschea costruita quattro secoli dopo e può contenere, pare, oltre 10.000 fedeli.L’Ark, a più di un chilometro dal centro, è il complesso più importante di Bukhara. E’ stato abitato per oltre quattordici secoli, dal V agli anni ’20 dello scorso secolo. (E’ un decennio importante per tutto il Paese perché coincide con l’ingresso dell’Armata Rossa in Uzbekistan). Parti restaurate e rovine compongono un insieme degno di nota. Maestoso e assai interessante, include moschea, cortili, passaggi coperti, appartamenti, sale che ospitavano udienze harem trono strumenti musicali…Per visitare il Mausoleo di Ismail Samani occorre entrare nel Parco Samani a qualche centinaio di metri dall’Ark, verso ovest. Il parallelepipedo in mattoni coperto da una cupola è del X secolo e le sue mura spesse due metri hanno consentito alla poderosa struttura di resistere al tempo.Accanto, sempre nel parco, sta un altro mausoleo, quello di Chashma Ayub costruito nel corso di quasi cinque secoli, dal XII al XVI.Poco a est del centro storico, troviamo il Char Minar. Attrae tanto le macchine fotografiche da essere diventato copertina dell’edizione 2014 “Lonely Planet”.Eccessi e aspetti gradevoli si mescolano nel complesso che era il Palazzo Estivo dell’Emiro. L’ultimo emiro si fece costruire questi tre edifici a circa sei chilometri dalla città. Vasche e pavoni, sale arredi ornamenti non ovattati e un modesto museo accolgono nel Sitorai Mokhi Hossa che, in sintonia con le pretese del posto, significa “giardino delle stelle e della luna”.Pranzo al “Doston House” e cena al “Akbar House”.L’ordine delle visite è indicativo e potrà essere variato dalla guida locale e dall’accompagnatore al fine di ottimizzare la giornata.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Verso Samarcanda  
Partenza per Samarcanda, a meno di 300 chilometri verso est. Il percorso non si snoda attraverso una “strada dorata” ma comunque ci porta nella “città della fantasia”. In questo luogo, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, i segni tangibili del suo essere in un'eccellente posizione di snodo, la qualificano ancora oggi come “volto della Via della Seta”. Pare sia stata fondata nel V secolo a.C. e già in quello successivo il fiuto di Alessandro Magno per i luoghi degni d’interesse, lo porta proprio qui dove trova bellezze assai superiori a quelle che potesse immaginare. Dal VI secolo e per oltre settecento anni Samarcanda si sviluppa tanto da diventare più popolata di ora. Nel XIII Gengis Khan la distrugge ma dal 1370 per circa quarant’anni Tamerlano la rigenera come capitale. A lui e al nipote Ulugbek si deve la sua perdurante fama. Sarà nel XVI secolo che inizia un declino dovuto al trasferimento della capitale a Bukhara, da cui riemergerà solo dopo l’arrivo dei russi nel 1868.Ci fermiamo due notti e aver distribuito le visite nell’arco di tre giorni consente una conoscenza non superficiale di uno dei posti imperdibili del nostro viaggio.Nell’elencare i vari luoghi in cui ci recheremo, dedichiamo sufficiente spazio descrittivo ad alcuni di questi solo per esemplificare i tanti motivi d'interesse. Per altri, ci limitiamo a un più snello elenco per non eccedere con le parole scritte. I racconti della guida locale e i nostri occhi saranno in grado di farci incontrare e conoscere adeguatamente la città. Avremo certo occasioni di tempo libero e ci recheremo, anche se in ordine diverso da quello qui previsto, alla Moschea Bibi-Khanym, al complesso Registan, allo Shahi–Zinda, al Siab Bazar, al Guri Amir, al Museo di Afrosiab, all’Osservatorio di Ulugbek. Oggi, dopo il pranzo, iniziamo le visite.La Moschea di Bibi–Khanym. Vuole la tradizione che sia stata fatta costruire dalla moglie cinese di Tamerlano e che da lei abbia preso il nome. Ha subìto terremoti, l’incuria dell’uomo, restauri mai terminati che ne hanno prodotto uno stato di coinvolgente decadenza. (Il dibattito sull’opportunità di ulteriori interventi è in corso da tempo ma, al di là di alcuni eccessi, occorre riconoscere la generale positiva opera svolta nel periodo sovietico per salvaguardare l’esistenza stessa di molte strutture, che rischiavano il crollo per le condizioni cui erano state ridotte da eventi di