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TRANSAMERICANA SULLE ORME DI GERONIMO E CAVALLO PAZZO

AMERICHE / STATI UNITI D'AMERICA

Un itinerario straordinario dei parchi del nord-ovest che attraversa cinque stati, Washington, Montana, South Dakota, Wyoming e Utah, attraversando un paesaggio che non cessa di cambiare: si parte dalla costa Pacifica di Seattle, si attraversano foreste di conifere e pianure aride, si raggiunge il confine con il Canada con il Glacier National Park, si ripercorre il passato degli Stati Uniti nelle terre dei nativi americani, che inseguiamo fra storia e leggenda, in una terra dove ancora oggi le tribù rivendicano il proprio diritto sui territori che gli furono strappati con l’arrivo dei “nuovi americani”. Visitiamo le meraviglie naturali del parco delle Badlands, una distesa infinita di calanchi e picchi di arenaria; il magnifico Yellowstone National Park, unico al mondo per le caratteristiche geologiche; il Parco del Grand Teton, caratterizzato da paesaggi rigogliosi dominati dal massiccio montuoso del Teton. Infine Salt Lake City, roccaforte e cuore della cultura mormonica statunitense.

 

La sosta a Salt Lake City è il punto di partenza per la seconda parte della nostra grande attraversata. Puntiamo subito a sud verso Moab, sempre nello Utah, per visitare Canyon Arches, il Canyonlands National Park e lo spettacolare anfiteatro del Brice Canyon Page. In un susseguirsi di emozionanti paesaggi arriviamo in Arizona con il Lake Powell, Antelope Canyon, Gran Canyon e Monument Valley, nel territorio dei nativi Navajos. Proseguiamo per Mesa Verde National Park In Colorado, territorio dei nativi Anasazi e chiudiamo prima di arrivare a Denver con il Great Sand Dune National Park.

Un lungo ed entusiasmante percorso seguendo l’imponente catena montuosa delle Rocky Mountain: una vera Transamericana.

 


Prezzo del Viaggio

A partire da: 12700 Euro

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Il Club

Questo viaggio dà diritto a 330 Impronte del Club.
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Durata

30 giorni e di 28 notti.

Partecipanti

Partenza garantita con minimo 10 persone e il gruppo sarà composto al massimo di 12 persone.

Itinerario di viaggio

Tappa: 1 - Giorno: 1 - Italia - Seattle  
Partenza con volo di linea dall’Italia per Seattle. All’arrivo trasferimento in hotel e pernottamento.

Tappa: 2 - Giorno: 2 - L'Emarald City  
Visita della “Emerald City”. Seattle è la città principale dello stato di Washington e sorge a poche miglia di distanza dal confine con il Canada e da Vancouver, con cui condivide la posizione sullo stretto di Georgia e il clima fresco. Seattle è una di quelle città che fa venir voglia di fermarsi, di lasciarsi alle spalle le grandi e caotiche metropoli americane per restare qui, in una grande città costruita sul modello di persone che non hanno voluto rinunciare alla modernità né alla natura. Il risultato è questo: una delle città più vivibili degli Stati Uniti, con un livello di avanzamento tecnologico quasi impareggiabile, il più alto numero di letterati e di laureati, uno sfondo culturale vivacissimo e trasversale che ha come protagonisti la letteratura, l’arte, la musica (basti citare qualche nome: Jimi Hendrix, Pearl Jam, Nirvana), uno skyline futuristico dominato dallo Space Needle da cui si osservano vie ordinate ed edifici moderni incorniciati dallo sfondo di montagne, laghi, insenature, foreste e una distesa di alberi sempreverde che le hanno valso il titolo di città smeraldo. Emerald City, appunto.

