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INCANTO BIRMANO E ANGKOR

ASIA / Birmania

Vi proponiamo un itinerario classico in Birmania, alla scoperta delle principali attrattive naturalistiche e culturali del paese, meta di viaggiatori che apprezzano un’esperienza vera, ricca di folclore, di incantevoli scenari, di monumenti eclatanti, di incontri autentici.
Questo itinerario è una delle proposte di viaggio attraverso la storia e la tradizione di questo popolo, che consentirà di vivere tutto il fascino di questo paese con le sue principali attrattive.
Non si può restare indifferenti al luccichio dei pinnacoli che sormontano le pagode, all’ immensa piana di Bagan, alle migliaia di sfarzose costruzioni religiose, al particolarissimo modo di sospingere le imbarcazioni sul lago Inle dei rematori ad una gamba, all’ immancabile processione mattutina dei monaci che attendono le offerte dei fedeli, all’ ospitalità ed alla gentilezza di questo popolo.
Il periodo ideale di effettuazione del viaggio è da metà ottobre ad aprile.
Vi invitiamo a contattarci per ricevere un preventivo dettagliato o per elaborare il viaggio su misura più adatto alle vostre esigenze e personalizzato secondo le vostre richieste, affidandovi alla nostra esperienza e profonda conoscenza della destinazione: vi assisteremo nella scelta del vettore aereo, delle strutture alberghiere e dei servizi consoni alle vostre necessità al fine di confezionare il vostro viaggio dei sogni.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3300 Euro

Per questo viaggio non sono previste riduzioni.

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 80 Impronte del Club.
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Durata

12 giorni e di 10 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 2 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 8 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza per Yangon con arrivo il giorno successivo. Pasti e pernottamento a bordo  
Partenza dall’ Italia con volo di linea per Yangon. Pasti e pernottamento a bordo e arrivo il giorno successivo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Yangon; visiteremo la Pagoda Sule, il Grande Buddha Reclinato e la Pagoda Shwedagon  
Arrivo a Yangon. Inizieremo subito con la visita della capitale: Yangon è lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole. Visiteremo la Pagoda Sule posta al centro della città, il Grande Buddha Reclinato Chaukhtatgy, la dorata Pagoda Shwedagon, simbolo del Myanmar che veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. Qui una variopinta folla di fedeli s’aggira a piedi nudi in senso orario ,secondo le regole del Theravada, fra centinaia di Buddha seduti, reclinati, in piedi, con le mani in diverse posizioni, ognuna delle quali con il suo preciso significato. Intere famiglie di fedeli seduti con grande dignità e mitezza sul pavimento di uno dei tanti tempietti che fanno da corona al grande stupa dorato pregano, meditano, riposano. Senza dubbio la pagoda Shwedagon offre una delle più forti emozioni di un viaggio in Birmania.Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in albergo. N.B. In Birmania, periodicamente, le pagode, specie quelle dorate, sono sottoposte a restauro. Dal settembre 2014 al febbraio 2015 è previsto un intervento anche  nel complesso sacro Shwedagon di Yangon. Questi lavori renderanno poco visibile la pagoda principale che sarà ricoperta da impalcature di bambù. Il resto del complesso sarà però fruibile, e gli stessi lavori in corso sulla pagoda più alta potranno essere motivo di ulteriore interesse per i visitatori. Si tratta di un impegno che vede coinvolti molti birmani. Diffusissima è la pratica di offrire gratuitamente la propria opera, perché concorrere al buon mantenimento e restauro dei luoghi sacri costituisce motivo per acquisire meriti, ampiamente riconosciuti dal Buddhismo. Per questo, proprio perché si tratta di un lavoro meritorio, lo scopo principale non sarà quello di "fare in fretta", ma di mettere la massima cura nella migliore riuscita dell'impresa, per la quale potrebbe essere necessario un tempo più lungo del previsto.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - visiteremo la Pagoda Sule, il Grande Buddha Reclinato e la Pagoda Shwedagon  


