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SICILIA PASQUA BAROCCA

EUROPA / Italia

UNA PRIMA KEL 12

La Sicilia orientale ci accoglie con i colori ed i profumi della primavera, con la scenografia delle architetture barocche e con i riti della Settimana Santa che nella comunità siciliana è particolarmente sentita ed attesa quale momento di condivisione.
Ogni città partecipa alle festività pasquali con riti propri, che derivano da usi e costumi locali, con antiche e radicate tradizioni delle quali non sempre si può cogliere l’aspetto originario e le motivazioni. La Settimana Santa viene vissuta dai fedeli con grande partecipazione, secondo un elemento comune a tutti: la Resurrezione, che segna il momento della gioia e della festa vera e propria, ripercorrendo i momenti della Passione alternando processioni a lutto a festeggiamenti. Sfumature infinite, particolari celebrazioni, emozionanti scenografie, incredibili quanto fantastici costumi di antichissime confraternite, pellegrinaggi, cortei di uomini e di animali bardati, campane mute a lutto, scampanii a mai finire. Assisteremo alle più interessanti processioni, come quella del Venerdì Santo ad Ispica e della ‘Sacra Spina’ a Noto, che culmineranno con la domenica di Pasqua nella fantastica ed affascinante festa a Scicli dell’Uomo Vivo.

Partiremo da Noto, ‘giardino di pietra’, patrimonio Unesco, dal colore dorato che la pietra con cui è stata costruita le dona al tramonto. Il barocco pervade l’intera città: gli elementi architettonici non sono isolati all’interno di un contesto urbano caratterizzato da diversi stili. Palazzolo Acreide poi, città barocca dalle radici greche di cui conserva ancora, nel parco archeologico Akrai, uno splendido teatro.
Ragusa Ibla e Modica, massime espressioni del barocco ragusano, sviluppatosi sontuoso e prepotente dopo il disastroso terremoto del 1693 ed oggi anch’esse patrimoni mondiali dell’Unesco.
Ma gli Iblei non sono solo barocco: visitare queste zone significa ritrovare la Sicilia più autentica e genuina, infiniti muretti a secco, balle di fieno ammassate nei campi, spiagge dalla sabbia finissima e mare dalle acque cristalline. Ed ancora enogastronomia, vestigia greche, siti archeologici di enorme interesse e bellezza.
Immerse nella natura selvaggia e incontaminata si conserva la testimonianza di Cava d’Ispica, la più importante della Sicilia orientale. Qui, fin dalla preistoria, l’uomo ha cercato riparo nelle numerose grotte scavate nella pietra ed abitate fino all’800. Ed ancora Pantalica, uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani, il cui nome sembra derivare dall’arabo ‘buntarigah’, che significa grotte, per l’ovvia presenza di molteplici ripari naturali. Ci spingeremo sempre più a sud per raggiungere la Riserva Naturale di Vendicari ed i resti dell’antica tonnara che come un tempio conserva ancora la pavimentazione, le colonne intatte e le vasche in cui veniva fatta la mattanza.
La bellissima Marzamemi, affascinante borgo diventato più volte scenografia di film e fiction con la sua piccola piazza circondata da ristorantini colorati e piccole botteghe artigiane, fino ad arrivare al punto più a sud dell’isola, al Porto di Portopalo di Capo Passero.
Un viaggio attraverso i luoghi più belli di quest’angolo di Sicilia nel momento dell’anno in cui gli abitanti si ricongiungono alle comunità di appartenenza per partecipare ai riti della Pasqua con un’energia che esplode durante le numerose processioni tra colori, urla, preghiere e canti coinvolgendo lo spettatore per l’incredibile emozione sprigionata.
 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 1250 Euro

Per questo viaggio non sono previste riduzioni.