Tappa: 3 - Giorno: 3 - Da Seattle a Spokane  
Partenza verso est in direzione Spokane. Attraversiamo gli eleganti sobborghi alle porte di Seattle, percorriamo strade costeggiate da conifere e raggiungiamo il sistema montuoso della Catena delle Cascate, che corre parallela alla costa Pacifica fino a raggiungere la California. Fra tutte, svetta imponente la cima del Mount Rainier, uno stratovulcano spento che con i suoi 4392 metri è la montagna più alta dello stato di Washington. Superata la catena la vegetazione diventa meno rigogliosa e sempre più arida, dove gli arbusti prendono il posto delle conifere. Ci troviamo in una grande regione delimitata a est e a ovest da due grandi catene montuose, la Catena delle Cascate da una parte e le Montagne Rocciose dall’altra, che fanno da barriera alle grandi piogge e all’umidità. Spokane, a 1800 metri di altezza, è stata fondata sul fiume da cui prende il nome e che scorre fra il centro cittadino in una serie di rapide e cascate, le “Spokane Falls”, visibili sia dai ponti che da una cabinovia panoramica.

Tappa: 4 - Giorno: 4 - Da Spokane a Whitefish  
Lasciamo Spokane e lo Stato di Washington per raggiungere il Montana con la cittadina di Whitefish, a poca distanza dal confine con il Canada. Whitefish ha solo 6000 abitanti, ma è un centro turistico molto rinomato sia fra gli abitanti del Montana, che vengono qui a rilassarsi sulle sponde del lago Whitefish, sia fra i turisti diretti al Glacier National Park, di cui Whitefish è la porta d’accesso occidentale.

Tappa: 5 - Giorno: 5 - Il Glacier National Park  
Giornata dedicata all’escursione nel Glacier National Park, un paesaggio fiabesco ricco di foreste e laghi cristallini. Viene definito, con una punta di orgoglio, “la corona del continente” perché da qui nascono i fiumi che sfoceranno poi nel Pacifico, nel Golfo del Messico e nella Baia di Hudson. Ci troviamo nel territorio della tribù dei Piedi Neri, nome utilizzato impropriamente quando ci si riferisce al popolo dei Nitsitapi. Questa non era un’unica etnia ma una confederazione di più popolazioni indigene che vivevano su un territorio molto vasto che oggi corrisponde agli stati dell’Alberta e del Montana. Quando arrivarono i bianchi a tracciare arbitrariamente i confini, molti di loro perirono in seguito a guerre, scontri, malattie e carestie. Oggi i pochi rimasti vivono nelle riserve ai margini del parco, cercando di preservare cultura e tradizione.

Tappa: 6 - Giorno: 6 - Billings e la battaglia di Little Bighorn  
Partenza in direzione sud-est per la città di Billings, la più grande del Montana. Oggi la città è un importante centro economico per lo stato, ma in passato la regione in cui sorge fu teatro della famosa battaglia di Little Bighorn, che vide contrapporsi la cavalleria l’esercito degli Stati Uniti guidata dal tenente colonnello George Armstrong Custer e una resistenza formata da diverse tribu indiane: Lakota (Sioux), Cheyenne e Arapaho. In un rapido e violentissimo scontro le forze indiane dei Lakota e i loro alleati schiacciarono gli Statunitensi uccidendoli quasi tutti, e rappresentò la più grande vittoria degli Indiani d’America contro gli “usurpatori bianchi”.

Tappa: 7 - Giorno: 7 - Little Bighorn e Rapid City  
Continuiamo il viaggio in direzione est, con una sosta al luogo dove si svolse la celebre battaglia di Little Bighorn. È il momento di attraversare un nuovo confine e di entrare nel South Dakota, situato nelle alte pianure del Midwest. Il nome Dakota deriva da Lakota, dalla tribù di nativi americani Lakota, uno dei tre gruppi dialettali in cui si articolava (e si articola tuttora) la grande alleanza sioux. Arriviamo a Rapid City, la “città dei presidenti”, in effetti la più patriottica fra tutte le città degli Stati Uniti: non solo si trova vicino al Monte Rushmore, ma ha sparse nel centro cittadino statue bronzee di 43 presidenti americani, da George Washington a George W. Bush. Nonostante questo però la città ha mantenuto anche una certa dualità, con la presenza di musei e poli artistici che presentano la cultura e le tradizioni dei nativi.

