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KASHGAR-LHASA, UN VIAGGIO DI ESPLORAZIONE NELLA CINA NON CINA

ASIA / Cina

Un nuovo viaggio ideato e accompagnato dall’esperto Kel 12 Paolo Brovelli

Si tratta di un programma ardito, forse il primo in Italia. Un percorso che si snoda in alcune tra le regioni più remote del pianeta, partendo da Kashgar, la più occidentale delle città cinesi, nodo storico fondamentale della Via della Seta incuneato tra le vette del Pamir e del Tian Shan (le Montagne Celesti), fino alla capitale tibetana, Lhasa. Il primo tratto si svolge interamente nella provincia cinese di Xinjiang Uighur, una grande provincia della Cina esterna. È lungo la Nazionale G315, che ricalca la tratta dell’antica Via della Seta che lambiva il bacino del fiume Tarim verso sud, con i mitici centri carovanieri di Yarkand e Hotan, per esempio, la patria della giada e della seta. A Kargilik svolteremo decisamente verso sud imboccando un’altra rotta storica: la Strada Nazionale Xinjiang-Tibet, o G219. Costruita tra il 1951 e il 1957, dal 2013 l’hanno completamente asfaltata, il che rende l’impresa molto più agevole e ben più veloce. Lasciando la provincia dello Xinjiang, avremo bisogno di forti veicoli 4×4. Lungo questa strada attraverseremo 12 passi oltre i 4000 m e 12 oltre i 5000, il che la dice lunga sul tipo di atmosfera che ci aspetta. Roba da scalatori, si dirà. Tanto più che il più elevato, il Qieshan La raggiunge i 5400m. A Lhatse la G219 finisce per lasciare il posto alla G318, la classica dei tour tibetani, quella che proviene dal Nepal e termina a Lhasa. Sarà lì che incontreremo un po’ più di turismo. E forse ci farà persino piacere, dopo tanti giorni di solitudine e spaesamento in quelle lande.
La chiamano la Strada del Cielo, la G219, perché è una delle più elevate al mondo, piena di paesaggi ai limiti del reale, con deserti, pianure sassose, villaggi di baracche, acquartieramenti militari, montagne innevate tra le più alte del pianeta, altipiani salati, mitici laghi da sogno e le tracce di antichi regni sperduti, d’importanti centri di studio e di cultura tibetana medievale, pedine del Grande Gioco prima, e vittime dell’avanzata dell’esercito della Repubblica Popolare Cinese, poi.
Ricapitolando, dopo la visita di una sezione della Via della seta meridionale, ai margini del deserto del Taklamakan, imboccheremo la G219, inerpicandoci finalmente tra le montagne del Kunlun Shan e sull’altopiano dell’Aksai Chin, landa deserta battuta dal vento e costellata da laghi di soda, contesa da decenni tra Cina e India, che la rivendica come regione storica appartenente al vicino Ladakh. Sono tra le zone più isolate del mondo, ricche di fascino, dove la parola esplorazione comincia a prendere senso. Dopo le dune del Taklamakan e le antiche moschee dello Xinjiang, potremo così ammirare i resti del regno tibetano di Guge, coi monasteri e le grotte dipinte tanti secoli fa. Quindi il monte Kailash, ambito centro del mondo per diverse religioni orientali, dove migliaia di pellegrini buddhisti si cimentano nella kora (circumambulazione) rituale ogni anno. La culla di alcuni tra i più importanti fiumi dell’Asia meridionale, come il Brahmaputra e l’Indo. I magnifici monasteri del Tibet storico, con i chorten, gli stupa, le reliquie, le mille meraviglie d’un Oriente d’altura. E poi le genti, con le loro vesti pesanti, le rughe solcate dal vento e dal sole, i loro colori e le loro vite al limite, tra i ghiacci, il gelo, e il breve tempo della pastorizia.
E infine Lhasa, la magnifica, nonostante tutto, ancora ricolma d’antichi tesori.
È un viaggio piuttosto duro, con molti spostamenti, alloggiamenti di scarsa qualità, ma ricco di fascino. Una ventina di giorni sul tetto del mondo. Buon viaggio!
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 6900 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 210 Impronte del Club.
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Durata

