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ISOLE AZZORRE: VULCANI E BALENE

EUROPA / Portogallo

Le Azzorre (in portoghese Açores) sono un arcipelago di origine vulcanica situato nell’oceano Atlantico che è formato da nove isole principali che sono São Miguel, Pico, Terceira, São Jorge, Faial, Flores, Santa Maria, Graciosa e Corvo e da numerosi isolotti. L’arcipelago, di origine vulcanica, è nato dalla fuoriuscita di lava dalla crosta oceanica ed è di formazione relativamente recente. L’alto livello di attività di questa zona è il risultato dell’interazione delle tre maggiori placche tettoniche: quella americana, quella euroasiatica e quella africana. La zolla americana va gradualmente spingendosi ad ovest, quella euroasiatica verso est e quella africana si spinge verso est e nord. Il risultato di questa divergenza è la spaccatura della crosta con fuoriuscita di lava che crea delle dorsali alte fino a 2000 m in mezzo all’Oceano. Le dorsali non sempre sono interamente sommerse: alcune cime più elevate possono emergere e formare isole vulcaniche. È il caso delle Azzorre, situate lungo l’allineamento della dorsale medio-atlantica, che percorre l’oceano da nord a sud per una lunghezza di 16.000 km e che comprende anche l’Islanda. In questo viaggio esploreremo quattro di queste isole, scelte per la bellezza dei loro siti naturali, molto interessanti dal punto di vista geologico e naturalistico. L’isola di Faial, ricordata anche come Ilha Azul, l’isola azzurra, dal poeta Raul Brãndao a causa della gran quantità di ortensie di quel colore, presenti nell’isola. Simbolo genetico dell’isola, Caldeira (‘caldaia’) stupisce per la sua immensità e per il rivestimento di fiori, piante ed alberi che luccicano al sole. Le pareti di questa depressione vulcanica, con un perimetro di sette chilometri, sono coperte dalla morella faya, alloro delle Azzorre, muschio, felci ed altre specie endemiche. Sul fondo, 450 metri sotto il belvedere di Caldeira, un laghetto intermittente e un piccolo cono vulcanico, rivestito dai resti della primitiva foresta laurisilva, coprono il paesaggio di un appassionante gioco cromatico. Sull’estremità occidentale dell’isola si erige maestosamente il vulcano di Capelinhos, testimone dell’ultima eruzione manifestatasi alle Azzorre, che ha aggiunto terra alla terra che già esisteva. Pico è la seconda maggior isola delle Azzorre ed ha una forma allungata. I grandi campi di lava che caratterizzano il paesaggio dell’isola, e che la popolazione locale chiama lajidos o terras de biscoito (‘terre di biscotto’, nome dato alla lava di recente solidificazione), secondo la loro maggior o minore irregolarità, sono la ragione per cui il grigio è considerato il colore emblematico di Pico. Ed anche i muretti che dividono i vigneti in quadricole, i monti di pietra nei campi, i muri che fiancheggiano i sentieri e quelli che dividono le proprietà ripropongono questa tonalità, sempre ravvivata dal verde della vegetazione. Dominata dal vulcano della montagna di Pico, situata nella sua metà occidentale, è l’isola più meridionale del Gruppo Centrale dell’arcipelago, ed uno dei vertici del cosiddetto “triangolo”. Fra le cinque isole che formano il Gruppo Centrale dell’arcipelago, Terceira è quella più orientale. La sua designazione iniziale fu ‘Isola di Gesù Cristo’. Il nome che le fu posteriormente attribuito (Terceira significa ‘terza’), ricorda l’ordine in cui furono effettuate le scoperte (prima di essa furono conosciute Santa Maria e São Miguel). Nella parte centrale dell’isola si trova la Caldeira de Guilherme Moniz, inondata dalla lava eruttata duemila anni fa dal cono dell’Algar do Carvão, dove oggi si trova la più grande macchia d’erica delle Azzorre. Uno scenario identico si presenta a Nord, in corrispondenza del Biscoito da Ferraria e di Pico Alto e ad Ovest, sulla Serra de Santa Bárbara, dove le dense aree boschive di vegetazione