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ISOLE MARCHESI: LA TERRA DEGLI UOMINI

OCEANIA / Polinesia

Sono chiamate “la terra degli uomini” (Henua enana) in quanto risultano essere state una delle regioni maggiormente colonizzate e sottoposte ad immigrazioni. Si stima che l’uomo raggiunse le isole dell’arcipelago delle Marchesi intorno al 100 a.C., provenienti dalle isole Tonga e Samoa. Quindi la prima colonizzazione fu di tipo polinesiana. Gli spagnoli approdarono alle Marchesi molto più tardi. L’esploratore spagnolo Álvaro de Mendaña de Neira pensando d’aver raggiunto le Isole Salomone sbarcò il 21 luglio 1595. A questo gruppo di isole diede il nome di Marchese di Canete in onore del Viceré del Perù García Hurtado de Mendoza che lo aiutò a finanziare la sua impresa.
A circa 1500 chilometri da Tahiti, le isole marchesi sono situate all’Equatore, all’estremo settentrione della Polinesia Francese.
La natura in queste isole è la protagonista indiscussa. Esse sono estremamente montagnose ed estremamente selvagge: la presenza dell’uomo è limitata a pochi gruppi di persone che risiedono stabilmente solo in alcune di queste isole. L’intero arcipelago infatti è costituito da 12 isole di origine vulcanica e solamente sei di queste sono abitate. A seconda della posizione geografica, le isole si suddividono in gruppo nord, composto da Nuku Hiva, Ua Huka e Ua Pou e gruppo sud, composto da Tahuata, Fatu Hiva e le isolette di Hiva Oa. Caratteristica comune alle isole Marchesi è avere coste frastagliate e battute dalle correnti e di essere punteggiate da molte baie naturali.
Noto per la tradizione artigianale, l’arcipelago risulta molto famoso per le antiche vestigia rappresentate dai monumenti tiki di Hiva Ora.
In queste isole ha origine la sacra arte del tatuaggio, ancora oggi diffusa e praticata. Nell’arcipelago vengono ancora effettuati riti antichi, come ad esempio le caratteristiche danze. Le Marchesi risultano essere l’angolo di cultura più vivo della Polinesia.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4080 Euro

Per questo viaggio non sono previste riduzioni.