22 giorni e di 20 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Volo da Milano Malpensa per Pechino con arrivo previsto la mattina successiva  
Nel primo pomeriggio partenza da Milano Malpensa con volo di linea Air China per Pechino. Cena e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Arrivo a Pechino e volo in coincidenza per Kashgar  
Arrivo a Pechino di primo mattino. Volo in coincidenza per Kashgar dove l’arrivo è previsto nel pomeriggio. Trasferimento in albergo, cena e pernottamento.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - La provincia cinese dello Xinjiang: Kashgar (Kashi) la bella!  
La leggendaria città-oasi di Kashgar è la più occidentale di tutte le città cinesi posta ai margini del bacino del Tarim prima che i contrafforti dei Tien Shan e del Pamir si uniscano creando una barriera formidabile ad ogni comunicazione. Qui, due tronconi della Via della Seta che, venendo da est, si biforcavano a settentrione e a meridione del deserto del Taklamakan, si ricongiungevano e da qui la vecchia rotta carovaniera puntava verso gli alti passi dell'attuale Tagikistan per poi calare nella valle di Fergana e poi verso Samarcanda. Meno battuta, ma ugualmente importante, un'altra strada carovaniera partiva da Kashgar, valicava il Pamir e, poco dopo l'attuale Tashkurgan, attraversando una regione culturalmente tibetana raggiungeva infine la valle dell'Indo e, di qui, le grandi città commerciali della Persia. L’antico splendore di Kashgar è ormai scomparso da lungo tempo, ma la città continua ugualmente a possedere un’insolita forza di attrazione, unico avamposto della civiltà a separare i deserti dello Xinjiang dai picchi ghiacciati del Karakorum. Il continuo flusso di popolazione cinese con le scuse più diverse sta ormai trasformando anche Kashgar in una città a popolazione mista, con l'elemento cinese ormai in procinto di diventare maggioranza su uighuri, tagiki, uzbeki e kirghizi. Oggi visiteremo la città con la tomba di Abakh Hoja (Xiang Fei in cinese), un santo sufi del XVII secolo e la grande Moschea del XV che richiama nel portale centrale la grande arte timuride di Samarcanda e Bukhara. Quindi il grande bazar della domenica. La domenica è il giorno del mercato settimanale di Kashgar. Se è vero che la Cina ha invaso di merci moderne il mercato tradizionale, è anche vero che tra le tante mercanzie alcune resistono all’omologazione, i cappelli, le pelli e alcuni tessuti locali, ma la parte del mercato rimasta più autentica è quella popolare e contadina, quella del mercato del bestiame dove pastori e mercanti si avvicendano intorno a una pecora in una danza antica di trattative fatte di gesti, di occhiate indifferenti, di strette di mano che si ripetono uguali da secoli.Alla fine della giornata, una bella passeggiata nella città vecchia. Pranzo in un ristorante con musica e piatti locali, uighuri.Cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - La via della seta meridionale: da Kashgar a Yarkand (Shahe)  
La mattina partenza lungo la Via della seta meridionale sulla Nazionale G315, verso Yengisar, la patria dei famosi coltelli uighuri, di cui vedremo la fabbricazione manuale durante la visita di un laboratorio. Visita di una casa tipica, con offerta di tè e pane fresco, per una merenda. Quindi, proseguimento per Yarkand di cui visiteremo la città vecchia: la Altun Mosque (o Golden Mosque,1533), costruita da Abdureshidhan figlio del sultano Saidhan; poi la visita al grande complesso del mausoleo (1992) di Amani Sahan (1526-1560), sposa del suddetto khan di Yarkand Abdureshidhan e grande artista e poetessa, autrice della famosa raccolta delle “12 Muqam”, tipiche composizioni della regione che, una combinazione di poesia, canto e danza, ora inserite nella lista del patrimonio immateriale dell’UNESCO; interessante anche il cimitero dei re (1514-1682) in cui il Sultano Saidhan, fondatore della dinastia Saidiya di Yarkand, fu seppellito; inoltre passeggeremo un po’ tra i tradizionali edifici della città vecchia. Faremo anche un giretto col rickshaw. Pranzo nella città vecchia. Cena e pernottamento in albergo 3 stelle.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Da Yarkand a Hotan (Hetian)  
Di mattina presto, partenza verso Hotan, in un’oasi ai margini del deserto del Taklamakan, come quasi tutte quelle della Via della seta. Hotan è nota per la giada, i tappeti uighuri, la medicina tradizionale uighura e la seta, appunto, nonché per la produzione di carta antica. L’antico Regno di Hotan, per la sua vicinanza alla via d’accesso del buddhismo verso la Cina e il Tibet, attraverso il Karakorum, fu uno dei primi stati buddhisti del mondo, fin dal I sec. a.C., quando era popolato da popolazioni indoeuropee: i saka. Attualmente è la prefettura uighura più popolosa del sud Xinjiang. Dopo la visita, partiremo per il vicino villaggio di Jiya, a circa 20 km, per vedere un po’ del paesaggio desertico e soprattutto una famosa tomba, oggetto di pellegrinaggio da parte di decine di migliaia di persone. È la tomba di Imam Asim (XI sec.), nella moschea omonima. Di ritorno, visiteremo una fabbrica di seta atlas, dove si utilizza il metodo di tintura detto Ikat, e un laboratorio di giada.Pranzo in ristorante locale lungo il percorso.In serata, visiteremo il night market, un’antica tradizione cinese di banchetti e ristorantini all’aperto, con cibi di tutti i tipi (street food!) e vi ceneremo.Pernottamento in albergo.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Da Hotan a Kargilik (Yecheng, 1765 m)  
La mattina, finite le visite di Hotan che non saremo riusciti a completare il giorno prima, ripartiamo per tornare a Kargilik. In autostrada ci vorranno circa 6 ore (tenuto conto delle varie soste ai check-point per i controlli). Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Da Kargilik a Dahongliutan (4200 m) via Mazha (3800 m)  
Da oggi si prosegue con mezzi fuoristrada.Partenza di buon mattino per imboccare la Nazionale G219, una delle strade più alte del pianeta, che seguiremo dall’inizio alla fine, a Lhatse, in Tibet. Su questa prima tratta ci inoltreremo tra i monti Kunlun (Kunlun Shan), che dovremo valicare per intero, vedremo qualche abitato e supereremo, prima del villaggio di Mazha, a Kudi, il passo omonimo (3300m), interessante perché dal bacino desertico del Taklamakan (e dal Kunlun Shan) introduce alle grandi montagne che preludono al Tibet. Gran parte di questo tragitto verrà percorso risalendo il fiume Halastan, lungo la sua valle e poi tra le sue gole. Da Mazha, è possibile vedere il versante nord del K2, in cinese detto Qiaogeli (8611m), nella catena del Karakoram. Da questo villaggio proseguiremo risalendo il letto del fiume Yarkand, sempre in salita. Dopo un altro passo, scollinando nel bacino del fiume Karakash, risaliremo la sua valle e approderemo finalmente alla meta finale di oggi.Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in guesthouse (in camere da 4 a 8 letti con servizi igienici in comune ed esterni).

