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LA DANCALIA, IL TIGRAY E LA CITTA’ BIANCA DI HARAR

AFRICA / Etiopia

VIAGGIO IDEATO, REDATTO ED ACCOMPAGNATO DA GIOVANNI DARDANELLI

Questo viaggio imperniato sul cuore della Dancalia (il lago surreale di Dallol, la sfilata infinita delle carovane della piana del sale e la caldera inquietante del vulcano Erta Ale) abbraccia in verità tutto il territorio nord orientale del grande stato etiope: l’altopiano del Tigray con la sua storica cultura cristiana e le sue chiese rupestri. … “Je suis arrivé dans ce pays après vingt jours a travers le desert Somali…” ( Sono arrivato in questo paese dopo venti giorni a cavallo attraverso il desero somalo….) …. “Mais qui sais combien peuvent durer mes jours dans ces montagnes-ci? Et je puis disparaitre, au milieu de ces peuplades, sans que la nouvelle en ressorte jamais.” ( Ma chi può sapere quanto dureranno i miei giorni tra queste montagne? Potrei sparire, in mezzo a queste tribù, senza che nessuno mai ne sappia nulla ) Citazione tratta dalle lettere alla famiglia di Arthur Rimbaud (Harar 13 dicembre 1880)

 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3950 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 140 Impronte del Club.
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Durata

13 giorni e di 10 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 14 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Milano Malpensa - Addis Abeba  
Partenza in serata da Milano Malpensa con il volo notturno Ethiopian Airlines su Addis Abeba, via Roma Fiumicino. Pasti e pernottamento a bordo, arrivo previsto il mattino seguente.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Addis Abeba - volo per Makalle - Trasferimento verso Awzen o Adigrat  
Il volo atterra in prima mattinata nella capitale etiope. Dopo l’espletamento delle formalità di ingresso nel Paese ci si trasferisce al settore delle partenze nazionali per la coincidenza con il volo diretto a Makallé.Da Makallé, capoluogo della regione del Tigray, si comincia il trasferimento verso il territorio delle ambe, in direzione di Adigrat, dove si trovano le chiese rupestri più interessanti. Sistemazione in albergo. Pensione completa.*(a seconda dei viaggi, in relazione alla definitiva conferma dell' orario del volo da Addis Abeba a Makalle, durante questa giornata si consumerà il pranzo nella capitale oppure, se possibile, all' arrivo a Makalle).

