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INCANTO BIRMANO E LA ROCCIA D’ORO

ASIA / Birmania

Il Myanmar, che tutti in Occidente chiamano ancora Birmania, è un Paese contraddittorio in cui la diffusa povertà si scontra con lo sfarzo dei monumenti religiosi e con le sottili lamine d’oro offerte dai birmani alle onnipresenti rappresentazioni sacre.
Grande più di due volte l’Italia è caratterizzato da un’avvolgente situazione ambientale, siti archeologici ed atmosfera. È meta di viaggiatori che apprezzano un’esperienza in cui il folclore e le manifestazioni religiose sono più ovattate che nell’ eclatante India. È anche il luogo al mondo dove esiste la più massiccia, artistica e coinvolgente presenza di architetture religiose. In ogni angolo, le tante migliaia di monumenti sembrano essere la materializzazione delle innumerevoli preghiere rivolte verso l’alto dai fedeli.
Si è aperto al turismo da non molti anni, e questo ci consente un’esperienza più vera, perché lontana dal nostro modo di essere. Inoltre in questo programma sono state incluse alcune località non ancora molto frequentate dal turismo di massa. Una di queste è sicuramente Yandabo, un piccolo villaggio rurale, famoso in tutta la Birmania, per la produzione dei grandi orci di ceramica che servono per contenere l’acqua. Qui ci fermeremo due notti, perché in questo modo avremo la possibilità di visitare anche Monywa, dove si trovano degli interessanti complessi buddhisti.
Non mancano nel programma, i luoghi più importanti del Paese, come la piana di Bagan e le sue migliaia di templi e stupa, la città di Mandalay, il centro religioso più importante del Paese e le vicine antiche capitali e infine il Lago Inle, luogo di straordinaria bellezza e dove non ci limiteremo a visitare i siti più conosciuti, ma ci recheremo anche a Kakku, lungo una strada scenica, dove si ergono più di 2.500 pagode.
La parte finale del tour è dedicata all’escursione alla famosa “Roccia d’Oro”, visitata da migliaia di pellegrini che nel tempo e con le loro offerte hanno ricoperto tutta la roccia di foglie d’oro.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4300 Euro