varia natura).I fatti noti, e soprattutto le leggende, narrano che l’architetto artefice dell’opera alla vista della consorte del sovrano, se ne innamorò. Tamerlano, per evitare che altri potessero essere attratti allo stesso modo, ordinò che alla sua amata e a tutte le donne fosse imposto di coprirsi il volto con un velo. Nasce così una delle tante versioni sulle origini del “velo islamico”, forse non più attendibile di quella che fa derivare quest'usanza, esistente non solo tra le musulmane, da un presunto precetto coranico.Ancora oggi la mole della moschea si presenta imponente. L’antica porta, alta oltre trenta metri, manifesta il gusto le capacità estetiche e tecniche di quel periodo. La maestosità è il segno che la contraddistingue in tutti i suoi elementi architettonici. L’enorme leggio marmoreo, realizzato per sorreggere un Corano di dimensioni adeguate, testimonia ulteriormente la grandiosità di un luogo che è stato vanto del vecchio impero. E’ sperabile, però, che i lavori in corso o previsti si limitino a restaurarne certe sue parti senza procedere, come temono alcuni studiosi occidentali e lo stesso UNESCO, a un suo stravolgimento nel tentativo di rimediare ai danni del tempo, e soprattutto del terremoto che la danneggiò moltissimo alla fine del XIX secolo.Imperdibile è lo Shahi–Zinda, il “Sepolcro del Re Vivente”, per alcuni il monumento che più rimane impresso di Samarcanda. Si tratta di un’area funeraria composta di alcuni santuari realizzati attorno alla probabile tomba del cugino del profeta Maometto. Il luogo, meta di pellegrinaggio, è molto coinvolgente non solo architettonicamente.Poco a nord della Moschea Bibi–Khanym lungo la Via Tashkent, si trova il Siab Bazar. La tranquillità lasciata tra le mura di moschee e mausolei si trasforma in coinvolgente frenetico vociare di venditori, e ci si trova immersi in già sperimentate atmosfere mediorientali. Merci diverse sono disposte su bancarelle con energiche donne che nel decantare le qualità dei loro beni, mostrano con orgoglio anche preziosi ed esteticamente riprovevoli denti d’oro.La forza dell’impatto visivo caratterizza immediatamente l’approccio col Registan. È un insieme di scuole coraniche la più antica delle quali risale agli inizi del Quattrocento. Costituisce il cuore della città ed è uno dei monumenti più interessanti dell’intera Asia Centrale. E’ ricca d'altissimi minareti, cupole, cortili, edifici a pianta esagonale, gallerie commerciali, mosaici ed elaborate maioliche, decorazioni con rappresentazioni animali, rare. Durante il giorno, il sole abbaglia i turisti riflettendosi sui lucenti rivestimenti esterni. La sera, a volte, un gioco di “son et lumiere” fa rimpiangere le luci tenui che normalmente ovattano le forme imponenti, che l’oscurità rende ancora più degne di rispetto. (Alcuni decidono che è meglio spendere i dollari necessari all’eventuale acquisto del biglietto dello “spettacolo”, per cercare di corrompere, in genere di primissimo mattino, i guardiani per salire su uno dei minareti normalmente non accessibili al pubblico, ed osservare la città dall’alto).Ci recheremo insieme di giorno nella Registan Square, ma consigliamo senz’altro di tornare ad apprezzarla da soli dopo il tramonto.Pranzo a Samarcanda nel ristorante New Arbat. Cena in hotel.Il nostro albergo a Samarcanda, “Grand Samarkand Superior” o similare HYPERLINK "http://grand-samarkand.com/en/superior" http://grand-samarkand.com/en/superiorViene indicato come 4*. E’ centrale ma non tanto da poter permettere di raggiungere a piedi i luoghi da visitare, a poco meno di 3 chilometri dal complesso Registan. Non ha particolare fascino ma la struttura è funzionale e il servizio cortese. Senza ascensore, con qualche eccesso di simil lusso.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Shakhrisabz, dove nasce Tam  
