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TIBESTI: LA GRANDE SPEDIZIONE

AFRICA / Chad

Partenza esclusiva Kel 12

E’ un viaggio per veri appassionati di deserti in un contesto imponente ed affascinante la cui bellezza e particolarità lascia spazio ad un’intensa e profonda emozione. Una realtà separata e unica di cui guglie basaltiche, tassili di arenaria, caldere vulcaniche, montagne imponenti e l’incontro con i Tubu Teda, i custodi delle più antiche tradizioni, sono solo alcuni degli ingredienti che compongono un “must” per i viaggiatori sahariani. Dall’oasi sahariana di Faya Largeau, capitale della regione del Borkou, attraverseremo quest’ultima serpeggiando tra dune, depositi multicolori di alghe fossili e ordinati palmeti attorno ai quali si aggregano piccoli villaggi Tubu. Si piega a nord per rimontare gli altopiani dell’Emi Koussi, la più alta montagna del Sahara, attraversando una splendida regione di tipo "tassiliano". Il corso naturale dell’Enneri Miski, ci guiderà fino al villaggio di montagna di Yebbi Bou, abitato da nomadi Teda nelle loro caratteristiche capanne. In un paesaggio prettamente roccioso, aggireremo gli enormi complessi vulcanici del Tarso Voon e Toon seguendo lo splendido canyon di Zumri, fino ad arrivare a Bardaï, capoluogo della regione, situata in una cornice di montagne di indescrivibile bellezza. Si prosegue lentamente verso sud-ovest, risalendo gli enneri che tagliano le enormi colate laviche del Pic Tousside. Superato un colle a 2400 metri, apparirà l’enorme caldera del "Trou au Natron", dal diametro di 6 chilometri e profondo 700 metri, il cui fondo è ricoperto da una bianca crosta di carbonato di sodio. Dal colle, ridiscesi alle piane sottostanti , giungeremo al villaggio di Zouar, ove risiede il Derdé, capo spirituale e tradizionale delle famiglie Tubu del Tibesti. Inizia quindi una spettacolare traversata di 700 chilometri in completo fuoripista, nel vuoto più assoluto, tra cordoni di dune e piane infinite, superando la misteriosa falaise d’Angamma e mirando ai primi pozzi saheliani, geograficamente nella regione del Kanem.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 4360 Euro

Per questo viaggio non sono previste riduzioni.

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 200 Impronte del Club.
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Durata

21 giorni e di 19 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 8 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 15 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Milano N'Djamena cn volo di linea via scalo internazionale  
Partenza da Milano per N’Djamena con voli di linea Air France, via Parigi. Arrivo in serata. Disbrigo delle formalità aeroportuali e trasferimento in hotel. Le Meridien (5*paragonabile ad un 3*). Cena libera e pernottamento.

Tappa: 2 - Dal Giorno: 2 al Giorno 4 - N'Djamena - Moussoro - Salal - Kouba - Faya Largeau  
Dopo la prima colazione ed espletate le formalitá burocratiche di entrata, si parte per il circuito. Si percorre la grande arteria che corre nelle piane alluvionali del lago Tchad fino a Massakori, importante carrefour di piste. Verso oriente si imbocca la pista per Moussoro che attraversa la savana dove resistono aree di coltivazioni (miglio e sorgo), accanto a pianure dove pascolano mandrie di zebu e greggi di ovini.La pista attraversa e poi costeggia in tutto il suo sviluppo la depressione del Bahr el Ghazal, il fiume delle gazzelle, antico emissario del paleo-tchad. La falda acquifera è qui poco profonda e nutre una vegetazione varia e rigogliosa rappresentata da numerose specie di acacia (nilotica, raddiana, balanites haegiptiaca) e da piccole foreste di palme dum (Hiphaene tebaica). L'opera dell'uomo dove c'è acqua è sempre sorprendente, come nei rigogliosi e ben curati orti di Cheddra. Lungo il Bahr si incontrano il villaggio di Salal, costituito da alcune case in banco disposte attorno al forte coloniale ormai abbandonato e Kouba Oulanga, la "depressione delle acacie". Poco dopo, il Bahr finisce in una piana dove spiccano i caratteristici ammassi di diatomee fossili, testimonianze di altri climi in cui il lago Tchad si estendeva fino a lambire i limiti meridionali del Tibesti. La pista supera ora le dune dell'Erg du Djourab, ostacolo principale per gli scambi commerciali tra Faya e la capitale. Un'ottima balisatura permette di attraversare per circa 80 km le difficili dune; si incontra poi un reg abbastanza scorrevole che si segue fino alla conca di Faya Largeau, annunciata da grandi palmeti, tipici della regione del Borkou. L'oasi di Faya Largeau è posta su una delle direttive che univano le ricche "città" fezzanesi agli imperi di Kanem e Bornou. Fu conquistata dai francesi nei primi anni del '900. Vi è un netto contrasto tra i colori sahariani delle sue costruzioni, del suo mercato coloratissimo e le disastrose reliquie, carri armati, cannoni, ecc., che un'incredibile guerra ha ammassato alla sua periferia.