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 55 Impronte del Club.
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Durata

6 giorni e di 5 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 6 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 14 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Arrivo in serata a Catania e trasferimento a Noto, il "giardino di pietra"  
Trasferimento a Noto in autonomia e sistemazione in Hotel.Cena libera.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Antichi insediamenti: il parco archeologico di Akrai e Pantalica, la necropoli più importante dell'isola.  
In mattinata incontro con la nostra guida nella hall dell'hotel.Ci sposteremo con un pulmino privato a Palazzolo Acreide per visitare la città.La cittadina “ha strade larghe, mano dritte e poco piane, fiancheggiate da palazzi, fontane abbondanti, parecchie chiese con ricca architettura barocca”. Visiteremo questo piccolo gioiello di architettura barocca: partendo da Piazza del Popolo su cui si affaccia la Chiesa di San Sebastiano, proseguiremo verso Piazza Moro dove sono situate la Chiesa Madre e la Chiesa di San Paolo e concluderemo con il quarto tesoro barocco: la Chiesa dell’Annunziata.Nel cuore della città la Casa–Museo A. Uccello: il museo ammirato da tutti i forestieri, conserva importanti testimonianze della civiltà materiale e immateriale Iblea. Pranzo libero (consigliato Pasticceria Caprice).Accanto a Palazzolo sorgono le rovine di Akrai con il teatro, il bouleterion, le latomie dell’intagliata e dell’intagliatella “con un giardino vasto e profondo diviso da archi, rocce enormi e racchiuso in dirupi bianchi”. La nostra visita inizia dall’Akrai, uno dei parchi archeologici più suggestivi della zona e prima colonia fondata dai siracusani. La città di Akrai, ubicata ad ovest rispetto alla moderna Palazzolo Akreide, la più antica delle subcolonie di Siracusa, secondo Tucicide, fondata 70 anni dopo la fondazione della madrepatria, si trova nella zona più occidentale dell’altipiano posto tra le due valli del Tellaro a sud e dell’Anapo a nord ed occupava un posto strategico che consentiva il controllo dell’entroterra. L’impianto urbano sembra avere avuto tre fasi edilizie: di età arcaica, di età ellenistica e di età romana. Ad ovest la platea terminava in una piazza, anch’essa pavimentata, mentre sul lato est costeggiava la scena del teatro che era quindi inserito nello schema urbano. Gli scavi archeologici di inzio '800 hanno riportato alla luce il teatro, scoperto nel 1824 da G. Judica a cui si devono lo scavo della scena, dell’orchestra e dei gradini più bassi della cavea, ma anche gli interventi di restauro e la ricostruzione della cavea fino al dodicesimo gradino. Ad est del teatro vi sono le latomie dell’Intagliata e dell’Intagliatella. Si tratta di cave di pietra trasformate, in età cristiana e bizantina, in sepolcreti ed abitazioni. L’Intagliatella, che ha uno sviluppo ad “I”, aveva anche sulla fronte della latomia degli incavi che alloggiavano delle tavolette o pinakes, con scene relative al culto degli eroi. Si prosegue per il breve passaggio a Ferla e dopo per Pantalica la necropoli più grande ed importante della Sicilia: arroccata lungo le pareti della profonda cava della splendida valle dell’Anapo (oggi riserva naturale), era la capitale di un antico regno siculo, forse la mitica Hybla. Visiteremo l’anaktoron (la residenza del sovrano) e le immense necropoli rupestri trasformate in abitazioni dalle popolazioni che, nel corso dei secoli, sfuggivano agli invasori che sbarcavano sulle coste. Questa è ad oggi una delle più grandi necropoli d’Europa. Rientro a Noto e cena al Ristorante il Crocefisso. Pernottamento in hotel.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Le processioni del venerdì Santo: da Ispica a Noto tra antichi riti tra sacro e pagano.  
Il venerdì santo ad Ispica, in provincia di Ragusa, è molto particolare. La processione del “Cristo alla colonna” ha origini molto antiche delle quali si conservano gli aspetti più sani e si sono persi gli atteggiamenti più medievali come la costituzione di un gruppo di fedeli che rappresentano i 'flagellanti', degli uomini a torso nudo e col capo cosparso di spine che si percuotevano le spalle con vario materiale (corde, vetro, ferro, chiodi…).Oggi la processione è organizzata dalla confraternita della Chiesa di Santa Maria Maggiore che si occupa di prendere il simulacro del Cristo alla Colonna e di attuare la processione che inizia dopo la mezzanotte del giovedì santo fino alle prime luci dell’alba del venerdì, per poi iniziare alle tre del pomeriggio. Prima della processione la statua è sommersa dai baci dei fedeli ed è deposta in una bara. Questa