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IRIAN JAYA: RITORNO AL PASSATO

ASIA / Indonesia

In volo sulle meravigliose montagne ricoperte di fitta vegetazione….
Una spedizione alla scoperta di alcune delle numerose etnie che abitano questo incredibile paese, in canoa e a piedi tra gli acquitrini della pianura alla ricerca degli ultimi Korowai che vivono nelle case sugli alberi e a piedi tra gli altopiani della Valle di Baliem per incontrare le popolazioni dei Dani e degli Yali. Una spedizione che ci porterà a stretto contatto con alcuni dei numerosissimi gruppi tribali dell’Irian Jaya – West Papua. Ci sposteremo con mezzi di trasporto terrestri, a piedi e con lance a motore e canoe lungo i fiumi. La combinazione di cultura e natura e la presenza di guide locali con grande esperienza nella realizzazione di spedizioni anche estreme vi darà la possibilità di compiere un viaggio avventura unico ed indimenticabile in tutta sicurezza in un paese estremamente difficile da visitare.
Wamena si è sviluppata a partire dal ‘62 sino a trasformarsi in una piccola cittadina, sede amministrativa del West Papua centrale. Wamena, nella lingua Dani significa “il posto dei maiali” in quanto era qui che i Dani e le tribù amiche che occupavano le montagne circostanti si incontravano per barattare i loro preziosi animali. Oggi nella valle è scomparso il cannibalismo e le guerre tribali sono rare, ma molti dei Dani, dei Lani e degli Yali continuano a vivere nella maniera tradizionale. Buona parte della loro cultura è ancora intatta e crea i presupposti per un viaggio di grande interesse antropologico e naturalistico.A est del bassopiano meridionale, dove si delinea il profilo dei primi contrafforti montuosi, i fiumi diventano sempre più stretti, bassi e meno navigabili e si deve procedere a piedi, in mezzo a foreste acquitrinose. In questa terra di nessuno, che sfugge al controllo delle autorità governative, tra gli alti affluenti del Siretsji e del Digul, vivono i gruppi etnici dei Citak, Kombai e Korowai che costruiscono le loro abitazioni sugli alberi, isolate o riunite in gruppi di tre o più dimore, a una distanza di vari chilometri l’una dall’altra. Le etnie del bassopiano presentano evidenti affinità culturali con gli Asmat (specialmente i Citak).


Prezzo del Viaggio

A partire da: 8300 Euro

Questo viaggio prevede le riduzioni del Club, scopri con il tuo consulente quelle a te dedicate. Att.ne la riduzione è applicabile solo nei punti vendita e agenzie di viaggio che aderiscono al circuito Kel 12 Circle

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 235 Impronte del Club.
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Durata

