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MANTOVA, LA MANHATTAN DEL RINASCIMENTO

EUROPA / Italia

UNA PRIMA KEL 12 alla scoperta della Capitale Italiana della Cultura 2016

Se Mantova è stata nominata capitale italiana della cultura una ragione c’è … ma più di una.
Come dice Daverio, è una strana, anomala Manhattan adagiata nella bassa padana, con al centro uno splendido Cremlino che appare dalla nebbia, il Palazzo Ducale.
Una città plasmata da un archistar del ‘500, Giulio Romano, allievo di Raffaello, in cui sono passati alcuni tra i più famosi nomi della cultura italiana e straniera.
Una città lenta, con un profilo che sembra ancora quello dei quadri di Mantegna, una città da bicicletta e passeggio meditativo, che poi ha dato i natali all’uomo più veloce del mondo, l’indimenticato Tazio Nuvolari.
Una città in cui si mangia bene, una tavola ricca di sostanza e sapore, spesso in contrasto, come nei tortelli di zucca, dolci, ma con condimenti saporiti, intensi.
Una terra che ha sviluppato la coltivazione del Lambrusco per pulirsi la bocca degli aromi del maiale, il vero protagonista della cucina mantovana.
Una città che va vista ed amata.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 450 Euro

Per questo viaggio non sono previste riduzioni.

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 30 Impronte del Club.
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Durata

