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LA PUNA TRA MONTAGNE COLORATE, DESERTI E LAGUNE (speciale Capodanno)

AMERICHE / Argentina

Un viaggio spettacolare, di grande interesse naturalistico e paesaggistico, che tocca una zona dell’Argentina poco conosciuta, ma che regala al viaggiatore emozioni uniche. Il nostro itinerario si concentra nella Puna argentina, dove il paesaggio muta continuamente e anche gli amanti del deserto non possono che restare estasiati da ciò che vedranno. Nella zona di El Penon si susseguono più tipi di deserto: di pietra pomice, di dune bianche, di montagne coloratissime. Nella zona di Tolar Grande invece, si trova il Deserto del Labirinto, composto da incredibili formazioni di arenaria che cambiano colore con il trascorrere delle ore del giorno. E poi salares e lagune popolate da aristocratici fenicotteri… la poesia delle terre alte e dei luoghi isolati, ancora "disabitati" dall’uomo. Viaggio in altitudine, adatto agli amanti della natura e degli spazi sconfinati.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4750 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 120 Impronte del Club.
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Durata

13 giorni e di 10 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 2 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 9 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza in serata dall'Italia per Buenos Aires  
Partenza in serata da Roma per Buenos Aires. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Salta, la "Bella"e Museo MAMM  
Arrivo a Buenos Aires e proseguimento per Salta.Visita della città. La sofisticata Salta, è la meta d’elezione di molti viaggiatori. Fondata nel 1582, è adagiata in una conca circondata da picchi verdeggianti.Nonostante la città si sia espansa considerevolmente, quasi tutti i suoi luoghi d’interesse si concentrano nel raggio di pochi isolati dalla centrale Plaza 9 de Julio. Il più importante e interessante museo dell’Argentina settentrionale, il Maam, offre un panorama della cultura inca. Il fiore all’occhiello del museo è costituito dai corpi mummificati dei tre ragazzi (esposti a turno ogni sei mesi) rinvenuti nel 1999 sulla cima del Llullaillaco nel corso di una spedizione. Gli oggetti funerari lasciati accanto ai fanciulli colpiscono per la loro freschezza, i colori appaiono vivaci come nel giorno in cui furono realizzati. Le illas (statuette votive raffiguranti animali e persone) sono d’argento, d’oro, di madreperla e di onice e molte di esse sono rivestite di stoffa. Due isolati a est della piazza si staglia l’edificio color giallo e cremisi della Iglesia San Francisco, una costruzione piuttosto sorprendente divenuta il simbolo di Salta. La chiesa custodisce diverse statue oggetto di grande venerazione locale.Cena e pernottamento alla Finca Valentina.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Partenza immediata verso il Parco Nazionale Los Cardones e il piccolo deserto Los colorados. Nel pomeriggio visita di Cachi e del Camino de Los Artesanos, arrivo a Molinos  
Dopo colazione partenza lungo la Ruta 33 che la collega a Cachi, tramite la Cuesta de Obisbo. In meno di 100 km, si attraversano ben cinque diversi ecosistemi, tra valli colorate e montagne di velluto color verde, circondati dal Cerro Turrion, sulla cui cima nidificano colonie di condor. Siamo nelle Valles Calchaquíes che sono tra le più affascinanti e meno turistiche località dell’Argentina: una combinazione affascinante di aspri paesaggi, artigianato tradizionale, piccoli villaggi di adobe e alcuni dei migliori vini del Paese. A suo tempo, la popolazione indigena diaguita (calchaquí) di queste valli oppose una strenua resistenza al dominio spagnolo. Nel XVII secolo, gli spagnoli tentarono due volte di imporre il lavoro forzato ai diaguita, ma si ritrovarono a dover mantenere sul posto degli uomini armati per impedire ai nativi di coltivare i loro campi e attaccare i convogli merci. Entriamo nel Parco Nazionale Los Cardones che si estende per circa 650 km² su entrambi i lati della Ruta 33. Il parco prende il nome dal cactus a candelabro, noto comunemente con il nome di cardón. In assenza di foreste, il cardón rappresenta da sempre un importante fonte di legname per la fabbricazione di travi, porte, finestre e il suo uso molto comune si osserva sia nelle attuali abitazioni indigene sia nelle chiese di epoca coloniale della regione. Nelle vicinanze, il piccolo deserto Los Colorados e vista del nevado di Cachi, una delle montagne più alte delle Americhe (6.400 m.). Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio si arriva a Cachi, un piccolo villaggio immerso in uno straordinario paesaggio. Le vie pavimentate a ciottoli, la bella piazzetta e il camino de Los Artisanos, dove si possono acquistare i migliori poncho della regione, la rendono una sosta piacevole. In tarda serata si giunge a Molinos, pueblo coloniale con oltre tre secoli di storia a 2.300 m. di altitudine. Il villaggio deve il suo nome al mulino per la macinazione del grano, tuttora in funzione sul rio Calchaquí. Cena e pernottamento nell’hotel Hacienda de Molinos HYPERLINK "http://www.haciendademolinos.com.ar" www.haciendademolinos.com.ar o similare.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - La Ruta 40, la Quebrada de Las Flechas, la Quebrada de Las Conchas e Cafayate, capitale mondiale dei vini d'altura  
Dopo la colazione, ci inoltriamo nella Ruta 40 che attraversa la Quebrada de Las Flechas, un paesaggio di montagne di limo e polvere di quarzo, sagomate dal vento a dalle spinte delle Ande, a formare migliaia di colline a forma di punte di frecce. Le sue origini risalgono ad un periodo tra 15 e 20 milioni di anni fa, quando dei grandi blocchi di rocce cominciarono ad elevarsi sul bordo della Puna. Placche sedimentari che si trovano alla base del terreno furono spaccate dall’innalzamento delle montagne le cui estremità si inclinarono formando delle punte rivolte verso il cielo. In seguito, l’erosione affilò queste punte dando loro la forma che possiamo ammirare oggi. Pranzo in ristorante locale. Il pomeriggio è dedicato alla visita della Quebrada de Las Conchas (o Quebrada de Cafayate), un territorio selvaggio fatto di arenaria dai colori intensi e formazioni rocciose incredibili. E’ una frattura della crosta terrestre, scavata dal Rio de las Conchas, lunga più di 85 km, con alcuni tra i più imponenti depositi sedimentari del nord ovest dell’Argentina, in particolare di gesso e argilla. Qui, tra 20 e 40 milioni di anni fa, la terra era ricoperta d’acqua e in alcuni punti arrivava il mare dal Pacifico: per questo il nome Conchas (conchiglie), i cui fossili sono stati ritrovati in gran quantità in questo attuale deserto. Cena e pernottamento al Wine Resort Viñas de Cafayate HYPERLINK "http://www.cafayatewineresort.com" www.cafayatewineresort.com o similare.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Verso sud lungo la ruta 40 fino all'oasi di Hualfin e poi ci addentriamo nella Puna più remota tra branchi di vigogne, lagune e i vulcani più alti del pianeta fino ad arrivare all'oasi di El Penon  
Dopo la colazione, raggiungiamo le rovine dell’antico insediamento dei Quilmes. Gli appartenenti a questa agguerrita tribù difesero i loro territori per più di un secolo, lottando contro i conquistadores spagnoli, che alla fine li sottomisero nel 1665. In quell’anno furono deportati per ordine del Gobernador del Tucumán, e abbandonate le loro terre, raggiunsero a piedi le sponde del Río de la Plata. Nel 1812 tutti gli abitanti della tribù erano spariti, poiché, dopo la sottomissione, non vollero lasciare discendenti. Arrivando al cuore della Valle de Santa María, potremo visitare i resti degli insediamenti precolombiani e farci un’idea di come viveva questo popolo osservando quel che resta di quelle che una volta erano le loro case, piazze e zone coltivate. Partiamo poi verso sud lungo la Ruta 40 in uno dei tratti più desertici e poveri, fino ad arrivare all’oasi di Hualfin, un villaggio dedito alla viticoltura e dall’aspetto sorprendentemente verde e fertile, nonostante sia circondato da un territorio arido a spoglio. Pranzo a Hualfin. Dall’oasi si prosegue lungo la Ruta 43 verso la Puna più remota che racchiude i più bei deserti delle Ande. Percorriamo gli ultimi 90 km di strada asfaltata tra branchi di vigogne, lagune e i vulcani più alti del pianeta fino ad arrivare all’oasi di El Peñón, piccolo villaggio di 330 persone e perfetta base di partenza per l’esplorazione dei tanti luoghi interessanti presenti nella zona. Cena e pernottamento nella semplice, ma funzionale Hosteria El Peñón HYPERLINK "http://www.hosterielpenon.com" www.hosterielpenon.com (l’elettricità è disponibile all’hosteria e in tutto il paese dalle 17.00 alle 24.00; si raccomanda di dosare l’acqua calda affinchè ce ne sia per tutti).

