LOGIN | REGISTRAZIONE | CERCA
 

TIMKAT L’EPIFANIA COPTA A LALIBELA

AFRICA / Etiopia

Viaggio ideato, redatto e accompagnato da Giovanni Dardanelli.

Ogni anno le “Tabot”, il simbolo dell’Arca dell’Alleanza, escono dalla Sancta Sanctorum delle chiese copte e vanno verso l’acqua, la fonte battesimale. Una malinconia misteriosa e atavica aleggia tra la gente. La massa di persone che tutta la notte attende agli interminabili canti, scanditi al ritmo del tamburo e del sistro, sembra emergere da un mondo troppo antico e lontano: l’atmosfera delle grandi storie bibliche.

Alla prima alba del giorno del Timkat, questa folla si leva e una processione di gente avvolta in scialli di cotone bianco grezzo avvolge i drappi damascati che nascondono le “Tabot” e i paramenti sacri luccicanti dei preti copti.Questo viaggio è stato costruito per coloro che vogliano assistere nel modo più completo alle cerimonie dell’ epifania copta. Proprio per questo molto spazio del viaggio è stato dato a Lalibela, proprio per poter vivere nel posto più importante dell’Etiopia cristiana e nel contesto ambientale più suggestivo, l’intero svolgimento delle celebrazioni.


Prezzo del Viaggio

A partire da: 3180 Euro

Questo viaggio prevede le riduzioni del Club, scopri con il tuo consulente quelle a te dedicate. Att.ne la riduzione è applicabile solo nei punti vendita e agenzie di viaggio che aderiscono al circuito Circle Travel

Il Club

Questo viaggio dà diritto a 130 Impronte del Club.
Scopri tutti i vantaggi di Circle Travel: il club dei viaggiatori.