endemica ricordano la foresta originale dell’arcipelago, generalmente designata come laurisilva. Terceira, infatti, è l’isola che ha conservato la maggior estensione boschiva di essenze anteriori al popolamento umano. Il verde che domina all’interno dell’isola si alleggerisce alla sua periferia, dato che lungo le coste ha avuto luogo l’occupazione umana. E qui, fra le case colorate, si distacca il color lillà usato su molte facciate, specialmente nella città di Angra do Heroísmo. I ricordi dell’attività vulcanica assumono a Terceira forme peculiari, spettacolari e facilmente visitabili. Quanto alla realtà sotterranea, merita una menzione speciale l’Algar do Carvão, in cui si possono vedere i resti di un’antica condotta vulcanica, che colpisce per la sua vastità. Dalla sua volta pendono le più grandi stalattiti di silicio del mondo. La Gruta do Natal, un tunnel di lava, suscita meraviglia per la successione di corridoi stretti e lunghi e per le forme e i colori diversi che assumono le pareti, il suolo e il soffitto: la grotta sembra davvero un luogo mistico. Alla superficie, le Furnas do Enxofre costituiscono l’eloquente testimonianza della forza del vulcanismo azzoriano: il paesaggio è dominato da fumarole circondate da terreni rossastri, il cui colore contrasta con il verde del muschio e della restante vegetazione. L’atmosfera è calda, e si avverte il peculiare odore dello zolfo. São Miguel è l’isola più grande dell’Arcipelago. Il profilo dell’isola è caratterizzato da due aree montuose separate da una piattaforma di bassa altitudine. È detta «Isola verde» per il paesaggio formato dai suoi grandi prati e dalle macchie forestali che sono state piantate nelle valli scavate dai torrenti e nelle zone di più difficile accesso. La foresta produttiva micaelense è soprattutto formata da criptomerie, alberi che possono raggiungere grandi dimensioni, raggruppate in quelle dense aree boschive che si ammirano sulle cartoline illustrate dell’isola. E’ a São Miguel che si trovano i grandi laghi (lagoas) delle Azzorre. Il più emblematico è probabilmente quello di Sete Cidades, luogo di miti e leggende, con il belvedere chiamato Vista do Rei (‘vista del re’): la visione del lago verde e di quello azzurro, separati da un ponte ad archi, giustifica questo nome. Ugualmente incantevole è il lago chiamato Lagoa do Fogo (‘del fuoco’), che rivela una natura più selvaggia. Nel cratere vulcanico di Furnas, un altro lago occupa una posizione privilegiata, e colpisce per la sua estensione e per le rive coperte da una vegetazione lussureggiante ed esotica, che rende giustizia alla denominazione di “Valle Formosa” attribuita a questa zona di São Miguel. File di piccoli coni vulcanici e verdi distese ondulate che terminano bruscamente sull’azzurro del mare: è questo il tipo di vedute offerto dalla maggior parte dei punti panoramici (miradouros) di São Miguel. Le piscine naturali d’acqua calda sono uno dei prodigi della natura a São Miguel: spettacolari, come quella di Caldeira Velha, con il suo filo d’acqua trasparente che scorre lungo le venature di un vivo color ocra incrostate nella roccia nera; maestose, come quella d’acqua ferrosa di color giallastro del Parco Terra Nostra, un giardino botanico senza uguali; segrete, come le pozze cristalline e i fanghi tonificanti di Poça da Beija; tranquille, come nello storico edificio termale di Caldeiras di Ribeira Grande, risalente al 1811 e circondato da alberi e campi fumanti; o addirittura sconvolgenti, nell’“idropoli” di Furnas, dove esistono decine di sorgenti termali, fumarole e acque bicarbonate effervescenti naturali, che fanno di questa località una Mecca del termalismo mondiale e una virtuale stazione di imbottigliamento. 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3550 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 112 Impronte del Club.
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Durata