Tappa: 4 - Giorno: 4 - Trasferimento all' aeroporto e volo per Heho; partenza per Pindaya, situata ad un'altitudine di 1300 metri e famosa per le sue grotte e proseguimento per il Lago Inle  
Trasferimento in aeroporto e volo per Heho da dove proseguiremo per Pindaya via terra. Siamo sull’altopiano Shan ed il percorso, molto panoramico, attraversa piccoli villaggi abitati dall’etnia Pah-O. Pindaya, ad un’altitudine di 1300 metri, è famosa per le grotte situate su una cresta rocciosa che si affaccia sull'omonimo lago. La grotta più grande, che si apre per 160 metri nella montagna, è un luogo religioso antichissimo e custodisce migliaia di statue del Buddha di ogni dimensione. Dopo la visita il viaggio prosegue alla volta del Lago Inle tra alture con risaie a secco e villaggi montani. Orti e mercati galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano con i piedi per disporre delle mani libere, pagode, monasteri, laboratori per la seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del lago. Gli “Intha” popolano le rive e la superficie lacustre. Vivono su palafitte collegate da passerelle, coltivano orti sospesi in acqua ed i pescatori usano atleticamente enormi nasse. Ci troviamo sempre nella regione Shan a 1100 metri, una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i commerci d’oppio e la gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i locali sono ospitali, lavorano gli orti galleggianti realizzati intrecciando piante acquatiche, ancorate sul fondo con canne di bambù riempite di fango. Vendono prodotti agricoli ed articoli d’artigianato su piccole imbarcazioni.Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Lago Inle: a bordo di canoe a motore si raggiunge la famosa Phaundawoo Pagoda, e il sito archeologico di Shwe Inn Thein  
Percorriamo in canoe a motore la ragnatela di canali nell’incanto di un paesaggio oltraggiosamente pittoresco fra coltivazioni galleggianti e grovigli di giacinti d’acqua fino a raggiungere l’antico monastero in mezzo al lago che custodisce pregevolissime statue antiche in stile Shan. Poi non può mancare una sosta alla Phaundawoo Pagoda famosa per le cinque statue d’oro del Buddha.Riprendiamo le nostre piccole imbarcazioni per raggiungere il villaggio di Inn Thein. Attraverso una sorta di infinito porticato che ripara dal sole centinaia di bancarelle, si arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein. E’ un posto davvero particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne accentuano i tratti antichi e selvaggi. Vi sono decine e decine di piccoli stupa e templi spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono fortemente a rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più interessante la visione.Tra i prodotti locali tipici segnaliamo che oltre ai “cheroot”, i grossi sigari, e alla seta lavorata ad ikat, solo qui si trova la preziosa “bava dei fiori di loto” usata per realizzare costosi tessuti.Pranzo in ristorante e cena in albergo.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Trasferimento all'aeroporto di Heho e partenza per Mandalay  
Via terra si ritorna ad Heho per prendere il volo per Mandalay, l’ultima capitale reale birmana prima dell’avvento dell’impero coloniale britannico ed oggi la seconda città più popolosa dopo Yangon.Proseguimento per Amarapura, antica capitale birmana, e visita al monastero di Mahagandaryon dove potremo assistere ad alcuni momenti di vita monastica. Rientrando a Mandalay proseguimento delle visite con la pagoda di Kuthodaw, chiamata anche “il libro più grande del mondo”, perché intorno alla pagoda centrale vi sono 729 stele di alabastro su cui è iscritto tutto il canone buddhista o Tripitaka. Tali stele sono protette da altrettanti tempietti di un bianco immacolato. Lungo il percorso sosta per ammirare il ponte U Bein, la vera “attrazione” della zona. Da circa due secoli la struttura lunga oltre 1 km, la più lunga al mondo costruita in legno di tek, consente il transito da una sponda all’altra del Lago Taungthaman. Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Escursione in barca a Mingun per la visita ai resti della più grande pagoda del mondo e al Tempio Myatheindan; la navigazione prosegue fino ad Ava, dove si trovano alcuni tra i più interessanti monasteri del paese  