Colazione e partenza per Shakhrisabz, piccolo centro a 90 chilometri verso sud dove si giunge dopo un paio d’ore. È un posto tranquillo che non ha subìto eccessivamente l’influenza sovietica. Ma, soprattutto, in questa zona nel 1336 è nato Tamerlano.La strada che ci porta qui è gradevole perchè scorre attraverso bei panorami collinosi. Il Palazzo Ak-Saray, pur in rovina, fornisce idea della grandiosità di quanto questa residenza estiva di Tamerlano potesse offrire a suo tempo. Per tali memorie del passato è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Pare che quest’opera fosse tra quelle cui il condottiero annettesse più importanza, visto che promosse lavori che durarono circa un quarto di secolo. Se è stata consolidata la ringhiera di protezione posta in cima, sarà forse possibile accedervi.In ogni caso, ciò che si può osservare ancora oggi è certamente non banale e il suo stesso stato di conservazione può essere motivo d'interesse, soprattutto se confrontato con alcuni eccessivi interventi di restauro effettuati su altri reperti storici.Osservando anche da lontano la Moschea Kok-Gumbaz capiremo perchè la sua denominazione significhi “cupola azzurra”. Fu fatta costruire da Ulugbek nella prima metà del XV secolo utilizzando architetti iraniani e indiani.Altri resti, il complesso dell’Imam Khazrati, riportano memorie di edifici una volta poderosi voluti ancora da Tamerlano. Si tratta di un mausoleo in cui si trovano parti della tomba del suo figlio prediletto e di quella che è ritenuta proprio la sua, anche se i resti umani ritrovati appartengono ad altri.Dopo il pranzo in un ristorante locale, si rientra a Samarcanda. Secondo l’andamento effettivo delle giornate, si deciderà se avere tempo libero per attività individuali oppure continuare le visite recandosi per esempio al Mausoleo di Tamerlano.E’ noto come Guri Amir, Mausoleo del Principe. Ultimato nei primi anni del XV secolo, è un insieme non particolarmente imponente come ci si aspetterebbe riguardando un così famoso personaggio. Ma, non si è trattato d’una scelta segno d’apprezzabile modestia dell’interessato, perché furono le circostanze a far si che il Principe fosse sepolto qui invece che nella cripta di Shakhrisabz. L’area che protegge oltre alla lapide di Tamerlano anche quelle di figli e nipoti, è all’interno di un edificio caratterizzato da una grande cupola scanalata. La tomba vera e propria del condottiero si trova in una cripta inferiore, come era consuetudine delle sepolture islamiche. Di quest’uomo non molto si conosce, ma enorme è il fascino che circonda il suo nome. Noto come Timur “lo zoppo” per le ferite riportate in battaglia sin da giovane, (questa pare essere la versione più gratificante circa l’origine del suo claudicare), era dotato di gran forza fisica ma anche di cultura e religiosità, spregiudicatezza e ferocia. Insomma, un uomo contraddittorio come si addice a tutti i veri grandi personaggi. Una fama che da molti secoli è associata a quella di Samarcanda, che anche grazie a lui ha mantenuto uno straordinario fascino in grado di attrarre anche noi.Pranzo in corso di escursione al Alisher’s Uzbek House restaurant. Cena in hotel.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Samarcanda, città delle pesche dorate,  
Ancora mattinata di visite. Completiamo il tour di una città di cui avremo imparato a notare le modifiche operate dagli urbanisti negli ultimi decenni. Riscontreremo gli evidenti tentativi di creare delle separazioni visive tra le zone popolari della città e quelle più frequentate dai visitatori, attraverso variazioni e chiusure di percorsi che collegavano diversi quartieri vecchi e zone turistiche, o la costruzione di veri e propri muri. (Alcuni parlano di stravolgimenti nel volto della città, altri di opportuna necessità per ovattare la povertà e marginalità sociale, come succede in molte parti del mondo. Anche a Roma, nel 1960 in occasione delle Olimpiadi, per nascondere alcuni aspetti del degrado urbano, spuntarono una miriade di muri fatti da enormi cartelloni pubblicitari).Potremo recarci presso il Museo di Afrosiab e l’Osservatorio di Ulugbek, se non avremo già avuto modo di visitarli. Il museo ruota intorno ad un affresco scoperto negli anni ’60 dello scorso secolo. L’opera, assai antica, è stata fatta risalire al VII secolo e riproduce una scena con il ricevimento di rappresentanti di popoli lontani che giungono in cammello a cavallo o su elefanti. Negli altri ambienti vi sono vari reperti e informazioni storiche sulla città.Più volte il nome di Ulugbek, nipote del personaggio più famoso, è