Tappa: 8 - Giorno: 8 - Monte Rushmore e Crazy Horse Memorial: Presidenti e Indiani  
Partenza per le Black Hills, il complesso montuoso dove sorge il celebre Monte Rushmore, le cui pareti sono state scolpite per modellare le facce di quattro famosi presidenti americani: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, dello sviluppo e della conservazione degli Stati Uniti. L’opera venne portata a termine da uno scultore statunitense, Gutzon Borglum, con l’aiuto di un carpentiere italiano, Luigi Del Bianco.Le Black Hills – colline nere – sono un territorio considerato sacro dai nativi americani Lakota, che qui individuavano l’axis mundi, ovvero il centro vitale del mondo. Con l’arrivo dei bianchi e della febbre dell’oro si intrapresero battaglie e scontri cruenti mirati a cacciare i nativi dalla zona, in favore dell’arrivo di centinaia di minatori e nuovi americani. La scelta provocatoria di creare un monumento agli Stati Uniti “bianchi” proprio qui fu accolta molto malamente dalle popolazioni native, che accolsero di buon grado la proposta di un artista polacco di costruire un “contro-monumento”: un gigantesco, colossale memoriale in onore di quello che viene considerato l’ultimo capo Sioux: Cavallo Pazzo. L’opera non è ancora stata terminata, ma il volto del capo indiano è già completo e visitabile.

Tappa: 9 - Giorno: 9 - Il Parco Nazionale delle Badlands  
Giornata dedicata all’escursione nel Badlands National Park, una estesissima prateria dal quale si ergono formazioni rocciose a calanchi. L’intera area che oggi è stata dichiarata Parco Nazionale un tempo era zona di caccia dei nativi, che da qui riuscivano a trarre sostentamento per molti mesi l’anno grazie alla presenza di bisonti, capre e altri mammiferi. Il parco è di grande importanza anche a livello paleontologico per la grande quantità di resti fossili ritrovati di ossa, conchiglie, gusci di tartaruga e mammiferi vissuti circa 33 milioni di anni fa. Per quanto riguarda l’aspetto, lo dice anche il nome: si tratta di un ambiente ostile e dalle forme dure, levigate e modellate per migliaia di anni dagli agenti atmosferici ma che ospita una vita animale ricchissima. I picchi di arenaria e i calanchi si susseguono a perdita d’occhio, di cui il più iconografico è il Badland Wall, il muro, un’imponente e frastagliata formazione rocciosa lunga quasi 100 km. Rientro a Rapid City e pernottamento.

Tappa: 10 - Giorno: 10 - Nelle terre di Buffalo Bill  
Lasciamo Rapid City per riprendere il viaggio, questa volta in direzione ovest. Raggiungiamo Cody, situata proprio alle porte del parco Nazionale di Yellowstone, nello stato del Wyoming. La città prende il nome da “Buffalo Bill”, il cui vero nome era William Frederick Cody, un cacciatore, soldato e infine attore statunitense, il quale ottenne il famoso soprannome per l’altissimo numero di bisonti uccisi (4282 in soli 8 mesi) e per aver vinto una caccia al bisonte della durata di 8 ore. Buffalo Bill divenne un’icona cowboy, un “eroe americano” che avrebbe vendicato il colonnello Custer prendendo lo scalpo di un guerriero Cheyenne. Le sue imprese vennero narrate – e in larga parte inventate – nella letteratura e nella cinematografia, confondendo il confine fra realtà e finzione. Quel che pare certo però è che William Frederick Cody, a cavallo fra il 1800 e il 1900, vide in questa regione delle altissime potenzialità di crescita e sviluppo, tanto da decidere di fondare la città che porterà il suo nome, Cody.