12 giorni e di 11 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza dall'Italia per l'isola di Sao Miguel nelle Azzorre  
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea per l’isola di São Miguel, nell’arcipelago delle Azzorre, via Lisbona. Al nostro arrivo, trasferimento all’Hotel Royal Garden, per la cena e il pernottamento. HYPERLINK "http://www.azoreshotelroyalgarden.com" www.azoreshotelroyalgarden.com

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Intera giornata dedicata alla scoperta della Valle di Furnas  
São Miguel è l’isola più grande dell’Arcipelago, con 62,1 km di lunghezza e 15,8 di larghezza massima. La superficie di 744,7 km2 ospita più di metà della popolazione azzoriana: 137.856 abitanti (dati del 2011). São Miguel fu probabilmente scoperta dai navigatori portoghesi fra il 1427 e il 1431, subito dopo Santa Maria. Il popolamento iniziale risale al decennio del 1440, sotto la guida di Gonçalo Velho Cabral, e fu intrapreso da colonizzatori oriundi dalle regioni del Nord, dall’Estremadura, dall’Algarve e dall’Alentejo. Arrivarono poi anche comunità more ed ebraiche, e altri stranieri (specialmente francesi e inglesi). I terreni fertili e l’esistenza di insenature sicure rapidamente fecero dell’isola una piattaforma commerciale. La sua crescita economica si basò essenzialmente sulla coltivazione ed esportazione del frumento e del guado, i due prodotti che stimolarono il popolamento dell’isola. Fino al terremoto dell’ottobre 1522, che lasciò dietro di sé una scia di distruzione, la capitale fu Vila Franca do Campo. Ponta Delgada conquistò allora un ruolo fondamentale e fu elevata alla categoria di città nel 1546. L’ultima parte del XVI secolo fu contraddistinta da molti attacchi corsari; São Miguel fu inoltre occupata da truppe spagnole nel 1582, data la resistenza azzorriana alle forze militari del nuovo re del Portogallo, Filippo II di Spagna. Dopo la restaurazione della monarchia portoghese, nel 1640, lo sviluppo commerciale ricominciò, e si strinsero ulteriormente i legami con il Brasile. L’esportazione delle arance, principalmente verso la Gran Bretagna, costituì la principale fonte di ricchezza fra il XVIII e la prima metà del secolo seguente. Risalgono a quest’epoca molte delle chiese decorate a intaglio dorato, e i palazzi in pietra raffinatamente scolpita che oggi meravigliano i visitatori. La perdita degli aranceti, in seguito ad alcune infestazioni che dal 1870 in poi li distrussero, ridusse drasticamente la produzione e fu all’origine di un flusso di emigrazione verso il Brasile e gli Stati Uniti. L’introduzione di nuove colture – ananas, tè, tabacco e lino neozelandese (Phormium) – originò una nuova espansione economica nel XIX secolo. L´economia si mantenne florida durante il Novecento, principalmente grazie all’allevamento bovino, che alimentò l’industria dedicata alla trasformazione del latte. Dal 1980 avvenne lo sviluppo del settore terziario, che ora impiega la maggioranza della popolazione. Il turismo è una delle sfide più recenti di São Miguel, isola che è anche sede del Governo Regionale delle Azzorre. Il profilo di São Miguel è caratterizzato da due aree montuose separate da una piattaforma di bassa altitudine. È detta «Isola verde» per il paesaggio formato dai suoi grandi prati e dalle macchie forestali che sono state piantate nelle valli scavate dai torrenti e nelle zone di più difficile accesso. La foresta produttiva micaelense è soprattutto formata da criptomerie, alberi che possono raggiungere grandi dimensioni, raggruppate in quelle dense aree del bosco che si ammirano sulle cartoline illustrate dell’isola. In certe zone, è ancora presente la flora originale, costituita da specie endemiche quali l’erica, la Morella faya, l’alloro delle Azzorre e l’agrifoglio, che, oltre a dar vita ad una tavolozza di svariati toni di verde, offrono rifugio ad un uccello molto raro e speciale: il priôlo (pyrrulla pyrrulla murina). Dopo la colazione, partenza verso sud, attraversando il villaggio di Lagoa e il punto panoramico di Caloura. Sosta a Vila Franca (prima capitale dell’isola) per la visita della città. Riempiendo crateri vulcanici larghi chilometri, è a São Miguel che si trovano i grandi laghi (lagoas) delle Azzorre. Si arriva nella Valle di Furnas e visita del Monitoring & Research Centre. Camminata attorno al Lago