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Il Club

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Durata

16 giorni e di 14 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza da Milano per Yangoon  
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea per Yangoon. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Yangoon  
Arrivo a Yangoon e trasferimento in hotel. Tempo a fatica permettendo, cominceremo a fare qualche visita della città.Yangon è lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole. Tra le visite previste a Yangoon il Grande Buddha Reclinato Chaukhtatgy e la dorata Shwedagon, simbolo del Myanmar che veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. Qui una variopinta folla di fedeli si aggira a piedi nudi in senso orario, secondo le regole del Theravada, fra centinaia di Buddha seduti, reclinati, in piedi, con le mani in diverse posizioni, ognuna delle quali con il suo preciso significato. Intere famiglie di fedeli seduti con grande dignità sul pavimento di uno dei tanti tempietti che fanno da corona al grande stupa dorato pregano, meditano, riposano. Senza dubbio la pagoda Shwedagon offre una delle più forti emozioni di un viaggio in Birmania!N.B. Le visite che saranno effettuate il primo giorno a Yangoon, si effettueranno l’ultimo giorno.Cena e pernottamento in hotel. N.B. In Birmania, periodicamente, le pagode, specie quelle dorate, sono sottoposte a restauro.Dal settembre 2014 al febbraio 2015 era previsto un intervento anche nel complesso sacro Shwedagon di Yangon, che ad oggi non è terminato. Questi lavori, potrebbero essere ancora in corso e rendere poco visibile parte della pagoda principale che potrebbe essere ricoperta da impalcature di bambù. Il resto del complesso è però fruibile, e gli stessi lavori sulla pagoda più alta potranno essere motivo di ulteriore interesse per i visitatori. Si tratta di un impegno che vede coinvolti molti birmani. Diffusissima è la pratica di offrire gratuitamente la propria opera, perché concorrere al buon mantenimento e restauro dei luoghi sacri costituisce motivo per acquisire meriti, ampiamente riconosciuti dal Buddhismo. Per questo, proprio perché si tratta di un lavoro meritorio, lo scopo principale non è quello di "fare in fretta", ma di mettere la massima cura nella migliore riuscita dell'impresa, per la quale potrebbe essere necessario un tempo ancora più lungo di quello preventivato.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Trasferimento all' aeroporto e volo per Heho; proseguimento per il Lago Inle  
Trasferimento in aeroporto e volo per Heho da dove proseguiremo per il Lago Inle tra alture con risaie a secco e villaggi montani. Orti e mercati galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano con i piedi per disporre delle mani libere, pagode, monasteri, laboratori per la seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del lago. Gli “Intha” popolano le rive e la superficie lacustre. Vivono su palafitte collegate da passerelle, coltivano orti sospesi in acqua ed i pescatori usano atleticamente enormi nasse. Ci troviamo sempre nella regione Shan a 1100 metri, una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i commerci d’oppio e la gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i locali sono ospitali, lavorano gli orti galleggianti realizzati intrecciando piante acquatiche, ancorate sul fondo con canne di bambù riempite di fango. Vendono prodotti agricoli ed articoli d’artigianato su piccole imbarcazioni.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Lago Inle: a bordo di canoe a motore si raggiunge la famosa Phaundawoo Pagoda, e il sito archeologico di Shwe Inn Thein  