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Gheralta: Chiese rupestri di Abuna Abraha, Degum Sellassie, Abraha Atsbeha  
Dedicheremo questa giornata alla visita delle interessantissime chiese dell’ Amba rossa. Si inizia con un’escursione impegnativa , ma senza dubbio unica. Si tratta della salita e della visita alla chiesa rupestre di Abuna Abraha conosciuta anche col nome di Debre Tsion. La salita lungo il crinale dell’ Amba in cima alla quale è stata scavata la chiesa rupestre è un po’ impegnativa; alcuni passaggi sono ripidi e richiedono una certa elasticità. Occorre mettere in conto un’ora e venti minuti di cammino per raggiungere la cima dell’ amba. Il dislivello dalla base alla chiesa è di 200 metri. Il piano che si allarga sulla montagna domina tutto il territorio sottostante. L’ interno della chiesa ha una navata centrale e due laterali con diverse colonne e cupole scolpite. I dipinti sono vivaci e hanno bei colori tendenti al verde o al blu . Dopo la visita e la discesa continuiamo il nostro giro verso le altre chiese importanti del Gheralta. Prima di tutto la chiesa di Degum Sellassie, a portata di mano, raggiungibile da tutti, vista dagli esperti, tra tutte, come l’ opera rupestre più enigmatica, più curiosa e più interessante. Degum Sellassie contiene al suo interno una vera e propria cripta e ciò avvallerebbe la teoria secondo la quale gli scavi rupestri nascano come sepolcri e solo in un secondo momento, con la diffusione del cristianesimo assumano il valore religioso e la forma di chiesa. Termineremo la giornata con la visita di Abraha Asbeha, una chiesa facile da raggiungere con particolari architettonici e pittorici completamente diversi da ciò che si è incontrato fino ad ora. Dal punto di vista architettonico è interessantissimo l’ innesto del portico, costruito dagli italiani nel 1928 ,alla roccia frontale della chiesa rupestre. E’ un connubio molto strano: la fusione della linearità dell’ architettura coloniale con la semplicità naturale dello scavo antico nella pietra arenaria. All’ interno l’ arte figurativa è quella in linea con lo stile “Gondariano” dove i colori forti e i contrasti sono parte innovativa nel contesto pittorico etiope.Al termine di queste visite si proseguirà verso Awzen o Makallé a seconda della disponibilità alberghiera. Sistemazione in hotel, pensione completa. Pranzo pic nic.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Le chiese rupestri di Medhane Alem Kesho e Micael Milazenghi - Birhale - Melabday  
Mattinata dedicata alla visita delle chiese rupestri di Medhane Alem Kesho e Micael Milazenghi. Questa giornata è un passo fondamentale del nostro viaggio: l’altopiano con I suoi terrazzi naturali sprofonda nella depressione dancala e apre lo sguardo su nuovi scenari. Scalino dopo scalino, l’altopiano decade in falesie verticali e scopre la sezione della grande frattura della Rift Valley. Dalle terre in quota alle terre basse cambia tutto, cambiano i villaggi, cambia la vegetazione, cambia la gente. Il punto di contatto con il nuovo territorio che andremo a visitare è Birhale a circa 500 metri di quota. Si è scesi di quasi duemila metri dal livello delle terre alte d’Etiopia. Birhale è il primo villaggio di scambio del sale, il punto di scarico della maggior parte delle carovane. Oggi è un centro in via di trasformazione; qui si ottengono i permessi per circolare nelle terre delle popolazioni dancale. Dopo Birhale la strada diventa pista e finisce di fronte all’ inizio del canyon del fiume Saba. Oltre questo punto, un piccolo villaggio chiamato Melabday, passano soltanto carovane di asini e cammelli e uomini a piedi! Campo, pensione completa.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Trekking da Meladbay ad Assobole e continuazione per Ahmed Ela  
La carovaniera, penetrando nel canyon, scende nel cuore della Dancalia , è il passaggio secolare del trasporto del sale. Il letto del fiume Saba è la via naturale per andare e venire dalla piana della depressione all’ altopiano . Asini e cammelli sfilano avanti e indietro nel canyon . Dedichiamo buona parte della giornata alla camminata lungo il torrente che dall’ ultimo scalino dell’altopiano scende verso la piana salata. In verità la pendenza della vallata del torrente è quasi impercettibile. Si cammina per cinque o sei ore, la difficoltà maggiore è la necessità di guadare molto frequentemente la poca acqua del torrente. Si tratta di circa 14 km di cammino. Talvolta si accompagnano le carovane che discendono veloci, i cammelli portano carichi leggeri di foraggio che servirà per le fasi di attesa e per il ritorno , altre volte si incrociano carovane che risalgono col loro carico di tavolette di sale. Lungo il passaggio carovaniero si incontrano alcuni nuclei di capanne Afar, gente che vive in zone sollevate lungo il fiume e che assiste dall’ alto all’ incessante marcia di uomini e animali.Nel primo pomeriggio si