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KARAMOJA, VULCANO NYIRAGONGO, PARCO VIRUNGA: l’ultimo rifugio dei gorilla di montagna

AFRICA / Congo (R.D.C.)

UNA PRIMA KEL 12!

Siamo in Karamoja, la terra dei pastori Karimojong suddivisi in clan tra i quali spiccano i Matheniko, i Bokora e i Pian e altri gruppi minori come gli Ngitomei, gli Ngimosingo, gli Ngipei, gli Ngimuno, gli Ngikaaleeso, gli Ngikosowa, gli Ngimogwos. Tutti hanno origini nilotico-sahariani e si dedicano ad attività prevalentemente basate sull’allevamento. Sono un popolo transumante o semi-nomade. Mentre l’abitazione del clan rimane fissa, i pastori seguono le greggi in cerca di pascoli e costruiscono campi provvisori. Viste le condizioni semi-desertiche di gran parte della regione, i karimojong devono spesso cercare pascoli ai limiti del loro territorio e si scontrano con altri popoli pastori che vivono lo stesso sistema. Tutta la vita dei Karimojong ruota intorno alle vacche. Questo popolo è spesso in conflitto con i popoli vicini a causa dell’invalsa pratica di razziarne il bestiame. Nel territorio karimojong sicuramente il gruppo Turkana è il principale induttore di questo fenomeno, che poi coinvolge tutti i gruppi del territorio. I Turkana sono bene armati e, pertanto, quando le frequenti carestie colpiscono il loro territorio, essi guardano al Karamoja come ricco territorio da razziare. Alti, scuri, i fisici atletici, come gli altri popoli nilotici anche i karimojong attribuiscono grande importanza alla cura del corpo, attività in cui si esprime il loro senso estetico. La famiglia è composta da un uomo anziano con tutte le sue mogli, i figli, le nuore e le figlie nubili, abita in piccoli villaggi semi-permanenti di capanne circolari, ciascun villaggio prende il nome dal capo-famiglia. Entreremo in contatto con i clan Karimojong! Siamo nella nell’Africa sconosciuta e selvaggia dell’Equatore! E qui, in uno degli ultimi santuari rimasti, il Virunga National Park incontreremo uno dei primati d’eccezione, il gorilla di montagna! Un’emozione unica! Siamo nel Congo meridionale, nel Parco Nazionale Virunga, uno degli ultimi santuari dove si avrà il privilegio di un incontro ravvicinato con il gorilla di montagna, qui sei sono le famiglie di gorilla che si possono visitare. Riuniti in famiglie, guidati da un possente maschio anziano dal dorso argenteo; curiosi e allegri, accettano di essere avvicinati se in compagnia dei rangers che riconoscono amici… Urla, boccacce, parodie di assalto sono solo un modo per ricordarci che siamo “ospiti”. Questa bella spedizione non può non includere l’ascesa al Nyiragongo, uno dei vulcani più attivi e famosi del continente africano che si trova all’interno del Parco Nazionale Virunga.
"Si sale in una giornata, si passa la notte sul bordo del cratere e il giorno successivo si torna alla base. È il tempo massimo consentito dal permesso che si ottiene dall’amministrazione del parco, ma il tutto è ricompensato da uno dei panorami più spettacolari che esistano. Il lago di lava nel cratere del vulcano è uguale a quello che si poteva vedere nei libri quando eravamo piccoli. Il rosso della lava incandescente, le bolle che esplodono e sputano fuoco. Si ha la sensazione di essere tornati indietro di milioni di anni". Così l’ha descritto il co-fondatore di Lonely Planet, che l’ha inserito nella top five dei trekking mondiali!


Prezzo del Viaggio

A partire da: 5930 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 200 Impronte del Club.
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Durata

18 giorni e di 16 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 8 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 12 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Italia - Entebbe - Kampala  
Partenza con volo di linea per Entebbe. All’arrivo, previsto in serata, incontro con la guida e trasferimento in hotel per il pernottamento. Pasti liberi e pernottamento in albergo (Cassia Lodge a Kampala oppure Boma a Entebbe).