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Da Daugliutian a Domar (4300 m)  
Oggi percorreremo quasi per intero il fatidico Aksai Chin, un altipiano salino a 5000 m grande quasi come la metà del nord Italia, conteso tra India e Cina. Storicamente dovrebbe fare parte del Ladakh, e quindi dello stato indiano di Jammu and Kashmir, ma geograficamente si trova sull’Altopiano tibetano (Cina). Il suo punto più basso è a 4300 m! Nel 1962 fu causa di una breve ma intensa guerra tra le due potenze, che terminò con la sconfitta indiana e l’annessione (sempre contesa) alla Cina. Il territorio è strategico per quest’ultima, cui serve come collegamento tra Xinjiang e Tibet (esattamente per la strada che stiamo percorrendo!) Qui, ammireremo sterminate pianure di soda e immensi laghi salati (Hongshan Hu, Quanshui Lake, Lungmu Co, tra gli altri), Partendo di buon mattino dall’ostello, arriveremo dopo qualche ora alla Fountain Valley (5200 m) passando poi accanto alla enorme cima del Monte Daban (6700m). Sarà un viaggio attraverso cime desertiche, in un territorio quasi privo di insediamenti permanenti. Duaomaxiang, o Domar, salvezza per i viaggiatori di lungo corso, in queste lande inospitali, è finalmente la nostra meta, una città di edifici di cemento e tende, nonché uno dei più sinistri e remoti avamposti dell’esercito cinese, proprio sul bordo dell’Aksai Chin. Sarà il nostro primo pernottamento in Tibet. Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Da Domar a A-Li (o Shiquan River, o Ngari 4280 m) con il lago Pangong  
Il viaggio riparte per A-Li, passando per il Pangong Tsu, il ‘lago incantato’, un bacino salato a un’altitudine di 4350 m, che si allunga tra India e Tibet. Visita alla bella Isola degli uccelli. Pranzeremo sulle rive del lago, mangiando pesce locale, il solo lago dove sia possibile, perché di solito è considerato un sacrilegio. Un nuovo tratto di vallate di fiumi e montagne ci porterà a Shiquan-he, la nostra meta, la capitale della zona di A-li (Prefettura di Ngari nel Tibet Occidentale), che presenta strutture abbastanza moderne. Ha soltanto una ventina d’anni di vita, e si trova a 4300 m, circondata dalle vette himalayane. Proprio alla confluenza dei fiumi Gar e Sengge Zangbo, il tratto tibetano del fiume Indo!Cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Shiquan He - Zhada (o Zanda, 3700 m)  
La strada di oggi devia di qualche decina di km dalla G219 e ci conduce alle rovine dell’antico regno Guge, il palazzo d’estate, il palazzo d’inverno. Troveremo le rovine di Tsaparang, l’antica fortezza della capitale, nonché il suggestivo Monastero Tholing, eretto nel X sec. nell’enorme canyon del Langchen Tsangpo (Fiume Sultlej, che diverrà, più a valle, il maggiore dei cinque fiumi del Punjab), con le spettacolari formazioni rocciose della Zanda Earth Forest. Il sito comprende templi, stupa, sale di ricevimento e palazzi. Si sono conservati anche diverse pitture murali. Fu un monastero molto importante e da lì partì la seconda ondata di evangelizzazione buddhista in Tibet, proprio nel X secolo, da Tholing, che del resto, doveva la sua importanza all’ubicazione, lungo una importante carovaniera diretta in India.Pranzo a picnic lungo il percorso. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Da Zhada a Darchen (4560 m), tra paesaggi suggestivi ai piedi del Monte Kailash  
Ad un’ottantina di km da Tholing, ci fermeremo per la visita di Dungkar, un insieme di grotte con affreschi buddhisti risalenti al X secolo (il secolo d’oro della zona) stilisticamente simili a quelli di Dunhuang (in una c’è anche un mandala). Anche il villaggio vale la pena, e presenta anche le rovine di un monastero. La sosta seguente sarà a Peyang, una collina con migliaia di caverne, sulla cui sommità sorgono le mura di un antico monastero. Poi, riprenderemo la strada, tra paesaggi aridi e suggestivi, fino ai piedi del mitico Monte Kailash (6656m). Darchen è il punto di partenza della kora tibetana, il pellegrinaggio, da dove partono anche i trekking turistici intorno al Monte Kailash della durata di 3 gg (che noi non faremo). Grazie a questi ultimi, il posto sta rapidamente modernizzandosi. Dalla cittadina si vede il monte, e i pellegrini che camminano per la risalita. Pranzo a picnic lungo il percorso. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Darchen, punto di partenza dei pellegrinaggi, Lago Manasarovar e rientro a Darchen  