arriva ad Assobole, il villaggio dove finisce la vallata stretta del torrente e dove le auto possono arrivare a recuperarci.Da Assobole si prosegue in macchina fino ad arrivare ad Ahmed Ela, ultimo villaggio dancalo etiope prima della frontiera con l’ Eritrea e luogo dove vivono tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nel lavoro di produzione di sale. Ogni mattina all’ alba , operai ed animali lasciano il villaggio per raggiungere i campi di estrazione nella piana salata, ogni sera rientrano presso le loro famiglie . All’ approssimarsi del tardo pomeriggio lunghe processioni sfilano dalla piana del sale verso il villaggio di Ahmed Ela. Le processioni come lunghe linee scure dalla piana salata vengono a materializzarsi avvicinandosi al villaggio: sono processioni di asini rassegnati al peso dei carichi e sono processioni altalenanti di cammelli. Centinaia di animali ritornano ogni giorno dalla piana del sale, alcune carovane sostano ad Ahmed Ela ed altre proseguono fino ad Assobole dove passano la notte in attesa del mattino per prendere il cammino nel canyon che li porterà a Meladbay e Birhale .NB: Ahmed Ela è l’ unico posto dove pernottare per intraprendere il giorno seguente le visite della depressione. (E’ richiesto un buon spirito di adattamento per questa notte e la successiva al campo di Ahmed Ela)Campo, pensione completa.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Ahmed Ela- Dallol- Assale- Ahmed Ela  
Questa giornata si sviluppa proprio nel cuore della Dancalia. Quello che si vede in questa parte di territorio non lo si può vedere in nessun altro posto del mondo. Sono luoghi emozionanti, impressionanti, unici.Verso Est e Nord Est si estende piatta e bassa la piana del sale. Nelle cartine italiane del Touring degli anni ’30 tutta quella fascia chiara che si estende longitudinalmente per una lunghezza di circa 100 chilometri e per una larghezza di circa 30 chilometri è chiamata “Piano Salato”. Si è a 100 metri sotto il livello del mare, siamo in un antichissimo braccio del Mar Rosso che movimenti tellurici, rialzando una barriera hanno isolato dal resto del bacino rendendolo come un lago interno che presto evaporando non ha lasciato altro che sale. Gli esperti dicono che vi siano centinaia e centinaia di metri di sale sotto la superficie. Una enorme massa di sale che respira l’ aria umida proveniente dal mare, che si trova a poche decine di chilometri di distanza…..ed ecco che l’ acqua affiora dalla superficie….e quando l’ aria secca soffia dall’ altopiano , ecco che l’ acqua di superficie scompare. Questa è la piana salata ed il lago Assale.Cominciamo la nostra giornata dirigendoci verso settentrione. Sulla pista si incontrano i campi del sale animati da scavatori al lavoro e dagli animali in attesa del carico.. Il sale estratto è sempre e solo quello di superficie. Una volta esaurita una certa area ci si sposta tutti verso una zona nuova e si lavora così in comunità composte da diversi sottogruppi.La piana del sale, in questo tratto piuttosto terrosa, conduce ad un leggero rilievo che nasconde la meraviglia di Dallol. Bisogna salire lungo il leggero pendio. Dallol non è uno spazio molto esteso come alcuni servizi fotografici ci portano a credere. Si incontrano salendo le prime formazioni di sali cristallizzati che hanno creato come campi di funghi o bacini di fiori di loto dalle leggere venature gialline dei residui sulfurei…..ma bisogna arrivare in cima al pendio ed ecco che lo sguardo raccoglie un insieme di colori impressionante. Nell’ acqua di qualche piccola pozza color blu pastello intenso affogano coni di incrostazioni gialle, rosse, viola……Lo zolfo, il ferro, il manganese …una tavolozza di colori indescrivibile che non si incontra da nessun’altra parte della terra. La visita di Dallol dura un paio di ore e dopo il catino di colori “surreale” si passa alle cosidette “torri di sale” un insieme di blocchi di sale di decine di metri , come formazioni di rocce arenarie, scavate dall’ acqua che offrono occasioni di scorci fotografici molto particolari. Una volta che avremo esaurito l’ esplorazione di questi angoli di Dancalia continueremo il nostro viaggio quotidiano verso quello che gli etiopi chiamano “Lago Termale” un bacino d’acqua animato da soffioni gassosi dove i sali cristallizzano lasciando strisciate di ruggine sui blocchi cristallini in formazione. Il “Lago Termale” è un altro dei momenti indimenticabili della Dancalia. Gli odori dei gas, il rumore dei soffioni, il colore dell’acqua sono un insieme curioso, ma piuttosto inquietante….E’ come assistere a qualcosa di primordiale, una natura molta intima e segreta della nostra terra, forze incontenibili e insospettabili che si muovono nelle sue viscere che solo in questi posti riusciamo a guardare ed ascoltare da vicino. Concluderemo la giornata scendendo un po’ a sud di Dallol verso il lago Assale. Il sale cristallizza nella piana bianca creando sulla superficie una serie infinita di ottagoni adiacenti. Qui il sale è puro, il velo d’acqua del lago Assale va e viene a seconda dell’ umidità dell’aria. Raggiungiamo due roccioni isolati nel mezzo della piana. Intorno è solo il “Piano Salato” il cui bianco accecante, quando il vento porta l’ aria umida del mar Rosso, è esaltato da un leggero velo di acqua riflettente. Al termine di questa escursione faremo ritorno verso il campo di Ahmed Ela. E’ l’ora del ritorno delle lunghe carovane del sale.Campo, pensione completa.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Ahmed Ela- Erta Ale  