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Kampala - Jinja, le sorgenti del Nilo - Mbale  
Dopo colazione si lascia Kampala in direzione di Jinja. In Uganda il Nilo viene chiamato “Omugga Kiyira”, “il fiume rabbioso”. Dobbiamo arrivare fin qui a Bujagali, sopra la città di Jinja, a pochi chilometri dal punto in cui il fiume si stacca dal lago Vittoria per iniziare il suo lungo viaggio verso il Mediterraneo per scoprirne la sua potenza! Nel 1862 l’esploratore inglese John Hanning Speke, approdato da queste parti in cerca delle mitiche sorgenti, annotò sul suo taccuino di aver scovato con stupore «acque possenti che scrosciano con fragore immenso». Ed ecco apparire le spettacolari cascate di Bujagali, vortici e cascate percuotono il fiume contro le rocce, l’acqua spumeggia impazzita, è uno spettacolo della natura che ci godremo a bordo di un’imbarcazione locale. Continuazione del viaggio in direzione della frontiera con il Kenya e del Monte Elgon. All’arrivo a Mbale ci sistemeremo in hotel. Pensione completa con pranzo in ristorantino locale. HYPERLINK "http://www.mountelgonhotel.com/" http://www.mountelgonhotel.com/

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Mbale - Riserva di Pian Upe, Moroto  
Partiremo verso il cuore della valle della Karamoja, attraversando le riserve del Pian Upe che si estende per più di 2.700 chilometri quadrati prende il nome dai diversi gruppi etnici dell’etnia dei pastori Karimojong: i Bokora, i Pian, gli Upe e i Matheniko. La Karamoja, confina con il Kenia e il Sudan ed è divisa in tre distretti: Kotido al Nord, Moroto al centro e Nakapiripirit al Sud. Faremo delle soste in vari punti panoramici per osservare alcune delle specie di volatili presenti nella zona e per ammirare la roccia di Napak. All’interno della riserva vivono giraffe, leoni, zebre, antilopi, leopardi, bufali e molte altre specie animali. Karamoja è una zona semi-arida con una piovosità media annua di 600 mm, per rispondere a queste esigenze ecologico-ambientali i Karamojong hanno individuato nell’allevamento del bestiame su vasta scala la loro principale fonte economica in aggiunta alla creazione e salvaguardia di appezzamenti di terreno e campi per i raccolti locali. Gli orgogliosi pastori Karamojong, sono generalmente avidi di contatti con gli stranieri perché per lungo tempo questa parte di Uganda orientale non è stata accessibile. Pernottamento in semplice hotel, pensione completa.

Tappa: 4 - Dal Giorno: 4 al Giorno 5 - I villaggi tribali dei Karimojong  
Dedicheremo queste due giornate alla visita di tutta questa area pressoché sconosciuta. Questa è la terra dei nomadi guerrieri, una superficie di 27.000 chilometri quadrati di arida savana e bush, al confine con il Kenya e il Sudan. La Karamoja conta confini naturali ben definiti: a est la Rift Valley, a nord il Kidepo National Park, a sud gli aspri picchi del Mount Elgon National Park, formatisi milioni di anni fa dopo violente eruzioni vulcaniche. A ovest, grandi zone paludose la dividono dalla terra degli Acholi. I karimojong fanno parte dei popoli nilotici che, verso il XVI sec, hanno lasciato l’area di origine, la valle del Nilo nell’attuale Sudan. Stando alla tradizione orale, il gruppo di clan che si era diretto verso l’attuale regione del Turkana (Kenya) avrebbe combattuto un’epica battaglia. I perdenti vennero cacciati e si sparsero in varie direzioni. Sebbene non esistano prove storiche, è ragionevole pensare che la migrazione dalla valle del Nilo abbia portato a frizioni tra i vari gruppi e quindi anche a scontri armati per il controllo del territorio. D’altro canto, le tradizioni masai e pokot riportano fatti simili e individuano nell’inizio del XII sec il momento del distacco definitivo dei vari gruppi. La loro lingua fa parte del gruppo nilo-sahariano ed è strettamente collegata a quelle dei turkana (Kenya), teso (Kenya e Uganda), toposa (Sudan). Condividono, inoltre, molti tratti culturali con i pokot, etnia divisa tra Uganda e Kenya, con cui confinano e condividono parte del territorio. I karimojong vivono soprattutto grazie alla pastorizia. Sono un popolo transumante o semi-nomade. Mentre l’abitazione del clan rimane fissa, i pastori seguono le greggi in cerca di pascoli e costruiscono campi provvisori. Viste le condizioni semi-desertiche di gran parte della regione, i karimojong devono spesso cercare pascoli ai limiti del loro territorio e si scontrano con altri popoli pastori che vivono lo stesso sistema. I karimojong sono al centro di polemiche a causa della loro inclinazione alle razzie di bestiame. Spesso sono in contrasto con le popolazioni vicine ma praticano le razzie anche in altri villaggi karimojong. Visiteremo i villaggi tribali dei Karimojong, incontrando la popolazione. Trascorreremo due notti presso la missione anglicana di Kotido. Pensione completa. HYPERLINK "http://photobucket.com/images/Anglican%20church%20compound,%20Kotido:%20Karamoja%20Dioceses%20Development%20Services%20offices" http://photobucket.com/images/Anglican%20church%20compound,%20Kotido:%20Karamoja%20Dioceses%20Development%20Services%20offices

