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LE CIVILTA’ CRISTIANE DEL CAUCASO

ASIA / Armenia

Il Caucaso è sempre stata una terra di confine tra popoli sedentari e genti nomadi; un punto di separazione e incontro, a seconda dei vari momenti storici, tra Europa e Asia. La nostra proposta di viaggio in Armenia e in Georgia di 14 giorni, fuori dai tradizionali circuiti di massa, permette di farsi un’idea del ricco mosaico culturale, storico e geografico di questi Paesi, in rapida crescita nonostante il recente passato post-sovietico. Il viaggio, che si effettua interamente via terra, tocca tutti i luoghi principali e di maggiore interesse dell’Armenia e della Georgia permettendoci di toccare con mano il forte senso di appartenenza alla tradizione e alla religione cristiana, che qui affonda le proprie radici nella notte dei tempi, ultimo baluardo "europeo" prima di entrare nell’area mediorientale di influenza islamica. Ottime guide locali parlanti italiano e l’esperto accompagnatore Kel 12 ci guidano in questa scoperta.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3050 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 115 Impronte del Club.
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Durata

14 giorni e di 12 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 8 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Partenza da Milano per Yerevan  
Partenza da Milano con volo di linea per Yerevan via Vienna. Pernottamento a bordo.Per quanto riguarda la “partenza da altre città” non sempre è possibile; va richiesta al nostro ufficio booking al momento della prenotazione ed è soggetta a riconferma se il viaggio non è ancora garantito. Il nostro ufficio provvederà a dare risposta sulla possibilità o meno di confermare la partenza da altre città rispetto a quella indicata nel programma di viaggio, su orari ed eventuale supplemento.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Yerevan, "la città rosa" ricca di collezioni museali  
Arrivo a Yerevan nelle prime ore del mattino. Accoglienza in aeroporto da parte della guida, ritiro dei bagagli, trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate per qualche ora di riposo.Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane. In tarda mattinata inizio delle visite della città. La visita panoramica della città include Piazza della Repubblica, il cuore della capitale su cui si affacciano alcuni degli edifici più scenografici della città costruiti in tufo chiaro; il Teatro dell’Opera; la Cascade, la monumentale scalinata che collega la zona bassa del Teatro dell’Opera con il Parco della Vittoria, più in alto, dove si trova la statua intitolata a Madre Armenia. Il luogo è diventato un centro di aggregazione, molto animato e frequentato dai locali specie durante la bella stagione. Vicino all’Opera si trova anche un piccolo parco dove durante i fine settimana si svolge il mercato dei quadri chiamato Vernissage d’arte. Tra i vari allestimenti museali che Yerevan offre scegliamo il Museo di Storia Nazionale, ricco di reperti, che costituisce un’ottima base di partenza per rendersi conto di dove si è. L’Armenia è un paese effimero, un frammento del vasto territorio storico degli armeni, che nei secoli si è ampliato e ristretto molte volte. Quel che rimane è un lascito delle divisioni sovietiche degli anni 20 del XX secolo. Strepitoso è il piano alto che ospita due carri funerari in legno e una vasta collezione di oggetti di ceramica, bronzo, terracotta oltre a gioielli e coltelli. Visitiamo il Matenadaran, la biblioteca dove sono conservati più di 14.000 manoscritti di inestimabile valore tra cui traduzioni di testi di Aristotele e Zenone, l’unica traduzione delle “Cronache” di Eusebio di Cesarea e molte altre opere greche, latine, arabe… I manoscritti meravigliano il visitatore per l’abilità delle miniature i cui fregi ornamentali brillano come fossero di pietre preziose. In serata visita al Monumento Commemorativo del Genocidio Tsitsernakaberd sulla Collina delle Rondini, costruito a memoria dell’eccidio di un milione e mezzo di armeni ad opera della Turchia ottomana nel 1915. Pranzo e cena in ristorante. Pernottamento all’Hotel Tufenkian Historic Yerevan 4* HYPERLINK "http://www.tufenkianheritage.com/it/accommodation/historic-yerevan-hotel/" www.tufenkianheritage.com/it/accommodation/historic-yerevan-hotel/ (o similare).NB: l’ordine delle visite di Yerevan è puramente indicativo e potrà essere svolto con ordine diverso da quello presentato dall’accompagnatore in accordo con la guida locale. Se si riterrà opportuno, considerate le esigenze del gruppo, si potranno spostare alcune visite nei giorni successivi della nostra permanenza nella capitale.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Etchmiadzin, il centro spirituale armeno, la cattedrale di Zvartnots, il tempio pagano di Garni e il monastero rupestre di Gheghard  
Dopo la colazione partenza verso est, attraverso le periferie e i palazzoni d’epoca sovietica, verso la città di Vagharshapat, antica capitale dell’Armenia fondata nel III secolo a.C., a circa 20 km dalla capitale. Qui si trova e si visita la Cattedrale di Etchmiadzin. Il nome del luogo significa “L’Unigenito è disceso” poiché, secondo la leggenda, Cristo vi apparve a San Gregorio l’Illuminatore. A Etchmiadzin batte il cuore della chiesa armena. E’ qui che risiede il “Catholicos di tutti gli armeni” e si trovano oltre alla cattedrale-residenza, alcune tra le più antiche e splendide chiese armene, quelle intitolate alle sante Gayanè (630) e Hripsimè (618) dedicate a due vergini cristiane martirizzate dal re Tiridate III. Con queste due chiese l’architettura classica armena raggiunge la perfezione. Nel giardino della cattedrale è possibile ammirare alcuni khachkar, steli funerarie a forma di