Tappa: 3 - Giorno: 5 - Borkou - Kouroudi - Enneri Miski  
La pista attraversa il Borkou, serpeggiando fra dune, depositi multicolori di alghe fossili e ordinati palmeti. Si incontrano i villaggi e palmeti di Yen, ove coesistono le capanne Tebou a forma di conchiglia rovesciata con le case in banco dei coltivatori ormai stanziali.All’uscita dal palmeto, la pista prosegue a nord rimontando verso la splendida regione di Kouroudi e i suoi tassili . Si continua verso gli altopiani dell'Emi Koussi, imponente massiccio vulcanico che, con i suoi 3415 metri, rappresenta la più alta cima del Sahara. La direttrice è data dal corso dell'Enneri Miski, attorniato da vaste erosioni tassiliane, dove pitture ed incisioni rupestri testimoniano la presenza di una vivace civiltà preistorica.

Tappa: 4 - Dal Giorno: 9 al Giorno 10 - Birni Erde - Yebbi Bou  
Proseguiamo verso nord in direzione del pozzo di Birni Erdé, l'unico della zona facilmente accessibile e meta obbligata per i nomadi Teda, che vi hanno costruito nei dintorni un piccolo villaggio. A occidente svettano le cime seghettate dell'imponente Tarso Tieroko. La pista si insinua tra le montagne e sale verso gli altopiani vulcanici, sfruttando a volte splendide gole naturali, a volte invece inerpicandosi direttamente su impervie colline sassose. Il villaggio di Yebbi Bou (uno dei più caratteristici del massiccio) è formato dalle tipiche abitazioni dei Teda di questa regione: la "concessione" è formata da una capanna principale rotonda costruita con banco e sassi, ricoperta da un tetto in canne, architettonicamente molto elaborato, con all'interno in posizione centrale il focolare, accanto la tipica "zeriba", di tradizione nomade; attorno vi è un recinto di canne che delimita la proprietà. Un profondo "canyon" ospita uno dei palmeti più belli e rigogliosi della regione.

Tappa: 5 - Dal Giorno: 11 al Giorno 12 - Yebbi Bou - Zumri - Bardai  
Costeggiando le gole di Yebbigué, la pista alterna tratti molto impervi e sassosi a lunghi percorsi in verdi "enneri" (ouadi in lingua Teda), ove abbondano acacie e tamerici, aggirando così gli enormi complessi vulcanici del Tarso Voon e del Tarso Toon.Nella valle dell'Enneri Zumri sono adagiate alcune oasi verdeggianti, costruite là dove le imponenti gole arenacee si interrompono, lasciando spazio vitale per costruire e coltivare. Procediamo seguendo le splendide gole di Zumri ed effettuando bellissime escursoni a piedi nei labirinti arenacei circostanti; immerse in questo silenzioso caos roccioso, spiccano, affascinanti e misteriose, numerose tombe preislamiche di diversa grandezza e forma.Bardai, ad un'altitudine di 1000 metri, è il capoluogo della regione; abitata da tempi remoti, situata sulle piste che dal Fezzan raggiungevano l'Africa nera, è posta in una cornice di montagne di indescrivibile bellezza. L'oasi è appena uscita da anni di guerra e incomincia a ritrovare vitalità e voglia di costruire, voglia di riprendere i commerci nel piccolo viale affollato di botteghe con commercianti arabi e sudanesi; è un poverissimo "bazar", ma l'unico nel raggio di centinaia di chilometri.

Tappa: 6 - Dal Giorno: 13 al Giorno 14 - Bardai - Trou au Natron  
Lasciata Bardai, si incomincia una lenta risalita percorrendo gli enneri che tagliano enormi colate laviche. Superate le gole di Oudinger, la pista si inerpica sino ad un colle a 2200 metri, oltre il quale appare il cratere del Trou au Natron, dal diametro di 6 chilometri per una profondità di 700 metri, che costituisce un'enorme caldera succedutasi ad un'esplosione vulcanica verso la fine del terziario; al suo interno, oltre ad alcuni piccoli coni lavici dovuti ad una ripresa dell'attività vulcanica nel quaternario, una crosta bianca di bicarbonato di sodio ricopre il fondo del cratere e serve come pascolo salato per gli animali, che i nomadi Tubu vi accompagnano. Campo sui bordi del cratere.La giornata successiva, sarà dedicata alla discesa nel cratere, tramite un lungo sentiero, privo di difficoltà “alpinistiche”, ma lungo e faticoso. Pic nic sul fondo e risalita nel primo pomeriggio.

Tappa: 7 - Giorno: 15 - Trou au Natron - regione di Zouar  
La pista per scendere nelle piane dell'Enneri Tao a 650 metri di quota è anch'essa impervia e sconnessa, ma lo spettacolo all'orizzonte delle prime dune dell'Erg di Bilma e delle guglie di Sissé che si innalzano dalle sabbie più a nord, è stupendo. Seguendo il corso del suddetto Enneri si arriva nella piana prospiciente la regione di Zouar.