24 giorni e di 21 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 14 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza dall'Italia  
In mattinata partenza per Jakarta. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Jakarta e dopo un pò di riposo e una visita orientativa della città, proseguimento per Jayapura  
Arrivo a Jakarta di prima mattina e trasferimento all’hotel dell’aeroporto per alcune ore di riposo. Nel pomeriggio, trasferimento in città per una visita orientativa: l’area della Old Batavia, la piazza di Fatahillah, il vecchio porto di Sunda Kalapa…, in attesa dell’orario in cui torneremo in aeroporto per il volo per Jayapura. I voli per Jayapura partono sempre di notte. Pasti liberi e pernottamento a bordo.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Jayapura - Wamena  
Al nostro arrivo a Jayapura, proseguimento per Wamena, nella Valle del Baliem. Pasti liberi e pernottamento all’hotel Mas Budi.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Da Wamena raggiungiamo in macchina il illaggio di Sogokmo, da dove a piedi arriveremo a Wuserem  
Dopo la colazione, raggiungiamo in macchina il villaggio di Sogokmo, dove incontreremo il nostro cuoco e i portatori con i quali a piedi ci dirigeremo verso il villaggio di Wuserem. Attraverseremo i piccoli orti dell’etnia Dani, piccoli villaggi, colline, fiumi e foreste. Dopo circa 7/8 ore si arriva a destinazione. Il villaggio sorge in cima ad una collina vicino al fiume Baliem.Arrivo nel tardo pomeriggio e sistemazione presso la casa del maestro.Pensione completa.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Il nostro trekking nella Valle di Baliem prosegue con i villaggi Dani di Pukam e Wet  
Dopo la colazione, partenza a piedi lungo un sentiero che sale leggermente per circa trenta minuti, dopo i quali il percorso diventa piano, fino a raggiungere il villaggio di Pukam, dove faremo la prima visita. Attraverseremo foresta e giardini, prima di arrivare al villaggio che si trova proprio ai confini della foresta. Dopo la visita ripartiamo, lungo un sentiero relativamente piatto, con qualche discesa fino al villaggio di Wet. Sia Pukam che Wet sono abitati da popolazioni Dani e Yali, alcuni dei quali si sono sposati tra loro. I Dani calcolati in numero di circa 230.000, sono la popolazione più numerosa del West Papua. Comprendenti vari gruppi locali, sono suddivisi in Dani della Valle di Baliem e dintorni e Dani occidentali o Lani. Un mito dani delle origini narra che quando gli uomini uscirono dalle profondità della caverna di Huwam, situata nella parte sud-orientale della valle, gli spiriti li precedettero indicando loro la direzione da seguire verso occidente. Sono uomini di buona costituzione fisica, con colore della pelle che varia dal marrone chiaro al quasi nero. Usano cospargersi il corpo e i capelli di grasso di maiale e fuliggine. Oltre a collari e pendenti di denti di maiale e di conchiglie, zanne di maiale infilate nel naso, cinture e bracciali vegetali, cuffie e copricapi di fibre o di pelliccia e ornamenti di piume, gli uomini indossano l’holim, l’astuccio penico, ricavato da una zucchina coltivata, trattenuto con una cordicella allo scroto e con un’altra alla vita. Sembrerebbe un simbolo di fertilità a prima vista, ma se si tengono in considerazione i lunghi periodi di astinenza sessuale che si impongono per il controllo delle nascite è probabile che sia piuttosto un segno visibile di controllo sociale e restrizione della sessualità, una specie di “contraccettivo” simbolico. L’abbigliamento tradizionale delle donne dani consiste in gonnellini d’erba per le nubili, di gonne di fibre intrecciate e colorate per le sposate e in caratteristiche reti di corda che dalla fronte pendono dietro le spalle. Per lutto o altri scopi rituali, uomini e donne si cospargono il corpo di fango biancastro o praticano diversi tipi di pitture corporali con disegni di significato simbolico. I villaggi dani sono formati da due o tre recinti di pali, assi e rami spinosi che includono una ‘casa degli uomini’, una cucina comune, un certo numero di case famigliari o delle donne e tanti porcili quanti sono i proprietari dei maiali allevati. La patata dolce costituisce, come presso altre popolazioni dell’altopiano, circa il 90% della loro alimentazione. I Dani ne conoscono oltre 70 varietà, anche se ne coltivano per lo più quattro o cinque, in campi rettangolari, circondati da canali di drenaggio delle acque fluviali, con un sapiente sistema d’irrigazione. Gli Yali, circa 30.000, vivono generalmente sulle montagne a est della Grande Valle del Baliem, dove costruiscono i villaggi a un’altitudine compresa tra 700 e 2200 metri. Come i Dani e altri popoli delle montagne della Nuova Guinea, gli Yali sono orticoltori e allevatori di maiali grigi. Con la tecnica del debbio coltivano patate dolci, taro, igname, canna da zucchero, banane, miglio, cetrioli e pandàni. Oltre al cane, tenuto come animale da guardia e da compagnia e usato anche per la caccia, il maiale è l’unico altro animale domestico allevato con cura, usato non solo come risorsa alimentare, ma anche come merce di scambio. I villaggi Yali possono ospitare da 70 a 250-300 persone. Sono formati da due dozzine a un centinaio di capanne circolari con pareti di assi conficcate verticalmente nel suolo e tetto conico, sostenuto da quattro pali centrali. L’interno è diviso in due locali: tanto il pianoterra, costruito a circa un metro e mezzo dal suolo, quanto il piano superiore per dormire, cui si accede per mezzo di una botola, ospitano un focolare di fango secco.Pensione completa e pernottamento in casa locale o tenda mobile.