croce di pregevole fattura e la porta del re Tiridate risalente al VII secolo. Poco distante si trova il Tempio di Zvartnots, delle “forze vigilanti”. Costruito da Narsete III nel 652 è crollato per un terremoto avvenuto tra il 930 e il 1000. Il sito, oggi ridotto in rovina, forma una collina di ruderi ancora in gran parte da esplorare. Una lunga campagna di scavi condotta tra il 1900 e il 1907 ha rivelato la consistenza completa e la grande importanza archeologica e architettonica del complesso che fu uno dei capolavori dell’architettura armena dell’Alto Medioevo. Il tempio si distingue per la profusione di sculture e altorilievi di cui si può ancora ammirare la ricchezza dei capitelli di stile ionico. Etchmiadzin e Zvartnots sono entrambi inseriti tra i siti Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio partenza per la regione di Kotayk. Lungo la strada sosta all’Arco di Charents, il promontorio dove il grande poeta armeno Yeghishe Charents amava venire a contemplare il Monte Ararat che si svela in tutto il suo splendore da questo piccolo arco eretto in sua memoria. Visita del Tempio del Sole di Garni (III secolo a.C.) gioiello dell’architettura armena precristiana, l’unico monumento che appartiene alla cultura ellenistica conservatosi dopo la cristianizzazione in Armenia. Oltre al tempio, il complesso architettonico comprende il palazzo reale con i bagni, dove è ancora visibile il pavimento a mosaico rosa e verde di notevole fattura e i resti della chiesa tetraconca a pianta circolare. Si prosegue verso il Monastero di Geghard (XII-XIII secolo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), dove la tradizione vuole fosse conservata la lancia, geghard in armeno, che trafisse il costato di Cristo. Si trova in una gola montagnosa di grande fascino e la particolarità della sua costruzione, in parte ricavata nella roccia viva, rende questo complesso particolarmente suggestivo. Attorno al monastero sono visibili numerosi khachkar, alcuni finemente scolpiti nella montagna. Dentro, si susseguono ambienti bui, trafitti qua e là da pochi raggi solari che filtrano dalle finestrelle. Rientro a Yerevan e visita a una distilleria di brandy con degustazione. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Monasteri e caravanserragli: dal monastero di Khor Virap all'ombra del Monte Ararat al Lago Sevan attraversando il passo di Selim  
Dopo la colazione si parte verso il sud del Paese, nell’impervia e isolata regione montagnosa di Yeghegnadzor che conserva tra gli esempi più belli dell’arte armena. La strada attraversa la fertile valle dell’Ararat, unica vera pianura della piccola repubblica dove è possibile praticare un’agricoltura sistematica. Il cono del Monte Ararat, simbolo dell’Armenia sebbene ora si trovi in territorio turco, ci accompagna lungo il percorso. Secondo il mito sulla sommità dell’Ararat si sarebbe posata l’Arca di Noè dopo il Diluvio Universale. Raggiungiamo il monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana, a 30 km a sud della capitale. Risale dal IV al XVII secolo e secondo la leggenda vi fu imprigionato per tredici anni San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa Armena, perché predicava il Cristianesimo (letteralmente Khor Virap significa fossa profonda). Dal monastero si apre una stupenda veduta del Monte Ararat. Dopo un percorso di circa due ore si giunge tra fiumi, cascate, grotte e picchi montani nella regione di Vayots Dzor. In posizione inaccessibile e spettacolare troviamo il monastero di Noravank, situato in fondo alla valle, tra montagne di roccia rossa che gli fanno da sfondo. Il monastero sorge in una situazione di totale isolamento, in un ambiente aspro e roccioso, ma insieme grandioso e solenne. Conserva stupende scene bibliche scolpite sulla facciata della chiesa-mausoleo della Santa Madre di Dio, tra i più raffinati esempi di scultura del patrimonio armeno. Dopo il pranzo in ristorante nei pressi del monastero si esce dalla gola per tornare sulla strada principale, verso le montagne. I paesaggi sono molto belli: l’aridità delle montagne contrasta con la fertilità del fondovalle dove verdeggiano pioppi e tamerici. Si sale oltre i 2.000 metri per raggiungere il caravanserraglio di Selim (2440 m slm), costruito nel 1332, all'epoca in cui il tratto della Via della Seta dal'Iran all'Europa passava per la città armena di Goris. E’ quello meglio conservato di tutta l'Armenia, con uno spazio centrale e due camminamenti con nicchie ai lati (non sempre è possibile entrare). Questa antica locanda per i viaggiatori testimonia la rilevanza dell'Armenia come importante snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Al passo di Selim il paesaggio si apre su un altipiano brullo. Dopo un po’, in lontananza, s’intravvede il Lago di Sevan, centro di villeggiatura per gli armeni e uno dei luoghi più ricercati dal turismo interno. Sosta al villaggio di Noraduz dove due cimiteri medievali presentano un’incredibile varietà di croci in pietra intagliate, i khachkar. Visitiamo la penisola su cui sorge il monastero di Sevanavank, da cui si domina il lago. La costruzione del monastero è stata patrocinata intorno all’874 dalla principessa Mariam Bagratuni e testimonia la rinascita dell’indipendenza armena dopo le invasioni arabe. Il monastero comprende le due chiese degli Apostoli (Arakelots) e della Santa Madre di Cristo (Astvatsatsin) e un cortile disseminato di antiche croci di pietra. Terminata la visita, partenza in direzione nord verso Dilijan, una delle cittadine più importanti di queste parti, attraverso una strada tra le verdi montagne. Siamo nella regione di Tavush, la Svizzera armena, ricca di boschi. Cena e pernottamento all’Hotel Best Western Paradise 4* HYPERLINK "http://www.paradisehotel.am" www.paradisehotel.am (o similare).