Il nostro viaggio si volge in direzione meridionale. Lasciamo Ahmed Ela e lungo piste talvolta molto polverose, fiancheggiando alcune formazioni vulcaniche minori, viaggiamo verso il villaggio di Ksawarat. E’ il nucleo Afar più importante a ridosso dell’ Erta Ale dove ogni volta obbligatoriamente occorre accordarsi col “capriccioso” capo villaggio per il numero di cammelli, il numero di militari e di guide che accompagneranno la nostra salita sulla cima del vulcano. Una volta terminate le trattative e presi gli accordi del caso si riprendono le auto e percorrendo un tratto di pista molto lento si raggiunge Dodom, alle pendici dell’ Erta Ale. Saremo pronti a pronti a partire per la camminata di salita a fine pomeriggio. Per coloro che sono avvezzi alle camminate la salita dell’ Erta Ale è un percorso non difficile , ma per coloro che sono sovrappeso, che non siano abituati a muoversi per sentieri o che non abbiano elasticità fisica il cammino potrebbe rivelarsi molto faticoso. Normalmente la gente impiega tre ore ( quattro ore al massimo ) per raggiungere la cima del vulcano. Si tratta di circa 500 metri di dislivello sciolti su un tratto di circa 11 km da percorrere a piedi. Il primo tratto è un saliscendi pietroso e la seconda metà è una salita un po’ più impegnativa. Si arriva che ormai è notte. Faremo una prima discesa in nottata nella caldera. E’ difficile usare degli aggettivi per definire l’ Erta Ale, sicuramente, come abbiamo già detto per Dallol , si può dire che non c’è nient’altro di così potente e unico ed inquietante come il grande pozzo di lava fusa ribollente, mossa da forze sotterranee potentissime, del vulcano Erta Ale. Le folate di odori solforosi che risalgono dalla lava fusa, le fiamme lunghe che talvolta sprizzano dalle pareti interne e verticali della bocca, il rosso rutilante incendiato che sboccia ed esplode in bolle enormi di materia fusa …..ancora una volta ci si ritrova ad osservare ipnotizzati la natura più intima della nostra terra ed è come guardare il fuoco, è qualcosa che supera il pensiero logico e si fonde con le nostre sensazioni più inconsce e antiche. Pernotteremo sull’ Erta Ale protetti dal vento in recinti di muretti a secco. Pensione completa.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Erta Ale - Afrera  
Con il primo crepuscolo siamo già pronti a ridiscendere nella caldera, la bocca del vulcano con la luce del giorno da altre immagini fotografiche , altre sensazioni e vale la pena vederla anche con la luce del giorno.Una volta terminata l’ escursione si intraprende la discesa per ritornare a Dodom dove ci attendono le auto. Verso la fine della mattinata si riparte sulla pista lenta ai piedi del vulcano Ale Bu e si imbocca la pista che viaggiando in direzione Sud Est , attraversando aree nerastre di grandi versamenti lavici e zone erbose dove talvolta si scorgono fuggire gazzelle e struzzi, si arriva , dopo poche ore di viaggio al bordo del lago Afrera, sulle carte italiane denominato “lago Giulietti”. E’ un piccolo bacino dalla forma oblunga collocato in posizione longitudinale con una lunghezza di circa venti chilometri ed una larghezza massima di circa 7 chilometri. La sponda meridionale del lago è dominata da un montagna vulcanica la cui altezza sfiora i 1300 metri. Afrera è un altro punto molto importante per la produzione di sale, ma mentre a ridosso di Dallol il sale viene estratto a lastre dalla superficie della piana, qui ad Afrera il sale viene prodotto nelle saline pompando acqua, fortemente salina , dal lago e lasciandola evaporare. Tutto il bordo del lago è costellato dalle vasche bianche e dai cumuli di sale prodotto.Campo, pensione completa.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Afrera - Awash  
Dal lago Afrera comincia la strada asfaltata. Il passaggio che stiamo per intraprendere in questa giornata è un lungo percorso che ci permetterà di raggiungere , passando attraverso quelle che sono terre ormai periferiche della Dancalia , la zona di Awash, posto della prima stazione ferroviaria del treno lentissimo che partendo dalla capitale etiope permetteva di raggiungere il territorio di Gibuti.La strada che percorreremo si innesta a Semera nell’ arteria camionabile che permette allo Stato etiope di raggiungere i porti del Mar Rosso . Il passaggio dei camion è frequente. In funzione di questo traffico di merci, i pochi villaggetti etiopi sono diventati agglomerati di appoggio ai mezzi e aree di scambio di merci su questa nuova strada commerciale. In prima serata si raggiunge la cittadina di Awash.Sistemazione in hotel . Pensione completa.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Awash - la città bianca di Harar  