Furnas ed esplorazione dell’area geotermica, dove consumeremo il nostro picnic. Nel cratere vulcanico di Furnas, un altro lago occupa una posizione privilegiata, e colpisce per la sua estensione e per le rive coperte da una vegetazione lussureggiante ed esotica, che rende giustizia alla denominazione di “Vale Formoso” attribuita a questa zona di São Miguel. Dopo il pranzo, camminata nel giardino botanico. Riprendiamo il nostro percorso verso nord e lungo la strada ci fermiamo a visitare la piantagione di tè e al punto panoramico di Sta Iria. File di piccoli coni vulcanici e verdi distese ondulate che terminano bruscamente sull’azzurro del mare: è questo il tipo di vedute offerto dalla maggior parte dei punti panoramici (miradouros) di São Miguel, dai quali si possono ammirare gli isolotti lungo la costa, come quello, magnifico, che si innalza a Vila Franca do Campo, o il faraglione di Mosteiros, glorioso al tramonto. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Facile trekking nell'area dei Sete Cidades  
Il sentiero comincia al punto panoramico di Vista do Rei e termina nel distretto di Sete Cidades. Il punto d’inizio si trova sul lato occidentale della Cumeeira da Caldeira das Sete Cidades (il punto più alto della Caldeira). In questa parte del sentiero si possono osservare a destra, i laghi della Caldeira Seca e quello dei Sete Cidades, mentre a sinistra si staglia la costa occidentale dell’isola di Sao Miguel. Seguendo il sentiero si raggiunge la strada che collega Mosteiros a Sete Cidades. Il sentiero si snoda attraverso una zona classificata come Paesaggio Protetto e, per questa ragione, tutti noi abbiamo la responsabilità di contribuire alla sua integrità. Il lago è un luogo di miti e leggende, con il belvedere chiamato Vista do Rei (‘vista del re’): la visione del lago verde e di quello azzurro, separati da un ponte ad archi, giustifica questo nome. La leggenda racconta di un re vedovo dal terribile carattere e di sua figlia che vivevano in un regno nel Mare Occidentale. Egli era un re, signore dell’alchimia e mago che viveva solo per sua figlia Antilia e che non consentiva che la figlia parlasse ad altre persone. La principessa era stata allevata da una vecchia governante dopo la morte della madre. Con il passare degli anni, la principessa diventò una bellissima donna che attirava l’attenzione di tutti i ragazzi del regno. Tuttavia, il re restringeva i suoi movimenti al castello e al giardino e pochi erano quelli che riuscivano a vederla. Aiutata dalla governante, mentre il padre dormiva, la principessa scappava per esplorare le vicine vallate. Durante una delle sue fughe, lei udì una canzone: la musica era bellissima e lei volle scoprire da dove proveniva e vide che era un giovane pastore che suonava il flauto. Nelle settimane successive lei ritornò nello stesso luogo, per ascoltare il giovane pastore, fino a che un giorno fu scoperta. Il giovane pastore s’innamorò della principessa e nei giorni seguenti continuarono a incontrarsi e a godere della reciproca compagnia fino a che il ragazzo decise di chiedere in moglie la principessa. Una mattina la coppia bussò alla porta del castello e chiesero ai servi di parlare con il re. Alla proposta di matrimonio, il re reagì con rabbia, rifiutò, cacciò il pastore dal castello e proibì alla figlia di rivedere il giovane. La figlia acconsentì ma incontrò segretamente il giovane quel pomeriggio per comunicargli che non lo avrebbe più rivisto. Antilia e il pastore piansero tutto il pomeriggio, abbracciati e le loro lacrime formarono i due bellissimi laghi, uno verde, come il colore degli occhi della principessa e l’altro blu, come gli occhi del giovane. Il lago è situato all’interno della caldera del massiccio dei Sete Cidades, un antico vulcano costruito su vari strati di ceneri, piroclasti e lave basaltiche. Si tratto di uno stato vulcano nato da fasi alternate di eruzioni esplosive ed effusive. Anche se ideologicamente, il Lagoa das Sete Cidades è un lago (è diviso da un ponte), molti si riferiscono a esso parlando di due laghi separati: il Lagoa Verde e il Lagoa Azul che sono chiamati così per il loro colore. Pranzo in un ristorante tipico. Ritorno a Ponte Delgada e visita delle piantagioni di ananas che crescono nelle serre.Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Visita del Lago di Fogo e del Centro di osservazione dei vulcani  