Tappa: 11 - Giorno: 11 - Partenza per il parco di Yellowstone  
Dopo la colazione ci addentriamo dentro il Parco. Il Yellowstone National Park è presente nell’immaginario di tutti, complici alcune celebri figure del piccolo e grande schermo, ma lo spettacolo che si presenta dal vivo agli occhi dei suoi visitatori è incomparabile: geyser dai getti potentissimi, sorgenti calde, pozze sulfuree, un terreno che cambia colore e conformazione a seconda dell’azione geotermica con transizioni dal giallo al verde brillante. Un reticolato di fiumi e corsi d’acqua, a tratti in ebollizione e a tratti fresca e pescosa. Pozze che contengono tutti i colori dello spettro, dall’arancione al blu, e specchi d’acqua di un azzurro più brillante del cielo. Foreste rigogliose e animali rari come il grizzly, la lince, il lupo, l'orso nero baribal, il bisonte, l'alce, il puma, il coyote e la celebre aquila di mare dalla testa bianca, simbolo degli Stati Uniti d'America. Pernottamento nella parte settentrionale del Parco.

Tappa: 12 - Giorno: 12 - Il Yellowstone National Park  
Intera giornata dedicata all’escursione all’interno del Parco, che percorreremo da nord a sud per scoprirne l’incredibile varietà naturalistica che lo rende uno dei luoghi più magnifici del pianeta. Come ogni luogo dove l’attività geotermica e vulcanica è attiva, anche Yellowstone è sottoposto a continui mutamenti del paesaggio che potrebbero portarlo un giorno a cambiare completamente aspetto. Basti pensare che nel 1959 venne registrato un potente terremoto che causò frane tante imponenti da causare la formazione di un lago e di nuovi geyser. Pernottamento nella parte meridionale del Parco.

Tappa: 13 - Giorno: 13 - Il Grand Teton National Park e Jackson Hole  
A sud di Yellowstone si trova il Grand Teton National Park, uno stupendo scenario naturale in cui trovano il loro posto laghi montani dove non è difficile sorprendere alci e bisonti mentre si abbeverano. Per gli amanti dei trekking si tratta di un vero paradiso, con oltre 300 km di sentieri che si dipanano in tutte le direzioni… ma anche qui, attenzione all’ospite per eccellenza: l’orso! Giornata dedicata all’escursione nel Parco e proseguimento per Jackson, posta proprio ai confini del parco. Jackson, un tempo dedita all’allevamento, è oggi punto di riferimento per le escursioni naturalistiche nella regione e si trova nella “Jackson Hole”, una vallata ai piedi della catena del Teton (dal nome di una tribù di nativi).

Tappa: 14 - Giorno: 14 - Salt Lake City, la città dei mormoni  
Dopo la colazione attraversiamo la vallata del Jacson Hole per raggiungere Salt Lake City, la capitale dello Utah che prende il nome dal grande lago salato immediatamente a nord-ovest della città. Qui la presenza dei mormoni è molto forte, tanto che la città è il punto di riferimento per tutta la comunità statunitense. Proprio nel centro della città, nella piazza principale, sorge la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, il più grande e importante tempio mormonico del mondo.

Tappa: 15 - Giorno: 15 - Salt Lake City  
Colazione in hotel e giornata libera a disposizione in attesa del gruppo per proseguire la traversata verso sud. Pranzo e Cena liberi, pernottamento in Hotel.

Tappa: 16 - Giorno: 16 - Salt Lake City - Moab  
Dopo la visita della città partiamo in direzione sud per Moab, una cittadina che sorge sull’altopiano del Colorado, vicino all’omonimo fiume. Si tratta della porta d’ingresso per i celebri parchi del Colorado ed è riconosciuta come la rampa di lancio per le avventure “off-road” in 4x4, in mountain bike o in moto bike. Anche noi sfrutteremo Moab come base di partenza per l’esplorazione dei vari parchi. Arrivo, trasferimento in hotel e pernottamento.