Percorriamo in canoe a motore la ragnatela di canali nell’incanto di un paesaggio oltraggiosamente pittoresco fra coltivazioni galleggianti e grovigli di giacinti d’acqua fino a raggiungere l’antico monastero in mezzo al lago che custodisce pregevolissime statue antiche in stile Shan. Poi non può mancare una sosta alla Phaundawoo Pagoda famosa per le cinque statue d’oro del Buddha.Riprendiamo le nostre piccole imbarcazioni per raggiungere il villaggio di Inn Thein. Attraverso una sorta di infinito porticato che ripara dal sole centinaia di bancarelle, si arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein. È un posto davvero particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne accentuano i tratti antichi e selvaggi. Vi sono decine e decine di piccoli stupa e templi spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono fortemente a rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più interessante la visione.Tra i prodotti locali tipici segnaliamo che oltre ai “cheroot”, i grossi sigari, e alla seta lavorata ad ikat, solo qui si trova la preziosa “bava dei fiori di loto” usata per realizzare costosi tessuti.Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Escursione al complesso di Kakku. Proseguimento per Taunggyi e visita del mercato locale  
Dopo la colazione, raggiungiamo in bus il complesso di Kakku passando per la città di Taunggyi, capitale dello Stato Shan. La regione che circonda la Pagoda di Kakku, ad est dell'ormai ben conosciuto Lago Inle, abitata dalla minoranza etnica Pah-o, il secondo gruppo più numeroso dello stato Shan, è stata aperta ai visitatori solo recentemente. Il percorso per raggiungere la località è molto panoramico ed attraversa piccoli villaggi, abitati dai Pah-o. L'area archeologica di Kakku è situata a 52 chilometri a sud della città di Taunggyi, centro amministrativo della parte meridionale dello stato Shan. Durante il regno del grande sovrano Alaungsithu, nel XVI secolo, attorno al tempio centrale di Kakku, in segno di devozione e per l'acquisizione di meriti, i fedeli buddisti fecero erigere circa 2.500 piccole pagode, in gran parte in stile Shan, finemente decorate con stucchi che formano preziosi ricami. L'area sacra è circondata dalle colline coperte di fitta vegetazione e dai piccoli campi coltivati. Il silenzio è rotto solo dalle campanelle delle pagode che tintinnano al vento.Ritorniamo verso Taunggyi, dove ci fermeremo a visitare il mercato locale e la Pagoda Sulamuni.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 6 - Dal Giorno: 6 al Giorno 7 - Trasferimento all'aeroporto di Heho e partenza per Bagan  
Trasferimento in aeroporto a Heho e volo per Bagan, una delle grandi meraviglie dell’Asia, uno di quei siti che restano indimenticabili. Più di 2000 templi, risalenti al X e XIII secolo, sparsi in un orizzonte immenso, in un paesaggio che cambia colore ad ogni ora del giorno. È un vero shock artistico, ma anche spirituale, per l’incredibile magia che il luogo ispira. Ovunque si guardi si ammirano rovine di tutte le dimensioni nella pianura ocra, rossa e verde: templi grandi e gloriosi come quelli di Ananda, Shwezigon e Dhamayangyi e pagode piccole e solitarie in mezzo ai campi. Una giornata dedicata alle visite dei templi dell’area archeologica: la più impressionante città morta della religione che vi sia al mondo. Quanto possiamo vedere oggi corrisponde grosso modo alla metà degli edifici religiosi innalzati nel brevissimo periodo di fortuna della città (dal 1000 al 1200), cui andrebbero aggiunti poi tutti i monasteri e le abitazioni in legno, naturalmente andati distrutti, compreso il palazzo reale, necessari ad ospitare una popolazione che contava allora un milione di abitanti. Il tramonto sulla sommità di una pagoda per ammirare la piana disseminata di rovine e bagnata dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può dimenticare. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.Ancora una giornata dedicata al sito archeologico di Bagan, per completare le visite delle centinaia di templi e pagode che vi sorgono.Il tramonto sulla sommità di una pagoda per ammirare la piana disseminata di rovine e bagnata dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può dimenticare. Pranzo e cena in ristorante locale. Pernottamento in hotel.Un’esperienza indimenticabile è il sorvolo della piana di Bagan in mongolfiera (facoltativo e soggetto alle condizioni meteorologiche). Consigliamo di effettuare la prenotazione dall’Italia perché i posti disponibili sono limitati.