Durata

13 giorni e di 11 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 15 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Roma  
Partenza dall’aeroporto di Roma col volo notturno per Addis Abeba.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - Addis Abeba  
Il volo atterra di prima mattina ad Addis Abeba. Una volta espletate le formalità di ingresso nel Paese ci si trasferisce verso l’ albergo situato in centro città. Occorre segnalare che normalmente le camere non sono libere prima di mezzogiorno, dunque prima della sistemazione in hotel spenderemo alcune ore per la visita della città. Si comincia la mattinata con la breve escursione alla collina di Entoto che guarda dall’ alto il panorama della culla raccolta di Addis Abeba. Entoto è il posto storico dove, a fine 1800 il Negus Menelik II°, dopo aver posto il campo imperiale decise la nascita della nuova città, l’ embrione di quella che sarà la capitale dello stato moderno. Al ritorno dalla collina si visita il Museo Nazionale. Fino a pochi anni fa’ l’ esposizione si trovava proprio all' interno della palazzina che fu nel ‘36 la residenza di Rodolfo Graziani. Tra la raccolta del museo ricordiamo le vestigia sabee a testimonianza dell’antico scambio commerciale e culturale tra l'altopiano etiope e la costa sud arabica; la carrellata di ricchi abiti indossati dalle alte cariche dell'impero al tempo dei Negus ed infine la sempre emozionante figura di Lucy, lo scheletro di tre milioni e mezzo di anni ritrovato negli anni 70 nella valle dell'Awash. Lucy ovvero “Australopitecus Afarensis” è, nella storia dell’evoluzione umana, la figura più rappresentativa dell’ essere che si pone in posizione eretta. Il centro cittadino, quello storico, è adagiato sul fondo di una conca circondata da colline di foreste di eucalipti. Fino agli anni precedenti l’occupazione italiana, Addis Abeba era poco più di un grosso villaggio a ridosso del palazzo imperiale. Il centro urbano assumerà il taglio moderno con l’occupazione italiana ed il successivo governo di Haile Sellassie. Durante il ventennio della dittatura comunista la città è stata quasi del tutto bloccata nella sua crescita, ma dagli anni novanta in poi ha cominciato ad espandersi enormemente nei suoi quartieri periferici. La nostra giornata di visita continuerà nel quartiere battezzato dagli italiani col nome di “Piazza” dove si incontra la statua equestre di Menelik II e subito di fronte la chiesa copta di S. Giorgio dove la figlia del penultimo Negus, Zauditu, e in seguito Haile Sellassie vennero incoronati. Dal nucleo di “Piazza” si scende verso il vero cuore commerciale e culturale della città, il quartiere chiamato “Mercato”. Al termine di questo passaggio ci si orienterà verso l’asse centrale della capitale, la strada principale, Churchill road, che dal quartiere alto corre dritta fino alla stazione. La ferrovia che venne costruita dai francesi collega Addis Abeba con Gibouti passando per Dire Dawa. Il suo nome: "Chemin de fer Djibouto Etiopien" non lascia dubbi sulla paternità del progetto!Con ciò si può dire si sono colti tutti i centri focali della città. Pasti liberi.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Trasferimento in volo e visita di Axum  
Di primo mattino il volo ci trasferisce ad Axum. L’ antica capitale del regno axumita si trova nella parte più settentrionale del Paese. Questa giornata sarà completamente dedicata alla visita del centro che fu la culla della storia leggendaria della discendenza salomonide e la radice culturale dell'Etiopia cristiana.Visiteremo la tomba di Kaleb, su un promontorio affacciato sugli avvallamenti che portano in Eritrea e verso la piana della battaglia di Adua; il parco delle stele, con i suoi famosi enormi monoliti; la chiesa di Emda Mariam Sion che custodisce, secondo la credenza dei fedeli, l'Arca dell'alleanza trafugata da Gerusalemme da Menelik I , figlio leggendario della regina di Saba e del re Salomone; il museo, piccola struttura che ospita reperti molto interessanti legati all'antica storia commerciale del regno axumita con l'Egitto e la penisola sud-arabica ed infine visiteremo le rovine del " Palazzo della regina di Saba" e ci spingeremo fino alla montagna da dove venivano estratti i grandi monoliti dove alcuni “tronchi” di roccia staccati dalla cava e non trasportati giacciono sul pendio della collina testimoni del punto di nascita e di scultura delle grandi stele.Pensione completa.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Passaggio via terra verso il Parco del Semyen  
Lasciamo il sito della antica capitale e volgiamo la nostra direzione di marcia verso sud-ovest. Sono circa 270 km. La strada, da pochi anni risistemata, segue ancora il tragitto della vecchia arteria costruita dagli italiani nel ’36. Dalla quota di Axum si scende, lungo un territorio particolarmente arido, dall’ aspetto saheliano fino al passaggio sul ponte del Takazzé. Si tocca l’altitudine minima di 800 metri sul livello del mare. Il caldo è particolarmente intenso e la natura, dura e avara nella stagione secca, lascia emergere, accanto alla vegetazione di spinose il corpo di grossi tronchi di Baobab. Una volta superata la fossa dell’avvallamento del fiume, si ricomincia a salire e piano piano si apre all’orizzonte il “Ciglione di Debark”, lo scalino dell’altopiano del Semyen. Dalla cittadina di Debark, che si trova ad una quota di 2500 metri, si lascia la strada maestra per salire ed addentrarsi nella zona protetta. Il lodge dove pernotteremo, l’unica struttura di accoglienza all’interno del parco, è stato costruito seguendo quelle regole di base di rispetto dell’ambiente. E’ un insieme di tukul molto curati e disposti a mo’ di nucleo di villaggio etiope. La notte su in alto nel Parco del Semyen, quando la stagione è asciutta, quando le nebbie non offuscano il cielo, è di per sé un momento magico del viaggio. Pensione completa

