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MOSAICO CENTROAMERICANO

AMERICHE / El Salvador

Questo gran viaggio di 14 giorni in Centroamerica è una nostra assoluta primizia! “Mosaico Centroamericano, Nicaragua,  Honduras, El Salvador  ha un itinerario corposo, approfondito e molto vario, agevolmente percorribile in minibus per le ridotte dimensioni dei paesi attraversati. Barche e bus per avere piena autonomia senza essere legati ai voli interni, con tratte via terra mai particolarmente lunghe tranne in una occasione. In questo viaggio osiamo accostare, mischiandole, nicchie di culture, etnie, architetture coloniali, isole, vulcani, laghi, chiese, volti, pietre, incisioni rupestri, storia, storie, artigianato, produzione di indaco, siti archeologici per secoli coperti dalla cenere vulcanica… Un coacervo di realtà, un caotico mescolarsi di situazioni (ma non nel senso di accozzaglia senza significato), che permettono esperienze ricche di sfaccettature, non tutte semplici e d’immediata comprensione nell’essenza e contesto in cui si trovano. Una “mezcla”, come direbbero i diretti interessati, miscuglio di visioni, sensazioni, odori, suoni, lingue, ritmi, sapori, che trovano un denominatore comune nella sana curiosità che ci spinge a dedicare tempo e denaro alla ricerca delle diversità.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4600 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 150 Impronte del Club.
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Durata

13 giorni e di 11 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 8 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 16 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Voli dall'Italia con transito in centroamerica nello stesso giorno  
Partenza da Milano Linate al mattino con volo Iberia per Madrid. Proseguimento con volo intercontinentale su San Josè e coincidenza con volo per Managua, tutto lo stesso giorno. Arrivo nella capitale nicaraguense in serata e trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Managua - Parco Nazionale Vulcano Masaya - los Pueblos Blancos - Granada  
Breve visita di Managua, luogo di contrasti in cui emblematicamente si concentrano la statua di Sandino e un carro armato donato da Mussolini a Somoza. La città si presenta caratterizzata da molte case basse, lagune, alberi... Ma, questi aspetti non devono far dimenticare le recenti vicende sociali e politiche e i terremoti che l’hanno martoriata anche nel 1972. Proprio l’impossessarsi da parte del dittatore Somoza dei fondi internazionali destinati alla ricostruzione del suo Paese, diede il via alla rivoluzione sandinista e alla conseguente risposta dei “Contras”, (gruppi controrivoluzionari finanziati dall’allora presidente Reagan). Il cuore della città è il Parque Històrico Lomas de Tiscapa. Qui si trova anche la statua di Sandino, ucciso nel 1934, che si può notare da molti punti della capitale. Il Parque Històrico è un punto elevato su un antico cratere con un piccolo lago vulcanico, il Vulcan Tiscapa, da cui si osservano il panorama con le cattedrali in basso e un altro vulcano in lontananza.Poi, in bus per una trentina di chilometri verso sud est sino al Parco Nazionale del Vulcano Masaya. Andiamo in una zona, quella dell’altopiano centrale, davvero “ricca”. Laghi craterici, mercati, piccoli graziosi villaggi, tradizioni di ritualità religiose non ortodosse, miti, lagune…La prima tappa è “La Boca del Infierno” del vulcano Masaya. Vi giungiamo con una camminata dopo aver lasciato il nostro minibus. Il nome, significativo per lo scenario che ci si presenta, fu dato già dai primi spagnoli che vi giunsero. Fu per loro normale porvi una croce, per contrastare la presenza del demonio che certamente albergava in quella zona. Il vulcano è attivo, come denotano le colonne di fumi che incorniciano il panorama.Masaya, molto nota, adagiata sul lungolago (“malecòn”), è un centro che offre soprattutto i prodotti artigianali più famosi del Paese. Avremo occasione di fare acquisti in alcuni dei tanti negozi.Proseguiamo per altri dieci chilometri per andare alla “meseta de los pueblos” (l’altopiano dei villaggi), un’area più nota come “Los Pueblos Blancos”, i villaggi bianchi. Inizialmente costruiti soprattutto con tufo vulcanico di colore chiaro, oggi sono caratterizzati da una poliedricità di colori propri dei mercatici artigianali. Si distinguono, di pueblo in pueblo, per offrire prodotti specifici, dalle ceramiche ai fiori. La coltivazione e commercializzazione dei fiori ha fatto la fortuna di Catarina, un pueblo blanco con tante serre e il “mirador”. Il centro abitato, attraente per le sue peculiarità coloniali, culmina nel punto panoramico che porta lo stesso nome del pueblo. Da qui la vista spazia sulla Laguna de Apoyo, la città di Granada e il vulcano Mombacho. Qui c’è anche il ristorante in cui pranziamo, “El Filete”.A pochi chilometri v’è Granada, la tappa finale della giornata.Cena in ristorante dell’Hotel “La Gran Francia”. Pernottamento in hotel (Plaza Colon / La Grande Francia).