Tappa: 5 - Dal Giorno: 6 al Giorno 7 - dalla Karamoja al Parco Nazionale Kidepo  
Ultime fermate ai villaggi a sud di Kaabong, un piccolo paese situato ai piedi di una massa imponente di rocce arrotondate. La strada sterrata conduce al Parco Nazionale Kidepo a cui dedicheremo una giornata di visita. Kidepo National Park, a 800 km a nord di Kampala, al confine con il Kenya e il Sudan, è totalmente diverso dagli altri parchi dell'Uganda. Con un’altitudine compresa tra i 900 ed i 2750 metri, il parco è attraversato da due vallate principali: Kidepo e Narus Valley e presenta ambienti di foresta montana, pianure erbose, savana alberata, foresta di palme e kopje. I kopje sono massicci arrotondati di scura roccia vulcanica che si ergono solitari nelle pianure della savana e che spesso fungono da punto d’osservazione per i predatori presenti nel parco. Di grande fascino per la scarsità di visitatori e per la sua remota posizione, all’interno del parco si possono trovare oltre un’ottantina di mammiferi (con una ventina di predatori e cinque primati) e oltre 460 specie di uccelli, con grandi mandrie di elefanti e di bufali, molti leoni, antilopi, zebre, struzzi. E’ inoltre l’unico parco ugandese dove vive il ghepardo, lo sciacallo, l’orice di Besia, il kudu maggiore, la gazzella di Grant, il protele ed il caracal. Kidepo è sicuramente uno dei parchi ugandesi più belli ed affascinanti ed è uno di quelli con il più alto grado di biodiversità del paese. Esploreremo il parco a bordo dei fuoristrada accompagnati dai rangers.Pernottamento in bungalow semplici e puliti all’interno del parco. HYPERLINK "http://www.kideposafaris.com/apoka-rest-camp.html" http://www.kideposafaris.com/apoka-rest-camp.html

Tappa: 6 - Giorno: 8 - Dal Parco Nazionale Kidepo ai villaggi Acholi  
Dopo un'ultima mattina di safari, partiamo in direzione ovest attraverso le montagne Nangeya ed entriamo nel territorio Acholi. Gli Acholi sono un popolo appartenente al ceppo etnico dei Nilotici e sono originari dell'area chiamata Bahr el Ghazal, nel Sudan del Sud. Sono presenti principalmente nella zona di confine tra Uganda e Sudan. La casa tradizionale degli Acholi è una capanna circolare con muratura composta da fango e bamboo. Il tetto è in paglia, a volte sostenuto da un palo al centro della capanna. L’Esterno spesso è decorato con disegni geometrici. Mais, girasoli, sorgo e arachidi sono le coltivazioni principali. Con i cereali, arrostiti e pestati, si preparano i piatti base dell’alimentazione e anche un distillato. L’olio, invece, si ricava dalle piante di karité, arachidi e sesamo. Miglio e manioca vengono macinati e mescolati insieme ad acqua per fare la polenta, il tipico alimento Acholi. I prodotti dell’agricoltura vengono venduti nei mercati dei villaggi, insieme ad altri beni d’artigianato, come i cestini o le pietre lavorate a mano. Pernottamento a Gulu Acholi Inn o The Boma hotel. Pensione completa. HYPERLINK "http://www.acholiinnhotel.com" http://www.acholiinnhotel.com oppure HYPERLINK "https://web.facebook.com/Bomah-Hotel-Gulu-100347690123048/" https://web.facebook.com/Bomah-Hotel-Gulu-100347690123048/