Il monte Kailash è montagna sacra per ben quattro religioni: per il buddhismo tibetano è manifestazione terrena del mitico monte Meru, centro spirituale dell’universo, nonché casa del Buddha Demchok, simbolo della suprema armonia; per gli indù sarebbe la dimora del dio Brahma, sacro centro della terra e manifestazione dell’universo; per la religione bon, una derivazione del buddhismo, sarebbe la sede spirituale del potere, mentre per i giainisti il luogo in cui il creatore della loro fede, Rishabhadeva, avrebbe raggiunto la libertà dal ciclo delle rinascite. I pellegrinaggi delle prime due, detti rispettivamente kora e yatra, avvengono risalendo le pendici della montagna in senso orario, mentre gli altri due in senso antiorario. Vi sono anche tempistiche precise. Per alcuni, infatti, il pellegrinaggio di 52 km dovrebbe essere compiuto tutto in una giornata, quasi di corsa! Mentre per altri più importante sarebbe risalire compiendo innumerevoli inginocchiamenti e prostrazioni durante il cammino. Al mattino, ci recheremo al punto di partenza dei pellegrinaggi per vedere le bandiere e i pellegrini che si preparano alla risalita. Poi ci dirigeremo al lago Manasarovar (Mapam Yunco), che è d’acqua dolce, a differenza di molti corpi d’acqua della zona, di solito salati. Rientro a Darchen.Pranzo in ristorante lungo il percorso.Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Il lago Manasarovar (4587 m)  
Il lago Manasarovar, grande quasi quanto il lago di Garda, è stato a lungo considerato dai pellegrini come vicino alle sorgenti di quattro dei più lunghi fiumi dell’Asia meridionale. Di fatto, insieme al monte Kailash, si trova al centro di uno dei sistemi idrografici più importanti del continente, da cui si diramano, verso i quattro punti cardinali, quei quattro fiumi, ossia: il Brahmaputra (a est), il Karnali (un affluente del Gange, a sud), il Sutlej (a ovest) e l’Indo (a nord). Inoltre è uno dei punti cardine dei pellegrinaggi da migliaia di anni, soprattutto per gli indù, per i quali rappresenta l’apice della purezza. Creato dalla mente del dio Brahma (da cui l’etimologia sanscrita, combinazione di ‘Mana’, mente, e ‘Sarovar’, lago), per loro è parte integrante della yatra al monte Kailash, poiché chi si bagna nelle sue sacre acque smeraldine avrà lavato tutti i peccati. In realtà, anche per i buddhisti ha la sua importanza, associato con il lago Anavatapta, dove Maya si dice abbia concepito Buddha. Molti ne percorrono il perimetro, come per la vicina montagna sacra, sostando nei diversi monasteri (Langbona Monastery, Seralung Monastery ecc.), e partendo – in senso orario! - dal bel Chiu Gompa, abbarbicato sulle pendici d’una collina, la cui parte più antica risale all’VIII secolo. La regione fu chiusa ai pellegrini dopo l’invasione cinese del Tibet e nessuno straniero vi fu ammesso dal 1951 al 1980. Ora è tornato ad essere quel che era. Bagnarsi nel lago, si pensa, come detto, che elimini tutti i peccati e che berne le acque assicurerebbe un posto accanto a Shiva, nella sua dimora, dopo la morte. Pranzo a picnic lungo il percorso. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Lago Manasarovar - Pa Yang (4590 m)  
Con oggi si entra nella prefettura di Shigatse. La strada entra in vallate desertiche, lambisce fiumi e catene montuose variopinte, che dan spettacolo, con i nevai che incombono da destra, lungo la cresta himalayana. Strade dritte, ipnotiche, interrotte solo da qualche stazione di servizio o qualche casa o caserma. Pa Yang è una città della steppa, basata sulle tradizioni della cultura rurale tibetana occidentale, dove è possibile vedere tibetani abbigliati con il loro costume tradizionale, vacche e pecore al pascolo nella prateria, con montagne innevate a far da sfondo. Pranzo a picnic lungo il percorso. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 15 - Giorno: 15 - Pa Yang - Saga (4640 m)  
Continua il percorso verso Saga, lungo la valle dello Yarlung Zangbo, il più lungo fiume del Tibet, il tratto tibetano del Brahmaputra, attraversando un territorio spazzato dal vento, punteggiato da molti villaggi e campi di pastori di yak, un paesaggio ricco di spunti fotografici, con molte soste, tra fiume e montagne. La città di Saga si trova al margine meridionale di A-Li, un importante incrocio commerciale, e sede delle guarnigioni che riforniscono le pattuglie militari lungo il confine nepalese. Pranzo a picnic lungo il percorso. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 16 - Giorno: 16 - Saga - Lhatse (4100 m)  
Durante il percorso si potranno vedere scenari magnifici e monti come il Shisha Pangma, l’Everest, il Labujikang, il Nanlytri e il Yangtri. A Lhatse (o Quxar, o Chusar) visiteremo le rovine del monastero Drampa Gyang, edificato nel VII secolo dal fondatore dell’impero Tibetano Songtsen Gampo (che nella tradizione è anche colui che ha introdotto il buddhismo in Tibet e ne creato l’alfabeto tibetano). Non lontano, troveremo le rovine del grande stupa Gyang Bumoche (XIV sec.), che in origine oltrepassava i venti metri d’altezza. Poi, escursione al vicino spettacolare canyon del Yarlung Tsangpo (tratto del Brahmaputra), il più profondo del mondo. A est della città, si trova una piccola valle, in cui si può ammirare la grande caverna di Gourou Rinpoché di Gyang Lompo Lung che contiene un santuario. Tutta la valle è stata abbandonata nel 1985.Pranzo a picnic lungo il percorso. Cena e pernottamento in semplice albergo.