Tappa: 17 - Giorno: 17 - Il Canyon Arches National Park  
Moab è in una posizione invidiabile, a breve distanza dai più bei parchi nazionali della regione, e oggi esploreremo il Canyon Arches. C’è un motivo se il Canyon Arches National Park si chiama così, ed è abbastanza intuibile: qui si trova la più alta concentrazione di archi in arenaria del mondo. L’intero paesaggio è disseminato di archi di ogni forma e dimensione (oltre 2000!), di blocchi giganteschi di arenaria, di massi posizionati in posizione apparentemente precaria eppure perfettamente in equilibrio, di pinnacoli e di tunnel scavati nella roccia. Rientro a Moab e pernottamento.

Tappa: 18 - Giorno: 18 - Il Canyonlands National Park  
Nuova giornata di escursioni e densa di contenuti paesaggistici. Il Canyonlands National Park, fedele al suo nome, si presenta ricco di canyon e di rocce modellate dall’azione erosiva dei fiumi, che hanno plasmato il paesaggio in gallerie e torri di roccia perfettamente levigate e smussate. Si tratta di un territorio quasi desertico dove l’impatto della natura sulla natura è più forte che mai, e dove non siamo altro che piccoli spettatori di una frazione di tempo nella vita dell’altopiano.

Tappa: 19 - Giorno: 19 - Da Moab al Bryce Canyon  
Lasciamo Moab e ci spostiamo verso ovest, in un paesaggio costantemente dominato dai colori giallo e ocra della terra. Quando si pensa allo Utah e ai parchi dell’ovest, irrimediabilmente la mente corre verso una distesa di pinnacoli giganti e coloratissimi: rossi, arancioni, rosa, che riempiono l’orizzonte. Si tratta del Bryce Canyon, un immenso sistema di guglie frastagliate e stratificate che si perdono a vista d’occhio, interrotte solo qua e là da alcuni gruppi di conifere. Escursione nel Parco Nazionale e pernottamento.

Tappa: 20 - Giorno: 20 - Brice Canyon - Lake Powell - Antelope Canyon  
Se i parchi visti fino ad ora ci hanno lasciato senza fiato per la straordinarietà delle formazioni rocciose, il Lake Powell in Arizona ci sorprenderà per il nuovo contesto in cui sono inserite: l’acqua. Questo enorme lago rappresenta una delle bellezze naturali (o quasi: è artificiale e la sua formazione si deve alla costruzione di una diga sul fiume Colorado) imperdibili dell’ovest. Le attività sono numerose e si adattano a tutti, dagli spiriti più adrenalinici a quelli più tranquilli, con escursioni a piedi e in kayak.Da Lake Powell si raggiunge l’Antelope Canyon, senza dubbio il più fotografato di tutti gli Stati Uniti. Non c’è da sorprendersi, le pareti levigate ed ondulate del canyon sono uniche, cambiano tonalità a seconda dell’ora e, più che a roccia dura, assomigliano a drappi di seta lasciati agitare in balia del vento. Proseguimento per Page, una cittadina di recentissima fondazione e pernottamento.

Tappa: 21 - Giorno: 21 - Da Bryce Canyon al Grand Canyon  
Lasciandoci accompagnare da un paesaggio sempre più vario arriviamo all’iconico Grand Canyon, il parco per eccellenza degli Stati Uniti, onnipresente punto di riferimento del “selvaggio ovest”. Ma perché il Grand Canyon ci affascina così tanto? Perché è talmente presente nell’immaginario collettivo da riuscire ad oscurare gli altri – magnifici – parchi? Probabilmente bisogna vederlo dal vivo per capirlo, occorre trovarsi in cima ad una gola profonda quasi 2000 metri cercando di scorgere le viscere della Terra; occorre far volare lo sguardo sulla vastità del mondo che ci circonda, e forse occorre ritagliarci un attimo di tempo per la contemplazione del canyon e per renderci conto che le cose più grandiose in natura non sono state costruite dall’uomo.