Da Awash si parte alla volta della parte più orientale dell’ Etiopia. La strada corre nella piana meridionale della Dancalia fino a Mieso poi, abbandona la linea della ferrovia e della vecchia strada italiana e, svoltando verso sud, si arrampica sui monti Cercer. E’ una strada panoramica che non abbandona mai il crinale delle montagne. I saliscendi si mantengono sempre tra 2000 e 2400 metri di quota. Piantagioni di Qat, campi di sorgo, foreste di eucalipti e ginepri affusolati e isolati caratterizzano l’ ambente di alta quota. Gli “Shamma” bianco-latte indossati dalle donne etiopi degli altipiani centro occidentali , lascia il posto ai mille colori dei drappi indossati dalle donne Oromo della regione dell’ Harerghe. L’ oriente etiope si apre come un caledoiscopio ineffabile. Le donne che affollano i mercati, viste da lontano, sono fiori dai colori più insospettabili: viola, rosso, giallo, arancio, giallo in abbinamenti e composizioni veramente ineffabili. La strada infine, dopo aver sorvolato per ore le conche coltivate e la piana settentrionale della Dancalia, scende verso Harar che si trova a 1840 metri di quota. Questa estensione del viaggio verso la parte orientale dell’ Etiopia apre un sipario su uno spazio vivace di ambienti e colori assolutamente inaspettato.Sistemazione in hotel, pensione completa.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Harar  
Tutta la giornata sarà dedicate alla visita di Harar, capitale di un antico sultanato mussulmano che solo a fine 1800 venne inglobato nello Stato etiope. Harar è dalla fine degli anni novanta un centro sotto la protezione dell’ Unesco e non esiste all’ interno delle sue mura alcune edificio che non sia tradizionale o storico. Qui l’ architettura ha conosciuto influenze indiane,armene,egiziane e arabe. Certamente la città non è un “museo all’aperto” asettico: le sue stradine strette tra i muri bianchi delle case pullulano fortemente di vita locale. L’ Etiopia è un grande Paese ed ha molte facce diverse per questo è molto interessante. Quando si entra nella città di Harar, nelle viuzze tra le mura che la circondano, si percepisce subito di essere finiti in un mondo diverso dal resto del Paese. La cultura araba, nel bene e nel male ha permeato la società di quest’area. Il bianco è il colore dominante di Harar, le moschee sono i suoi punti di riferimento entro le mura, il dettaglio architettonico è di influenza araba. Il modo di vivere, lo scandirsi del tempo giornaliero intorno al consumo del Qat , una certa rilassatezza e un certo modo di porsi sono particolari che palesano la forte somiglianza con i costumi e la cultura araba-yemenita. Harar è legata alla storia di Ras Makonnen, il padre dell’ ultimo imperatore Haile Sellassie e alla storia romantica di Arthur Rimbaud, il famoso poeta “Maledetto” francese che visse , lavorando per una compagnia commerciale , per diversi anni , prima ad Aden e poi nella stessa Harar. Quando si visita questa città, come si potrebbe ignorare la figura di Hugo Pratt, il creatore di Corto Maltese al quale tanti sognatori di avventura sono stati legati? Hugo Pratt passò sette anni della sua giovinezza in Etiopia alla fine degli anni trenta. Prima del suo ritorno in Italia, nel 1942, trascorse diversi mesi in un campo di internamento a Dire Dawa . Da queste esperienze nascono i bellissimi acquarelli che corredarono il libro delle “Lettere di Arthur Rimbaud alla famiglia”: ….immagini di dancali, scorci di Harar che ancora oggi rappresentano il simbolo dell’esotico, dell’ avventura, del viaggio come momento di totale immersione nelle spirali affascinanti, coinvolgenti e pericolose dei mondi lontani. Sistemazione in hotel, pensione completa.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Harar - Dire Dawa, volo per Addis Abeba - in serata trasferimento in aeroporto  
In mattinata si lascia Harar per trasferirsi all’aeroporto che è situato nella città di Dire Dawa. Partenza con volo di rientro nella capitale.Una volta giunti ad Addis Abeba, sistemazione in albergo in camere ad uso giornaliero (1 camera ogni 4/5 persone) e city tour della capitale etiope. Pasti liberi. In serata, trasferimento in aeroporto e partenza con volo notturno di rientro a Roma. Il volo partirà dopo la mezzanotte.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Addis Abeba - Roma Fiumicino  
Arrivo a Roma Fiumicino al mattino presto.*NB: eventuali ritardi di voli internazionali o nazionali potrebbero determinare alcune inevitabili variazioni delle visite come descritte nel programma dettagliato.

