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Meta-Morphosis. L’opera di Zhang Dali arriva in Italia

di Redazione

La sua opera raffigura la Cina contemporanea, il suo stile è stato definito Realismo estremo. Lui è Zhang Dali, tra i più importanti artisti cinesi contemporanei sulla scena internazionale, con opere esposte al MoMa di New York, alla Saatchi Gallery di Londra e allo Smart Museum di Chicago. Il 23 marzo inaugura a Palazzo Fava di Bologna Meta-Morphosis, la sua prima grande antologica italiana. Nei suoi lavori, sculture, dipinti, fotografie e installazioni, l’artista riflette soprattutto sulle contraddizioni che lo sviluppo del Capitalismo ha causato sulla popolazione cinese e sull’ambiente. Le drammatiche condizioni di vita dei lavoratori, l’urbanizzazione selvaggia che cementifica e cancella la tradizione sono i temi prediletti da Zhang Dali.

Zhang Dali, Dialogue Neon
Zhang Dali, Dialogue Neon

Con più di duecento opere in mostra, suddivise in nove sezioni, l’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio alla scoperta del suo percorso artistico. In apertura la serie di dipinti Human World, che Zhang Dali realizza negli anni Ottanta: in questi dipinti, a olio su carta in rosso, nero e bianco, i dettagli figurativi si mescolano a una rappresentazione onirica, così come elementi dell’arte orientale e occidentale si incontrano, contaminandosi a vicenda.

La riflessione sulla prevaricazione della modernità che cancella il passato e la tradizione trova posto in Dialogue and Demolition, il ciclo di fotografie che ritrae rovine delle costruzioni abbattute dalla furia della crescita urbana. L’artista propone un gioco di contrasti: grazie all’uso della tecnica del graffito, appreso proprio a Bologna, dove visse e lavorò, Zhang Dali dapprima disegna il profilo del suo volto e poi va a distruggerlo, creando così un’apertura che mette in luce i costi della modernizzazione sul patrimonio storico e culturale e svela il contrasto tra la Cina tradizionale e l’epoca contemporanea.

Permanence, Zhang Dali
Permanence, Zhang Dali

Realizzate tra il 2001 e il 2002, le sculture di One Hundred Chinese sono calchi di persone reali e rivelano le condizioni di vita del popolo cinese nel nuovo millennio, travolto dalla globalizzazione. Le vite di questi individui apparentemente ricche e privilegiate, sono in realtà schiacciate dai ritmi sfiancanti della modernizzazione. Un elogio alle persone comuni è racchiuso in Permanence, dove grandi statue non raffigurano divinità o eroi, ma semplici lavoratori e migranti. Se tanti e forti sono i temi su cui il visitatore è invitato soffermarsi, non mancano però spazi in cui ritrovare un senso di pace e armonia: è il caso della serie World’s Shadows, nella quale l’artista attraverso l’antico processo fotografico della cianotipia disegna su tela di cotone o carta di riso delicate ombre umane, animali e vegetali.

Pigeons Cyanotype on Cotton, Zhang Dali
Pigeons Cyanotype on Cotton, Zhang Dali

 

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