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Granada - barca sul lago de Nicaragua - Granada  
Granada pare essere un set fotografico. Vi dedichiamo un’intera giornata.La iniziamo con una passeggiata in carrozze a cavallo per assorbire un poco di una realtà molto coinvolgente data da un’atmosfera assai gradevole che giustifica il suo antico nome di “la Gran Sultana”, in ricordo dell’omonima città spagnola. Sono proprio gli spagnoli a volerne fare, dopo la fondazione nel 1524, un esempio della capacità dei conquistadores di costruire città in grado di durare nel tempo e sfidare la bellezza delle loro stesse città di provenienza. Granada ha sempre mantenuto, nonostante le molte vicissitudini che l’hanno portata più volte a dover essere sostanziosamente ricostruita, un aspetto assai attraente. Ogni volta, gli attenti lavori di restauro sono riusciti a ridare lo smalto tradizionale agli splendidi edifici in ”adobe”, mattoni crudi.Al centro della scacchiera con le strade che s'intersecano ad angolo retto sta il Parque Colòn, il parco centrale. Da qui dipartono le vie che percorreremo a piedi per recarci prima al Museo San Francisco. Vi sono conservate memorie storiche tra cui alcune sculture precolombiane dell’Isola Zapatera, che si trova nel Lago de Nicaragua, datate dal IX al XIII secolo. Proseguiamo con la visita della “Torre de la Iglesia de la Merced”. Vi saliamo per osservare la città dall’alto. Continuiamo a piedi a percorrerne zone interessanti arrivando sino al ristorante “El Zaguan”, uno dei più rinomati di Granada, che si trova dietro la Cattedrale.Dopo il pranzo, un poco di tempo libero è l’occasione per passeggiare piacevolmente tra le tante architetture urbane degne di attenzione.Nel pomeriggio, ci concediamo un’escursione in barca sul lago di Nicaragua per aspettare il tramonto intorno alle Isletas de Granada (isolette di Granada). Sorseggiando e sgranocchiando qualcosa, ci accosteremo a queste isolette di varia grandezza in cui vivono ricchi nicaraguensi e pescatori, ma anche una varia fauna avicola. Il tutto sotto l’occhio attento del Volcàn Mombacho.Cena al ristorante “El Tranvia” che si trova nell’hotel “Dario” lungo la Calle la Calzada, una via che parte dal Parco Centrale. Pernottamento.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Granada - ferry per l'Isola Ometepe - vulcano Maderas - Laguna "Charco Verde" - Notte sull'isola Ometepe  
Ci trasferiamo con un ferry all’isola di Ometepe nel Lago de Nicaragua, una delle destinazioni naturalistiche più apprezzate del Paese. E’ una meta assolutamente da non perdere per chi voglia apprezzare un luogo naturalistico particolarmente sorprendente. E’ tra le sette meraviglie naturali del mondo? Pare di si, ma non importa. Ciò che è essenziale è avere la possibilità di andarci. Anche i richiami agli Aztechi i quali ritenevano che qui fosse la loro terra promessa, o a Mark Twain che ne rimase incantato, poco contano. Arrivando lì, quell’isola a forma di 8 i cui due centri dei cerchi si elevano per formare due vulcani, Conceptiòn e Maderas, offre ai viaggiatori che hanno il buon gusto e la fantasia di arrivarvi, spiagge, acque, terre vulcaniche, siti archeologici, musei. Da Granada 70 chilometri di strada percorribili in poco più di un’ora ci portano sino a San Jorge, da dove un ferry impiega un’ora per arrivare al porticciolo di Moyogalpa sull’isola di Ometepe, il cui nome sembra indicare “due colline”, come si può appurare osservando la pianta dell’isola.Poco più a sud del luogo dello sbarco, lungo la litoranea, troviamo il “Museo el Ceibo”. Il museo è piccolo ma non trascurabile, per la presenza di ceramiche, urne funerarie e gioielli rinvenuti sull’isola. Proseguendo sul lato sud del vulcano Conceptiòn vi è la Laguna Charco Verde. Qui, a poca distanza dalla spiaggia, nell’hotel omonimo, consumiamo il pranzo. Attraversiamo poi vari altri villaggi tra cui Altagracia, il centro più rilevante dell’isola, dove si trova un altro museo, per giungere infine al “Ojo del Agua”, una piscina naturale con acque invitanti, dove è possibile fare un bagno o semplicemente rilassarsi.Cena e pernottamento in hotel sull’isola.