Tappa: 17 - Giorno: 17 - Lhatse-Shigatse (3860 m), visita del Monastero di Tashilumpo  
Partenza di buon mattino per Shigatse. La città di Shigatse, seconda città tibetana per popolazione, sorge alla confluenza del Yarlung Tsangpo (Yar-lung Gtsang-po) e del Nyangchu (Nyang-chu). Gli edifici più importanti sono: il monastero di Tashilumpo, edificato nel 1447 da Gendun Drup, il primo Dalai Lama, e la fortezza, dzong, distrutta pietra per pietra negli anni cinquanta per ordine dei cinesi e ricostruita (con armatura in calcestruzzo ricoperta da pietre naturali, secondo la tradizione della nuova Cina) nel 2007 con le sue forme originali, simili al Palazzo Potala, di cui fu il modello. Ora è sede di un Museo della cultura tibetana.Il complesso monastico Tashilumpo è la residenza tradizionale della seconda carica politico-religiosa del Tibet, il Panchen Lama (o Tashi). L’importanza politica di questo monastero, nell’ultimo decennio, ha avuto una spinta di crescita molto forte.Vivono al suo interno circa ottocento monaci, le attività di studio e di preghiera a volte paiono frenetiche. La sala del Buddha più grande del Tibet, le tombe ricoperte di fregi d’oro, di argento e pietre dure dei Panchen Lama; le antiche sale di preghiera con le lunghe raccolte di dipinti sacri anneriti dal fumo delle lampade a burro…tutto ci parla del grande ruolo religioso e politico che il monastero ebbe nei secoli passati.E’ interessante anche il percorso intorno al monastero ed il mercato artigianale tibetano. Nei pressi della città (18 Km) sorge il monastero di Shalu, un edificio dall’aria dimenticata. Fondato nel 1040, è stato per molti secoli un importante centro di studi, anch’esso di scuola Sakya. Distrutto da un terremoto nel XIV sec., fu subito ricostruito, salvo tornare a cadere in rovina. Al suo interno vivono, oggi, non più di quaranta monaci. Si visitano le sale di preghiera che con il corridoio di circumambulazione sono tra i lavori d’arte figurativa (murale) più importanti del Tibet medievale. Tanti aspetti all’esterno e dentro l’edificio lasciano trapelare la passata grandezza di Shalu, che è dal 2009 oggetto di forti ristrutturazioni.In serata, rientro a Shigatse.Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 18 - Giorno: 18 - Shigatse-Gyantse-Lhasa (3650 m)  
I punti salienti di questa giornata sono naturali e architettonici: il Monastero Palkor Chöde con il Kumbum, a Gyantse, da una parte, il ghiacciaio Karola e il lago Yamdrok, dall’altra. L’esteso complesso alla periferia nord della città ospita il Monastero Palkor Chöde con il monumentale Kumbum di Gyantse, un chörten pieno di dipinti e statue. Sono tra i principali must di ogni viaggiatore in Tibet, due esempi di architettura e arte scultorea e figurativa del XV sec. Il Kumbum ospita 108 cappelle divise in quattro livelli. Lo Stupa è coronato da una cupola d’oro e un ombrello, circondato da altre cappelle piene di decorazioni pittoriche e scultoree religiose.Il Mt Nojin Kangsang (7.191 m) è il più accessibile ghiacciaio dell’altopiano tibetano, tra la contea di Gyantse e quella di Nagarzê. Il famoso ghiacciaio Karola (altitudine 5.560 m) si trova poco sotto. Il Lago Yamdrok (4441 m) ha bellissime acque turchesi visibili dalla strada… dall’alto. Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento a Lhasa.