Il Club

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Durata

14 giorni e di 13 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 2 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 2 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Imbarco nel porto di Papeete, con direzione atollo di Fakarawa nell'arcipelago delle Tuamotu  
Imbarco a Papeete verso le h. 10.00, sistemazione nella cabina e navigazione verso le Isole Tuamotu (orario d’imbarco: h. 7.00 – h. 9.00). L’arcipelago della Società (costituito dalle Isole Sopravento e dalle Isole Sottovento) è un insieme di isole alte tropicali circondate dalla laguna. L’isola principale è Tahiti, isola alta, con i suoi due splendidi massicci vulcanici: il più grande coronato da nuvole, si erge a più di 2.000 m. con il monte Orohena, nel cuore di Tahiti Nui, l’altro culmina a 1.300 m. con il monte Mairenui in mezzo a Tahiti. Le due isole collegate dall’istmo di Taravao, evocano una cometa di smeraldi, nell’alone turchese della loro stretta laguna. L’arcipelago della Società conta inoltre: Moorea, con i suoi picchi vulcanici che si riflettono nella acque tranquille della sua laguna, separata da Tahiti da soli 17 km. di mare profondo; Huahine, isola magica e selvaggia situata a 175 km. a nord-ovest di Tahiti; Raiatea e Taha’a, isole sacre dalle fertili vallate che condividono la stessa laguna; la celebre Bora Bora che domina l’irreale bellezza delle sue acque pescose, dei suoi “motu” ricoperti di palme e circondati da spiagge bianchissime e da giardini di corallo e Maupiti, isola del cuore, acciambellata in mezzo ad una laguna di giada. Tahiti è il cuore battente della Polinesia Francese. E’ contemporaneamente la porta d’entrata del territorio con l’aeroporto di Tahiti Faa’a, il centro amministrativo che accoglie la capitale del paese, Papeete ed il polmone economico con il suo porto, le sue aziende ed i suoi commerci. La navigazione attraversa il braccio di mare che separa l’arcipelago della Società dall’arcipelago delle Tuamotu per approdare a Fakarawa.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arcipelago delle Tuamotu, atollo di Takapoto, passeggiate, nuotate e snorkelling  
Tuamotu è il più grande degli arcipelaghi polinesiani – le cui 76 isole ed atolli sono sparpagliati su un’area superiore a 20.000 km – è recentemente rinato a nuova vita grazie all’insediamento di circa 250 aziende perlifere ed allo sviluppo del turismo legato ai suoi tesori naturali sottomarini che lo rendono una meta da non perdere per le immersioni subacquee o lo snorkeling. Takapoto è un piccolo atollo di forma ovale di 20 km per 6 km nelle Tuamotu. In 15 minuti a piedi, si raggiunge la splendida spiaggia di sabbia bianca, dove si consumerà un piacevole pic nic. E’ possibile nuotare o fare snorkeling nella sua laguna translucente per osservare i balletti colorati dei pesci tropicali che la popolano. Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Intera giornata di navigazione. Relax a bordo, leggendo un libro, prendendo il sole o ascoltando una delle conferenze.  
Durante questa giornata di avvicinamento all’arcipelago delle Marchesi, è possibile rilassarsi con un libro su uno dei ponti della nave, nuotare nella piccola piscina o godere del panorama. La nave è dotata di una biblioteca nella quale si può trascorre il tempo libero per approfondire la cultura melanesiana anche parlando con lo specialista di tale cultura o con l’antropologo (a bordo di ogni crociera è infatti sempre presente un esperto della cultura delle isole Marchesi – lista degli esperti disponibile su richiesta). Anche lo staff della nave (rigorosamente polinesiano) è disponibile a dare qualsiasi informazione sugli usi e costumi della loro terra. Quasi ogni sera, lo staff intratterrà i partecipanti con canti e suoni di strumenti tradizionali (ukule). L’arcipelago delle Marchesi, con i suoi paesaggi potenti, i suoi dirupi ed i suoi picchi acuminati, le sue vallate profonde, impone la sua differenza. In queste isole ci sono poche pianure litoranee o spiagge di sabbia bianca, il loro fascino è altrove e dipende forse dalla forza della loro semplicità selvaggia. Nuku Hiva, Hiva Oa, Fatu Hiva,…per spostarsi nelle isole dai rilievi tormentati sono d’obbligo, i fuoristrada o il cavallo. Sono probabilmente proprio i loro paesaggi tormentati e maestosi, taglienti e generosi, che gli hanno valso il nome di “terra degli uomini”.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Si giunge all'isola di Nuku Hiva, nella baia di Taiohae, un gigantesco anfiteatro vulcanico dominato dalle svettanti scogliere percorse dalle cascate  
Navigazione nella spettacolare baia di Taiohea, un gigantesco anfiteatro vulcanico dominato dalle scogliere torreggianti bagnate dalle cascate e che rappresenta una delle meraviglie dell’isola di Nuku Hiva. Nel giugno del 1842, Nuku Hiva è la prima delle isole Marchesi ad essere sulla rotta casuale della baleniera a bordo della quale il più grande romanziere del mare, Herman Melville, si appresta a scoprire un paese del quale “nessuna descrizione saprebbe renderne la bellezza”. “Grandiose” e “sorprendenti”, sono le parole che s’impongono quando lo sguardo si posa sugli strapiombi imponenti di Nuku Hiva e scivola poi lungo i loro fianchi che si tuffano nell’immensità dell’oceano. I segreti che racchiude l’isola sembrano impenetrabili, ben protetti da una vegetazione che ricopre la “Terra degli uomini” con questo velo di mistero, indescrivibile eppure ben presente. Con un fuoristrada sulle orme di Melville, lungo scoscese strade di montagna fino al villaggio di Hatiheu per visitare un sito archeologico. Pranzo nel ristorante di Yvonne, uno dei migliori delle Marchesi, dove la specialità è il maiale cotto in un forno sottoterra. Avrete modo di incontrare Yvonne che è anche il sindaco della città . Dopo il pranzo, si prosegue per la valle di Tapivai, luogo di molte leggende, cascate e fiumi segnano un percorso protetto da “tiki” scolpiti nella pietra e coperti di muschio, luoghi di culto sacri “me’ae” e immense piattaforme di pietra “paepae hiamoe” dove i Taipi costruivano le loro case. Enigmatici petroglifi di uccelli, tartarughe e pesci sacri sono scolpiti su enormi macigni. Dopo le visite, a bordo del tender dell’Aranui lungo il fiume si ritorna sull’Aranui, ancorata nella baia.