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Isla de Ometepe - incisioni rupestri - ferry per San Jorge -Managua  
A poca distanza verso sud dalla nostra finca, se ne incontra un’altra in cui vi è l’albergo ecologico “El Porvenir”. Nella sua area di pertinenza vi sono delle incisioni rupestri che, anche se non tutto è ancora chiarito circa le loro origini e significato, danno il senso della lunga storia delle genti che hanno abitato l’isola. Anche la Playa Santo Domingo è assai vicina. Qui, nell’hotel “Villa Paraiso” ci fermiamo per il pranzo. (www.villaparaiso.com.ni).Siamo nella zona est dell’isola di Ometepe e per ritornare sulla terraferma dobbiamo riattraversarla per arrivare al porto di Moyogalpa. Un’altra ora di ferry ci porta a San Jorge. Per rientrare nella capitale, dobbiamo percorrere poco più di 100 chilometri, impiegando meno di due ore.Sosta in hotel, se il tempo lo consente, sino al momento di riuscire per andare a cena nel ristorante “El Intermezzo del Bosque”.(www.intermezzodelbosque.com)Questo ristorante, ben noto a Managua, si trova in posizione elevata, in mezzo a piantagioni di caffè, da cui è possibile avere una visione della capitale.Pernottamento al Crowne Plaza.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Leon Viejo la prima capitale del Nicaragua e Leon, città di artisti e di ribelli - Chinandega  
Da Managua ancora verso nord per meno di 100 chilometri per arrivare a Leòn in un’ora e mezza. Lungo la strada visita di Leòn Viejo, la prima capitale del Nicaragua sepolta da ceneri del vulcano Momotombo nel 1610. Nessuno se ne cura più per circa tre secoli sino al 1967 quando iniziano i lavori di scavo. Nel 2000 è il primo sito in Nicaragua a essere inserito tra i patrimoni UNESCO per la sua importanza come memoria storica del Paese. I resti sono non certo maestosi ma, durante la visita, l’immaginazione e le parole della guida locale, saranno in grado di compensare ciò che gli occhi non possono più apprezzare.La metà più rilevante della giornata è però Leòn, fondata in seguito alla distruzione di Leòn Viejo.Si dice che ribolla come la lava di uno dei tanti vulcani. Culla di rivoluzionari e artisti, roccaforte di sandinisti, luogo natale di Rubèn Dario il più famoso poeta nicaraguense, sede di musei e gallerie d’arte…è la “rivale” di Granada a cui tende a sottrarre il primato della piacevolezza. A differenza di quest’ultima, però, si presenta in modo più sommesso con un’architettura coloniale più decadente. Proprio per questo, secondo alcuni, Leòn è più autentica meno truccata, meno set fotografico. La bellezza di Granada può apparire più sgargiante in grado di affascinare subito, mentre quella di Leòn è fatta per chi sa vedere, e apprezzare, ciò che va scoperto cercando sostanza più che apparenza. Granada è bellezza esplicita, Leòn è energia, forza della cultura. Si può dire che Granada è come una donna bella di cui t'invaghisci subito, mentre Leòn è una donna di cui ci si innamora, se la conosci bene.Ne visiteremo gli aspetti più significativi.La cattedrale, la più grande dell’America Centrale, si chiama Basilica de la Asunciòn. E’ stata più volte ricostruita e quella che oggi si ammira è