Tappa: 6 - Dal Giorno: 6 al Giorno 7 - Nella prima giornata di oggi si visiteranno i villaggi di Lilibal e Soba 1 e il secondo giorno si ritorna a Pukam  
Dopo la colazione, preparata dal nostro cuoco, partiamo alla volta di Lilibel. Si sale per una mezz’ora e poi si prosegue lungo un sentiero piano fino al villaggio di Lilibel che si trova in una posizione elevata di questo altopiano piatto. Ci vogliono circa 4 ore e mezzo per raggiungerlo, attraversando coltivazioni di patate dolci e piccole foreste. Pranzo a Lilibel. Dopo il pranzo, con calma, lungo un sentiero in gran parte in discesa e in circa un’ora di cammino, arriviamo al villaggio di Soba 1 dopo aver attraversato due piccoli fiumi.Il secondo giorno, ritorniamo sui nostri passi fino a raggiungere il villaggio di Pukam.Pensione completa e pernottamento in una casa locale.

Tappa: 7 - Giorno: 8 - Continuiamo il nostro viaggio per scoprire l'altopiano con i villaggi di Wsagalep e Wamarek  
Dopo la colazione, cominciamo il nostro trekking che oggi prevede un’ora di salita e poi tre ore e mezzo di discesa fino al villaggio di Wesagalep dove ci fermeremo per il pranzo. Da qui, un’altra discesa di circa un’ora fino a raggiungere un fiume. Attraverseremo un ponte sospeso che lo attraversa e dopo altre due ore di facile salita, arriviamo finalmente al villaggio di Wamarek. Siamo sempre nella Valle di Baliem che è rimasta isolata per secoli anche dopo la scoperta delle coste della HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_Guinea" \o "Nuova Guinea" Nuova Guinea nel 1511 e la presa di possesso della parte occidentale dell'isola da parte degli HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Paesi_Bassi" \o "Paesi Bassi" olandesi, annunciata nel 1826 e attuata solo a partire dal 1883; fino al 1910, tuttavia, questi ultimi si limitarono a fondare avamposti sulla costa. Alla fine del 1909 l'esploratore HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hendrikus_Albertus_Lorentz&action=edit&redlink=1" \o "Hendrikus Albertus Lorentz (la pagina non esiste)" Hendrikus Albertus Lorentz, impegnato nella spedizione che sarebbe terminata con la prima ascensione al HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Puncak_Trikora&action=edit&redlink=1" \o "Puncak Trikora (la pagina non esiste)" Puncak Trikora (allora chiamato “Monte Wilhelmina”), rimase ai margini meridionali della valle, stabilendo il primo contatto con alcune tribù Dani. Negli anni successivi altri esploratori, interessati per lo più a raggiungere le cime montuose, ebbero altri sporadici contatti; le spedizioni tuttavia si mantennero sempre ai margini della valle. Nel giugno del 1938 l'esploratore HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America" \o "Stati Uniti d'America" statunitense HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Archbold" \o "Richard Archbold" Richard Archbold, durante un volo d'esplorazione nella zona, scoprì l'esistenza della valle del Baliem; accampatosi nelle vicinanze, inviò due distinte pattuglie che si incontrarono al centro della valle, dove furono successivamente installati alcuni campi. Nel 1945 un aereo militare americano precipitò nella valle, chiamata a quel tempo dai piloti Shangri-La perché vista dall'alto sembrava loro l' HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Shangri-La" \o "Shangri-La" omonima terra mitica; i tre sopravvissuti allo schianto, riusciti a rifugiarsi presso i Dani, furono recuperati due mesi dopo da una missione di soccorso. Dopo la HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale" \o "Seconda guerra mondiale" seconda guerra mondiale cominciarono ad arrivare nella valle i primi missionari; lo stesso governo coloniale olandese, nel 1956, stabilì un posto di polizia a Wamena. Quando il governo indonesiano subentrò a quello olandese, nel 1962, i Dani cominciarono a manifestare spinte indipendentiste; la situazione ha portato a numerose rivolte, soffocate duramente. Lo sviluppo del HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Turismo" \o "Turismo" turismo, cominciato a partire dagli HYPERLINK "https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1980" \o "Anni 1980" anni 1980 e trainato dalla possibilità di incontrare una delle ultime società tradizionali rimaste nel Pianeta. Pensione completa e pernottamento in case locali o tenda mobile.