Inizieremo la giornata con l’escursione a Mingun. La raggiungeremo in barca privata, navigando l’Irrawaddy per circa 2 ore. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le abitazioni e la gente che ci vive. Vedremo ciò che rimane della più grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e del Tempio Myatheindan, la cui forma simboleggia il Monte Meru. Sempre in barca proseguiamo per Ava ammirando durante la piacevole navigazione il vasto panorama verde delle colline di Sagain punteggiate da guglie e pinnacoli di edifici sacri. Ava (oggi rinominata Inwa) fu capitale di vari regni birmani per quasi 400 anni ed ora è un piccolo villaggio di struggente bellezza. Pranzo in ristorante. Cena in albergo.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Visita del magnifico monastero Shwenandaw di Mandalay e partenza per il Monte Popa; nel tardo pomeriggio arrivo a Bagan  
Di buon mattino visita del magnifico monastero Shwenandaw, che un tempo faceva parte del vecchio palazzo reale di Mandalay. Dopo una sosta presso la pagoda Kuthodaw, chiamata anche il libro più grande del mondo per le 729 stele di pietra su cui è iscritto tutto il canone buddhista, partiremo alla volta del Monte Popa che raggiungeremo dopo circa 4 ore di viaggio. E’ uno stranissimo enorme spuntone roccioso, la dimora dei Nat, gli spiriti di un culto animista molto diffuso in tutto il paese. Alla cima si accede scalzi attraverso una lunga scalinata coperta da una tettoia. Vi si giunge dopo circa mezz’ora, accompagnati da immancabili venditori (le ultime rampe sono ripide). I Nat non fanno parte dell’ortodossia ufficiale, ma sono certo compatibili col credo locale. In pratica i birmani indirizzano il culto verso il Buddha per ciò che riguarda le reincarnazioni, e si rivolgono ai nat per gli aspetti della vita presente. Nel tardo pomeriggio si arriva a Bagan. Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Visita del sito archeologico di Bagan, che conserva più di 2000 templi ed edifici religiosi innalzati nel breve periodo di fortuna della città  
Bagan è una delle grandi meraviglie dell’Asia, uno di quei siti che restano indimenticabili. Più di 2000 templi, risalenti al X e XIII secolo, sparsi in un orizzonte immenso, in un paesaggio che cambia colore ad ogni ora del giorno. E' un vero shock artistico, ma anche spirituale, per l’incredibile magia che il luogo ispira. Ovunque si guardi si ammirano rovine di tutte le dimensioni nella pianura ocra, rossa e verde: templi grandi e gloriosi come quelli di Ananda, Shwezigon e Dhamayangyi e pagode piccole e solitarie in mezzo ai campi. Una giornata dedicata alle visite dei templi dell’area archeologica: la più impressionante città morta della religione che vi sia al mondo. Quanto possiamo vedere oggi corrisponde grosso modo alla metà degli edifici religiosi innalzati nel brevissimo periodo di fortuna della città (dal 1000 al 1200), cui andrebbero aggiunti poi tutti i monasteri e le abitazioni in legno, naturalmente andati distrutti, compreso il palazzo reale, necessari ad ospitare una popolazione che contava allora un milione di abitanti. Il tramonto sulla sommità di una pagoda per ammirare la piana disseminata di rovine e bagnata dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può dimenticare. Durante la permanenza a Bagan avremo anche l’occasione di visitare mercati e laboratori di lacca.Pranzo in ristorante e cena in albergo.Un’esperienza indimenticabile è il sorvolo della piana di Bagan in mongolfiera (facoltativo e soggetto alle condizioni meteorologiche). Consigliamo di effettuare la prenotazione dall’Italia perché i posti disponibili sono limitati.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Trasferimento all'aeroporto di Bagan e volo per Siem Reap  
Trasferimento all’aeroporto e partenza con volo di linea per Siem Reap via scalo intermedio.Pranzo libero, cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - VIsita al sitio archeologico di Angkor  
Visita al sito archeologico di Angkor.Angkor Wat, un manufatto eccezionale per dimensioni e raffinatezza che unisce senso religioso e architettonico a un livello raramente riscontrabile in altre parti del pianeta, se ne noteranno il simbolismo, gli elementi imponenti e i particolari minuti ed aggraziati, a partire dalle oltre 3.000 raffigurazioni delle deliziose “apsara”. La nostra visita inizia dalla Porta ad oriente che offre un’atmosfera molto suggestiva e dove l’afflusso turistico è scarso. L’ingresso principale lo si potrà ammirare al termine della visita. Fra tutti i templi khmer è sicuramente il capolavoro indiscusso dell’architettura e dell’arte di questa straordinaria civiltà. Misura un perimetro esterno di 1800 metri per 1300 e culmina