3 giorni e di 2 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 8 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 14 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Arrivo individuale a Mantova  
Arrivo a Mantova in autonomia nel pomeriggio. Cena libera e pernottamento in hotel.Pernottamento: Residenza Ca’ delle Erbe o similare.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Alla scoperta dei luoghi simbolo della città  
In mattinata incontro con il nostro Esperto Kel 12 per iniziare la visita della città e dei suoi tesori. Saremo accompagnati, con passione e competenza, durante l'intensa esperienza di immersione nella storia e nella cultura di questa antica capitale del Rinascimento e Capitale Italiana della Cultura nel 2016.Cominceremo il nostro itinerario da Palazzo Ducale. La definizione di Palazzo è riduttiva, è un'autentica città nella città, che comprende edifici singoli e indipendenti, chiese, piazze interne, giardini e porticati. Palazzo Ducale è uno splendido guscio vuoto, spogliato dai Lanzichenecchi nel 1630, ma già pesantemente depotenziato dalle vendite che gli ultimi duchi avevano fatto per recuperare denaro alle vuote casse statali. E così Tiziano, Caravaggio, Lorenzo Lotto, Tintoretto, Correggio, Mantegna dovettero migrare in altre sedi. Questo portagioie contiene però ancora qualche splendida pietra preziosa, a testimonianza del fervore architettonico ed artistico dell'età gonzaghesca. Una di queste è la Camera Picta, o Camera degli Sposi, di Andrea Mantegna, ricca di particolari e di invenzioni pittoriche e scenografiche, come il famoso oculo che squarcia il soffitto dando al visitatore l'illusione ottica di essere trasportato fuori, in alto verso il cielo. Un altro segno della raffinata ricchezza, di cui questo palazzo era adornato, sono i meravigliosi arazzi con le storie dagli Atti degli Apostoli, su cartoni di Raffaello, come quelli fortemente voluti da Isabella d'Este e fatti tessere per la Cappella Sistina. La nostra attenzione verrà catturata poi dalla grande pala di Rubens, che se fossimo a Venezia si sarebbe chiamata telero, per le sue dimensioni, sfregiata ma ancora carica di suggestioni, porta d’ingresso del barocco. Dai magnifici soffitti, ai grandiosi camini, dal Castello di San Giorgio, ai giardini e ai cortili, seguiremo le tracce della sfarzosa vita alla corte dei Gonzaga, in questa reggia di più di cinquecento stanze dove si trattavano affari di stato e si tramavano intrighi di corte. Attraversando la medioevale Piazza Sordello, raggiungiamo il Duomo: l’antica cattedrale di San Pietro, un trattato di storia dell’architettura religiosa a cielo aperto. Stratificazioni di stili diversi, testimoni dello scorrere del tempo, hanno costruito sulle sue pareti un nuovo calendario, non cronologico ma stilistico. L’armonioso interno è opera di Giulio Romano e riprende l’impianto della basilica romana, con 5 navate separate da fughe di eleganti colonne scanalate. Al suo interno la Cappella dell’Incoronata, vera chiesa nella chiesa, e un gigantesco affresco del Viani che decora il catino absidale. Il Duomo custodisce il corpo di Anselmo da Lucca, Patrono della Città, Santo molto amato dai mantovani. Dopo le visite pranzo in ristorante.Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Palazzo Te, edificato fuori dalla cinta urbana, che deriva il proprio nome da quello antico della località 'tejeto': luogo di campane. Creazione di Giulio Romano, per i meritati ozi del duca Federico II Gonzaga, figlio di Isabella d’Este, è una delle testimonianze meglio conservate dell'architettura del '500. Giulio de Pippi, meglio noto come Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello, arriva a Mantova dopo una disavventura romana e prende in mano la fabbrica di tutta la città e di buona parte del ducato. Interno ed esterno sono capolavori del Manierismo, dove labile è il confine tra natura ed architettura, quasi fosse in atto una contesa tra le due per avere il sopravvento. Le sontuose sale affrescate erano il vanto della corte, vere e proprie palestre in cui gli artisti si formavano per poi esportare la maniera italiana all’estero. Nella Sala di Amore e Psiche pose sensuali e dettagli dallo sconcertante realismo parlano un lingua stilistica rinnovata e l'artista realizza un controllo maturo della tecnica e un utilizzo sapiente del colore nei giochi di luce e controluce che esaltano le intensità cromatiche. C'è poi la Sala dei Giganti, esperienza unica e immersiva in una realtà virtuale ante litteram dove tutto è arte grafica, tutto è simbolismo e non esistono confini fisici e mentali.Vicino a Palazzo Te, c'è la Casa del Mantegna, oggi sede museale. Già dal cortile sarà possibile percepire la visione del mondo dell'artista e la sua anima inquieta, sempre alla ricerca di forme espressive nuove o meri cambi di prospettiva, capaci di tenere in fibrillazione il suo genio artistico. Il progetto prevede una pianta con la topologia opposta dell’oculo della Camera Picta: un'apertura quadrata iscritta in un cortile circolare. Andrea Mantegna è universalmente considerato un grande artista ed era anche un uomo dal carattere forte. La sua carriera inizia con una causa nei confronti del suo maestro, lo Squarcione, per affrancarsi dalla sua bottega e potersi iscrivere alla corporazione dei pittori. La sua indole irrequieta condiziona tutta la sua vita: l’Archivio di Stato di Mantova è ricco di lettere con cui si lamenta di ritardi nei pagamenti, mancata consegna di colori, o di slittamenti nelle date di consegna. Per un suo lavoro riceverà come compenso il terreno su cui verrà edificata la casa, vera concretizzazione delle sue idee. Tornando verso il centro storico entriamo a visitare la Basilica di Sant'Andrea, il cui progetto venne affidato a Leon Battista Alberti, con il mandato di edificare una chiesa degna di custodire la reliquia del sangue di Cristo, raccolto da Longino alla base della Croce. Nel suo peregrinare, che lo rese santo, il centurione lasciò il suo prezioso carico a Mantova, dove fu ritrovato la prima volta nell'807, poi nascosto di nuovo e riscoperto nel 1048, rendendo la città una tappa importante per i pellegrini cristiani. Eretta a partire dal 1472, su disegno di Leon Battista Alberti (che qualche anno dopo morì) fu completata in più riprese, con lavori che si protrassero a lungo e solo nel 1732 vi fu aggiunta la cupola, su progetto di Filippo Juvarra, l’architetto dei Savoia (che realizzò Stupinigi, Superga, tutte le regge, Novara...). Stupenda la facciata ad ordine gigante, con inserito un arco trionfale, secondo gli insegnamenti e le proporzioni di Vitruvio. Uno spazio interno maestoso accoglieva i molti pellegrini facendoli sentire piccoli piccoli. La luce arriva dall'alto, da un oculo della facciata e dalle finestre della cupola e l'effetto è di sospensione, quasi di irrealtà. All'interno, la cappella funebre di Andrea Mantegna, che conserva un suo autoritratto e le opere di un giovane artista nativo di un paese poco distante da qui, Correggio, destinato anche lui a divenire un grande maestro.Cena e pernottamento in albergo.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - "Le pietre parlano" passeggiata nel centro di Mantova  
Una passeggiata nel cuore della città sul tema “le pietre parlano” ci conduce al Palazzo d'Arco, riaperto al pubblico recentemente. Un tipico palazzo ottocentesco, congelato, così come è stato lasciato dagli ultimi abitanti, che nel 1973 ne fecero dono a una fondazione, con l’obbligo di renderlo museo pubblico. È l'unico interessante esempio a Mantova di una dimora patrizia ancora completa di tutti gli arredi e le suppellettili, compresa una bellissima cucina con le stoviglie, i piatti, le credenze piene. E poi una biblioteca, una raccolta di strumenti musicali, una collezione naturalistica, un bellissimo ciclo di tele del Bazzani, dedicato ad Alessandro il Grande, altre preziose opere di Porbus, di Van Dyck, e di molti altri autori. Uscendo nel cortile si raggiunge un edificio isolato, al primo piano del quale si trova la Sala dello Zodiaco, opera della seconda metà del ‘400 del pittore veronese Giovanni Maria Falconetto. Come dice il nome, le pareti della sala sono decorate con il tema dei segni zodiacali, che allora permeava e regolava la vita di popolo e regnanti, avendo a quel tempo l’astrologia dignità di scienza esatta. L’esempio più famoso di questa decorazione è quella di Palazzo Schifanoia a Ferrara, ma temi zodiacali si trovano anche a Palazzo Ducale e a Palazzo Te. Il decoro di Palazzo d'Arco è magnificamente conservato rispetto al periodo di realizzazione, e nelle pareti sono molte le sollecitazioni storiche ed i rimandi simbolici su cui poter riflettere.Finiamo in bellezza la nostra visita di Mantova con il Teatro scientifico Bibiena, un piccolo gioiello nascosto nello scrigno dell’Accademia Virgiliana. In questo teatro, alcuni giorni dopo l’inaugurazione, le mani giovani ma già eccelse, di Wolfgang Amadeus Mozart deliziarono il colto pubblico mantovano, da sempre affascinato dalla musica. E la musica suona bene al Bibiena, considerato da molti intenditori il più bel teatro all'italiana del mondo.Pranzo libero e rientro alle città di provenienza.1. Palazzo Te 2. Casa del Mantegna 3. Duomo di Mantova: dettaglio