Tappa: 7 - Giorno: 9 - Verso Murchison Falls, escursione in battello  
Partenza al mattino di buon’ora verso Murchison Falls National Park che coi suoi 3.840 kmq costituisce il parco più esteso del Paese. La riserva si trova ad un’altitudine compresa fra i 500 e i 1.290 m. ed è divisa in due dal Nilo Vittoria che l’attraversa da est ad ovest mentre va a gettarsi nel Lago Albert, prima di proseguire il proprio corso verso il Sudan e il Mediterraneo. Quando Sir Samuel Baker si trovò di fronte a questa incredibile esplosione d’acqua, ovvero le cascate più selvagge dell’intera lunghezza del Nilo Bianco (6.700 km circa), diede loro il nome Murchison Falls in onore dell’allora presidente della Royal Geographical Society britannica. Nel pomeriggio partenza per una delle escursioni più speciali del tour: l’uscita in barca lungo il Nilo verso le cascate. Oltre alla spettacolare e abbondante avifauna, molto probabili sono gli incontri con ippopotami, coccodrilli ed elefanti. Le cascate e il punto dove il fiume è costretto a passare attraverso una gola larga appena 6 metri prima del salto di 40 metri sono indubbiamente uno spettacolo incredibile.Pensione completa e pernottamento in lodge (Paraa Lodge). HYPERLINK "http://www.paraalodge.com/" http://www.paraalodge.com/

Tappa: 8 - Giorno: 10 - Murchison Falls - lago Alberto - Hoima  
Di primissima mattina partenza per un game drive all’alba nella zona settentrionale del parco. Possibilità di incontrare antilopi kobus, bufali, giraffe, elefanti, facoceri e, con un po’ di fortuna, anche predatori quali il leone e il leopardo. All’uscita dal parco giungeremo all’imbarcadero dove con un traghetto attraverseremo il Nilo, a sud. Proseguiamo su una buona pista attraverso la valle del Rift occidentale che conduce a Butiaba, un grande villaggio di pescatori sulla riva del lago Alberto. All’arrivo a Hoima sistemazione in lodge. Pensione completa. HYPERLINK "http://www.hoimaculturalsafarilodge.com/" http://www.hoimaculturalsafarilodge.com/

Tappa: 9 - Giorno: 11 - traversata dell'Uganda occidentale, Queen Elizabeth National Park  
Partenza di primissima mattina per la regione dei leggendari Ruwenzori, ovvero “le montagne della luna”. Durante questa traversata dell’Uganda occidentale il bel paesaggio ci rende partecipi della vita dei villaggi e ci offre incredibili scorci della Great Rift Valley Occidentale: i fieri pastori Alur, i campi di manioca e cotone, tabacco e patate, gli zebù al pascolo, le palme borassus centenarie, le vallate e gli altopiani, le verdi piantagioni di te’, … ecco l’Uganda! Nel tardo pomeriggio arrivo al queen Elisabeth Park. Pernottamento in lodge, pensione completa. HYPERLINK "http://www.mweyalodge.com/" http://www.mweyalodge.com/

Tappa: 10 - Giorno: 12 - Queen Elizabeth National Park  
Il parco, situato ad ovest della Rift valley, si estende su una superficie di ca 2.000 kmq ed è formato da una combinazione di diversi ecosistemi dove l’acqua è sicuramente l’elemento dominate; i due grandi laghi Edward e George, il canale di Kazinga e d una serie di bacini lacustri di origine vulcanica creano l’habitat ideale per una ricca fauna ed avifauna. Iniziamo i game drive alla ricerca di prede e predatori nel settore di Mweya dove, nel pomeriggio effettueremo anche un boat safari lungo il Kazinga Channel, che ci offrirà la possibilità di ammirare non solo un meraviglioso paesaggio ma anche grossi e sonnolenti ippopotami, grandi coccodrilli, bufali, antilopi e, soprattutto, la profusione di uccelli. Pensione completa e pernottamento in lodge. HYPERLINK "http://www.mweyalodge.com/" http://www.mweyalodge.com/Nota bene: l’ordine delle attività potrebbe essere invertito