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Alla scoperta dell'area intorno all'oasi di El Penon: il deserto di pietra pomice, il deserto di dune bianche e la Laguna Carachi Pampa  
Intera giornata dedicata alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti di questa zona. Dopo la colazione, lasciamo l’oasi di El Peñón e ci addentriamo nel deserto Piedra Pomes e delle Dune Bianche. Siamo a 3.000 metri e questo è sicuramente un deserto unico al mondo, la maggior concentrazione di pietra pomice, solo in parte erosa dal vento che ha formato una città d’infiniti monoliti dello stesso minerale, con colorazioni che vanno dal bianco all’ocra. Serpeggiamo in fuoristrada e passeggiamo a piedi tra migliaia di blocchi di pietra pomice, disseminati su di un’area di 150 chilometri quadrati, perdendoci L’attività vulcanica della regione la rende particolarmente ricca di risorse minerarie: borace, zolfo, litio… Un luogo surreale ed emozionante, conseguenza di una grande esplosione vulcanica di tipo pliniano. Poco lontano dune di sabbia bianca si stagliano contro montagne dalla cima innevata e, ancora oltre, i rilievi del Filo Rojo fanno da sfondo al Vulcano Carachi Pampa e alla sua bella laguna. Rientro a El Peñón per la cena e il pernottamento. Pensione completa.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - La Laguna Grande e il Cratere del Vulcano Galan  
Un’altra giornata dedicata a esplorare luoghi remoti e di una bellezza incredibile.Ci dirigiamo verso la pista che conduce al Vulcano Galan, dove si incontra lo spettacolo offerto da Laguna Grande, un lago salino posto ad oltre 4000 metri d’altitudine le cui acque in primavera vengono liberate dalla morsa dei ghiacci e diventano luogo di ritrovo per una moltitudine di uccelli, in particolare per i fenicotteri, quello della Puna (o Piccolo Parina) e quello andino (i fenicotteri si trovano in queste zone generalmente da settembre a fine aprile). Siamo in una delle zone più disabitate, aride e remote dell’Argentina, che ospita più di 200 vulcani. Il posto d’onore è tenuto dal Cerro Galan, antico vulcano dal cuore ancora attivo, ma quiescente, che raggiunge la ragguardevole altezza di 5912 metri. Ma quel che stupisce è la dimensione della sua caldera: 34 km di diametro da nord a sud e 24 km da est ad ovest... Al suo interno custodisce un piccolo gioiello: la Laguna Diamante, di un bel color turchese. Rientro a El Peñón per la cena e il pernottamento. Pensione completa.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Attraversamento del cuore desertico delle Ande, dai pascoli di Antofagasta de la Sierra ai deserti di argilla di Tolar Grande  
Oggi ci attende un epico attraversamento del cuore desertico delle Ande, dai pascoli di Antofagasta de la Sierra, circondati da campi recenti di basalto, alle distese di sale e ai deserti di argilla di Tolar Grande. Nel mezzo, l’oasi di Antofalla (circa una trentina di abitanti) e Antofallita. Spettacolare il cono vulcanico di Arita che si erge solitario nel Salar de Arizaro, il secondo giacimento di sale più grande del pianeta dopo quello di Uyuni in Bolivia.Arriviamo infine al piccolo paese ferroviario di Tolar Grande, un luogo dal fascino antico. Pranzo pic-nic e cena in un ristorantino locale. Pernottamento alla semplice Hosteria Casa Andina o in case locali attrezzate per accogliere i turisti.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Escursione a 5.180 metri con vista mozzafiato sul Salar de Arizaro e sul Salar de Rio Grande  