Dopo la colazione, partenza per Ribeira Grande per una breve visita. In essa colpisce particolarmente il gioco cromatico fra le mura bianche e la pietra intagliata, sia essa basalto o ignimbrite. Questo effetto di contrasto è visibile non solo nelle chiese (come quella di Nossa Senhora da Estrela, che presenta anche una scalinata monumentale ed un singolare campanile nero), ma anche nel ponte degli Oito Arcos (otto archi) o nei palazzi signorili con i balconi in ferro battuto. Si continua lungo una strada di montagna verso il Lagoa do Fogo e vista panoramica dell’isola ad un’altitudine di 900 m. Si continua verso sud fino al villaggio di Lagoa. Pranzo in ristorante locale. Dopo il pranzo, visita del Centro di Osservazione Vulcanologica.Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Volo per l'isola di Terceira e visita della città di Angra, Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Nel pomeriggio, "safari marino" per avvistare le balene e i delfini  
Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto in tempo utile per le operazioni d’imbarco per il volo per Terceira. Al nostro arrivo, trasferimento all’hotel Angra, dove potremo lasciare i nostri bagagli in attesa che le camere siano disponibili. Pranzo in un ristorante locale. Nel pomeriggio, passeggiata nella città di Angra de Heroismo, classificata come patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1983. Il titolo di “Mui Nobre, Leal e Sempre Constante” (‘nobilissima, leale e sempre fedele’) attribuito alla città di Angra do Heroísmo sottolinea l’importanza che essa ebbe nella storia di tutto il Portogallo e, naturalmente, in quella delle Azzorre. Il rilievo della baia di Angra, specialmente nei secoli XV e XVI, e l’importanza che la città assunse nello scacchiere politico, economico e religioso delle Azzorre sono evidenti nel suo ordinamento urbano. Osservato dall’Alto da Memória o dal belvedere del Monte Brasil, il centro storico di Angra do Heroísmo appare come un elaborato ricamo di vie, vicoli, chiese, palazzi, case signorili, monumenti, piazze e giardini che generazioni di cittadini coscienti hanno saputo conservare e tramandare fino ai giorni nostri, lottando addirittura contro le forze telluriche. È quanto l’UNESCO ha riconosciuto, inserendo il centro storico di Angra do Heroísmo nella lista dei luoghi considerati patrimonio mondiale. L’imponente fortificazione di São João Baptista, nella città di Angra do Heroísmo, costruita circa 400 anni fa, è un esempio unico di architettura militare azzorriana e si erige come a difesa dell’identità urbana. Palazzi, chiese, conventi e musei sono tutti luoghi aperti al pubblico: si possono dunque vistare la Cattedrale, il Palazzo dei Capitani Generali, il Palazzo del Comune, la Chiesa di São Gonçalo e Palazzo Bettencourt (ma si tratta solo di alcuni esempi fra tanti altri possibili). Angra sembra fatta per essere scoperta senza seguire itinerari prefissati: andare in giro senza fretta permette di osservare facciate in pietra intagliata (in trachite) ed intonaci dai colori squillanti, balconi in ferro battuto e finestre cariche di ornamenti. Nel comune di Praia da Vitória si è sviluppata la cosiddetta ‘architettura di Ramo Grande’ o ‘Casa di Ramo Grande’, che predomina nel campo della costruzione: si tratta di abitazioni rurali in cui sono utilizzate grandi lastre di pietra, o pietra intagliata con minuziosa abilità (fu in genere usata l’ignimbrite, una roccia vulcanica molto peculiare e grandemente diffusa in questa zona). Disseminate in tutta la pianura di Ramo Grande, in molti casi le abitazioni si fanno notare per le loro dimensioni e per le costruzioni annesse, che derivavano dalle necessità indotte dalla produzione agricola: anche queste furono costruite utilizzando lastre accoppiate di pietra ignimbritica. In varie località di Terceira si trovano poi gli impérios (‘imperi’, piccole costruzioni dedicate al culto dello Spirito Santo), architettonicamente bizzarre e dotate di facciate dai colori vivissimi: sono divenuti immagini-simbolo dell’isola e, meritano di essere osservati con attenzione. Numerose tenute e ville, spesso adattate ad unità di alloggio turistico, costituiscono un importante complemento della ricca architettura profana e dell’atmosfera aristocratica dell’isola. L’isola di Terceira respira