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Dilijan e i monasteri di Goshavank e di Haghartsin  
Dopo la colazione visitiamo a piedi la parte vecchia della città di Dilijan, animata dai laboratori degli artigiani, ceramisti, falegnami... Pranzo in ristorante. Non lontano da Dilijan, in mezzo ai boschi, visitiamo il monastero di Haghartsin del XII-XIII secolo. Realizzato dalla dinastia dei Bagratuni, è un interessante complesso costituito da due chiesette e da una cappella.Seguendo il corso del fiume Debed, che ha scavato uno spettacolare canyon, raggiungiamo il monastero di Goshavank (XII-XIII secolo), fondato da Mechitar Gosh, giurista e autore del codice civile armeno. Nel sito si trovano alcuni khachkar molto raffinati tra cui quello che il maestro Poghos scolpì con motivi decorativi così fini da farlo assomigliare a un merletto.La strada ci conduce sempre più a nord, nella regione di Lori, unica per la bellezza delle foreste, dei fiumi e delle gole. Cena e pernottamento all’Hotel Tufenkian Avan Dzoraget 4* HYPERLINK "http://www.tufenkianheritage.com/it/accommodation/avan-dzoraget-hotel/" www.tufenkianheritage.com/it/accommodation/avan-dzoraget-hotel/ (o similare).