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - la seconda tappa della crociera è l'isola di Ua Pou, dove si visiterà la piccola cittadina di Hakahau  
Dal ponte della nave, ammirerete le guglie slanciate delle montagne di Ua Pou. Ogniqualvolta la nave attracca, gli abitanti delle isole ci danno il benvenuto e mentre l’equipaggio scarica le merci di vario tipo e carica i sacchi di copra (polpa secca delle noci di cocco), esplorerete la piccola cittadina di Hakahau con la sua chiesa al cui interno si trova un baldacchino in legno fatto a mano. E’ facile incontrare in questa isola alcuni intagliatori di talento. Si salirà fino in cima ad un’altura da cui avrete una vista da togliere il respiro delle montagne coperte dalle nuvole. Al ristorante Rosalie, gusterete il primo pranzo marchesiano: il frutto dell’albero del pane, alimento base della cucina delle marchesi assieme alla capra al curry, all’aragosta alla griglia, al pesce crudo marinato nel succo di lime e bagnato nel latte di cocco, il taro e le banane rosse dolci.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Lasciamo Ua Pou per raggiungere l'isola di Hiva Oa. Qui è dove vissero Paul Gauguin e Jacques Brel  
“Su queste isole, dove la solitudine è totale, ho trovato una sorta di pace”, scriveva Jacques Brel, il quale trascorse gli ultimi anni della sue vita ad Atuona, sull’isola di Hiva Oa. Questa terra impervia, la cui bellezza resta vergine, appena sfiorata dal ventesimo secolo, racconta in ogni luogo la lunga e appassionante storia marchigiana, che il visitatore può scoprire passeggiando fra i banani e le papaie, nelle vallate segrete. L’isola di Gauguin o come lo chiamavano i missionari “Coquin (Birbante)”, ha conservato il proprio carattere selvaggio e il ritmo tranquillo delle attività tradizionali che sedussero il pittore, venuto anch’egli a trascorrere qui i suoi ultimi giorni. Seguire le sue tracce significa visitare senz’altro il museo che racchiude numerose copie delle sue opere e fermarsi alla “Casa del Piacere”, che lo ospitò durante il suo soggiorno sull’isola. Nel cimitero, su un’altura che sovrasta il porto, sotto un’enorme albero di frangipane si trova una tomba con la semplice iscrizione: Paul Gauguin 1903. Vicino a questa la tomba di un altro famoso europeo, anch’egli sedotto da Hiva Oa: il compositore Jacques Brel che vi morì nel 1978.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - L'isola di Fatu Hiva che raggiungiamo oggi è la più lussureggiante e la più remota delle Isole Marchesi  
Fatu Hiva è la più meridionale, la più irrigata, la più lussureggiante, la più lontana e la più autentica isola dell’arcipelago delle Marchesi. Posta all’estremo sud dell’arcipelago, l’isola è formata da due vulcani incastonati in rilievi tormentati, scanditi dal ritmo del sole e dal passo dei cavalli in libertà. I due pacifici villaggi di Omoa e Hanavave, tagliati fuori dal mondo, al riparo di scoscese pareti rocciose che orlano lo spazio verdeggiante fino all’oceano, sono collegati da un’unica strada, che può essere percorsa in 4X4, a cavallo o a piedi. Sotto gli occhi del visitatore si stendono 17 km. di panorama indimenticabile, avvicinandosi alla baia delle Vergini, una delle baie più belle del mondo, chiamata così per i grandi picchi rocciosi che la circondano, le cui forme evocano delicate silhouette femminili. Centro artistico per eccellenza delle Marchesi, l’isola del “tapa” è il regno degli artigiani che riproducono, su stoffe prodotte dalle fibre di determinati tipi di legno, disegni ispirati agli antichi tatuaggi marchesiani. Le “mama” cui è tradizionalmente affidata la pittura su “tapa”, affiancano a questa attività quella della confezione di “umuhei”, bouquet profumati che impregnano i capelli con i loro aromi seducenti. A Omoa, dove si trova anche il primo sculture di noci di cocco, la gentilezza della popolazione lascerà indelebili nel visitatore le impressioni colorate di questa atmosfera ricca di storia.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Quando si giunge a Hiva Oa, c'è la possibilità di fare una bella escursione a piedi o con le jeep per visitare i più importanti siti archeologici dei tiki (antiche sculture religiose)  
Si ritorna a Hiva Oa, dove guide esperte vi porteranno a visitare la baia di Puamau in cui sono stati scoperti i più grandi “tiki” della Polinesia, strane statue ai piedi delle quali sono stati posati ciottoli, che parlano ancora il linguaggio dei tempi ancestrali. Il sito della vallata di Taaoa, come quello di Hanaui, Hanapeteo o Hanatekua, annovera migliaia di antichi luoghi di culto, “mea’e”, emersi dal nulla fra i blocchi di lava.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - L'isola in cui si attracca oggi si chiama Tahuata e ha la forma di una foglia e l'aria è densa del profumo di tiare, frangipane e storia.  