PARTENZE


26/12/2017 - Sarai accompagnato da:   GIOVANNI DARDANELLI  

Prezzo del viaggio 4.816 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 4.816 Euro
LIVELLO 2: 4.816 Euro
LIVELLO 3: 4.706 Euro
LIVELLO 4: 4.627 Euro
LIVELLO 5: 4.548 Euro

03/02/2018 - Sarai accompagnato da:   GIOVANNI DARDANELLI  

Prezzo del viaggio 4.566 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 4.566 Euro
LIVELLO 2: 4.456 Euro
LIVELLO 3: 4.377 Euro
LIVELLO 4: 4.298 Euro
LIVELLO 5: 4.219 Euro

26/12/2018 - Sarai accompagnato da:   GIOVANNI DARDANELLI  

Prezzo del viaggio 4.566 Euro TUTTO INCLUSO

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Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 4.566 Euro
LIVELLO 2: 4.456 Euro
LIVELLO 3: 4.377 Euro
LIVELLO 4: 4.298 Euro
LIVELLO 5: 4.219 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1euro= 1,17 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo). La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

La quota comprende:

-          Il volo Milano Malpensa/Addis Abeba/Roma Fiumicino in classe economica con Ethiopian Airlines

-          Il volo Addis-Makallé e il volo Dire Dawa-Addis in classe economica con Ethiopian Airlines

-          Trasferimenti da/per gli aeroporti in Etiopia da parte del nostro corrispondente

-          La sistemazione nelle strutture ricettive sopra citate o equivalenti in camere/tende standard

-          Il trattamento di pensione completa eccetto i pasti ad Addis Abeba

-          Acqua minerale in bottiglia, 3 bottiglie da 1,5 litri a persona durante la spedizione

-          Tutta l’attrezzatura da campo e la presenza di un cuoco

-          Le visite ed escursioni durante il circuito in jeep 4x4 Toyota Landcruiser o similare (3 passeggeri + autista per auto); minibus a Addis

-          Macchina di scorta a parte per il trasporto di poliziotti e guide Afar

-          Ingressi, tasse governative e percentuali di servizio

-          Autisti locali parlanti inglese, staff locale

-          Accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del minimo

 

La quota non comprende:

-          Eventuali voli di avvicinamento da altre città

-          bevande quando in albergo/lodge

-          mance e il facchinaggio (circa 70/80 euro a persona)

-          i pasti ad Addis Abeba

-          il visto d’ingresso in Etiopia (in loco all’arrivo, 50 USD)

-          sacco a pelo, asciugamano ed eventuale cuscino

-          eventuali escursioni facoltative e mance per balli, cerimonie, anziani, poliziotti, diaconi e preti

-          eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza

-          tasse aeroportuali, il fuel surcharge,

-          quanto non specificato nel programma

 