Anche oggi non smetteremo di stupirci di fronte alla grandiosità del paesaggio e alla bellezza della natura. Faremo, condizioni meteo permettendo, un’escursione al confine del mondo… Raggiungiamo il luogo più remoto e isolato del viaggio, sperando la strada sia libera dalla neve, perché dobbiamo raggiungere i 5.180 metri di un cordone montagnoso di zolfo e gesso dove, fino al 1976 vivevano oltre 200 minatori che con piccone e dinamite estraevano lo zolfo. Mina Julia, il nome di questo luogo, è estremamente esposto ai forti venti andini. Il percorso prevede il passaggio alla stazione abbandonata di Caipe e dei panorami a 360° sul Salar de Arizaro e sul Salar de Rio Grande ed è il punto più vicino al Vulcano Llullaillaco (6.735 m.), sulla cui cima una spedizione del National Geographic ha scoperto il sito archeologico più alto del mondo, dove sono stati ritrovati i corpi di tre bambini Inca perfettamente conservati dal gelo e dall’assenza di umidità. Nel tardo pomeriggio, rientro a Tolar Grande. Pranzo a pic-nic, cena e pernottamento.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - I dintorni di Tolar Grande: gli Ojos de mar e la Duna Nascosta. Attraversiamo il Deserto del Labirinto per raggiungere Purmamarca  
Mattinata dedicata alla scoperta dei dintorni di Tolar Grande. Strabiliante la scoperta in questa zona degli Ojos de mar, dei piccoli “laghetti” nei quali sono stai ritrovati degli stromatoliti, strutture sedimentarie, appartenenti al gruppo dei calcari non particellari biocostruiti, finemente laminate dovute all'attività di microrganismi fotosintetici bentonici come procarioti (ad esempio cianobatteri) e anche microscopiche alghe eucariotiche. Il fatto particolare è che normalmente sono ritrovati allo stato fossile, mentre in questo caso sono viventi: microbi e batteri che formano delle rocce organiche come quelli che popolarono la Terra 3.500 milioni di anni fa. Da lì a piedi, raggiungiamo la zona della Duna Nascosta, Lasciamo Tolar Grande per arrivare a San Antonio de los Cobres, percorrendo una delle aree più “intriganti” del nord ovest dell’Argentina, il Deserto del Labirinto, caratterizzato da formazioni di arenaria a forma di cupole che rendono il paesaggio un luogo magico. Pranzo a San Antonio de los Cobres e proseguimento per Salta Cena e pernottamento alla Finca Valentina Pensione completa.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Buenos Aires, la capitale più europea del Sud America, affascinante e seducente  
Dopo colazione trasferimento all’aeroporto e partenza per Buenos Aires. Visita della città.Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.Sul fronte interno, lo sviluppo del grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando la città è stata dichiarata "capitale federale" della nazione.Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli. La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino.Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile.Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo. L’Avenida Florida, collega Plaza de Mayo con Plaza Jose de San Martin ed è una delle passeggiate più popolari essendo completamente pedonabile, piena di negozi e di ristoranti.Plaza Jose de San Martin è il cuore verde di Buenos Aires. Vi si trovano, oltre a bei palazzi, il monumento al generale San Martin, che realizzò l'indipendenza argentina e successivamente combatté per quelle del Perù e del Cile. Nell’adiacente piazza si innalza la Torre Monumentale o degli Inglesi, chiamata così perché donata dai britannici nel 1909 in occasione del centenario della Rivoluzione di Maggio. L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico soprattutto la domenica, quando c’è la feria (mercato) e si possono acquistare oggetti di ogni tipo e assistere a improvvisati spettacoli di tango in strada.Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata.Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano intatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e dello celebre stadio La Bombonera, Al termine del tour panoramico, rientro in hotel. Pranzo in ristorane, cena libera e pernottamento in hotel.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Giornata a disposizione. In serata volo di rientro per l'Italia. Pernottamento a bordo  
Giornata a disposizione e pranzo libero.In serata trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per il rientro in Italia. Pernottamento a bordo.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Arrivo  
Arrivo a Roma.