richiamato nella descrizione di luoghi e narrazioni. In realtà, pare non si sia trattato di un uomo che abbia lasciato grandi orme di sé nella storia dell’Uzbekistan. Comunque, nulla di paragonabile a suo nonno. Però, a giudicare dall’Osservatorio, occorre dedicargli uno spazio, se non proprio come astronomo, come costruttore di osservatori stellari. All’inizio del XV secolo ne fa realizzare uno di ben tre piani con un astrolabio di 30 metri. La scoperta di tali resti, avvenuta nei primi anni del secolo scorso, ci restituisce una piccola parte dell’edificio originario, e un motivo per ricordare il nipote di Tamerlano.Interessante è anche il Siab Bazar, un mercato animato e colorito che si svolge vicino alla Moschea di Bibi-Khanym, dove si potrà andare da soli durante il tempo libero. Pranzo al Matura Sharipova House e trasferimento nella stazione ferroviaria. Il treno “Afrosiab”, che offre un buon servizio considerando gli standard locali, consente in circa tre ore di arrivare a Tashkent. Normalmente non fruiamo di treni nei nostri itinerari ma in questo caso lo preferiamo, viaggiando in prima classe, per provare un mezzo locale e risparmiare tempo. All’arrivo, trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.Il nostro albergo a Tashkent, “Lotte City Palace” 4*, o similare HYPERLINK "http://www.lottehotel.com/city/tashkentpalace/en/" http://www.lottehotel.com/city/tashkentpalace/en/A sei minuti a piedi dalla piazza centrale con la statua di Tamerlano, è un hotel del periodo sovietico, ristrutturato e in grado di offrire servizi adeguati per trascorrere nella capitale l’ultima notte del viaggio. Nessun particolare fascino, ma lo scegliamo perché in genere soddisfa le nostre esigenze per la qualità delle stanze e dei servizi in generale.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Tashkent, tra albicocche e pietre. Volo pomeridiano per Milano  
Lasciamo l’hotel dopo la colazione. I bagagli saranno caricati nel bus per non essere costretti a tornare in albergo prima di andare in aeroporto. Pur avendo una denominazione antica, “Mille alberi di albicocche”, che risale al suo nucleo urbano iniziale del II secolo, oggi non si caratterizza essenzialmente per un’atmosfera che riporti, se non alle origini, per lo meno all’VIII secolo quando era anch’essa importante tappa carovaniera. Incontriamo una città che offre un’immagine in bilico tra vecchie atmosfere legate a frutti zuccherini e alla denominazione stessa di Tashkent, che vuol dire “Città di Pietra”, assunto nell’XI secolo. Senso di antico e moderno si mescola in questa città di poco meno di tre milioni di abitanti, che ha subìto un ultimo violento trauma nel 1966. Il terremoto ne ha stravolto la fisionomia che è stata ricostruita e abbellita dal periodo post sisma ai giorni nostri. Ha il suo centro nella piazza Amir Timur, caratterizzata da una statua di Tamerlano, appunto. Il traffico, pur notevole, è agevolato da una metropolitana che costituisce motivo di vanto dei locali. Avremo forse modo di visitarne una stazione. La zona vecchia ha invece il cuore nelle vicinanze del Bazar Chorsu, il mercato locale dei contadini. Sotto la cupola verde che pare proteggerlo, la sua natura non è stata completamente stravolta negli ultimi anni. Sulla vicina altura, poco più a sud, a poche centinaia di metri, sta la Madrasa di Kulkedash.Assai importante a livello nazionale è la Khast Imom, complesso religioso con l’omonima piazza, la Moschea Hazroti Imom e due altissimi minareti che svettano per oltre 50 metri.Il Parco Navoi, che prende nome da un poeta sufi del XV secolo, offre alcune realizzazioni specie del periodo sovietico con stili diversamente, e non sempre, apprezzabili.Visite, pranzo nel ristorante locale Pilgrim Art e trasferimento nel vicino aeroporto per il volo di linea della Uzbekistan Airways HY 255 delle ore 16 che arriva a Malpensa alle 19,55.NB: il supplemento “Partenza da altre città” include un pernottamento in hotel 4* nei pressi dell’aeroporto di Milano Malpensa al ritorno, essendo impossibile proseguire la sera stessa per un’altra destinazione (trasferimento da/per l’aeroporto di Milano incluso con navetta collettiva dell’hotel).Bukhara 2. Khiva 3. Samarcanda