Tappa: 19 - Giorno: 19 - Visita di Lhasa: il Potala Palace e il tempio Jokhang  
Sono i punti più importanti per i pellegrini del mondo tibetano, che si prostrano e camminano di continuo lungo il loro perimetro. Il Potala è la residenza ufficiale del Dalai Lama. Dal momento in cui il V Dalai Lama concentrò nelle proprie mani il potere spirituale e quello temporale questa residenza è diventata il vero fulcro del governo del Paese. All’interno del palazzo si visitano le sale del trono, le sale delle tombe, alcuni spazi privati di residenza e le sale di preghiera dedicate alle varie divinità. Il palazzo è oggi un grande museo. Si passa di sala in sala e tutti gli elementi decorativi sembrano molto statici, testimonianze di un passato che non esiste più. Non è così per le centinaia di pellegrini che vi entrano tutti i giorni, che intasano i passaggi stretti tra una sala e l’altra. Per i tibetani il palazzo del Potala continua ad essere un ambiente vivo e soprattutto indiscutibilmente “sacro”.Il tempio Jokhang è il tempio più sacro, eretto nel VII secolo nel cuore della città. I tibetani guardano al Jokhang come al luogo più importante del pellegrinaggio. Nomadi e contadini lasciano per periodi a volte anche lunghi le loro case, i loro pascoli e le loro campagne per intraprendere il lungo viaggio di preghiera. In assoluto il Jokhang è il fulcro più palpitante per l’interesse etnografico e folcloristico del Tibet. Una volta visitata la parte interna del tempio si comincia la passeggiata sul circuito del Barkhor, dove talvolta si incontrano situazioni religiose molto suggestive e talvolta molto emozionanti.Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 20 - Giorno: 20 - Visita di Lhasa: i monasteri di Drepung e Sera  
Al mattino si visita il monastero di Drepung , il maggiore del Tibet, situato a ovest della città. Fu eretto nel 1416 da Gyayang Chugye, il discepolo del maestro Zongkaba. Era un grande un grande villaggio con una grande folla di monaci la cui popolazione si è drasticamente ridotta. Questo complesso monastico resta comunque un simbolo per la sua ampiezza ed il peso storico e religioso che ebbe sul Paese dal medioevo ai giorni nostri.Nel pomeriggio la visita prosegue con il monastero di Sera, uno dei college della setta Gelugpa (cappello giallo), famoso per i dibattiti di filosofia buddhista che vi si praticano. Si tratta del secondo complesso monastico più importante della città di Lhasa.Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 21 - Giorno: 21 - Volo da Lhasa a Pechino e imbarco per il volo di rientro in Italia  
Mattinata a disposizione. Verso mezzogiorno trasferimento in aeroporto per prendere il volo Lhasa-Pechino CA 4111 (Air China) delle ore 16,20. Alle 22,15 arrivo a Pechino e volo notturno di rientro in coincidenza per Italia. Pranzo libero in aeroporto. Cena o snack e pernottamento a bordo.

