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I viaggi che “fanno” le persone

di Marilena Roncarà

Il suo è stato un ingresso privilegiato nel mondo dei viaggi, accanto a un professionista serio e preparato, decano del turismo a Roma, che l’ha voluta al suo fianco in agenzia. È qui che la consulente di viaggi Cinzia Nurzia apprende le basi di questo mestiere innamorandosene al punto di decidere, appena dopo circa un anno, di aprire una succursale diventata poi un’agenzia indipendente. E siamo solo agli inizi.

Com’è cambiato il modo di viaggiare dagli inizi del suo lavoro a oggi?
Ho iniziato a lavorare nel turismo alla fine degli anni Ottanta: niente internet, niente social network, tutto era veicolato dalle agenzie di viaggio. Ora la situazione è completamente cambiata: il facile accesso ai servizi, l’enorme offerta del web e il successo delle compagnie low cost hanno reso possibile “l’infinito viaggiare”. Si viaggia di più e a costi inferiori, il che è un’evoluzione. Ma si viaggia meglio? Questa è la mia perplessità: ho la sensazione che ci sia meno consapevolezza. Scriveva Proust: «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi». E gli occhi, per osservare e per comprendere, hanno bisogno di consapevolezza, di tempo e passione.

Come è arrivato nella sua vita il mondo Kel 12?
Ho iniziato a seguire e a proporre la programmazione Kel 12 più di vent’anni fa, vivendo la stessa suggestione dei viaggiatori. Gli studi di antropologia mi hanno stimolato: vedere ad esempio i Bororo vestiti a festa per il Gerewol o le folle di indù ammassate sul Gange per il Kumbh Mela era come tornare tra amici lasciati nei testi universitari. L’eccellenza dei feedback ha consolidato questo rapporto e mi ha spinto verso una scelta commerciale sempre più rivolta ai viaggi di nicchia, dove la mia professionalità non potesse essere sostituita sic et simpliciter dal web.

Circle Club viaggiatori sede di Roma. Evento alla Lanterna
Evento alla Lanterna della sede Circle di Roma

Ci racconti la genesi dell’agenzia Kel 12 di Roma.
Kel 12 Travel di Roma nasce nel gennaio 2017
per consolidare e ampliare la presenza Kel 12 nella capitale. È un progetto ideato anni fa con Gianluca Rubino e Massimo Grossi che prevedeva la creazione di una rete vendita attraverso agenzie selezionate per professionalità, competenza e passione, con l’obiettivo di promuovere il marchio Kel 12 nel mercato capitolino. Quel progetto iniziale si è evoluto in qualcosa di più ambizioso: la nascita del Club dei Viaggiatori, il Circle, che ha approfondito e completato l’idea base del rapporto con il pubblico attraverso figure professionali di alto profilo, i consulenti. Il proposito è creare una comunità di utenti che possano rivolgersi al proprio consulente per qualsiasi esigenza di viaggio e per qualsiasi destinazione: siamo infatti Kel 12 Travel, dove “Travel” sta a significare che ci occupiamo dei viaggiatori a 360 gradi e non solo per i prodotti del marchio Kel 12. Ovviamente secondo criteri di scelta di operatori di fiducia accuratamente selezionati. In piazza Cavour abbiamo creato la sede fisica di questo progetto: un luogo aperto anche a conferenze tenute dai nostri esperti su destinazioni quali, tra le altre, la Mongolia, l’Iran, l’Islanda e le Rocky Mountain o da relatori esterni d’eccezione, come ad esempio Olga Mazzoni, massima esperta della destinazione USA. L’ingresso è riservato ai soci e su invito personale. Offriamo ai nostri ospiti un patrimonio di immagini e conoscenze di esperti professionisti e come ritorno abbiamo una partecipazione attiva ed entusiasta: si crea un momento di condivisione e di confronto, un vero e proprio “salotto” di amici.

Perché un viaggiatore dovrebbe entrare nella sede Circle di Roma?
Entrare nella nostra agenzia vuol dire entrare a far parte di una community non solo virtuale, ma fatta di incontri e rapporti personali. Alla base c’è una pluridecennale esperienza nel mondo dei viaggi, la nostra preparazione personale e la nostra empatia. Ogni singolo viaggiatore è per noi un mondo di cui conoscere gusti, abitudini, esperienze e desideri, per poter far aderire la nostra professionalità alle personali esigenze di ognuno.

Che cosa le piace di più del suo lavoro?
Il contatto con il pubblico è un rapporto delicato ma fondamentale: non occorre solo creare empatia, fiducia, amicizia, occorre sapere ascoltare. Ogni volta è come fare un piccolo viaggio nei desideri e nei sogni dei viaggiatori. Un consulente di viaggi può interferire su uno dei beni più preziosi e rari nella nostra società, il tempo libero. È un tempo che richiede rispetto: ci deve essere conoscenza, passione e studio quotidiano.

Il rapporto viaggi e cultura: come funziona questo binomio?
L’incontro con il “diverso da sé” è un aspetto fondamentale del viaggio, anche se spesso valutato solo in superficie. È osservando la diversità, vivendoci a stretto contatto, seppure per un tempo limitato, che è possibile capire “Chi siamo” e dare la giusta dimensione alla nostra identità. Invece che partire da sé e osservare gli altri, si deve partire dagli altri per poi osservare se stessi, in un viaggio nel viaggio in cui si scoprono nuovi mondi e si ritrova il proprio universo. In questo senso il viaggio ha un valore altamente culturale: non solo educa alla conoscenza, al rispetto e alla tolleranza, ma può diventare un momento di crescita dove la consapevolezza del chi siamo nel mondo infonde il coraggio e l’intelligenza necessaria ad affrontare le dinamiche problematiche del nostro sistema culturale. Inoltre viaggiare “lasciando solo impronte” è un valore che indica rispetto e sensibilità verso le diversità biologiche e le culture indigene, vuol dire lasciare un segno che non diventi una ferita, ma che sia un stimolo culturale per noi e per gli altri. Capire “chi siamo”, osservando “chi sono”.

Perché viaggiare resta un’esperienza imprescindibile?
Anche un piccolo viaggio può diventare sinonimo di grandi esperienze: sta a noi viaggiatori saper cogliere tutte le opportunità e sta a noi consulenti fare il possibile perché ciò si realizzi. Far partire un viaggiatore innamorato di un luogo che ancora non conosce, è un appagamento professionale e umano.

Articolo pubblicato su Circle Magazine, issue 05 / ottobre 2017. Clicca qui per sfogliare il magazine.

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