Tappa: 22 - Giorno: 22 - Il Grand Canyon National Park  
Giornata dedicata all’esplorazione del parco, seguendo la ramificazione dei sentieri alla ricerca dei punti panoramici più spettacolari del Canyon. Si scoprirà di più sulle formazioni rocciose e sull’azione millenaria dell’acqua e degli agenti atmosferici che le hanno modellate.

Tappa: 23 - Giorno: 23 - Gran Canyon National Park - Monument Valley  
Lasciamo l’Arizona e rientriamo in Utah passando per la Monument Valley. Si tratta di un immenso pianoro alluvionale da cui si distaccano enormi formazioni rocciose erose. Per quanto pazzesco possa sembrare, la Monument Valley non è stata dichiarata né Parco Nazionale né monumento nazionale, ma questo non le impedisce di rimanere uno dei simboli indiscussi del “far west” statunitense. Ci troviamo nel territorio degli indigeni Navajo, che qui affonda le sue radici e in tempi recenti è riuscito a riappropriarsi del controllo, seppur parziale, della zona: le guide, i campeggi e tutti i servizi turistici sono forniti dalla popolazione dei Navajo.

Tappa: 24 - Giorno: 24 - Monument Valley - Mesa Verde  
Proseguiamo il nostro viaggio nell’immensa pianura della Monument Valley, percorrendo la “Valley drive”. Superiamo The Mittens and Merrick Butte, i due imponenti monoliti che si stagliano sulla distesa pianeggiante e raggiungiamo le “tre sorelle”, tre alti pinnacoli posti a pochissima distanza l’uno dall’altro, in netto contrasto con i massicci monoliti della valle. Addentrandoci fra le distese di sabbia e di roccia ci sembrerà di essere all’interno di uno dei film western di John Ford, e chissà che non riconosciamo alcune delle zone in cui effettivamente si effettuarono le riprese dei suoi film. Ci spostiamo infine in Colorado per raggiungere un altro territorio dei navajo: Mesa Verde.

Tappa: 25 - Giorno: 25 - Mesa Verde, i nativi Anasazi  
Partiamo alla scoperta del Parco nazionale della Mesa Verde, dove le tracce lasciate dai nativi, i “popoli ancestrali” come vengono definiti qui, sono ancora perfettamente conservate. Non si conosce molto delle popolazioni che vissero qui a partire dal VI secolo, ma per convenzione vengono chiamati Anasazi (“antichi”, in lingua navajo). Gli Anasazi vivevano originariamente in abitazioni “a pozzo”, cioè delle in fosse scavate nella terra e riparate da un tetto in paglia o altri materiali simili. Con l’arco del tempo affinarono le abilità costruttive e cominciarono ad utilizzare il fango e le pietre per edificare le abitazioni, che arrivarono ad avere anche più livelli. Fu però all’inizio del XII secolo che gli Anasazi cominciarono a costruire le proprie abitazioni sfruttando il riparo naturale delle rientranze nella roccia, e questi insediamenti hanno resistito al tempo arrivando fino a noi.

Tappa: 26 - Giorno: 26 - Mesa Verde - Pagosa Springs  
Riprendiamo il viaggio in direzione est e arriviamo a Pagosa Springs, una cittadina del Colorado che prende il nome da alcune sorgenti termali che si trovano nei suoi paraggi; alcune di queste sono tra le più profonde e calde al mondo, ma non mancano le vasche naturali dove è possibile immergersi nelle “pagosah” il termine nativo che significa “acque curative”.

Tappa: 27 - Giorno: 27 - Il Great Sand Dune National Park  
A poca distanza da Pagosa Springs si trova il Great Sand Dune National Park, un immenso deserto di dune sabbiose che superano anche i 200 metri di altezza, formando un paesaggio che si fa quasi fatica ad associare agli Stati Uniti. Le dune vennero formate dai depositi del fiume Rio Grande e dei suoi affluenti, che una volta scorrevano in queste zone, prima che il ritiro dei ghiacciai li fece scomparire completamente. Proseguiamo per Pueblo, importante città del Colorado impiegata nella lavorazione del ferro.