cultura da tutti i pori. Sono numerose le istituzioni e le associazioni culturali, le compagnie teatrali ed i luoghi di esposizione che contribuiscono alla sua promozione. È il caso del Museo di Angra do Heroísmo, installato nel Convento di São Francisco, con le sue ragguardevoli collezioni di storia militare e di storia dei trasporti del XVIII e XIX secolo.Nel pomeriggio, “safari marino” per avvistare i delfini e le balene che popolano in gran numero le acque delle Azzorre.Cena e pernottamento all’Hotel Angra. HYPERLINK "http://www.angragardenhotelazores.com" www.angragardenhotelazores.comHotel Angra Garden. Situato nel centro storico di Angra do Heroismo è stato il primo hotel della città. Completamente rinnovato, mantiene tuttavia l’atmosfera dell’epoca.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Trekking del Mistério dos Negros e visita della Grotta Algar do Carvao  
La nostra giornata è dedicata alla scoperta, a piedi, del Mistério dos Negros e alla visita della condotta vulcanica di Algar do Carvấo. Il sentiero comincia e finisce, dove è situata la grotta conosciuta come Gruta do Natal, vicino al Lagoa do Negro e richiede circa tre ore di cammino. S’inizia su un sentiero di terra battuta fino ad arrivare a un cancello di legno. Oltrepassato il cancello, si continua attraverso un prato fino a raggiungere un altro cancello di legno, dopo il quale il sentiero si restringe. Il paesaggio cambia e si cammina in un bosco di brugo (Calluna vulgaris), erica (Erica azorica) e ginepri (Juniperus brevifolia), ai lati del lago Vale Fundo. A un certo punto, una piccola deviazione ci porterà ad ammirare il lago da un’altra prospettiva. Ritornati sul nostro cammino, avremo la possibilità di ammirare molte piante native come il ginepro, i mirtilli delle Azzorre (Vaccinium cylindraceum), alloro (Laurus sp.), alloro Portoghese (Viburnum tinus), agrifoglio (Ilex perado), mirto del Capo (Myrsine retusa). Si arriva infine ai “Dark Mysteries”, tre cupole formate da depositi di lava recenti, ancora privi di piante. Il sentiero prosegue lungo due di questi ‘misteri’, attraverso un terreno molto accidentato. Passata quest’area, il sentiero diventa più facile e ci conduce presto in un’altra via più stretta che si snoda lungo un bosco di cedri giapponesi. Oltrepassato il bosco, si giunge in un prato e poi in una strada asfaltata. A poca distanza il cono vulcanico secondario di Pico Gaspar. Il suo cratere è ricco di specie che si trovano solo in questo luogo. Continuiamo il nostro cammino sino ad arrivare alla Gruta de Natal. Pranzo a picnic. Dopo il pranzo visita della grotta Algar do Carvão. I ricordi dell’attività vulcanica assumono a Terceira forme peculiari, spettacolari e facilmente visitabili. Quanto alla realtà sotterranea, merita una menzione speciale, l’Algar do Carvão, in cui si possono vedere i resti di un’antica condotta vulcanica, che colpisce per la sua vastità. Dalla sua volta pendono le più grandi stalattiti di silicio del mondo. La Gruta do Natal, un tunnel di lava, suscita meraviglia per la successione di corridoi stretti e lunghi e per le forme e i colori diversi che assumono le pareti, il suolo e il soffitto: la grotta sembra davvero un luogo mistico. Alla superficie, le Furnas do Enxofre costituiscono l’eloquente testimonianza della forza del vulcanismo azzoriano: il paesaggio è dominato da fumarole circondate da terreni rossastri, il cui colore contrasta con il verde del muschio e della restante vegetazione. L’atmosfera è calda, e si avverte il peculiare odore dello zolfo.Al termine delle nostre visite, rientro lungo la costa nordovest fino a Biscoitos. Cena e pernottamento in hotel.Nota bene. L’Algar do Corvão è visitabile solamente da giugno a settembre.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Escursione in barca per ammirare le balene e i delfini e volo per l'isola di Pico  
Dopo la colazione, lasciamo a piedi il nostro hotel per andare alla marina di Angra do Heroismo per l’escursione in barca per avvistare le balene e i delfini (tre ore). Al rientro dalla nostra escursione, pranzo in un ristorante locale. Dopo il pranzo, trasferimento in aeroporto per il volo pomeridiano per l’isola di Pico. Al nostro arrivo, trasferimento all’Hotel Caravelas per la cena e il pernottamento. HYPERLINK "http://www.hotelcaravelas.com.pt" www.hotelcaravelas.com.pt