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Escursione al parco del Semyen e continuazione verso Gondar  
Il percorso sterrato si inerpica fino oltre 3000 metri e costeggiando una bellissima vegetazione di piante e fiori endemici, tocca punti panoramici di indescrivibile bellezza: sono finestre che si aprono su vallate dove le nebbie si adagiano ai piedi di picchi lavici o ai piedi delle ambe…sono scenografie e quinte naturali senza dubbio spettacolari. Durante questo percorso si possono intravedere gli stambecchi (il “ Walia “ ibex) pascolare in lontananza sui dirupi , ma senz’altro si incontra la scimmia “Gelada”, il tipico babbuino del Semyen detto anche “scimmia leone” con quella macchia rosso-vivo sul petto e quella foltissima criniera bruno-rossiccia che caratterizza e distingue il maschio.L’escursione della mattinata consiste in un circuito a piedi che costeggia una grande spaccatura del territorio. E’ una passeggiata di circa due ore che offre panorami incredibili sulle terre sottostanti ed è veramente importante nel contesto di questo viaggio perché apre il sipario su una particolare conformazione del territorio etiope e sulla sua natura che diversamente non si riuscirebbe a cogliere in modo ravvicinato. Il Semyen è una tavolozza del verde etiope nelle sue più diverse tonalità. É molto suggestivo.Nel primo pomeriggio si lascia la zona alta del parco per ritornare alla strada maestra che ci condurrà a Gondar. E’ una distanza di cento km che si percorre in circa due ore. All’ ingresso della città era fino agli anni novanta il quartiere dei Falascia, gli ebrei neri, oggi rimpatriati in Israele. La gente del posto ha mantenuto le stesse attività tradizionali dei falascia, la produzione di piccoli oggetti in terra cotta oggi rivolti al turismo di passaggio.La città di Gondar è uno dei pochi centri in Etiopia ad aver mantenuto intatte alcune strutture del periodo coloniale, il palazzo della posta, in centro città, è proprio l’esempio di questa architettura. Pensione completa. Pernottamento in Hotel.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Mattinata dedicata alla visita di Gondar e nel pomeriggio trasferimento a Bahar Dar  
Gondar divenne centro dell'impero nel XVII° secolo, sotto il governo del re Fasilidas; fu infatti durante il suo regno che cominciò la costruzione del complesso dei castelli, cosa molto atipica in un Paese in cui, per tradizione e necessità di governo, i re hanno sempre avuto una corte mobile quasi come dei re “nomadi”, itineranti. Cominceremo il nostro viaggio attraverso Gondar con la visita della chiesa di Debre Birhan Sellassie, unica per il ciclo pittorico al suo interno. Nei dipinti potremo cogliere, tra i colori vivaci, i tratti di un'arte che, sotto una nuova seppure debole influenza, quella occidentale, sviluppa la figura statica bizantina in una forma più reale, più popolare e più espressiva.Si continua visitando il complesso dei castelli, il bagno di Fasilidas e, se ancora rimarrà tempo a disposizione prima della chiusura del sito, la residenza della regina Mentwab dove soggiornò James Bruce, esploratore scozzese, durante il suo viaggio alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Tra Gondar e Bahar Dar sono quattro ore di macchina. La strada è un saliscendi che termina quando l’altopiano comincia a decadere nella piana dell’ampia conca del bacino del lago Tana che si trova a circa 1800 metri di altitudine. Pensione completa.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Escursione alle cascate del Nilo azzurro. Pomeriggio di navigazione sul lago Tana per la visita alla chiesa di Ura Kidane Meret e Beta Maryam  
Il Nilo Azzurro, che nasce dal lago Tana, ha scavato profonde vallate al centro dell’altopiano portando il limo, il fango etiope, al delta egiziano. Il fiume e il lago sono gli attori principali della storia culturale e religiosa del centro di Bahar Dar.Dedicheremo la mattina a questa escursione che conduce all’ambiente delle cascate del Nilo Azzurro. Per raggiungere il punto panoramico sulla caduta d’acqua occorrerà camminare per quaranta minuti lungo un sentiero che risale sul fianco della collina dall’ altra parte del fiume, al di là del ponte storico costruito dai portoghesi nel XVI° sec. Il fronte di caduta, con un salto di 47 metri, è veramente impressionante, soprattutto nei mesi tra settembre e novembre quando il Nilo Azzurro è ricchissimo d’acqua. Oggi in seguito alla costruzione di uno sbarramento a monte delle cascate, talvolta la caduta d’acqua è molto ridotta. L’intera