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 Euro = 1,10 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quote pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio

 

LA QUOTA COMPRENDE:

 

  • Voli di linea internazionali con Uzbekistan Airways da Milano in classe turistica (la compagnia non effettua il servizio di preassegnazione dei posti, suggeriamo pertanto di recarsi in aeroporto per tempo in modo da richiedere direttamente le sistemazioni gradite, se disponibili)
  • Volo interno Urgench-Bukhara con Uzbekistan Airways in classe turistica
  • Franchigia bagaglio aereo kg. 23 per persona
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Trasporti interni con pullman dotati di aria condizionata a seconda del numero di partecipanti; acqua minerale a bordo a disposizione dei partecipanti
  • Biglietto per il treno “Afrosiab” in prima classe da Samarcanda a Tashkent
  • Hotel: 6 pernottamenti in stanza doppia; 3 notti in 4*, 2 notti in “boutique hotel”, 1 notte in 3*. Ne forniamo i nomi in modo che se ne possano riscontrare le caratteristiche su Internet
  • Trattamento di pensione completa. Forniamo i nomi dei ristoranti locali selezionati per questo viaggio in modo che se ne possano riscontrare le caratteristiche
  • Visite ed escursioni come da programma, ingressi, tasse e percentuali di servizio
  • Guida locale parlante italiano
  • Esperto accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

 

  • Il visto d’ingresso in Uzbekistan
  • Le tasse aeroportuali e fuel surcharge
  • Partenze da altre città
  • I permessi per fotografare e filmare (in genere, per fotografare l’interno dei monumenti, si deve pagare un biglietto di circa 3.000 Sum pari a circa 1 Euro)
  • Mance: suggeriamo 80 euro a persona per i vari servizi (guida, autisti, camerieri, portabagagli…). La mancia può essere raccolta dall’accompagnatore all’inizio del viaggio in modo che possa provvedere alla sua più opportuna distribuzione.
  • Bevande ai pasti
  • Spese extra personali in genere e tutto quanto indicato come facoltativo
  • Tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “La quota comprende”

 

 

Bene a sapersi

 

 

Si prega di leggere attentamente. Prima dell’adesione contattateci per chiarimenti anche su aspetti ritenuti secondari ma che potrebbero rivelarsi importanti in corso di viaggio.

 

Hotel, visite e servizi generali

In Uzbekistan la richiesta di servizi turistici sta crescendo rapidamente, ma l’offerta è rimasta impreparata a farvi fronte, specie in alta stagione da aprile a giugno. In particolare per gli hotel di ridotte dimensioni, come quelli da noi selezionati.