Tappa: 22 - Giorno: 22 - Arrivo a Milano Malpensa al mattino  
L’arrivo del volo proveniente da Pechino è previsto alle ore 06.30 all’aeroporto di Milano Malpensa.1.Canyon Yarlung Tsangpo 2. Lago Pangong 3. Lhasa Potala 4. Giada di Hotan


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

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Modalità:

 

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  • Potrai così conoscere da subito l’importo forfettario richiesto a copertura dell’adeguamento valutario, che normalmente viene comunicato fino a 21 giorni prima della partenza;
  • Ovviamente il “Prezzo bloccato” è facoltativo. Decidendo di non aderire, gli eventuali adeguamenti ti verranno comunicati fino a 21 giorni dalla partenza;
  • Il Blocco Prezzi può essere applicato solo alle prenotazioni effettuate fino a 45 giorni prima della partenza.

 

 

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Voli di linea Air China Milano/Pechino/Kashgar – Lhasa/Pechino/Milano 
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero.
  • Sistemazione in camera doppia in alberghi 3 o 4 stelle dal 2° al 6° giorno e dal 17° giorno alla fine del tour. Dal 7° giorno al 16° la sistemazione avverrà in ostelli o guest house in camere da 4 a 8 letti senza servizi privati. E’ consigliabile portare un sacco-lenzuolo ed un sacco a pelo invernale.
  • Trattamento di pensione completa per tutta la durata del viaggio.
  • Visite ed escursioni come da programma con guida locale parlante inglese. L’accompagnatore Kel 12 sarà in grado di fornire ai viaggiatori tutte le informazioni direttamente in italiano.
  • Accompagnatore dall’Italia al raggiungimento di 10 partecipanti.
  • Ingressi, tasse e percentuali di servizio.

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Le bevande e le mance a guide, autisti e personale di alberghi e ristoranti.
  • Eventuali facchinaggi, se presente il servizio.
  • Visti e permessi.
  • Eventuali tasse d’imbarco estere in uscita dal paese.
  • Tasse aeroportuali e fuel surcharge.
  • Extra personali in genere e tutto quanto non espressamente indicato nella voce “La quota comprende”.

 

Bene a sapersi

 

 

 

  • Visto e permessi: all’atto dell’iscrizione è necessario inviare la scansione del passaporto (prime pagine del passaporto con dati anagrafici e scadenza). Successivamente è necessario il passaporto originale e tutta la documentazione richiesta per l’ottenimento del visto cinese che vi verrà inviata al momento della prenotazione.

 

  • Vi informiamo che, per chi possiede un visto d’ingresso in uno dei seguenti Paesi elencati di seguito, l’ottenimento del visto cinese potrebbe non essere garantito.

-          Iraq

-          Pakistan

-          Afghanistan

-          Turchia

-          Siria

Verificare con l’Ufficio come meglio procedere.

 

 

  • Questo itinerario è un nuovo viaggio-spedizione di Kel 12.  Il percorso prevede molte ore di viaggio e attraversa parecchi passi oltre i 4000 m ed oltre i 5000 m. E’ particolarmente consigliato a coloro che, intraprendendo un viaggio, privilegino gli aspetti paesaggistici, folcloristici e culturali al puro comfort delle sistemazioni alberghiere. Si renderà necessario un buono spirito di adattamento.

 

  • Trasferimenti e tempi di percorrenza: le distanze ed i tempi di percorrenza segnalati sul programma sono puramente indicativi. Dipendono dalle condizioni delle strade dopo eventuali piogge e dal numero di soste che verranno effettuate. Gli spostamenti saranno piuttosto faticosi e disagevoli. Le ore di auto occuperanno spesso più della metà della giornata, e di regola su strade dissestate, molte volte solo delle piste.

 

  • Mezzi di trasporto: durante questo tipo di viaggio utilizzeremo due tipi di mezzi: minibus Coaster da 22 posti dal 1° al 6° giorno e dal 18° al 21° giorno. Mezzi fuori strada 4x4 dal 7° al 17° giorno.

 

  • Bagagli: considerati i trasferimenti e l’utilizzo dei fuoristrada per la maggior parte dell’itinerario, si raccomanda di portare con sé un bagaglio essenziale, riducendo il superfluo e privilegiando borsoni/trolley morbidi alle valigie rigide.

 

  • Per la parte Tibet preghiamo di fare attenzione al materiale anti governativo: i signori partecipanti sono pregati di non portare durante il viaggio in Tibet i testi reputati dalla Cina antigovernativi ad esempio: articoli di giornale a favore del Tibet libero, fotografie del Dalai Lama, testi sul Dalai Lama, la guida dell’EDT (Lonely Planet) sul Tibet con prefazione del Dalai Lama ecc.