passeggiata con le soste fotografiche dura circa due ore. Al termine dell’escursione si rientra verso Bahar Dar.Dedicheremo il pomeriggio alla visita di alcune chiese sul lago Tana: Ura Kidane Meret e Beta Maryam. Si tratta di due chiese situate sul bordo della penisola Zeghié, una lingua di terra che si insinua tra le acque del bacino tondo del lago.Questa escursione tra acqua e terra ci porta a contatto della tradizione religiosa più lontana dell’Etiopia medievale. Là dove attracca la nostra barca, comincia quel sentiero che tra piante di caffè e vegetazione lussureggiante conduce a qualche chiesa nascosta. In effetti, seppure in seguito abbellite dall’ intervento della Casa reale di Gondar, le chiese ed i monasteri nacquero come poveri centri di rifugio in punti lontani e nascosti per sfuggire alle scorrerie distruttrici islamiche. La storia della vita di Cristo e Maria, gli apostoli e i santi (scene dal vecchio e dal nuovo testamento) sono i soggetti che continuamente ritornano rappresentati all' interno delle chiese copte. Gli occhi grandi dei Santi fissi nel vuoto riprendono quei tratti stilistici che hanno caratterizzato l’arte bizantina e dalla quale sono stati ispirati. La chiesa di Ura Kidane Meret, sulla penisola di Zeghié venne costruita nel 1300 e dipinta nel 1600; è un esempio significativo dell'arte medievale etiope. Le pitture di questa chiesa costituiscono un passaggio importante dello sviluppo artistico dell’arte figurativa etiope. I dipinti del XIII° sec a Lalibela, le pitture di Gondar e infine i lavori all’ interno delle chiese del lago Tana, sono i lavori artistici più rappresentativi del dipinto sacro etiope e delle sue sottili trasformazioni nel tempo. Al di là di ogni considerazione intellettuale, ciò che più colpisce è il colore o meglio, l’affollamento di colori vivaci che, come si aprono le porte delle chiese, catturano lo sguardo e l’attenzione del visitatore. Pensione completa.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Trasferimento via terra a Lalibela percorrendo la "strada cinese" e inizio delle cerimonie di vigilia del Timkat  
Partiamo al mattino molto presto lungo la cosiddetta " strada cinese", realizzata nella fase del governo comunista intorno agli anni ’80. È la strada che tagliando trasversalmente la parte centro-settentrionale dell’Etiopia ha permesso di raccordare la via camionabile italiana occidentale e quella orientale costruite tra il 1936 ed il 1940. La scelta di compiere questo percorso è legata al desiderio di far conoscere da vicino l'altopiano piuttosto che sorvolarlo completamente con l'aereo. Lasciandoci alle spalle il bacino del lago Tana la bellezza e la varietà dei paesaggi che si susseguono è sicuramente un tratto di viaggio che rimarrà sempre nel ricordo dell'Etiopia. Dopo la piana del lago Tana si entra in un ambiente d' altopiano ricco di pascoli e di coltivazioni di frumento su dolci e lunghi pendii, ma una volta superato il villaggio di Nefas Mewcha comincia il territorio delle grandi fratture geologiche. Il percorso tra Debre Tabor ed Gashena, dove si trova la deviazione sterrata verso Lalibela si svolge ad un'altitudine variabile tra 2500 m. e 3200 m. Nell’ultimo tratto i panorami che si aprono a perdita d' occhio, sono su vallate tormentate che raggiungono la massima asprezza nei pressi di Debre Zebit con i dirupi e con le falesie del Takazzé. Fino ad alcuni decenni fà a Lalibela vi si poteva arrivare solo a piedi, erano almeno quattro giorni di cammino. Oggi vi si arriva in macchina, la curiosità è sempre grande. Istintivamente chi vi giunge per la prima volta cerca nel villaggio le chiese scolpite, ma le chiese rimangono nascoste negli enormi blocchi di pietra da cui sono state tratte.Dedicheremo le ore del pomeriggio alle cerimonie della vigilia dell’epifania copta. É il momento in cui ognuna delle “Tabot” esce dalla propria chiesa e va ad incontrarsi con le altre per proseguire in un unico corteo fino al punto d’acqua dove sarà la veglia notturna di preghiere e di canti.NB: suggeriamo a chi particolarmente sensibile ai rumori notturni, l’utilizzo di tappi per le orecchie. Durante le feste notturne del Timkat i canti religiosi sono nenie tanto affascinanti quanto penetranti.Pensione completa con pranzo pic nic.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Lalibela - giorno del Timkat - escursione alla chiesa rupestre di Nakutolab  