Per questo, pur prenotandoli con largo anticipo e avendone conferma, può succedere che gli alberghi, per motivi che potrebbero non esserci noti tempestivamente, non garantiscano quanto ora indicato o assegnino camere di tipologia difforme da quanto concordato. Più in generale, è anche possibile che vengano proposti hotel diversi da quelli segnalati nel programma. In tale caso, ovviamente, Kel 12 s’impegna a offrire la migliore soluzione alternativa disponibile più rispondente a quanto previsto.

La stessa avvertenza è doverosa anche relativamente ai voli interni.

Più in generale, per consentire agli interessati una scelta accorta, è corretto evidenziare che in Uzbekistan, non si può contare su quegli aspetti gratificanti legati anche alla fruizioni di servizi dotati dello stesso charme di altre destinazioni.

Infatti, sebbene questo Paese sia destinazione turistica ormai da tanti anni, non offre tra l’altro un’adeguata selezione di alberghi di buon livello e, anche se dotati di più “stelle”, potranno essere al di sotto delle nostre aspettative, perché il servizio e la qualità offerta potrebbero non essere paragonabili con gli standard cui siamo abituati altrove.

Il numero di stelle va quindi inteso in maniera elastica e pure l’indicazione “boutique hotel”, qualifica in genere strutture che si caratterizzano essenzialmente per un numero limitato di stanze e arredi che richiamano lo “stile tradizionale” locale.

In ogni caso, il criterio con cui abbiamo selezionato gli hotel non è il numero di stelle, ma, di volta in volta, la posizione, il rapporto qualità/prezzo, il servizio, una certa atmosfera. Ecco perché preferiamo, ove possibile, scegliere piccoli hotel centrali, in “stile locale”, semplici ma dotati di un pizzico di personalità, anche se a scapito di qualche comodità, piuttosto che grandi alberghi anonimi in stile sovietico. Spesso, trattandosi di vecchi edifici nati con destinazioni diverse, sono state ricavate stanze che affacciano sul cortile interno e alcune potrebbero non essere dotate di finestre. Anche l’arredo in alcune circostanze sarebbe più gradito fosse più sobrio, anche a scapito dello “stile locale”.

Per completezza informativa, come nostra abitudine ne segnaliamo non solo le caratteristiche generali ma anche i nomi in modo che, al di là dei nostri giudizi e del numero di stelle proposto, si possa verificarne le caratteristiche direttamente su Internet.

Relativamente alle visite indicate, alcune di queste potrebbero non potersi effettuare a causa del divieto di accesso ai non musulmani o perché potrebbero essere stati introdotti, anche senza congruo preavviso, nuovi orari di aperture non compatibili con lo svolgimento del programma. Ci scusiamo in anticipo di tali eventualità, anche se ciò non dipenderà dalla nostra volontà.

Riteniamo, però, che la bellezza del Paese e le testimonianze storiche che offre, siano il motivo principale che inducano a visitarlo, e possano compensare qualche eventuale disagio.

Più complessivamente, per questioni operative, di forza maggiore o scelte del corrispondente l’itinerario potrebbe subire cambiamenti, pur mantenendo le località da visitare, con l’eventuale variazione anche di hotel che potrebbero essere sostituiti da altri di pari qualità o i migliori disponibili.

 

Voli

Abbiamo scelto voli diretti di linea da e per Milano della Uzbekistan Airways per evitare scali intermedi e ottimizzare i tempi.

Il volo Uzbekistan Airways da Milano opera unicamente il venerdì. E’ possibile l’avvicinamento da altri aeroporti con Alitalia. Costi e disponibilità su richiesta.

Un volo interno da Urgench a Bukhara evita un lunghissimo trasferimento via terra. Potrebbe variare di orario o essere cancellato dalle autorità locali anche senza preavviso.

In questo caso, Kel 12 organizzerebbe il trasferimento via terra senza costi aggiuntivi. La stessa avvertenza è doverosa anche relativamente al treno da Samarcanda a Tashkent. Pure in questa eventualità Kel 12 provvederebbe al viaggio in bus.