Tappa: 7 - Giorno: 8 - Partenza per Yandabo, sulla strada tra Bagan e Mandalay  
Al mattino partenza in barca per Yandabo, un piccolo centro che si stende lungo il fiume, sul percorso tra Bagan e Mandalay. Camminando, spesso nell’apparente indifferenza dei locali (non certo disinteresse), saremo attratti da scene di quotidianità, case, scuola, monastero e dalle tecniche di lavorazione nei laboratori artigianali del posto. Qui sono specializzati nella produzione di vasi di terracotta, di dimensioni certo inferiori a quelle che noteremo a Kyauk Myaung. Yandabo è famosa anche perché vi fu firmato il primo trattato di pace anglo-birmano nel 1826.La sistemazione è prevista presso un piccolo e nuovo resort di nome “Yandabo Home”. È un piccolo boutique hotel di 12 camere. Lo staff è composto da ragazzi giovani alle prime armi per cui il servizio potrebbe risultare un po’ lento, ma il posto è davvero piacevole e la struttura molto elegante. Pranzo a picnic in barca. Cena e pernottamento al resort.

Tappa: 8 - Giorno: 9 - Escursione in bicicletta o barca al villaggio di Pan Nyo  
Dopo la colazione, inforchiamo le biciclette per andare al villaggio di Pan Nyo che si trova lungo le rive del fiume Ayeyarwady, per scoprire lo stile di vita locale ed ammirare i circa 4.000 bufali d’acqua che sono utilizzati dalla popolazione per coltivare la terra. Quella che vedremo è la Birmania rurale, contadina, lontana dalle rotte turistiche. Dopo aver visitato il villaggio e i dintorni, ritorniamo al nostro piacevole resort di Yandabo.Pomeriggio libero. Pranzo, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 9 - Giorno: 10 - Ci imbarchiamo per raggiungere MYin Mu e poi con il bus proseguiamo per Monywa  
Dopo la colazione, riprendiamo la nostra navigazione per raggiungere Myin Mu, da cui con il minibus arriveremo a Monywa, nel Myanmar centrale sulla riva orientale del fiume Chindwin. Pranzo in ristorante locale.Monywa è una cittadina molto interessante e curiosa, chiamata anticamente Thalawadi e durante il periodo di Bagan era molto più grande. Il suo nome, molto curioso, significa il villaggio della torta. La leggenda narra che un re birmano si innamorò di una ragazza del posto, che di lavoro confezionava torte, facendone la sua regina.I luoghi di interesse sono rappresentati dal Mohnyin Thambuddhei Paya, un tempio buddhista costruito agli inizi del XIV secolo e ricostruito negli anni ’30 del ‘900, che ricorda nella struttura il celebre stupa di Borobudur in Indonesia. È circondato da più di 800 stupa minori e si dice contenga moltissime reliquie (500.000 immagini di Buddha). Nelle vicinanze dello stupa si trova la Laykyun Setkyar, una statua di Buddha che con i suoi 129 metri di altezza è la seconda più grande statua al mondo. Non lontano, una seconda e altrettanto imponente.Importante anche la Bodhi-tataung (i mille alberi di bo) e da Ledi Kyyaungtaik, un monastero dove le scritture buddhiste sono incise su 806 tavole di pietra.Nei pressi si erge l’Aung Setkya Paya, pagoda circondata da 1060 altre minori e accompagnata da un Buddha reclinato.A circa venti chilometri dal centro della città si trova il Po-win-taung, un santuario costruito a forma di alveare. Molto frequentato da devoti e pellegrini, il santuario è celebre per una falesia conosciuta come le caverne dello sciamano. Al loro interno si trovano oltre 400.000 statue e immagini di Buddha e dipinti murali risalenti al XIV e XVI secolo.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 10 - Giorno: 11 - Oggi arriviamo a Mandalay, una delle città più spirituali del Myanmar  
Dopo la colazione, partenza in minibus per Mandalay, l’ultima capitale reale prima dell’avvento dell’impero coloniale britannico ed oggi la seconda città più popolosa dopo Yangoon. Fondata dal re Mindon, il penultimo re della Birmania nel 1857, la città dorata fu completata nel 1859. Alla fine della III Guerra Anglo-Birmana (1885-1886), il re Thibaw perse la città e tutta la Birmania con gli Inglesi. La città deve il suo nome alla collina attorno a cui è stata edificata.Il primo edificio ad essere costruito, utilizzando molte parti del vecchio palazzo in legno di teak di Amarapura e arricchito con nuovi intagli, pitture e decorazioni dorate è stato il Palazzo Reale, che è stato distrutto dal fuoco durante la guerra anglo-birmana, ma le porte della città e i suoi muri sono sufficienti a far capire l’imponente aspetto che doveva avere. Alcuni degli edifici sono stati ricostruiti com’erano in origine.A est del palazzo, nel vecchio quartiere reale, sorge il bellissimo Monastero Shwenandaw, ricavato da una struttura di teak intagliato che originariamente si trovava all’interno del palazzo e faceva parte dell’appartamento privato del re Mindon.Il Tempio di Maha Muni con la preziosa statua del Buddha è sicuramente uno dei luoghi più venerati del Paese. Si dice che l’immagine abbia virtù miracolose e i birmani di certo lo credono, se da anni applicano sulla sua superficie piccole lamine d'oro che ne hanno persino deformato le sembianze. La statua fu scolpita nell’Arakan durante il regno del re Candrasuriya nel 150 d.C. Fu il re Bodawpy che nel 1784 riuscì nell’impresa di trasportare sia la statua che il re di Arakan, insieme ad elefanti e a sei bronzi khmer provenienti da Angkor Wat a Mandalay.Interessante dal punto di vista storico-culturale la pagoda di Kuthodaw, chiamata anche “il libro più grande del mondo”, perché intorno alla pagoda centrale vi sono 729 stele di alabastro su cui è iscritto tutto il canone buddhista o Tripitaka. Tali stele sono protette da altrettanti tempietti di un bianco immacolato. È una delle pagode più venerate della Birmania e commemora la proclamazione da parte del re Anawratha della dottrina Buddhista Theravada come religione ufficiale di stato e la messa al bando del culto dei nat, anche se successivamente tale culto è stato riaccolto nella tradizione locale.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 12 - Giornata dedicata alla scoperta dei dintorni di Mandalay, con le sue antiche capitali  
Situata a circa 11 km a sud di Mandalay, Amarapura fu una delle capitali dell’impero del Myanmar. Qui si trova il famoso ponte di U-Bein, costruito due secoli fa interamente in legno di teak, che attraversa il lago Taungthaman ed è il più lungo del Paese con i suoi 1.208 mt. Nelle vicinanze il Monastero di Mahagandayon, il più grande del paese che arriva ad ospitare fino a 1.000 monaci.La nostra giornata prosegue con l’escursione a Mingun, una delle antiche quattro capitali. La raggiungeremo con una barca privata, navigando l’Irrawaddy per circa 2 ore. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le abitazioni e la gente che ci vive. Vedremo ciò che rimane di quella che sarebbe dovuta essere la più grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e della Pagoda Hshinbyume, costruita dal re Bagydaw per la sua regina nel 1816, la cui forma rappresenta il cosmo buddhista, con le sette fila di montagne che circondano il picco del Monte Meru, casa del dio Indra nel paradiso Tavatimsa. Una nicchia ad ogni livello ospita i cinque tipi di animali mitologici che fanno la guardia a monte sacro. Rientro a Mandalay nel tardo pomeriggio. Pranzo e cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