cittadina non è immune dalle diatribe tra i Santi presenti anche in altre città isolane. Qui i cittadini si dividono tra 'cavari', appartenenti alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, e 'nunziatari', appartenenti alla Chiesa della Santissima Annunziata.Entrambe le confraternite volevano avere una parte attiva nei festeggiamenti legati alla settimana santa e, per togliere ogni problema, si è giunti ad una sorta di compromesso: una delegazione dei nunziatari rende omaggio alla Madonnina posta nella chiesa madre e poi alla statua del Cristo preservata nella chiesa S. Maria Maggiore; così inizia la processione organizzata dai cavari della chiesa di Santa Maria Maggiore. Il venerdì santo è invece il turno dei nunziatari con il Cristo alla Croce, previo prelevamento di una delegazione della confraternita legata a Santa Maria Maggiore, l’inchino in onore della statua della Madonna della Chiesa madre e a quella dei cavari.Pranzo libero.Nel pomeriggio rientreremo a Noto e passeggiando per le vie del centro visiteremo i luoghi più suggestivi della città, perla barocca ricamata nel tenero calcare mielato “la sua urbanistica arieggia di più delle grandi ville romane, gli accorgimenti, gli squarci improvvisi, le prospettive a perdita d’occhio, le terrazze, gli inviti fanno della città un giardino di pietra”.Alle 18:00 saremo nel cuore del centro storico per l'inizio della processione della 'Santa Spina', durante la quale la reliquia, proveniente da Noto Antica e custodita in un’artistica teca d’oro, è portata in processione per le vie del Centro insieme ai simularci del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, con le confraternite, la banda musicale e i fedeli al seguito. Un momento di grande partecipazione e di coinvolgimento emotivo dove riti e simboli cristiani si mescolano a quelli pagani con un'energia ed un trasporto che si ripete uguale ogni anno con la stessa intensità.Cena al Ristorante Damuso. Pernottamento in hotel.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Dalle tracce preistoriche di Cava d'Ispica alla natura incontaminata della Riserva Naturale di Vendicari.  
Di mattina ci recheremo alla Cava di Ispica nei pressi della città di Modica. La cava è interessante sia come vera e propria cava sia per la presenza di reperti di epoca preistorica, Sicula e Bizantina. Visiteremo poi il Mulino ad acqua, interessante esempio di archeologia industriale.Nel pomeriggio visita alla riserva naturale di Vendicari: ideale per le escursioni naturalistiche, ricca di testimonianze archeologiche dove “fra le grandi erbe volteggiano, ondeggiano, galleggiano innumerevoli libellule dalle ali di vetro”, ingresso centrale nella riserva per raggiungere la torre sveva e i resti della tonnara di età ellenistica. E poi ancora più a sud: nell’estremo lembo di Sicilia per scoprire Marzamemi e Portopalo di Capo Passero: due incantevoli porticcioli che guardano all’Africa “al tramonto del sole guardate nella rada, un piroscafo appena arrivato porterà i vostri pensieri verso l’Africa”. Nel tardo pomeriggio visita della Villa romana del Tellaro con gli splendidi mosaici di età imperiale, particolarmente interessante la sala della caccia. Rientro a Noto. Cena al Ristorante da Ducezio. Pernottamento in hotel.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - La Festa dell'Uomo Vivo a Scicli e le città barocche: Modica e Ragusa.  
La mattina visiteremo Scicli “con le piazze, le strade, gli edifici di ogni maniera che annunziano un notevole grado di pubblica ricchezza”. Durante la visita di Scicli si assisterà alla processione di Pasqua Dell’Uomo Vivo, processione del Cristo Risorto, chiamato affettuosamente “Gioia” .Il Gioia: al culmine della Settimana Santa, il giorno di Pasqua viene festeggiata la Resurrezione di Cristo, detto l’Uomo Vivo, al grido di “Gioia”, da cui per antonomasia il Gioia (con l’articolo al maschile). La statua lignea del Cristo, opera settecentesca attribuita a Civiletti e custodita nella Chiesa di Santa Maria La Nova, viene portata in processione per le vie della città e fatta ondeggiare e ballare in segno di gioia per tutto il giorno sino a tarda ora. Di recente il cantautore Vinicio Capossela ha dedicato una delle sue canzoni a questa caratteristica festa.Verso le ore 11:00 dalla chiesa di Santa Maria la Nova esce la processione del Venerabile, cioè del SS. Sacramento. La coda del corteo processionale non è ancora uscita dalla chiesa quando un numerosissimo gruppo di giovani s’impossessa della statua del Cristo Risorto.Sollevando energicamente ala massima altezza le aste della portantina con le braccia levate, i giovani gridano ripetutamente tutti insieme: Gioia! Gioia! Gioia! Ha così inizio un rito orgiastico