Bene a sapersi

  • Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse o sicurezza del gruppo.
  • Si tratta non di un “semplice” viaggio bensì di una spedizione vera e difficile; una di quelle come non ne sono rimaste molte; un itinerario che è fatto di molta ricerca, dalle piste ai luoghi, dai passaggi migliori a quelli “possibili”: il tour non ha strade ben delineate bensì soprattutto piste che possono diventare impraticabili anche in pochi giorni per ragioni legate alla meteo. Inoltre essendo una regione di confine abitata da popolazioni di non facile gestione certe zone possono essere temporaneamente “chiuse”. Può sembrare strano eppure è così, in “questa” Etiopia è ancora possibile viaggiare e non avere tutto programmato al 100%. E’ richiesta la massima flessibilità e tolleranza.
  • Il campo tendato mobile standard comprende: le classiche tende igloo di 2,10 x 2,10 x 1,50 m (necessaria la partecipazione dei partecipanti nel montaggio e smontaggio delle tende) e il materasso; il bagno è il “bush” e quasi ogni giorno verrà dato un catino di acqua per lavarsi, tuttavia ciò è legato agli approvvigionamenti; è necessario portare sacco a pelo, asciugamano ed eventualmente piccolo cuscino.
  • Sono previsti anche dei pranzi freddi a mezzogiorno, mentre la sera al campo il menu comprende portate calde. Quando in hotel, la cena, se compresa e se vi sia la disponibilità dell’albergo, è al ristorante dello stesso.
  • Essendo il gruppo suddiviso in più jeep, si consiglia di viaggiare alternativamente sui diversi mezzi per avere tutti modo di stare con l’accompagnatore e comunque le spiegazioni avverranno quando il gruppo è unito.
  • L'itinerario è effettuato con jeep 4X4 che accoglieranno 3 passeggeri per auto. In molti tratti la velocità media sarà di 20-40 km orari; impossibile dare i tempi di percorrenza esatti e anche il chilometraggio è molto generico, l’itinerario in realtà dipende molto dalle condizioni delle strade. A volte lo stato delle piste/mulattiere è tale che può comportare una variazione dell’orario di arrivo e/o del programma.
  • Per la parte centrale del viaggio, si usufruirà anche del supporto di dromedari per il trasporto dei materiali
  • In questa regione remota l’incontro con i popoli è vero e forte, di solito non vengono chiesti compensi eppure può anche succedere che per poter scattare foto o assistere a danze venga chiesto un “regalo” e quindi conviene avere con sè diverse monete o banconote di piccolo taglio; sarà premura dell’accompagnatore spiegare volta per volta e dare indicazioni.
  • Il bagaglio deve tassativamente essere costituito da sacche morbide di max 20 kg in totale. Importante portarsi un paio di scarponcini robusti e leggeri, un paio di sandali da marcia, una torcia, crema protettiva, un cappellino ed un parka impermeabile.
  • Un viaggio in queste regioni è una vera spedizione in terre remote, estreme e poco frequentate … un viaggio nel viaggio.
  • Sistemazioni alberghiere: La situazione ricettiva alberghiera in Etiopia è purtroppo ancora molto limitata sia nella qualità sia nella capacità stessa di ricezione. Chi viaggia in Etiopia deve essere al corrente che non si tratta di un Paese in grado di accettare una grande affluenza turistica e deve essere consapevole che la scelta degli alberghi non dipende solo dalla volontà dell’organizzazione ma soprattutto dalla mancanza di strutture ricettive adatte.  Un operatore che indirizzasse il viaggio alla sola scelta delle “buone sistemazioni” sacrificherebbe troppo la genuinità e l’interesse del viaggio stesso.
  • Temperature: la depressione dancala è una delle aree più calde e inospitali del mondo. Durante alcuni mesi invernali le temperature non sono comunque eccessivamente alte: da metà dicembre alla prima decade di febbraio abbiamo registrato, durante i nostri viaggi, temperature massime pomeridiane di 35°C e notturne di 20°C. A fine febbraio ed inizio di marzo le temperature giornaliere, soprattutto nell’ area di Dallol, si elevano molto.
  • Difficoltà logistiche: la maggior parte dei pernottamenti, durante questo viaggio, verrà in tende mobili tipo “igloo”. Alcune posizioni del campo sono legate a fattori di sicurezza e di permessi e vengono scelte quasi in modo obbligatorio.
  • Difficoltà fisiche: l’itinerario, dai numerosi viaggiatori che lo hanno percorso con noi negli anni passati, è stato giudicato impegnativo per le seguenti ragioni: occorre una buona capacità di adattamento, le temperature calde rendono alcune giornate faticose, la salita sul vulcano Erta Ale è decisamente impegnativa. Ovviamente per fare questo viaggio occorre essere in buona forma fisica, essere abituati alle sistemazioni in campi mobili ed agli eventuali disagi che ciò comporta e soprattutto avere entusiasmo per questo tipo di esperienze che sicuramente non potremmo far rientrare nel ventaglio di viaggi aperti a qualsiasi persona.