Tappa: 6 - Giorno: 6 - La regione di Lori, i monasteri di Sanahin e di Haghpat e l'attraversamento del confine con la Georgia  
Dopo la colazione raggiungiamo due complessi monastici di rara bellezza, entrambi situati all’interno degli omonimi villaggi. Furono i primi siti a essere iscritti nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO perché rappresentano l’apice dell’architettura religiosa armena. Sanahin (X-XIII secolo), centro religioso e soprattutto centro culturale del nord del Paese, famosissimo per la sua accademia dove venivano insegnate teologia, pittura, miniatura, medicina. Attraversiamo successivamente le gole del Fiume Debed verso il Monastero di Haghpat (X-XIII secolo), immerso in uno scenario fantastico. Il monastero, fondato dai principi Bagratuni, illumina il visitatore sull’organizzazione e la vita di un grande complesso monastico medievale con le sue chiese, i conventi, il refettorio e la biblioteca. Molto interessanti le tombe sormontate dai khachkar. Pranzo in ristorante.Terminate le visite proseguiamo verso la frontiera con la Georgia, nella località di Sadakhlò. Disbrigo delle formalità doganali, cambio del mezzo di trasporto e con personale georgiano proseguimento per Tiblisi. Sistemazione all’Hotel Mercure 4* HYPERLINK "http://www.mercure.com" www.mercure.com (o similare), cena e pernottamento.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Tbilisi, affascinante capitale miscuglio originale di Oriente e Occidente  
La giornata è dedicata alla visita di Tbilisi, il cui fascino risiede nel suo essere una miscela unica di Oriente e Occidente. Costruita sulle anguste sponde del fiume Mtkvari (noto anche col nome turco Kura), Tbilisi gode di una posizione magnifica, chiusa su tutti i lati da suggestive colline e con le montagne in lontananza. I primi insediamenti in quest’area risalgono al IV secolo a.C., anche se secondo la tradizione essa fu fondata nel V secolo d.C. dall’allora re Vakhtang Gorgasali di Kartli, con l’intenzione di farne la capitale del proprio regno. Il progetto sfumò a causa della sua morte, ma il figlio Dachi mantenne fede al volere del padre. A partire dalla metà del VII secolo la presa della città da parte degli arabi la tramutò per quattrocento anni in un emirato, fino a quando il re Davit Aghmashenebeli la riconquistò dichiarandola capitale della Georgia unita. Fu proprio durante il suo regno che il paese conobbe uno dei periodi più floridi della propria storia. Durante il medioevo venne invasa e assoggettata a numerose dominazioni da parte di bizantini, arabi, persiani, mongoli e turchi selgiuchidi. Nel XIX secolo fu annessa alla Russia che ne fece una città imperiale. Dal 1991 è la capitale della Repubblica di Georgia, rinata come stato indipendente dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica.La maggior parte dei quartieri sulla sinistra del fiume si trovano su uno scosceso costone che si affaccia sul centro storico, punteggiato di chiese e piazze. Le chiese georgiana ortodossa, armena gregoriana e romana cattolica, la sinagoga, la moschea e il tempio zoroastriano sono tutte a distanza di cinque minuti di cammino l’uno dall’altra, a dimostrazione di quanto Tbilisi sia una città multietnica, multiculturale e multireligiosa. La città vecchia ha molto da offrire ed è piacevole passeggiare per le stradine lastricate dove si affacciano le vecchie case dai balconi in legno finemente lavorati che richiamano all’arte tipicamente orientale. Iniziamo le visite con il Museo Statale di Storia che ospita l’unica collezione di manufatti e gioielli d’oro dell’epoca precristiana, molti dei quali ritrovati nel sito di Vani, oltre a diverse esposizioni riguardanti archeologia, storia ed etnografia del paese. A testimonianza della storia antichissima della Georgia, si possono osservare anche i resti di uno dei primi abitanti d’Europa, risalente a 1,8 milioni di anni fa, rinvenuti nel villaggio di Dmanisi. Una delle zone più caratteristiche è il quartiere di Abanotubani, dove si trovano le terme sulfuree che in passato accolsero anche personaggi del calibro di Alexandre Dumas; le terme più belle della città sono i Bagni Orbeliani. Proprio alle calde acque minerali la città deve il suo nome. Tbilisi deriva infatti da “tbili” che in georgiano significa tiepido. Tra le chiese che non mancheremo di visitare, la cattedrale di Sioni, del VII secolo, è considerata uno dei luoghi più sacri nel paese perché custodisce una delle reliquie della chiesa ortodossa, la croce di Santa Nino, che convertì la Georgia al Cristianesimo nel 337 d.C. La chiesa di Metekhi appesa in alto sulle sponde rocciose del fiume Mtkvari, con l’imponente statua del re fondatore di Tbilisi; la basilica di Anchiskhati, la più antica chiesa cittadina; la cattedrale della Trinità, una delle più grandi chiese ortodosse di tutto il mondo. La fortezza di Narikala è una delle più antiche della città e domina la sua parte vecchia; sorge incontrastata su uno sperone roccioso che dà sul fiume e da cui si può godere una bella vista panoramica. Ai piedi della montagna si sviluppa il quartiere centrale della capitale, il viale Rustaveli, costruito nel XIX secolo, che prende il nome dal grande poeta georgiano del XII secolo, Shota Rustaveli. Durante la passeggiata potremo ammirare il Teatro dell’Opera di stile moresco, il Palazzo del Viceré russo e l’edificio del Parlamento, la chiesa di Kashveti di San Giorgio, la Pinacoteca, il Teatro Accademico di Rustaveli. Questo viale è il cuore di Tbilisi e offre innumerevoli caffè, ristoranti e negozi. Pranzo e cena in ristorante locale. Pernottamento in hotel.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Il complesso monastico di David Gareja, nella regione semi-desertica ai confini con l'Azerbaijan  