Tappa: 11 - Giorno: 13 - Passaggio della frontiera congolese - Parco Nazionale Virunga  
Dedichiamo la mattinata ad un ultimo game drive in uscita dal parco a sud, verso il fiume Ishasha che segna il confine con il Congo. Attraversando i villaggi di Kiwanja e Rutshuru giungiamo alla frontiera. Passaggio della frontiera con il Congo. Arrivo Rumangabo, il centro del Parco Virunga. Pernottamento al campo tendato Bukima oppure al Mikeno Lodge. HYPERLINK "http://visitvirunga.org/product/mikeno-lodge-luxury-bungalows/" http://visitvirunga.org/product/mikeno-lodge-luxury-bungalows/

Tappa: 12 - Giorno: 14 - Congo: Parco Nazionale Virunga, l'incontro con i gorilla di montagna  
Il Parco Nazionale Virunga fu creato nel 1929 come primo parco nazionale africano per la protezione dei gorilla. Il nome deriva dagli otto monti vulcanici che si trovano nella parte Sud del suo territorio, tra cui il Nyiragongo e il Nyamulagira sono ancora attivi. L’attuale Parco Nazionale Virunga fu fondato nel 1960 dopo l’indipendenza del Congo, con una superfice di 7.800 Kmq lungo il confine con l’Uganda per oltre 300 km. Il parco fa parte dell’Area di Conservazione Virunga, che comprende tre parchi nazionali contigui: Mgahinga Gorilla in Uganda, Parco Nazionale dei Vulcani in Rwanda e il Virunga in Congo. Nel 1979 il parco fu designato patrimonio dell’umanità e divenne noto per le attività del gorilla trekking. L’attività principale è il gorilla tracking nel settore sud. Ci sono sei famiglie di gorilla abituate che si possono visitare. I gorilla di montagna sono animali pacifici e vegetariani. La loro dieta consiste soprattutto di fogliame. Prediligono il tenero bambù di montagna durante la stagione piovosa, oppure la corteccia di eucalipto. Il capofamiglia è il maschio dalla schiena argentata (Silverback), che conosce bene il valore medicinale e curativo di erbe e piante. Dopo avere mangiato i gorilla prendono un intervallo di alcune ore prima di mangiare ancora mentre i piccoli giocano intorno. Alla sera il gruppo, che non ha fissa dimora, costruisce un nido per passare la notte. Il nido è fatto con il bambù e foglie larghe per provvedere una coperta che ripari dal freddo. I gorilla possono vivere fino a 45 anni e il maschio 'silverback' può pesare circa 200kg, mentre la femmina pesa tra 80 e 120kg. Presto al mattino entriamo nella foresta di per il gorilla tracking. Incontreremo le guide e i portatori e inizieremo la nostra giornata in foresta. Il tempo impiegato e il terreno percorso per incontrare i gorilla varia a seconda dei movimenti di questi meravigliosi primati. Il brivido provocato dall’incontro con questi gentili giganti è una rara, movimentata ed eccitante avventura che ci lascerà un ricordo indelebile.Pernottamento al campo tendato Bukima oppure al Mikeno Lodge. Pensione completa. HYPERLINK "http://visitvirunga.org/product/mikeno-lodge-luxury-bungalows/" http://visitvirunga.org/product/mikeno-lodge-luxury-bungalows/