inquietante e sublime. Per più di un’ora, dentro la chiesa, i giovani, a brevi e regolari intervalli, continuano a sollevare la statua, sbilanciandola lateralmente, in avanti, indietro, gridando sempre in coro: “Gioia! Gioia! Gioia!” È impressionante ciò che succede. Si celebra chiaramente un rituale erotico fortemente marcato. Per rendersene conto, basta guardare in viso e nei movimenti i giovani di Scicli, che sprizzano gioia e vitalità da tutti i pori.Essi improvvisano, giocano, si urtano, ridono con intima e totale partecipazione. Verso le ore 12:00 esce finalmente la bella statua lignea dell’Uomu vivu.Clima orgiastico e ritmo frenetico portano il simulacro per le vie di Scicli, con tuttala montagna di fiori su cui poggia, spingendolo in alto e in basso, avanti e indietro, e in ogni direzione, secondo il capriccio e l’estro dei giovani che lo portano in giro, al suono delle marce più movimentate, sotto una pioggia di fiori gettati dai balconi delle case e in una tempesta di spari assordanti provenienti dal colle di San Matteo.Pranzo libero a Scicli.Raggiungeremo Ragusa Ibla che si inerpica “in strade storte, anguste e rovinose dove la piazza è grande, animata e copiosa di eccellenti e vistosi palazzi con la chiesa di San Giorgio che si può annoverare tra gli edifici con un grado di appariscenza e grandezza non comune”. Proseguiremo per Modica “città dove il teatro è il paese, con le sue cento chiese, i suoi campanili, con le sue forme barocche simili alle crete di Caltagirone, odorosa di gelsomino sul far del tramonto nelle tortuose scalinate e nelle piazze dal profilo avventuroso”. A Modica dolci assaggi di ricami di cioccolato. Rientro a Noto e cena libera. Pernottamento in hotel.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Siracusa, la città più importante della Magna Grecia  
Di mattina visita della città più importante della Magna Grecia: Siracusa. Per circa due secoli Siracusa è stata la città più potente del mondo conosciuto. Questa supremazia venne messa in discussione solo da greci, etruschi e cartaginesi, che la città sconfisse, fino a quando non venne a sua volta soggiogata da Roma. Oggi, la città vecchia, Ortigia, e il suo grande Parco Archeologico sono tappe essenziali di qualsiasi viaggio in Sicilia. “La città costruita su un isolotto e separata dalla terraferma…è piccola, graziosa, poggiata sulla costa, con giardini e passeggiate che scendono fino agli arenili”. L'isola di Ortigia, collegata con la terraferma e la città moderna da due strade sopraelevate, è stata il centro di Siracusa per circa 2700 anni. Dopo un periodo di abbandono, questo quartiere ha visto una forte rinascita segnata da progetti di restauro e la nascita di ristorantini e locali alla moda e piccole botteghe di artigianato che hanno rivitalizzato l'intera area. Lungo la nostra passeggiata vedremo i resti del tempio di Apollo (565 a.C. Circa) il primo in stile dorico ad essere stato costruito dai greci in Sicilia. Passando da Piazza Archimede arriveremo a Piazza del Duomo con la splendida facciata del Duomo, una delle opere più importanti del barocco italiano, aggiunta dopo il terremoto del 1693 che distrusse quella normanna. Il Parco Archeologico di Siracusa fu costruito molto tempo dopo la fondazione di Ortigia e del resto della colonia. Appena entrati ci troviamo di fronte ad uno dei reperti più importanti: l'ara di Gerona II (241-217 a.C.), ampio altare sacrificale dove si immolavano fino a 350 tori al giorno. Con i suoi 200 metri di lunghezza era il più grande della Magna Grecia. Sopravvissuto in splendide condizioni è il Teatro Greco un anfiteatro sbozzato nella pietra, tra i più grandi e spettacolari del mondo antico. Iniziato nel VI sec a.C., sebbene la maggior parte della struttura risalga al III sec. a.C., fu ampliato per contenere fino a 15.000 spettatori. In quest'area si trova la Latomia del Paradiso, la più estesa della dozzina di cave locali da cui si estraeva il calcare per la costruzione della città antica e per le esportazioni nei vari porti del Mediterraneo. La gigantesca caverna chiamata Orecchio di Dioniso lascia ancora intuire la dimensione delle cave, che venivano utilizzate anche come prigioni.Pranzo a Siracusa al Ristorante All'Ancora. Rientro in autonomia alle città di provenienza.Nota: Al termine del pranzo è previsto un trasferimento privato con pulmino da Siracusa all’aeroporto di Catania con partenza intorno alle ore 14.00 (tempo di percorrenza 1 ora). Chi volesse trattenersi più tempo in città per il trasferimento potrà utilizzare un bus-navetta dell’aeroporto (Interbus) con partenza ogni ora da Corso Umberto - Terminal bus.1. Mosaici Villa Tellaro 2. Pantalica: necropoli 3. Vendicari: riserva e tonnara