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Salita del Monte Pico, uno stratovulcano di 2.351 metri o in alternativa visita alle Grutas das Torre  
Dopo la colazione, partenza per la base del Monte Pico, uno strato vulcano a 2.351 metri che ha eruttato l’ultima volta nel 1720. Il cratere sulla sua cima ha un diametro di 500 metri ed è profondo 30 metri. Al suo interno di trova un cono vulcanico al quale i portoghesi hanno dato il nome di Piquinho, ‘piccolo Pico’. Il punto di partenza della camminata si trova a 1.200 metri. I primi minuti della salita il sentiero è di terra o fangoso, a seconda delle condizioni atmosferiche. Dopo 15 minuti, il terreno diventa roccia lavica fino alla cima. Raggiunta la cima si può vedere il Piquinho che rappresenta l’ultima parte della salita e anche quella più difficile. Pranzo a pic-nic. Al termine dell’escursione, rientro in hotel per la cena e il pernottamento.Nota bene. Non è necessario essere un’atleta per compiere questa ascesa, ma è richiesta una buona condizione fisica ed è importante indossare un paio di scarponcini da trekking alti per evitare il rischio di distorsioni. La salita comincia a 1.231 metri e la cima si trova a 2.351 metri, quindi un dislivello di 1,120 metri. Per la salita e la discesa del vulcano bisogna calcolare dalle 5 alle 8 ore a seconda del livello fisico.In alternativa a questa escursione, in caso di maltempo e di non buone condizioni fisiche dei partecipanti, sarà prevista una visita alle Grutas das Torres. Si tratta di una grotta di lava, una formazione geologica di origine vulcanica formata dal flusso e dal raffreddamento dei fiumi di lava. Questa grotta si è formata da una serie di flussi di lava pāhoehoe che origina dal cono parassitario del Cabeco Bravo, dai 500 ai 1500 anni fa. Le grotte sono un gruppo di tubi di lava interconnessi che variano dai 0.5 ai 22 metri di larghezza, creati da lava di tipo pāhoehoe e ‘a’ā, generata durante diversi momenti geologici. Ha un’altezza che varia tra i 1,5 metri e 15 metri. Con una lunghezza stimata di circa 5.2 km è la più lunga grotta di lava delle Azzorre. L’unicità della grotta è nel suo impressionante sistema di drenaggio che può essere capito dalla presenza di più di sette strati sulle pareti. Gruta das Torre è una delle 17 grotte nell’isola di Pico. E’ stata dichiarata monumento naturale nazionale dal Dipartimento Ambientale Portoghese nel 2004. La Gruta das Torres è situata nel versante occidentale più basso del Monte Pico. La grotta ha due entrate. Un certo numero di tunnels secondari mostrano delle impressionanti formazioni geologiche, stalattiti, stalagmiti, lava, banchi di lava e palle di lava. La lava liquida che è gocciolata dal tetto della Grotta ha formato delle stalattiti pittoresche e molte altre formazioni. All’interno del tunnel è umido, dato che l’acqua gocciola dal soffitto e c’è una temperatura costante di 16° C.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Mattinata libera. Dopo il pranzo trasferimento in barca all'isola di Faial  
Mattinata libera per relax, shopping o passeggiate. Pranzo in hotel. Dopo il pranzo, trasferimento al porto Madalena, dove ci imbarcheremo per raggiungere l’isola di Faial (30 minuti). Al nostro arrivo al porto di Horta, trasferimento all’Hotel Faial. Cena e pernottamento. HYPERLINK "http://www.faialresorthotelazores.com" www.faialresorthotelazores.com