con il raffinato profilo delle cinque torri-santuario che chiudono l’orizzonte. Saliti i gradini d’accesso al secondo piano, si ha dinnanzi il massiccio centrale di Angkor Vat, sormontato dalle alte torri intatte di cui quella del centro leva il suo pinnacolo a sessantacinque metri dalla pianura. Il ricamo del gigantesco blocco, geometrico e preciso nel mare della foresta, annulla ogni efficacia di cifre. Nei raffinati bassorilievi di un chilometro di lunghezza che tappezzano le gallerie la scultura sfiora la pietra per descrivere i grandi miti del Mahabarata e del Ramayana e fra le finestre decine e decine di devata ed apsara, seducenti ninfe celesti, offrono la spettacolare testimonianza di un’eccelsa arte figurativa. I lavori di costruzione del tempio iniziati nel 1120 terminarono nel 1150 alla morte del suo ideatore, il grande Suryavarman II; in quell’epoca in Italia si consacrava la Cattedrale di Pisa e a Parigi si costruiva Notre Dame. Dopo pranzo ci rechiamo al Banteay Srey, il “tempio rosa”, per la qualità della pietra con cui è stato realizzato nel X secolo. E’ comunemente considerata in assoluto una delle maggiori preziosità architettoniche e artistiche cambogiane. Si trova a una trentina di chilometri da Siem ed è noto anche come “cittadella delle donne” per la graziosità delle raffigurazioni presenti nel tempio, caratterizzato da un ottimo stato di conservazione, dalla raffinatezza della fattura e accorti restauri. Eleganti figure femminili presenti nelle pareti del tempio narrano episodi dell’onnipresente poema classico indiano Ramayana. E’ dedicato a Shiva, ma sono numerose anche le altre divinità maschili e femminili che ne ornano, ingioiellandole, le strutture. A seguire possiamo ammirare il tempio Banteay Samre, del XII secolo costruito durante il regno di Suryavarman II. E’ un santuario di medie dimensioni e siccome è quasi contemporaneo ad Angkor Wat ne ricorda lo stile e l’equilibrio armonico delle strutture con una particolarità esclusiva data da pinnacoli ovoidali, sempre in arenaria grigia, collocati lungo le cuspidi dei tetti. Il tempio è stato oggetto  di uno dei più accurati e meglio riusciti restauri con il metodo dell’anastilosi.Sulla via del ritorno ci fermiamo al Ta Prohm, il più emozionante fra tutti i monumenti angkoriani. Volutamente gli archeologi hanno preferito lasciarlo quasi nelle stesse condizioni in cui fu scoperto. Infatti qui la foresta è l’assoluta protagonista. L’albero e la liana non si sono in nessun luogo associati all’architettura con maggiore maestà ed armonia come al Ta Prom, monastero buddhista fatto erigere da Jayavarman VII nel 1186 e dedicato a sua madre. Varcato il primo muro di cinta, si assiste a uno spettacolo inverosimile. Altissimi alberi di Ceiba Pentandra e di Ficus Gibbosa avvolgono con le loro gigantesche radici come enormi tentacoli di piovra le gallerie basse, i cortili e le torri dove grazia e tragedia, violenza e tranquillità si fondono. Fra gli edifici che l’albero ha spaccato da parte a parte il visitatore stupefatto si sente ora entusiasmato ed ora disperato dal miracoloso ed abominevole lavoro della foresta e della solitudine.Pranzo in ristorante tipico a base di cucina Khmer, cena e pernottamento in albergo.iOggi iniziamo da Angkor Wat, un manufatto eccezionale per dimensioni e raffinatezza che unisce senso religioso e architettonico a un livello raramente riscontrabile in altre parti del pianeta, se ne noteranno il simbolismo, gli elementi imponenti e i particolari minuti ed aggraziati, a partire dalle oltre 3.000 raffigurazioni delle deliziose “apsara”. La nostra visita inizia dalla Porta ad oriente che offre un’atmosfera molto suggestiva e dove l’afflusso turistico è scarso. L’ingresso principale lo si potrà ammirare al termine della visita. Fra tutti i templi khmer è sicuramente il capolavoro indiscusso dell’architettura e dell’arte di questa straordinaria civiltà. Misura un perimetro esterno di 1800 metri per 1300 e culmina con il raffinato profilo delle cinque torri-santuario che chiudono l’orizzonte. Saliti i gradini d’accesso al secondo piano, si ha dinnanzi il massiccio centrale di Angkor Vat, sormontato dalle alte torri intatte di cui quella del centro leva il suo pinnacolo a sessantacinque metri dalla pianura. Il ricamo del gigantesco blocco, geometrico e preciso nel mare della foresta, annulla ogni efficacia di cifre. Nei raffinati bassorilievi di un chilometro di lunghezza che tappezzano le gallerie la scultura sfiora la pietra per