Colazione e partenza molto presto al mattino per David Gareja, situato in un’area semi-desertica nella regione del Kakheti. Su una diagonale di pietra si vedono le celle del monastero principale di Lavra, l’unico abitato dai monaci, ritornati solo da qualche anno dopo l’abbandono del periodo sovietico. Venne fondato dall’asceta siriaco David Gareja, da cui prende il nome, nel VI secolo, ma poi crebbe notevolmente fino ad essere composto da 15 monasteri, quasi tutti distrutti in successive ondate. Il complesso monastico, in parte scavato nella roccia e in parte edificato, comprende centinaia di celle, chiese, cappelle, mense e locali di abitazione. È possibile salire in circa un’ora di cammino alla parte superiore del complesso, conosciuta come il monastero di Udabno, famoso per i suoi affreschi risalenti al VIII – XIII secolo. La salita è abbastanza ripida soprattutto nel primo tratto e per questo può risultare impegnativa e richiede buone condizioni fisiche. Dall’alto la vista abbraccia un paesaggio unico in Georgia: distese di rocce colorate e brulle che preannunciano il vicinissimo Azerbaijan. Terminata la visita riprendiamo il bus per andare a pranzare, anche se a un’ora un po’ tarda. Proseguiamo quindi per la cittadina fortificata di Sighnaghi, posta su una collina che domina la fertile valle di Alazani. Circondata dalla cinta muraria con 23 torri costruite dal Re Erekle II nel XVIII secolo per proteggere la zona dalle incursioni dei Lezghiniani, Sighnaghi conserva molto dell’aspetto originale e offre splendidi panorami sui monti del Caucaso. Rientro a Tbilisi in serata. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.NB: David Gareja si trova in un luogo semi-desertico dove la temperatura può arrivare facilmente a 40° d’estate. Si raccomanda di attrezzarsi con scarpe comodissime e antisdrucciolo, un cappello, occhiali, una bottiglia d’acqua e crema da sole. La salita al monastero superiore richiede un po’ di allenamento e buone condizioni fisiche e non è indicata a chi soffre di vertigini in quanto in cima si deve percorrere un breve tratto esposto privo di protezioni.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - La sacra Mtskheta, antica capitale dell'Iberia  
Dopo colazione partiamo attraverso la provincia di Kartli, cuore della Georgia. E’ la più grande, la più popolosa e la più importante regione centrale del Paese. Entrambe le capitali della Georgia, sia quella antica che quella attuale, Mtskheta e Tbilisi, si trovano qui. Visita della sacra Mtskheta, antica capitale dell’Iberia (Georgia orientale). Mtskheta, sviluppatasi alla confluenza dei fiumi Mtkvari ed Aragvi, fu insediata fin dal II millennio a.C. Anticamente centro di paganesimo, vanta ora di essere la prima città cristiana della Georgia. Mtskheta è tuttora considerata la capitale spirituale del paese grazie ai suoi siti più importanti: la Cattedrale di Svetitskhoveli e il Monastero di Jvari, entrambi iscritti dall’UNESCO nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità.Il Monastero di Jvari sorge in cima a un’alta collina, sul luogo dove Santa Nino, missionaria della Cappadocia del IV secolo, eresse la prima croce in segno della conversione della Georgia al Cristianesimo (jvari significa croce). Due secoli dopo, il principe locale Stepanoz costruì l’attuale chiesa cruciforme. La Cattedrale Svetitskhoveli (XI sec.) è la principale della Georgia, usata per secoli per incoronazioni e funerali di monarchi georgiani. E' considerata uno dei luoghi più sacri in Georgia poiché si crede che vi fu sepolta la tunica di Cristo, portata in Georgia nel I secolo da un ebreo di Mtskheta di nome Elias. La storia narra che lungo la via di ritorno a Mtskheta sua sorella Sidonia uscì per incontrarlo e, alla vista della tunica sacra, fu così presa dall’emozione che la strinse tra le braccia e morì per l’estasi religiosa. Visto che era impossibile strappargliela dalle mani, la tunica fu sepolta con lei vicino alla confluenza dei due fiumi dove ora si trova la cattedrale dell’XI secolo. L’edificio è a croce inscritta su pianta rettangolare allungata. Le facciate della cattedrale sono riccamente decorate con arcate cieche ed elaborate cornici convesse che ornano le finestre. Pranzo in ristorante. Al termine delle visite proseguimento per Kutaisi. Cena e pernottamento all’Hotel Tskaltubo Plaza 4* (o similare), situato a circa 15 km da Kutaisi.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Kutaisi, la capitale della Colchide antica, la cattedrale di Bagrati, il monastero di Gelati  
Dopo la prima colazione visita di Kutaisi, la capitale della Colchide antica. Fondata poco meno di 4000 anni fa, fu la capitale della Georgia per un secolo e mezzo e oggi rappresenta il secondo centro più grande del paese, e una delle città più antiche del mondo. Proseguiamo quindi con la visita di Bagrati (XI secolo), la chiesa più alta in Georgia prima dei bombardamenti ad opera dei turchi nel 1692, iscritta nei luoghi Patrimonio dell’Umanità UNESCO.Poco distante dal centro sorge il grande complesso monumentale di Gelati, Patrimonio dell’UNESCO. La visita risulta emozionante per il luogo, che sovrasta il panorama delle colline di Kutaisi, per la grande architettura medievale della Cattedrale, delle Chiese e dell’Accademia di Filosofia e per i magnifici affreschi e mosaici ancora ben conservati. Visita alla grotta carsica di “Prometeo” e proseguimento per Bakuriani, stazione sciistica locale. Pranzo in ristorante, cena e pernottamento all’Hotel Crystal 3* HYPERLINK "http://hotelcrystal.ge/spa/eng" http://hotelcrystal.ge/spa/eng (o similare).