Scoperta nel 1595 dal navigatore Alvaro de Mendana de Neira, l’isola di Tahuata (“aurora” in marchesiano) è la più piccola dell’arcipelago. Accessibile solamente da Hiva Oa, quest’imponente isola vulcanica dai versanti scoscesi è dominata dal monte Tumu Mea Ufa, che culmina ad un’altezza di 1.050 m. sopra alle cinque vallate selvagge che costituiscono l’isola. “E’ una delle rare volte in cui ho provato il desiderio di possedere della terra” scrisse il navigatore Alain Gerbault, sedotto dalla sabbia bianca e dalla verdeggiante vegetazione che riveste le baie gemelle di Iva Iva Nui e Iva Iva Iti. L’isola del monoi è l’unica dell’arcipelago ad essere circondata da formazioni coralline, che proteggono le sue magnifiche spiagge deserte di sabbia bianca, bagnate da limpide acque, come a Hana Moenoa. A pochi chilometri di distanza, il villaggio di Hapatoni, capoluogo posto sulla riva del mare, si snoda intorno ad un’ampia baia, lungo una strada costruita su un’unica pavimentazione. Case graziose, una chiesa monumentale stele commemorative conferiscono a questo villaggio una fisionomia curiosa di piccola provincia all’altro capo del mondo. Il suo centro artigianale, peraltro, ricorda che a Tahuata, quasi tutti gli uomini, giovani e meno giovani, sono scultori; questi ultimi lavorano il legno di rosa, gli ossi di cavallo oppure i rostri di pesce spada. Le sculture magnifiche, stimolano la ricerca del significato dei tradizionali motivi marchesiani. Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - La meta di oggi e l'isola di Ua Huka dove ci sarà l'occasione di visitare l'interessante museo, oltre ad esplorarla in 4x4.  
Ua Huka, con i suoi 77 km² di montagna, è una delle più piccole isole delle Marchesi. Riserva della “grande casa” degli dei a strapiombo sull’oceano, quest’universo selvaggio offre una natura preservata che alterna clivi scoscesi ad altipiani desertici. Queste ampie distese verdeggianti sono il regno delle capre e di circa 1.500 cavalli selvaggi, che pascolano lungo l’unica strada dell’isola, poco lontano dalla riserva botanica. Vero e proprio paradiso di piante tropicali, questo meraviglioso giardino completa l’arboreto, che raccoglie oltre 300 specie di alberi provenienti da tutto il mondo e la cui collezione di agrumi è la più importante al mondo. E’ sempre ad Ua Huka che si trovano i più antichi siti archeologici delle Marchesi, sperduti in mezzo ad un’abbondante manto vegetale. I misteriosi petroglifi di Vaikivi, scolpiti sulla pietra grigia, come pure i tre superbi “tiki”, che accompagnano i numerosi “me’ae” del sito di Hane invitano a penetrare la cultura marchesina, molto ben rappresentata nel museo comunale. L’arte tradizionale espressa nelle botteghe di fabbricazione degli arazzi di “tapa” (cortecce battute e decorate con motivi tradizionali) o in quelli di produzione dell’olio do monoi marchesiano “Kumu hei”, si manifesta specialmente nella scultura su legno o su pietra, specialità della regione. Gli artigiani, che lavorano sia il legno di “miro” o di “tou” sia la pietra vulcanica o l’osso, realizzano dei “Tiki”, delle lance o delle mazze.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Ultima giornata nell'arcipelago delle marchesi, nell'isola di Nuku Hiva.  
La vostra nave si fermerà nel porto di Taiohae nell’isola di Nuku Hiva in mattinata. Possibilità di ritornare nel centro città e avere del tempo libero. Nel pomeriggio, partenza per Ua Pou, la vostra prima tappa delle isole Marchesi. Ultima occasione per acquistare l’artigianato locale.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Intera giornata di navigazione per raggiungere l'atollo di Bora Bora  
Giornata a disposizione per relax, bagni di sole, letture, riposo, approfondimento della cultura locale.Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - L'atollo di Bora Bora, una delle isole sottovento nell'arcipelago della Società  
A poco più di un’ora d’aereo da Tahiti, Bora Bora è un isola di 29 kmq. Le fanno da contorno una laguna tre volte più grande delle altre e una barriera corallina piena di isolotti che le hanno dato il nome di “perla del Pacifico”. Fa parte del gruppo di isole sottovento nell’arcipelago della Società ed è sicuramente l’isola più visitata della Polinesia francese. Sicuramente la sua laguna è uno dei motivi principali che spinge la maggior parte dei visitatori a raggiungere quest’isola. Secondo la leggenda gli dei avrebbero creato Vavau (il “primogenito”, antico nome di Bora Bora) prima delle altre isole: Mai te pō ra (“uscita della notte, mondo degli dei”) sarebbe così diventato Pora Pora, poi Bora Bora. Popolata a partire dal IX secolo, l’isola occupò un posto preponderante nello spazio politico e religioso della Polinesia fino al XVIII secolo: il re Puni di Faanui l’unificò nel XVIII secolo e conquistò le altre isole Sottovento esclusa Huahine. James Cook fu il promo europeo a sbarcare a Bora Bora nel 1769. Tapo II vi regnò dal 1812 al1860, mentre nel 1818 ebbe inizio l’evangelizzazione dell’isola. Dal 1961 il turismo diventa la punta di diamante dell’economia locale, con la costruzione dei primi bungalow di lusso su palafitte. Vero e proprio acuqario, la vasta e profonda laguna di Bora Bora possiede una flora e una fauna particolarmente ricche. Nelle sue acque è possibile ammirare le evoluzioni di una moltitudine di pesci lagunari ma anche razze manta, razze leopardo, squali pinna nera…Pensione completa e pernottamento a bordo.