Dopo il risveglio, il silenzio in coda ai canti interminabili della notte e l’assembramento della folla di fedeli intorno alla vasca sacra, precedono l’atto più significativo di tutta la cerimonia religiosa: la benedizione dell’acqua. Una lunga pausa segue le fatiche della veglia notturna ed infine i preti e i fedeli ancora una volta si ritrovano e le Tabot, in processione, riprendono il percorso di ritorno verso le chiese. Durante questo viaggio le soste di preghiera sono innumerevoli. Le cerimonie continuano per tutta la mattinata. Il Timkat o “Epifania copta” è una ricorrenza religiosa che cade ogni anno verso la metà di gennaio. Durante questa festa si palesa la fusione tra le due grandi influenze che hanno modellato la tradizione religiosa etiope: quella ebraica e quella cristiana. Secondo la credenza etiope Menelik I°, capostipite della dinastia salomonide in Etiopia, nato dall’incontro tra la regina di Saba e Salomone, durante uno dei viaggi a Gerusalemme, trafugò dalla casa di Salomone le “Tavole della Legge” che Dio aveva donato a Mosè. Quelle tavole portate in territorio etiope vengono sin da allora conservate ad Axum, l’antica capitale del regno. La tradizione vuole che ogni chiesa celi all’interno della parte sacra e inaccessibile una copia delle Tavole sacre, una copia dell’Arca dell’Alleanza, le sacre “Tabot”. Le processioni del Timkat che si tengono in ogni città e paese dell’Etiopia cristiana, sono dei percorsi di preghiera, canti e danze religiose fatti per accompagnare le sacre Tavole verso un punto d’acqua, simbolo della fonte battesimale. La bellezza di queste processioni è nel fervore religioso e nella genuinità dei fedeli che vi partecipano. É nella veglia notturna che precede la cerimonia del battesimo; è nella vivacità dei colori dei paramenti sacri, dei parasoli e delle stoffe damascate che coprono i contenitori misteriosi dell’Arca dell’Alleanza. Alla vigilia del Timkat, le Tavole sotto questi drappi colorati vengono portate dai preti verso la fonte battesimale dove resteranno tutta la notte. I fedeli avvolti nei loro “shamma”, teli di cotone tradizionali, restano seduti, accovacciati o sdraiati l’intera notte. Le Tavole sacre sono protette all’interno di una tenda mentre i sacerdoti danzano e cantano suonando ritmicamente il sistro per tutta la notte. L’atmosfera è magica, l’aria è pervasa di vibrazioni e di nenie che durano fino all’alba. Il giorno della festa, i fedeli si assiepano attorno al punto d’acqua. E’ il momento del battesimo: un prete si avvicina al punto d’acqua e asperge la folla. Dopo le cerimonie di abluzione, le Tavole riprendono in lenta processione la via di ritorno verso la chiesa dove rimarranno, protette nella Sancta Sanctorum fino al Timkat dell’anno successivo.*Questo viaggio è stato costruito per coloro che vogliano assistere nel modo più completo alle cerimonie dell’epifania copta. Proprio per questo motivo abbiamo dato ampio respiro a Lalibela, per poter vivere nel posto più importante dell’Etiopia cristiana e nel contesto ambientale più suggestivo lo svolgimento delle celebrazioni Il pomeriggio sarà impiegato in un’escursione verso un monumento rupestre semplice, ma molto particolare, si tratta della chiesa semimonolitica e a grotta conosciuta col nome di Nakutolab. La chiesa è situata presso un villaggio a pochi chilometri da Lalibela. Una breve camminata, facile, permette di discendere ai piedi della falesia verticale dentro la quale è scavata la chiesa. Una goccia secolare cade dall’alto della volta di roccia all’interno della chiesa...…E’ acqua sacra che col tempo ha scavato il pavimento di pietra, è l’acqua che scende dalla chiesa di Ashetem Maryam che si trova in alto a tremila metri sulla cima della montagna, ed i fedeli la considerano benedetta. Al termine della visita rientro a Lalibela. Pensione completa.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - In mattinata escursione alla chiesa di Ashetem Maryam . Nel pomeriggio escursione alla chiesa di Genet Maryam  
Il giorno successivo alla festa del Timkat non è la fine delle celebrazioni, infatti secondo la tradizione il ritorno alla chiesa madre delle Tavole sacre dell’Arcangelo Michele avviene proprio durante questa giornata. Ancora una volta i preti pregano tutta la notte ed ancora una volta, anche se in misura minore, al mattino un corteo di fedeli accompagna il viaggio dell’Arca di S. Michele verso la sua chiesa madre. La mattinata sarà dedicata alla salita verso la chiesa rupestre di Ashetem Maryam. La montagna della chiesa è raggiungibile con le auto. Resta comunque un tratto di sentiero da percorrere a piedi per raggiungere la zona sacra. La chiesa è piccola e raccolta, ma il panorama che