Tappa: 13 - Giorno: 15 - Congo: salita al Vulcano attivo Nyiragongo  
La scalata del Nyiragongo, un vulcano attivo, è una delle attività. Si parte da Goma e si raggiunge la base del vulcano. La prima parte del sentiero attraversa la foresta tropicale. Dopo un tratto si cammina sulla lava solidificata dopo l’eruzione del 2002. A metà strada sulla montagna si può vedere dove la lava è fuoriuscita sul lato del vulcano. Il sentiero si fa più ripido fino ai resti dei tre rifugi di metallo che si possono usare come rifugio e per cucinare.Situato nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, a soli 20 km a nord del lago Kivu, Nyiragongo (3470 m) domina la città di Goma. Si trova nel ramo occidentale della Rift Valley e appartiene alla catena vulcanica dei Virunga. Si tratta di un vulcano con due vulcani satelliti: Shaheru (cratere 2800 m di altezza e 80 m di profondità) e il Baruta (3100 m ed un 300 m di profondità del cratere). Nyiragongo ha alla sua sommità un cratere di circa 1200 m di diametro. E’ uno dei vulcani più attivi del mondo con oltre 50 eruzioni negli ultimi 150 anni. Dopo un lungo periodo di relativa calma (la precedente eruzione avvenne nel 1977), il vulcano riprese l’attività con l’eruzione del 1994 e di nuovo nel 2002: questa fu la più devastante eruzione del Nyiragongo, fumo e cenere lasciarono spazio a 3 fiumi di lava che scorrevano ad est e ad ovest sui fianchi del vulcano ad una velocità di 60 chilometri all'ora. La lava distrusse Goma e altri 14 villaggi vicini, raggiungendo il lago Kivu.Dopo le solite formalità amministrative, si parte, accompagnati da una guida e da dei portatori per la salita che durerà tra le 5 e le 6 ore partendo da un’altitudine di 200 metri circa e raggiungendo un’altitudine di 1250 metri. Il sentiero, ben segnalato, si snoda attraverso i blocchi di lava vecchia e attraverso diversi strati di vegetazione. La foresta cede gradualmente il passo all’assenza di vegetazione a causa dell’effetto distruttivo dei gas vulcanici. A alla cima del vulcano (3470 m) la prima scoperta del cratere. La sua peculiarità consiste nel lago di lava che si situa all'interno del cratere. Il lago di lava misura più di 200 metri in larghezza e diversi chilometri in profondità. Posa del campo e cena. Per tutta la nottata potremo osservare il lago di lava fusa… uno spettacolo ipnotico! Pernottamento in tenda.

Tappa: 14 - Giorno: 16 - Nyiragongo - Goma, lago Kivu  
Al mattino una veloce colazione e poi la discesa dal cratere per ritrovare dopo circa 4 ore le auto che ci attendono per rientrare a Goma. Il pomeriggio ci rilasseremo a bordo del lago Kivu, uno dei grandi laghi africani, a 1460 metri di altitudine. Il lago Kivu è unico: le sue acque profonde contengono una quantità enorme di gas disciolti. Ci sono, di fatto, 65 miliardi di metri cubi di metano, in altre parole l'equivalente di 50 milioni di tonnellate di petrolio che giace sul fondo del lago sotto 250 m di acqua. Il lago si estende su una superficie totale di circa 2,700. Il 58% delle acque del lago si trovano all'interno dei confini della Repubblica Democratica del Congo! Cena e pernottamento in hotel. HYPERLINK "http://www.travelpod.com/hotel/Hotel_Ihusi-Goma.html" http://www.travelpod.com/hotel/Hotel_Ihusi-Goma.html

Tappa: 15 - Giorno: 17 - Goma - partenza con volo di rientro  
Prima colazione in hotel e mattinata a disposizione. Pranzo a bordo lago. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza con volo di rientro in Italia, via Addis Abeba.

Tappa: 16 - Giorno: 18 - Italia  
Arrivo a Roma al mattino molto presto.1. Karamojan People 2. Nyarigongo Crater 3 Gorilla, Virunga National Park


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1euro= 1,15 usd) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo). La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

La quota comprende:

-          voli di linea in classe economica da Milano

-          assistenza negli aeroporti in Uganda e Congo da parte del nostro corrispondente

-          sistemazione nelle strutture ricettive sopra citate o equivalenti (camera standard)

-          trattamento di pensione completa durante il tour escluse le cene il giorno dell’arrivo, come indicato sul programma di viaggio

-          trasferimenti, safari e visite in jeep 4x4 con tettuccio apribile (5/7 posti finestrino garantito + autista); barche per i boat safari.

-          collegamento via cellulare con ufficio centrale di Kigali (copertura garantita quasi ovunque)

-          guida-autista locale parlante inglese e/o francese

-          tasse d’ingresso ai parchi

-          Tour Leader Kel 12 al raggiungimento del minimo

 

La quota non comprende:

-          le bevande

-          le mance e il facchinaggio

-          visto Uganda (USD 50 all’arrivo a Entebbe) e visto Congo (Euro 90)

-          un permesso di visita ai gorilla nominativo e non rimborsabile (costo indicato sopra nei supplementi)

-          eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza

-          eventuali escursioni facoltative

-          tasse aeroportuali/fuel surcharge (importi da riconfermare al momento

     dell’emissione delle biglietteria)

-          quanto non specificato nel programma

 

 

NOTA BENE: i prezzi dei permessi gorilla/scimpanzé e le park fees sono  suscettibili di aumenti in qualsiasi momento; sarà cura di Kel 12 aggiornare e comunicare tempestivamente eventuali variazioni.