Tappa: 8 - Giorno: 16 - Zouar  
Arrivo all’oasi di Zouar ove risiede il Derdé, capo spirituale e tradizionale delle famiglie Tébu del Tibesti. Le povere case che compongono il villaggio sono in contrasto con la festosa cornice di montagne, quinte rocciose e dune che la circondano. Molto pittoresco è il piccolo mercato che vivacizza il paese.Dopo aver effettuato una camminata nei dintorni del villaggio e rifornito il convoglio di acqua e carburante, lasciamo Zouar superando gli ultimi contrafforti rocciosi meridionali ed entrando lentamente nella splendida regione in cui alti picchi rocciosi spiccano isolati su un terreno sabbioso. Campo.

Tappa: 9 - Dal Giorno: 17 al Giorno 19 - Grande traversata verso il sahel  
inizia una spettacolare traversata di 700 km, nel vuoto più assoluto, superando cordoni di dune e piane infinite, per raggiungere il solitari pozzi nel sahel settentrionale. Là dove inizia una effimera vegetazione erbacea e arbustiva, sorprendenti branchi di gazzelle, antilopi e solitarie otarde dal volo maestoso, incroceranno il nostro passaggio.Si è ritornati nel Kanem: geograficamente inizia qua il sahel e si ritrovano i nomadi Daza e Kereda, in continuo spostamento da un pascolo all'altro.

Tappa: 10 - Giorno: 20 - Mao - Mondo - N'Djamena - partenza con volo di rientro notturno  
Ricominciano le colture e i villaggi in banco pieni di colore africano, tipici di questa regione, governati dai vari sultanati che ancora mantengono una certa indiscutibile autorità. Siamo nel Kanem, storicamente uno dei più potenti reami neri del continente; si raggiunge il sultanato di Mao, oggi un piccolo villaggio, me che dall’XI° al XVI° secolo costituiva il centro dello splendore del Kanem islamico. Le grandi acacie sempre più frequenti e imponenti, caratterizzano l'ultima tratta dell'itinerario. Arrivo a N'Djamena nel pomeriggio e sistemazione in Hotel con camere a disposizione per la doccia.Dopo cena, trasferimento in aereoporto e volo notturno.

Tappa: 11 - Giorno: 21 - Milano  
Arrivo a Parigi di primo mattino e coincidenza aerea per l’Italia.

PARTENZE


18/02/2018    

Prezzo del viaggio 5.298 Euro TUTTO INCLUSO

Att.ne per questo viaggio non sono previste riduzioni.

11/11/2018    

Prezzo del viaggio 5.298 Euro TUTTO INCLUSO

Att.ne per questo viaggio non sono previste riduzioni.



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Le quote comprendono

• Passaggi aerei con voli di linea AF in classe economica

• l’assistenza negli aeroporti in Tchad da parte del nostro corrispondente

• la sistemazione è in tenda per tutta la durata del tour

• franchigia bagaglio aereo kg 20 per persona

• trasporti interni in fuoristrada

• trattamento di pensione completa tranne i pasti del giorno 1 e 16

• Tutto il materiale da campo eccetto sacco a pelo e cuscino.

• Esperto Kel 12 dall’Italia

• autisti e staff parlante tebu/francese

• ingressi, tasse e percentuali di servizio

 

Le quote non comprendono

• eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza

• le tasse aeroportuali, il fuel surcharge

• i pasti dei giorni 1,e 16

• le mance

• il facchinaggio (negli aeroporti)

• eventuali escursioni facoltative

• tutto quanto non espressamente indicato nel programma

 

Bene a sapersi

-  auto fuoristrada dove trovano posto 4 persone più l’autista. Tappe quotidiane da 5 a 6 ore. Numerose passeggiate al mattino e alla sera. Pernottamenti in tenda (tutto il materiale da campo è fornito dall’organizzazione, occorre munirsi solo di un sacco a pelo ed eventualmente di un piccolo cuscino).

-  Trattasi di un viaggio spedizione ove il focus non è nell’accommodation bensì nel voler essere in certi luoghi e nel voler vivere certe esperienze. E’ richiesta la partecipazione dei clienti nel montaggio e smontaggio delle tende, ovviamente l’accompagnatore e lo staff sono a disposizione per qualsiasi aiuto.

-  Cucina preparata da un cuoco locale, servita su tappeti sahariani: durante la spedizione i pasti saranno freddi a mezzogiorno (a base di insalate di verdure fresche, formaggio e frutta) e cucinati al campo la sera (un primo, un secondo, frutta, caffé o té).

-  Tour leader Kel 12, esperto sahariano, e staff locale.

-  Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dal Tour leader sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.

-  Clima caldo secco con escursioni termiche notturne, forti soprattutto in Dicembre e Gennaio. Possibile vento di sabbia.

-  Obbligatorio il visto consolare e il vaccino Febbre Gialla, consigliata profilassi anti-malarica.

- Si tratta di un viaggio in regioni poco battute, e occorre quindi prevedere eventuali disguidi e ritardi.

 

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