Tappa: 12 - Giorno: 13 - Volo per Yangoon e proseguimento per Kyaikhtiyo (Golden Rock)  
Trasferimento all’aeroporto di Mandalay e volo per Yangoon. Al nostro arrivo, partenza in auto per Kyaikhtiyo, una delle principali mete di pellegrinaggio buddhista della Birmania, meglio conosciuta come Golden Rock. Questa pagoda è stata costruita su un macigno di forma vagamente rotonda sospeso sul picco di una montagna di circa 1000 metri che sporge sulla sottostante pianura percorsa dal fiume Sittaung. Le tante leggende popolari nate intorno a questa roccia, oggi interamente ricoperta da migliaia di sottilissime foglie d'oro che i pellegrini vi applicano in segno di devozione, raccontano di due capelli di Buddha che sarebbero conservati nella pagoda stessa e che contribuirebbero in maniera determinante al miracolo del suo apparentemente precario equilibrio sul picco della collina. Lungo la strada si visiterà il santuario tradizionale degli spiriti e il Htauk Kyant War Cemetery che ricorda i 27.000 soldati caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. A Yatetaung si lascia l’auto e si procede a bordo di pick-up locali insieme ai pellegrini percorrendo una strada stretta, sterrata e tortuosa che in circa 45 minuti, superando un dislivello di oltre 1000 metri, porta al punto di partenza per iniziare la salita a piedi di un’ora fino alla pagoda della Roccia d'Oro (possibilità di affittare portantine). Si sale attraverso una fitta foresta pluviale di banani, teak, e bambù giganteschi. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 13 - Giorno: 14 - Rientro a Yangoon con una sosta a Bago (Pegu), l'antica capitale Mon  
In mattinata si lascia Kyaihktiyo alla volta di Bago, l’antica capitale del regno Mon, nel 1500 uno dei più fiorenti porti asiatici per il commercio dei rubini, lacche e spezie. Visita alla Pagoda Shwemawdaw, il mercato, l'immensa figura del Buddha reclinato, lunga 55 metri e alta 16, detta "Shwethalyaung"; sosta alla Kyaikpun Pagoda, che ospita 4 gigantesche figure del "Risvegliato", alte 30 m. ed orientate ai 4 punti cardinali. Nel tardo pomeriggio rientro a Yangon. Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 14 - Giorno: 15 - Giornata dedicata alla visita di Yangoon  
Giornata dedicata alla scoperta di Yangoon. Yangon è lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole. Visiteremo il Grande Buddha Reclinato Chaukhtatgy, dove si trova un Buddha Dormiente di 72 m. di lunghezza con un’espressione del viso molto dolce e che è stato realizzato la prima volta nel 1907, per poi essere rifatto completamente nel 1966. Molto interessante la decorazione sulla pianta dei piedi che rappresenta le 108 particolarità fisiche del Buddha.La giornata prosegue con la visita della dorata Pagoda Shwedagon, simbolo del Myanmar che veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. Svetta ad un’altezza di 99 metri sulla collina di Thaingottare e la sua sagoma è visibile a miglia di distanza, e qui, secondo la leggenda, viene conservata da circa 2500 anni, la reliquia del capello sacro del Buddha ed è uno dei siti più sacri di tutto il Sud-Est asiatico. Qui una variopinta folla di fedeli si aggira a piedi nudi in senso orario, secondo le regole del Buddhismo Theravada, fra centinaia di Buddha seduti, reclinati, in piedi, con le mani in diverse posizioni (mudra), ognuna delle quali con il suo preciso significato. Intere famiglie di fedeli seduti con grande dignità sul pavimento di uno dei tanti tempietti che fanno da corona al grande stupa centrale dorato pregano, meditano, riposano. La tradizione di dorare lo stupa così come le immagini sacre di alcuni Buddha, inizia nel XV secolo e permane tuttora: il peso della foglia d’oro che attualmente lo ricopre viene stimato in oltre 53 tonnellate. Senza dubbio la pagoda Shwedagon offre una delle più forti emozioni di un viaggio in Birmania!Non potrà mancare una sosta shopping al famoso Bogyoke Aug San Market, dove è possibile acquistare qualsiasi prodotto artigianale visto durante il viaggio. Pranzo e cena in ristorante locale. Dopo la cena, trasferimento in hotel per il volo per l’Italia, via Dubai.Le camere dell’hotel saranno a disposizione fino a tardi per una doccia e per preparare i bagagli.