Tappa: 8 - Giorno: 9 - Ultima giornata di trekking che ci riporterà a Wamena, nostro punto di partenza  
Ultimo giorno di trekking per ritornare a Wamena, nostro punto di partenza. Attraverso il villaggio di Hesegem, giungiamo a Sogokmo, dove incontreremo le macchine che ci riporteranno a Wamena. Quando i missionari cominciarono ad arrivare nella Valle di Baliem, fu necessario costruire un aeroporto per far arrivare i rifornimenti e questa è la ragione per la quale fu fondato il villaggio di Wamena. Oggi, è una città che consente ai Papua di avere un contatto con il resto del mondo. La strada che unisce la Valle di Baliem alla cosa non è ancora stata costruita e Wamena e il suo aeroporto sono diventati l’unica possibilità per far arrivare forniture e per mantenere l’area in contatto con il resto del mondo. Tutte e auto, i macchinari da costruzione e la benzina arrivano a Wamena per via aerea – con gli Hercules quando si tratta di cose grandi o con gli aerei della compagnia Trigana o Wings per trasportare le persone. Wamena è anche il più importante centro economico dell’area e il luogo dove gli aborigeni, provenienti dalle diverse tribù si incontrano per commerciare l’uno con l’altro. In molti casi devono camminare per una settimana per raggiungerla.Cena libera e pernottamento all’Hotel Baliem Pilamo.NOTA BENE. È importante tenere presente che, data la scarsa offerta di strutture ricettive a Wamena e in considerazione del fatto che trascorreremo alcune notti in quella città durante il Festival Dani della Valle di Baliem, LE CAMERE SINGOLE NON POSSONO ESSERE GARANTITE.

Tappa: 9 - Dal Giorno: 10 al Giorno 11 - Due giornate dedicate alla partecipazione al Festival della Valle di Baliem  
Due giornate dedicate alla partecipazione al Festival della Valle di Baliem. Questo Festival è un’occasione per le diverse etnie che abitano gli altopiani di Wamena e la Valle di Baliem, come i Dani, i Lani e gli Yali, per incontrarsi e celebrare la loro festa annuale. Quest’anno il festival si terrà nel distretto di Jayawijaya. Situata nel mezzo delle montagne omonime sul lato Indonesiano dell’isola della Nuova Guinea, Baliem è un’impressionante valle verde che è stata a lungo nascosta e isolata. Il momento culminante del Festival sono le finte battaglie tribali che si tengono per mantenere l’agilità e la preparazione fisica degli uomini per la difesa dei loro villaggi. Per preparare queste battaglie, gli organizzatori preparano un’arena di 400 m per 250 m che vedrà la partecipazione di 500-1000 guerrieri e danzatori. Queste battaglie sono accompagnate dalla musica tradizionale papuana, Pikon. Il Pikon è uno strumento musicale fatto con la corteccia del legno che produce dei suoni soffiandoci dentro. Questi suoni producono una musica dall’effetto calmante e riuscire a suonare tale strumento richiede delle abilità particolari. Oltre alle battaglie simulate ci sarà l’occasione anche di assistere anche ad altri avvenimenti, come la cottura del maiale e delle verdure sottoterra e di capire in modo più approfondito la cultura delle singole etnie che abitano la Valle.Pasti liberi e pernottamento in hotel.