Tappa: 28 - Giorno: 28 - Garden of the Gods e Colorado Springs  
Da Pueblo si raggiunge facilmente Garden of the Gods (il giardino degli dei), un parco caratterizzato da grosse formazioni rocciose immerse in uno scenario via via meno arido rispetto a quelli precedentemente attraversati, e che continua a variare man mano che ci avviciniamo a Colorado Springs, seconda città principale del Colorado dopo Denver.

Tappa: 29 - Giorno: 29 - Colorado Springs - Denver - volo di rientro in Italia  
Raggiungiamo Denver, la capitale dello Stato del Colorado. La città si staglia sullo sfondo delle Montagne rocciose, che giungono fin qui dal Canada dopo aver attraversato tutti gli Stati Uniti. Denver si trova a 1609 metri sul livello del mare, esattamente un miglio, ed è per questo che vi capiterà di sentirla chiamare “the mile-high city”. Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di rientro per l’Italia.

Tappa: 30 - Giorno: 30 - Arrivo in Italia  
Arrivo in Italia e fine del tour.

PARTENZE


01/07/2018 - Sarai accompagnato da:   ENRICO FIORAVANTI  

Prezzo del viaggio 13.699 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 13.699 Euro
LIVELLO 2: 13.438 Euro
LIVELLO 3: 13.176 Euro
LIVELLO 4: 12.915 Euro
LIVELLO 5: 12.653 Euro

01/08/2018 - Sarai accompagnato da:   FILIPPO SALVIONI  

Prezzo del viaggio 13.899 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 13.899 Euro
LIVELLO 2: 13.638 Euro
LIVELLO 3: 13.376 Euro
LIVELLO 4: 13.115 Euro
LIVELLO 5: 12.853 Euro

22/09/2018 - Sarai accompagnato da:   OMAR FRAGOMENI  

Prezzo del viaggio 13.699 Euro TUTTO INCLUSO

Iscrivendosi al club avrai molti vantaggi, tra cui riduzioni di prezzo variabili.
Il prezzo del viaggio per utenti che appartengono al:
LIVELLO 1: 13.699 Euro
LIVELLO 2: 13.438 Euro
LIVELLO 3: 13.176 Euro
LIVELLO 4: 12.915 Euro
LIVELLO 5: 12.653 Euro



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Servizi inclusi nelle quote viaggio

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 euro = 1,10 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale pagata in valuta estera è pari al 100% della quota base del viaggio.

 

La quota comprende:

 

  • Volo da Milano 
  • Tutti i pernottamenti in hotel 3 e 4 stelle come da programma o similari
  • Trattamento di mezza pensione (colazione in hotel e pranzi a pic-nic)
  • Minivan privato con aria condizionata
  • Guida/autista parlante inglese secondo l’itinerario
  • Gli ingressi nei parchi nazionali secondo l’itinerario
  • Tour Leader espero Kel 12 dall’Italia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti richiesto

 

La quota non comprende:

 

  • Tasse aeroportuali e supplementi carburante e sicurezza
  • Tutte le cene, le bevande, le mance, i facchinaggi, gli ingressi nelle riserve private pagabili in loco
  • Visti di ingresso (o procedure automatiche di registrazione per l’ingresso nel paese ESTA)
  • Assicurazioni mediche integrative  
  • Tutto quanto non espressamente indicato nella voce “La quota comprende
     

Bene a sapersi

Per questioni operative o di forza maggiore l’ordine delle visite potrebbe essere variato, mantenendo integro il viaggio.

Allo stesso modo gli hotel indicati in questo programma di viaggio potrebbero essere sostituiti con altri di pari categoria.

Gli hotel definitivi verranno confermati nel Foglio Notizie che riceverete con i documenti di viaggio.