Tappa: 15 - Giorno: 16 - Arrivo in Italia  
Arrivo in Italia in mattinata. 1. I vasi di Yandabo 2. Schwedagon Pagoda 3. Orti galleggianti al lago Inle

PARTENZE


26/01/2018 - Sarai accompagnato da:   FULVIO GIOVANNI LUCA CINQUINI  

Prezzo del viaggio 4.981 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 4.981 Euro
LIVELLO 2: 4.895 Euro
LIVELLO 3: 4.809 Euro
LIVELLO 4: 4.723 Euro
LIVELLO 5: 4.637 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,15 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale della quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

La quota comprende

 

  • Volo di linea intercontinentali in classe economica
  • Voli di linea domestici
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Trasporti interni in pullman con aria condizionata
  • Barca da Mingun ad Ava e canoe a motore al Lago Inle
  • Calesse ad Ava
  • Barca da Bagan a Yandabo e da Yandabo a Myn Mu
  • Sistemazione negli hotel indicati in programma o similari
  • Late check-out il penultimo giorno
  • Trattamento di pensione completa dalla cena del 2° giorno alla cena del 15°giorno
  • Visite ed escursioni come da programma con guida locale che parla italiano per tutto il viaggio
  • Esperto Kel 12 dall’Italia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti indicato
  • Ingressi, tasse e percentuali di servizio

 

 

La quota non comprende

 

  • Le bevande, le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)
  • Il visto d’ingresso
  • Le tasse aeroportuali, il fuel surcharge
  • Le tasse estere d’imbarco per i voli internazionali in partenza da Yangon (20 USD da pagare in loco)
  • Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “la quota comprende”

 

 

 