Tappa: 10 - Giorno: 12 - Volo per Dekai, una piccola cittadina ad ovest di Wamena e casa dell'etnia dei Manimo  
Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto per il volo per Dekai, una piccola cittadina ad ovest di Wamena. Ci vogliono circa 30 minuti di volo per raggiungerla che si è sviluppata maggiormente dopo la recente politica d’autonomia adottata in Papua. L’area è abitata dall’etnia Manimo che sono oggi abbastanza civilizzati.Pasti liberi e pernottamento in un piccolo e semplice hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 13 - Trasferimento al piccolo porticciolo di Lokbon e poi in barca percorriamo il fiume Braza verso sud fino a raggiungere Mabu  
Dopo colazione, trasferimento in motocicletta, lungo una strada sterrata che incirca un’ora ci condurrà al piccolo porto tradizionale di Lokbon. Da qui, navigheremo verso sud, lungo il fiume Braza, uno dei corsi d'acqua più grandi che scorrono verso sud e che si unisce ad altri fiumi dell’area Asmat. Durante il nostro tragitto in barca ammireremo la folta vegetazione della foresta e incroceremo altre imbarcazioni. Lungo il fiume ci fermeremo in alcuni villaggi dell’etnia Citak Mitak. Questa tribù costruisce le case lungo le rive del fiume e sono abitazioni di legno con il tetto di foglie. Negli anni ’80, queste popolazioni non indossavano vestiti, ma un accesso facilitato ai loro villaggi, ha portato a un cambiamento nel loro modo di vestire. Oggigiorno, indossano dei calzoncini e molto spesso sono a torso nudo. I Citak sono in tutto circa 8000, ma solo una parte di loro è insediata lungo l’alto corso del fiume Braza e in zone limitrofa. La maggior parte di loro sono ancora cacciatori e raccoglitori. Tra i Citak l’ingresso al “villaggio” è generalmente protetto dalla “casa degli uomini” (Jal), una costruzione meno elevata delle altre per permettere maggiore mobilità e velocità di reazione in caso di attacco. All’interno, tra le pareti di legno e il tetto coperto di foglie di palma nipa, sono ricavati due settori, uno per gli uomini e l’altro per le donne, con annessa una specie di veranda. Sul pavimento, coperto con cortecce battute e stuoie, che costituiscono rudimentali giacigli, sono ricavati due o più focolari di fango secco, in grado di isolare la brace e le fiamme dal pavimento altamente infiammabile. Nelle “case degli uomini”, sulle travi, annerite dal fumo e tra le fessure delle pareti di assi e frasche, sono posti archi, frecce, pugnali d’osso di casuario, mandibole di maiale, altri trofei di caccia e bellissimi scudi decorati (ormai, però, destinati a scomparire). Gli oggetti di proprietà dei vari nuclei familiari sono conservati nella stanza delle donne. Le foglie di tabacco sono fatte seccare sul focolare per poi essere fumate in lunghe pipe decorate di canna. L’alimentazione basilare è costituita dal sago e integrata dalla carne di alcuni animali (maiale, casuario...) e dai prodotti della pesca. Cani e maiali che vivono nel villaggio sono nutriti con lo stesso cibo degli uomini. Dopo il tramonto, uomini e donne fanno ritorno alle loro abitazioni per preparare il cibo separatamente e cenare. Conservano l’acqua in lunghi contenitori di bambù, da cui la bevono senzafarla bollire. Sempre navigando raggiungiamo il villaggio di Mabu, la “casa” dei moderni Korowai. A Mabu organizzeremo lo staff di portatori che ci accompagnerà nel nostro trekking attraverso la zona acquitrinosa. Pensione completa e pernottamento in tenda.

Tappa: 12 - Giorno: 14 - Cominciamo ad addentrarci nelle terre paludose dei Koroway  
Dopo colazione, comincia il nostro trekking nella regione Korowai. Dopo aver incontrato i nostri portatori, ci inoltriamo in un’area paludosa, attraversiamo fiumi, fitte foreste di sago e dopo circa otto ore di cammino raggiungiamo Yamu, il primo villaggio dei Stone Korowai, dove vivono due famiglie in una casa alta.Pensione completa e pernottamento in tenda.

Tappa: 13 - Dal Giorno: 15 al Giorno 17 - Giornate dedicate alla scoperta delle terre Korowai: scopriremo come vivono ancora a stretto contatto con la foresta da cui ricavano tutto ciò che serve per vivere  
Giornate dedicate alla scoperta della regione dei Stone Korowai. Faremo delle camminate attraverso la regione dei Korowai per osservare il modo in cui vivono. Le loro abitazioni, tra i rami delle piante, chiamate in indonesiano rumah-tinggi (case-alte) generalmente ospitano da uno a cinque gruppi familiari: sono costruite a un’altezza dal suolo che può variare da 6 a 20 metri soprattutto per difendere gli occupanti dai frequenti allagamenti, dagli spiriti maligni e nel passato anche dai nemici. Per costruire una di queste abitazioni, le etnie seminomadi del West Papua adottano due diverse tecniche: la prima consiste nel disporre la piattaforma di base sulla biforcazione dei rami di un solo grande albero, completando al di sopra la struttura portante dell’abitazione; la seconda nell’ancorarne la base a uno o più alberi vicini, privati delle fronde, col supporto di pali di sostegno piantati nel terreno. Per salirvi i Korowai utilizzano pali a tacche. Avremo la possibilità di approfondire la nostra conoscenza della cultura Korowai. Assisteremo alle loro attività quotidiane come l’abbattimento delle palme del sago e il processo attraverso il quale si ricava la farina di questa palma che costituisce l’alimento di base della maggior parte delle popolazioni del bassopiano. Come tra gli Asmat, tra questi semi-nomadi il sago è fonte sacra della vita. La “festa delle larve del sago” (larve di grossi coleotteri), celebrata con alcune variazioni presso le diverse etnie della regione, rappresenta il più importante avvenimento sociale e religioso. La palma del sago è “l’albero della vita”, la “madre” che genera i “figli” (le larve). I Korowai sono un’etnia nomade che vive spostandosi da un luogo all’altro circa ogni tre anni. I Korowai sono anche dei grandi cacciatori e difficilmente i maialiselvatici, i Cus-Cus (marsupiale presente in tutta l’isola) e uccelli riescono a fuggire alla loro caccia. Oltre ad alcuni ornamenti auricolari, nasali e crinali, le donne indossano un semplice gonnellino vegetale. Se si escludono gli ornamenti usati in occasioni cerimoniali, gli uomini sono completamente nudi: portano solo una piccola foglia verde arrotolata attorno al pene. Oltre ad alcuni ornamenti auricolari, nasali e crinali, le donne indossano un semplice gonnellino vegetale. Uomini e donne infilano nelle narici lunghi aculei scuri, ricavati dalle appendici cornee delle ali del casuario, mentre i Korowai indossano cinti di rotang, collari di denti di maiale e di cauri e inseriscono nel naso e negli orecchi sottili e grossi anelli di materiale corneo. L’ultimo giorno raggiungiamo il villaggio di Sahufanof Lama. Pensione completa e pernottamento in tenda igloo.