descrivere i grandi miti del Mahabarata e del Ramayana e fra le finestre decine e decine di devata ed apsara, seducenti ninfe celesti, offrono la spettacolare testimonianza di un’eccelsa arte figurativa. I lavori di costruzione del tempio iniziati nel 1120 terminarono nel 1150 alla morte del suo ideatore, il grande Suryavarman II; in quell’epoca in Italia si consacrava la Cattedrale di Pisa e a Parigi si costruiva Notre Dame. Dopo pranzo ci rechiamo al Banteay Srey, il “tempio rosa”, per la qualità della pietra con cui è stato realizzato nel X secolo. E’ comunemente considerata in assoluto una delle maggiori preziosità architettoniche e artistiche cambogiane. Si trova a una trentina di chilometri da Siem ed è noto anche come “cittadella delle donne” per la graziosità delle raffigurazioni presenti nel tempio, caratterizzato da un ottimo stato di conservazione, dalla raffinatezza della fattura e accorti restauri. Eleganti figure femminili presenti nelle pareti del tempio narrano episodi dell’onnipresente poema classico indiano Ramayana. E’ dedicato a Shiva, ma sono numerose anche le altre divinità maschili e femminili che ne ornano, ingioiellandole, le strutture. A seguire possiamo ammirare il tempio Banteay Samre, del XII secolo costruito durante il regno di Suryavarman II. E’ un santuario di medie dimensioni e siccome è quasi contemporaneo ad Angkor Wat ne ricorda lo stile e l’equilibrio armonico delle strutture con una particolarità esclusiva data da pinnacoli ovoidali, sempre in arenaria grigia, collocati lungo le cuspidi dei tetti. Il tempio è stato oggetto  di uno dei più accurati e meglio riusciti restauri con il metodo dell’anastilosi.Sulla via del ritorno ci fermiamo al Ta Prohm, il più emozionante fra tutti i monumenti angkoriani. Volutamente gli archeologi hanno preferito lasciarlo quasi nelle stesse condizioni in cui fu scoperto. Infatti qui la foresta è l’assoluta protagonista. L’albero e la liana non si sono in nessun luogo associati all’architettura con maggiore maestà ed armonia come al Ta Prom, monastero buddhista fatto erigere da Jayavarman VII nel 1186 e dedicato a sua madre. Varcato il primo muro di cinta, si assiste a uno spettacolo inverosimile. Altissimi alberi di Ceiba Pentandra e di Ficus Gibbosa avvolgono con le loro gigantesche radici come enormi tentacoli di piovra le gallerie basse, i cortili e le torri dove grazia e tragedia, violenza e tranquillità si fondono. Fra gli edifici che l’albero ha spaccato da parte a parte il visitatore stupefatto si sente ora entusiasmato ed ora disperato dal miracoloso ed abominevole lavoro della foresta e della solitudine.Pranzo in ristorante tipico a base di cucina Khmer, cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Trasferimento all' aeroporto e partenza per l' Italia  
Proseguimento della visita dell’ Angkor Thom, una vera e propria città fortificata realizzata tra il XII e XIII secolo. Sembra che nel periodo d’oro nella zona vivesse oltre un milione di persone. L’area era cinta da muro e fossato, chiara rappresentazione architettonica del monte sacro Meru e degli Oceani. Porte monumentali alte oltre 20 metri sono arricchite da proboscidi, grandi statue di divinità e demoni. All’interno vi si trovano edifici quali la “Terrazza del Re Lebbroso”, la “Terrazza degli Elefanti”, ma soprattutto il “Bayon”. Se la struttura più maestosa di Angkor è l’Angkor Wat, il Bayon rappresenta certamente quella in cui arte e capacità fantastiche degli autori e di chi l’ha commissionata si sono espresse al meglio della creatività. I 216 enormi volti di Avalokitesvara sembrano inseguire con lo sguardo freddo, ma con sorriso più conciliante, il visitatore che in ogni caso rimane assai colpito dalla straordinarietà dell’opera. Il sorriso, appena accennato, delle sue 432 labbra può anche richiamare, (non per proporre inconsistenti rapporti ma solo per omogeneità estetiche), quello di Abu Simbel. Oltre allo straordinario insieme dell’opera, sarà interessante osservare nel dettaglio anche i bassorilievi con oltre 10.000 raffigurazioni. Molte di queste rappresentano scene di vita del XII secolo. Si dice che sia stata questa la prima struttura che lo “scopritore” di Angkor, (Henri Mouhot oggi sepolto lungo un fiume in Laos), abbia notato durante un suo girovagare nella foresta. Assai coinvolgente e di grande impatto emotivo. Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia. Pasti liberi e pernottamento.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Arrivo in Italia  