Tappa: 11 - Giorno: 11 - La città rupestre di Vardzia fatta scavare dalla grande regina Tamar  
Dopo la prima colazione esplorazione della provincia di Samtskhe-Javakheti e dei suoi più importanti monumenti architettonici. Zona di splendidi panorami e di molteplici spunti d’interesse culturali, ma purtroppo è anche una delle aree economicamente arretrate del Paese. Questa zona è una di quelle che maggiormente ha subito l’influenza di altre culture. Visiteremo la città di Vardzia, trasformata in un monastero ben fortificato, che ha avuto un ruolo significativo nella vita politica, culturale, educativa e spirituale georgiana. Un complesso imponente che una volta consisteva in 3000 grotte, scavate artificialmente e collegate per mezzo di lunghi corridoi, con una calda fonte naturale versata dalla roccia e degli affreschi ancora oggi stupendi come il giorno in cui furono dipinti. Fu costruita sotto il regno di Tamara, nel XII secolo e poteva contenere 50.000 persone. Una breve sosta nella via per Vardzia alla fortezza di Khertvisi (X sec.) che ebbe un ruolo vitale nella difesa della regione, grazie alla sua posizione strategica in alto sopra la confluenza dei fiumi Mtkvari di Javakheti e Mtkvari di Artaani. Da qualunque parte un nemico invasore decidesse di arrivare, era comunque costretto a passare da questo punto. Ancora oggi la fortezza si erge orgogliosa sul suo promontorio roccioso. Nel pomeriggio visita della cattedrale di Timotesubani. Pranzo pic-nic. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Il museo di Stalin, la città rupestre di Uplistsikhe e la Grande Strada Militare Georgiana  
Colazione e partenza in direzione di Gori, luogo di nascita di Josef Stalin, dove visiteremo il museo locale a lui dedicato.Uplistsikhe, la seconda tappa della giornata, è la più antica città rupestre esistente in Georgia, fondata nel I millennio a. C. lungo un ramo della Via della Seta. Cammineremo lungo le strade antiche, tra palazzi reali, templi pagani e chiese cristiane. Potremo osservare un teatro scavato nella roccia e il banco di una farmacia. I resti degli ampi granai e i recipienti di terracotta per la conservazione del vino ci daranno un’idea di come si svolgesse la vita quotidiana degli abitanti del luogo. Il nostro itinerario odierno ci porta verso il nord, al cospetto delle cime della catena del Grande Caucaso percorrendo la celebre Grande Strada Militare Georgiana. Da sempre importante via di collegamento tra l’Europa e l’Asia, solo dopo l’annessione della Georgia orientale alla Russia nel XIX secolo e lo sviluppo successivo della strada per facilitare il rapido movimento degli eserciti, venne conosciuta come “Grande Strada Militare”.  Oggi questa strada ci permette di viaggiare nel modo più comodo e veloce attraverso i suggestivi paesaggi del Caucaso. Tempo a disposizione permettendo sosta alla fortezza di Ananuri del XVII secolo. Affacciata sull’ampio lago artificiale di Zhinvali gode di una posizione magnifica. La sua cinta muraria e le torri si delineano chiaramente sullo sfondo verde delle foreste. Pranzo. In serata arrivo nella località sciistica di Gudauri (2200 m slm) che sarà la base di partenza per l’escursione verso il Monte Kazbegi. Cena e pernottamento all’Hotel Marco Polo 4* HYPERLINK "http://marcopolo.ge/en/" http://marcopolo.ge/en/ (o similare).