Tappa: 14 - Giorno: 18 - Ultima giornata di trekking nelle terre Koroway  
Dal villaggio di Sahufanof Lama, ritorniamo alla “civiltà”. In circa 3/4 ore raggiungiamo il villaggio di Baigon che i Korowai considerano moderno. Questo villaggio si trova sulla riva del fiume Siretz e raggruppa circa 18 case, non più costruite sugli alberi come quelle tradizionali. I Korowai che abitano questo villaggio coltivano la terra lungo le rive del fiume. Banane, canna da zucchero e cassava crescono bene in quest’area. Tuttavia, quando sono liberi dal lavoro nei campi, i Korowai si dedicano ancora alla raccolta e alla pesca. Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile.

Tappa: 15 - Giorno: 19 - Con la barca a motore raggiungiamo la cittadina di Dekai  
Oggi ci rilassiamo, il nostro trekking è finito. Con una barca risalendo i fiumi Sirez e Braza, raggiungiamo Lokbon. Durante la stagione secca, il viaggio in barca può allungarsi. Bisogna infatti prestare molta attenzione rami e alberi che galleggiano nell’acqua e alcune volte potrà esserci bisogno di aiutare i barcaioli quando l’acqua del fiume è bassa. Da Lokbon con una macchina, raggiungiamo il Dekai. Cena libera e pernottamento in un semplice hotel.

Tappa: 16 - Giorno: 20 - Ritorno alla civiltà: volo per Jayapura  
Dopo la colazione, ritorno alla civiltà! Trasferimento nel piccolo aeroporto e volo per Jayapura nel primo pomeriggio. Resto della giornata a disposizione per relax.Pasti liberi e pernottamento all’Hotel Sentani Traveller.

Tappa: 17 - Dal Giorno: 21 al Giorno 22 - Una giornata e mezzo di relax nella spiaggia selvaggia di Susuna  
Dopo la colazione, trasferimento in macchina al piccolo porticciolo di Depapre dal quale con delle barche dotate di bilanciere raggiungeremo la meravigliosa spiaggia di Susuna. Nei pressi vivono alcune comunità di pescatori taneh mera che ci consentiranno di montare il nostro campo sulla loro spiaggia altrimenti deserta. Resto della giornata dedicato al relax. Campo sulla spiaggia. Un’altra mezza giornata da passare in questa spiaggia selvaggia e dopo il pranzo, trasferimento in barca al porto di Depapre, da dove le macchine ci porteranno all’hotel Sentani. Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile (tenda igloo) il primo giorno e cena libera il secondo giorno e pernottamento in hotel.

Tappa: 18 - Giorno: 23 - Trasferimento in aeroporto per il volo per Jakarta. Proseguimento per Milano Malpensa via Doha  
Trasferimento in aeroporto in tempo utile per le operazioni d’imbarco del volo per Jakarta. Proseguimento per Milano Malpensa via Doha. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 19 - Giorno: 24 - Arrivo in Italia  
L’arrivo a Milano Malpensa è previsto in tarda mattinata.Villaggio Yali 2. La preparazione del sago dei Koroway 3. Il forno dei DaniFoto di Antonio Cereda


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,06 usd) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale della quota pagata in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

 

La quota comprende:

  • il volo intercontinentale in classe economica
  • i voli domestici
  • l’assistenza negli aeroporti in West Papua da parte del nostro corrispondente
  • la sistemazione nelle strutture sopra citate o equivalenti in camera doppia/tende standard/case locali
  • i pasti come da programma
  • acqua in bottiglia durante la spedizione o purificata
  • tutta l’attrezzatura da campo, la presenza di un cuoco e dei portatori durante i trekking
  • permessi speciali per viaggiare in West Papua
  • le visite ed escursioni durante il circuito in jeep 4X4, canoe a remi, canoe    motorizzate
  • guida locale parlante inglese
  • autisti locali, staff locale
  • Esperto Kel 12 al raggiungimento del minimo

 

La quota non comprende:

 

  • le bevande, le mance e il facchinaggio
  • i pasti non previsti nel programma
  • il visto d’ingresso in Indonesia
  • sacco a pelo, asciugamano, materassino gonfiabile ed eventuale cuscino
  • le eventuali escursioni facoltative e mance per cerimonie extra
  • le eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza
  • le tasse aeroportuali, il fuel surcharge...
  • qualsiasi costo dovuto a ritardo degli aerei, cancellazioni....
  • quanto non specificato nella “La quota comprende”

 

 

Bene a sapersi

  • Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.
  • L’itinerario è costruito attorno ad orari e servizi validi a dicembre 2016 (operativi aerei, orari), quindi potrebbe succedere che se questi cambiano anche il tour debba essere leggermente modificato.
  • Una vera e propria spedizione adatta a viaggiatori motivati e spinti dalla curiosità di conoscere e scoprire popolazioni che ancora vivono seguendo i ritmi della natura. Queste spedizioni hanno luogo in una delle aree più remote del mondo dove è particolarmente difficile organizzare dei viaggi. È richiesto un elevato spirito di adattamento ed una buona condizione fisica, dato che ci sono diversi giorni di trekking ed è necessario trascorrere diverse notti in tenda.
  • È importante tenere presente che, data la scarsa offerta di strutture ricettive a Wamena e in considerazione del fatto che trascorreremo alcune notti in quella città durante il Festival Dani della Valle di Baliem, LE CAMERE SINGOLE NON POSSONO ESSERE GARANTITE.
  • Anche se il viaggio viene effettuato nella stagione più adatta, non si può comunque parlare di ‘stagione secca’, ma piuttosto di ‘stagione meno umida’ e quindi è necessario tenere presente che potrebbe piovere e che nelle terre basse dei Koroway il clima è caldo umido.
  • Il nostro viaggio ci porterà in un luogo e fra persone il cui stile di vita è molto diverso dal vostro. Molti aspetti della vita delle popolazioni Dani, Yali e Korowai potranno sembrare inusuali, ma questa è probabilmente una delle ragioni per le quali avete scelto questo tipo di spedizioni. Tuttavia, tenete presente che non dovete aspettarvi che le cose succedano nel momento o nel modo in cui accadono nel vostro paese. L’atteggiamento più importante che vi consigliamo di assumere è un atteggiamento flessibile e rilassato. Portate con voi spirito d’avventura e curiosità, umorismo e disponibilità ad affrontare l’imprevisto e penserete al vostro viaggio in Irian Jaya –West Papua come all’avventura della vostra vita!
  • In particolare, le autorità governative in Irian Jaya – West Papua sono molto sensibili verso la situazione politica locale e attenti alla nostra sicurezza personale. L’estrema prudenza costituisce la regola di comportamento delle autorità governative, a ragione di ciò ogni segnale di allarme può comportare una limitazione dei permessi di viaggio in alcune zone. Tuttavia, anche in questo caso ci sono sempre delle buone alternative. Anche se si dovessero verificare dei cambiamenti nel nostro itinerario, potete aspettarvi un’esperienza unica e affascinante.
  • I mezzi utilizzati durante questo viaggio sono diversi: nella Valle del Baliem si utilizzeranno jeep 4X4 Toyota Kijang (non presenti sul mercato europeo) a Jayapura e Wamena (valle del Baliem. La navigazione nella regione Koroway utilizzeremo delle strette canoe (ricavate da tronchi d’albero) dotate di stuoie. Sono previste parecchie giornate di trekking. Alcune tappe presentano un chilometraggio piuttosto lungo.