PARTENZE


08/12/2017 - Sarai accompagnato da:   FRANCESCO SEVERI  

Prezzo del viaggio 651 Euro TUTTO INCLUSO

Att.ne per questo viaggio non sono previste riduzioni.



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

La quota comprende:

  • Sistemazione nell’albergo indicato o similare in camera doppia con servizi privati e prima colazione
  • 1 pranzo e 1 cena
  • Mantova Card
  • Guida Culturale Kel 12

 

 

La quota non comprende:

  • Biglietto treno andata e ritorno per Mantova
  • Trasferimenti da/per stazione ferroviaria all’hotel
  • I pasti non menzionati
  • Le bevande
  • Assicurazione annullamento viaggio e spese mediche; possibilità di stipularla su richiesta
  • Le mance
  • Extra di carattere personale
  • Quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “la quota comprende”

 

Bene a sapersi

 

  • L’itinerario prevede spostamenti a piedi e passeggiate che non richiedono particolare allenamento. Si consigliano scarpe comode.

 

  • Le soste pranzo si effettuano in trattorie e osterie che permettono di gustare la cucina locale tradizionale e sono scelti in base alle tempistiche e alla zona in cui si svolge l’itinerario.

 

  • L’ordine delle visite potrà essere modificato.

 

  • Assicurazione annullamento viaggio e spese mediche; possibilità di stipularla su richiesta

 

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