stata terminata alla metà del XIX secolo. E’ in stile “antigueño”, una delle molte varianti del barocco centroamericano. Oltre che l’imponenza, la cattedrale offre memorie storiche culturali e artistiche rilevanti. Vi è la tomba del citato poeta Rubèn Darìo, di altri meno famosi, le Stazioni delle Via Crucis considerate dei veri capolavori, ed El Cristo Negro de Pedrarias, l’opera artistica cattolica più antica del continente.Il museo archivio di Rubèn Darìo è la casa in cui visse il poeta trasformata in museo. E’ piena di suoi oggetti personali. Il più interessante museo di arte contemporanea dell’America Centrale, “Fundaciòn Ortiz-Guardiàn”, è in un edificio apprezzabile, ma lo sono soprattutto le opere qui conservate. Picasso, Chagall, Rubens e poi Rivera, Tamayo, Botero.Ma, Leòn è eclettica e offre anche musei con caratteristiche non usuali come il “Museo de Leyendas y Mitos”, dove, tra le altre opere esposte, spicca una collezione di figure in cartapesta di grandezza naturale che rappresentano personaggi tratti dai miti e leggende del posto. Pranzo a “El Victoriano”. Pernottamento in hotel.NB: A seconda della stagione in cui si effettua il tour e quindi in base alle ore di luce il pernottamento potrà avvenire a Leon oppure a Chinandega, lungo la Panamericana, a circa 40 km da Leon. Questa località ci permetterà l’indomani di essere più vicini al confine e di essere tra i primi a espletare le formalità doganali. Sistemazione presso l’Hotel Los Portales a Chinandega oppure presso l’Hotel El Convento a Leon.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Lasciamo il Nicaragua per dirigerci verso El Salvador, giungiamo a Suchitoto  
Giornata di trasferimento, la più consistente del viaggio, non esente da interesse per le zone attraversate.La destinazione finale è Suchitoto in Salvador, ma per arrivarvi attraversiamo un tratto di Honduras che si frappone tra Nicaragua e Salvador.Partenza da Leòn decisamente verso il nord per la frontiera con l’Honduras, che si attraversa a El Guasaule nella regione occidentale del Nicaragua. Ci vogliono circa 2 ore di strada per percorrere i 120 chilometri che separano le due località. Qui ci attende il nuovo bus che ci porterà alla meta. Da El Guasaule attraversiamo 140 chilometri di territorio honduregno per arrivare a El Amatillo, in poco più di altre due ore. Da questo posto di confine, ancora in Honduras, faremo in meno di quattro ore circa 220 chilometri verso ovest in terra salvadoregna, per fermarci infine a Suchitoto. Nella parte finale dell’itinerario odierno percorriamo alcuni “departimentos” del Paese caratterizzati da forti contrasti e specificità culturali e storiche. Sosta per pranzo in ristorante “La Pampa Argentina”.Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - La colorata Suchitoto e l'Isola degli Uccelli nel Lago di Suchitlan  
In lingua “Nahuatl” Suchitoto significa “Flower bird”, per alcuni, però, il nome indicherebbe “nobile” o avrebbe riferimento a un fiore a forma di uccello. Sia come sia, ognuno di questi significati ben si adatta al luogo per la “signorilità” e la “grazia” che lo caratterizzano.Ha mantenuto un patrimonio architettonico notevole anche per la sua lontananza dalle zone sismiche più attive del Paese. Il terremoto che nella metà dell’Ottocento colpisce San Salvador, convince molte famiglie della borghesia locale a trasferirsi proprio a Suchitoto. Ciò ha determinato la comparsa di una delle due sue peculiarità sociali. L’altra è la presenza di una componente “illuminata e progressista” che ha contribuito notevolmente a fare della cittadina uno dei centri più attivi durante la guerra civile. Iniziamo la giornata con