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Arrivo alla mattina nel porto di Papeete  
L’arrivo a Papeete è previsto verso le h.9.30 del mattino.


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Questi prezzi sono quotati in euro, non soggetti ad adeguamento.

 

La quota comprende:

-         Pernottamenti in cabina doppia standard

-         Trattamento di pensione completa, inclusi acqua e vino (1 bott. X 4 pax)

-         Escursioni come da programma con guida in inglese/francese/tedesco.

 

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-         Voli intercontinentali

-         Tasse aeroportuali e fuel surcharge

-         Tasse portuali (importo variabile secondo la sistemazione confermata)

-         Eventuale soggiorno a Tahiti prima della partenza dell’Aranui ed al rientro dalla crociera

-         La tassa comunale di 150 CFP a notte a persona, come da disposizioni governative che è da pagarsi direttamente agli alberghi nelle isole di Tahiti, Mororea, Bora Bora, Huahine, Tikehau, Tahaa e Rangiroa. Nell’isola di Fakarava la tassa è di 140 CFP e a Raiatea è di 100 CFP (le tasse comunali potrebbero variare senza preavviso)

-         Escursioni a cavallo, immersioni con bombole ed escursioni opzionali

-         Bevande ed extra in genere (eccetto quelle indicate sopra)

-         Tutto quanto non espressamente in “la quota comprende”.

 

 

 

 

 

 

 

Bene a sapersi

 

  • La Polinesia è raggiungibile con voli di linea da Parigi via Stati Uniti oppure via Giappone. In caso di voli via Stati Uniti (con o senza sosta), ogni cittadino italiano, dovrà essere in possesso dell’autorizzazione elettronica al viaggio “Electronic System for Travel Authorization”  (ESTA) tramite il seguente link: 

 https://esta.cbp.dhs.gov/esta/application.html?execution=e1s1

Costo Usd 14,00 da pagare con carta di credito (importo   

variabile senza avviso).

 

  • L’itinerario potrà essere modificato, senza preavviso, per ragioni tecniche, meteorologiche o per necessità della nave.