 

  • Clima: il mese di agosto è compreso nella stagione dei monsoni. Del resto l’estate è l’unico periodo in cui poter effettuare questo tipo di spedizione. Le temperature durante il giorno sono comprese tra i 25 ed i 35 gradi, durante la notte sono sotto i 20 gradi. A volte piove, normalmente si tratta di temporali serali o notturni che in genere non disturbano le visite turistiche giornaliere. Abbigliamento: consigliamo un abbigliamento pratico, sportivo e misto: magliette, camice e felpe, pantaloni di pesantezza media. Considerato lo scavalcamento dei passi a quote superiori a 4000/5000 metri, i venti possono essere particolarmente freddi, dunque la giacca a vento ed un paio di cambi  pesanti sono sempre consigliati. Scarpe comode con suola robusta o da trekking. Da non dimenticare: crema solare, burro cacao, occhiali da sole, cappello/berretto, repellente per gli insetti, una torcia con batterie può sempre essere utile.

 

  • Consigliamo di portare un sacco-lenzuolo ed un sacco a pelo invernale.

 

  • Sistemazioni alberghiere: gli alberghi disponibili nella maggior parte queste località sono di categoria 3 stelle cinesi, in qualche caso 4 stelle. Richiedono una buona predisposizione all’adattamento. Dal 7° al 16° giorno quasi tutti i pernottamenti sono previsti in ostelli o guest house o semplici alberghi con sistemazione in camere da 4 a 8 letti senza servizi. Le toilette sono in comune ed esterne, alla cinese (non è possibile fare la doccia, verranno forniti dei catini d’acqua per lavarsi). I bagni in comune cinesi spesso sono senza privacy, con postazioni affiancate. Questo viaggio è fondato sull’interesse del percorso e non sul comfort degli alberghi. Nel programma riportiamo solo alcuni degli hotel che abbiamo selezionato per questo viaggio. Si tratta di strutture in genere semplici. Gli hotel definitivi saranno comunicati all’interno del Foglio Notizie con i documenti di viaggio. NB: l’accorgimento elementare da adottare sempre quando si viaggia in regioni così distanti dai nostri standard occidentali è quello di portare con sé un sacco–lenzuolo leggero e un asciugamano personale… In questo modo l’igiene è sempre garantita.

 

  • Cucina locale e pasti: la cucina uigura, vale a dire la cucina tipica e tradizionale del Xinjiang, l’ovest cinese, è basata sul riso e sulle carni, ma ha come tipo di carne principale quella di pecora. La cucina tibetana tradizionale ed antica è sempre stata a base di elementi molto essenziali: burro di yak, farina d’orzo, latte, formaggi, alcune verdure di stagione, carne secca di pecora o di Yak, riso e tè della vicina Cina. Esiste una cucina tradizionale un po’ più elaborata ed è quella della nobiltà tibetana che però risente di un forte influsso della cucina cinese. In tutti gli alberghi e in tutti i ristoranti del Tibet moderno i piatti più diffusi sono quelli tipici della Cina. La cucina tibetana è preparata solamente in pochi ristoranti ad uso prettamente turistico. Da alcuni anni a questa parte esistono anche alcuni ristoranti a conduzione privata con piatti di cucina mista nepalese-cinese. Durante il nostro viaggio molti pranzi saranno consumati durante i trasferimenti, saranno dunque pranzi pic-nic. Cercheremo di fruire, per uno o due pasti, a seconda delle possibilità, dell’ospitalità di qualche famiglia locale.

 

  • Fotografia: ricordiamo che in Tibet la fotografia degli interni è spesso soggetta al pagamento di un biglietto o di un obolo che varia da interno a interno. In alcuni casi, come all' interno del Potala,  del Jokhang e  in alcune sale del Tashilumpo vige il divieto di fotografare o filmare.

 

  • Mance: l’importo delle mance, che verrà raccolto dall’accompagnatore Kel 12, si aggira intorno ai 120/140 euro per persona a seconda del numero dei partecipanti componenti il gruppo. Le mance verranno distribuite alle guide locali, agli autisti ed al personale in generale.

 

  • E’ senz’altro utile ricordare che, come tutti i viaggi che si svolgono in zone lontane sia geograficamente sia culturalmente dall’Europa e dalle nostre abitudini, è fondamentale una buona predisposizione all’adattamento.

 

  • Prima di iscriversi al viaggio è opportuno consultarsi con il proprio medico di fiducia per escludere eventuali controindicazioni ai viaggi a quote elevate (il viaggio non è indicato, in particolare, per chi soffre di problemi cardio-vascolari, respiratori o di alta pressione).

 

 

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