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Visita della città di Horta e delle sue principali attrazioni. Nel pomeriggio camminata a Caldeira  
Nella mattinata visiteremo la città di Horta e i suoi principali punti d’interesse. L’anfiteatro naturale composto dalle insenature di Horta e Porto Pim, attorno alle quali si sviluppa il centro abitato e vari edifici della città di Horta possono essere ammirati dai posti d’osservazione situati sul Monte da Guia e sulla Ponta da Espalamaca. Fa spicco l’imponente chiesa di São Salvador, dall’interno riccamente decorato in legno intagliato coperto d’oro e pannelli di azulejos. L’architettura delle case denota lo spirito internazionale e il secolare carattere cosmopolita dell’isola. Alle testimonianze più antiche di questo cosmopolitismo si sono aggiunte, nel Novecento, le abitazioni costruite per alloggiare le comunità d’inglesi, tedeschi e francesi che lavoravano presso le stazioni telegrafiche e di comunicazione via cavo. L’ambiente eclettico continua ad essere una prerogativa di Horta, dove si trova il mitico Peter Cafè Sport, luogo d’incontro tra viaggiatori e velisti di tutto il mondo. L’intrico di vie e viuzze accompagna la collina e scende fino al livello del mare, confluendo sul lungomare e sboccando presso il porto turistico di Horta. Questa infrastruttura nautica, inaugurata nel 1986, è il moderno prolungamento di un porto e di una baia dotati di secolare importanza. La tradizione vuole che tutti i navigatori lascino qui una pittura sul cemento grigio del molo: se si fa, l’imbarcazione arriverà sicura alla sua meta, per cui il viaggio potrà essere ripreso d’animo lieto, dopo aver fatto il proprio dovere! E’ per questo che chi arriva al porto turistico si trova di fronte ad una galleria d’arte a cielo aperto: il mondo intero trova posto sul molo di un porto azzoriano, rappresentato da coloriti e creativi disegni e pitture. Parte della storia di Faial può essere conosciuta visitando il Museo di Horta, installato nell’antico Collegio dei Gesuiti, grazie alle sue collezioni documentali, etnografiche, fotografiche ed artistiche. Nelle costruzioni di quella che fu la Fábrica da Baleia di Porto Pim funziona ora un nucleo museologico che espone macchine ormai in disuso e una variata raccolta di utensili legati all’attività baleniera. E, ancorato presso il Peter Cafè Sport, il Museo dello Scrimshaw mostra una preziosa collezione di oggetti in dente e osso di balena, intagliati o lavorati a bassorilievo, testimoni di un’epoca in cui le balene erano la fonte di reddito di numerose famiglie dell’arcipelago e l’ispirazione degli artigiani locali. I lavori realizzati a Faial in midollo di fico sono così famosi che il Museo di Horta possiede una sala interamente occupata dal lascito di Euclides Rosa, grande maestro e divulgatore di quest’arte. I motivi dei delicati oggetti sono vari, rappresentando fiori, imbarcazioni, animali e edifici rilevanti. La Scuola di Artigianato di Capelo cerca di conservare e dinamizzare il talento degli artigiani locali, che si esprime anche in fiori di squame di pesce e in ricami in fili di paglia su tulle. Dopo il pranzo, camminata a Caldeira. Simbolo genetico dell’isola, Caldeira (‘caldaia’) stupisce per la sua immensità e per il rivestimento di fiori, piante e alberi che luccicano al sole. Le pareti di questa depressione vulcanica, con un perimetro di sette chilometri, sono coperte da Morella faya, alloro delle Azzorre, muschio, felci e altre specie endemiche. Sul fondo, 450 metri sotto il belvedere di Caldeira, un laghetto intermittente e un piccolo cono vulcanico, rivestito dai resti della primitiva foresta laurisilva, coprono il paesaggio di un appassionante gioco cromatico.Nota: non è consentito scendere nel fondo della Caldeira.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Mattina dedicata alla scoperta del Parco do Capelos. Nel pomeriggio, il magnifico vulcano Capelinhos ci attende!  
Il sentiero inizia vicino al Parco Foresta (Trupes do Capelo) e termina al Núcleo Museológico dos Capelinhos. E’ lungo circa 7 km ed è caratterizzato da una grande diversità biologica e geologica. Durante il percorso, ci sono due deviazioni che ci consentono di accedere a due coni vulcanici. Inizialmente la strada è asfaltata, ma poco dopo diventa sterrata e sale lentamente fino a Cabeço Verde (un cono vulcanico con una caldera al suo interno). Da qui si gode un magnifico panorama sul Cabeço do Fogo (a est), centro della prima eruzione storica (1672) e dell’antico fiume di lava associato a questa eruzione. Quando si raggiunge la lapilli road, andando verso ovest, si raggiunge Caldeirão, vicino cui si trova Furna Ruim, un vecchio camino vulcanico, con una profondità di 55 metri. In questo luogo si possono vedere alcuni esemplari di victorian box (Pittosporum undulatum). Poco oltre si trova l’Algar do Carvão, una delle più antiche formazioni vulcaniche della penisola di Capelo. Tutto intorno, bellissimi arbusti di agrifoglio. Continuando a salire si arriva fino a Cabeço do Canto, da cui si gode un’eccellente vista del Vulcano Capelinhos, testimone dell’ultima eruzione manifestatasi alle Azzorre, che ha aggiunto terra alla terra che già esisteva. Entrare in questa zona è come atterrare sulla superficie lunare: il grigio delle ceneri e delle scorie vulcaniche emesse tra il 1957 e il 1958 comincia solo adesso a essere invaso dal verde della vegetazione, che testardamente cerca di colonizzare questo nuovo territorio. Sulle scoscese coste di Capelinhos e di Costado da Nau sono visibili le viscere di questi vulcani, in una sequenza di rocce, stratificazioni e profili contrastanti, formando un sorprendente gioco di colori e spessori. Meta d’eccellenza della comunità scientifica internazionale, il Vulcano di Capelinhos forzò a emigrare quella parte della popolazione di Faial cui toccò in sorte la pesante eredità di case, terreni e piantagioni distrutte, in uno scenario di calamità che il vecchio faro testimoniò silenziosamente. Ai nostri giorni, la torre, non più illuminata, fa parte del magnifico Centro di Interpretazione, provvisto delle più moderne tecniche espositive multimediali. La visita a questo centro termina salendo in cima al faro, esperienza visiva ed emotiva senza paragoni. Pranzo a pic-nic nel parco. Nel pomeriggio, visita del Vulcano Capelinhos e dell’Interpretation Center of Capelinhos. Rientro in hotel per la cena e il pernottamento.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - In mattinata volo per Milano via Lisbona  
Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto per il volo per Milano, via Lisbona. L’arrivo è previsto in tarda serata.Caldeira, isola di Faial 2. Isola di Faial 3. Isola di Sao Miguel


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

 

La quota comprende:

 

  • Voli internazionali Milano Malpensa/Ponta Delgada e Horta/Milano Malpensa via Lisbona
  • Voli domestici Ponta Delgada/Terceira/Pico
  • Trasferimento in barca dall’isola di Pico a quella di Faial
  • Trattamento di pensione completa nelle strutture citate nel programma dalla cena del 1° giorno alla colazione del 12° giorno
  • Transfers ed escursioni come da programma
  • Guida locale
  • Esperto Kel12 al raggiungimento del minimo previsto

 

La quota non comprende:

 

  • Tax & fuel
  • Mance e spese personali
  • Quanto non espressamente citato in “La quota comprende”

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