un’escursione in barca all’Isola degli Uccelli nel Lago di Suchitlan. Questo lago, il più esteso del Salvador, di oltre 130 chilometri quadrati, ospita una notevolissima varietà di uccelli che qui nidificano o transitano, approfittando delle tante ospitali isole che punteggiano il grande specchio d’acqua.Rientro a Suchitoto per una visita che può iniziare dal suo centro, la Plaza Centenaria, da cui dipartono le strade lastricate. La Chiesa di Santa Lucia si mostra subito a lato della piazza con la facciata bianca, la cupola ricoperta di porcellane, i rivestimenti interni in legno. Poi si può camminare tra portici, Parco Centrale e quello di San Martin, negozi…con gratificante rilassatezza. La zona nord ovest della cittadina offre vedute del Lago di Suchitlàn.Tempo permettendo, ci rechiamo anche in una “hacienda añilera” per conoscere il processo artigianale di produzione “dell’añil” e di colorazione delle stoffe, tradizionale attività del posto. Si tratta di una sostanza colorante azzurra ottenuta in genere per macerazione di foglie di “indigofere”. Da qui il nome del colore “indaco”. Pranzo presso la Posada de Suchitlan. Cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Visita di Santa Ana e proseguimento verso Copan, in Honduras  
Lasciamo Suchitoto solo temporaneamente per dirigerci verso l’Honduras (consigliamo di lasciare il bagaglio principale in hotel e dotarsi di un piccolo bagaglio dove riporre il necessario per la notte che trascorreremo a Copán e per il giorno successivo. Ritroveremo il bagaglio al nostro ritorno a Suchitoto).La prima tappa, dopo circa 73 chilometri e un’ora di pulmino, è Santa Ana, conosciuta con il nome di Sihuatehuacan che in lingua “Nahuatl” significa “luogo di stregoni, indovine e sacerdotesse”. Santa Ana offre uno dei centri storici meglio conservati del paese. Ne visiteremo la Cattedrale, il Palazzo Municipale e il Teatro Nazionale, inaugurato nel 1912 con una rappresentazione del Rigoletto di una compagnia teatrale italiana. Pranzo in ristorante e proseguimento per Copán in Honduras. I 215 chilometri che separano Santa Anta da Copàn li percorriamo in circa 5 ore, compatibilmente con eventuali soste e soprattutto con il disbrigo delle formalità di frontiera.Sistemazione in hotel a Copàn , cena e pernottamento.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Copan: "l'Ateneo del Mondo Maya", rientro a Suchitoto nel Salvador  
Occupiamo la mattinata con la visita di Copàn Ruinas, definito “l’Ateneo del Mondo Maya”. Si trova a tre chilometri dal paese e costituisce l’apice dell’incontro con la grande storia maya del nostro itinerario centroamericano. Abitato da prima del X sec. a.C. vede il massimo splendore dal VII al IX secolo d.C. C’è chi afferma che la sua scoperta abbia rappresentato per l’archeologia un passaggio non meno fondamentale di quello dell’assai più famosa Tikal. In ogni caso, Copàn è certamente un tassello fondamentale per completare la conoscenza del meglio che esprime visivamente la cultura maya in tutta l’America Centrale. In particolare, la Scalinata dei Geroglifici, oltre ad avere importanza rilevantissima storica e culturale, a nostro giudizio è in assoluto tra le opere più belle del mondo maya. Il tutto è circondato da un’ombrosa foresta che aggiunge interesse alle rovine sperse in una vasta area. Le iscrizioni sulla gradinata, “i glifi”, hanno consentito notevoli passi avanti nella comprensione di aspetti storici e della stessa particolare scrittura maya. La sua significatività è certificata anche dall’essere inserita nella lista patrimoni UNESCO.Ne visiteremo i luoghi più significativi, tra cui la Gran Plaza, le steli dei Signori di Copàn, il