 

 

 

Bene a sapersi

  • Per ragioni tecnico-operative e/o in funzione della disponibilità dei permessi gorilla, l'itinerario potrà essere invertito rispetto al descrittivo qui presentato.
  • Il permesso gorilla non è compreso nella quota di partecipazione ed è indicato come supplemento.  Il permesso deve essere prenotato e saldato al momento dell'iscrizione ed è nominale e non rimborsabile. Età minima di ammissione 15 anni.
  • Il tour si effettua con guida-autista locale parlante inglese e un Tour Leader Kel 12. Essendo il gruppo suddiviso in più automezzi, si consiglia di viaggiare alternativamente sui diversi mezzi.
  • Le sistemazioni sono state pensate in modo da poter offrire il massimo in termini di itinerario, sono di buon livello e sono da intendersi in camere in muratura e/o in tende fisse. Tutti garantiscono elettricità ma i generatori vengono spesso spenti di notte. I lodges hanno valore indicativo e potranno essere sostituiti con altri di pari livello. In Karamoja le sistemazioni sono basic.
  • Tutti o quasi tutti pranzi a pic nic (lunch box) per sfruttare al massimo le giornate.
  • Le Park fees sono giornaliere nel senso che riguardano un periodo di 24 ore e si possono riferire sia alla persona sia all’automezzo. Sono incluse nella quota del viaggio.
  • L'itinerario viene effettuato con mezzi 4X4 chiusi con tettuccio apribile e per ogni passeggero è previsto un posto finestrino mentre i trasferimenti e le visite di Kampala/Entebbe/Goma potrebbero essere in minibus.
  • L’itinerario si svolgerà su strade asfaltate e su piste sterrate le cui condizioni non sono sempre buone; difficile quindi prevedere esattamente i tempi di percorrenza e anche il chilometraggio esatto.
  • Il bagaglio deve tassativamente essere costituito da sacche morbide di max 15-20 kg in totale. Importante portarsi qualche capo d’abbigliamento appropriato (vedere informazioni generali).
  • Considerando il tipo di viaggio e la destinazione è necessario armarsi di una buona pazienza e flessibilità, vivendo ogni momento come un’occasione per conoscere l’Africa!

 

 

GORILLA DI MONTAGNA (Gorilla beringei). L’incontro con queste magnifiche creature è considerato da molti viaggiatori uno dei momenti più intensi del viaggio in Africa. Questi animali furono studiati in profondità da George Schaller e più recentemente da Diane Fossey. La Fossey passò circa 13 anni in un remoto accampamento sul vulcano Visoke e forse sarebbe ancora la’ se non fosse stata assassinata nel dicembre 1985, probabilmente da bracconieri. E’ grazie alla sua opera e alle lotte di una vita intera che i gorilla di montagna non sono ancora estinti; tuttavia la loro sopravvivenza non è assicurata e garantita poiché tanti sono gli interessi in gioco e i rischi. Prima di partire per questo viaggio consigliamo di leggere il libro “Gorilla nella nebbia” (è stato tratto anche un film) scritto appunto dalla Fossey nel quale ella racconta gli anni passati coi gorilla e le sue battaglie a difesa dei suoi “amici” speciali.

 

Sono solo le autorità del parco ad assegnare i visitatori ai vari gruppi.

 

 

GORILLA TRACKING: Non è possibile prevedere con anticipo i tempi e i percorsi esatti per raggiungere la famiglia di gorilla a cui si è stati assegnati perché i gorilla di montagna durante la notte possono coprire grandi distanze. Il trekking è abbastanza impegnativo in quanto si svolge lungo sentieri scivolosi in una foresta dove la vegetazione è fitta e l’umidità presente tutto l’anno. La durata varia da un minimo di un’ora ad un massimo di 6-7 ore.

Il tempo di permanenza presso i gorilla è di un’ora.

Per il trekking è importante portare con sé: scarpe leggere da trekking impermeabili, guanti (da giardinaggio vanno benissimo), pantaloni leggeri ma resistenti e possibilmente antistrappo (un paio di vecchi jeans sono perfetti), una maglia/camicia a maniche lunghe, una cerata impermeabile (pantaloni e giacca) molto leggera, un cappello impermeabile.

 

 

Tempo di partire – per questo specifico itinerario il periodo di efferruazione va da dicembre a metà marzo.