si ha dall’ alto della montagna sulla valle arida di Lalibela è spettacolare. Si sale dai 2600 metri di Lalibela ai 3200 metri della cima dell’Amba dove è stata scavata, a mo’ di grotta, la chiesa. Scendendo dalla montagna si incontrano le processioni che accompagnano il rientro delle “Tavole dell’Alleanza” verso la chiesa di S. Michele. E’ l’ultima processione della coda festiva del Timkat.Nel pomeriggio lasceremo il centro di Lalibela per la visita della chiesa di Genet Maryam che dista una trentina di chilometri ed è l’esempio più autentico della tradizione delle chiese rupestri fuori del nucleo principale. L’assenza di interventi protettivi “moderni” rende più originale la vista del blocco monolitico di questa chiesa ipogea. La particolarità ed unicità di Genet Maryam è rappresentata dalla presenza al suo interno di pitture, aspetto che nel contesto classico delle chiese rupestri di Lalibela è abbastanza anomalo. Pensione completa. NB: l’ordine delle visite così come è stato impostato nella descrizione del programma è puramente indicativo e potrebbe variare in seguito a nuove esigenze dettate dagli sviluppi delle cerimonie.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Visita delle chiese scavate nella roccia  
Lalibela è conosciuta come una delle meraviglie del mondo, le sue chiese sono protette dall’Unesco e negli ultimi anni sono state sottoposte ad importanti lavori di mantenimento. La leggenda racconta che le chiese vennero scavate e scolpite durante la vita del re sacro dal quale il posto prende il nome: Lalibela. In verità questi lavori sono il frutto di una tradizione i cui esempi troviamo sparsi non solo intorno allo stesso nucleo di Lalibela ma anche in aree lontane del territorio del Tigray. L’insieme di Lalibela è diviso in due aree principali adiacenti. Le undici chiese che costituiscono queste due aree sono monolitiche, semi-monolitiche o semplicemente a“grotta”. La più singolare tra tutte le chiese rupestri è, per la sua linea cruciforme, quella di S.Giorgio che si trova esterna alle due aree principali. Visita dell’area sacra che comprende l’insieme delle chiese rupestri. I complessi scavati nella roccia sono sotto la protezione dell’Unesco e sono stati sottoposti alcuni anni fà ad un’opera di protezione molto discutibile. Oggi sembra che i tecnici stiano studiando un modo alternativo che possa sostituire gli attuali sistemi di copertura. L’insieme delle chiese di Lalibela è considerato dall’ Unesco uno dei prodotti umani più importanti come esempio di “Architettura per Sottrazione”. Il lavoro di scavo che è stato fatto per trarre dal tufo questi edifici è senz’altro impressionante. L’opera di studio e di monitoraggio intorno a questi monoliti è tutt’ora in corso. Si studiano i movimenti della roccia, gli slittamenti delle fasce sedimentarie sovrapposte, le infiltrazioni d’acqua e tutto ciò che possa servire a preservare gli edifici il più a lungo possibile nel tempo. La visita di questi complessi ci lascia con molti interrogativi: quanti secoli effettivamente ci sono voluti per la realizzazione di questo insieme? Quanti operai e quanti artigiani sono stati impiegati per gli scavi e le decorazioni di queste chiese? Quale mente, quale progetto, quale conoscenza sta alla base di un lavoro di scavi così complesso? La mancanza di fonti scritte ci lascia con tutte le domande senza risposta, solo la leggenda accompagna le nostre visite e tra il fascino della leggenda e la moltitudine dei simboli tracciati nella roccia si sviluppa il nostro passaggio nei recinti sacri.Pensione completa.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Lalibela - Addis Abeba in volo e partenza con volo notturno di rientro in Italia  
Trasferimento in aeroporto per il volo che ci porterà nella capitale etiope. Le ore rimanenti del pomeriggio saranno libere. Dall’Intercontinental Hotel è molto facile recarsi in taxi o a piedi nell’ area commerciale di Addis Abeba dove è possibile trovare ogni manufatto tipico dell’Etiopia. In serata trasferimento in aeroporto per il volo notturno per Roma. Sistemazione in albergo in camere day-use (una camera ogni quattro persone).Pasti liberi.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Roma  
Il volo notturno atterra nelle prime ore della mattina a Roma.*Importante: ricordiamo che in Etiopia per tutte le operazioni di imbarco dei voli nazionali è necessario essere in aeroporto 2 ore prima dell’orario di partenza. Per i voli internazionali almeno tre ore prima.1. Popoli 2. Chiesa di S. Giorgio 3. Castello di Gondar