Campo de la Pelota, il Tempio delle Iscrizioni. L’era di maggior sviluppo di Copàn si ha alla fine dell’VIII secolo e il suo declino assume forme evidenti nel XIII. Pare appurato che sia legato alle insufficienti risorse alimentari per una popolazione cresciuta eccessivamente, date le caratteristiche della regione. L’abbandono che ne segue permette alla giungla di impossessarsi delle architetture.Migliaia sono i resti, ma solo la minor parte è stata riportata alla luce e restaurata. Molto materiale è ancora sommerso sotto vari strati di terreno.La sovrintendenza del posto prevede che la visita si svolga con una guida locale, quasi sempre in lingua spagnola, non sempre in possesso di congrue informazioni. Gli occhi godranno di ciò che l’orecchio potrebbe non apprezzare pienamente. Rientriamo nel Savador per raggiungere nuovamente la cittadina di Suchitoto, cena e pernottamento in hotel.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - la "Ruta de las Flores" ed il cratere del Vulcano Cerro Verde - Joya de Ceren, la "Pompei Maya", rientro a San Salvador  
Da Ataco al Cerro Verde vi sono 70 chilometri. Arriviamo in meno di un’ora e mezza. Iniziamo con un’escursione verso il “Parque Nacional los Volcanes”, camminando nella foresta (circa 40 minuti, meglio prevedere scarpe chiuse) che conduce al cratere del vulcano Cerro Verde. Il luogo è assai panoramico e consente di osservare il lago Coatepeque e i vulcani Izalco e Santa Ana. Tutto il territorio salvadoregno è caratterizzato da aree di interesse naturalistico, ma quella in cui siamo oggi è forse tra le più significative della “naturaleza” locale. In particolare il lago Coatepeque, ovviamente anch’esso di origine vulcanica, si scorge dall’alto mostrando un blu intenso. Ha una forma circolare di circa 6 chilometri di raggio, e sulle rive scoscese si notano ville di ricchi salvadoregni. Anche il vulcano Izalco offre un’immagine assai interessante e guardandolo si capirà perché da molto tempo è noto come “il faro del Pacifico”. Pranzo.Pezzo forte del pomeriggio è la visita a Joya de Cerèn sito archeologico tanto famoso da essere definito come “la Pompei Maya”. E’ il sito archeologico più famoso e importante del Salvador. Dal 1993 è Patrimonio UNESCO. La sua particolarità sta nel fatto che, al pari di quanto successe a Pompei, vi si trovano, quasi integre, scene di quotidianità preziose per la conoscenza della realtà maya di quel periodo. La città e i suoi abitanti, intorno al 600 d.C., furono sorpresi da un’eruzione del “Caldera” le cui ceneri ricoprirono tutto per secoli. Solo nel 1976 durante alcuni lavori agricoli si scoprono i primi resti della città. Da quel momento gli interventi di scavo hanno riportato a nuova vita case, mobili, magazzini, tavole imbandite e cibo, (tra cui la manioca che per la prima volta diede conferma della presenza di questo tubero nell’alimentazione degli americani). A visita conclusa rientriamo nella capitale San Salvador.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Visita di San Salvador e trasferimento in aeroporto per il volo di rientro  
Prima colazione e visita di San Salvador con i principali monumenti, la Plaza del Mundo, la Cattedrale Metropolitana ed il centro storico. Pranzo libero. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto. In serata partenza con il volo di rientro in Italia. Pasti e pernottamento a bordo.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Arrivo a Milano Malpensa  
Arrivo alle 13.25 a Madrid e coincidenza per Milano Malpensa (il volo su Linate partirebbe molto tardi la sera) con volo IB3254 delle 15.50 dove si giunge alle 18,10.1. Ataco, murales 2. Lago Suchitlan 3. Granada