PARTENZE


28/12/2017 - Sarai accompagnato da:   GABRIELE FIORESE  

Prezzo del viaggio 6.027 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 6.027 Euro
LIVELLO 2: 6.027 Euro
LIVELLO 3: 5.932 Euro
LIVELLO 4: 5.837 Euro
LIVELLO 5: 5.742 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,10 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

 

LA QUOTA COMPRENDE:

 

  • Voli di linea  internazionali da Roma in classe turistica
  • Trasferimenti da per gli aeroporti in Argentina
  • I voli interni Buenos Aires/Salta/Buenos Aires in classe turistica
  • Trasporti interni in minibus e in 4x4 Toyota Hilux o Volkswagen Amarok gli altri giorni (3 passeggeri per auto)
  • Esperto accompagnatore Kel 12 dall’Italia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto (l’accompagnatore Kel 12 guida un’auto 4x4 durante il tour nel Nord Ovest)
  • Guide locali parlanti italiano se disponibili, altrimenti parlanti spagnolo/inglese nel Nord Ovest e a Buenos Aires
  • Sistemazione in camera doppia in hotel 4* a Buenos Aires e a Salta, in buone strutture 3/4* nelle altre località. Sistemazione in hosteria molto semplice a El Peñón e a Tolar Grande (hotel come da programma o similari)
  • Pasti come da programma
  • Visite ed escursioni come da programma, ingressi, tasse e percentuali di servizio

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

 

  • Tasse aeroportuali e il fuel surcharge
  • Eventuali tasse di uscita dal Paese
  • Tasse aeroportuali locali (da regolare eventualmente in loco, questo è un aspetto che può variare in qualsiasi momento, senza preavviso)
  • I pasti non specificati nel programma o indicati come liberi
  • Le bevande, le mance e il facchinaggio
  • Spese extra personali
  • Tutto quanto non specificato nel programma e non indicato alla voce “La quota comprende”

 

 

 

Bene a sapersi

 

  • Viaggio di grande interesse soprattutto paesaggistico-naturalistico, particolarmente adatto agli amanti del deserto. Il nostro itinerario si concentra infatti nella zona della “Puna argentina”, un deserto d’altitudine. La Puna, dal punto di vista geologico, è una cordigliera vulcanica, caratterizzata da depressioni, che corre fra i 3000 e i 5000 metri di altezza.

 

  • Trattandosi di un viaggio in altitudine, è sconsigliato a chi soffre di problemi cardio-circolatori, respiratori o di pressione alta. Abbiamo segnalato in ogni giorno dell’itinerario l’altitudine che si raggiunge durante la giornata e quella che si raggiunge per il pernottamento (finale) in modo che si possa valutare se il viaggio è adatto alla propria specifica condizione fisica.

 

  • Per il tour nella Puna vengono utilizzate delle Toyota Hilux o delle Volkswagen VW Amarok (3 passeggeri per auto). L’Esperto accompagnatore Kel 12 guida un’auto 4x4.

 

  • Il viaggio si svolge tutto via terra. Utilizziamo due voli interni per raggiungere la nostra destinazione, il Nord-Ovest, da Buenos Aires. L’orario dei voli interni è soggetto a riconferma e potrebbe essere soggetto a cambiamenti anche senza congruo preavviso (a volte il volo da Buenos Aires a Salta viene operato solo dall’aeroporto nazionale; se ciò dovesse accadere provvederemo al trasferimento dall’aeroporto internazionale a quello nazionale che distano circa 40 km l’uno dall’altro).

 

  • Le sistemazioni alberghiere scelte per questo viaggio sono in generale di buon livello. Laddove l’offerta turistica è varia, abbiamo selezionato buoni hotel in base a una certa atmosfera, posizione o per il servizio accurato. Tuttavia, nella zona del Tolar Grande, non esistono ad oggi strutture alberghiere di qualità, pertanto le due notti previste nell’itinerario vengono proposte con sistemazione all’Hosteria Casa Andina o in una casa privata. Anche la sistemazione all’Hosteria El Penon è molto semplice (l’elettricità è disponibile dalle 17.00 alle 24.00). Riteniamo che la bellezza dei paesaggi che si visitano compensi largamente la semplicità delle sistemazioni. Preferiamo indicare gli hotel che siamo soliti utilizzare per l’effettuazione di questo itinerario correndo il rischio di doverne cambiare successivamente qualcuno, in modo che se ne possa riscontrare le caratteristiche su Internet.

 

ABBIGLIAMENTO E ATTREZZATURA

 

Per la particolarità dei luoghi che attraversiamo, consigliamo di portare in viaggio i seguenti capi di abbigliamento, così da essere pronti ai cambi di temperatura:

 

      una felpa pesante

      un pile

      guanti di lana

      calzettoni di lana

      cappello di lana e copricapo che protegga dal sole

      occhiali d’alta montagna (con protezione laterale) con filtro UV

      scarponcini da montagna

      burro di cacao e creme solari a protezione totale

      torcia elettrica

      materiale fotografico (pellicole, carica batteria, ecc.)

 

 

 

 

 

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