Gallery


Richiedi un preventivo

L'invio del presente modulo non comporta alcun impegno nei conforni di Kel 12 Travel S.p.A. Al ricevimento della richiesta, i nostri operatori provvederanno a contattarti per fornirti informazioni sulla disponibilita' del viaggio nel periodo prescelto insieme alle modalita' per effettuare l'eventuale prenotazione. I dati raccolti verranno trattati da Kel 12 Travel S.p.A. nel pieno rispetto della legge sulla privacy. Dichiaro di aver letto ed accettato le regole di tutela della privacy proposte da Kel 12 Travel S.p.A.








Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1euro= 1,15 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quota pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

La quota comprende:

-          Il volo Roma – Addis Abeba a/r in classe economica

-          I voli interni in classe economica

-          L’assistenza in Etiopia da parte del nostro corrispondente

-          La sistemazione in camere standard. Ad Addis Abeba hotel 5 stelle, nel resto delle località alberghi 3 stelle (classificazione locale)

-          Il trattamento di pensione completa, tranne tutti i pasti ad Addis Abeba

-          Bevande non alcoliche durante i pasti e acqua minerale durante il giorno, 2 bottiglie da mezzo litro

-          Le visite ed escursioni in Coaster Bus di diversa grandezza a seconda del numero dei partecipanti

-          Barca sul Lago Tana

-          Ingressi, tasse governative e percentuali di servizio

-          Autisti locali parlanti inglese

-          Esperto Kel 12 dall’Italia al raggiungimento del minimo

 

La quota non comprende:

-          Eventuali avvicinamenti a Roma con voli Alitalia in classe

-          le bevande extra, le mance e il facchinaggio (né negli aeroporti né negli hotel)

-          Pasti ad Addis a Abeba

-          il visto d’ingresso in Etiopia (in loco, all’arrivo)

-          le eventuali escursioni facoltative

-          le eventuali tasse d’imbarco da saldare in loco alla partenza

-          le tasse aeroportuali, il fuel surcharge

-          quanto non specificato nel programma

Bene a sapersi

Informazioni per questo specifico viaggio in  Etiopia del nord

 

Vaccinazioni:  Non esistono consigli particolari legati ad eventuali rischi di malattie prevenibili con vaccinazioni.