PARTENZE


09/02/2018    

Prezzo del viaggio 5.366 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 5.366 Euro
LIVELLO 2: 5.274 Euro
LIVELLO 3: 5.182 Euro
LIVELLO 4: 5.090 Euro
LIVELLO 5: 4.998 Euro

14/04/2018    

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13/10/2018 - Sarai accompagnato da:   FRANCESCA SERAFIN  

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26/12/2018    

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Servizi inclusi nelle quote viaggio

NOTA GENERALE

I prezzi sono ancorati al rapporto: 1 € = 1,15 usd e possono prevedere adeguamento valutario. La percentuale della quota in valuta estera è il 55% del prezzo del viaggio.

 

LA QUOTA COMPRENDE

- Voli di linea Iberia (o altra compagnia IATA), in classe turistica (franchigia bagaglio 20 kg), da Milano Linate per Managua via Madrid/San Josè, e da San Salvador a Milano Malpensa via Madrid.

Sistemazione in hotel come segnalato

- Trasferimenti interni terrestri e per vie d’acqua, in minibus privato con aria condizionata e in barche all’Isletas de Granada e all’isola di Ometepe.

- Pensione completa dalla cena del 1° giorno alla colazione del 13° giorno.

- Biglietti d’ingresso, visite e quanto altro esplicitamente indicato nel programma.

- Visti per l’attraversamento delle frontiere interne.

- Guide locali

- Accompagnatore esperto Kel 12 dall’Italia al raggiungimento del minimo.

 

LA QUOTA NON COMPRENDE

- Tasse aeroportuali internazionali da confermare all’emissione dei biglietti.

- Bevande e spese personali.

- Mance: l’accompagnatore suggerirà una cifra in corso di viaggio. (Circa 100 usd).

- Tutto quanto non esplicitamente indicato ne “La quota comprende”.

 

 

Bene a sapersi

Complessivamente il viaggio è intenso e ricco di visite. In qualche giornata sveglie, ore di arrivo in hotel e dei pasti potrebbero non effettuarsi nelle ore canoniche.

In ogni caso, in generale, il tempo a disposizione è sufficiente per le visite ed eventuali occasioni di tempo libero da dedicare agli acquisti, a un personale approccio alla realtà locale o al puro relax.

 

Eventuali dubbi su comportamenti da tenere in corso di viaggio possono essere chiariti rivolgendosi all’accompagnatore o alla guida locale.

 

Si consiglia dotarsi di:

Zampironi, Autan o similari. Esiste anche un “Autan Plus". Consigliamo di averne una confezione nel bagaglio a mano durante le visite nei siti archeologici.

Creme solari, occhiali da sole, cappellino, salviette umidificate.

Medicinali d'uso personale (tra cui disinfettante intestinale).

Abbigliamento molto pratico, scarpe comodissime, un capo pesante potrebbe essere utile la sera (se si soggiorna in zone elevate), un indumento impermeabile (da tenere sempre nel proprio bagaglio a mano), un costume da bagno per le piscine degli hotel.

Una pila, una sveglia, un adattatore universale per le prese elettriche.

Euro e dollari USA.

Porta valori pratico e sicuro del tipo “a collo” o cintura con tasca da indossare sotto i vestiti. Se possibile lasciare beni di valore nella cassaforte dell’hotel. In genere, meglio non portare in viaggio beni di particolare “appetibilità” per i borseggiatori, che hanno livelli di professionalità “apprezzabili” non solo nella capitale. Prestare attenzione nei luoghi affollati ed in quelli scarsamente frequentati specie nelle ore notturne.

NB: importante portare borsoni morbidi, no trolley in modo da poterli sistemare meglio a bordo del pulmino

Telefonia

E’ un aspetto che può rapidamente variare. Cellulari italiani: verificarne col proprio gestore possibilità di utilizzo e costi all’estero. Telefonare dagli hotel è possibile, ma caro. E’ diffuso, e da noi consigliato, l’uso di schede telefoniche reperibili in loco.

Carte di credito

Sono accettate le più diffuse nei grandi hotel e grossi centri commerciali.

Corrente e prese elettriche

Pasti e bevande

Durante i trasferimenti i pasti si consumano in ristoranti locali che possono servire anche piatti tipici del posto. Molte cene sono in hotel o ristorante. Gli orari dei pasti potranno non coincidere con le ore canoniche, per non essere costretti a conformare il programma in funzione di questi.

Fotografare

Non si possono fotografare postazioni militari, di controllo e ogni persona in divisa. Consigliamo la dovuta sensibilità se s'intenda fotografare anche persone comuni. Nel caso si riscontri una qualche contrarietà, l’atteggiamento più opportuno è manifestare un cenno di scuse e riporre la macchina fotografica nella sua custodia.

 

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