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L'invio del presente modulo non comporta alcun impegno nei conforni di Kel 12 Travel S.p.A. Al ricevimento della richiesta, i nostri operatori provvederanno a contattarti per fornirti informazioni sulla disponibilita' del viaggio nel periodo prescelto insieme alle modalita' per effettuare l'eventuale prenotazione. I dati raccolti verranno trattati da Kel 12 Travel S.p.A. nel pieno rispetto della legge sulla privacy. Dichiaro di aver letto ed accettato le regole di tutela della privacy proposte da Kel 12 Travel S.p.A.








Servizi inclusi nelle quote viaggio

 

La quota base comprende:

  • Tour in bus privato con autista
  • Sistemazione in hotel 4****in camera doppia con servizi privati e prima colazione
  • Cene e pranzi dove inserito nel programma
  • Ingressi ai musei e parchi archeologici come descritto nel programma
  • Trasferimento dall'Hotel di Noto all’aeroporto di Catania l'ultimo giorno
  • Assicurazione cancellazione
  • Guida Culturale locale

 

La quota non comprende:

  • Voli per/da Catania e tasse aeroportuali
  • Trasferimento dall’aeroporto di Catania all'Hotel di Noto all'arrivo
  • Tasse di soggiorno da pagare in hotel, per persona/notte: 1,50 €
  • I pasti liberi come descritto nel programma
  • Le bevande
  • Le mance
  • Extra di carattere personale

Quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “la quota comprende”.

 

Bene a sapersi

 

  • L’itinerario prevede spostamenti a piedi e passeggiate che non richiedono particolare allenamento.
  • Le soste pranzo si effettuano in pasticcerie, gastronomie o trattorie per gustare i piatti tipici della tradizione locale.
  • L’ordine delle visite potrebbe subire piccole variazioni in funzione degli orari di apertura/chiusura dei vari siti culturali inclusi nel programma.

 

  • L’aeroporto di Catania è collegato con la città di Noto con: 1) bus-navetta (percorrenza 1,30 ora circa), costo biglietto 8,40 euro a persona. La navetta ferma in viale Principe di Piemonte, nei pressi della Porta Reale, a 800 metri dall’hotel. 2) In alternativa è possibile prenotare un trasferimento individuale al costo di 90,00 euro per vettura (massimo 4 persone).

 

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