L'unica attenzione va rivolta alla malaria anche se il rischio di punture di zanzare è limitato ai momenti di pernottamento sul lago Tana.

Eventualmente utile: Spirali antizanzare - Autan - Una camicia a manica lunga di cotone un po' spesso - Calzino copricaviglia

Pernottamenti: Essendo alcune sistemazioni “di medio livello” per annullare ogni  possibile  ed imprevedibile disagio può essere utile: una piccola  torcia in caso di mancanza di corrente elettrica - Un paio di asciugamani per uso personale - un sacco lenzuolo.

 

MOLTO IMPORTANTE: ESSENDO IN UN MOMENTO DI ALTA AFFLUENZA TURISTICA LA SCELTA DEGLI ALBERGHI E’ ANCHE CONDIZIONATA DALLE CAPACITA’ RICETTIVE DEGLI STESSI

 

Il volato aereo potrebbe essere operato da Ethiopian Airlines con voli ET703 ed ET702 che hanno origine a Milano Malpensa e scalo tecnico a Roma Fiumicino e viceversa. Richiedere informazioni di volo e relativi supplementi al momento della prenotazione del viaggio.

 

Trasferimenti e visite: Il nostro viaggio si svolge interamente tra quote minime di 1500 metri e passi di 3000 metri, mediamente l'altopiano si sviluppa a 2300 metri.

Crema protettiva per il sole-Pomata per eventuali punturine di insetti (visto che si è sempre a piedi nudi nelle chiese)-cappellino-Occhiali da sole.

Abbigliamento leggero (anche pantaloncini corti) ...ma non dimenticate che si è in quota… dunque un K-Way e una maglia sono assolutamente da mettere in valigia.

Un paio di calzettoni per le visite delle chiese (l'ingresso con le scarpe è vietato).

Scarpe: leggere (anche sandali) per i trasferimenti e comode per il " leva e metti " continuo mentre si passa di chiesa in chiesa a Lalibela.

Alcuni sentieri (per esempio per i monasteri sul lago Tana, per le cascate del Nilo oppure nell' area di Lalibela) sono pietrosi o sdrucciolevoli quindi potrebbe essere utile una calzatura tipo scarponcino (ciò vale solo per chi avesse problemi alle caviglie).

 

Difficoltà del viaggio: Possiamo senz’altro dire che questo tipo di viaggio non presenta difficoltà particolari per chi abbia una certa capacità di adattamento, carattere ancora oggi fondamentale per viaggiare in Etiopia. Per quanto riguarda gli spostamenti, gran parte di questi avverranno in aereo e ciò permette di contenere il numero dei giorni di viaggio. Per quanto riguarda i trasferimenti via terra verranno fatti con pulmini locali. Oggi quasi tutto il tracciato stradale principale dell’Etiopia è asfaltato ed in buone condizioni. Gli unici spostamenti via terra che assorbiranno tutta la giornata (con motivazioni “panoramiche”) saranno   quello dell’escursione al parco del Semyen e quello del trasferimento da Bahar dar a Lalibela.

Potrebbero interessarti

Etiopia
LA ROTTA STORICA (Speciale LRG)
Etiopia
TIMKAT L'EPIFANIA COPTA A LALIBELA
Etiopia
SU MISURA: IL SUD, I POPOLI DELLA VALLE DELL'OMO, IL TIGRAY E LA PIANA DEL SALE
Etiopia
IL SUD: L'ULTIMA AFRICA, I POPOLI DELLA VALLE DELL'OMO

Articoli Correlati

Seychelles
Le Seychelles sono più vicine
Danimarca Giappone India Italia Vietnam
In viaggio dentro al Circle