Tappa: 13 - Giorno: 13 - La chiesa della Trinità di Gergeti e il Monte Kazbegi  
Colazione e partenza lungo la strada panoramica che accosta il fiume Tergi per Kazbegi, capoluogo della regione. Da Kazbegi una salita piacevole di circa 4 km per le bellissime valli conduce alla Chiesa della Trinità di Gergeti situata a un’altitudine di 2170 m slm, uno dei simboli della Georgia, situata in posizione scenografica e dominata dalla mole del Monte Kazbegi. Se le condizioni meteorologiche saranno favorevoli potremo ammirare il ghiacciaio del Monte Kazbegi, uno dei più alti del Grande Caucaso (5047 m).Il Monte Kazbegi, una delle vette più amate dagli alpinisti, in Georgia noto come Mkinvartsveri (picco ghiacciato), sarebbe il luogo dove Prometeo, secondo la leggenda greca, fu incatenato al pendio scosceso del monte come punizione per aver rubato il fuoco agli Dei e averlo donato ai mortali. Secondo la tradizione locale cristiana invece il monte custodirebbe la greppia di Cristo che tuttora sarebbe ancora nascosta da qualche parte. Poiché il bus non può percorrere la strada sterrata che porta alla chiesa, chi non volesse fare la passeggiata potrà usufruire di una delle jeep che sempre si trovano nella piazza principale della città (il costo, da pagarsi direttamente in loco, è di circa 90 lari, pari a circa 35 Euro a persona). Pranzo e rientro a Tbilisi in serata ripercorrendo la strada fatta in andata. Cena in arrivederci in ristorante tradizionale e pernottamento in hotel.