 

  • L’ Aranui 5 è una nave passeggeri/cargo che opera tra Tahiti e le Isole Marchesi. Il nome “Aranui” significa “grande autostrada” in Maori. La prima Aranui fu acquistata in Nuova Zelanda. La Compagnia Polinesiana del Trasporto Marittimo mantenne il nome originale. Come collegamento tra le remote isole Marchesi e il resto del mondo, essa è veramente una “grande autostrada” sulla quale viaggiano merci e passeggeri. La compagnia CPTM (Compagnie  Polynésienne de Transport Maritime) si riserva il diritto di modificare le sue tariffe e date di partenza. La nave opera sotto bandiera francese e il suo equipaggio è interamente polinesiano in maggior parte marchesiano.

 

  • L’ Aranui  attracca al “honor wharf” e pertanto l’imbarco l’imbarco è previsto al “Quai des Paquebots” o al “Quai d’Honneur”.

 

  • L’imbarco alla partenza da Papeete è dalle 07.00 alle 09.00 della domenica mattina mentre lo sbarco avverrà prima delle 08.00 sempre al molo Honor Wharf (Quai d’Honneur).

 

  • L’ Aranui 5 ha una capacità di 254 passeggeri. La sistemazione è prevista in 103 cabine totali, tutte esterne, incluse: 32 Suite di varie categorie, 24 cabine Superior Deluxe di 15mq, 13 cabine Deluxe di 13mq e  40 cabine Standard di 12mq, oltre a 6 cabine di 18mq, sempre esterne, per 4 passeggeri.

 

  • Le cabine standard sono dotate di oblò e possono avere il letto matrimoniale o i letti separati, bagno con doccia, cassaforte, televisore schermo piatto e aria condizionata. Le cabine Deluxe e tutte le sistemazioni superiori dispongono di letto matrimoniale, servizi privati con doccia, televisore a schermo piatto, cassaforte, frigorifero e asciugacapelli. Le Deluxe e Superior Deluxe e le Suite sono fornite di balcone privato. Solo le Junior Suite e le cabine standard non hanno balcone.

 

Cabina Standard

 

Cabina Deluxe

 

 

  • Ogni cabina è fornita di corrente elettrica a 220 volt.

 

  • Durante la navigazione i passeggeri possono prendere il sole sul “sun deck”, fare il bagno nella piscina della nave,  utilizzare la palestra, frequentare la biblioteca.

 

  • La nave dispone di 1 ristorante, 1 lounge e 2 sale conferenze, 1 veranda lounge, uno skybar ed una boutique

 

 

  • I pasti sono serviti in un ambiente informale. I pasti a bordo includono 1 bottiglia di vino per 4 persone. In dipendenza del numero dei passeggeri a bordo, è possibile che ci siano due turni per i pasti. In caso di regimi dietetici particolari, si prega di notificare con almeno un mese di anticipo.

 

  • In caso di emergenza è possibile utilizzare il sistema di comunicazione della nave e per contattare la nave è necessario passare attraverso l’ufficio della Compagnia Polinesiana del Trasporto Marittimo di Tahiti.

 

  • A bordo è possibile utilizzare il servizio di lavaggio e asciugatura abiti autonomamente (esiste infatti un locale con lavatrici e asciugatrici e una volta alla settimana, a seconda dei piani viene fornito gratuitamente un servizio di lavanderia da parte del personale di bordo.

 

  • A bordo della nave è disponibile un medico generico. La nave si riserva il diritto di non imbarcare una persona che soffre di malattie tali da rendere il viaggio non idoneo alla stessa.

 

  • Le escursioni a terra sono limitate al tempo necessario alle operazioni di scarico/carico merci. Il tempo necessario può variare da alcune ore a un giorno o più. Le lingue parlate a bordo e durante le escursioni accompagnate sono il francese, l’inglese e il tedesco. Prima di scendere a terra è necessario lasciare le chiavi della cabina alla reception e quando si risale bisogna firmare il registro d’entrata (questo è per evitare che qualcuno venga lasciato a terra). In caso trasferimento a terra con scialuppa, è obbligatorio indossare il giubbotto salvagente.

 

  • Per pagare eventuali extra a bordo è possibile utilizzare la carta di credito. E’ possibile cambiare i soldi in valuta locale a bordo della nave.

 

 

 

 

 

 

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