  • Le sistemazioni per quello che riguarda la maggior parte dei pernottamenti è prevista in campo tendato mobile che comprende le classiche tende  igloo di circa 2,10 X 2,10 X 1,50 (apprezzata la partecipazione dei partecipanti nel montaggio e smontaggio delle tende) e stuoia; il bagno è la “natura” e quasi ogni giorno ci sarà la possibilità di lavarsi in corsi d’acqua vicino ai nostri campi, tuttavia ciò è legato al luogo dove monteremo il nostro campo; è necessario portare sacco a pelo leggero, asciugamano, materassino gonfiabile (l’organizzazione fornisce una stuoia) ed eventualmente un piccolo cuscino. I pernottamenti in hotel sono previsti in camera a due letti con servizi privati quasi ovunque. Gli alberghi sono di buon livello e standard internazionale solo nella capitale e confortevoli a Wamena, nel resto del Paese sono estremamente semplici e possono offrire anche toilettes e docce comuni, non sempre l’acqua calda è disponibile, e tuttavia per il momento non ci sono valide alternative. Le sistemazioni generalmente avvengono negli hotel o guest house elencati nell’itinerario, tuttavia la conferma definitiva delle strutture utilizzate verrà comunicata con il foglio notizie alcuni giorni prima della partenza e comunque potrebbe variare anche una volta sul posto.
  • A Sentani, Wamena e Dekai sarà possibile provare dell’ottima cucina indonesiana o cinese (ottimi i gamberi di fiume a Wamena). Durante la spedizione il cuoco locale preparerà dei pasti buoni e nutrienti (colazione a base di the, caffè, pane e marmellata – pranzo un pasto freddo a base di verdure, scatolame... – cena pasto caldo a base di riso e verdure). Durante la spedizione per bere è disponibile acqua in bottiglia e in caso di necessità acqua purificata con Micropur.
  • Per tutta la durata del tour, sarete accompagnati da una guida indonesiana parlante inglese, da una guida locale parlante inglese del West Papua e da un esperto Kel12.
  • Le escursioni saranno effettivamente adeguate alle caratteristiche dei partecipanti tuttavia, per poter usufruire e godere appieno dell’incredibile bellezza e ricchezza naturalistica del Paese è necessario essere in una buona forma fisica, e cioè riuscire a compiere percorsi a piedi di alcune ore e di difficoltà media soprattutto per le caratteristiche del terreno negli altipiani (importante portare calzature comode ed adatte).
  • L’incontro con i popoli è forte e vero. Generalmente non ci sono problemi nello scattare delle foto. Consigliamo di acquistare a Wamena alcuni regali molto graditi alla popolazione locale come sigarette e biscotti che si possono dare in cambio dell’ospitalità nei loro villaggi. Si consiglia vivamente di non dare denaro alla popolazione a meno che non sia in cambio di un favore o aiuto. Chiedere sempre consiglio all’accompagnatore.
  • Il bagaglio deve tassativamente essere costituito da sacche morbide (no valigie rigide!) impermeabili o zaini impermeabili, perché le sacche sono d’ingombro minore e la sistemazione sui veicoli notevolmente semplificata. Inoltre sono anche più facilmente trasportabili dai portatori. Si consiglia l’uso di lucchetto e di mettere un’etichetta con proprio nome e recapito anche all’interno del bagaglio. Nei voli Jayapura-Wamena, il peso consentito è di 10/15 kg., ma sarà comunque possibile pagare per il peso extra (1,3 euro al kg).
  • Ogni partecipante avrà a disposizione il proprio portatore per trasportare il bagaglio. Normalmente, ogni partecipante porta con sé la sacca con l’attrezzatura della macchina fotografica, l’acqua e altri articoli personali anche se è possibile assumere un secondo portatore con una spesa minima aggiuntiva che può anche essere d’aiuto nei passaggi meno facili.
  • Un viaggio in queste regioni è una vera spedizione in terre remote, estreme e poco frequentate … un viaggio nel viaggio.
  • Questo programma include l’utilizzo di compagnie aeree che compaiono nell’elenco dei vettori aerei soggetti a divieto operativo nell’Unione europea. Si tratta di un elenco redatto dalle autorità dell'aviazione civile degli Stati membri dell’Unione che sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori aerei di compagnie che volano da/verso aeroporti dell’Unione. Dato il carattere aleatorio di tali controlli, effettuati a caso, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano in ogni aeroporto dell’Unione. Se una compagnia aerea non figura nell’elenco comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di sicurezza vigenti; analogamente una compagnia aerea che non atterra nel territorio comunitario potrebbe soddisfare tutti i criteri di sicurezza vigenti nell’Unione.

 

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