 

Durata del viaggio, bus, varie

La durata del viaggio di 8 giorni e 6 notti è congrua per effettuarlo nel modo che riteniamo più opportuno, anche perché abbiamo voli diretti che consentono di risparmiare molte ore.

Qualche giornata è particolarmente intensa.

Per svolgere pienamente il programma potrebbero prevedersi alcune partenze di primo mattino e anche orari insoliti dei pasti e delle sistemazioni in hotel.

Nel programma dettagliato offriamo particolari che non sempre sono esplicitati con tanto anticipo, anche se qualche particolare potrebbe variare. Noi lo facciamo perché preferiamo informare sul maggior numero possibile di aspetti, e consentire una più esaustiva visione della proposta di viaggio.

I trasferimenti via terra, considerando le specifiche condizioni riscontrabili in loco, potrebbero comportare tempi superiori a quelli previsti. In ogni caso, è opportuno intendere i tratti in pullman non come il necessario sacrificio cui sottoporsi per spostarsi da una città all’altra, ma come possibilità di un rapporto un poco più ravvicinato col territorio e poter gestire col massimo di autonomia il tempo a disposizione.

La tipologia del pullman sarà adeguata al numero dei partecipanti. Accompagnatore e guida siedono sempre avanti vicini all’autista. Nella distribuzione dei posti loro dedicati, i partecipanti possono ruotare per fruire a turno di tutte le postazioni.

Chi soffra il mal d’auto è opportuno che si munisca di medicinali per tale disturbo.

Garantiamo un accompagnatore dall’Italia che ben conosce queste regioni, per aiutare a filtrare aspetti della realtà locale, tenendo presente la nostra sensibilità occidentale.

In corso di viaggio fruiamo di guide parlanti italiano per tutto l’itinerario.

 

Consigliamo di dotarsi di

Abbigliamento molto pratico e conforme alle usanze locali. Scarpe comodissime.

Qualche capo pesante per la sera (se necessario nella stagione in cui si viaggia).

Un indumento impermeabile (se necessario nella stagione in cui si viaggia).

Calzini di ricambio da usare durante le visite per l’ingresso nei luoghi sacri.

Creme solari e idratanti, occhiali da sole, cappellino, salviette umidificate.

Medicinali d'uso personale, tra cui disinfettante intestinale e, se utile, contro il mal d’auto.

Pila (per possibili blackout), sveglia, adattatore universale per prese elettriche.

Euro e dollari USA, per le spese in loco.

 

Visto e formalità all’arrivo e uscita dall’Uzbekistan

Per l'ingresso in Uzbekistan è richiesto un visto rilasciato in Italia previa la compilazione di un modulo e il pagamento dei diritti dovuti. Per ottenere il visto occorre allegare 2 fototessera uguali e a colori.

Per i cittadini italiani occorre il passaporto individuale valido almeno sei mesi oltre la scadenza del visto.

Ogni partecipante è tenuto a controllare personalmente la validità del proprio passaporto. Si fa presente che l'organizzazione non si assume responsabilità nel caso d'impossibilità a partire o ad entrare nel Paese di destinazione a causa di documenti non corretti oppure di rifiuto al rilascio del visto da parte delle autorità governative anche all’ultimo momento.

Nell’aeroporto di arrivo, ai controlli di polizia e doganali, occorre compilare un formulario con quesiti di ordine valutario e doganale in doppia copia. Una copia va consegnata subito, l'altra va conservata fino all’uscita dal Paese. All’uscita si dovrà ricompilare il modulo dichiarando la valuta rimasta e riconsegnando la copia del modulo dell’arrivo. Raccomandiamo di riempire ogni parte e di dichiarare il più precisamente possibile la valuta di cui si è in possesso e il valore degli oggetti (macchina fotografica, videocamera, iPad…).

Si raccomanda di conservare le ricevute di cambio valuta in modo da poterle esibire, a richiesta delle autorità doganali, al momento di lasciare il Paese.

Si consiglia di avere sempre con sé una copia conforme all’originale del passaporto e di tenerla separata dal documento.