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Partenza da Tbilisi per il rientro in Italia  
Trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia.


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Servizi inclusi nelle quote viaggio

La quota comprende:

 

  • Voli internazionali a/r da Milano in classe turistica con voli Austrian/Lufthansa o LOT
  • Franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Trasporti interni con minibus/bus con aria condizionata
  • Una bottiglia d’acqua a disposizione di ogni partecipante nel bus
  • Sistemazione in camera doppia in alberghi 3*/ 4* (classificazione  locale)
  • Trattamento di pensione completa
  • Visite ed escursioni come da programma, ingressi, tasse e percentuali di  servizio
  • Visita a una fabbrica di cognac con degustazione in Armenia
  • Guide locali parlanti italiano
  • Accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto

 

La quota non comprende:

 

  • Trasferimenti da/per gli aeroporti in Italia
  • Le tasse aeroportuali estere e il fuel surcharge
  • Mance (suggeriamo un importo di circa 100 Euro a persona per un gruppo di 10 persone, da dare all’accompagnatore che si occuperà di distribuirli a guide, autisti e personale di servizio, in accordo con il gruppo)
  • Bevande, extra personali in genere e tutto quanto indicato come facoltativo
  • Tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al  paragrafo “La quota comprende”

 

 

 

 

Bene a sapersi

 

  • Itinerario particolarmente indicato per chi ama i viaggi di spiccato interesse storico-culturale che non presenta difficoltà particolari. Lo effettuiamo tutto via terra, su strade in generale in buone condizioni, utilizzando un pullman o minibus per il nostro gruppo, a seconda del numero di partecipanti.

 

  • I trasferimenti non sono particolarmente impegnativi e offrono una visione d’insieme su diversi ambienti e paesaggi. I chilometri indicati e soprattutto il tempo di percorrenza sono indicativi e potrebbero variare a seconda delle condizioni ambientali. In Armenia viaggiamo in una regione montuosa a un’altitudine media di 1500 m slm; il punto più alto che si raggiunge è a 2440 m slm al Passo di Selim. Attraversato il confine con la Georgia raggiungiamo la piana fluviale scavata dal Fiume Mtkvari dove si trova la capitale Tbilisi e infine ci spingiamo fino ai piedi del Grande Caucaso, alla Chiesa della Trinità di Gergeti situata a un’altitudine di 2170 m slm e dominata dalla mole del Monte Kazbegi.

 

  • Il viaggio può essere operato con voli Austrian Airlines/Lufthansa via Vienna in andata e Monaco al ritorno oppure con voli LOT  Polish Airlines via Varsavia (gli orari di arrivo e di partenza sono molto simili).

 

  • I pernottamenti si effettuano ovunque in buoni hotel, selezionati tenendo conto dell’esperienza accumulata dopo molti viaggi. Al di fuori delle capitali gli standard qualitativi sono più bassi, ma le strutture sono ovunque dignitose, pulite e offrono il necessario per un soggiorno confortevole.

 

  • I pasti si consumano prevalentemente in ristoranti locali e sono a base di piatti tradizionali, in genere gustosi e saporiti.

 

  • Sono previste brevi passeggiate. L’unica passeggiata impegnativa che richiede un po’ di allenamento e buone condizioni fisiche è la salita al monastero superiore di David Gareja. La visita richiede circa 3 ore (1 ora per salire, 1 ora di visita e 1 ora per scendere) e il tratto iniziale della salita è abbastanza ripido e scosceso. Quando si giunge in alto, si deve percorrere un breve tratto esposto, privo di protezioni, non adatto a chi soffre di vertigini.

 

  • Si raccomanda di portarsi scarpe comodissime e un abbigliamento informale, con capi di mezza stagione e qualche indumento pesante per la sera e le località più elevate.

 

  • La stagione ideale per effettuare viaggi in quest’area è compresa tra aprile e ottobre, quando il clima varia da mite in primavera e autunno a molto caldo in estate. Aprile è un mese variabile, nell’arco del quale le temperature si alzano notevolmente, soprattutto la notte, portandosi a 25° di giorno e 9° di notte in media. In maggio e in giugno si possono ammirare i colori sgargianti della primavera, approfittando delle giornate sempre più calde e lunghe. Le temperature diurne raggiungono i 30°, mentre quelle notturne sono sui 12°. In estate in certi luoghi si possono raggiungere i 40°C come a Yerevan o nella zona semi-desertica di David Gareja, mentre nelle zone montuose il caldo è mitigato dall’aria più fresca. Le notti sono più fresche con temperature in media di 18°. Settembre e ottobre offrono giornate miti, notti fresche e colori autunnali affascinanti.

 

  • In caso di necessità o qualora fosse ritenuto opportuno dall’accompagnatore e dalla guida locale, potrebbero essere apportate variazioni nell’ordine delle visite rispetto alla sequenza indicata nel programma di viaggio.