Bene a sapersi

  • In Birmania, periodicamente, le pagode, specie quelle dorate, sono sottoposte a restauro. Dal settembre 2014 al febbraio 2015 era previsto un intervento anche nel complesso sacro Shwedagon di Yangon, che ad oggi non è terminato. Questi lavori, potrebbero essere ancora in corso e rendere poco visibile parte della pagoda principale che potrebbe essere ricoperta da impalcature di bambù. Il resto del complesso è però fruibile, e gli stessi lavori sulla pagoda più alta potranno essere motivo di ulteriore interesse per i visitatori. Si tratta di un impegno che vede coinvolti molti birmani. Diffusissima è la pratica di offrire gratuitamente la propria opera, perché concorrere al buon mantenimento e restauro dei luoghi sacri costituisce motivo per acquisire meriti, ampiamente riconosciuti dal Buddhismo. Per questo, proprio perché si tratta di un lavoro meritorio, lo scopo principale non è quello di "fare in fretta", ma di mettere la massima cura nella migliore riuscita dell'impresa, per la quale potrebbe essere necessario un tempo ancora più lungo di quello preventivato.
  • Le autorità di Bagan hanno stabilito, dal 1° marzo, il divieto di salita su tutte le strutture religiose giorno e notte per salvaguardare i monumenti e per l'incolumità delle persone, dopo il verificarsi di spiacevoli episodi di danneggiamenti alle cose e cadute di persone. Non si conosce la durata di tale proibizione. Nel caso dovesse essere ripristinata la possibilità di salire, ne daremmo immediata comunicazione.
  • La sistemazione alberghiera verrà ulteriormente riconfermata 45 giorni prima della partenza.
  • Nell’escursione a Kyaikhtiyo (Roccia d’Oro), si ricorda che per raggiungere sia l’hotel che la Roccia d’Oro è necessario camminare, perché i mezzi non possono arrivare fino a destinazione finale. Sono disponibili dei portatori (per i bagagli) e delle portantine (a pagamento) per portare a destinazione le persone che non possono camminare.
  • L’ordine delle visite ed escursioni in ciascuna località può essere soggetto a variazioni per motivi di opportunità contingenti in funzione degli operativi aerei, senza compromettere le peculiarità del viaggio.
  • I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade/ /soste fotografiche richieste dal gruppo.
  • I voli interni possono essere soggetti a modifiche di orario e cancellazioni talvolta senza alcun preavviso.
  • Le visite ai templi si effettuano rigorosamente a piedi nudi.
  • Le mance non sono incluse nella quota di partecipazione, prevedere 80 euro da dividere tra guida, autista e personale in generale.
  • Il clima in Birmania è tropicale, contraddistinto da tre stagioni: calda da aprile a maggio, monsonica con piogge ed alta umidità da giugno a settembre, fresca da ottobre a febbraio/marzo (il tempo è secco e soleggiato). Tuttavia negli ultimi anni il cambiamento mondiale di clima ha fatto sì che anche in Birmania le stagioni non siano più ben definite e si sono verificate punte di freddo o pioggia nei mesi di dicembre e gennaio.
  • Anche se la situazione è in continua evoluzione, le carte di credito sono accettate solo negli alberghi di Yangon, Mandalay e Bagan.
  • Gli euro non sono ancora entrati nelle più diffuse abitudini commerciali dei birmani. Si consiglia vivamente di arrivare in Myanmar con sufficiente valuta in dollari americani in contanti. Si ricorda che i dollari emessi prima del 1990 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni. Non vengono accettate banconote con macchie, strappi, segni o altre imperfezioni. Non si può riconvertire la valuta locale in dollari o euro.
  • In Birmania il GSM International Roaming non è attivo e tutti i telefoni cellulari provenienti dall’estero sono inutilizzabili.
  • La telefonia cellulare è uno degli aspetti che può cambiare rapidamente, anche senza preavviso, non solo per le caratteristiche proprie di questo strumento di comunicazione, ma per la particolare realtà birmana. Sino a pochi mesi fa era possibile usare cellulari italiani con schede acquistate in Birmania. Poi la situazione è cambiata improvvisamente perché queste schede, teoricamente in commercio, sono scomparse dalla circolazione. Quindi, prima di partire, consigliamo di consultare il proprio operatore, tenendo presente che tutte le informazioni fornite possono non  trovare riscontro in loco per le motivazioni sopra esposte. Le chiamate da telefono fisso possono essere effettuate solo dagli hotel, anche se il loro costo è elevato e varia da albergo ad albergo. Gli hotels da 4* in su sono in genere dotati di business center presso i quali si può accedere alla rete internet. Anche questo aspetto va verificato in loco per appurarne fattibilità costi e tempi di attesa.

 

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