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Per questo itinerario, a parziale modifica di quanto riportato nella scheda tecnica, le penali di annullamento saranno applicate nella seguente misura:

 

100% a partire dalla data di conferma di prenotazione.

 

 

La quota pubblicata comprende

 

-        Voli  di linea Yangon-Heho, Heho-Mandalay, Bagan-Yangon in classe economica

-        Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero

-        Trasporti interni in pullman con aria condizionata

-        Barca da Mingun ad Ava e canoe a motore al Lago Inle

-        Calesse ad Ava

-        Sistemazione negli alberghi prescelti

-        Trattamento di pensione completa dal pranzo del 2° giorno al pranzo del 9°giorno

-        Visite ed escursioni come da programma con guida locale che parla italiano/inglese ed accompagna  per tutto il viaggio

-        Guida locale parlante italiano/inglese

-        Ingressi, tasse e percentuali di servizio

 

 

La quota pubblicata non comprende

 

-          Volo di linea Milano-Yangon-Milano in classe economica (espresso a parte)

-          Le tasse aeroportuali, il fuel surcharge (espresse a parte)

-          La cena del 9°giorno

-          Le bevande, le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)

-          Il visto d’ingresso (espresso a parte)

-          Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al  paragrafo “la quota comprende”

 

Bene a sapersi

 

  • Le autorità di Bagan hanno stabilito, dal 1 marzo, il divieto di salita su tutte le strutture religiose giorno e notte per salvaguardare i monumenti e per l'incolumità delle persone, dopo il verificarsi di spiacevoli episodi di danneggiamenti alle cose e cadute di persone. Non si conosce la durata di tale proibizione.

Nel caso dovesse essere ripristinata la possibilità di salire, ne daremmo immediata comunicazione.

  • L’ordine delle visite ed escursioni in ciascuna località può essere soggetto a variazioni per motivi di opportunità contingenti in funzione degli operativi aerei, senza compromettere le peculiarità del viaggio.
  • I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade/ /soste fotografiche richieste dal gruppo.
  • I voli interni possono essere soggetti a modifiche di orario e cancellazioni talvolta senza alcun preavviso.
  • Le visite ai templi si effettuano rigorosamente a piedi nudi.
  • Il clima in Birmania è tropicale, contraddistinto da tre stagioni: calda da aprile a maggio, monsonica con piogge ed alta umidità da giugno a settembre, fresca da ottobre a febbraio/marzo (il tempo è secco e soleggiato). Tuttavia negli ultimi anni il cambiamento mondiale di clima ha fatto sì che anche in Birmania le stagioni non siano più ben definite e si sono verificate punte di freddo o pioggia nei mesi di dicembre e gennaio.
  • Anche se la situazione è in continua evoluzione, le carte di credito sono accettate solo negli alberghi di Yangon, Mandalay e Bagan.
  • Gli euro non sono ancora entrati nelle più diffuse abitudini commerciali dei birmani. Si consiglia vivamente di arrivare in Myanmar con  sufficiente valuta in dollari americani in contanti. Si ricorda che i dollari emessi prima del 1990 non vengono più né accettati né cambiati, a causa delle numerose falsificazioni. Non vengono accettate banconote con macchie, strappi, segni o altre imperfezioni.
  • In Birmania il GSM International Roaming non è attivo e tutti i telefoni cellulari provenienti dall’estero sono inutilizzabili.
  • La telefonia cellulare è uno degli aspetti che può cambiare rapidamente, anche senza preavviso, non solo per le caratteristiche proprie di questo strumento di comunicazione, ma per la particolare realtà birmana. Sino a pochi mesi fa era possibile usare cellulari italiani con schede acquistate in Birmania.

Poi la situazione è cambiata improvvisamente perché queste schede, teoricamente in commercio, sono scomparse dalla circolazione.

Quindi, prima di partire, consigliamo di consultare il proprio operatore, tenendo presente che tutte le informazioni fornite possono

non  trovare riscontro in loco per le motivazioni sopra esposte.

Le chiamate da telefono fisso possono essere effettuate solo dagli hotel, anche se il loro costo è elevato e varia da albergo ad albergo. Gli hotels da 4* in su sono in genere dotati di business center presso i quali si può accedere alla rete internet. Anche questo aspetto va verificato in loco per appurarne fattibilità costi e tempi di attesa.

  • Le autorità birmane hanno introdotto le tasse estere d’imbarco per i voli internazionali in partenza da Yangon (20 USD da pagare in loco)

 

 

 

 

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